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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 ottobre alle ore 19:04
    Mi è amico il ramarro (Accidia)

    Mi è amico il ramarro, fedele
    nell’ozio di sole
    sul greppo, che inquieto si torce
    a bugna di calce
    in cumulo a nervi d’oblio.
    S’inerpica fermo
    appeso al fioretto dell’orto
    e cuoce trafitto
    nell’occhio, da spina di seccia.
    L’insidia si cela
    nell’erba dell’ombra, in anfratti
    attende la biscia
    e al cielo pulito si fissa
    ne mima il respiro
    e il colore, ingolla sostanza
    di ruggine e miele:
    un bacio feroce s’incanta
    di brivido, beve.
    L’ardore è dipinto sul gozzo
    e il morso disvela
    l’errore, ridesta dal sonno
    un labbro d’autunno.
    Il muso del sauro protende
    deciso alla serpe
    che cova nel buio: si sfalda
    in mano la rosa
    con l’indaco e l’oro del drappo.
    Come il sole - statua
    che scalda lontano - lui pesca
    nell’animo umano
    sua esca una spugna su tutto
    sul tempo che cessa
    poi l’amo trapassa la gola
    del mostro, conquista
    la quiete perenne d’impulso
    e vive in un guizzo.
     

  • 22 ottobre alle ore 18:27
    Due ore la linea dell'acqua

    E ora, due ore e piove
    è soglia
    scompone e quanto premono
    le cose che si fermano,
    fogli e appunti di giardini
    diari di crochi rinsecchiti.
    Indulgenza al bisogno
    le smagliature all’àncora del giorno
    -non si hanno dita a volte
    che per le quantità
    e in trasparenze fugge l’aria dai rastrelli.
    Al fianco l’oblio in forma corporea
    migrazione scomparsa dentro
    a rigirarsi e non trovare
    -sdoppiato consenso dell’essere
    tra calcine d’autunno 
    e tutti i velluti tagliati addosso.
     
     

  • 22 ottobre alle ore 16:52
    Urga

    Quel silenzioso
    urlo
    d'amore!

  • 22 ottobre alle ore 14:31
    Con te sempre cose belle

    Tanto tempo fa ti conobbi 
    Quando nel cuor mi entrasti 
    All' improvviso come un lampo
    Che mai più abbandonasti

    Mai tanto nessuna desiderai 
    Mai stata una stranezza
    Con te sempre cose belle
    Soprattutto la contentezza

    Adesso scrivo del sentimento
    Che mi ha preso tanto il cuore 
    Perché ti penso sempre
    Con la mente e con amore

    Col sorriso subito mi turbasti
    Facendomi allor capacitare
    Che per tutta la vita eternamente
    Sempre con te volevo stare

    Tante cose ho anche capito
    Nei momenti di dolore 
    Che la mia vita senza te
    È come un fiore senza colore

    Non essendoci adesso più
    In questi momenti di dolore
    La mia vita sarà triste
    Come un mondo senza amore

    Come un cielo senza sole
    Come una serata non stellata
    Che ti butta proprio giù
    Come una musica stonata

    Una cosa sola adesso 
    Mi tormenterà sicuramente
    Quella di non vederti la mattina 
    Accanto a me continuamente

  • 22 ottobre alle ore 13:57
    Quel sorriso che s'affida

    Quel sorriso che s'affida
    mi trafigge
    e l'uccido con l'oblio.

  • 22 ottobre alle ore 13:48
    Come nel mito di Proserpina

     
    Curioso il perpetuo vital ciclo
    dell’Arum italicum,il bianco gighero,
    che al mito di Proserpina fa memoria:
    di Pluton sposa nell’Ade buia tetra
    negli invernal mesi e di Cerere figlia
    nel mieter lieta biondi messi nell’estate,
    e di Fregoli il funanbolico mutar veloce
    che bucando il terren alla vita diurna
    lentamente  torna al giunger dell’autunnal
    stagione e  qui larghe foglie belle verdi
    rigogliose, in primavera poi sottil bianca
    elegante infiorescenza mostra del bianco
    fiore madre e in giugno al ciel calor
    donando il rosso frutto quell’insiem
    di bacche ostenta, lei che con quel calor
    poi si dissolve e dal terren scompare
    ma non muore e  lì sotto bulbo solitario
    vive per ritornar nel tempo a diurna vita
    ……………………………………………… 
     
     

  • 22 ottobre alle ore 13:25
    Il mutar delle foglie

    Dagli alberi cadono le foglie
    non più cambiando colore
    si accumulano per strada e sui marciapiedi
    tutte ingiallite per lo smog
    non più segno d’autunno
    salutano l’inverno ormai alle porte
    solo il vento disperde le fragili foglie
    per l’eternità dorate
    senza pur breve posa.

  • 22 ottobre alle ore 13:00
    Trilogia del piacere =3=

                                                                                        da: Patrizia Valduga

    Galleggia
    nel mio 
    sperma
    fuoruscito
    dal tumulto:
    non annegare
    - amor mio -
    galleggia,
    e poi
    avvinghiati
    forte a me
    nuovamente
    per un'altro amplesso
    di disperazione
    e speranza.

  • 22 ottobre alle ore 12:52
    Trilogia del piacere =2=

    Notte di luna
    piena
    brilla
    sul tuo corpo
    baciato
    dal vento
    sui tuoi 
    turgidi seni
    riverbera
    la voglia mia
    di te
    la mania
    quella dolce
    malattia
    che ho
    di penetrare
    col mio sesso
    negli spiragli
    più reconditi
    della tua anima
    fino a farti
    gemere
    di piacere...
    e poi
    morire
    insieme,
    divorati
    dal tempo.
     

  • 22 ottobre alle ore 12:47
    Entonses

    Non avrei mai immaginato
    che una pianta carnivora
    potesse andare d’accordo
    con una margherita…

    Eppure tuttora ci sei ancora:
    mi supporti e mi sopporti,
    mi fai stare bene,
    mi fai sorridere sinceramente…
    sei una delle gioie più belle
    che la vita potesse mai donarmi,
    una delle pochissime persone
    di cui posso davvero fidarmi,
    su cui posso sempre contare,
    che non mi fa mai sentire solo…

    Mi dispiace per tutte le volte
    che viene fuori il mio lato peggiore:
    mi manca il coraggio necessario
    a rimarginare certe ferite,
    le cui cicatrici mi fanno troppo male,
    e non sono in grado di liberarmi
    di certi scheletri nell’armadio.

    Nonostante questo e molto altro,
    hai scelto di rimanere al mio fianco
    e non abbandonarmi come tanti altri,
    perché vedi in me qualcosa
    che non sono in grado nemmeno di guardare.

    Non ti ringrazierò mai abbastanza di tutto:
    per tutte le volte che giochiamo insieme,
    per tutte le volte che mi rendi felice,
    per tutte le volte che mi aiuti,
    per la poesia e la canzone che mi hai dedicato,
    per le bellissime cose che pensi di me,
    per la collana che mi hai regalato,
    e chissà quanto altro ancora…

    Purtroppo non sono bravo con le promesse,
    ma di una cosa sono molto più che sicuro:
    non voglio perderti per nessun motivo,
    perché sei troppo importante per me,
    e voglio che tu faccia parte della mia vita
    ogni giorno!

    Te amo Gab!
    Ich mag dich Gab!

  • 22 ottobre alle ore 11:37
    Onde a me care

    Pensieroso guardo il mare/le onde alte a me care
    Quando da bambino scriteriato/le prendevo tutto sfacciato
    Senza paura le cavalcavo/di mio padre non mi spaventavo
    Le guardo adesso senza senso/perché a te soltanto penso
    Ormai unica e certa cosa/ti tratto come una fresca rosa
    Sempre bene mi fai vivere/di più non posso chiedere

  • 22 ottobre alle ore 10:31
    Un fiotto di luce

    Durante i miei lunghi inverni, ho visto luoghi freddi e desolati.
    E mentre percorrevo le nebbie del tempo, un fiotto di luce ha aperto uno spiraglio, lasciandovi passare uno sguardo.
    Adesso il sole splende ancora e ogni brutto ricordo è dimenticato, perso nell'oblio.
    La luce inonda la mia anima, porta serenità e amore. Lascia aperte porte che prima erano assurdamente chiuse.
    Lascia aperto il cuore ad un nuovo giorno..

  • 22 ottobre alle ore 8:54
    Il conforto dell'anima

    Vivo in un paesaggio, che arricchisce ogni singolo giorno della mia vita. (Cinzia Marsala) Seguo la strada con gli occhi persi tra i miei mille pensieri che vagano liberi e senza meta a brucare sui prati verdeggianti di questo giorno avvolto nelle sfumature del lucente mattino scintillanti ai raggi del sole di questo falso autunno illuminato del loro riflesso mentre lassù nel cielo i gabbiani svolazzano felici rincorrendosi tra loro nella sinfonia ripetitiva del loro garrire Cosí trascorro le mie ore tra i ricordi e lo scrivere e il donare vie di fuga al mio Essere in germogli di sfoghi sbocciati nell'anima in cerca ancora del suo conforto . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 8:51
    Il posto incantato

    Torri d'avvistamento diventano le cime dei pensieri quando estendono il sentire oltre il loro stesso fruscío e invadono l'anima di emozioni e di silenzi e disagi Esilaranze a volteggiare nella mente fino a trasformarla in un posto incantato dove volare alto tra luminosi cieli di fantasie e brezze calde di passioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 8:50
    Segnali di guerra,cammino di pace

    I miei pensieri abbronzati di vita senza etá soffiano forte sui giorni frettolosi e inquieti orchestrati dal destino derivati dalla natura dei miei viaggi interiori nella sofferenza che dona all'anima il suo svolgimento trionfale . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 8:48
    I bisogni dell'anima

    "Io non so parlare ma so scrivere,perché nello scrivere ho il tempo di riflettere e non sbagliare; mentre a parlare molte volte sbaglio." (Nino D'Angelo) Solo m'accolgo e mi raccolgo in abbracci senza colore nell'ansia di vivermi l'anima E scalo montagne oltrepasso deserti delego emozioni e passioni e desideri m'assalgono di Veritá e di Luce Poca cosa é la mia vita foglia ingiallita strapazzata dal tempo . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 8:47
    I messaggi del cuore

    Del mio cammino ne assaporo le essenze e gli aloni d'affetti che m'avvinghian contenti Comincio i miei giorni ai freschi mattini dall'erba bagnata di morbida rugiada nel tempo che dona le ragioni del vivere Ti vedo addormentato nel tuo esser vita paese mio perché tal divien tu d'inverno Poche anime deste incontro al mio andare vanno ancor Colei che vive di scatti correndo ad accudir la vita a farmi capir quant'é bello il suo esser d'amor e fatica E nello scriver di questi ritagli di vita regalo emozioni e messaggi dal cuor . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 8:45
    Cominciare col credere

    Cominciare col credere di non credere e...finire nel tornare a credere Mi amo tantissimo per la mia trasparenza per il mio essere il guastafeste delle viltá di quei vaneggiamenti generici che vorrebbero passare per Veritá Un guasta-teste che si apre al pensiero libero alla libertá della propria coscienza a tenere alta la testa e gli occhi fissi su se stessi nell'aprirsi agli altri E condividersi per conservarsi nella memoria . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 8:43
    Bruciori di stomaco

    Alla fine della cernita mi son ritrovato da solo in quella rete di frutti incolti caduti per terra lungo i filari della miseria lasciandomi con i pensieri a spegnersi a cascata clandestino in questo mondo Mi vesto di fedeltá e coraggio cercando di essere vero figlio del mio vivere nei colloqui senza padroni che nel rigetto delle critiche vorrebbero cambiarmi la vita E io col cuore gonfio di germogli sperimento le mie sementi rimanendo Spirito e Mente nella serenitá dell'anima . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 21 ottobre alle ore 12:39
    Mondo non piacevole

    Scirocco caldo canaglia/il sole non mi riscalda pienamente
    Son deluso come tutti/per questo mondo mai piacevole
    Curioso lentamente guido/vedo certe cose e rido
    Per strada tanti studenti/la gente si muove per lavorare
    Giovani che s'abbracciano/felici e senza vergogna s'accarezzano
    Finestre che si aprono/tappeti che si sbattono
    Curioso lentamente guido/vedo altre cose e non rido
    Cani denutriti cercano tra i rifiuti/avanzi e qualche osso
    Tra questa spazzatura puzzolente/mai cosi permanente
    Col nuovo giorno tutto si risveglia/ma non è tutto meraviglia

  • 21 ottobre alle ore 0:01
    Trilogia del piacere =1=

    Lecca
    divora
    la mia nuda pelle
    appassionata
    - amor mio -
    succhiami
    il midollo
    prima
    come se fossi
    luna
    - (tu) vampiro -
    abbandonata
    sul mio corpo
    arso
    dai vermi
    consumato 
    dalla voglia 
    ardente che ho
    di te
    fai di me
    amor mio
    cenere
    (carica)
    di voluttà
    brina
    assolata
    di sensualità
    e passione
    amami e consumami
    entra 
    dentro di me
    alla follia
    come il vento
    selvaggio
    di primavera
    quando
    che soffia
    sul mio cuore
    gentile
    di donna.

  • 20 ottobre alle ore 22:26
    Un Soffio di Vento

    È stata una foglia a volare giù,
    era sera quando si staccò da una
    roccia, una folata arrivò fece del
    vento un suo tormento.

    Voglio invitarti a passare da me,
    così potrai vedere fin dove arriva
    il mondo e quando finisce la tempesta.

    Il tuo essere donna si è aggrappato
    al mio sogno ed è volato come farfalla,
    ora è impossibile abbandonare i fiori
    e il tuo ritorno distanzia i miei sogni.

    Vorrei sentirti qui in un passato che
    mi hai regalato, conquistato a piccoli
    passi, ti ho vista remare, spergiurare,
    ti ho vista qui accanto.

    Ora sei roccia non più sogno.

  • 20 ottobre alle ore 14:12
    Amore senza misura

    La vita di te si riempiva
    Bello abbracciarti
    La mano stringerti
    Dolcemente baciarti

    Questo desiderio
    Dalla tua bellezza incantato
    Era incontrollabile
    Perpetuo... continuato

    Sulle tue spalle delicate
    Appoggiavo il braccio
    Come s'un cuscino vellutato
    Sì... ancora lo faccio

    Ti bacio di continuo
    Tutti i giorni e tutte le ore
    Non è cosa da niente
    Dimostrarti il mio amore

    Se il cuore mi ha avvolto
    È amore senza misura
    L'angioletto l'ha centrato
    Se caloroso ancora dura

  • 20 ottobre alle ore 11:35
    Déjà-vu

    Sono già stato
    in queste stanze
    ma era un altro sogno,
    altri inquilini
    altre storie.
    Conosco a memoria
    la planimetria
    della mia mente,
    il suo arredamento 
    di ricordi 
    che non ho vissuto,
    di facce criptate
    che non ho veduto.
    Ma il posto è questo,
    l’ho riconosciuto.
    Con la mente in affitto
    e mai abitata
    son qui che aspetto
    con la penna in mano
    ed un bicchier di vino
    l’arrivo
    del prossimo inquilino. 
    Welcome!

  • 19 ottobre alle ore 11:27
    Un respiro

    E’ quella silenziosa scia
    che un’anima segna quando
    il suo precipitar poi per tutti noi
    divien frastuono.
     
    Come è facile uscir di vita,
    pensando che ogni respiro
    possa…incarnare una scelta,
    perfino quella definitiva
    …inconsapevolmente,
    quell’essere o non essere!
     
    In questa terra di nessuno
    rimango, lo so,  esposto  alla fede
    ma anche alla scientifica certezza
    che l’ultimo respiro sarà comunque
    sempre…di vita!

    Luciano Capaldo