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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 gennaio 2013 alle ore 21:48
    Stromboli

    STROMBOLI E' FUMO
    E' VITA DI CUORI RALLENTATI
    E' MAGMA DI UN VOLTO
    INVESTITO NEL BUIO
    DI NOTTI LUNGHE E STELLATE.

    E' ROCCIA
    RIARSA DAL SOLE
    FORMA DI FACCE
    SCOLPITE DAL VENTO PERENNE
    E' UN DIO AFRICANO
    DA MALEDIRE E D'AMARE.

    E' NATURA DI CASE
    PICCOLE E BIANCHE
    IN  SONTUOSO CONTRASTO
    CON SABBIE VULCANICHE,
    E' PELLE BRUCIATA
    DA RAGGI MALIZIOSI E SUADENTI
    INVENTANDO L'AMORE
    IN PICCOLI ANFRATTI DI TERRA....
    E, PERDERSI COME CONIGLI
    LUNGO SCIARE DI FUOCO
    SPREMENDO AMBRATE BOTTIGLIE
    DI LIQUIDI DOLCI.

    E SALIRE DI NOTTE
    DA SOLO
    IN CIMA A PENSIERI STANTII
    SENTIRSI COMPRESO
    NELLA VACUITA'
    DI UN CONCETTO
    MORENDO D'INCANTO.

    IL DOMANI
    E' UN FRUTTO GELATO.

    TU
    QUESTO LO SAI,
    TIMIDA ISOLA!

  • 14 gennaio 2013 alle ore 21:30
    Brrr!

    Rugiada cristallizzata
    nella prigione del gelo
    la brina sull'erba ghiaccia
    candido al verde contrasto.

    Ed il respiro in fumo si condensa
    in spire nebbiose di fiato.
     

  • 14 gennaio 2013 alle ore 16:52
    Giornata Rurale

     

    Dice il vecchio saggio:

    …per colpa
    Di una luna svogliata
    Sere senza luci vanno
    Verso il mattino
    E pian piano
    Si dissolvono
    Nel bagliore
    Della prima luce 
    Tra canti e voli
    Di rondini e uccelli.
    La nebbia si dissolve
    E a giorno inoltrato
    Sale con le preghiere
    Della gente semplice
    Che abita e affolla
    Piani e colli del luogo.
    I pensieri gremiscono
    La mente dell’uomo
    E uno alla volta
    Sfumano dalla mente
    Per la dolorosa fatica
    Sotto il sole rovente.
    Dalla finestra del casolare
    Traspare un pezzo di cielo
    La sola gioia del contadino
    Per invocare sogni al nuovo dì
    Non prima di aver consultato
    Le condizioni del tempo 
    Che si fa sempre più breve.
    Attraversa il contadino
    Mulattiere a rischio
    Ancor prima dell’alba
    E tra sorrisi e lacrime
    Ammazza i suoi sogni
    E non è felice neanche
    Seduto vicino ad un fiore
    Per la sosta di mezzo giorno.
    Alla sera alita il solito venticello
    Sulla pelle e sul paese
    Già soffocato dall’afa
    E nemmeno l’armonia
    Per il ridotto frastuono
    Delle cicale e dei grilli
    Anima la vita serale.
    E così volano verso Dio
    Rinnovate preghiere
    Scortate dalle luci della notte
    E da una pioggia di speranze
    A rafforzare le attese future.

  • 14 gennaio 2013 alle ore 15:20
    Sogni in esilio

    Rispolvero ricordi,
    mentre vago cercando
    tra le pieghe scolorite
    del mio animo.

    Sogni svaniti
    nel caos quotidiano.
    Sogni confusi
    nelle nebbie della notte...
    ed io a cercarli
    tra sete e trine.

    Se ne stanno nascosti
    in un anfratto del mio cuore.
    muti, fermi... al chiuso, 
    per non rischiare
    l'ennesima umiliazione...
    dell' esilio.

  • 14 gennaio 2013 alle ore 14:15
    Quasi primavera

    E' quasi primavera
    nell'aria
    e negli occhi della gente
    che mi passa accanto.
    La vedi nei sorrisi
    sereni e lieti
    parlati a voce calma
    in mezzo ai denti
    e dall'assenza
    delle dismesse sciarpe.
    E' musica
    lo sboccio dei tuoi anni
    suonati
    sulla corda della vita
    (La nostra).
    E' quasi primavera
    in noi
    che siamo natura viva
    sul tempo che si mostra.

  • 14 gennaio 2013 alle ore 13:57
    invettiva

    questa fisima del parquet sempre splendido
    e splendente, poveri idioti, ma è la polvere
    che, in realtà, fa sangue negli interstizi
    dove gli acari hanno la risposta
    da millenni che tu sorvoli
    nel percuotere la moquette
    e ogni volta ricominci daccapo
    nell’illusoria iperbole dello scenario lindo
    tanto per lucidare la superficie già sfavillante
    da slang parassitari e ensemble
    di improvvisati nonsense. abbandona
    la tua incompiuta e inizia a viaggiare
    come colui “che città vide molte, e delle genti
    l’indol conobbe.”

  • 14 gennaio 2013 alle ore 12:53
    Artista al piano!

    Superba!
    Si chiude
    una nota

    L'altra
    si affaccia
    Impaziente!

    Tra le due
    il tuo
    dolce respiro!

  • 14 gennaio 2013 alle ore 10:43
    Stanotte ai confini del mondo

    Ti aspetto stanotte
    ai confini del mondo
    non posso fermare le lacrime
    che cadono senza di te
    dove vola l'amore che non vola
    lasciami volare da te
    sarò al tuo fianco in un attimo
    e il mondo non sapra'
    che il tuo cuore ha un momento per me.

    Lascia che mandi in malora
    il sonno il sangue i progetti
    lasciami dire di no
    allo stramaledetto contorno
    il mondo non sapra'
    che il tuo cuore e' piu' grande per me.

    Lascia che ti guardi salire
    mentre bevi la tua sigaretta
    e mi bevo il tuo primo sorriso
    lascia che ti guardi avvolgere da quella beata cintura
    mentre pensi alla prossima tappa
    lasciami ridere
    mentre ti scusi del vestito
    e senza trucco
    sei sempre la piu' bella che c'e'.

    Benvenuta qui
    bentornata qui
    bevo quello che bevi
    bevo quello che pensi
    ne voglio ancora
    mi basta un niente di quello che sei
    mi basta un niente di quello che hai
    mi basta un niente di quello che dai
    e non mi basta mai
    non mi basta mai
    non mi basta mai...

  • 14 gennaio 2013 alle ore 7:51
    Recita quotidiana

    Dentro il palcoscenico
    sofferenze mormorate
    gemiti di piacere
    la tua presenza
    assoluta
    indispensabile
    certa
    necessaria
    insostituibile
    il mio bisogno
    impellente
    ovunque tu stia
    in quel luogo ti riveli.
    .
    cesaremoceo

  • 13 gennaio 2013 alle ore 23:03
    La danza in una poesia.A Mariateresa

    Adesso che il sipario è chiuso,
    esaurita l'angoscia
    per la mia prima volta,
    mi resta un brivido,
    sublime espressione
    che scorre lungo il corpo
    ancora fremente.
    Il tuo librarti
    in quegli istanti
    simile al dispiegar d'ali
    di una farfalla colorita e bella,
    in volo a suonare note di gioia là,
    dove in tre minuti
    tutti gli sforzi vengono ripagati,
    i miei occhi imploranti al cielo
    consapevoli del tuo agire
    a chieder felicità nella tua vita,
    la tua esultanza
    a spalancar le porte dell'universo
    al primo accennar di passi
    e far diventar  il ballo una poesia
    t'invitano a danzare sempre
    sulle ali del tuo spirito.
    .
    cesaremoceo

  • 13 gennaio 2013 alle ore 22:50
    L'inferno, il clown e il destino

    Io so benissimo com'è fatto l'inferno,
    a tratti, mi cammina dentro ogni giorno,
    è l'essenza delle mie luci,
    m'ha costretto e ancora mi costringe ai viaggi più scomodi.

    Ora, posso continuare a camminare e a fumare,
    posso fermarmi al primo bar colmo d'occhi sconosciuti,
    bere ed imbrogliare ...tutto d'un fiato il veleno,
    e posso piangere,
    e posso ridere ogni volta che mi ritrovo seduto sopra le montagne del mio passato,
    io che so benissimo com'è fatto l'inferno,
    posso adesso, scegliere da solo il mio destino.

    Ho fatto tutto alla mia maniera,
    sta scritto anche in questo brano che da ore ed ore ascolto,
    e Frank Sinatra continua a dirmi:
    “per che cosa è un uomo? Cos'ha ottenuto se non se stesso?
    Allora non ha nulla per dire le cose che davvero sente, e non le parole di uno che si inginocchia; la storia mostra che le ho prese e l'ho fatto alla mia maniera”.

    E adesso basta con questa blasfemia,
    io vedo per ora solo una città fatta di clown,
    una strada piena di pagliacci dal trucco triste,
    un trucco inevitabilmente finto,
    lo stesso trucco che sciolgo questa sera lavandomi sotto la pioggia.

    Io so benissimo com'è fatto l'inferno, e adesso posso scegliere da solo il mio destino.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 21:05
    CXXXVII

    E’ solito viaggiare su calesse
    che di motore tien corsiero bianco,
    che al galoppo non pare mai stanco
    e le movenze son di grande classe.

    Ama tenere  briglie a dolci mosse
    che di tanto cadere fa su fianco
    ora lato destro, ora lato manco
    che a leggere movenze son. connesse.

    Seguita da docil dama stimata
    e palafreniere d’alto lignaggio
    ma sovente la s’incontra  isolata

    A passeggiare pel strada sassata  ** selciata
    e arrampicarsi fin sopra lo poggio
    A  danno di cerimoniale regio.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 21:00
    CXXXVI

    S’accosta descrizione a Marchesina
    e voglio pensare ch’ella proprio sia,
    giacchè  verso noi custode  cortesia
    potremmo contattarla domattina.

    Ruota in testa capei di signorina
    e potrebbe non esser causa d’ansia
    chè  capei da  biondi resi  l’ha  fucsia
    ma biondi l’ha Duchessa sua cugina.

    Duchessina vive in Terra toscana
    cui  papà  tiene  potere  ducale
    e regal presenza in terra nostrana

    compare sol sotto fulgente sole
    quando nubi, acqua, grandine e maestrale
    cedon posto a rose e splendide viole.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 20:57
    CXXXV

    Ragazza bionda da cerulei occhi,
    senza ch’ella n’abbia alcuno torto
    da dritto ch’era  lo mio senno ha storto
    e i  pensieri  resi sterili  e  secchi.

    Un mese di ricerche, senza sbocchi
    e più m’avanzo più cerchio è ritorto
    e vieppiù lo core  cede a sconforto
    chè nulla san di lei giovani e vecchi.

    Unica  speme è lei,  suora Teresa,
    ch’altri non sanno onde siede e posa
    né se vergine ancora oppure sposa.

    Indi la grande ed impervia mia impresa
    ai suoi piedi poso, essa qui riposa
    chè non è cosa cui a santona è ascosa.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 20:56
    CXXXIV

    Ancor prima che in mare il sole cali
    lato ponente al loco di preghiera
    siamo, assai tremante io e con l’alma nera
    pei pensier che senno stipa suoi annali.

    Due stanze superiam da volte ovali,
    ed ecco a noi d’innanzi donn’austera
    indosso grembiule da cameriera
    guidaci a piedritti monumentali.

    In stanza scarsamente illuminata
    è  suor Teresa,  dal  lungo talare,
    supplice innanzi all’Immacolata.

    Al calpestio dei lenti nostri passi,
    a braccia aperte e tono familiare:
    Quale l’affanno che vi rende lassi?

  • 13 gennaio 2013 alle ore 20:18
    Effetto freddo

    Lamina bianca
    densa di effetto
    sopra di noi si posa,
    al mattino.
    Si alza e sonnecchia
    per strada,spedita,
    tendendo agguati
    al freddo
    di sasso duro.
    Ci incontriamo
    la sera
    nudi di vita e di sogni
    a mutare scatole cinesi
    di giornate
    affannosamente respinte.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 17:26
    ElefantE

    Zenzero e profumi-
    Sento il richiamo
    di elefanti effervescenti.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 12:57
    Il sole d'agosto

    A lavoro
    sotto il sole d'agosto
    sento una freddezza
    a raggelarmi il cuore,
    futuri giorni
    di silenzi e di grigiore,
    d'indifferenza ed'ipocrisie.
    Mi dà compagnia Psiche
    e nell'andare
    intona dolci le note
    di una musica a me cara,
    una melodia che trasporta
    la mia anima
    verso pascoli profumati
    ridondanti di rugiada,
    sentimenti e di speranza,
    rotolandoci dentro,
    scrutando
    attimi di piacere all'orizzonte
    e in quell'occhio infinito
    viver tenere emozioni
    da trascrivere in canti 
    a creare ancora
    nuova poesia
    nella magia di quell'Immenso,
    oltre l'Invisibile,oltre il Nulla.
    .
    cesaremoceo

    Ispirata il pomeriggio del 10 agosto 2012

  • 13 gennaio 2013 alle ore 11:38
    Estemporanee

    S'apre
    la finestra al vento
    Profumo
    di canti

    Richiamo
    di preghiera
    genuflessa
    su tappeti
    Il corano

    Campeggia
    da cupole
    l'aria speziata
    dei Suq

    Scambi
    caleidoscopici
    Colori e uomini

    Un sentire
    di viaggio

    D'andare
    senza voltarsi

    D'occhi fissi
    alla meta

    A chiudere
    le ferite
    del tempo

    Il legame
    Karmico
    di altre vite

  • 13 gennaio 2013 alle ore 10:20
    Brindisi di fine anno

    La vita è di passaggio,
    e pure il vino;
    il vino è di passaggio
    come siamo tutti noi,
    e questo vino,
    che ci offrite voi,
    non resta nella pancia,
    non ci resta e passerà.
    Deve passà !

    La vita passa presto presto,
    e pure il vino passa lesto:
    Ce lo puoi dar!
    Io qui lo bevo e qui lo lascio,
    ancora un'altra botte puoi spila'.
    La puoi spilar !

  • 13 gennaio 2013 alle ore 10:17
    Santa Lucia

    Santa Lucia

    Lucia veglia i suoi occhi ciechi nella penombra del balcone tranquillo.
    I gerani aspettano, nella sete della notte senza stelle,
    l’acqua di Lucifero addormentato.
    In lontananza, verso Sud, l’ululato della lupa affamata,
    lontananza purpurea, la  notte dei gerani ansimanti.
    Coltelli nella carne bianca,  notte avara della luna bianca.
    E Lucia vede nei suoi occhi rossi il desiderio dei gigli,
    nella notte del Sud, fra gerani senz’alba.

    Santa Lucìa

    Lucìa vela sus ojos ciegos en la penumbra del balcòn tranquilo,
    los geranios esperan en la sed de la noche sin estrellas,
    el agua de Lucifer adormecido.
    En la lejanìa del sur, aùlla la loba hambrienta,
    lejaìa  purpùrea, la noche de los geranios anhelantes.
    Cuchillos en la carne blanca, la noche avara de la luna blanca.
    Y Lucìa ve en sus ojos rojos el deseo de la carne de los lirios,
    en la noche del sur, entre geranios sin alba.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 10:15
    Il passato

    E adesso cosa sono?
    Aria dimenticata
    nella mente disincantata.
    Un elogio con gli amici di un corpo
    agile e perverso ...

    Un nome da nascondere a lei, la nuova,
    puoi dirle solo che non ti piacevo
    e fai fatica a ricordare che esisto, con lei.

    Che persona inutile, insignificante, sono stata:
    eppure, fino a ieri, mi hai amato.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 10:08
    Ho disteso le mie esauste membra...

    Ho disteso le mie esauste membra,
    finalmente dopo un dì turbinoso,
    ospite obbligato del grato giaciglio,
    avvolto nelle confortevoli coperte
    ho poggiato la testa
    sul morbido guanciale,
    e con le ali dell’immaginazione,
    sostenuto dal volante Hermes,
    messaggero grato,
    ho trasmigrato i miei pensieri
    verso di te,
    o dolce desiderio mio,
    demone in tal misura anelato,
    già tanto sospirato,
    da molto tempo atteso,
    per alleviare i miei dolori,
    la mia tristezza,
    la mia passionalità,
    i miei bollenti soffi vitali.
    Ma tu sorda sei
    ai miei richiami,
    non ascolti,
    non senti
    la sofferenza che è in me.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 3:12
    Amore o amore?

    Brucia di più l'amor di una vita
    o quello nato per un minuto?
    Perché se non si può
    dar conto ad una volatile infatuazione
    che pur divampa come un vulcano,
    rimarremo sempre piccoli amanti
    in confronto ai grandi amori,
    che riecheggiano nei secoli
    ed essi sono
    amori impossibili,
    amori non permessi,
    amori combattuti,
    amori non voluti,
    amori contrari alle leggi,
    l'Amore, quello vero
    l'unica voce che sente
    è un bisbiglio nato nel cuor.

  • 13 gennaio 2013 alle ore 0:14
    Goccia di rugiada

    Goccia di rugiada mattutina,
    dono grato di Mater Matuta,
    trasparente, limpida, pura sei,
    rinfreschi la foglia
    su cui giaci,
    la rendi tumida e florida,
    la tonifichi,
    le dai vitalità.
    Poi, col crescere del giorno,
    evapori pian piano,
    diventi evanescente,
    scompari completamente
    e la foglia rimane asciutta, secca,
    si affloscia
    arsa dai fervidi raggi solari,
    senza una traccia di te.
    Che scoramento!
    Tu sei come la goccia di rugiada,
    amore mio.