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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 dicembre 2012 alle ore 20:38
    Scalano gli anni (Impressioni)

    Scalano gli anni
    alpinisti
    addestrati
    che come soffi
    di venti
    s'incamminano
    per un'altissima vetta
    esibendo zanne
    grintose, con facce
    tremanti, bagnate
    diramandosi
    nei rifugi salvatori
    dei presagi della mente
    gelata, saldando
    ripensamenti

  • 11 dicembre 2012 alle ore 18:12
    III

    E Betlemme è tutta quanta in lutto
    chè i pargoletti tutti, crudelmente,
    sono soppressi per  insana mente
    in ciò che sadico cuor non tien costrutto.

    Quando l’Onnipotente il marcio frutto
    da triste terra estirpa, finalmente,
    e lo relega dove niuno è niente
    a rintracciar nido d’altri distrutto

    a Nazaret di Galilea è la Famiglia
    donde al Giordano, Gesù, candido Figlio,
    da Giovanni è in acqua, cristianizzato.

    S’apre lo Cielo e dal candor di giglio
    colomba  Spirito Dio armonizzato,
    grido s’ode: Questo è mio diletto Figlio

    dal quale assai mi sono rallegrato.

  • 11 dicembre 2012 alle ore 18:10
    II

    Della Giudea Erode è imperante
    e molti hanno subito intemperanza
    Nessuno presso lui tiene  speranza
    che per alcunchè mai fu impenitente.

    Al Re dei re non prostra reverente
    sconoscendo, cosi , somma potenza
    decreta, anzi, a nome di tracotanza
    stroncar la vita del Santo lattante..

    Per un divino avviso in sogno avuto
    s’incammina Giuseppe in ver l’Egitto
    con alma in pena e  lo core trafitto

    per di Nutrice patire e Figlioletto
    sognando Palestina e caldo letto
    lungi da imposto quanto vil tributo.

    Per impervio sentiero sconosciuto
    avanza a lume di parlare muto
    seguito dalla docile asinella
    con Dio e Santa Regina sulla sella.

  • 11 dicembre 2012 alle ore 18:08
    I

    Tutto di bianco intorno è ricoperto
    e ancor la neve cala volteggiando
    mentre leggero il vento sibilando
    vola la neve nell’andare incerto.

    Con l’ansia in petto, a passo svelto e certo,
    di porta in porta Giuseppe va bussando
    ed un lettuccio per Maria invocando,
    in loco pur modesto  ma coverto.

    Ma non è locandiere a dare ascolto
    ch’ogni cantuccio dell’albergo è pieno;
    indi, posto può tener su paglia e fieno.

    Colui che delle stelle è ancora più alto
    nasce nel letto di una mangiatoia
    ma per Giuseppe e per Maria è piena gioia.

    Al  caldo del  respiro, nella stalla,
    docile bue l’ accoglie e l’asinella
    che di Natività  sono gaudenti
    non  quali quadrupedi incoscienti

    ma animali bipedi intelligenti,
    che forzan loro mantici ansimanti.
    onde donare tepore agli astanti.

  • 11 dicembre 2012 alle ore 15:59
    Echi solitari

    Quando ti cade
    addosso la stanchezza
    e sei così spento 
    che i pensieri
    inciampano in rade
    ragnatele di tristezza
    e infinito e lento
    sembra il tempo da ieri
    trascorso invano,
    opachi  si fanno gli occhi
    che lieti brillavano
    come limpidi specchi
    nella  gioia, e in gola
    urgente avanza il pianto,
    né favola c’è che ti consola,
    né aquilone al vento,
    né mano amica
    che al suo tepore sciolga
    musica di saggezza antica
    e il tuo dolore accolga.
    Echi solitari
    rotolano
    fra i muri scorticati
    dei vani giorni,
    quali spogli filari
    si avvolgono
    contorti e disseccati,
    e di strani contorni
    ricamano
    quest’alba menzognera.
    Vaghi profili
    d’ombre in preghiera,
    echi solitari
    dei vuoti giorni
    nell’attesa che Dio ritorni.

    (fm)

    11 dicembre 2012

  • 11 dicembre 2012 alle ore 14:31
    Rotte imprevedibili

    La vita segna
    rotte imprevedibili
    sospinte dal fiato
    degli uomini.
    Soffi che diventano
    sinfonie di respiri
    anche affannosi,
    nutrimento di venti
    impetuosi e taglienti,
    in trame pungenti
    intessute tra albe e tramonti
    e oltre i confini della notti.
    Mi sono svegliato un giorno
    aspirante poeta
    e vivo a perseguire
    questa impossibile meta,
    per sentirmi abbracciato
    dal mondo 
    e ritoccare il tempo
    a restituirmi
    gioventù di senno 
    e voglia di risalire
    la corrente dei pensieri
    che trascinano ovunque,
    in gorghi vorticosi,
    non essere solo un animale
    che lotta per sopravvivere
    e non tornare là
    dove ogni sogno muore
    appena sbocciato.
    .
    cesaremoceo

  • 11 dicembre 2012 alle ore 14:03
    Haiku - "Basso impero!"

    Urla assordanti
    Echi di astri cadenti
    E' vicino il caos! 

  • 11 dicembre 2012 alle ore 13:13
    Passato

    Non potrò mai cancellare
    non ricordare
    non dimenticare
    rimembrare
    rammentare
    riannodare

    le passate immagini
    ricordi lontani
    memorie antiche
    rare impronte
    incerti fossili
    cancellate tracce

    del tuo passaggio
    del tuo forte animo
    del tuo carattere
    dell’ ormai trascorse sere
    come compagno
    ormai abbandonate

    mi prende nostalgia
    mi assale monotonia
    mi coglie turbamento
    mio animo in lamento
    sol la tua presenza
    lenirmi potrà.

  • 11 dicembre 2012 alle ore 12:57
    Parole che cambiano

    Tintinnanti parole di cristallo
    il dolore spezza.
    Gelido vento trasporta
    parole di ghiaccio, lame taglienti

    Parole che facevano fusa,
    or come cani randagi
    affamate azzannano,
    straziano chi le ascolta

    Parole come il cielo all'aurora,
    poi alba, poi giorno d'estate.
    Ora notte d'inverno infinita
    appaiono a chi le riceve

    Parole come onde leggere,
    accarezzanti sul bagnasciuga.
    Poi cavalloni rombanti,
    Afferrano, affondano chi le sente

    Parole che cambiano.
    Cambiando, cambiano un mondo.

  • 11 dicembre 2012 alle ore 12:55
    Non sorgere, sole

    Se il sole non sorgesse domani
    sarebbe una notte infinita,
    col freddo che avvolge le membra
    e il buio che ottenebra i sensi.
    Sarebbe il mio vivere di oggi

  • 11 dicembre 2012 alle ore 9:36
    Famiglie

    Passioni che fuggono
    sulle ali della realtà,
    pensieri gettati,
    inseguono famiglie
    perdute nella vuota gloria
    del buio dell'anima,
    inghiottite da nebbie 
    sempre più fitte
    piangendo lacrime
    di sangue e di fango,
    con le tasche vuote,
    d'affetti e di denari,
    ma piene d'ozio,
    a chiedersi il perchè
    di questo perdersi.
    Arenate all'ultima spiaggia,
    sballottate nella risacca
    del mare delle malvagità
    di una vita impastata di noia,
    vanno allo sbaraglio nel peccato,
    che ha l'intensità dei colori
    di un'arcobaleno
    dopo la tempesta;
    tutti a predicare
    l'idea giusta
    della famiglia perfetta,
    fintando d'ignorare
    cosa bolle nella loro pentola,
    mentre il tempo passa
    e la gioventù
    si perde...come sempre.
    .
    cesaremoceo

  • 11 dicembre 2012 alle ore 7:52
    Rosso

    Rosso come il fuoco che lingueggia
    rosso come la brace che scintilla,
    rosso come il ferro rovente,
    rosso come il magma che schizza,
    rosso come la lava che scorre,
    rosso come il sangue
    che fluisce nelle vene,
    rosso come il tramonto
    che vira al verde,
    rosso come l'alba
    che annuncia un nuovo giorno,
    rosso come le tue labbra fulve,
    rosso come il cuore che batte forte,
    rosso come la porpora vermiglia,
    rosso come la passione che provo per te.

  • 11 dicembre 2012 alle ore 7:25
    Sogni abortiti

    Pensare di ripercorrere
    a ritroso lontane strade
    già calpestate
    da passi affrettati,
    a individuare
    rigeneranti piazzuole
    dove fare il pieno
    di parole d'autore,
    e con gli occhi del cuore
    avere accesso
    alle ragioni che fluttuano,
    disperse
    nell'acqua salmastra
    del niente.
    In questo tumulto burrascoso
    di emozioni impregnate
    nelle poche pennellate
    di chi resiste
    su frontiere antiche,
    esalto l'amore all'aria pura,
    la libertà di alzarsi
    al crepuscolo dell'alba
    e tornare
    al tramonto della sera, 
    fissando là
    le lancette
    del mio orologio biologico.
    Ora che tutte le verità
    si sono manifestate,
    sfumando le giornate
    al suono di note
    ben conosciute e ripetitive,
    costringendomi
    a monologhi urlati
    al mio vuoto abisso,
    mi restano le briciole
    dei miei sogni abortiti.
    .
    cesaremoceo

  • 11 dicembre 2012 alle ore 1:10
    Traccia

    Dio
    cosa ne vuoi fare
    di questo cuore
    che
    nereide

    dell'abisso
    poi risorta
    Mi fai reclamare
    a gran voce
    il battito
    sensuale
    del fuoco
    Il suo piglio
    nel gemito
    La carezza
    del vento
    intrepido

    Cosa ne vuoi fare tu?
    Già buttato
    e raggiunto
    ripreso
    ingoiato
    e respirato
    fuori

    Lì dove i corpi
    si fondono
    in musica
    senza
    mente

    Fluiscono

  • 10 dicembre 2012 alle ore 23:30
    Guardo il Mondo

    Umanità, sotto l’acqua che scroscia
    grani di pioggia che spacca
    ogni emozione e pensiero
    Il cuore di freddo si strazia
    lamine verdi
    d’argento e di giallo si affilano
    e l’anima squarciano
    E’ il cuore di Madre sconfitto
    dalla follia
    del suo Mondo disfatto.

  • 10 dicembre 2012 alle ore 19:41
    La mia terra, la mia vita

    E’ qui che son nato,
    in questa pace eterna,
    dove il cielo abbraccia la terra.

    Dove volano aquile libere,
    in cerca di mete
    ad esse assegnate.

    E’ qui che son nato,
    ed è qui che ritorno,
    con i miei ricordi d’adulto e da bambino.

    Qui…, in quest’immensa valle che incanta,
    e cerca riparo nei miei pensieri,
    nei miei ricordi. Ricordi vivi, più che mai.

    E’ qui che son nato,
    dove un sorriso è la vita eterna.
    Vita d’amare, vita da sognare.

    Poiché solitudine, ahimè, uccide.
    A volte, senza pietà alcuna.
    Altre volte, con inganno.

    E’ qui, amici miei, che son nato,
    tra fiori che parlano d’amore.
    Tra sguardi che nulla nascondono.

    Tra amori che mi rapiscono,
    riportandomi qui,
    dove non vi è sensazione più vera.

    La mia terra, la mia vita.

  • 10 dicembre 2012 alle ore 15:24
    Quattro Cento sedici

    La luna e' vassoio rovesciato, scivola il contenuto argento sulla calotta di un'altra sera. Punti e croci, piccole, nere zuffe fra uccelli dalle ali ingombranti . Piumati boomerang bianchi si flettono con un ratto nel becco, il ratto saggia il cielo lontano dalla tana, per altare un ramo , una guglia di roccia. Peloso, ridicolo aerostato , grigia portata senza cottura sollevata tra le stelle, scovata tra le gambe della terra come un pidocchio. La notte e' spiona quando e' complice di morte: non aveva squittito povera bestia. Non un fiato per il gomitolo di fogna ora impalato sul fuso dell'artiglio. 

  • 10 dicembre 2012 alle ore 15:20
    Quattro Cento Quindici

    Chissà se una spettinata pila di tarocchi poteva predirti il mio arrivo o la scura negromante, fasulla impastatrice di visioni, raccontarti il mio odore. Ho fatto caso che niente ti ha aiutato con un indizio, un complice, uno zampino. Lo specchio e' rimasto intatto , l'olio, colloso genio verde, non si e ' rovesciato, nessun gatto nero e' esploso in rosso schiantandosi sotto la tua vista, non una scala ti ha fatto da gigantesco compasso sulla testa. Il gioco era viscido e ventoso sul soffitto dell'imbrunire, i gerani ancora eccitati dentro i vasi , le auto imburrate nei parcheggi, le stelle uncinate per bene. Non c'erano segni, certo neanche smentite che questa chiassosa assemblea di ossa e carne potesse attraversarti la vita chiedendoti scusa. Ma ancora prima che tu potessi virarne dalla falla, lei già ti allagava. 

  • 10 dicembre 2012 alle ore 8:45
    La finestra delle emozioni

    Affacciato sul mare,
    lo sguardo volge
    su gocce
    che specchiano l'azzurro,
    le nubi che si rincorrono
    in un ritornello di valzer,
    tessendo
    l'eterno dialogo nel cielo.
    Un'onda di gabbiani
    stridenti di famelica gioia
    vola tra le acque
    che odorano di sale,
    a ricordare infinite illusioni.
    Volgo lo sguardo altrove
    e i miei occhi
    cercano all'orizzonte
    carezze sensuali
    che eccitano la fantasia,
    rispondo rapito,
    con le parole
    che si spengono
    tra le labbra dischiuse,
    mentre il cuore impazza
    e il corpo esulta di piacere.
    Il sole fa capolino
    tra le nuvole
    a gridare
    la sua voglia di esserci
    in questo etereo equilibrio,
    mentre lontano
    scorre l'arcobaleno
    con i suoi splendidi colori.
    .
    cesaremoceo

  • 10 dicembre 2012 alle ore 8:06
    Gioia e Dolore

    Fa freddo e non fa freddo, nel mio cuore
    E riluce, nel buio, il mio tormento.
    Del pieno e vuoto senso dell’amore
    per fedeltà e amaro tradimento…

    Ti do rispetto, in cambio ho disonore
    è silenzio, questo parlare al vento,
    tutti sapranno, ma nessun autore
    scriverà vita e morte di un lamento.

    Parole a cui ho creduto e più non credo
    Quest’anima sospesa che è caduta
    Ti cerco… più non cerco, non ti vedo.

    Ho pianto e riso, in tutta la mia vita.
    La verità? Amara  bugia astuta…
    Ti amo e odio, ora che è finita.

    (da Poesia Fast:Contraddizioni)

  • 09 dicembre 2012 alle ore 23:16
    In compagnia della luna

    Giullare ribelle
    nell'evasione dei pensieri,
    cammino
    nel buio della notte
    ascoltando
    i battiti del cuore;
    il rumore del mare
    mi fa compagnia
    a colmare il vuoto
    della mia nostalgia.
    I pensieri corrono,
    mi rincorrono,
    mi sorpassano,mi catturano;
    costruiscono
    spazi immensi
     in luoghi intimi
    ove placo
    la mia sete d'infinito
     sui cocci sparsi
    della mia anima trafitta,
    in un arido silenzio
    di attese tradite
    e tristezze infinite
    a celare
    costanti insidie
    e lenire le ansie
    di un incerto presente.
    .
    cesaremoceo

  • 09 dicembre 2012 alle ore 21:48
    La donna del sogno

    Si cerca la donna del sogno
    proiezione del desiderio
    complemento di carne e spirito
    come vorrebbe trovare l'uomo
    solare l'altra parte del cielo
    ed è impossibile miracolo
    per le umane creature miraggio
    perché riflesso di specchio
    all'io a se stesso è piaciuto.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 21:22
    Voglia di fragole

    Voglia di fragole
    e di fiocchi bianchi in faccia.

    E che bello è il mio silenzio,

    il mio cammino croccante sulla neve,
    l'orma a svanire da li a poco;

    il bianco, il suono.

    Voglia di fragole nei pensieri
    e proteggo i miei occhi sotto, dietro l'ombrello;

    proteggo la mia anima quando tutto questo dipingo...
     

  • 09 dicembre 2012 alle ore 20:05
    Haiku

    Squilli di tromba
    Svolazzano i piccioni
    E' caduto il re!

  • 09 dicembre 2012 alle ore 13:40
    Prezioso nettare

    Sono un naufrago della vita,
    tra afflati evanescenti
    e drappi
    a rammendare d'emozioni
    che germogliano
    nella terra fertile
    del mio presente;
    con la mente libera
    di gustare gli umori,
    sgombra
    di tormenti e frustrazioni,
    sento il battito del cuore
    a illuminare amore,
    prezioso nettare
    che mi nutre... 
    .
    cesaremoceo