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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 novembre 2012 alle ore 20:13
    haikù

    Dolce riposo.
    Pomeriggio uggioso,
    calde coperte.

  • 18 novembre 2012 alle ore 19:50
    Così sono io

    Come lucertola al sole
    o stilita solitario
    così sono io
    su roccia levigata.
    Al centro della valle,
    foggiata a conca,
    sovrastata in circolo
    dai Monti Marsicani...
    Tutto intorno
    uno sfavillante
    manto di neve
    baciato dall’astro.

  • 18 novembre 2012 alle ore 19:23
    Il finto saggio

    Essere la mano che raccoglie
    le cascate di pianto
    nell’ora morbida
    e provare a cullarti
    soffiando soluzioni.
    Se fossi un saggio
    avrebbero un peso d’oro.
    Ma io,
    similitudine appassita
    di loto
    ho soltanto il consiglio
    dal peso di piuma
    e contorni di cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 18 novembre 2012 alle ore 13:47
    Tutto...per Lei

    L'amore è
    quella forza della vita
    che ti insegna
    a non mollare mai.
    E' la conoscenza
    del dolore di Lei
    che capirai 
    attraverso il tuo dolore.
    L'amore è sofferenza,
    è sorriso,è pianto 
    sapendo che sorridere e
    piangere,
    sono due meraviglie
    della natura.
    Passi la vita a pensarLa
    e a scrivere di Lei,
    del tuo amore per Lei;
    vai per la tua strada
    raccogliendo emozioni
    da vivere con Lei ,
    col suo corpo,
    con la sua mente.
    E se Lei dovesse
    farti piangere,
    ricorda che il pianto
    è il modo naturale
    per fare pulizia nell'anima,
    e quando
    avrai asciugato
    le tue lacrime,
    ti sentirai leggero
    e...travolto dalla libertà.

    cesaremoceo

  • 18 novembre 2012 alle ore 12:03
    Il vecchio

    Quel dì osservai  il tramonto,
    adagiato su un irto scoglio,
    nell’attimo in cui il rosso verde appare,
    ascoltando in una conchiglia
    la voce del dio del mare,
    che con dire mesto e mite,
    simile al vento,
    mi sussurrò
    “Vecchio che vuoi? 
    Vecchio che cerchi?
    Vecchio che fai?"
    “Tanti anni son passati già
    da quando altalenando
    tra innamoramenti e amori
    beato ti trastullavi.
    Il tuo tempo è trascorso
    ormai.
    I sentimenti amorosi
    donare ai giovani devi,
    altrimenti grandi angosce
    il tuo animo patirà
    nella triste solitudine
    che la vecchiaia ti riserverà”.

  • 18 novembre 2012 alle ore 8:47
    Pensiero

    Un pensiero assillante rivolto a te
    continuamente,
    mi stringe come in una morsa,
    mi attanaglia,
    non  mi dà parole,
    quei  verbi che vorrei dirti,
    che vorrei sussurrarti,
    che vorrei bisbigliare,
    come una fisima
    insistentemente
    i battiti del cuore mi fa ampliare
    e io soffro,
    mi tormento, patisco,
    e non so cosa fare.

  • 18 novembre 2012 alle ore 8:29
    Giochi d'amore

    Il nostro IO si diverte,
    gioca,ride,balla,
    sulla giostra dell'amore,
    in un giro di danze
    di mille colori,
    tra le note soavi
    di una canzone,
    dentro una pioggia
    di emozioni.
    Resto così,
    estasiato da quel calore
    armonioso
    che forte mi riempie,
    e m'invade il desiderio
    che la trepidazione
    non tradisca il fiato.
    D'improvviso,
    lampi di luce celestiale
    arrivano agli occhi
    e trafiggono il cuore
    e mi abbandono
    al sublime ritmo
    dei nostri sinuosi corpi,
    mentre le mani giocano
    e i fianchi si sfiorano
    in un turbinio di sospiri
    che scendono dalle guance,
    al petto, al ventre...
    a rendere
    il respiro affannoso,
    nel gusto intenso
    del Tuo umore.

    cesaremoceo

  • 17 novembre 2012 alle ore 23:25
    Negli occhi il cielo che si riflette muto

    Nella mia casa
    vecchia di paese,
    curva su questa soglia
    di marmo bianco,
    mentre il silenzio
    lascia fuori il mondo,
    attendo.

    Passano i giorni,
    volano via veloci.
    Le foglie morte
    rimosse senza amore
    inutile cercarne una ragione

    Attendo...
    e intanto vedo crescere la rosa
    piantata lì per gioco

    E’ tanto tempo che sto qui
    su questa soglia bianca di paese
    seduta curva sopra una sedia antica!
    Se mai verrà
    non ha più importanza

    La vita ormai rimasta
    è solo un aspettare
    ferma in silenzio,
    negli occhi il cielo
    che si riflette
    muto

  • 17 novembre 2012 alle ore 22:30
    Il mio destino

    Un tremito segreto
    mi ha pervaso
    quando t'ho incontrato,
    capriccio del destino
    l'averti conosciuta.
    Così adesso
    io vivo felice il mio presente;
    il grande sentimento
    che ci unisce
    in questa avventura,
    ci porta a vivere 
    il nostro sogno ,
    senza guardare mai
    alle azioni compiute,
    ma ai momenti venturi;
    ringrazio Dio
    e non chiedo altro;
    a me basta
    viverti ogni giorno,
    attraversare il tempo
    e precipitare insieme
    nei vortici
    di passioni inebrianti,
    colme di tenerezza.

    cesaremoceo

  • 17 novembre 2012 alle ore 19:05
    Se dovessi

    Se dovessi
    chiedere alla vita
    dov’è la sua dimora

    mi risponderebbe
    una briciola
    in terra
    l’eternità ben lungi.

  • 17 novembre 2012 alle ore 16:51
    Tre Cento sessanta

    Solitudine e' questa serra di fiori dai pistilli di stoffa, dagli steli all'insù, il Can Can di sedie che, alzando le gambe, seduce il tavolo. Rimossa la cucciolata di legno, il pavimento indica dove gli nuoce la macchia. Fa bene la guardia la mia nidiata, ma sono già troppe le bocche da riempire, così restano quattro bilance dall'ago eccitato ma senza un peso da pungere. 

  • 17 novembre 2012 alle ore 15:23
    Autunno

    L’autunno, ormai avviato,
    rende quiete le acque
    dopo la tormentosa tempesta,
    rovinosa,
    distruttrice d’ogni cosa.
    Senti il silenzio
    vagando sotto le fronde che
    via via si spogliano?
    Avverti  il crudele commiato finale
    delle foglie che staccandosi
    fendono dolcemente l’aria
    e rendono il terreno soffice e leggero,
    morbido, spugnoso, carezzevole, nutriente?
    Osserva gli splendidi colori rosso, giallo,
    arancione, viola, lilla,
    fusi  e divisi con rara astuzia dalla Natura,
    coprenti lo speranzoso verde, avviso di rinascita
    che ci sarà!
    Odora l'aria colma di quel piacevole effluvio intimo
    di foglie marce!
    Assapora il particolare gusto accattivante
    dei funghi!
    Sfiora la fresca rugiada che rende turgida
    l'erba fresca!
    Senti quel fervore travolgente che attanaglia
    il mio cuore?

  • 17 novembre 2012 alle ore 14:10
    Il vuoto intorno

    Quanta tristezza
    c'è nel tuo cuore,
    a non inebriarti di vita
    mentre il tempo
    vola veloce
    e ti martella
    di sofferenze e rancori!
    Rapido,
    lasciandoti solo
    fragili ricordi,
    repentino
    nella fugace gioia,
    fulmineo
    in flebili dolcezze,
    il tempo corre,
    nei pochi attimi d'estasi
    e rallenta
    e si struscia
    nei momenti di grande dolore,
    placido nell'insinuarsi
    come un'onda,
    che si arena sulla riva,
    insaziabile,
    fino a diventar tempesta.
    Allora voli a bassa quota,
    tra tuoni e fulmini,
    nella tua vita vuota,
    vagabondo senza meta,
    senza esser fiero
    in questa realtà
    di miseria e povertà.

    cesaremoceo

  • "Ama il tuo sogno

    Ogni inferiore amore disprezzando,

    Il vento ama

    Ed accorgiti qui

    Che sogni solo possono essere,

    Perciò in sogno a raggiungerti m'avvio."

    (Ezra Pound, "Canzone")

    "Seguitemi. Vi condurrò nel loro mondo,

    in una dolce nebbia di favola.

    Loro non sanno perchè,non sanno come

    Nulla godono,di nulla esultano

    che non appartenga  all'anima,

    alla sua segreta esistenza.

    Non sanno il prima e il dopo,

    da quando e fino a quando,

    sanno solo di amare,amare,amare..."

    ..............................

    "Un poeta d'amore

    ama e scrive

    anche quando sa

    che le sue parole

    saranno inchiostro

    lasciato a sbiadirsi

    saranno carta

    lasciata per terra

    a disfarsi

    sotto la pioggia

    indifferente "

    Canto del principe innamorato d’una sirena.

    Tutto mi ha dato il mondo,gloria,

    benessere, amore,potere,eppure

    in mattini come questo

    penso ancora  a lei che vive nel mare,

    tra le alghe smeraldo,

    tra i coralli avorio,

    tra le bellezze luce,

    lei che mi venne in sogno

    trasformata in vera donna

    in quella notte che mi cambiò il cuore.

    Incantata per mano la portavo

    nei miei giardini moreschi,

    tra fiori di jakaranda e l’ombra

    del maestoso palo borracho.

    E mentre albeggia sul mare

    e prosegue la mia nave

    calma e tranquilla

    in apparenza come la mia vita,

    ditemi,bianche gioiose schiume,

    isole di sogno che sfioro con lo sguardo,

    perché così ambiguo è il verbo amare,

    che sa indicare tanto  fiamma di sensi,

    presto cenere,come il vero,completo sentimento,

    amore che rinuncia e s’immola,

    palpita e non si vede,turbina e non ostenta?

    Ditemi perché nessuno può amarla

    come io la amo,io che potrò soltanto

    amarla da lontano?

    Canto di chi ama segretamente e in sogno

      L'amore che non chiede

    è come il passante vestito di grigio

    che vedi ogni giorno e non noti

    ma lui sa chi sei, ti guarda

    e un tumulto nel cuore

    lo assale ogni volta.

    L'amore che non chiede

    si contenta di osservare,pensare,

    s'affida al giusto,sano ego

    dell'artista,alla nota,al verbo,

    al suono,al sogno. E' amore

    racchiuso,represso, oppresso,

    un solo segnale e potrebbe

    esplodere,urlare,invece

    è gentile,educato,riservato,

    mai alza la voce,mai sgomita,

    che soffra o gioisca,che esulti o fatichi

    lo fa da lontano,sempre occulto,

    ma non cede,non recede anzi

    procede,chiude gli occhi e immagina

    così si alimenta,cresce,vive.

    A mostrarsi c'è sempre un motivo

    per cui si sente colpevole,così

    rinuncia alla luce del sole,

    ignorato,sconosciuto al mondo

    eppure tanto grande a volte

    da poter contenere il mondo.

    Canto dell’ufficiale di bordo che sogna sul ponte della nave una lontana amante portoghese

    Troviamoci stanotte,calda notte

    su una deserta spiaggia dell'Algarve.

    La luce d'un fuoco e da una casa lontana

    la voce profonda e malinconica

    d'un canto di donna e i suoni tremoli

    d'una chitarra. E finalmente,

    per una sola notte l'ebbrezza

    di dimenticare chi ero,chi sono,chi sarò,

    la fuligginosa morale che soffoca,

    opprime e comprime,la coscienza,il peccato,

    tutto portato via da queste dolci onde e il solo peccato

    sarebbe sentirsi in peccato,in questa notte,notte di vita.

    Mi nascerai dall'acqua,stella caduta,

    perla del mare,profumo di fiori

    portato da brezza leggera,

    per una notte sola non sarò più nessuno,

    sarò solo quello che soavemente

    avrai preso tra le braccia e cullato

    con la canzone del mare...

    Canto del giovane suddito innamorato della giovane regina.

    Regina,sorriso di neve,

    persino la nebbia del Nord

    è più lieve al tuo passare,

    regina che sa far sognare.

    Regina,un cuore ragazzo

    ti canta stasera parole

    che ascoltano il vento e le onde

    e inseguono spruzzi di sale.

    Lui venne nel tuo giardino,

    di nascosto colse una rosa

    che tiene per segnalibro

    tra pagine belle e segrete

    che mai ti ha inviato.

    Regina, l’hai visto quel giorno,

    gentile e leggera la tua mano,

    da lontano l’ha salutato.

    Per lui è dolce pensare

    che quel tuo sorriso di neve

    un giorno lascerà le nebbie

    e illuminerà il suo mare,

    regina che sa farsi amare.

    Canto del signore del bungalow

    Nessuno sa perchè il signore del bungalow

    esce ogni sera sulla fredda rena

    cammina lento,mentre là dentro

    tutto è calda tranquillità

    e ancora profumo di cena.

    Come sorride la stella nelle sere d'estate

    agli afrori di mirti e pitosfori,

    al suo viso vissuto eppure proteso

    come di bimbo, in quel momento,

    che abbia la vita intera da scoprire.

    Non tutte le sere brilla la stella

    ma lui scruta il cielo, perchè l'ama

    e s'accontenta d'una luce lontana

    che domani tornerà e lui l'attende

    nessuno sa ma lui l'amerà sempre...

    Canto per un ritratto di donna solare e floreale

    Nella prima tua foto che vidi,

    vestita d’estate, d’ambrati colori,

    di variopinti fiori, di tiepida brezza serale,

    lo sguardo rivolto altrove,per questo forse

    più bello, come l’istante che vola via,

    così ti sei impressa dentro me

    e dolcemente ondeggi come i campi

    d’oro cantati da Sting.

    Ti regalo se vuoi parole

    racchiuse in uno scrigno di forzato,

    timido silenzio. Ma come un’Aida

    quando appare in scena,all’interno,

    segreto sole, tu risplendi…

    Canto del sogno dell'accompagnatore devoto

    Nella vita d'ogni giorno entrambi

    siamo due numeri uno.Per questo

    siamo riuniti a congresso in questa città,

    da ogni parte del mondo raggiunta,che dicono eterna.

    Ma questa sera, nella bellissima suite

    che già risplende d'un tappeto di fiori

    da me scelti con cura, la numero uno sarai solo tu.

    A me la gioia di tremare lievemente ad ogni

    verbo tuo coniugato all'imperativo,

    nell'ansia di far bene e meritare.

    Stanca entrerai, ti conforterà un'aria calda

    e leggera di calendula e talco già preparata

    per te...poi ti distenderai e rispettose sempre

    le mie mani pronte a suonare una dolce sinfonia

    per scioglierti  durezza,asperità, tensione o rabbia.

    Sarò contento solo quando mi dirai

    che sono stato bravo, che posso riposare, allora,

    rassegnato e solo,raggiungerò finalmente

    la parte a me riservata. E mentre sto per coricarmi,

    contento soltanto d'averti fatta felice,

    riapparirai diversa, non più severa.

    Avrai di nuovo quel tuo bel sorriso

    incorniciato dai lunghi capelli d'oro

    da me stesso pettinati con cura e pazienza,

    piegherai soavemente la testa di lato

    e finalmente mi guarderai negli occhi,

    allora capirò e sarò ancora pronto

    a non fare nulla di diverso da prima,

    continuando a lasciarti nelle mani

    le regole del gioco,a obbedirti supino,

    solo ciò che chiedi conta davvero,mia Signora.

    E come dicevamo da ragazzi

    sarà il nostro segreto.

    Portami nel viale

    Portami nel viale dove ogni

    lampione ha tre globi perfetti

    in romantica armonia,

    dove puoi immaginare le sere di nebbia

    ricamare la luce dei fari

    e l'unica locanda aperta, laggiù,

    rifugio accanto al porto aspettando

    tempo migliore per le partenze.

    Portami l'incanto, la carrozza a cavalli

    e dentro tu, con abiti da "Orgoglio e pregiudizio",

    la grazia del tuo soffio sull'inchiostro

    del biglietto che mi scrivi. A me basta

    guardarti,respirarti,al massimo

    tenerti le mani per scaldarle.

    Domani ci sarà di nuovo il sole,

    andrò per mare e porterò il tuo sguardo

    soave con me,senza aver sciupato niente

    e le tue care parole da rileggere,

    perchè fin da bambino lo so

    che gli amati lidi del sogno

    sono i soli dipinti per me,

    ciò che il reale offende

    il sogno sublima...

    Canto del  moderno Don Chisciotte

    Non so se paragonarmi  a un santo, forse è troppo.

    Ma un santo ama l'umanità per ciò che è

    non per ciò che da essa può ottenere.

    Così tu godi pure serena delle mie

    parole gentili, della dolcezza dei miei versi

    a te dedicati, non temere che chieda di più,

    che ti disturbi, che ti sconvolga. Non accadrà,

    l'anima,il pensiero sanno stare nell'ombra,

    non fanno rumore e saranno con te, in silenzio.

    Io non ti amo perchè voglio qualcosa da te,

    io ti amo e basta, perchè sei e perchè ci sei.

    Che tu esista, che tu viva in salute e serenità

    è per me l'unico vero regalo.

    E sarà luce del mio canto, per te.

    Canto finale della regina per il suo suddito prescelto

    Verranno a prenderti a casa,con tutti gli onori

    e ti condurranno  a Palazzo.

    Lungo il tragitto abituale,

    quello del dovere quotidiano,

    ti parrà di sognare, ti parrà che la gente,

    le case non siano più le stesse.

    Sarai rapito,smarrito.

    Avrai lo sguardo di un bambino,

    anche se gli anni son passati

    nell'attesa di un giorno inatteso,

    questo. La tua regina ha scelto,

    tu sei il prescelto,perchè sei stato

    nella tua casa tanti anni a sognare,

    a comporre per me con le parole

    e i sospiri un filo di perle.

    Perchè mi hai aspettato e rispettato.

    Ti accoglieranno le sontuose sale

    in un' aria che saprà di mirto,

    sandalo, limetta, vetiver,

    ti darà forza d' uomo,

    dolcezza di ragazzo

    e ti rilasserà,per il nostro incontro.

    Verrai, fra sete e lini,

    ti inchinerai e non vorrai

    guardarmi in viso

    finchè io non te lo dirò.

    Ma dal letto a baldacchino, solo per noi,

    ti sorriderò,ti inviterò a non aver timore,

    fra le mie braccia non sarai più suddito

    prescelto ma l'uomo che viene a godere

    con rispetto ciò che era già suo,

    a completare col suo corpo

    la dedizione del cuore,

    per tanti giorni scritta senza chiedere,

    su quelle pagine segrete che sappiamo.

    Vieni, ti sarò amica, amante,

    tra lenzuola azzurre profumate

    sarà l'amore come lente bracciate

    in un mare pulito e calmo.

    Il dopo non ci riguarda,

    la gioia è ora.

    .

  • 17 novembre 2012 alle ore 12:11
    La tovaglia a metà

    C'è molto spazio,
    troppo,
    su questa tavola
    dove tu ed io,
    Padre,
    consumiamo
    la nostra mesta cena.
    La metà vuota,
    in verità,
    è imbandita di ricordi,
    di profumi
    che il vento del tempo
    non ha spazzato via.
    E chiudo gli occhi
    mentre porto alla bocca
    un cucchiaio di minestra
    per risentir
    la voce e acciottolii
    all'acquaio.
    Il guaio è le palpebre
    son sacche
    che si riempiono di lacrime
    al solo rievocare.
    E allora ciò che resta
    è farsi forza e stringersi
    in sorrisi e braccia
    come chi è assente
    dall'altra parte vuole.

  • 17 novembre 2012 alle ore 10:57
    Vortice di foglie

    distrazione
    del Supremo – dici – la nostra parte
    mancante? ovvero caduta
    d’angelo nel mare-mondo?

    non siamo
    che un vortice di foglie...

    ma se il precipitare
    in se stessi è in vista di risalita
    (alla notte
    segue il giorno)

    allora non esiste
    –sai- chi potrà recidere
    questo cordone ombelicale col cielo

  • 17 novembre 2012 alle ore 9:18
    Un pensiero greve

    Un pensiero greve,
    indigesto, fastidioso,
    finanche molesto,
    è balenato
    nella mia mente,
    come una saetta,
    fulmineo.
    Stordendomi.
    Di stucco sono risultato
    immobile, fisso,
    sbigottito, turbato,
    in quel pensiero ostinato.
    L’assenza dei  tuoi pensieri immediati
    l’assenza delle tue parole
    l’assenza delle tue emozioni
    l’assenza di te,
    Kaos  crudele  barbaro acerbo spietato
    in me un torvo pensiero crudo
    di carenza ha concepito.
    Povero animo mio!

  • 16 novembre 2012 alle ore 18:59
    Sabbia che scivola tra le dita

    Sabbia che scivola tra le dita
    ogni granello
    segue la sua via...

    senza voltarsi,
    senza cercare
    un po’ di compagnia...

    come sabbia
    scivolano persone alla mattina,
    senza legami,
    un bacio sbadato e via.

    per tornare alla sera,
    puntuali,
    a dormire insieme
    sotto lo stesso tetto

    Granelli di anime sperdute...

    a cui manca
    il richiamo di un affetto
    che è colla
    che amalgama ed impasta

    e come per magia
    il tuo dolore è il mio
    e la mia gioia
    è diventata tua.

  • 16 novembre 2012 alle ore 16:44
    Tre Cento cinquantanove

    La perfetta donna di casa sgambetta infelice c fra la credenza e le dicerie: il grembiule secondino del turno, il gas come incenso , uno sbadiglio per cresta. Guarda dalla finestra come vengono belli i figli degli altri covati dopo la scuola dal giallo condotto su ruote. La perfetta donna di casa non rispose in tempo all'appello, un seme per ogni ventre. Il suo, asciutto ed onesto come un imbuto, aspettava impaziente il roseo travaso. Consigliata male, comparve in ritardo , i ruoli già assegnati brulicavano sotto altre gonne. Ora  ripassa la parte , contando le dosi mancanti alla prossima leva. 

  • 16 novembre 2012 alle ore 13:48
    Tempi andati...

    Lo scorrere lento dei giorni,
    appartiene
    a quello stato di cose
    cui è inutile
    opporre resistenza.
    Tu che hai avuto tempo
    per sentire il fruscìo
    dei miei pensieri
    e ora sei talmente lontano
    da non poter ascoltare
    la voce del mio cuore,
    non calpesterai più il giardino
    delle mie emozioni,
    ma conserverai nel tempo,
    il profumo
    dei petali del mio affetto 
    e tutte le volte che lo fiuterai,
    essi ti ricondurranno a me.

    cesaremoceo

  • 16 novembre 2012 alle ore 9:04
    Passione

    Pathein, pathos, passus, patire,
    passione,
    sì, passione!
    Passione d’amore!
    Passione che turba l’animo
    afflizione che strugge
    tormento che avvince
    patimento che logora
    spasmo che genera nel cuore
    solchi profondi,
    insanabili,
    gravi,
    grevi,
    commozione estrema che addolora,
    altalenando gioia e dolore
    come un clown
    che amoreggia a far dispetti.

  • 16 novembre 2012 alle ore 8:35
    Coscienza

    Ora che il grigio
    mi ha coperto fino
    a tingere anche l'anima
    e son finiti i giorni irrazionali
    chiusi nella corazza
    della quotidianità,
    lacrime dense d'attesa
    indugiano sul mio volto
    corrugato e smunto;
    le distribuisco per innaffiare
    la mia mente inaridita
    e per condire
    i mei pensieri più insipidi,
    per non rinunciare alla speranza
    e trovare
    il coraggio di andare avanti;
    godere,
    come non mai prima,
    di tutti i colori
    delle foglie d'autunno,
    gialle,rosse,verdognole,brune
    apprezzare
    l'alba dei freschi mattini invernali;
    passeggiare negli assolati
    pomeriggi primaverili,
    assaporare finalmente
     le dolci serate estive
    e bussare ai sogni della notte
    per trovare rifugio
    dai fantasmi del domani.
    Infine,
    raccoglierò tutti i frammenti del passato,
    li radunerò nel cassetto
    dei segreti più profondi,
    prima di chiudere il copione
    che reciterà l'ultimo atto
    di questa mia bella commedia.

    cesaremoceo

  • 15 novembre 2012 alle ore 23:38
    L'addio

    Puoi temere un addio
    per questo incendio di cielo
    che s'annega giù a lago.

    E' il Sole appena calato
    dietro le colline in rilievo
    per andare al volto opposto
    della Terra a cui dà caldo
    e luce e vita con il suo bacio.

    Dunque è amoroso un saluto
    arrivederci a un nuovo giorno
    a carezzarti con il suo abbraccio.

  • 15 novembre 2012 alle ore 22:08
    Riflessioni

    Sprofondato
    nell'abbraccio del mio plaid,
    disteso sul divano,
    rimango assorto,
    a pensare a giorni frenetici,
    a discorsi strani,
    a sguardi pieni d'angosce
    e di lacrime
    che sembrano onde
    di un mare impetuoso
    su visi corrucciati,
    intristiti dagli eventi.
    E vien voglia
    di gettar via
    tutti i pensieri,
    i ricordi dei quali
    non gusti più alcun sapore,
    di fuggire da te stesso;
    mi ridesta
    il pensiero dei miei cari,
    e una gioia
    m'assale improvvisa,
    con la voglia
    di tenermi stretti gli affetti
    e il desiderio
    di giorni migliori
    di luce splendente
    tra i sorrisi della gente.

    cesaremoceo

  • 15 novembre 2012 alle ore 16:43
    Sogno o realtà

    Volo, incantato nell'effimero
    sono forma senza corpo
    e mutano le mie vesti,
    passo attraverso gli oggetti 
    vedo persone che non conosco
    mi parlano e non le capisco,
    sfoglio l'ambiente come un giornale
    e sono già altrove,
    sento mani che mi sfiorano
    e baci che mi scappano, 
    guido incredibili mezzi,
    salto da un'illusione ad un'altra,
    intingo pezzi dalla mia memoria
    e vorrebbero prender forma i miei desideri,
    poi tutto si confonde e si mescola,
    la mia forza svanisce,
    le cose tendono a prendere ordine e ragione
    divento conscio dell'irrealtà 
    annaspo per restare ma... 
    non posso impedirmi di destarmi.