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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 dicembre 2012 alle ore 12:00
    Le Origini

    Il mondo è di tutti
    Dio ha dato la vita
    La morte la insidia

    Tutto appare lontano
    Tutto può essere vicino
    Il sole dissolve la nebbia.

    L’uomo si finge una roccia
    Si nasconde nel proprio IO
    Ma prima o poi si tradisce

    Certo di studiarsi alla sera, e
    Ritrova le sue origini perdute
    Che vengono da sole a galla.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:59
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

    Illudersi e sperare
    Esistere per vivere

    La vita dell’uomo
    Nell’oscura quiete

    Con le luci di ieri
    Nella voglia futura.

    Il vento si rallegra
    Con riflessi di vita

    Per rifilare illusioni
    All’errare nei sogni.

    Ho udito nel vallone
    I rumori del faggeto

    Ho vissuto sogni a metà
    E dall’alba al tramonto

    È rifiorito il trascorso
    Di una strada segnata!

    A briglia sciolta ho camminato
    Tra rupi, querce e foglie allegre.
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:57
    L'Alba Di Un Sogno

    Con la luce sulla pelle
    Inciampo nel giorno
    E in quello che non ho,

    Cerco un itinerario sereno
    Con il sorriso sulle labbra
    Nel bagliore dei tuoi occhi,

    Con le mani tra le notti
    Il mio infinito di dentro
    Assaporo ogni sorso di te.

    Mi sveglio nelle stelle
    E sorrido alla mia luna
    Che danza sino all’alba

    E nel silenzio che aleggia
    Quella briciola possibile
    Si avvera il mio sogno.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:54
    Lacrime Silenziose

    Lacrime del silenzio
    Di un uomo comune
    Nei giorni senza fine

    Sono piene di amore
    Sono piene di dolore
    Dense di dispiaceri

    Sprizzano dal cuore
    Scivolano silenziose
    Nel mare dei giorni

    Perdono il loro sapore
    Si colorano alla calura
    Dell’aridità del deserto.

    Le lacrime silenziose:

    Purificano l’esistenza
    Ridonano nuove realtà
    Tante e forti speranze

    Non gli cambia la vita
    Al popolo dell’esistenza
    Tassello che zero muta.
    Un voto che zero muta.

  • 08 dicembre 2012 alle ore 11:23
    Fòsfeni

    a Maurice Maeterlinck, drammaturgo

    è finestra sul cielo
    il cuore invaghito a carpire
    fòsfeni lampi

    tu custode
    dei sogni – dal cuore puro -
    ti libravi come
    i tuoi uccellini azzurri
    che "si nutrono di raggi di luna"

    e
    si espandono
    nell'Inconoscibile
    tra svolìo di ali...

  • 08 dicembre 2012 alle ore 2:21
    Amicizia e delusioni

    Lacera il freddo
    la pelle mia,
    ma non puo' competere
    con la delusione
    e con lo sconforto
    che gela il cuore,
    per un abbaglio o
    una mal riposta fiducia,
    su un amico
    che tradisce
    e t'abbandona.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 22:57
    Lontananza chimica

    Molte volte, sembra cosi difficile essere lontani,
    senza contatto,
    senza quell’alchimia travolgente che fa restare 2 persone incollate,
    come in fisica tra 2 poli,
    come in chimica tra molecole.
    Cosi vorrei essere con te,
    il pezzo di puzzle che mi completa,
    il raggio di sole nei giorni bui
    in cui la giornata è in protesta.
    Come un arcobaleno, dopo la tempesta,
    la mia perla, incastonata nella tua testa.
    Molte volte per esser felici bisogna commettere qualche peccato,
    e l’unico momento, in cui non commettendolo sono felice,
    è quando ti penso.
    C’è purezza nel mio cuore,
    luce nella mia anima, un semplice desiderio fatto di due lettere, te.
    Una purezza d’intento, che si rallegra soltanto al pensiero di incrociare il tuo sguardo.
    La lontananza mi fa male,
    parlarti senza contatto, non è la stessa cosa,
    il non poterti trasmettere il mio vivere quotidiano quando ne sento il bisogno,
    vedere il tuo comportamento ad ogni mio impulso,
    mi manca sai, e secondo dopo secondo,
    sembra come se mi mancasse sempre più aria.
    Vedere il tuo sorriso,
    che mi inibisce asintoticamente all’infinito il cuore.
    Sono come il tuo girasole,
    ho bisogno di te per vivere.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 22:57
    Esseri umani

    Noi esseri umani,
    un tempo eravamo immortali,
    dotati di ogni potere
    di ogni bene, di ogni cosa immaginabile,
    eppur è nella nostra natura,
    rovinare un sogno
    per paura di perdervicisi.
    Ed ecco che siamo capaci di giocarci tutto
    senza batter ciglio,
    abbiamo barattato la nostra invidiabile monotonia,
    per una semplice tentazione.
    Abbiamo delle debolezze,
    in quanto, fatti di carne,
    siamo attratti da essa senza una mera logica.
    Non c’è troppo da capire,
    come nella piramide della vita,
    c’è sempre un cacciatore
    che rincorre una preda.
    Ma l’essere umano, in quanto dotato di ratio,
    è consapevole di essere masochisticamente testardo,
    si fissa un obiettivo,
    gli dimostra un interesse
    confondendogli le idee, e, puntualmente sparisce,
    come se avesse paura di trovare
    fissa dimora nel cuor di qualcuno.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 22:56
    L’altra faccia della luna

    E guardando la luna stasera mi accorgo che,
    Anche ella è muta è attonita come te.
    Che ultimamente hai perso il senso di ogni tuo secondo,
    vivendo all’ombra di te stessa,
    ti esuli dal dolceviver quotidiano,
    come per paura che il sole inadempiente
    non ne voglia più saper di sorgere.
    Nel tuo sguardo perso colgo molte incertezze,
    hai smarrito il tuo arcobaleno di emozioni,
    e al momento vivi una vita in bianco e nero,
    cercando, di coglierne almeno le effimere sfumature
    che ella ti dona,
    sorridendogli a tua volta, noncurante
    di quello che t’angoscia.
    Sai anche tu però, che il tuo cuore
    ama vivere a colori,
    e non si accontenta di fingersi daltonico.
    Questo tepore giornaliero che lo caratterizza ultimamente
    lo rende instabile e nervoso.
    La clessidra del lento logorio è già in funzione,
    la tua vita è come una curva matematica,
    impossibile da rappresentare,
    con troppe incognite per averne soluzione.
    Ove l’unico modo per risolvere l’equazione
    è lasciarsi tutto alle spalle,
    e vivere di ogni tuo passo,
    emozione dopo emozione,
    anch’egli infondo merita di assaporare in pieno
    come non ha forse fatto mai,
    i colori che la vita gli offre.
    Merita di ritornare a bruciare
    di ritornare a sorridere.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 22:51
    Arciere d’un tempo

    Con una maschera ed un arco, giri allibito,
    oggi quelle che per te prima erano frecce
    sono considerate piume.
    Resti di stucco, su come la gente, ami svendere il proprio cuore,
    quanto sia facile corrompere un emozione,  bastano  pochi euro per conquistare un bacio,
    quando una volta ci voleva coraggio, ed altre qualità oggi ormai svendute e smarrite.
    Per la facilità con cui l’aggettivo qualificativo
    dapprima cosi raro,
    sia utilizzato anche quando il verbo implichi una negazione.
    Ma anche la tua anima è destinata all’inferno,
    perché, come gli altri, anche tu sei cambiato,
    le delusioni ti hanno fatto crescere,
    per vivere un emozione sei costretto ad essere un dannato,
    nel bene o nel male,
    ed hai preferito prenotarti un posto all’inferno ,
    piuttosto che arrivarci,
    restando all’impedì.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 17:04
    DOLORE

    DOLORE

    una nuvola
    fatta di lacrime
    si posa sul mio cuore
    con i suoi sospiri
    e la sua solitudine

  • 07 dicembre 2012 alle ore 12:49
    Quattro Cento dodici

    Oggi sono ancora giovane, la pelle un lino in vena, le ossa disponibili a qualsiasi gioco, a curvature e as asciutti salassi, il sangue prolisso di ossigenature, schietta corrente infilata a dovere in violacee, cavillose intersezioni. Trama color pervinca. Oggi sono pieghevole e girevole, estensibile, malleabile, elastica e godibile. Domani non so: dopo il sonno mi voto all'imbrunire e vedo lampi bianchi invitarmi come un faro. Prendimi oggi, ascolta il mio consiglio: se mi chiedi il braccio o il ventre, la gola o il labbro, collaboro senza fatica e li protendo. Ma domani resteranno un poco indietro, li accompagnerò svogliati e con un verso, un affanno, sforzata espirazione. 

  • 07 dicembre 2012 alle ore 12:44
    QUattro Cento undici

    Quindi verrai, una promessa il tuo vettore; io curverò i gomiti per studiare la portata del getto che mi svuota. La tua bocca un taglio che taglia, dolcissima stiva di un bastimento impossibile, piccolo ombelico lussurioso che rubata l'onda della sua intimità, sta con lo scafo spennellato di quella verginità buia. Come il vincitore esibirà le spoglie del caduto, blu trofeo di guerra che non asciuga .

  • 07 dicembre 2012 alle ore 11:26
    La Pace

    Una colomba
    Vola sopra i capi
    E Tu mi neghi!

    Il Tuo sguardo
    Mi fugge!

    Io mi domando:
    Sei Mare?
    Sei Cielo?
    Sei fuoco?

    Bruci!
    Hai bruciato tutto!
    Brucerei tutto!!!

  • 07 dicembre 2012 alle ore 11:25
    L'Angelo Perso

    Oltre l’infinito
    L’angelo puro

    La fanciulla perduta
    Nel mare dell’universo

    Fra tante speranze
    E molte sofferenze

    Aspettative perdute
    Nei molti sentimenti

    Desiderosa d’amore
    Bisognosa d’affetti

    Quel cuore sempre fanciullo
    Cresciuto in un campo di fiori

    Ringrazia il suo contesto
    In attesa di un sole futuro.

    Donna e fanciulla
    Dall’animo altalenante

    Che tanto ha dato
    E poco ha riscosso

    Dal mondo convulso
    Dai valori superflui

    Il suo destino scottato
    Nella sabbia rovente.

    L’uomo comune che tutto calpesta
    Ignora la sensibilità di chi è diverso.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 11:21
    Luna Sul Mare

    Dall‘ alba ed oltre
    Il mare prega la luna

    E tra le mutevoli vesti
    I gabbiani volano inquieti

    Le onde si rigenerano
    Sotto i loro respiri

    Respiri affannosi
    Notti inquiete

    Una stella ribelle
    Penetra negli abissi

    Suonando un’armonica sinfonia
    E regalando speranze al pescatore.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 11:17
    L'Oasi Nel Cuore

    Un uomo solitario
    Dal passo affaticato
    Cammina nelle notti

    Si è perduto nel tempo
    Di questa vita assurda
    Guardando l’ultima lucciola.

    Ha tanta voglia di lottare
    Sia pur affaticato
    E bagnato di sudore

    Cerca di dissolvere le ombre
    Con l’aiuto di un nuovo vento
    Per un avvenire migliore.

    Solo allora sarà luce viva
    Con un sole abbagliante
    Prodigo di molte esultanze

    I sogni germoglieranno
    Le voci verranno fuori
    Il lavoro sarà battistero di vita.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 11:12
    L'Incerto Passato

    Appoggiato alle riflessioni
    Tra il frastuono della folla
    Ed il solito pianto del bimbo

    Con una voragine nel petto
    A causa dei ricordi trascorsi
    Per il tuo sentire muto.

    Desideroso dell’orizzonte
    E del profumo dei colori
    Ho vissuto nel crepuscolo

    Percorrendo la rotta della vita
    E per annegare la malinconia
    Dell’ormai tempo attraversato

    Prima dell’ultimo traguardo
    Quasi alla fine del sentiero
    Ho udito una voce nella notte

    Era il momento della riflessione
    La gioia di affidare quei tramonti
    Alla dolcezza della brezza mattutina.

  • 07 dicembre 2012 alle ore 8:54
    Buonanotte

    (Mi sento gonfio
    come un fegatello
    con la rete
    mentre i miei occhi
    abbassan le serrande).

    Brasato ammodo
    mi stendo sopra il letto
    a pelle d'orso
    e con la bolla al naso
    come un cartone giapponese.

    Briao mi ritrovo
    di stanchezza
    con gli sbadigli
    che son forni della pizza
    e l'occhiaie che m'arrivan
    giù sui piedi.

    Basta pochino,
    trenta secondi e parto
    e russo come un treno,
    così forte
    che sveglio quelli sopra
    e quelli sotto.

    (Son tutti li
    che battono i pugni
    e i manici di scopa
    sul soffitto
    ma non sento.
    Buonanotte).

  • 07 dicembre 2012 alle ore 7:42
    L'intimità del buio

    Mi ritrovo,
    in queste giornate
    d'inverno freddo
    e piovoso,
    a scrivere la mia sorte,
    tutto il tempo;
    il repertorio del mio dopo,
    già da ora,
    nelle luminose apparizioni
    dell'intimità spaziosa
    del buio della pena,
    a chiedermi dove,
    domandarmi perchè,
    con l'intensità
    e la rapidità del silenzio;
    non dimenticando
    dolci attimi vissuti
    e dare con i miei versi
    una speranza,
    mentre siedo sull'orlo
    del mio abisso 
    a dissimulare la simulazione
    del presente ed amare
    quella nostalgia
    e questo vuoto senza fine 
    in un amarcord
    che ne impedisce l'oblìo.
    Il mondo potrà cancellare,
    dalla sua memoria,
    il mio viso,la mia voce,
    ma non potrà mai
    spegnere
    la voce dei miei versi
    composti per lui.
    .
    cesaremoceo

  • 06 dicembre 2012 alle ore 23:22
    L'attesa

    Girovagare di parole
    senza senso con l'intento
    di ricevere un assenso.

    Piroettando nel nulla
    lo spazio  di un pensiero vero
    fingendo d 'esser  un bel cero.

    Brillano le idee fantasiose
    portatrici di veleni e tossici dinieghi
    andare o restare...

    ricamare discorsi dispersivi
    soffici sui timpani contratti
    si avvale di uno spirito reattivo

    chi aspetta ancora qualcosa 
    di diverso dal solito rivisto
    o per sentito dire.

  • 06 dicembre 2012 alle ore 23:15
    Riempire come affogare

    Scrivere permette così tante vite
    che ne ho troppe
    volte in cui avrei preferito non capire un cazzo
    o almeno il privilegio di tacere lo strazio
    di essere accettato
    capito
    affettato
    meglio pazzo
    incompreso ma con un bicchiere.

  • 06 dicembre 2012 alle ore 18:07
    Quattro Cento dieci

    Se devi amarmi, amami come ieri che non avevi pronto un discorso e tutte le strade erano trafficate dalla pioggia. Sia con quella stessa stretta testuggine di ombrelli, variopinta dentatura di balena in cui oer un istante e' passato il nostro sangue, biglia liquida ed impazzita. Se devi amarmi, amami come ieri che a nessuno importava di noi e certo molto meno del cavo forsennato che, dimenandosi, non mandava in circo il suo polso elettrico. Buio e piatto il battito. Un guasto fa più notizia ma noi continuiamo ad amarci mentre il vigile condona il distratto e il lunedì e' un killer feriale. 

  • 06 dicembre 2012 alle ore 18:06
    La Mia Stella

    Lungo il sentiero della vita
    Scruto il cielo per vedere Dio

    Scorgo un cielo chiaro
    Osservo un cielo oscuro

    Esploro cento, mille stelle
    Eppure non scopro la mia

    Forse non è mai spuntata
    Oppure l’avrò sognata

    Forse, è sola immaginazione
    E si alimenta nel mio cuore

    Rialzo gli occhi al cielo
    Aspetto un altro buio!

  • 06 dicembre 2012 alle ore 18:02
    La Mia Fanciulla

    I fiori sono angeli
    Le foglie violini
    E Tu! dolcemente

    Come una farfalla
    Delicata e naturale
    Danzi insieme a loro. 

    Fanciulla vellutata
    Il tuo viso luminoso
    Arrossisce nella luce

    Poi! Ti celi nella sera
    Per rinascere serena
    Nel giorno che nasce.