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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 04 febbraio 2013 alle ore 7:28
    Il nostro amore

    Notti calde
    a celebrare
    il nostro amore
    nell'intimo calore,
    gustare
    il suo sapore forte
    e scaldarci
    a quel falò scintillante
    fino alla sublimazione totale;
    appagare il bisogno
    mai soddisfatto
    di estinguere la sete
    che abbiamo di noi,
    voluttà
    dal sapore compagno,
    sollievo placante
    della fame interiore,
    tonificata dal sentimento
    consumato
    sul desco familiare
    dove il vincolo affettivo
    si consolida
    a perpetuare
    il banchetto dei sensi
    e poter progredire
    nel più roseo futuro.
    .
    cesaremoceo

  • 04 febbraio 2013 alle ore 7:17
    Vorrei diventare... (villanella)

    Vorrei diventare...
    vorrei diventare le tue pantofoline,
    per poterti stare sempre sotto ai piedi
    ma se tu lo scoprissi, se te ne accorgeresti,
    per straziarmi, il giorno a correr passeresti.

    Vorrei diventare...
    vorrei diventare... cedrangolo
    per stare sulla tua finestra tutto il giorno
    ma se tu lo sapessi... non mi annaffieresti
    per farmi seccare: la morte mi daresti.

    Vorrei diventare...
    vorrei diventare il tuo specchio
    e rimirarti per quanto sei bella
    ma se tu lo sapessi, se te ne accorgeresti
    a qualche vecchia, laida, di certo mi daresti.

    Vorrei diventare...
    vorrei diventare di ghiaccio
    e non bruciare più per quanto t’amo
    ma se tu lo sapessi, se te ne accorgeresti
    con gli occhi ardenti tuoi, mi scioglieresti.

  • 03 febbraio 2013 alle ore 21:47
    Vela

    Un petalo candido
    trascorrente l'azzurro
    aperto al vento
    così la vela vedo
    dall'alto nel lago
    proprio di sotto.

    Fila in silenzio
    il cuore preso
    al suo seguito.
     

  • 03 febbraio 2013 alle ore 9:47
    Amanti

    Trucchi fantasiosi
    accattivanti
    ma sempre più
    intricati e vuoti,
    nel gioco
    di combinazioni
    voluttuose
    a sfidare l'assurdo
    e tendere all'infinito;
    filtrare questo
    frivolo splendore
    attraverso
    le crepe del cuore
    e mirare sempre
    all'efficacia futile
    di un illusorio rapporto ;
    inserirlo in precise
    finalità esistenziali,
    oggi che l'antico
    è riveduto e corretto
    con occhi moderni
    e trasportato
    dal venticello delle novità
    con i sentimenti puri
    a far disperare
    nel piacere
    del compiacimento
    e conserva
    nella fodera della passione
    il pugnale del tradimento,
    disprezzo quel vuoto
    Io, innamorato
    della Tua pienezza
    che nessuna
    emozione diversa...colma.
    .
    cesaremoceo
    (ispirata dal mio mestiere)

  • 02 febbraio 2013 alle ore 20:42
    Splendida serata...

    Splendida serata
    amore mio
    che questa luna
    ci porti fortuna,
    questa luce
    di candide stelle
    ci inebri di noi,
    godendone a pieno.
    Il tocco leggero
    delle nostre labbra
    il profumo
    della vita
    dell'amore.
    La nostra mente
    ormai persa
    nel nostro amore.
    I nostri corpi
    frementi
    si cercano
    sussultano d'amore
    ondeggiando
    nel piacere.
    Splendida serata
    amore mio...

  • 02 febbraio 2013 alle ore 17:17
    ElefantE

    Si sperdono nell'aria
    le ore svanite-
    Ricami d'autunno.

  • 02 febbraio 2013 alle ore 16:15
    Cuori di ghiaccio

    I cuori di ghiaccio
    vorrebbero vivere
    ma non sanno la strada

    si dimenano
    in quella gabbia di gelo
    senza trovare le chiavi
    e implodono
    nelle loro emozioni
    scalpitando furenti
    in labirinti di neve
    nemica

    le grida non escono
    le lacrime sono una grandine
    che feriscono il viso
    da dentro

    I cuori di ghiaccio
    sono fragili che puoi ammazzarli
    con un solo sussurro

    spade di stalattiti
    ribaltate su sé
    urlano
    rigonfiando il silenzio
    di una morsa di acciaio
    e velluto

    Amali
    come amare l’assurdo
    non spostare lo sguardo
    da quel centro degli occhi
    che tradisce la vita
    mai

    fissano
    di uno sgaurdo implorante
    quell’incendio che doni
    e vorrebbero in sè

  • 02 febbraio 2013 alle ore 14:17
    se fossi

    Se fossi vento di scirocco
    ti avvolgerei con il mio impeto caldo
    e ti trascinerei a conoscere l’amore
    che mi pervade
    quando guardo l’universo
    così
    come è stato creato
    dalle mani di Dio.

    Se fossi vento di tramontana
    ti stringerei nella mia morsa gelida
    per portarti con me a visitare
    il dolore del mondo
    oggi
    seviziato ed afflitto
    dalle mani dell’uomo.

  • 02 febbraio 2013 alle ore 13:44
    Coralli

    Al calar del giorno
    mi ritrovo in te
    accovacciato
    dentro i tuoi pensieri
    nudo e senza fame,
    sazio solo
    dei tuoi complessi verbi.
    E
    mi perdo
    nelle anse coralline
    dei tuoi occhi,
    precipitando felice
    nei fondali del tuo amore.

  • 02 febbraio 2013 alle ore 12:19
    Questo Sogno

    nel momento
    che questo Sogno si disfa
    della carne che lo veste

    trasfigurandosi
    in cristalli di luce

    ... una nuvola di uccelli
    uscirà dal suo arioso
    cranio

    a glorificare il Signore

  • 01 febbraio 2013 alle ore 23:41
    Sul ponte

    (Le lacrime son sassi
    gettati giù dal ponte
    che passa sopra gli anni
    per colpire,
    per colpirsi,
    liberarsi
    o farsi male).

    Il primo sasso
    lo guardo
    mentre corre in verticale
    a spappolar di anelli
    sul riflesso del mio viso.

    (E mi ridà me stesso
    raccontato
    in una ruga d'espressione)

    Del secondo sasso
    odo
    lo spaccarsi dell'acqua
    ed il suo schizzo
    (plof)
    Che mi ridà le grinze
    e le borse sotto gli occhi.

    Il terzo sasso invece
    imbianca il mio riflesso
    e i miei capelli.
    Mi riconosco appena
    mentre lenti
    si fermano gli anelli
    a definir l'immagine.

    (E mi ritrovo col maquillage rifatto
    ricurvo sui miei anni).

    L'ultimo sasso
    infrange il mio riflesso
    e ne dilania il volto.
    Anelli che si allargan
    mi deturpano pensieri
    e percezioni.

    (Nell'acqua
    che allenta i movimenti
    mi riconosco
    giovane, corvino
    e con la pelle tonica
    come se le primavere
    fossero affondate).

  • 01 febbraio 2013 alle ore 19:56
    Guardando il Mondo

    Umanità, sotto l’acqua che scroscia
    grani di pioggia che spacca
    ogni emozione e pensiero
    Il cuore di freddo si strazia
    lamine verdi
    d’argento e di giallo si affilano
    e l’anima squarciano
    E’ il cuore di Madre sconfitto
    dalla follia
    del suo Mondo disfatto.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 14:59
    Voglia di diversità

    Elevare l'anima
    a permeare giorni
    altrimenti
    sempre uguali;
    sprofondare
    con la fantasia
    in colline fiorite
    a scorazzare 
    su chimere surreali
    per recuperare
    l'esperienza;
    rinnovarsi
    senza calpestare
    le proprie origini
    e godere
    di piccoli crogiuoli
    di tradizioni
    sfociate
    in trasgressioni
    con guizzi
    di fascino personale
    assaporando
    il piacere
    di riscrivere la vita
    e...continuare a sognare.
    .
    cesaremoceo

  • 01 febbraio 2013 alle ore 14:54
    altro morire

    Sempre più la mente
    labile e incerta
    procede.
    Angoscia di un nulla m’invade,
    morte del pensiero
    morte dell’anima.
    Questa sola,
    vera temuta morte.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 11:42
    Salvami

    Salvami col tuo amore
    quando vuoi.

    Salvami perché
    non posso vivere
    con la paura di morir senz’amare.

    Salvami col tuo sorriso
    quando vuoi.

    Salvami perché
    i miei occhi
    han conosciuto solo tristezza.

    Salvami con una carezza
    quando vuoi.

    Salvami perché
    non ho mai sentito
    una mano accarezzarmi il viso.

    Salvami ti prego,
    da quest’inferno
    che si chiama indifferenza.

    Anno di stesura, 28/01/2013 - Inedita.

    Centrone Stefano © 2013

    Commento alla poesia.

    “Salvami ….. quando vuoi”  non vuol dire salvami quando hai tempo e se ne hai voglia.
    Il mio messaggio, vuol dire: “Salvami…., aspetto te. Poiché solo tu puoi salvarmi”.
    Quel tu è riferito al cielo e il cielo, per me, è l’Onnipotente.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 10:23
    Verso L'Eterno

    Ho vagato sopra le stelle 
    Aggrappato all’immenso
    Impaurito e terrorizzato,

    Sono rotolato nel vuoto
    E sulle nuvole del cielo
    Senza rischio di cadere,

    Il richiamo dell’Eterno
    Mi ha parlato sottovoce
    Ritorna tra i volti in vita.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 10:21
    Non Svanire

    La mente traccia
    Candide praterie
    Senza trovare lei,

    Dove sei mia piccola,
    A sognare libera e serena
    Tra la brina e la rugiada?

    Non svanire dalla mia vita
    Faresti gemere stelle e sole
    E velerebbe il mio giardino

    Di questa  primavera
    Profumata di rose rosse
    E armonie di colori.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 9:39
    Dolci note

    O suonatrice di violino!
    Il violino dolce e carezzevole 
    suona per me!
    Il violino,
    con le sue corde tese
    vibranti di passione,
    suona per me!
    Vibrazioni armoniose,
    assieme ad aliti e sospiri
    creano
    onde veloci,
    onde lente,
    onde che migrano,
    onde che urtano,
    onde che rimbalzano,
    onde su onde,
    dolci note
    stridenti e fervide,
    vigorose,
    risonanti con il mio agognato
    tremolio armonico.

  • 31 gennaio 2013 alle ore 22:35
    Dietro a fresche finestre

    Dietro a fresche finestre
    di pioggia,
    appare piangente,
    il volto riflesso.

    E si perdono
    sguardi,
    dietro a rapide nuvole
    lividi bruni
    anelanti a orizzonti.
    Ma impetuoso e fiero,
    l'ultimo raggio scarlatto
    di un giorno infinito
    come lama crudele
    le squarcia.
    ...E, trionfa...

    Dietro a fresche finestre
    di pioggia,
    lunghe ali
    di stormo lontano
    carezzano la mente.
    liberando mesti pensieri

    E nella sera senza stelle
    che scende
    a poco a poco,
    alto s'invola
    un sogno proibito
    che dolce e beffardo
    nel buio
    Scompare.

  • 31 gennaio 2013 alle ore 17:45
    vernissage

    con i lustri che passano giusto un lustrino
    sulla giacca ingentilisce il tardo aspetto
    della cute truccata con oli oli-gominerali
    ed è tutto un fissaggio di creme e cremine
    per poi affrontare il nuovo giorno oscurato
    da scorie carboniche che distruggono il nostro
    paziente vernissage ma fa più fico
    questa cosa del cosa è o cosa non è
    come il gioco delle bambole
    o delle piccole cucine dove mia nonna
    deformava le pettinature
    o inventava quale piatto servire in tavola
    che i materiali oggi non valgono un cazzo
    come le camicie che compri
    per poi buttare il colletto
    insozzato da polveri mischiate
    a sputi e a tossici sproloqui
    così salivazioni e sperma raffermo
    sui marciapiedi delle nostre città da bere
    sono gli unici compagni di bevute.

  • 31 gennaio 2013 alle ore 15:16
    Strade di casa mia

    Che scenario sublime
    percorrer quelle vie
    in un continuo  incunearsi
    e nascondersi tra ficus
    oleandri e cipressi;
    un ginepraio
    di fantastiche visioni
    tra mare e monti gibbosi,
    a un dito dal toccare
    il bel cielo azzurro;
    l'occhio
    a spaziare sulle valli, 
    i paeselli
    arroccati tra le rocce
    a esaltare
    la loro radice plebea,
    con il loro aspetto fiero
    e il dignitoso orgoglio
    scalfito in un panorama
    di luci e di colori
    a nobilitare le loro genti.
    L'emozione non da pace,
    ogni curva un sussulto,
    una nuova suggestione
    e gioire pensando al creato.
    .
    cesaremoceo

  • 31 gennaio 2013 alle ore 13:31
    La sistola

    Ir mi' giardino è bello
    e per tenello ammodo
    aprii 'rrubinetto del lavello
    ma 'n terra 'r tubo
    s'era tutto annodo.

    Un mi riuscia fermallo
    tanto si contorcea come un pitone
    che mi toccò pestallo
    e chiude ll'acqua
    che un facesse più pressione.

    Poi la riaprii
    puntando 'r tubo cor dito davanti
    sulle piante
    e quando sentii lo spisciolio
    scende sulle scarpe
    penzai: "Meno male
    che un son vestito elegante".

    Ma poi guardai 'fiori
    e 'colori belli der giardino
    e penzai "chisenefrega!
    L'acqua s'asciuga".
    E un sorriso s'allargò
    tra un rigagnolo e una ruga.

  • 30 gennaio 2013 alle ore 23:27
    Cielo e nebbia

    Pende dalle chiare distese nude
    l'amor che col suo oscuro canto allude.
    Melodia che col crudo ferro tace
    evapora in un candido "mi spiace"...

    E il grigio resta muto,
    ravvivato da linfa
    che al contatto con
    il sudicio cemento
    si disperde
    in un afono lamento.
    Il circolo si chiude sulla scia.
    È lì! Eppure fugge dai suoi occhi.
    E non vedrà
    e non dirà
    di quei pallori essangui
    e quei rintocchi,
    ma lascerà che il vento lavi via
    le macchie della sua normalità.

    Amore, possa tu erogar perdono:
    dimentica quest'infima morale,
    ignora il perpetuarsi dell'errore,
    ricorda che anche tu sei stato tale.

    [ad Antonio Minichini e tutte le vittime della camorra]

  • 30 gennaio 2013 alle ore 23:14
    Ogni giorno

    Ogni giorno
    gioco a moscaceca
    con la vita
    mi nascondo
    dietro muri di parole
    per evitare di vedere
    gli attimi sbagliati,
    ma quando  li scopro
    inevitabilmente
    " libero tutti".

  • 30 gennaio 2013 alle ore 22:56
    Un frasario del mio immaginario...

    Una mamma
    ti culla
    ti ama
    ti adora.
    Una mamma
    con tutti gli errori
    di un figlio
    perdona
    comprende
    ti avvolge
    di coccole
    ti ascolta.
    L'amore
    di una mamma
    è immenso
    non ci sono limiti
    di parole
    e né confini
    per spiegare.
    Ti circuisce
    ti imprigiona
    dei suoi sorrisi
    della sua dolcezza.
    Io non sono mamma
    e forse mai lo sarò,
    ma in un frasario
    del mio immaginario
    sogno tutto questo
    da tempo
    e mai ne godrò,
    mai pronuncerò
    la frase
    figlio mio,
    mai avrò
    le tue confidenze
    la nostra complicità.
    Vivo solo 
    di un frasario
    del mio immaginario...