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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 dicembre 2012 alle ore 21:22
    Voglia di fragole

    Voglia di fragole
    e di fiocchi bianchi in faccia.

    E che bello è il mio silenzio,

    il mio cammino croccante sulla neve,
    l'orma a svanire da li a poco;

    il bianco, il suono.

    Voglia di fragole nei pensieri
    e proteggo i miei occhi sotto, dietro l'ombrello;

    proteggo la mia anima quando tutto questo dipingo...
     

  • 09 dicembre 2012 alle ore 20:05
    Haiku

    Squilli di tromba
    Svolazzano i piccioni
    E' caduto il re!

  • 09 dicembre 2012 alle ore 13:40
    Prezioso nettare

    Sono un naufrago della vita,
    tra afflati evanescenti
    e drappi
    a rammendare d'emozioni
    che germogliano
    nella terra fertile
    del mio presente;
    con la mente libera
    di gustare gli umori,
    sgombra
    di tormenti e frustrazioni,
    sento il battito del cuore
    a illuminare amore,
    prezioso nettare
    che mi nutre... 
    .
    cesaremoceo

  • 09 dicembre 2012 alle ore 12:24
    Guardando il mare...

    Nell'impetuoso ondeggiare,
    creste bianche al galoppo
    corrono veloci a riva.
    Con forza  s'infrangono,
    catapultando
    ricordi dissolti
    in mille gocce,
    tra desideri e angosce,
    sulle verginità sepolte
    nelle spiagge inquiete
    dei miei giorni.
    Ascolto la sua voce,
    cullata dal vento, 
    che mi accarezza,
    m'avvolge, 
    mi accoccola in un sogno 
    desto da tormenti,
    seppur col cuore in gola
    e gli incubi da spazzare,
    mentre il mio destino
    vive e muore
    nel grembo delle onde.
    .
    cesaremoceo

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:57
    Nuvole



    Grigi pensieri del cielo
    Come capricci della mente
    Impazzite senza meta né speranze.
    Scherzate con il sole
    Scherzate con la luna
    Giocate con le stelle.
    Brave a dipingere capolavori fugaci
    Brave a regalare magie
    Abili ad appagare ogni malizia della mente.
    Basta alzare gli occhi al cielo
    Ed ogni desiderio è realtà
    Come una fata regalate favole nuove.
    Nemmeno il tempo di fissare nella mente
    Che i vostri dipinti svaniscono come sogni.
    Amoreggiate con i monti
    Baciate l’immenso mare
    Lanciate messaggi luminosi
    Scagliate messaggi rumorosi. 
    Ora nuvole capricciose
    Ora nuvole giocherellone
    Abili a burlare gli astri
    Esperte a burlare gli uomini.
    Sapete piangere lacrime calde
    Sapete piangere lacrime fredde
    E lacrime sopra lacrime
    Elargite forti messaggi
    E immacolati paesaggi
    Per la gioia e la paura dell'uomo.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:55
    Nel Silenzio

    Sotto un cielo di luna
    Stellato e senza nuvole

    Ai confini del tempo
    Fuori dalle stagioni

    Nei nuovi attimi di vita
    Nutro la voglia di carezze.

    Ammesso che tu lo vorrai
    Voglio fermare la tempesta

    Starti accanto nei sogni
    Nell’intimo del silenzio

    Per sussurrarti segreti
    Nella calma dei respiri.

    Il silenzio del cielo c’è
    La calma del mare pure

    Non manca l’immenso della sera
    Nemmeno la serenità della notte.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:53
    Musica Della Notte

    Allo smorzare del chiarore
    In una silenziosità infinita,

    Cadenzati passi nella notte
    Inclini a fuggire dal giorno,

    E dalla dubbia rotta di ieri
    Per cercare miglior futuro,

    E girovagare verso il dopo
    Entro un’alba rossa di sole,

    Sfogliando pagine d’anima
    Agli angeli celesti invisibili,

    Viaggiando nei momenti
    Sopra i prati dello spazio,

    Lontano dalle speranze vuote
    Nell’effervescenza luccicante.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:50
    Mi Sono Perduto

    In una sera d’estate
    Nel silenzio dei suoni
    Tra i palpiti delle stelle
    Il chiarore della luna
    Rubati dalle nuvole
    Mi sono perduto nel passato.

    Al focolare della vecchia casa
    Con una bottiglia di vino rosso
    Mi sono ubriacato di solitudine
    E del solo fruscio del vento
    Mi parlava di storie lontane
    Che riaffioravano nella mente.

    Rammento quel rude sentiero
    Tracciato dai miei passi incerti
    Sino al ruscello sotto la collina
    Dove nascevano e morivano
    Sogni e speranze di gioventù
    Mentre la fiamma danzava

    E bruciava l’alone di silenzio
    Che nutriva un amore sofferto
    Oh mio adorato  silenzio !
    Perché non nutri la mia vita?
    Perché mi hai segnato la notte?
    Perché non segni la mia luna?

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:46
    Margherita

    La pioggia battente
    In un mattino ozioso

    Pare un chiacchierare
    Piacevole con la terra.

    In questo dì uggioso
    L’immagine è di sole

    Di una pioggia di luce
    Di una pioggia di luna

    Di una dolce passeggiata
    Sul verde manto erboso

    Di una donna colorata
    Da petali vermigli

    Ed un bel viso gioioso
    In un giardino in fiore.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:35
    Senza titolo

    L'oblio di mille mondi atterrisce,
    incatenando di opprimente oscurità.
    Un manto nero e pesante,
    sostanza dell'intero universo,
    ricopre la gelida vastità del tempo.
    Impetuoso il vento purificatore cala,
    lungo parete di grigia scogliera,
    spazzando via le impurità,
    lascito dell’umana incoscienza. 

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:34
    La ricerca dell'amore

    Amore,
    ti vado cercando tra i volti che incontro,
    attraverso il corso di questa travagliata vita.
    Amore,
    ti intravedo nei miei sogni,
    ma non distinguo il tuo viso,
    come candida neve si posa sul mio cuore,
    non riconosco la tua voce,
    come fuggevole canto lambisce la mia anima.
    Amore, dove sei?
    Presenza colmante il vuoto dell'animo.
    Un giorno il cielo unirà le nostre strade.
    Da due vite una nuova storia nascerà,
    come albero fiorito vivrà in eterno.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:33
    Senza titolo

    L'Ira divina si sprigiona abbagliante,
    il mondo, corrotto dal genere umano,
    finalmente avrà la sua purificazione.
    La luce si irradia e si trasforma,
    la rabbia diventa amore,
    universale strumento di salvezza.
    La luce inghiotte l'oscurità,
    i deserti fioriscono,
    la neve si scioglie,
    le crepe dei muri si risanano.
    La giustizia ferma le guerre,
    l'amore rigenera il cuore dell'uomo.
    Gioite, il mondo è tornato a vivere.
    Gioite, la salvezza è giunta.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:33
    Senza titolo

    Percorrendo una tortuosa strada
    mi imbattei in un placido lago,
    un luogo antico perso nella mia memoria.
    Un'ondata mi travolse di ricordi, piacevoli e tristi.
    Ritornai ad una giovinezza perduta,
    fatta di giochi e piccoli problemi,
    primi amori e nuove scoperte.
    Immerso in una nebbia remota,
    che lenta ma inesorabile si squarcia,
    il mio cuore, trafitto da raggi abbaglianti,
    si ridesta al tepore della gioia ritrovata.

  • 09 dicembre 2012 alle ore 10:32
    Senza titolo

    Alla fine del cammino della mia vita
    mi ritrovai sull'orlo di un baratro.
    Mi voltai e vidi le strade degli altri,
    erano molto più lunghe della mia!
    Perché? Pensai malinconicamente per un po'.
    Ad un tratto capii che era giusto così e
    guardando al di là feci l'ultimo passo...
    O forse era soltanto il primo!?

  • 08 dicembre 2012 alle ore 22:40
    Saudade

    È ancora di salvezza
    questa gioia triste
    che ci invade.

    Siamo irrequieti
    inventori di magoni
    e turbe d'anima,
    bisognosi
    di pericolosi
    baratri interiori
    quando va tutto
    troppo bene.

    Non è una dimensione
    che ci calza
    la felicità completa.

    (Sono così i poeti.
    Anche nella serenità totale
    hanno bisogno
    di stare sempre
    un poco male).

  • 08 dicembre 2012 alle ore 20:04
    Avvento

    Si sono accese le luminarie
    a ricordare le feste d'inverno.

    Sciamano folle nelle vie
    occasioni in vetrina cercando
    per doni a persone care.

    E' tempo di Babbi Natale
    con presepi e abeti in spolvero
    ovunque dalle piazze alle case.

    S'approssima atteso l'Evento
    della notte luminosa del nascere
    nella capanna protetto dal gelo
    di Gesù che ci viene a salvare.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:38
    Quattro Cento quattordici

    Sono parole ma svettano con la malizia di seni che tu tocchi e maneggi arroventandone la polpa con periodici giri, inturgidendone le punte già acuminate . E vibri delle nere scintille dell'inchiostro, calotte di nuovi insetti  scontornati dall'inverno, proiettili assestati con la precisione carnosa del pugno. Quanto amiamo questa carboneria di cui frequentiamo spesso gli affanni e a te quanto preme arrivare per primo al mellifluo umore che secernono gli agglomerati di lettere opportunamente titillati, quando colano la scura bava, cemento fra le bianche pause , come eccessiva larghezza fra i denti, opportuna distanza fra muscolo e tendine. Ma non sono gambe, non il ventre da ombreggiare fino al dosso che obbliga  ad immaginare il caldo prosieguo dove impalare la tua radice. Sono parole e miracolosamente sanno di corpi e di sangue , perché questa e' la poesia e ci sta davanti con il tenero gheriglio di una donna nuda e la vertiginosa architettura di un tempio. 

  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:29
    Quattro Cento tredici

    La nascita ha lo strillo del gabbiano quando vira sulla fronte dell'onda, piccolo tuono rosso che straccia il letto. Non so come si aspetta l'ovazione che segue quella cova , di quale colore vanno tinteggiate le pareti , non conosco il gigantesco sbadiglio delle gambe in quell'ora. Ma immagino sia sempre notte prima del vagito, un fiore scassinato da un fiore, piuma che incide la carne, curioso frutto a rovescio in cui il nocciolo e' tenerezza più grande della polpa.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:15
    L'Incanto Del Mare/2

    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria

    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori dei giorni

    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato

    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo

    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:09
    L'Incanto Del Mare

    Il Mare:

    Il mare si esprime
    Si fa comprendere

    Bisogna ascoltarlo
    E saperlo capire.

    I Gabbiani:

    I compagni del mare
    Che nel primo mattino

    Si innalzano in volo
    A salutare L’aurora.

    Il Vento:

    Quasi per culto
    Implora il Sole

    Per i lupi di mare
    È un prodigo ritorno.

    Le Sirene:

    Danzano con loro
    Temerari pescatori

    E nelle notti mute
    Leniscono le insidie.

    Il Mare:

    È il tempio dell’anima
    E muore sulla battigia.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:02
    Lei

    Giochi di luci all’orizzonte
    Esplosioni di stelle nella notte
    E nel buio cavalca una cometa
    Un viso di luna vestita di stelle:

    Si fa luce
    Si fa voce
    Si fa lei.

    Il vento suona e canta!

    Al calare dell’oscurità
    Nella calma che regna

    Mi succede di penetrare
    Quel misterioso silenzio

    E nel tempo immobile
    Dominano da sovrano

    Quei ricordi da ignorare
    Sparpagliati tra le stelle

    Quelle storie di vento
    Che non volano via.

    Oh notte che domini su tutti!
    Tracciami il sentiero di luce.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:00
    Le Origini

    Il mondo è di tutti
    Dio ha dato la vita
    La morte la insidia

    Tutto appare lontano
    Tutto può essere vicino
    Il sole dissolve la nebbia.

    L’uomo si finge una roccia
    Si nasconde nel proprio IO
    Ma prima o poi si tradisce

    Certo di studiarsi alla sera, e
    Ritrova le sue origini perdute
    Che vengono da sole a galla.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:59
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

    Illudersi e sperare
    Esistere per vivere

    La vita dell’uomo
    Nell’oscura quiete

    Con le luci di ieri
    Nella voglia futura.

    Il vento si rallegra
    Con riflessi di vita

    Per rifilare illusioni
    All’errare nei sogni.

    Ho udito nel vallone
    I rumori del faggeto

    Ho vissuto sogni a metà
    E dall’alba al tramonto

    È rifiorito il trascorso
    Di una strada segnata!

    A briglia sciolta ho camminato
    Tra rupi, querce e foglie allegre.
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:57
    L'Alba Di Un Sogno

    Con la luce sulla pelle
    Inciampo nel giorno
    E in quello che non ho,

    Cerco un itinerario sereno
    Con il sorriso sulle labbra
    Nel bagliore dei tuoi occhi,

    Con le mani tra le notti
    Il mio infinito di dentro
    Assaporo ogni sorso di te.

    Mi sveglio nelle stelle
    E sorrido alla mia luna
    Che danza sino all’alba

    E nel silenzio che aleggia
    Quella briciola possibile
    Si avvera il mio sogno.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:54
    Lacrime Silenziose

    Lacrime del silenzio
    Di un uomo comune
    Nei giorni senza fine

    Sono piene di amore
    Sono piene di dolore
    Dense di dispiaceri

    Sprizzano dal cuore
    Scivolano silenziose
    Nel mare dei giorni

    Perdono il loro sapore
    Si colorano alla calura
    Dell’aridità del deserto.

    Le lacrime silenziose:

    Purificano l’esistenza
    Ridonano nuove realtà
    Tante e forti speranze

    Non gli cambia la vita
    Al popolo dell’esistenza
    Tassello che zero muta.
    Un voto che zero muta.