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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 gennaio 2013 alle ore 20:15
    L'Abbraccio

    Carezzare il sole
    che vita mi dona
    è il pensiero
    ultimo
    nella notte che scivola
    nell’esistenza che fu.

    Ma il mio amore
    con l’abbraccio a sé mi stringe
    e nel sognato mondo
    mi conduce.

  • 06 gennaio 2013 alle ore 17:53
    CLXI

    Quando l’animo riconquista pace
    la mente fine dell’uomo divino
    spacciandomi qual figlio del vicino
    Cile m’affida  a capitan’audace

    di  peschereccio di bandier mendace
    affinchè mi sbarchi, poi, oltre confino
    e m’accompagni, sua persona, infino
    in  Montevideo, a  villa  Treverace.

    Tempesta ci sospinge in alto oceano
    sferzando violente onde su fiancate
    ch’ogni nostro  sforzo riducon vano.

    Tre giorni dura, ahimè, l’immane lotta
    e vicina è ormai nostra sconfitta;
    che speme e nostre forze son’andate.

  • 06 gennaio 2013 alle ore 17:50
    CLX

    A conoscenza del vile misfatto, 
    per nostra casa innata simpatia
    e anche perch’io caduto  in apatia
    danno d’amicizia grande rispetto.

    Tre mesi resto steso dentro un letto
    e solamente Dio sa quant’io patia
    che mente da dritta e storta si dipartia
    non rispondendo più alcun concetto.

    Dì e notte m’accudiva la buona donna
    e mi cantava pure la ninna nanna
    come  faceva la dolce mia nonna.

    Per otto mesi mi danno lor cure,
    finchè mia mente sconfigge condanna
    ridando riso a quell’anime pure.

  • 06 gennaio 2013 alle ore 17:48
    CLIX

    Sette vite ritrovo accanto a me
    spezzate, inzuppate del loro sangue
    innocente; dall’or lo cor mi langue
    e mente mai scosta nefanda trame.

    Ma qui non sono a raccontare di me
    né di mia casa che sciagura estingue
    ma di due anime di bontate pingue
    ch’an vinto trame, nefandezza e fame.

    Dello  zio Gianni dico e zia Sisina
    e reco di loro a voi ambasceria:
    Sono sfuggiti a disumano eccidio,

    scampati, pure, ad un vile incendio,
    hanno perduto casa e pur cascina
    compreso vacche e tori e masseria.

  • 06 gennaio 2013 alle ore 14:31
    haiku n. 104 (spicca il volo)

    spicca il volo
    con ali di cartone
    la nuova alba

  • 06 gennaio 2013 alle ore 13:01
    La piccola notte

    La notte è piccola quando non torni
    il tempo trascorre cavalcando l'ansia
    indomita compagna di ore insonni.

    Trascino i miei pensieri nebulosi
    sino alle prime luci dell'alba
    stancamente tutto  si acquieta.

    Il sonno reclama e conduce lontano
    vincitore piomba con le sue ali
    impalpabile nell'estasi del riposo

  • 06 gennaio 2013 alle ore 11:40
    La Befana De Piazza Navona 2013

    Te ce porto, si stai bona
    a vedè quela funtana
    ce dev’esse la befana
    Propio là, a Piazza Navona.
    Quanno ariveremo in zona,
    anche si ce stà buriana
    la carzetta, la più strana
    te la fa nonna Simona.
    Cor soriso la pupetta
    dà la mano alla nonnina
    e ner mentre che cammina
    già s’inzogna la carzetta…
    -Smiccia,  quante bancarelle!
    Quanta gente! Da nun crede
    che ‘sta tutta quanta in piede
    e c’è odore de frittelle!-
    E la nonna va diretta,
    cerca er banco: “S’è spostato?
    Cià  lo zucchero filato,
    co’ li dorci e la trombetta…”
    Nun sé accorta, poveretta
    de li turchi e l’eggizziani
    tra kebab e giochi strani…
    Lì c’è un banco de porchetta!

  • 06 gennaio 2013 alle ore 8:45
    Il tre di gennaio

    Tutto accade prima o poi!
    In tutte le esistenze
    c'è una data nella quale
    il destino è puntuale.
    Nel destino di ognuno
    c'è una fine del mondo
    fatta a misura solo per lui.
    E la mèta finale
    è per tutti la stessa!
    Il destino non fa sconti,
    fa le vendite a domicilio
    senza che si va a cercare
    senza che la volontà lo aiuti.
    E' la semina di un pensiero
    è il raccolto delle azioni
    è il costrutto del passato
    è sprezzante nel futuro.
    Non ti molla un solo istante
    ed è pieno d'arroganza
    arde sempre nel suo tomo
    non esiste alcun perdono
    il male fatto non ha prezzo
    ecco a voi il mio disprezzo.
    .
    cesaremoceo

  • 06 gennaio 2013 alle ore 8:06
    Un re senza regno

    Lascio che il vento
    impertinente
    mi sussurri i miei anni,
    che il suo sorriso
    la sua dolcezza
    la delicata tenerezza
    del suo soffio
    si nutra di me.
    Trasporta le note
    della mia giovinezza
    accompagnato
    da un cielo
    dipinto dai colori
    del temporale imminente.
    Tutto questo mi avvolge
    nella sensazione
    di un re senza regno,
    con in testa
    la mia corona
    d'alloro e di spine
    a elogiare la mente
    e sanguinare la fronte;
    sangue e sudore,
    ogni goccia un sapere;
    chiodi piantati
    in un passato
    dove i ricordi
    volati nel tempo
    si son perduti;
    segni indelebili
    ferite ancora sanguinanti
    non cicatrizzate dal tempo
    e cercare sempre
    un pretesto
    una ragione per sperare
    per non sentirsi distrutto
    e pregare e credere 
    per me per Voi
    a un domani migliore.
    .
    cesaremoceo

  • 05 gennaio 2013 alle ore 23:32
    Sono stato desideroso di te

    Sono stato desideroso di te
    dei tuoi reconditi pensieri
    delle tue dolci parole.

    Per un giorno intero
    il ricordo di te
    è stato immerso
    nei miei più nobili pensieri.

    Latente, segreto, sfuggente
    il tuo ricordo
    mi ha invaso
    per tutto il tempo.

    Ho palpitato per un attimo
    pensando di non ritrovarti
    così come ti ho lasciata
    focosa, passionale, viva.

    Ora sto abbracciato a te
    alle tue carezze
    ai tuoi baci
    alle tue dolci parole d’amore.

  • 05 gennaio 2013 alle ore 22:12
    Occhi che piangono

    C'è nell'aria
    qualcosa di strano,
    abbracci silenziosi
    di sguardi
    che viaggiano
    sgraziati nel cielo,
    a volte lieti e gioiosi
    altre
    turbolenti e minacciosi.
    Occhi che piangono
    questa natura
    e non poterle gridare
    tutto l'amore.
    M'assale il pensiero
    di guai futuri
    a sporcare
    la mia innocenza
    e il mio casato
    e una vertigine
    di sensazioni
    mi travolge...
    e m'avvolge
    la paura di sentirmi
    abbandonato
    dal mondo
    .
    cesaremoceo

  • 05 gennaio 2013 alle ore 20:26
    Flash

    Ma nessuno qua
    ha capito
    che sei stella di mare

    E che per amarti
    bisogna navigare

  • 05 gennaio 2013 alle ore 13:26
    Sonata da camera

    Sonata da camera

    Non dà tregua la notte quando avvolge
    con tentacoli di buio e spirali di emozioni.
    Crea illusioni sospese nel tempo
    la sua infìda e magica atmosfera
    come quella sera di fine luglio.
    Due vite sul filo dell’attimo
    sguardi che si incrociano e sensazioni
    che gravitano sulle note di Bach.
    Il tuo fascino delicato e provocante
    con garbo accavallate le gambe
    l’occhio consapevole ma distante.
    Sei lì, con il tuo battito di mani a scandire
    il ritmo di due anime in attesa
    a carpire il mio sguardo penetrante
    che vaga tra i tuoi fianchi
    e l’oboe dell’artista sfiorato con mirabile grazia
    a sfidare le pieghe
    seducenti dei tuoi capelli ondulati
    a placare il mio anelito nascente
    che lambisce il tuo grembo in ascolto.

    Poi le note si dissolvono
    il tuo uscire furtiva
    il mio seguirti circospetto
    il dubbio, il timore, la probabile rinuncia;
    ma ecco, improvviso, il lampo, l’occasione
    che fende il tuo sbirciare discreto
    tra le vetrine luccicanti dei negozi,
    le parole che faticano a uscire.
    E ricordi l’incontro, due strade che si uniscono
    il nostro cammino cadenzato nella notte
    il conversare fin sotto le tue scale,
    tu seduta poco sopra di me
    che il vestito ti aggiusti tenera e pudica
    salito impertinente ben sopra il ginocchio
    la tua risata leggera avida della vita
    che come aprìco ventaglio si dona
    a sfiorare morbida l’intero firmamento.

    Solo contatti tecnologici e virtuali
    è per adesso ciò che resta
    a legare la trama dei nostri itinerari
    il labirinto delle tue insicurezze
    l’ansia ardente che mi pervade.
    In attesa di nuove note nella notte
    a dissolvere il velo delle tue paure
    a coinvolgere i nostri palpiti nascosti
    mentre una nuova luna gioca sul letto delle stelle.

  • 05 gennaio 2013 alle ore 13:24
    Mattino d'estate

    Mattino d’estate

    Incerto mattino d’estate
    sull’ampia distesa della vita.
    I vaghi contorni delle isole
    evocano ricordi lontani.
    Non ci sono certezze su questo mare.
    Solo vele remote all’orizzonte.
    Le ombre sono dolci come le onde
    fatte di sogni rapiti
    di inganni sopiti.
    La voce del mare è un sussurro
    le orme sulla battigia teneri rimpianti
    affacciati sulla soglia dell’attesa
    e svaniti con l’acqua molle del mare.
    Ogni mattino è un miracolo di luce
    sospeso su una terra senza tempo.
    Non esiste parola che decifri
    questo tempo dalle finestre opache
    che non lasciano filtrare spiragli
    o riflessi screziati d’argento.
    Non ci sono certezze su questo mare.
    Solo qualche scoglio per antichi naufraghi.
    Per questo ascolto il sussurro del mare
    la sua voce che sa di sale.
    Sono solo un naufrago in un mattino d’estate.

  • 05 gennaio 2013 alle ore 13:20
    Infinite volte

    Infinite volte

    Infinite volte
    hai sentito il vociare dei mass media
    proclamare la fine della storia
    e che più nulla appare nuovo
    sotto un cielo di stelle decadute.

    Infinite volte
    hai incrociato gli sguardi dei bambini
    infuocati da albe di sangue
    invocare la pietà degli adulti
    e sperare in un Dio senza frontiere.

    Infinite volte
    hai osservato i cerchi che dipingono
    i ceppi degli alberi tagliati
    e pensato a quante storie hanno visto svanire.

    Infinite volte
    hai immaginato pagine bianche da riempire
    per quanti sono gli orizzonti da sfidare
    e sperato che dal corpo ancora caldo della tua donna
    sgorgassero  nuove scintille di vita.

    Allora imita, poeta,
    il volo delle aquile
    e riempi quelle pagine bianche
    dell’anima leggera delle cose
    che rinascono impalpabili
    dalle ceneri dei millenni.

  • 05 gennaio 2013 alle ore 13:19
    Il fiore che non c'è

    Il fiore che non c’è

    Nel sepolcro ardente della sera
    sale
    tremante
    l’esile canto del Muezzin.
    A fargli eco
    furente
    il boato dell’ennesima
    autobomba su Baghdad.
    Quando è sbocciato l’ultimo fiore
    nei giardini pensili di Babilonia?
    Senza risposta
    è la domanda sgomenta nella notte.
    Attende una madre nell’Ohio
    la bara avvolta dalla bandiera
    che una delle sue stelle ha perduto
    nel più inutile macello mai compiuto.
    E intanto l’ultima petroliera
    è salpata verso la terra della sera
    orfana di quel fiore che non c’è.

  • 05 gennaio 2013 alle ore 12:13
    Stendi il tuo tempo al sole

    Intessi il vento
    tra le verdi dita
    che rigogliose
    salgono alla vita
    e fà tue
    le sue correnti.

    Stendi il tuo tempo
    al sole dell'età
    che ti appartiene
    e lascialo asciugare
    della rabbia.

    Dolci e forti
    son le correnti
    che spirano
    in direzione della morte
    a spazzar via paure 
    ed evenienze di rimpianti.

    Siamo solo di passaggio.

  • 05 gennaio 2013 alle ore 10:44
    Colui che intinge...

    1.
    “colui che intinge con me nel piatto”

    … non si estingue questo fuoco
    che passa per la carne del cielo
    -il mio abbracciare dalla croce il mondo
    -il tuo trafiggere nei secoli
    questo Cuore senza più sangue

    2.
    di giuda è piena la storia – tu
    guardati intanto da chi
    credi un amico:
    è quello che con te condivide
    il pane la luce l’obliquo raggio
    degli occhi

  • 05 gennaio 2013 alle ore 8:45
    Un sorriso

    Quanto bene fa un sorriso !
    Un sorriso si può fare
    un sorriso si può dare 
    è un bene assai prezioso
    chi lo dona è generoso
    costa poco forse niente
    ma rimane nella mente
    è un ricordo sempiterno
    chi lo riceve ne fa perno
    è un bene naturale
    specialmente a Carnevale
    si elargisce con amore
    fa felice ogni cuore
    è una luce illuminante
    che rischiara ad ogni istante
    e anche se non trasparente
    è sempre molto seducente
    se ti acceca col bagliore
    si risveglia l'Interiore
    della tristezza è medicina
    nelle pene ci avvicina
    da valore ad ogni cosa
    se lo offri con una rosa
    e se uniamo due sorrisi
    diamo un calcio anche alla crisi.
    .
    cesaremoceo

  • 05 gennaio 2013 alle ore 2:52
    Periferia...

    Sono nata
    e vivo
    in un quartiere
    di periferia,
    un nome
    come tanti altri,
    ma considerato
    a "rischio".
    Gente comune
    come me
    che ci si alza 
    al mattino presto
    per poter
    portare avanti
    la famiglia
    crescere
    con sacrifici
    i propri figli
    col sudore e
    il dolore nella spalla.
    Gente volenterosa
    di fare
    progredire
    migliorare
    usata a volte
    come una
    differenziata..
    Ragazzi che studiano
    hanno dei sogni
    nel cassetto,
    anche io
    come loro
    sognavo..
    Bravi ragazzi
    puliti
    onesti
    che  vanno avanti
    nella società
    a gomitate,
    si arrampicano
    con le unghie
    ben salde
    per non scivolre.
    ma come sempre
    c'è chi
    ci mette
    i bastoni fra le ruote
    portandoci
    nella realtà
    più assoluta
    e se non fosse
    per rovinare
    l'etica della poesia
    vorrei gridare
    con tutto il fiato
    che ho in gola
    il mio...
    a te
    che non ha
    mai creduto in me
    e a tutti quelli come me
    ghettizati
    e mai valutati
    e grido ancora
    il mio...
    a chi poteva
    e può fare tanto
    per noi
    fieri
    di poter dire
    di essere gente di 
    "Periferia"...

    ,
                                               

  • 05 gennaio 2013 alle ore 2:47
    Abbraccio

    Tu chi sei? Forse un gelido anello
    di ghiaccio che in bello
    pietra cerulea
    ha raccolto
    e molto
    ha
    già
    in silenzio
    senza indizio
    sunto con erculea
    ostilità negl'iridi
    ch'or sono bigi e aridi
    i qual s'affannano pietosamente
    ed or lambiscono la morsa ardente?

    Nulla cerchi,
    nulla arranchi,
    nulla affidi:
    non ti fidi.
    Nulla chiedi,
    ivi assedi
    la punta
    delle dita ch'ancor
    s'inebriano toccando
    il cuor della tua
    nuda scorza.

    E allor
    qual forza
    non ancora amor
    che non sia amor
    mi induce
    all'aspra duna
    della bocca tua
    si' tanto truce?

    Fai me custode
    delle piume tue,
    sia angelo
    di chi luce non ode.
    Sia io cerèa
    languida stretta
    sulla tua costa
    come candida livrea.

    E non prestarmi fede.

  • 04 gennaio 2013 alle ore 21:39
    La Befana

    Come un'aquila solitaria
    voli nel cielo
    verso mete sconosciute
    cosi irragiungibile
    e sempre cosi vicina
    a camminare
    su strade ruvide
    e impalpabili
    imperterrita nella tua corsa.
    Non porti oro
    ne incenso 
    oppure mirra
    ma l'umile scopa
    simbolo d'un suono
    solfeggio d'amore
    sogno vissuto
    tra musica e cuore 
    e gioie e dolori
    e incrociare
    l'Essere in ogni condizione
    e portar in dote
    il dono di un amore sincero.
    .
    cesaremoceo

  • 04 gennaio 2013 alle ore 20:00
    Passeggio di parole

    Scrivere un poco
    passeggiare sulla pagina
    con le parole del momento
    diverse come la fantasia
    che le va a dettare.

    E il cuore se le gusta
    trovandoci il piacere
    della novità bella
    dal sapore lieve.
     

  • 04 gennaio 2013 alle ore 18:15
    Militante puro

    Militante puro di questa comune illusione non conosco utopia e non cerco redenzione, ma avanzo su questo terreno arido come l'ultimo baluardo di un esercito decimato dai sentimenti e dalla ragione.

    Passo dopo passo, attimo dopo attimo la mia vita viandante viaggerà di cuore in cuore e innalzerà il conflitto fino a sacrificare la propria identità perché qualcun altro tengo duro, perché si dipinga di rosso a questo muro.

    Militante puro di questa vita zingara mi rialzerò dopo ogni colpo e ricomincerò la salita prendendo forza dai miei compagni e in loro assenza dai miei sogni e non avrò paura di voltarmi e scoprire che sono cambiato negli anni.

    Militante puro di questa miliare ossessione trasformerò tutto in passione e regalerò ad ogni attimo la mia attenzione. Studierò la storia di ogni pensiero e non perderò mai il senso collettivo di ogni idea.
    Militante puro di questa maledetta Rivoluzione scorrerò come il sangue per le strade. Prenderò spunto dal passato e ogni giorno preparerò la vittoria del domani.

  • 04 gennaio 2013 alle ore 18:14
    Tornerò a letto...

    E' già l'alba, oppure è ancora pesto?
    Stavo dormendo, non capisco,
    e poi dov'è finito tutto il resto?
    Si son svegliati, son partititi e di me si son dimenticati?

    Faccio presto, apro una finestra.

    Fuori è come se piovesse,
    ma il sol levante aldilà del fumo,
    filtra oltre la pioggia, è giunto ormai il mattino.
    E' ormai ora di andare, ma nessuno mi è venuto a svegliare.

    Faccio presto, infilo una scarpa.

    Sul cammino, fogli sparsi e un po' di vino,
    li avevam presi per sognare meglio
    e per dormire sollevati dal cuscino.
    Guardo meglio, tutt'attorno immobile il contorno.

    Fermi tutti, tanti ancora dormono.

    Vuoi veder che quel frastuono,
    che ha fatto il sol nello spuntar,
    non tutti l'hanno udito? Nessuno l'ha sentito!
    Avvilito quasi demordo, son da solo ad esser sveglio?

    Fermi tutti, serve una sveglia.

    Cerco intorno, frugo veloce,
    l'armadio è pieno di cose da buttare,
    soprattutto quel vestito atroce,
    cucito apposta per sembrare.
    Sotto le cianfrusaglie, qualcosa da dimenticare, tutto regolare.

    Penso che impazzirò.

    Butto tutto all'aria, cerco di farmi spazio,
    la corrette spinge indietro ma non mi arrendo,
    cerco ancora un campanello ma dietro un libro c'è un megafono,
    ma di che parlo? Son io la sveglia che annuncerà il nuovo giorno!

    Penso che...