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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 gennaio 2013 alle ore 20:48
    Autoscatti

    Un modo d'amare tenace
    seppur remissivo,
    felice nell'altrui felicità
    a saper cogliere
    il brivido d'un emozione.
    Scrivere con il cuore 
    le pagine dei giorni
    che compongono
    il calendario della vita.
    Aprire al vento
    le vele dell'Essere
    e solcare costantemente
    i mari burrascosi dello spirito,
    reggerne il timone
    con la forza della pazienza 
    e non perdersi
    nelle bufere di sguardi
    che ti abbracciano ostili.
    Volare su nei cieli infiniti
    dei desideri perduti
    nell'incessante bisogno di cercarli,
    con la mente sedotta dai sensi.
    Percorrere strade stregate
    in mezzo a tempeste di tormenti
    di voglie di colori ed emozioni
    imprigionati nei recinti della mente
    tra fatiche lacrime e litigi
    e districarsi nei labirinti dei sogni.
    .
    cesaremoceo

  • 02 gennaio 2013 alle ore 17:41
    Inverno all'alpeggio

    È del bucaneve

    fronda e mirto

    il pungitopo maraschino

    nello stormir di foglia

    che copre il niveo manto,

    come occhio birichino

     in un ceruleo lampo.

     

    È il crepitar di coccio

    accanto al dimesso scranno

     che solitario attende

    le fiaccate spalle

    chine sui mesti desinari

     

    tacito compagno

    di rosari  e litanie.

     

     

    Sul limitar del bosco

    una malga

    illumina alla sera.
    Da "Nel migrar dei giorni" Edizioni La Conca, Roma 2000

  • 02 gennaio 2013 alle ore 17:40
    La Befana 2013

    Sulla scopa a cavacècio
    porta er sacco su le spalle
    ha le cianche messe a sbiècio
    e le guance rosse e gialle

    Come vecchia è propio strana
    ce rigala n’emozzione
    è romana ‘sta befana
    che nun pija la penzione!

    So’ tant’anni che lei vola
    co’ le toppe sur vestito
    ma st’Italia nun mijora
    e nun po’ trovà marito

    è pe’ questo che ha adottato
    tanti bravi regazzini
    lei je porta er cioccolato,
    li dorcetti nei carzini

    poi da quànno che ha saputo
    che ce so’ le innovazioni
    s’è aggiornata in un minuto
    così cià l’ordinazzioni…

    ma è da un friccico de tempo
    che a volà se trova male
    beh, lassù c’è poco campo…
    nun je pija er cellulare!

  • 02 gennaio 2013 alle ore 17:03
    La geometria degli eventi della vita

    Dal vertice alto di un triangolo
    rettangolo lungo un cateto
    di botto son disceso,
    troppi gli attriti e la frizione
    lungo la via dell’ipotenusa,
    e così sopra un cerchio strano
    mi sono ritrovato di cui
    non conoscendo il raggio
    e resa quindi l’area nulla
    per l’appoggio alla caduta
    sopra un trapezio anch’esso strano
    mi sono ritrovato.
    Una, due, mille volte
    non so quante sopra vi ho danzato
    come inebriato ed inebriato
    poi stanco ad una vicina
    sfera bella che affascinava
    mi sono avvicinato cercando
    incautamente di toccarla
    così con lei son rotolato
    fino al parcheggio dei solidi
    parenti. Qui per farmi bello
    un cilindro mi sono messo in testa
    e un grosso toro colorato al collo
    poi preso un parallelepipedo alto
    e sopra di lui due alti cubi
    per appoggio evitando
    con fatica i tanti prismi e le punte
    dei tanti coni lì vicini, con fatica
    mi sono arrampicato fino alla punta
    appuntita di una piramide strana
    per ritrovarmi infine e sempre,
    sconsolato e triste, sul quel vertice alto
    di quello stesso triangolo rettangolo.
    Dal vertice alto di un triangolo…

  • 02 gennaio 2013 alle ore 16:11
    Dal cielo

    Non voglio tristezza dal cielo
    già ne dà tanta la terra
    che almeno lui mi dia volo
    e canto di gioia all'anima
    in breve vacanza dal corpo.
     

  • 02 gennaio 2013 alle ore 14:09
    Il momento

    Arriverà il momento
    che non dirò perché è giusto
    ma perché lo sento

  • 02 gennaio 2013 alle ore 12:30
    L'amore è amore

    L’amore è amore!
    L’amore è vita
    l’amore è vitalità
    l’amore è vigore
    l’amore è impeto
    l’amore è bellezza
    l’amore è incanto
    l’amore è fascino
    l'amore è armonia,
    ignara è la sua presenza.
    L’amore è semplicità
    l’amore è sincerità
    l’amore è autenticità
    l’amore è certezza
    l’amore è condivisione
    l’amore è trasporto
    l’amore è fascino
    l’amore è leggerezza,
    singolare è la sua essenza.
    L’amore è amore!

  • 01 gennaio 2013 alle ore 23:56
    Di quale amore

    Dimmi,
    di quale amore
    io possa amarti,
    se mai ne esista uno.

     Amore
    che non sia troppo fragile
    come cristallo di Boemia,
    troppo intenso
    come l'azzurro di un oceano,
    o scioglievole
    come neve
    sotto a ogni passo,
    bugiardo
    come un sogno svanito
    al primo battito di ciglia.

    Dimmi di quale amore,
    Amore,
    se mai ne esista uno,
    io possa amarti.

    Che non sia così innocente
    come gli occhi di un bambino,
    freddo,
    come  raggio di luna piena
    o violento
    come d'estate
    un temporale.

    Dimmi di quale amore,
    perchè io possa dartene
    a piene mani.
    E, con quell'amore,
    e di quello solo
    io possa coprirti
    di sguardi
    e di carezze
    infinite.
    Amore.

  • 01 gennaio 2013 alle ore 20:15
    Marionetta

    Quando sarò
    e
    non sarò più
    e
    il cuore 
    si fermerà,
    avvinto
    dalla dolce sinfonia
    della morte...

    allora,

    solo allora,
    la marionetta,
    che dall'eterno
    mi porto dentro,
    sarà se stessa.

  • 01 gennaio 2013 alle ore 20:11
    Recita, Arlecchino !

    Vuoi
    ancora provare
    la fatuità
    di recitare
    la Grande Commedia.

    Vai,
    recita, Arlecchino !

    Il Sommo Regista
    ti chiama
    dai profondi
    abissali
    sentieri del cosmo.

    Recita, Arlecchino !

    La gretta platea
    forse
    applaudirà,
    quando
    nei tuoi occhi
    la fine
    evocherà
    un'inutile lacrima.

  • 01 gennaio 2013 alle ore 16:55
    Il nostro capodanno

    Ti guardo dallo specchio,
    osservo il tuo corpo
    spumeggiante
    e ancora giovane,
    vellutato come la seta,
    flessibile, fluttuante  delicato,
    impregnato della tua natura.
    Questo primo giorno dell'anno
    ti ha trovato contenta,
    nel tuo viso 
    alcuna ruga ostenta,
    visione celestiale 
    che narra i tuoi piaceri
    e il tuo sognare;
    luce sfavillante che avvolge,
    irradia illuminando
    zone oscure,
    appiana
    con passo fermo le salite
    ed elimina le paure.
    Sento nell'aria la tua complicità,
    essenza d'altri tempi,
    profumo che penetra
    fin nella mente,
    a torturarmi i gangli
    e tatuarmi i sensi all'infinito
    così che se un vento traditore
    spazzasse via il tuo odore
    rimanga per la vita il tuo amore.
    Noi, così diversi e così vicini,
    ci bastiamo e ci annulliamo
    per risorgere
    ancor più forti di prima

  • 01 gennaio 2013 alle ore 12:50
    A Rita Levi Montalcini

    Cara Rita,

    scienziata donna,

    che hai creduto, nella tua lunga vita,

    alla scienza, alla curiosità, alle donne,

    all'NGF (Nerve growth factor)

    che ti donato il Nobel.

    Sei andata via,

    silenziosamente,

    perché il tuo corpo umano ha detto “basta”

    e ci hai lasciato,

    indenne,

    il tuo sorriso,

    che non era allegria,

    ma convinzione di una vita da vivere

    con il cervello “vivo”,

    senza ironia.

    Il tuo laboratorio

    nel sottoscala,

    nascosta al mondo

    del nazismo nero,

    ti ha poi condotta alla scienza,

    alla gloria.

    Chissà se dentro l’anima

    ricca, di studiosa,

    credevi in Dio.

    Chissà se la tua crisalide umana,

    ti ha regalato,

    le ali di una farfalla di energia.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 21:45
    buon anno

    Trema l'ultima candela accesa,
    tra il profumo di cera
    che s'espande,
    poche ore e tutte
    saran spente.
    Quando il sussurro del tempo
    supererà i rimpianti,
    le riporrò nel cassetto
    come ogni anno d'inverno.
    addio.
    mio vecchio anno!
    te ne vai
    con la tua oscura essenza,
    a cavallo del tramonto,
    nello stupore della bianca neve.
    Lascia il tuo scettro ,
    al nuovo anno,
    la vita che si disperde in te
    donala a lui,
    accendilo di sogni ,
    ricoprilo d'alloro,
    maturalo di stelle,
    avvolgilo di sole,
    di musica,
    e...
    d'amore.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 21:45
    buon anno

    Trema l'ultima candela accesa,
    tra il profumo di cera
    che s'espande,
    poche ore e tutte
    saran spente.
    Quando il sussurro del tempo
    supererà i rimpianti,
    le riporrò nel cassetto
    come ogni anno d'inverno.
    addio.
    mio vecchio anno!
    te ne vai
    con la tua oscura essenza,
    a cavallo del tramonto,
    nello stupore della bianca neve.
    Lascia il tuo scettro ,
    al nuovo anno,
    la vita che si disperde in te
    donala a lui,
    accendilo di sogni ,
    ricoprilo d'alloro,
    maturalo di stelle,
    avvolgilo di sole,
    di musica,
    e...
    d'amore.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 19:38
    All'ultimo minuto (a Giovanni Raboni)

    Si fa ancora una gran fatica
    a credere che l’Italia sia un paese normale
    tra nuovi giullari e cavalieri inesistenti
    Grandi Riformatori e banditi impenitenti
    perché è troppo facile dover scegliere
    tra un bordello di cui pochi hanno le chiavi
    e un rigore che ha sapore di arsenico
    dove tutto sembra già scritto dalle Parche
    anche se ormai non esistono più miti
    oggi il fuso lo filano le banche.
    D’altra parte, che volete, ce lo chiede l’Europa
    con questa litania stonata
    a cui manca sempre l’ultima strofa
    degno copione di un eterno valzer
    con una casta che pare un vecchio panzer
    rallenta senza arretrare
    e i camaleonti sono duri a morire
    sempre pronti a salire sull’ultimo carro
    degni di un Carnevale di maschere di cera
    in cui ogni scherzo vale
    purché loro ne sentano solo l’eco
    in un paese dove non è più ammesso uno spreco.
    Non c’è più la calma distesa del passato
    quando destra e sinistra erano opposte
    mentre oggi sono confuse anche nel traffico
    degna babele di una nazione senza guida
    dove l’antica contesa ha abdicato
    in nome di una lotta a colpi di spred.
    Quando guardo i miei allievi negli occhi
    non so scorgere il loro futuro
    spero solo che non siano servi sciocchi
    e che la scuola non ne ammazzi più della guerra.
    Per quanto mi riguarda
    a me che posseggo soltanto le parole
    non  resta che intonare un canto antico
    perché le vere poesie sono sempre politiche
    altrimenti rischiano di essere un po’ stitiche
    e un poeta non può permetterselo, non oggi
    quando i giovani sono alla disperata
    ricerca di maestri, ma chi sono
    mi direte, io per sostenerlo?
    Verrà un tempo in cui  ricorderò
    (se le Parche me lo concederanno)
    troppe cose dell’Italia, tra l’altro
    senza neanche aver conosciuto Pasolini
    e allora, anche se non sarò Montale
    i miei umili versi potranno essere
    una flebile fiammella nella notte
    perché voglio troppo bene al mio paese
    per mentire ai viandanti in cerca di una meta
    privo di facili certezze
    e da sempre allergico a profeti e demagoghi.
    Del resto, nell’Italia di domani
    forse anche un mediano di spinta potrà
    cucirsi il numero dieci sulla maglia
    e prendersi la responsabilità
    di battere un calcio di rigore
    per una salvezza all’ultimo minuto.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 19:07
    Tanatos

    Ove
    la pace e la quiete
    si riposano

    e il tempo
    finisce
    d'aver data....

    Tanatos
    vive,
    dolce e beffarda.

                                                                                           1983

  • 31 dicembre 2012 alle ore 18:59
    Nenie

    Nenie sommesse
    di questo Natale.

    Quasi voci
    d'angeli
    nel perduto
    e lontano
    cielo
    dell'infanzia.

    Nenie sommesse
    di questa Notte.

    Coprano
    di caldo amore
    la gelida mano
    della violenza.

                                                                                                                 1983........e oggi.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 18:25
    Il sogno

    Al finir di quella notte,
    tra gridata baldoria,
    vocii di sublime gioia,
    sussurri di innata passione
    bicchierate di fervida allegria,
    da etanolici fumi inebrianti
    stordito,
    mi adagiai
    sul soffice canapè.
    Sovvenne, allora, l'amico Morfeo
    che mi cullò armoniosamente
    conducendomi
    dove il sogno diventa reale
    dove l'amore è vita
    dove la serenità si respira
    dove la felicità dura
    un'eternità.

    E là incontrai te,
    o dolce venere,
    desiderio della mia sensualità infantile
    fata della mia voglia ardente
    frenesia dei miei sogni più reconditi
    affermazione delle mie attese
    annullamento delle mie ansie
    compimento della mia vera essenza.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 11:04
    gigli

    Parevano calici
    innalzati all'aurora
    timidi gigli
    spuntati sul prato
    bianchi
    come il candore
    della prima neve.
    Lacrime di rugiada
    piccole
    sugli steli rivolti al cielo
    pollini dorati
    danzanti
    come baci
    che arrivan sulla bocca
    sfiorando il respiro.
    Sento nella mia carne
    la bellezza sognante
    che sa di divino.
    Gigli candidi
    folletti di luce
    che profumano il mattino
    occhi sacri che non taciono
    ma gridano
    oro e neve
    con il loro sorriso.

  • 31 dicembre 2012 alle ore 9:21
    Gira la ruota

    In su e in giù gira la ruota
    è passato un altro anno
    con alterna nostra fortuna
    forse alle attese meno bello
    ma ricco di nuova esperienza.

    Facciamone dunque tesoro
    per irrobustire la speranza
    di un anno che sia buono
    senza nessuna magagna.
     

  • 31 dicembre 2012 alle ore 8:28
    Anno Nuovo...

    Un anno nuovo
    sta arrivando
    lasciando dietro
    il rancore
    il dolore,
    invece l'amore
    lo porteremo insieme
    per sempre
    anche negli anni a venire.
    Ci si augura
    un anno
    di aspettative
    di verità
    di sincerità.
    Un anno
    di cose perse,
    ma di riacquistare
    con dignità.
    Lasciamo
    un anno
    rocambolesco
    spinoso
    gravoso
    nelle sue arti
    d'ammaliatore.
    di falsità nascoste
    dietro ogni angolo
    calpestando il bene
    che con grande sforzo
    si accingeva
    per sopravvivere.
    Il tutto 
    per gli interessi
    dando valore 
    al solo denaro.
    Ci auguriamo
    un anno nuovo
    di cose nuove
    ma buone.
    Auguriamoci
    un anno
    sano
    pieno di ideali
    per cui credere.
    Auguriamoci un 
    "Anno Nuovo",,,

  • 31 dicembre 2012 alle ore 5:01
    Undici secondi!

    Nel silenzio
    della notte
    Il capriccio
    dell'anima
    Sognare
    d'amore!

  • 30 dicembre 2012 alle ore 17:32
    Quattro Cento ventiquattro

    Il mio amore perfetto dalle ossa di feltro, giunture nevrotiche e senza rumore, meccanismo dal silenziatore oscuro. Il grilletto sta issato più su nella bocca che facile esplode l'amorevole veleno. Per sterno un ventaglio , discreto raffreddamento sul cuore tentato da strofinio costante, Ambra che non sfebbra. Il mio amore dalle braccia dolenti, Cristo di pane, il costato una mollica imbevuta fino all'orlo: amore dall'alito di velluto, dalle anche di fustagno. Sa dire dolore al dolore, ma e' la gioia a nuocergli più del malanno quando e' inattesa e repentina, volubile come le stelle del quindici, rotula d' agosto che si sgranchisce: premature o pigre, girini di seta, svanendo insultano la pazienza di chi le ha attese. Freddi fagiani dispettosi che nell'ora della caccia schivano l'impallinatore esperto. 

  • 30 dicembre 2012 alle ore 17:24
    Quattro Cento ventitré

    Non voluta: e' questa forse la tosse comparsa più lustri fa all'angolo degente della mia gola. Violenta nel parto come uno sputo, un fiotto di troppo lanciato con buona mira nel cestino dei marciapiedi, nel budello di un vicolo a sud. Non voluta, e procrastinata , come il dovere meno dovuto, o il dentista. E' sempre domenica per i miei desideri, sono chiuse le stelle, in ferie geni e genie. Neanche mezza giornata per concedermi di rovistare fra le ultime, stracciate occasioni: un velo già lurido, una martingala dietro la porta da scucire al momento opportuno, un manico di valigia , una culla ed eccezionalmente, una sana bolla ripiena sul ventre, tetto di carne sotto il quale dormirà la mia impronta. 

  • 30 dicembre 2012 alle ore 16:08
    La Tignola

    A che ti serve la casa regale
    se in cor ti serbi la vecchia tignola?
    Se ogni boccon ti resta nella gola
    allora per te il soldo a cosa vale?

    Fa che il tuo petto più  verme non roda
    ed al suo posto custodisca amore
    così più non avrà nessun dolore
    e l’afflitt’alma alfin di quiete goda.

    Non vedi ancor la fine di sentiero?
    Girati e guarda quanto n’hai percorso,
    conoscerai, così, quanto n’hai corso.
    Al sommo Iddio allora vada il pensiero,

    china dinanzi a Se volgi la prece
    onde cassi i mali dacchè ti fece;
    sii sincera, però, non trarne alcuno
    che sol per uno ti lascia a digiuno.

    Digli che di mestiere fai l’alchimia
    e che nel petto tuo regna l’infamia.