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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 gennaio 2013 alle ore 12:16
    Concerto grosso

    Vibra dolce la viola
    e sa di buio sul palato
    e di contemplazione
    della tua nudità austera
    sotto la luna assassina.

    Mi piego
    sognante sul manico
    ad intonar pensieri
    pendenti dai riccioli
    aspri come raspi
    che dalla mia chioma
    cadono e molleggiano
    come prolungamenti
    ribelli di te.

    (Sei lietmotiv
    proiezione ortogonale
    delle stelle,
    concerto grosso
    che intona la mia pelle).

  • 24 gennaio 2013 alle ore 12:07
    Foglie

    Foglie...
    Foglie ingiallite
    in un mare di fango
    sfioran le pagine
    in superficie,
    scrive la storia
    colui che vive,
    sullo specchio d'acqua
    galleggia quell'ombra,
    pensieri offuscati
    mollemente adagiati
    sul fondo vischioso
    si fanno sentire
    e l'aria umida
    profuma di bosco
    di ghiande e di pino
    di funghi e cespugli,
    in quel silenzio
    solo apparente
    si calca l'orma
    del suo passaggio
    in questo mondo
    fatto di niente.
    dove anche il niente...
    diventa l'immenso.

  • 24 gennaio 2013 alle ore 11:21
    Cocetto

    CONCETTO
    Nello spazio
    un altro spazio
    senza spazio
    e
    nel tempo
    un altro tempo
    senza tempo
    s'apre e si richiude
    un altro pensiero
    senza parole.

  • 24 gennaio 2013 alle ore 8:19
    La mia realtà

    Come Achillea a riscaldare
    fredde sere d'inverno,
    gargarismo infusi
    di sberle macerate
    dalle dure prove della vita,
    nel diritto a non aver diritti;
    e in questo brivido
    che scuote,
    sfogando la sua furia
    asciutta e gelida
    senza curarsi
    degli affanni dell'anima
    ansimante
    vagabonda nello spirito
    che riposa vigile
    dove i semi
    di sentimenti sopiti
    attendono di risvegliarsi,
    struggenti ore vivo.
    .
    cesaremoceo

  • 24 gennaio 2013 alle ore 1:14
    Immagina, lettore

    Immagina lettore, un mondo così maestoso,
    capace di sconvolgerti l’essere, d’indurti alla felicità,
    al calore umano, assimila l’amore
    e cedi la tua vita ad un mondo ormai finito.

    Crea il tuo destino ed il tuo vivere,
    modella la tua esistenza, non lasciarti vincere dal sogno
    e da ciò che ti promette,
    l’ombra cala su di noi e fino a quel giorno,
    tu avrai già creato immensi ed infinite colline ardenti
    di cui tu e solo ne sarai il padrone.

  • 23 gennaio 2013 alle ore 23:36
    Nelle bolle dell'ossigeno

    Correvo, correvo
    nelle tue fibre
    inebriata
    e convinta
    di far parte del tuo sangue
    ubriaca ridevo
    nelle bolle dell’ossigeno
    che sprizzava
    nei polmoni
    che sembravano i tuoi
    e i miei
    in un’unica pompa
    Respiravo
    Ma la vita mi tradì
    Io ero sola,
    con me
    I polmoni erano i miei.

  • 23 gennaio 2013 alle ore 22:43
    Un sapore amaro...

    Si agisce
    per amore
    contraddizione
    per farsi valere
    sui propri diritti,
    far conoscere 
    i propri pensieri.
    Si agisce per confrontarsi
    capirsi
    odiarsi.
    Ci si muove
    con la convinzione del giusto,
    ma per altri
    può essere sbagliato.
    La vita
    un corridoio
    di incertezze
    di domande e risposte
    a volte senza senso.
    E' un calderone pieno
    di minestre riscaldate
    che lasciano la bocca
    di un sapore amaro...

  • 23 gennaio 2013 alle ore 21:44
    Piccolo dialogo con la luna

    Si sentono i passi della luna provenire dallo sguardo appena oltre ai rami,
    non voglio guardare altrove questa sera,
    l'idea che mi regala l'attimo è già perfetta così,
    sintonia e sinfonia del silenzio,
    un'armonia che da sempre il cosmo ci racconta.

    Il ventisette di gennaio è vicino,
    clair de lune e caramelle in bocca

    Presto le chiome degli alberi si rivestiranno,
    e non potrò più guardarti da qui,
    le foglie diverranno piccole bende sino al prossimo inverno.

    Si sentono i passi della luna provenire dallo sguardo appena oltre ai rami,
    preparo una tela
    e poco a poco dipingo l'eterno.
     

  • 23 gennaio 2013 alle ore 13:08
    Sollievo

    Cumuli sinuosi di pini
    all'orizzonte
    si sposano con il cielo,
    fronde che si commuovono
    come piume
    al lieve soffio di Eolo,
    rossore diffuso nell'empireo
    che mi infiamma
    il cuore di passione,
    pioggia rinfrescante
    che porta sollievo
    all'animo mio
    incerto e irrequieto.

  • 23 gennaio 2013 alle ore 12:40
    Camaleontici pensieri

    Nauseati
    dai soliti minuetti,
    tra logoranti ping pong
    abbiamo
    perso la memoria
    a vivere
    in un'intesa profonda
    e scorazzare nei cuori
    con la fantasia in soccorso,
    ad alleviare dolori
    attenuare angosce e paure.
    Adesso la vita 
    ci ha cambiato
    eruttando
    angoli d'infezione
    segnali
    del male oscuro
    che s'annida
    tra i ritmi naturali
    della nostra evoluzione,
    fino a perdere la letizia,
    la pienezza dello spirito
    e ardire la depressione,
    la malinconia.
    .
    cesaremoceo

  • 22 gennaio 2013 alle ore 21:56
    Impressione

    Troppo è il pensiero
    per generare senso
    o parola.
    E intanto scruto in una
    pozza d'acqua
    sperando di trovarti
    e scorgo gli altri,
    i troppi,
    e te,
    il solo
    in scintille di 
    sole

  • 22 gennaio 2013 alle ore 18:51
    Auschwitz

    Quel fumo sale alto,
    e sale alto anche il tuo sorriso.
    E nel cielo si disperde,
    come nuvole al vento.
    Il silenzio che rivivo
    lascia segni di dolore.
    Come un colpo forte al cuore,
    lascia senza parole.
    E ha senso questa vita,
    se noi tutti dobbiam morire,
    trasportati da quel fumo?

    Ora non so come spiegare
    questo mio piangere in silenzio.
    Ora non so cosa vivere
    sapendo che la vita
    in un’attimo svanisce.
    Ora non so cos’altro osservare
    dopo aver visto i tuoi occhi morire.
    Ora non so cos’altro sentire
    dopo aver sentito parlare il tuo silenzio.

    Anno di stesura, 22/01/2013 - Inedita.

  • 22 gennaio 2013 alle ore 18:03
    La Campagnola

    È alba! La contadina
    Solca il tratturo
    Verso i campi
    Di grano maturo
    Per la mietitura.

    Alla sera vive nell’aia
    Più tardi, dopo la cena
    Riposa, si addormenta
    Il domani sarà vicino
    E la fatica continuerà.

    Il granaio è stracolmo
    Il tempo passa veloce
    Le notti si susseguono
    Il nuovo buio è calato
    Dormiamo insieme!

    La notte è stellata
    L’alba è alle porte
    Doniamoci l’amore
    Riprende il lavoro
    Tra sogni e attese.

  • 22 gennaio 2013 alle ore 13:45
    Lontananza

    Tra tristi scritti
    in attesa di rivederti
    lontano eri
    cuori vicini
    pensieri concordi
    desideri medesimi

    il mare ci divideva
    la vita ci avvicinava
    l’esistenza ci avvinghiava
    entrambi incatenava
    io e te insieme prendeva
    io e te insieme via portava

    il pensare ci univa
    lo scrivere ci abbracciava
    il vivere ci legava
    il sentire ci accomunava
    la tristezza ci dominava

    ora passava
    mese andava
    stagione volava
    di nuovo ci s’incontrava
    e poi lontano si stava
    per altri mesi durava

    pochi momenti
    pochi istanti
    ricordi tanti
    intensamente vissuti
    ormai sepolti
    in terreni abbandonati

  • 22 gennaio 2013 alle ore 10:09
    COSA SIAMO NOI L’UN L’ALTRO!

    Io son l’angelo custode tuo sincero
    ti veglia, protegge col sol pensiero;

    Son la stella che illumina il tuo cielo
    tu il fiore ed io che sostengo lo stelo;

    Son tua ragion di vita
    tu ferro ed io calamita;

    Son tuo porto e da me approdi
    accostandoti con carezze, modi;

    Son per te un'ancora di salvezza
    quando la vita avvolge d’amarezza;

    Son tuo rifugio, tua essenza
    nelle tempeste dell'esistenza;

    Sono la tua consolazione
    nei momenti di disperazione;

    Sono il tuo sogno, la tua realtà
    in un mondo di bugie, tua verità;

    Son tutto il tuo universo per te
    perché lo sei altrettanto per me;

    Siam nell’eternità cosa più bella
    l’uno dell’altro l’anima gemella.

    Crotone 5 luglio 2007

    Al mio amore

    Scritta da
    Anna Maria Violi

  • 22 gennaio 2013 alle ore 9:38
    Festa di compleanno

    Anche quest'anno si rinnova
    il ricordo del parto
    del figlio tanto desiderato.
    Allo scoccare dell’anno,
    Mnemosine rimembra
    il suo concepimento che
    si è con convinzione bramato.
    Necessitano ordunque
    di riflessione dei momenti
    che ci facciano cogliere
    critiche e commenti
    ma anche complimenti,
    attimi che ci facciano ritenere
    pur anche paghi e appagati
    con gli esiti da molti ammirati
    e graditi.
    In alto i calici, allora!
    Con tutti quelli che c’hanno creduto,
    beviamo per osannare questo lieto evento,
    vigile della nostra esistenza il contatore,
    misura del tempo che
    inesorabilmente scorre
    e che mai si ferma,
    anche se s'arresta l'indicatore.

  • 22 gennaio 2013 alle ore 8:47
    Cuore ballerino

    Le radici conficcate
    nel tuo sottosuolo
    a nutrirsi di sentimenti
    che non danno tregua
    e fan fiorire 
    emozioni costanti.
    Goderne a piccole dosi
    per non cadere
    nel vuoto dell'inferno
    nella convinzione di dimenticare 
    e fare qualche eccezione
    evitando di odiare
    percorrere quei sapienti sentieri
    nel coraggio di esser felice
    correre da fermi
    per affrontare
    ripide salite coatte
    a compensare
    perigliosi tragitti giornalieri
    in una musica sfrenata
    che ti obbliga a ballare.
    .
    cesaremoceo

  • 21 gennaio 2013 alle ore 23:12
    Mantra

    triangoli su triangoli
    in piedi e capovolti
    cerchi su cerchi
    si espandono nell'acqua

    colori  ci circondano
    si fissano negli occhi
    sussultano strumenti
    con suoni di cristallo

    il mantra tamburella
    e richiama ritmi lenti
    vibrante il sole pulsa
    filtrando sulla selva

    la luce accende i fiori
    si allunga e li accarezza
    ondeggia tremolante
    su corde d'arpa indiana

    l'anima tutta torna
    a splendere di linfa
    di nuovo dolce e bianca
    con abito da sposa.

  • 21 gennaio 2013 alle ore 22:40
    Cuori imbalsamati

    Cuori imbalsamati incapaci di piangere,
    cuori senza il battito dell'amore.
    Una sola anima in apnea, incapace di ascoltare l'amore.
    Cuori imbalsamati, incapaci di urlare, reagire, illudersi, respirare il profumo dell'amore.
    Cuori imbalsamati che non conoscono che cammini tortuosi, vie ripide.
    Cuori imbalsamati oggi disposti a un sorriso, un sorriso che vi addolcisca anima, corpo, mente e palato!

  • 21 gennaio 2013 alle ore 22:02
    Quattro Cento trentasei

    Io banca, tu notte. Tu rumore, io sola. Io candela zittita, tu sfiammi su panchine di foglie già fulve. Tu svezzato tra anche e bacini, io spiumata da un bacio leggero. Io appena verticale in mezzo alla vita, tu trave portante, io polvere, tu colpo che gonfia nel caldo, biondo archibugio . Io nodosità e grumo, fagotto di nubi, tu orizzonte e schiarita. Tu fornace di sensi senza più veto, io faglia inesplosa sotto la falce dell'umido peccato. 

  • 21 gennaio 2013 alle ore 21:04
    Scrivere e amare

    Occhi grandi profondi
    intensi sinceri
    vivi la vita
    felice e serena.
    Estrema coraggiosa
    capace intelligente
    nel cuore e nell'anima
    non hai alcuna pena;
    difendi le idee
    con grande livore
    nel cerchio senza angoli 
    del tuo fervore.
    In questo mosaico
    di doti e virtù
    galleggio sospeso
    a respirare il tuo odore
    e cercare di viver
    con ciò che meglio
    so fare:scrivere e amare
    .
    cesaremoceo

  • 21 gennaio 2013 alle ore 19:42
    Il mio dolore

    Su contorni di stelle di un alba scura
    Adesso i sogni si confondono con i grandi errori
    Di un passato senza repliche
    e che lascia su di me ancora
    l amaro di quel sorriso mascherato
    ,di quell'abbraccio mai dato,
    di quel gesto negato
    e di quel ricordo ormai offuscato
    Nascosto tra le consuete mura
    e le maestose alture di questa volontà
    Adesso sento gridare dal mare
    il mio grande dolore
    che lentamente muore
    nel vento della speranza
    e nel sole che dietro un gelido scoglio taciturno tramonta....

  • 21 gennaio 2013 alle ore 16:40
    Un turpe sogno

    Sei stata nel mio sogno
    quella notte,
    come un’amabile chimera.
    Svolazzavo con ansia
    alla ricerca di te
    tra le eburnee nubi,
    ma eri distratta,
    irraggiungibile,
    come effimera.
    Ti staccavi da me sempre di più,
    insensibile ai miei richiami,
    inerte alle mie lusinghe,
    incurante dei miei sorrisi,
    nascosta dietro i tuoi aviti rimpianti,
    inchiodata ai tuoi stereotipi.
    Non sentivi,
    per il tuo rigido rigore,
    manco il tuo cuore
    che ferveva d’amore.
    Trascuravi pur anche,
    per la tua frigida razionalità,
    l’intimo della tua animosità
    che sussurrava di fermarti.
    Inibivi il tuo dolce sorriso.
    Soffocavi la tua armoniosa voce.
    Era assente il tono
    delle tue dolci parole.
    Ponevi impedimento
    alle tue leziose carezze.
    Era un inganno
    quel turpe sogno.

  • 21 gennaio 2013 alle ore 13:00
    Io non ci sarò

    Quel giorno non ci sarò;
    senza se, senza ma
    quel giorno sarò polvere.
    La quercia di fronte
    vivrà ancora per secoli,
    non io;
    io avrò gettato via qualche altro milione
    di parole, idee, monologhi interiori,
    e poi sarò nulla.
    Il cielo su di me non morirà,
    sarà per sempre,
    non io.
    E nemmeno la gloria, il successo, la carne,
    e nemmeno costui,colui,colei,
    e nemmeno tu.
    Sarà per sempre il colore dei tuoi occhi,
    ma quel giorno non ci sarò e non ci sarai.
    Solo un tempo posso usare nei miei verbi:
    il presente.
    Ora, in quest'istante,
    adesso, sono.
    E non sarò.
     
    fgr©

  • 20 gennaio 2013 alle ore 22:38
    Monte San Giorgio

    Si profila all'orizzonte
    piantata tra lago e cielo
    la montagna imponente
    con il volto segnato
    da infinite vicende
    da che emerse dal fondo
    ove pregna di acque
    era ai pesci rifugio
    con foreste marine
    di prezioso corallo.

    Ora azzurre carezze
    prende il sasso scosceso;
    vento, piogge, tormente
    sferzan pascolo e bosco;
    le stagioni ben sente
    dai suoi piedi al bel sommo
    circonfuso di luce
    a ogni sorger del sole.