username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 16 febbraio alle ore 20:22
    Il canto del cigno

    Cresciuto da solo nel via vai della vita

    ho vissuto cercando
    quel qualcosa che non ho mai avuto

    e lasciando qua e là tracce

    per ritrovare il mio cammino
    e il mio posto nel mondo

    e sentirmi anche se inutile
    forse un po' più apprezzato

    Ho vissuto la mia infanzia
    sopportando cinghiate e ceffoni

    nella guerra della mente combattuta
    contro un'ignoranza voluta

    intrighi degli uomini a convivere
    con i loro sensi di colpa inconfessati

    E oggi ancora
    chiedo in giro informazioni su di me

    per ritrovare tutti i miei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:20
    Le mie preghiere... dentro i miei silenzi

    Nei silenzi

    contenuti dentro
    la nobiltà del cuore

    lascio parlare gli occhi

    nelle visioni celestiali
    mai assenti coi loro sussulti

    a render vivo ciò che sento
    e anche quel che vorrei soffocare

    È in quei momenti
    che mi accorgo di vivere

    pur in quei silenzi
    a volte allegri e altre paurosi

    quando la mia anima

    ha bisogno di risposte
    ai tanti perché della vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 17:32
    Grigio di nebbia

    Grigio di nebbia
    s’adagia sugli Iblei,
    vento di ponente
    scuote i verdi carrubi.
     
    Mi penetra dentro
    freddo d’inverno,
    il caldo dell’anima
    solo mi riscalda.
     
    Una favilla di sole
    scappa dal tramonto,
    si riflette nel cielo
    e si apre l’arcobaleno.

    (2018)

  • 16 febbraio alle ore 13:36

    Arriva un momento nella vita in cui della "Quantità" te ne freghi perché capisci l'importanza della "Qualità"!Te ne freghi di chi va perché ti concentri solo su chi resta. Arriva un momento in cui la serenità ti riempie il petto e alleggerisce lo stomaco dai "Morsi" che un tempo ti angosciavano. Non conta più il parere di chi è di passaggio, l'opinione di chi crede di sapere, ma ti basta la stima di chi vale. Hai raggiunto la maturità per capire che per stare bene basta poche cose e poche persone. Si soffre meno e molti scalini che ti facevano paura una tempo, ora li sali senza nemmeno accorgertene e vai oltre. Sorridi se ci pensi, ti guardi dietro e non ti riconosci, ma sei felice perché ora sai che non tutto merita pensiero, dolore e attenzione.

  • 15 febbraio alle ore 19:15
    Lei nei capelli d'agata

    Se ne sta immobile d’ossa
    appena un affaccio ai rumori smussati
    ogni ora rappresa nell’altra 
    sbalzi di orologi 
    in un’informe eternità di cuscini. 

    Ma è sveglia, come un sogno continuo.
    Non la tocco malgrado lo sia, 
    si romperebbe del sole sui tavoli.
    Flebile mano, flebile voce, 
    la sua cera mancata alla fiamma
    diafana, bella nei capelli d’agata 
    come graffi - ma l’hanno mancata.

    Che sia aria di assenza? Lei
    non figlia non madre 
    uguale al sempre e al mai
    al presente, speco di altrove 
    per tetti altissimi e rondini nere.
    Muta strido al pensiero di saperla 
    diversa, o di terra.

  • 15 febbraio alle ore 18:59
    Una traccia del passato

    Porto nell'armadio
    i miei scheletri
    che il tempo
    non ha rimosso,
    porto un vuoto
    che non va via
    al risveglio,
    porto un fuoco
    che potrebbe
    scaldare
    le fredde stanze
    di un letargo
    che mi ha visto
    protagonista
    senza sogni,
    senza voce,
    senza storia,
    ma con in mano
    una traccia
    del passato,
    una lettera
    strappata,
    un ricordo
    che ferisce,
    una lancia
    che d'amore
    trafigge.

  • 15 febbraio alle ore 13:22
    Qualcosa di forte

    E ti penso ancora,
    nonostante il freddo dell'inverno,
    nonostante i lunghi addii,
    nonostante la carezza del vento tra i miei capelli.
    Un pensiero fugace, ma intenso e persistente, che si intrufola nella mente come un goccia che pervade il terreno.

    E ti penso ancora,
    come il ricordo più bello,
    come la neve che scende leggera,
    come la tempesta che provoca le maree.

    Ti penso ancora,
    perché sei qualcosa di forte da ricordare

  • 15 febbraio alle ore 12:15

    Ne ho visti di atteggiamenti e ne ho ascoltate di ragioni. Sono sempre arrivata in fondo rimettendoci tempo, pazienza e umore. Ottenendo soltanto la consapevolezza che alcune "Presenze" mi colorano negativamente le giornate. Pensate pure che sia una persona cattiva, non mi interessa. Io credo di essere una persona che sa riconoscere atteggiamenti e modi e di conseguenza capire chi ha di fronte. Ci sono frasi che nel momento in cui vengono pronunciate, automaticamente fanno chiudere  quella porta che da l'accesso  alla mia vita,  mettendo un muro indistruttibile tra la mia persona e loro. Non ci sto più ad aspettare dietro i "Vediamo"... "Aspettiamo"... "Magari capisce"! No mi dispiace. Ho imparato a scegliere, ad essere una persona estremamente decisa nelle sue posizioni e se scegliere significa dover rinunciare a qualcosa, rinuncio, senza problemi, perché la mia serenità passa avanti a tutto e perché ho capito che proseguire e non rinunciare mi porterebbe la perdita di qualcosa di ben più grande. Non mi pento e non mi volto mai indietro. Non ho più voglia di arrabbiarmi, di tacere, di soccombere. Non so fingere, non sono ipocrita, per questo non so  dividere il mio tempo con chi non mi piace e non ha capito niente di me. L'ipocrisia a me fa scattare l'embolo, niente mi schifa di più. Non porto rancore, semplicemente scelgo e non trascino, consapevole che ognuno è libero di essere ciò che vuole. Io non sono perfetta, ma ci tengo a ricordarvi  che nessuno lo è...!

  • 15 febbraio alle ore 11:31
    Futuri

    Ed avrai i mirtilli
    stesi all'ombra delle mie mani
    e letti ricamati d'essenze
    nate da timidi amori.

    Avrai i miei profumi
    ed il balsamo del mare vecchio
    i miei occhi scivolare
    sui tuoi ribelli silenzi.

    Sarai dono e respiro
    d'un tempo che ha da venire
    passo passo con piedi di gomma
    e soffici luci riscoperte.

    Avrai il cammino ed ogni colore
    il rumore della pioggia privata
    ed un guerriero mercenario tornato
    dopo la guerra ed il deserto.

    Raffaele di Ianni

  • 14 febbraio alle ore 21:13
    La forza della senilità

    Rievoco spesso il mio passato

    senza violenze di risentimento
    e con la fermezza dei miei propositi

    nel piacere di non lasciare al mondo
    tracce di effusioni patetiche

    E scivolano ormai sulla mia vitiliggine
    i tormenti imposti dal mio tirare a campare

    che per lungo tempo m'ha sballottato
    in balìa dei flutti impetuosi dell"esasperazione

    Ora nella mia vetusta'

    ho raggiunto il mio porto

    l'attracco sicuro alle mie àncore dorate

    dolci catene al collo
    che danno pregio all'età che incede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 21:12
    Di cosa potremo vantarci?

    "Voglio l’essenza,
    la mia anima ha fretta…e paura"

    E ritorneremo
    nel catino dei nostri canti

    in nenie lamentose
    d'un futuro ch'e' già trascorso

    e ora breve risalto avrà

    nel sentir la propria fama
    perdersi nella fame

    E non ci sarà vanto per alcuno
    a poter dire "questo l'ho fatto io".
     

  • 14 febbraio alle ore 21:10
    Questa terra non è più mia

    Tediato da mille illusioni e promesse

    pensieri selvaggi s'intrufolano

    di ritorno dai giorni trascorsi
    sulla soglia di questo vivere infame

    E si muovono senza meta

    simili a ombre di nuvole sparse
    rischiarate solo dal buio delle notti

    aggirandosi dispersi
    tra le stanze dell'anima inerme

    a rintanarsi nei suoi angoli oscuri
    e respirare l'odore del loro sentire

    mentre io madido delle mie paure
    barcollo muovendo i passi a fatica

    E arranco per gli scoscesi pendii del mio sapere
    inginocchiato nei solchi dei miei sospiri

    tra gl'incanti

    che costringono il cuore a battere piano

    e la bocca a esser sempre pronta
    a proferir parole di vergogna

    E scoppio a ridere

    con la lingua a penzoloni e gli occhi strabuzzati

    al pensiero che diverremo tutti ladri

    a rubarci l'un l'altro
    finanche la fede in cui crediamo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Ed è proprio all'alba

    che si risvegliano le emozioni
    e rivivon le turbe dell'anima

    Calmo è il mattino

    e pregno di pioggia di barriti
    e di esuberanti criniere

    stormiscono nel silenzio gli alberi
    rimpetto al mare

    al dolce suono delle sue onde

    applaudite dagli incanti
    della luna che sfuma

    E io resto qua

    accovacciato tra le nebbie dei miei pensieri
    a sdegnarmi delle mie colpe

    e se qualcuno vorrà stupirsi
    dei miei fuochi spenti

    sappia che per molto tempo

    le mie lacrime
    han bagnato il mio cammino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 14 febbraio alle ore 21:05
    Io, che volevo una vita semplice

    Ardono fioche
    le fiamme perpetue

    fra le brine fredde
    di questo mesto inverno

    nel transitar dell'anima
    tra le fitte tenebre della terra

    avvolta

    in corone di spine
    e slanci di rimpianti

    ricchi di illusoria socialità
    e poveri di sacrificio

    in questo futuro
    che lascia agli uomini

    solo il tempo
    d'inutili sguardi all'orizzonte

    Nel silenzio d'attorno

    sento il dolore del mondo
    assurgere a padre delle follie

    e tutto

    al passar degli anni

    vive nella consuetudine
    di far divenire certi dolori

    pane quotidiano

    E m'immergo nella desolazione

    per sentire nel mio profondo
    qualche sintomo di pace

    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 21:03
    I caldi raggi del mio sole

    Piove
    e io ignaro del disordine del cielo
    rendo pretesti al mio sfogo
    nei rimpianti del passato
    ormai dissolto
    e della sua eredità
    di solitudine e giorni austeri
    nel filo della vita
    che ancor ci unisce
    e che niente mai potrà spezzare
    E scelgo sempre
    di prender per mano la mia vita
    di sentirmi in ogni attimo
    felicemente parte di essa
    calpestando ancora
    i passi già fatti
    e continuando a volare sopra le nuvole
    tra i caldi raggi del mio sole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 20:57
    Io... sono pronto

    Ombre livide
    di vecchi scarponi malandati

    reclinano le sagome consunte
    sul mio giaciglio

    E sento il sonno dell'attesa
    fluttuare in me

    nelle esequie dei ricordi già dispersi

    mentre rivoli di freddo

    sembrano prendere
    slancio e voce

    a farsi largo
    tra svaniti sguardi

    E là corone di spine
    adornano di strazio

    il mio sepolcro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 20:54
    La forza dell'autostima

    Nel mio peregrinare tra i sogni

    mi ritrovo da solo
    a vagare tra i sentieri della speranza

    e varcare i confini delle emozioni occulte
    intime e sfarzose e forse a volte cupe

    Frivolezze inseguite
    a scoprire il mondo incantato

    distratto e svogliato
    dell'equilibrio indipendente

    nel film della mia vita

    variegato e coinvolgente
    e forse anche libero e incompiuto

    Viali del tramonto

    labirintici corridoi della coscienza
    attraversati con la voglia di riciclarsi

    nel viaggio in cui tutti
    partiamo "soliti" e torniamo "nuovi"
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 19:39
    Dove c'è un prato

    La terra al piede nudo
    presta mollezza e ghiaccio e zolle
    e dalla pressa scruto
    la polvere che esplode
    e cerca il vuoto
    come un nido.
    Sfioro dell’erba
    accanto a un fiore giallo su un tombino
    in respiro di fogna. Sbatte
    lo spigolo la palma
    e il sangue si raggruma.
    Chiodi sulle strisce
    e vetri acuminati
    sbuffi da mille suole, calci
    sul tendine affilato.
    Al rosso
    alzo lo sguardo in fondo
    e passo
    dove c’è un prato.

  • 14 febbraio alle ore 17:56
    Ossa di luna

    Sei cielo sopra il campo
    io arbusto d'artemisia
    sazio di vento, rido
    l'aratro che m'estirpa
    finché cadenza un soffio.
    Copri di notte un filamento
    d'ossa di luna.

  • 14 febbraio alle ore 13:19
    Frattura di luce

    Feroce frattura di luce
    la meridiana cresce sui chiodi
    ai piani bassi esalta magrezze di sogni
    in questa piana di stoffe, il resto
    è lo sfondo di volti e rossori
    come i fiati dei legni a morire.
    Se preme la cera se aggruma
    mi ritremi al fruscio d’elicriso
    appena pensato, mio ramo d’alba
    corro a mettere un vaso
    sul balcone.

  • 14 febbraio alle ore 8:45
    Guerra

    Guerre vinte e guerre perdute 

    torti subiti e ricevuti

    nessuna vittoria

    nessuna gloria

    sconfitti soltanto

    ragione e memoria 

    si vince si perde

    si è tutti scontenti

    solo ricordi 

    e feroci commenti 

    ognuno si gloria del proprio valore

    nessuna vergogna

    nessuna parola

    nessun rimorso

    ne pietà ne amore 

    si vedono volti che esprimono gioia

    gente distrutta dal proprio dolore

    uniti e diversi

    in un mondo perverso

    convinti che è giusto sopprimere 

    chi è diverso

    viaggiano  tutti nello stesso destino

    segnato dall’odio per il vicino

    uniti soltanto da una fede...

    la verità a cui ognuno crede

    futuro non c’è in questo marasma

    nessuno ci guida

    ci aiuta

    ci calma....

    ci guida soltanto 

    il nostro egoismo 

    figlio illegittimo 

    del nostro altruismo

  • 13 febbraio alle ore 17:05
    Sometimes/A volte

    Sometimes I wonder
    through roads and crossroads in my mind,
    frail and lost
    those greedy thoughts,
    across fields and clouds
    whenever they leave a drunken trail
    smearing it on crowded pictures.
    All these faces, all these names
    falling apart and into place in my head.
    Sometimes the litter catches me unawares
    while I look at the glittering signs.
    Sometimes I lose it all,
    but sometimes the magic starts.

    Traduzione

    A volte mi domando
    tra strade e incroci nella mia mente,
    fragili e persi
    quei pensieri avidi,
    attraverso campi e nuvole
    non appena lasciano una scia ubriaca
    spalmandola su foto affollate.
    Tutte quelle facce, tutti quei nomi
    cadono a pezzi e si incastrano nella mia testa.
    A volte l’immondizia mi coglie impreparata
    mentre guardo i segnali scintillanti.
    A volte perdo tutto,
    ma a volte la magia inizia.

  • 13 febbraio alle ore 16:31
    Unreal/Irreale

    You are the voice I want to hear
    when all around others talk to me.

    Yours is the number I want to see
    when all others keep on calling me.

    You are the one I’d tell my days
    when everyone else ask me how I am.

    This is unreal,
    a cheap Sunday evening movie
    with no happy ending.
    So I switch you off
    because such a bad plot
    is not worth my time.

    Traduzione 

    La tua è la voce che voglio sentire
    quando intorno a me gli altri mi parlano.

    Il tuo è il numero che voglio vedere
    quando tutti gli altri mi chiamano.

    A te racconterei i miei giorni
    mentre chiunque altro mi chiede come sto.

    Tutto questo è così irreale
    uno di quei film scontati la domenica sera
    senza lieto fine.
    Così ti spengo
    perchè una trama così brutta
    non è degna del mio tempo.

  • 13 febbraio alle ore 12:21
    Londra

    Gente grigia scivolacontinua la notte è il giorno solo più nera Nella metro è Sempre notte Gli uomini indossanovestiti le volpi possiedono la notte liberamente

  • 13 febbraio alle ore 10:25
    Nel cuore l'arcobaleno

    Il tuo ridere mai ho scordato
    Solo a me piaceva
    Tanto facile non era 
    Perché tanto mi confondeva

    Se con quegl'occhi mi guardavi
    Che del tutto mi turbava
    Anche se io pensavo
    Perché a me capitava

    Con me solo lo facevi 
    Che mi piacevi ti ricreavi
    Tra tanti mi scegliesti
    Anche per questo mi garbavi

    Subito te ne accorgevi
    Che fossi il migliore reputavi
    Anche del tutto diversi
    Di continuo mi guardavi

    Nel cuore ormai mi son entrati
    I tuoi occhi ed il tuo sorriso
    Di là più non son usciti
    Mai per niente son stati un peso

    Da te subito d'allontanarmi
    La mia testa mi consigliava
    Però il mio cuore di te pieno
    Per un altro cammino s'avviava

    Per i tuoi occhi seducenti
    Con nel cuore l'arcobaleno
    Per il tuo sorriso inebriante
    Sempre sentito mi son sereno