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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 gennaio 2013 alle ore 8:13
    Lettera d'amore

    Sarò mai il tuo solo pensiero
    come tu mi dici sempre,
    conosceresti la mia voce
    fra mille voci
    e non vorresti mai
    lasciarla e andare via.
    Conosceresti il mio profumo
    fra la fusione frastaglaita
    tra nettari di fiori...
    Sono come una foglia nel vento
    che si tiene ben salda
    per non staccarsi
    dal tuo ramo
    che la tiene
    e la cinge.
    Le tue parole
    piene d'amore
    quando mi sei vicino,
    ma lontane e sconosciute
    quando non ti sono accanto.
    Credevo di essere speciale per te
    un fiore da raccogliere
    un prato da non calpestare.
    Sono gelosa
    delle cose che possono arrivare
    a sfiorarti
    dove io non potrei mai arrivare
    a fare o condividere
    con te.
    Ti amo
    amore mio
    ed è questo e non altro
    solo amore
    e non altro...

  • 09 gennaio 2013 alle ore 22:38
    Se un vento gelido soffierà...

    Se un vento gelido
    soffierà in fondo
    alle nostre anime
    noi saremo là a scaldarci
    col calore della passione,
    infiammeremo i nostri cuori
    con l'amore dei versi
    e assieme vivremo
    un mondo senza lacrime
    privo di nostalgie struggenti
    e ricordi distruttivi
    di gemiti strazianti
    dove il tempo
    dissolva il superfluo
    e conservi l'essenziale,
    dove l'amore
    non conosce limiti
    dove nessuno ci potrà più dividere.
    .
    cesaremoceo

  • 09 gennaio 2013 alle ore 21:23
    Haiku - "La nuova politica"!

    Sirene in scena
    Ingorde meretrici
    senza pudore!

  • 09 gennaio 2013 alle ore 20:28
    La pittura

    Per secoli si chiedeva ai pittori
    di fermare il sentimento del tempo
    con i tratti più fini e i colori
    e la Natura era la mira d'ingegno.

    Poi a copiarla venne la fotografia
    in mille sfumature di grigio
    tingendola di color seppia
    coprendola di variopinto vestito.

    Più non l'imitò la Pittura
    poi smesso il piangersi addosso
    la rallegrò nuova vita
    con fantasia per modello
    non sempre cara alla critica
    incline a volgersi indietro
    che spesso il nuovo spaventa
    ma l'Arte va avanti contenta.

  • 09 gennaio 2013 alle ore 17:36
    La scala

    Sognava la scala Giacobbe
    e gli Angeli a percorrerla
    su e giù incessantemente.

    Questo sulla Terra avveniva
    alla spiritualità tendente
    e quindi del divino avvertita.

    Non è dato oggi il sognare
    sogni di sì bella sostanza
    la scala in ostaggio del male.

    E agli Angeli grave è la cura
    di riuscire a proteggere
    gli increduli dalla tenebra impura.

  • 09 gennaio 2013 alle ore 12:57
    Dice amore

    Dice amore il tuo viso
    dallo sguardo profondo
    trasparente cristallo
    in cui tutto mi specchio.

    Ed è canto il silenzio
    carezzevole abbraccio
    a cui infine m'arrendo
    e dolcezza ne acquisto.

    Oh, bellezza del verso
    quando lieve nel volo
    ti solleva dal suolo
    a librarti nel cielo!

    E' d'amore il miracolo
    in quel raro momento
    che cancella l'insulto
    per l'usura del tempo.
     

  • 09 gennaio 2013 alle ore 12:22
    Povero me...

    Un turbinio di sensazioni
    s'aggrovigliano
    dentro al cuore
    l'emozione si strozza
    la voce s'assottiglia
    il sorriso sparisce
    dalle mie labbra
    schiumose di stizza.
    Invoco amore
    ricevendo apatie
    in questo mondo
    dove il vizio
     è il vestito più elegante
    riposto negli armadi
    di anime intossicate.
    Solo in Te
    vedo il volto accendersi
    risvegliando
    audaci fermenti
    e ardenti passioni,
    scatti di voglie
    proibite dal destino beffardo
    di percorrere strade
    nutrite d'aria putrida
    e a lei purtroppo inchinarsi
    stremati e stanchi
    sballottati nell'alta marea 
    delle prepotenze e indifferenze.
    Povero me...mi dico...come mi è finita!
    Mi rimane soltanto
    il profumo di una vita vissuta
    tra l'ingegno e la disperazione,
    il coraggio e lo sgomento,
    tra la spontaneità e l'improvvisazione.
    .
    cesaremoceo

  • 09 gennaio 2013 alle ore 11:35
    Vagolavo ... errante

    Vagolavo,
    assopito tra le tue ospitali braccia
    ardenti di passione,
    errante nel bosco
    dei tuoi sogni notturni,
    tra gli alberi dei tuoi desideri
    intensamente anelati.
    Sguazzavo
    tra le tenere fresche fronde odorose
    inebriandomi delle fragranti effusioni
    che davano vigore al mio fiato
    mentre respiravo
    i tuoi deliziosi pensieri,
    semplicemente armoniosi,
    rovesciati a valanga su di me.

  • 09 gennaio 2013 alle ore 1:06
    Pigro

    Chiusura de' sussurri,
    dei rumori in un sibilo,
    un fiato, un respiro
    a colmi polmoni.
    Stanco di rumori,
    dei lumi, del sospiro
    presente sempre, timido,
    grigio tra i colori.

    O Tedio, sfuggi
    o affonda.
    Affondo
    e lascio il Mondo.

  • 09 gennaio 2013 alle ore 0:51
    Giochi d'artista

    Siate romantici
    o siate taglienti,
    siate dei salici
    o siate piangenti.
    Giocate coi sensi,
    scherzate col mare,
    saltate le rime
    e iniziate a remare.
    Possiate innalzarvi
    e imbracciare le armi,
    vi insegnerò il verbo
    di chi sa parlarmi.
    E non usiate gli
    schemi, inutili e

    costrittivi

    e palabre inventiate!
    Scordate
    grammatiche
    scordate.
    E mescolatevi
    alla vostra stessa linfa.
    Siate la ninfa,
    la musa, l'eroe,
    la croce e il profeta.
    Siate il  cotone e siate la seta.
    Siate la penna col suo poeta.

  • 08 gennaio 2013 alle ore 23:21
    La nobiltà dello scrivere

    La nobiltà nello scrivere
    nella sua essenza
    rispecchia sempre 
    un modello di vita adeguato
    alla nobiltà delle parole espresse.
    Io non credo
    di avere questa virtù,
    sospeso tra una piacevole felicità
    e una struggente malinconia,
    con il piacere nutrito
    dall'aria vitale dei miei versi,
    consequenza libera
    e disordinata
    delle mie artistiche
    fantasticherie mentali
    a dipingere
    le forme più bizzarre delle nuvole
    disegnate dal vento
    e gli impulsi più profondi
    e sfuggenti dell'anima.
    .
    cesaremoceo

  • 08 gennaio 2013 alle ore 19:41
    vecchiaia

    così esili dentro questi cappotti
    che ci stava di tutto,
    avevamo accumulato una vita intera
    e c’era ancora posto negli oscuri tasconi,
    persino una pila sbucata da non so dove
    illuminava, ora, il vetusto manto
    e, per un istante, la vita seguitava.

  • 08 gennaio 2013 alle ore 14:17
    specie

    questo apparire come il flash di una Nikon
    questo non sono nato in Biafra
    come se questa fosse  la vita
    questo tempo che nel mesozoico si stava meglio
    questo osservare che poi la retina si deteriora
    questo amore con l’offerta tre per due
    questo esserci per  nasconderci
    questo gabbiano che sporca quanto noi
    questo essere solidali solo nell’indifferenziata quando c’è
    questo soldato che ha cambiato l’uniforme
    questo sbattimento da formichina teleguidata
    con le antenne al posto dei sensi
    questo Io  nell’occasione sprecata

    tutti questi questo, alla fine, non servivano
    che a garantire l’inutile demografia
    di una delle tante specie

  • 08 gennaio 2013 alle ore 13:30
    Viola d'inverno

    Ingannata da insolito tepore
    sul muretto fiorisci violetta
    per baci delicati di sole
    ma gennaio non è primavera
    e crudi ha giorni di neve
    però tu vieni vedetta
    audace il sorriso a donare
    incanto di dolce bellezza.
     

  • 08 gennaio 2013 alle ore 11:00
    Lo spirito del maligno

    Impalpabile zefiro aleggi
    dilatandoti a dismisura
    sulla pelle degli innocenti
    a sfumare l'anima
    in mille volti diversi
    tra tormenti e dolori;
    inviti a vincere
    con l'abilità di un Ulisse
    in quest'epoca
    dove spadroneggiano
    spavaldamente
    tanti Achille;
    tra inferi e inferni
    fai pagare il prezzo
    di giorni senza domani.

  • 08 gennaio 2013 alle ore 9:30
    Non domandare

    Non domandare ricchezze alla poesia
    la musa rifulge da sè oltre ogni oro
    chiedile il regalo puro della parola
    china a cantare bellezza al mondo
    e a denunciare la sorda bugia
    serpe frequente che morde l'uomo.

     

  • 08 gennaio 2013 alle ore 9:27
    Vorrei

    Vorrei che una brillante corona
    adornasse la tua chioma
    come la notte ogni stella

    vorrei che la tua orbita
    brillasse di luce propria
    come Venere dea

    vorrei che il tenue rosa
    colorasse la tua bocca
    come madre Natura ogni faccia

    vorrei che le mie braccia
    abbracciassero la tua vita
    come madre l’amata figlia

    vorrei che la mia carezza
    si posasse sulla tua faccia
    come petali di rosa

    vorrei che la mia rima
    non fosse dimenticata
    subito come ora.

  • 08 gennaio 2013 alle ore 7:55
    Agognata libertà

    Far fiorire i propri desideri
    nell'abisso che esorta all'ascesa

    scavare dentro di sè
    per ritrovare le proprie radici

    senza provare rimpianto
    per gli errori compiuti

    ricordarli con piacere
    riconoscendoli frutto
    del raccolto di stagioni trascorse

    senza temere di umiliarsi
    e di offendere l'anima

    riconoscendo che ciò
    che vorremmo avere

    e che anche vorremmo sfuggire

    è solo un volubile abbraccio

    nel quale rifugiarsi 
    per liberarci dalle catene
    che ci attanagliano

    rimanendo
    noi stessi prigionieri
    di quest'agognata libertà
    .
    cesaremoceo

  • 07 gennaio 2013 alle ore 22:40
    Ti regalerò

    Ti regalerò dell'erica rosa
    tanto simile a un grappolo
    negli acini fiori di uva.

    Che ti inebri il suo vino
    donandoti quella dolcezza
    smarrita dall'ultimo bacio.
     

  • 07 gennaio 2013 alle ore 22:30
    Profumo antico

     
    Timida l' ombra d'un cipresso
    si specchia nel  mare opalescente
    disegnano gli occhi,
    una casa antica
    impastata di pietre e mattoni
    i glicini cadono pensierosi
    dipingendo
    il prato
    scherzoso  il venticello
    agita le fronde,
    riportando alla memoria
    ricordi semplici, ma cari!
    Entriamo...
    Il focolare è acceso
    scoppiettando i ceppi..
    nella pigna balbettano
    le caldarroste
    delizia dell' olfatto.
    fantasma vaga nell' aria
    l' odore del pane appena sfornato,
    fumano le fragranti pagnotte nella madia.
    Ubriaca, l' odore di vino rosso novello
    sulla tavola imbandita di ricordi.
    E' Domenica, la famiglia riunita
    si presta a desinare
    canti di  bimbi
    rallegrano la mensa.
    Il profumo d' un tempo..
    scende quatto quatto
    dalle scale che affiancano la casa
    Restera' per sempre nella stanza
    dove dormivo abbracciata
    a nuvole di sogni.. da bambina.
     

  • 07 gennaio 2013 alle ore 22:18
    Similitudine

    Rattrista il fiume in secca
    col fango rappreso
    che alle rive si sgretola.

    Lo rassomiglio all'ispirazione
    che se ne va in vacanza
    lasciandosi dietro parole
    senza senso nè musica
    d'un polveroso rumore.

  • 07 gennaio 2013 alle ore 18:57
    Tramonto

    Una nuvola viola
    innamorata del sole
    tutto lo occupa
    il tramonto fermandone.

    Spettatori lontani
    la conifera sempreverde
    e a fronte protesi i rami
    la betulla nuda di foglie
    guardano affascinati.

    Un alito di vento
    il velo dipinto scosterà
    e mostrerà il disegno
    dei monti alla sera.
     

  • 07 gennaio 2013 alle ore 17:09
    Quattro Amici

    Quattro amici che non sono amici
    Si recano in un ristorante che non è ristorante,
    Seduti su quattro sedie che non sono sedie
    Intorno ad un tavolo che non c’è,
    Divorano cibo che non è cibo
    Ma solo nutrimento dell’anima.
    In un giorno che non è giorno
    In una notte che non è notte,
    Dei quattro amici che non sono amici,
    Il primo è morto di una morte
    Che è morte,
    Il secondo è morto
    Che non è morte
    E vive di una vita
    Che non è vita,
    Il terzo è partito di una partenza
    Che è vera partenza,
    Il quarto è rimasto solo in una solitudine
    Che è solitudine,
    Tutta vera e vera veramente.

  • 07 gennaio 2013 alle ore 14:08
    Il Silenzio

    Innamorato di te
    per il suono di una tromba
    scorrono nelle vene,
    respiro nell'aria
    quelle note. 
    In penombra vicino a te resto,
    Silenzio, 
    strascico del mio passato.
    Nel presente
    ti guardo sopravvivere,
    sentimento affannoso,
    alle ansie e alle paure,
    nella schiavitù libera
    della mia solitudine,
    crudele destino
    dei miei giorni sempre uguali.
    Mi trasporti
    sulle note della tua musica,
    dolce e leggera,
    nelle mie artistiche performance,
    volando tra le nuvole del pensiero
    e sfidando
    le vertigini di un Nulla
    disperso nei meandri
    dei miei perenni affanni,
    a raccontare di mesti sorrisi
    senza amore
    e ripulire
    la mia anima immonda.
    La tua bellezza
    riempie la mia natura
    e col tuo fiato carezzevole,
    gioiosa armonia,
    rafforzi
    il nostro indissolubile legame,
    confortando l'insonnia,
    tra versi ispirati
    e passeggiate
    nei pietosi percorsi dell'Infinito,
    ad assorbire l'intima conoscenza,
    preziosa erba medicinale
    nella sconfinata prateria dell'Essere.
    .
    cesaremoceo

  • 07 gennaio 2013 alle ore 14:05
    ricordando mia madre

     

    Nella mente avida
    eterea immagine fluttui
    e il desiderio di te più forte incalza.

    Presto sfuggevole emigri
    e sentimenti di malinconica nostalgia
    m’invadono.