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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 dicembre 2012 alle ore 17:32
    Quattro Cento ventiquattro

    Il mio amore perfetto dalle ossa di feltro, giunture nevrotiche e senza rumore, meccanismo dal silenziatore oscuro. Il grilletto sta issato più su nella bocca che facile esplode l'amorevole veleno. Per sterno un ventaglio , discreto raffreddamento sul cuore tentato da strofinio costante, Ambra che non sfebbra. Il mio amore dalle braccia dolenti, Cristo di pane, il costato una mollica imbevuta fino all'orlo: amore dall'alito di velluto, dalle anche di fustagno. Sa dire dolore al dolore, ma e' la gioia a nuocergli più del malanno quando e' inattesa e repentina, volubile come le stelle del quindici, rotula d' agosto che si sgranchisce: premature o pigre, girini di seta, svanendo insultano la pazienza di chi le ha attese. Freddi fagiani dispettosi che nell'ora della caccia schivano l'impallinatore esperto. 

  • 30 dicembre 2012 alle ore 17:24
    Quattro Cento ventitré

    Non voluta: e' questa forse la tosse comparsa più lustri fa all'angolo degente della mia gola. Violenta nel parto come uno sputo, un fiotto di troppo lanciato con buona mira nel cestino dei marciapiedi, nel budello di un vicolo a sud. Non voluta, e procrastinata , come il dovere meno dovuto, o il dentista. E' sempre domenica per i miei desideri, sono chiuse le stelle, in ferie geni e genie. Neanche mezza giornata per concedermi di rovistare fra le ultime, stracciate occasioni: un velo già lurido, una martingala dietro la porta da scucire al momento opportuno, un manico di valigia , una culla ed eccezionalmente, una sana bolla ripiena sul ventre, tetto di carne sotto il quale dormirà la mia impronta. 

  • 30 dicembre 2012 alle ore 16:08
    La Tignola

    A che ti serve la casa regale
    se in cor ti serbi la vecchia tignola?
    Se ogni boccon ti resta nella gola
    allora per te il soldo a cosa vale?

    Fa che il tuo petto più  verme non roda
    ed al suo posto custodisca amore
    così più non avrà nessun dolore
    e l’afflitt’alma alfin di quiete goda.

    Non vedi ancor la fine di sentiero?
    Girati e guarda quanto n’hai percorso,
    conoscerai, così, quanto n’hai corso.
    Al sommo Iddio allora vada il pensiero,

    china dinanzi a Se volgi la prece
    onde cassi i mali dacchè ti fece;
    sii sincera, però, non trarne alcuno
    che sol per uno ti lascia a digiuno.

    Digli che di mestiere fai l’alchimia
    e che nel petto tuo regna l’infamia.

  • 30 dicembre 2012 alle ore 16:03
    Attesa

    Quando partisti mi dicesti: A presto,
    ma già passato è un lustro dacché aspetto
    e al morir del dì più deluso resto
    per non potere al mio stringer tuo petto.

    Al tuo distacco non mi dicesti :Addio
    e tante speme mi lasciasti accese,
    invece sono rimasto solo, sol’io
    come chi manna aspetta a braccia tese.

    Ognun che acquista paga le sue spese
    e a casa porta in busta le sue attese,
    non io che da anni pago senz’acquisto
    sperando nell’ausilio  del buon Cristo.

  • 30 dicembre 2012 alle ore 15:49
    L

    Crebbi in questa umile casa solatia
    e lieta vissi in sì cotanta quiete
    e d’altro dentro non tenevo sete,
    ma sol’idea leale, in mente volatia.

    Finchè lo cuor d’amore non si patia
    tranquille fur giornate dolci e quiete;
    e già toccato avea tutte mie mete
    chè mai serenità fu avversa e restia.

    Ma poi che lo buon uomo mi fu tergo
    e nel suo petto lo cuor mio traslava
    caddi in dolce,  musicale letargo

    trovandomi repente in quella valle
    là dove l’alma tutta  incatenava,
    scosta tenendola d’amato colle.

    Poi la speranza, in fumo, s’è dissolta
    per qui condurmi triste un’altra volta.

  • 30 dicembre 2012 alle ore 15:42
    XLIX

    Dall’ora mattutina all’ora tarda
    senza sosta, manco a dare di bocca,
    segue il giovane l’asina alla barda
    che la forte erta affretta e l’ombra arrocca.

    L’ultimo raggio il sol nel mar ritarda
    e dona luce all’imperiosa rocca
    mentr’egli l’occhio all’orticello attarda,
    l’asina si foraggia dalla sacca.

    Quasi un saluto volge al caseggiato
    mentre ogni cosa affretta pel ritorno,
    chè già lo sole in mare s'è annegato.

    Da domani più solo non rimarrai
    che giorno e notte ti staremo intorno
    e di nostra compagnia sempre godrai.

  • 30 dicembre 2012 alle ore 11:14
    Pidocchio Di Farina

    Incollato alla poltrona
    Il lecchino, intoccabile
    Il pidocchio del potere

    Raggiratore del giusto
    E conoscitore del male
    Sapientone di tutto e nulla

    Impaziente del decidere
    Passato, presente e futuro
    E il destino dei sub-alterni

    Meschino e fragile individuo
    Colui che morde tutti i diritti
    E si alimenta sotto la cenere.

    Puoi dare il meglio di te stesso
    Ma a lui non serve più di tanto
    Si sente un mammasantissima.

    Mia madre mi proferiva sempre
    L’acqua chiara segue la torbida!
    Il Signore non me ne voglia sé…

    Mentre invoco la giustizia Divina
    Mi conforta l’idea che, non può
    Soffiare sempre lo stesso vento!

  • 30 dicembre 2012 alle ore 8:37
    Grazie,amica mia

    Ancora quì
    dolce amica mia
    sei tu poesia
    con la tua compagnia
    allontani la nostalgia.
    Sei l'antidoto
    alle metastasi
    dei miei pensieri
    incancreniti dalle ferite 
    di questa vita,
    nuda realtà
    che lascia
    indelebili cicatrici.
    La tua musica soave
    in sottofondo
    rinnova i giorni
    appassendo
    ricordi muti e senza nome.
    La tua essenza divina
    si manifesta
    liberando felici
    le farfalle racchiuse
    nello scrigno del mio cuore
    e il tuo canto ritmato
    dà voce alle emozioni dell'anima.
    Ti ringrazio
    per questo dono condiviso
    che mi fa volare
    nei cieli sublimi del sapere
    a ispirarmi la speranza
    e riempirmi i sogni.
    .
    cesaremoceo

  • 29 dicembre 2012 alle ore 23:42
    Figurine

    Dolci
    furon quelle estati
    quando
    sulla terrazza al sole
    io creatura
    correvo
    intorno alla tua sottana.

    Erano risa
    in mezzo ai panni
    che stendevi
    e le vergate
    del battipanni
    sui tappeti.

    Gioia perduta
    mi chiamavi Amore
    e mi prendevi in collo
    per giocare.

    Adesso so
    che il tempo
    al suo passare,
    come le figurine
    tra bambini,
    si prende la tua gioia
    e la scambia
    col dolore.

  • 29 dicembre 2012 alle ore 22:32
    Smànie

    Quando i tuoi occhi
    s'incontrano con i miei,
    in un silenzio smanioso, 
    si schiudono sogni proibiti
    e il desiderio m'avvolge.
    Riflessi di luce splendono
    al loro incrociarsi 
    e inchinarsi a raggi 
    caldi e penetranti
    avallati dall'aggraziata gentilezza
    del volo di colombe
    nel cielo azzurro
    libere di concepire coreografie
    d'amore e di pace.
    Non rimpiangere d'aver smarrito
    il fulgore d'un tempo
    e in quel silenzio
    accarezzare l'Immenso
    e vivere appieno il fluire della vita.
    .
    cesaremoceo

  • 29 dicembre 2012 alle ore 19:10
    La sua canzone

    Dal calore
    di questa terra
    Grembo di madre

    Danzo tra foglie
    riposte dagli alberi
    a piume leggere
    Sui passaggi distratti

    Occhi lucidi
    Mani di braccia
    gentili

    Canta la sua canzone
    al tramonto
    Stelo inginocchiato
    alle onde
    Che forti
    e poi piccole
    S'addormentano
    nelle rocce

    Umano coraggio d'amare

    Dalle labbra il pasto nudo
    della fede
    Quale Dio
    quale padre ?

    Poi le braccia di bambina
    il sorriso aperto
    di finestra
    spalancata
    Come piazza
    nei giorni di festa

    Cammino
    su manti di stelle

    Nell'unico cielo
    possibile

    A noi
    poesie
    con luci
    tutte intorno
    Rischiarano
    il mattino
    interno

    La sua canzone
    d'incertezza
    s'accorda
    a quelle nuvole

    A lui
    poesie
    con fiaccole
    Tutte intorno
    Si cullano
    nell'eterno
    ritorno

  • 29 dicembre 2012 alle ore 18:13
    Il Bugiardo

    Il bugiardo !

    Misero spadaccino
    Che imprime ferite,

    Banditore di piazza
    E di mezze verità

    Verità mordace
    Che parlano di sé.

    Spesso smemorato
    Finisce per spu…. ,

    Ah!  Il bugiardo!
    Ah!  Il balordo!

    E’ un fiume silenzioso:
    “Pericolo di annegare.“

  • 29 dicembre 2012 alle ore 16:04
    ci sono parole

    Ci sono parole che accarezzano
    comprendono
    piangono
    sostengono
    perdonano
    e scelgono con te.

    Ci sono parole che schiacciano
    tradiscono
    abbandonano
    soffocano
    umiliano
    e scelgono per te.

    Ci sono parole che scagliate
    nel vuoto
    di un istante
    penetrano
    implodono
    e muoiono  con te.

  • 29 dicembre 2012 alle ore 14:02
    Era Natale

    Era Natale.
    Le luci andavano
    intermittenti
    e noi lì a guardarle...
    negli occhi speranze

    Nelle mani monete
    palle dorate
    e il lungo puntale...
    ai piedi dell’albero
    delle meraviglie.

    Era una favola
    e noi credevamo
    che finisse davvero
    con quel “Vissero ...
    felici e contenti”

    Senza sapere
    che avremmo rimpianto
    quei giorni sereni...
    nel cuore l’amore
    di mamma e papà.

  • 29 dicembre 2012 alle ore 12:29
    Auguri di capodanno

    Addio anno che muori,
    addio senza rancori
    e tra calici tintinnanti
    già strapieni di spumanti
    porta via i sogni infranti.
    Anno nuovo benvenuto
    io ti accolgo con speranza
    con il cuore ti saluto
    promettendoti obbedienza.
    Fai il bravo per favore
    non portarmi alcun dolore,
    porta gioia a tutti quanti,
    che sian figli o genitori
    rendi lieti tutti i cuori.
    Dai su vieni avanti
    a festeggiarti siamo pronti,
    presto rullino i tamburi
    son felici gli auguri.
    .
    cesaremoceo

  • 29 dicembre 2012 alle ore 10:28
    Brillare di luce

    Nasciamo abbracciati
    da un mondo di luce

    nulla spaventa
    purché sia domani

    brilliamo ogni giorno
    accesi di vita

    finché non ci accoglie
    il buio di notte.

    Noi come stelle
    brilliamo sospesi

    spegnendoci soli
    torniamo nel tempo

    brillare di luce
    che cosa vuol dire

    affrontare un bel viaggio
    e poi scomparire.

  • 29 dicembre 2012 alle ore 10:26
    La bellezza della rosa

    [ispirata da una omelia]

    le tue scelte abbiano
    profumo di Paradiso
    -anche se
    verità attira
    l'odio del mondo

    la bellezza della rosa brilla
    del sangue sulle spine

  • 29 dicembre 2012 alle ore 8:49
    Un pò d'egoismo non guasta...

    Esprimere con ardore
    ciò di cui si è privi,
    emozionarsi
    per lo sbocciare di un fiore,
    cogliere attimi felici
    tra le pieghe fugaci della vita
    e perdermi nel fiume delle gioie
    tra i meandri nel labirinto della mente
    a nutrirmi di sogni,
    esilaranti pensieri,
    senza affanni superflui e logoranti,
    tra ruderi di maschere urlanti
    destinate a perdersi nel tempo,
    in attesa che un giustiziere
    bagni i campi con le lacrime ostili.
    Il silenzio mi avvolge col suo manto,
    tra le vene si fa strada 
    e il mio cuore in festa già si appaga.
    .
    cesaremoceo

  • 28 dicembre 2012 alle ore 22:44
    L'appello

    Votami!

    Così sarò occupato
    per un po' d'anni
    e non farò altro
    che discuter leggi
    per un buon compenso.

    Non lo credi proprio?

    T'ho deluso, dici?

    Sol per qualche sbaglio
    (te ne prego, scusami!)
    fai di me uno straccio?

    Ormai sono esperto
    rigo dritto sai
    non far salti al buio
    su, ti prego, votami!
     

  • 28 dicembre 2012 alle ore 21:02
    LXXIX

    Nella materia che segue: Geografia
    la dissertazione non muta faccia,
    simile a precedente d’acqua è goccia,
    le altre discipline son radiografia.

    L’insegnamento è rigido, in cortesia
    e a voce calma, ferma ed a braccia
    conserte i docenti seguono traccia
    chiedendo connotazione a discrasia. (1)  mescolanza

    Durante i minuti di ricreazione
    i commenti tra noi volano in cielo,
    ch’ognuno pone una supposizione.

    Se la mente frugasse il nostro intimo
    squarcerebbe da li nostri occhi  il  velo
    ricordo dir del Preside per primo;

    chè quel primiero giorno ben lo disse
    di non  tenere  velo ch’offuscasse.

  • 28 dicembre 2012 alle ore 20:56
    LXXVIII

    E , giunge, intanto, l’ora dedicata
    a storia , senza spazio e riflessione
    già le Guerre d’Europa e Napoleone;
    per noi, però , è già storia recondita.

    L’illustrazione avuta è arricchita,
    potete dare buona spiegazione
    che non sussiste tema d’intensione;  (1) Significato ulteriore
    se vigili, sarà buona riuscita.

    Dinnanzi venti giorni a migliorare
    poi avrete che dire di Spagna e Francia,
    Belgio, Germania e loro guerreggiare;

    pure di Rivoluzione francese
    dall’inizio alle  Napoleone ascese.
    esame  dei fatti, pure, di Grecia.

  • 28 dicembre 2012 alle ore 20:51
    LXXVII

    Parrebbe tal discorso una minaccia
    ma chi ha parlato conosciamo appieno,
    sappiam che in petto è di bontà strapieno;
    tutto nasce, per non ridur la marcia.

    Cinque soli  minuti di  bonaccia,
    ripartiremo col greco: E’sereno.
    Tratterem d’Omero che avete in seno,
    staremo qualche giorno faccia a faccia.

    Poi passeremo all’interrogazione.
    chi, indi, necessita  chiarificare
    non abbia nessuna  esitazione.

    E’ ora il migliore tempo a masticare
    domani, poi, non si potrà, più, dire
    di mancanza di tempo ad imparare.

  • 28 dicembre 2012 alle ore 12:09
    Le mie parole vagolano nell'aria

    Le mie parole vagolano nell’aria
    solcano le onde profonde del mare
    vagano come meteore
    nell’infinità celeste
    per giungere fino a te
    affinché tu afferri
    la gaia novella
    dell’amore che provo per te.

    Ma tu sei come assente,
    insensibile ai richiami,
    nascosta,
    sorda,
    non ascolti
    la strenua voce
    dei miei sentimenti
    rivolti a te.

    Ogni giorno, al tramonto,
    seduto sugli irti scogli,
    guardo il sole col suo fervore
    che m’abbandona
    e mi lascia nella gravosa desolazione,
    solo il pensiero di te
    mi procura un sospiro profondo,
    mi fornisce un refolo di gioia,
    mi provoca un attimo di felicità
    che consente sprone alla vita.

  • 28 dicembre 2012 alle ore 11:59
    Botti Di Fine Anno

    Ogni anno i tanti botti
    fan feriti, fanno morti
    è così che il vecchio anno
    se ne va, con qualche danno
    perché in mezzo a qualche tuono
    c’è chi spara, altezza d’uomo
    chi è fanatico o è pazzo
    e ti punta addosso un razzo
    chi innocente, vuol provare
    la scintilla di Natale
    ed insieme al panettone
    prende fuoco anche il tendone.
    L’anno vecchio è solo uno
    Tanti soldi vanno in fumo
    ma la bomba più potente…
    è la suocera invadente!

    © Copyright dal libro Padrone il Vento 2009

  • 28 dicembre 2012 alle ore 11:40
    Illusione

    Il sentore odo
    di un ricordo
    lontano
    più non so
    prenderlo
    riprenderlo

    c’era il tuo
    affannoso respiro
    vivo
    solo sfocato
    vederlo
    rivederlo

    c’era il tuo
    sonoro riso
    fermo
    solo opaco
    viverlo
    riviverlo

    c’era il tuo
    prezioso occhio
    vispo
    solo oscuro
    averlo
    riaverlo

    c’era il tuo
    roseo labbro
    serrato
    solo grigio
    pensarlo
    ripensarlo

    c’era il tuo
    piccolo naso
    abbozzato
    solo annebbiato
    dirlo
    ridirlo

    c’era il tuo
    minuto dito
    chiuso
    solo oscurato
    narrarlo
    rinarrarlo

    c’era il tuo
    smagrito profilo
    ritto
    solo opacizzato
    afferrarlo
    riafferrarlo

    c’era il tuo
    gaio aspetto
    incontrollato
    solo grigiastro
    cercarlo
    ricercarlo

    era solo sogno
    era visione solo
    ad occhio aperto
    solo puro pensiero
    abbandonato
    riabbandonato.