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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 dicembre 2012 alle ore 22:34
    I miei passi

    Quanti passi per raggiungerti
    non finiscono mai...
    quanta strada da percorrere
    non ti raggiungo mai...

    Quanto male a stare soli
    bisogna uscire fuori
    dimenticare per orgoglio
    e non arrendersi mai...

    Se mi avvolgono i ricordi
    le mie orme sono tue
    macchie scure sono i dubbi
    che non vanno più  via...

    Ora sono a piedi nudi
    e  sto guardando fuori
    da quei vetri un po' appannati
    come i nostri cuori

    Ogni lacrima di pioggia
    lava quel dolore
    che mi porto sempre dentro
    senza far  rumore.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 20:32
    Dipinto di parole

    Si può provare a rendere
    con parole i colori
    scegliendole dal cuore
    dipingendo le passioni
    con chiaroscuri d'amore.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 19:55
    Riserve

    indiani
    confinati
    senza
    penne

    altri
    Tori
    seduti
    sul
    nulla

    navajo
    tra
    quadratini
    d’erba

    nella passeggiata
    dei piedi neri
    un calumet
    nell’indifferenziata

  • 27 dicembre 2012 alle ore 15:20
    A LORO

    A LORO CHE HAN VISTO LA POVERTA'
    A LORO CHE HAN VISSUTO LA GUERRA
    A LORO CHE HAN PROVATO LA PAURA 
    A LORO CHE HAN CONVISSUTO CON LA MORTE
    A LORO CHE HAN PERSO OGNI BENE MA NON LA DIGNITA' 
    A LORO CHE HAN LAVORATO FINO ALLO SFINIMENTO
    A LORO CHE HAN LOTTATO PER LA RINASCITA 
    A LORO CHE SI SONO SOSTENUTI ED AMATI
    A LORO CHE .......MI HAN DATO LA VITA.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 15:10
    Finisce e...

    Ho cantato l'Amicizia
    con versi appassionati
    più dell'Amore
    più di ogni altra Emozione.

    Ne ho fatto poesia
    a ritmo di madrigale
    o a cadenza di sonetto
    o di ballata, ma ...

    in questo mondo effimero
    dove i furbi vivono alla giornata
    dove l’eternità non è in vendita
    e la sincerità è perla rara...

    anche l'Amicizia più amata
    finisce

    e ...se ne va dal porto
    dove con Lei al fianco
    avanzavi
    come corazzata

    ti ritrovi, così,
    barca in mezzo al mare
    senza remi
    né voglia di gridare.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 13:22
    La Nuvola Capricciosa

    Dopo una notte invecchiata
    Sull’uscio dell’ingresso
    Della casa di campagna
    Volevo salutare la prima luce,
    Ma una nuvola randagia,
    Vagabonda e dispettosa
    Si è permessa di velare il primo sole
    Il quale, cresciuto un pochino,
    L’ha dissolta con il suo calore.
    E così in questo giorno di calma estate
    Mi sono goduto il tepore del fanciullo dì.
    A sera avanzata ha fatto
    La stessa cosa con la luna
    Che, furiosa e indispettita
    Ha chiesto aiuto ad Eolo
    Il quale rabbiosamente
    Con un alito l’ha spazzata via
    E per lungo tempo mi ha fatto gioire
    Fra la quiete di tante aurore
    E molti tramonti.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 11:15
    L'acqua buona

    Sei l'acqua buona
    venuta ad inzuppare
    e cancellare
    il danno
    ed il suo alone,
    invaditrice
    intrappolata
    tra le maglie
    della voglia mia
    di te.
    Strizzami pure
    il cuore
    ch'è digià pronto
    a reinzupparsi
    nel tuo ventre.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 10:00
    Quando ci penso...

    La bocca serva del rancore
    un tempo a diffonder
    dispregio a tutte l'ore,
    tra occhi
    che volgon lo sguardo
    incatenati a tale perfezione,
    adesso è contenta,
    passata è la tormenta.
    Il viso angelico
    il corpo da dea
    tra tante meraviglie del creato
    niente era  più bello
    che sprofondare
    nel fascino della tua bellezza
    e investire tutti i miei sogni
    in questo paesaggio celestiale,
    tra l'accanirsi di forti temporali
    senza mai un arcobaleno,
    e l'inciampare su queste verità
    e rialzarsi e continuare.
    Qualcuno si penta
    d'aver fatto cattivi pensieri !

  • 27 dicembre 2012 alle ore 9:03
    Quel beffardo sorriso che deride

    Implorare cercar oggi  da te carezze baci
    invocarli quali da te pegni per me d’amore?
    Mendico poi bussar  alla porta tua del cuore
    che di sé il più basso infin subir  potesse amante
    non amato grave  indecoroso assai umiliamento ?
    Gioia quindi donarti di un mio possibile tormento?
    No, mai: saggio negli ingannevoli mendaci ludi
    dell’amore nel tempo sai amica  diventato sono:
    così da come ormai da tempo tu mi guardi
    come  poi lo sguardo sempre da me tu levi
    come  beffarda tra te alfin sorridi  pur io vedi 
      mi guardo non piango  di me anch’io sorrido
      sfidando ben fisso guardandoti negli occhi
    quel sorriso che altro non è che maligna derisione.
    Perché dunque pietire lo sappiamo entrambi
    quel che di certo tu non mi potrai mai dare:
      baci e carezze da te per me pegni d’amore.

  • 27 dicembre 2012 alle ore 5:10
    Non servono parole...

    C'è gente
    che percepisce
    le tue parole
    nel tuo silenzio
    attraverso
    lo specchio dell'anima,
    attraverso
    i tuoi occhi.
    Bastasse anche
    un solo 
    alito di vento
    vedrebbe
    il tuo cuore
    il tuo essere
    non servono parole...
    C'è gente invece
    pretenziosa
    beffarda
    arrogante
    che crede d'esser
    l'onnipotente
    perchè ha fede
    verso il suo Dio
    il suo credo.
    Gente che crede
    di conoscere
    tutto o tutti
    di offendere
    senza dignità
    giudicare
    con la fame e la sete della rabbia,
    ma solo Dio può farlo
    e non chi pecca
    del super se stesso
    pieno del suo io.
    Per capire
    sapere
    non servono parole...

  • 26 dicembre 2012 alle ore 18:53
    siamo usciti prima del sole

    Sei quì
    raggio d'alba che
    inargenta le pianure.
    Un viaggio
    su questo treno
    tra pietre nuragiche
    vetrina di colori
    di carrubi profumati
    di tappeti verdi allampanati
    che c'inseguono nella nostra fuga
    ritornelli di un nenia dolce.
    Una rosa s'annida
    nella tua bocca
    da cogliere
    mentre canti poemi divini
    impalpabili come l'apparenza
    e
    siamo lontani
    con il pensiero che non avanza
    anche gli universi
    si dileguano.
    Il treno va
    tra mimose e corbezzoli
    stringerti le mani
    è averti sulla pelle
    brividi...
    come esplosione di razzi
    che illuminano la notte.
    Le chiome degli alberi
    sembrano comete
    c'è un brusio di baci tra noi
    tanti..
    fino a domani.

  • 26 dicembre 2012 alle ore 12:56
    Quattro Cento ventidue

    Sono figlia di un dorso, gemmo dal dosso, una cunetta mi pastori' senza strazio  da una curva curvassi in più di sessanta stagioni. Sono cresciuta all'ombra di un guscio che della testuggine ha il verso e la piega ma non il corredo, una zavorra aggrappata, fissata come uno scudo, artiglio chiuso, volta involuta, prognata applique, un mento sulle spalle, un promontorio come distorta guarnizione . Sono figlia del peso e dell'incombenza, dell'infortunio e dell'insolito, della protuberanza, dell'ascesso, della sporgenza, del tornante, dell'indicato dal dito. Rientro bene nel goffo bargiglio ossuto ed imbruttito, spuntato per fatica come un nevo, ma non peloso: calotta, covone. Io sono di quella stortura che sgorbiata dal retto incasso e deviata, con finto, incolpevole sgarbo nel difetto mi riconosce e somiglia. 

  • 26 dicembre 2012 alle ore 12:52
    Si sta facendo tardi

    Si sta facendo tardi, la sera
    incipiente accarezza la polvere
    di ore su cui è calato il silenzio
    nascoste nella penombra dell’esilio.
    Quando il crepuscolo confonde le sagome
    e la pace avvolge le dimore dei morti
    la memoria ruba la scena alla luce
    di un altro giorno vissuto sulla soglia.
    Si sta facendo tardi, sempre
    più tardi e i miei versi
    sono come le gocce di pioggia
    che bussano sulle finestre del tempo
    impalpabili sull’asfalto dell’estate.
    Essi sono il nudo testamento
    scritto sulla polvere dei giorni
    che non restituisce mai le sue prede
    affondate nell’abisso del non detto.
    Non riempiranno la parte mancante
    della clessidra scandita dalle ore
    i miei versi cadenzati e lenti
    non potranno sconfiggere la morte
    ma forse sorridere alla sera
    e decifrare le trame della sorte
    confessione che si schiude alla vita
    come corolla che si disvela a primavera.
    Prima che gli alberi restituiscano le ombre
    un minuto prima che sia tardi
    la poesia veglierà sulle mie sere
    come luce di una nuova redenzione
    e spoglierà ogni istante battuto dal vento
    della patina coriacea dei rimpianti
    suggello di questo mio presente
    come se fosse eterno.

  • 26 dicembre 2012 alle ore 12:50
    2 Agosto, ore 10.25

    Alle vittime della strage alla stazione
    di Bologna e alle loro famiglie

    Rintocco in una gelida stazione
    ore 10.25, là fuori il terrore
    in tutto il paese di morte l’odore
    poi il silenzio che uccide una nazione.

    Che squallida guerra,  tra le macerie
    di una repubblica orfana di pace
    e un nemico senza volto che tace
    confuso tra noi, con le sue miserie.

    Il cielo si fa di piombo, nel boato
    che disintegra il corpo di una madre
    e nel segreto di stato, un’agonia

    simile al rantolo di un condannato
    a morte. E la verità cerca un padre
    non più maestri di una stanca sinfonia.

  • 26 dicembre 2012 alle ore 11:45
    La porta della vita

    Si rici ca si ciuri na porta e si rapi nu purticatu.
    Ma l'amuri si po' paragonari a na porta?
    Nun sacciu a viatri ma a mmia picca m'amporta.
    Tuppulia accussì forti
    u ma cori ca mi pari ri nun sentiri a morti.
    A ma porta è sempri spalancata
    e c'è puostu pi amici e pi cu si senti scunsulata.
    Rapitimi u purtuni, cu firucia trasiemu
    e cu alligria nisciemu.
    Purtati a vostra pacienza
    e nun vi fati fregari ra indifferenza.
    Accomodatevi, lievu puri u tappitu
    e mettu pampini ri ciuri profumatu.
    Lassu a porta a filazza,
    ma nun mi faciti nesciri pazza!
    TRADUZIONE: Si dice che si chiude una porta e si apre un portone. Ma l'amore si può paragonare ad una porta? non so a voi ma a me poco importa.Bussa così forte il mio cuore che mi sembra di non sentir la morte.L mia porta è sempre spalancata e cè posto per amici e per chi si sente sconsolata.Apritemi il portone, con fiducia entriamo e con allegria usciamo.portate la vostra pazienza e non fatevi fregare dall'indifferenza.Accomodatevi, tolgo pure il tappeto e metto foglie di fiore profumato.Lascio la porta socchiusa,ma non mi fate uscire pazza!

  • 26 dicembre 2012 alle ore 8:59
    Vado...

    Come un fantasma
    vado per le strade
    in cerca del nulla;
    quel non so che
    per livellare la diversità
    che mi isola dal mondo.
    Così percosso,
    invisibile agli occhi dei più,
    m'immergo
    nell'evanescenza
    di pensieri obsoleti
    stretti a cappio
    da vortici di nebbie
    che stentano a diradarsi,
    caligine racchiusa
    in lanterne d'Essere
    che si accendono e spengono
    negli angusti e remoti
    meandri dell'anima;
    luce e buio
    che si alternano
    tra momenti di paure
    e istanti di felicità.
    .
    cesaremoceo

  • 25 dicembre 2012 alle ore 22:19
    Un sogno spezzato

    Ardenti domani
    s'inoltrano al di la
    dei giorni nostri
    in un dormi-veglia
    di pensieri strappati
    a un sogno d'amore
    e fratellanza,
    involuto allo stadio di pietà,
    per questo popolo
    che naviga
    nella triste realtà
    di barbarie e soprusi,
    incalzato da uomini
    che in dubbie dignità
    si specchiano e
    dell'ignominia fan bandiera
    professando
    utopiche illusioni malcelate
    cantilene di taverna
    prestate alla storia.
    E il veleggiare in questo mare
    di sangue versato
    che si maschera in onde
    calme e placide al passaggio, 
    mi riporta alla mente
    il fascino struggente 
    di quel sogno sfumato;
    non vedo approdi
    e il mio cuore non ha pace.
    .
    cesaremoceo

  • 25 dicembre 2012 alle ore 11:19
    Buon Natale

    Buon Natale
    a tutti
    per i visi accesi
    e quelli spenti.
    Buon Natale a te
    che vivi senza
    una fissa dimora
    e non hai un asino
    e un bue
    che riscaldano
    il tuo bambino dal freddo.
    Buon Natale a te
    che sei alla ricerca 
    di un posto di lavoro
    e non avrai il pensiero
    di cosa preparare
    per cena
    la vigilia di Natale.
    Buon Natale
    a tutti quelli
    che non hanno
    mai voce in capitolo.
    Per chi spera
    in un futuro migliore.
    Buon Natale 
    a tutti
    i bimbi del mondo
    e dono più bello
    trovare
    sotto l'albero di Natale
    un sorriso immenso
    quanto tutto l'universo.
    Buon Natale a te
    che sei in un 
    letto d'ospedale
    in bàlia dell'onda salvatrice.
    Buon Natale a te
    che sei rinchiuso
    dietro quelle sbarre
    alla ricerca di un angolo
    per cui pensare...
    Buon Natale...

  • 25 dicembre 2012 alle ore 9:19
    Notte di Natale

    La magia è appena cominciata,
    la tribù è riunita,
    anche quest'anno
    il Natale m'ha fatto un regalo,
    un dono speciale
    felicità risate calore
    giocosa armonia,
    legami di sangue
    a zittire
    livori frustrazioni 
    persin delusioni
    per sfince non fatte,
    rinforzare radici 
    abbracciarci
    senza affanno
    e credere in Lui
    per andare avanti
    a far durare il Natale
    tutto l'anno.
    .
    cesaremoceo

  • 25 dicembre 2012 alle ore 0:30
    Nelle scansioni soniche

    Nelle scansioni soniche
    intuivo
    l'appropinquarsi
    sublime e minaccioso
    di rarefatti
    ghetti armonici
    dove le paure
    intormentivo
    in anestetici
    mondi immaginari.

    (vedevo in cuffia
    universi melodiosi
    visibili soltanto
    alle mie orecchie
    e alle galassie
    che nascondevo
    dietro alle mie dita
    glissanti sulle corde).

  • 24 dicembre 2012 alle ore 21:06
    Bimbo al freddo

    Carpita da frenesia
    del giusto e ricercato dono
    apparenza nelle vie cullate
    da mascherati volti o distratti, no!

    Visitata dall’apatia
    nell’indifferenza calibrata, sì!

    Poco mi scalda
    ancor meno l’evento
    sollecito m’appare.

    Leggero intervento
    per sminuire l’esistenza
    del povero sul ciglio
    che di lacrime tacitamente s’inebria.

    Forse anche il mio
    un cuore di ghiaccio
    che sventola le ali su prati di parole.

  • 24 dicembre 2012 alle ore 20:12
    La notte di Natale

    Una calda coperta
    tessuta d'auguri
    la notte riscalda
    al Bimbo la culla
    e cantano gli angeli
    per Lui ninna nanna
    coi pastori in veglia
    che portano doni
    là fino alla stalla
    con sopra la stella
    brillante per guardia.
     

  • 24 dicembre 2012 alle ore 15:41
    Non aspettare

    Non t’aspettare che qualcuno
    ti allunghi una mano
    per aiutarti ad uscire dal pantano
    se lo fa ... è per non dover, poi dopo,
    lavarti il fango.

    Non ti illudere che il dolore
    ti venga alleviato
    per non farti soffrire...
    è soltanto un evitare
    di guardare in faccia la morte.

    non credere a chi sbandiera
    solidarietà...
    l’umanità cerca sempre
    il suo tornaconto

    anche fosse solo
    guadagnarsi un posto
    per star meglio nell'aldilà.

    Non aspettare che sia l’altro
    ad affrettare il passo
    per darti un abbraccio.

  • 24 dicembre 2012 alle ore 13:57
    Oggi t'ho visto inerme...

    In un momento di dolore si è in difficoltà nel trovare le parole giuste per esprimere il proprio cordoglio e non si sa cosa dire a Colui che tormentato dal fato e annientato dal dolore rimane da solo a continuare a vivere.M'assale il pensiero che potrei esserci io al posto suo...
    ------------------------------
    Oggi t'ho visto inerme
    le mura della fortezza
    ch'eran in me
    ancor più disarmate
    sono crollate d'un tratto,
    le magiche strofe,
    virtù acquisite d'un tempo,
    forti e rigogliose
    hanno perso vigore
    oltre il confine
    che alita il tempo.
    Il caparbio sparviero
    s'è fatto pallido usignolo;
    le mie nostalgie i ricordi,
    memorie vissute
    di amare illusioni,
    si sono disperse
    come nebbie al primo sole.
    Niente è più indomito,
    in fronte alla morte
    sparito è il coraggio,
    son riposti i princìpi
    e...chinato la testa.
    .
    cesaremoceo

  • 24 dicembre 2012 alle ore 12:15
    Vigilia

    E' bella di speranza la vigilia
    anche se il cielo è grigio
    e la natura veste di gelo
    poi Gesù tornerà a mezzanotte
    a sorridere dal presepe al Mondo
    perché vivere sia a tutti giocondo.