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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 aprile alle ore 20:52
    Esistere Per Esserci

    Il vento anima l’aria
    Ci regala i suoi suoni
    E li rende istanti belli
    Pur essendo fugaci;
     
    L’affascinante è:
    Esistere per esserci
    Ed io sono in vita
    Perché sono sbocciato;
     
    Io esisto
    Io vivo
    Io sono morto
    Io sono eterno.

  • 03 aprile alle ore 20:45
    C'era Una Volta

     
    Sulla collina del paese
    Tra il verde mutevole
     
    Si erge sovrana
    La piccola chiesa
     
    Nei giorni di festa
    La gente l’affolla
     
    Per la Santa Messa
    Che dona allegria
     
    Ora:
     
    La chiesa è dirupata
    Il paese è cambiato
     
    E sulla collina si festeggia
    Solo il lunedì dell’Angelo.

  • 03 aprile alle ore 18:28
    Buona Pasqua a te

    Buona Pasqua a te, che vivi nel timore di giorni usciti e mai tornati
    Buona Pasqua a te umile e sincero
    che non giudichi limitandoti ad aiutare il meno fortunato
    sorridendogli incoraggiandolo ascoltando le sue preghiere
    sentite vissute in armonia con le nuvole piene di pioggia
    Buona Pasqua a te riconoscente verso colui che ha donato
    una parte di se nascosta trovata accontentandosi di poco
    Buona Pasqua a te innamorato dei sogni dove il cielo
    inventa un nuovo giardino e moltiplicato per due
    da i frutti al vero padrone senza spacciarli per suoi
    anche se non lo sono, congratulandosi dandogli
    quello che gli spetta con un messaggio od una telefonata
    di ringraziamento come ha fatto lui ricambiandolo
    allo stesso modo. Buona Pasqua a te, che entri nel cuore
    lasciando un segno profondo, davvero immenso, indimenticabile

  • 03 aprile alle ore 12:09
    Buona Pasqua!

     
    Buona Pasqua a chi si sente perso,
    legato mani e piedi a una speranza
    che mai e poi mai mostrerà la faccia.
     
    Buona Pasqua ai tanti sventurati
    trafitti dai chiodi di felicità smarrita
    perché in cerca dei nuovi sogni antichi.
     
    Buona Pasqua a tutta quella gente
    che vuol risorgere da questa vita
    per costruire vita almen migliore.
     
    Buona Pasqua alle buone volontà
    capaci ancora di voler sorridere
    all’indifeso bimbo che sorrisi chiede.
     
    Buona Pasqua a poeti e poetesse
    che scrivono parola dietro l’altra
    per emozionarsi ed emozionare un po’.

  • 03 aprile alle ore 9:45
    In nome del Padre

    Indossi un mantello di miseria,
    disperato e speranzoso ti siedi
    a tavola e ordini il giorno per pranzo
    e la notte per cena, e,
    con le mani sotto le ascelle,
    sogni in grande
    ...un tozzo di pane secco.

    Ti arrangerai nella miseria
    senza che alcuno si chieda
    cosa ti sia accaduto veramente
    ...nel tuo spirito.

    Ma alla fine avrai per regalo
    una favola d'amore.

    Vicendevolmente, in nome del Padre.

    Luciano Capaldo

  • 02 aprile alle ore 22:23
    Io E Te

     
    Dopo tante lune
    Il nostro cammino
    Si è intrecciato;
     
    E nel nostro spazio
    Tra i nostri transiti
    Vediamo solo ombre;
     
    Nella natura amica
    Il tempo scivola via
    E le stagioni fuggono;
     
    Continuiamo a vivere
    Arricchendoci dentro
    Come una sola anima;
     
    Loro si sono incontrate
    E non per coincidenza
    Ma per essere felici…

  • 02 aprile alle ore 22:20
    Io E Lei

    Io ritorno da me
    Senza chiedermi perché
    Tu ritorni da te
    È un'esigenza di vita
    È giusto che sia così
    Anche se qualcosa
    Palpita nell'aria.
    Questo canto libero
    È tutto nuovo
    È già vecchio.
    Percorriamo
    Respiri futuri
    E nella fantasia
    Cloneremo nuove storie
    Per non morire
    Uccisi dalla solitudine.

  • 02 aprile alle ore 22:12
    I Passi Del Cuore ( Ai Miei Nipotini)

     
    Le luci del tempo
    Immutabili e perenni
    Giocano e si alternano
     
    Come raggi di fuoco
    Scandiscono i giorni
    Di una estate rovente
     
    Ripetuti baci a morsi
    Nel tempo che esiste
    Mai troppo bastevole.
     
    Uno alla volta l’amore
    Matura i suoi frutti
    Tra ansie e gioie infinite
     
    Così si affacciano alla vita
    Tre pregevoli gioielli
    Lidia, Gabriele e Jacopo
     
    Nicolò
    Li abbraccia
    E gioisce
     
    Con i loro genitori
    I relativi nonni
    E i tanti zii e zie
     
    Ancora una volta
    I cuori gioiscono
    La vita trionfa.

  • 02 aprile alle ore 22:08
    Capelli Al Vento

     
    Il mare non si agita più
    Sotto la frusta del vento
    Che ha smesso di respirare.
    Il silenzio sveglia la notte
    Stringe compagnia alla solitudine
    Che m’appartiene.
    Il giorno inesorabile avanza nel buio
    E tu sotto un insipido sole mattutino
    Capelli al vento fuggi
    In un campo di grano
    Lasciandoti alle spalle
    Una lunga scia di vuoto.
    Adesso l’usignolo
    Non canta la solita serenata
    Gli uccelli cinguettano meno
    Le rondini si sono fatte da parte
    E la mia solitudine ricca e muta
    Colpa del destino
    Che ha portato lontano i miei sogni.
    Il cuore vaga nel buio
    Per vicoli solitari
    Alla ricerca di un nuovo furtivo padrone
    Per impedire ai miei occhi di lacrimare
    E dire quello che il cuore non osa.
    Quasi quasi morirei.

  • 02 aprile alle ore 21:22
    E nel vento fingere di avere le ali

    Porto il mio dolore
    dietro un angolo nascosto
    di mare,
    una piccola spiaggia
    dove un tempo era stato
    a tracciare la vita
    il mio cuore.
    Non riesco a continuare,
    mi perdo
    e rimando il mio finale.
    Devo tornare sulle colline
    dell'armonia,
    oltrepassare il bosco,
    il sortilegio
    e la malinconia,
    sfidare i miei tormenti
    e nel vento fingere
    di avere le ali,
    per sentire l'anima
    andare lontano.

  • 02 aprile alle ore 20:50
    Mistero cosmico

    Splende 
    il tuo sguardo
    Dietro le nubi

  • 02 aprile alle ore 11:50
    Gli occhi

    Gli occhi nudi
    non hanno coraggio,
    non vogliono voltarsi.
    E’ una strana faccenda…
    guardano avanti e avanti,
    cercano la luce
    per non vedere

  • Mi lasciasti, Gesù dei dolori

    Polvere aggrumata scende da serrati respiri…
    Là, fra legni incrociati,
    clamori scarlatti e la scia argentata della luna guidano i miei passi.
    E’ mezzanotte,
    e fra la bruna nuvolaglia le punte d’oro delle lance imperiali rilucono.
    Sudori inzuppano gli angoli dell’alimento, del gioco e del sonno.
    Si tinsero di oro sporco le veste strappate,
    rimasero vuote le coppe e gli scudi di stagno.
    Solo l’urraca vigila fra i bastoni caduti e le spade macchiate
    della collina arida di ossa calcinate…
    Respiro nero di nulla e pozzo di sparizione.
    Fuggì il Signore piagato e mite.
    E furono labirinti di neve e mura di ghiaccio,
    ingrate piogge e tripli tradimenti,
    alitare di burle e afferrare di mani.
    Te ne sei andato, Maestro triste e scalzo,
    e rimasero impresse le orme dei rettili rannicchiati fra i cipressi
    e coaguli di funghi grigiastri.
    Sono sola nella notte senza torce
    e corro e chiamo e cerco e guardo
    e ti trovo, Maestro nuovo, puro e infinito.
    Nella pietra bianca
    te ne sei andato col tuo rosso cuore di cielo,
    e mi lasciasti la tua pietà e la tua speranza azzurra,
    le soglie aperte dell’infinito glorioso,
    le voci dell’eternità fra le mie dita tremanti.
     
     
    Me dejaste, Jesús de los Dolores

    Polvo mojado desciende de cuajados respiros...
    Allá, entre postes encrucijados,
    clamores escarlatas y el reguero plateado de la luna guían mis pasos.
    Es medianoche,
    y entre pardos nubarrones las puntas de oro de las lanzas imperiales relucen.
    Sudores empapan los rincones del alimento, del juego, del sueño.
    Se tiñeron de oro sucio las vestiduras rotas,
    se quedaron vacías las copas y los escudos de estaño.
    Sólo la urraca vigila entre bastones caídos y espadas manchadas,
    de la colina yerma de huesos calcinados,
    respiro negro de nada y pozo de desaparición.
    Huyó el Señor manso, llagado.
    Y fueron laberintos de nieve y muros de hielo,
    ingratas lluvias y triples traiciones,
    aliento de burlas y ademanes atrapadores.
    Y te fuiste , maestro triste y descalzo.
    Y se quedaron marcadas las huellas de reptiles agazapados, entre los cipreses
    y coàgulos de hongos cenicientos.
    Estoy sola en la noche sin antorchas,
    corro y llamo, busco y miro y
    te encuentro, Maestro nuevo, puro e infinito.
    En la piedra blanca
    te fuiste con tu rojo corazón de cielo,
    y me dejaste tu piedad y tu esperanza azul,
    los umbrales abiertos del infinito glorioso,
    y las voces de la eternidad, entre mis dedos temblorosos.

  • 31 marzo alle ore 19:20
    Tristezza

    Il giorno scivola
    Verso la sera
    La pioggia gronda
    Sulle case del paese
    Il vento fruga
    Fra i capelli, e
    Sulla tristezza
    Della gente
    E di quel fragile
    Fiorellino
    Che ha bisogno
    Di nuova allegria.
    Ed io ho bisogno
    Di quel fiorellino
    Malinconico
    D'autunno
    Per mandare via
    La sua
    E la mia
    Tristezza.
    Ti prego tristezza
    Lasciaci vivere.

  • 31 marzo alle ore 18:40
    Ricordi Di Un Tempo

    In quell'angolo dei ricordi, l'anima si vestiva di melanconia emozione, dove la musica nel suo abbraccio forte trascinava delicatamente la mente in un dolce valzer indietro nel tempo, dove incastonato il nostro passato vissuto, danza la nostra anima le note dello spartito del cuore, dove si trasformano in ricordi indelebili da conservare nello scrigno della vita. Sono i nostri sogni incancellabili.

  • 31 marzo alle ore 18:39
    Vorrei nell'amore

    Vorrei ricoprire di piume d'argento
    ogni mio sentiero notturno,
    che attraverso per giungere
    al tuo sogno
    e fermarmi sulle tue parole,
    che lentamente nella mente
    ripeto,
    perché d'amore ricolme,
    perché d'amore io tremo.
    Vorrei portare le mie preghiere
    sotto la croce di una cattedrale,
    ma Dio non è solo negli echi
    di un tempio o sugli altari,
    Dio è in ogni luogo
    dove l'uomo sa pregare,
    dove piange e sa amare.
    Vorrei nell'amore
    la mia anima intera ascoltare.

  • 31 marzo alle ore 13:34
    Non so se basterà

     
     
    Adesso che sono “onnipotente”
    oscurerò il sole, come prima cosa.
    Ero vivo, beato, appariscente
    ancor prima che rompesse albe.
     
    L’aspettavo, nell’impaziente ombra,
    perché sapesse che la felicità, la mia,
    non chiede prestiti a nessuno,
    neanche al re delle luci immense.
     
    Subito dopo, toccherà al mare
    e goccia a goccia lo vorrò asciugare.
    Ero schiuma, eroe, onda vivace
    ancor prima che v’entrassi dentro.
     
    Sfidavo i suoi dementi azzurri
    perché placassero bellezze e forme,
    io che tra le mani insufficienti
    giravo quelle magiche, di lei.
     
    Spezzando i giorni in uno, è andata via.
    Morire al buio e sulla riva secca
    non so se basterà, almeno a me,
    per credere di non essere vissuto
    ma vado sempre a caccia dell’amore.
     
     
     
    *
    Anno 1989
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 – Pref. Angela Ambrosoli)
     
     
     
     

  • 30 marzo alle ore 20:03
    La risposta non è sempre la stessa

    Mi chiedo se il vento
    può portarmi lontano,
    se può condurmi verso
    il sole che scende
    sulla quiete dei campi di grano.
    Mi chiedo se gli alberi
    conoscono il mistero
    tra la terra ed il cielo,
    loro forse sono il silenzio
    della terra
    che tende ad ascoltare
    la sapienza del cielo.
    Mi chiedo se i miei vent'anni
    sono rimasti chiusi ad avanzare
    fra queste mie quattro mura,
    oppure se sono scivolati
    in questo mio presente,
    dopo aver raggiunto nuove forme
    su orizzonti di carta e di cemento.
    Mi chiedo se la Poesia
    può darmi la forza di un leone,
    la delicatezza di una carezza,
    la beatitudine degli angeli,
    la passione che avevano gli dei,
    le ferite degli eroi.
    Mi chiedo tante cose
    e a qualcosa dò una risposta,
    ma poi mi rendo conto
    che non è sempre la stessa.

  • 30 marzo alle ore 18:46
    Agitazione

    Nel paradosso continuo
    Del giorno e della notte
    Vibra l'inquietudine
    Dell'anima di chi bussa
    Alle porte del Cielo
    In attesa spasmodica
    Che l'aria materializza
    Versi e poesie mai scritte
    Da un bambino mai nato.
     
    Inquietudine!
     
    Un amaro arrendevole
    Una moina frantumata
    Dal lacrimante desiderio
    Di una mamma mai doma
    Che spasima certezze
    Nella suggestiva realtà
    Purtroppo ignorata
    E già palpata con mano.

  • 30 marzo alle ore 18:07
    A Morena

    Amica mia
    Compagna della vita
    Sei morta tre volte:
     
    Dopo la grande nevicata
    Il giorno del matrimonio
    Al ritorno da un paese vicino.
     
    Ora aspetto la vera morte.
     
    Ieri sera ho sentito
    Il tuo respiro
    I tuoi passi
    La tua voce
     
    Non ho sentito
    Il tuo amore
    Non sono tua
    Per te
     
    Sono morta.

  • 30 marzo alle ore 18:03
    A Margot

    Cara, Amica mia
    Generata dal sole
     
    Spandi bellezza
    Profumi di luce.
     
    Nei miei occhi verdi
    Sei l’attimo perfetto
     
    E nell’arsura rovente
    Aneli i frutti dell’amore.
     
    Dentro la vita sei:
     
    Un fiore rosso vermiglio
    Sul profilo dell’Universo.

  • 30 marzo alle ore 14:31
    Ho con me il silenzio

     
    Barcollo in un cielo troppo grande,
    mi abbasso dietro nuvole amorfe
    private di contorni rosseggianti.
    Questo mio tramonto mi opprime.
    Ho con me il silenzio ma non basta.
     
    La notte nasconderà sofferenze
    magari vincendomi nel sonno.
     
    Tra poche ore uscirò dal suo ventre
    per poi sfidare quel cielo troppo grande
    e non saperlo come navigare.
    Questa mia alba non si colora.
    Ho con me il silenzio ma non basta.

  • 30 marzo alle ore 9:37
    In un volo di gabbiano

    Sei assorta in un volo di gabbiano
    impedisci a tempi di respirare musiche assenti
    forniscono immagini spente distolgono da insicurezze
    munite d'apprensione
    Comprendi sufficientemente lo stato che vivi
    Carichi la batteria e riprendi la vita
    La sfogli riciclandola.
    Poi le spruzzi del profumo a tua scelta
    riuscendo a respirarla magnificamente
    ed una ventata di freschezza ringiovanisce la pelle
    che premurosa lucentezza dona, mostrandosi bella
    come una dea, proveniente dal monte
    dedito al culmine estivo
    che manda odore di arance invernali
    gustose e succose, appetibili per la terra
    e per il suo, respiro cristallino

  • 29 marzo alle ore 19:44
    Il sacro nei tuoi occhi

    E mentre il cielo
    si ottenebrava,
    io guardavo il sacro
    nei tuoi occhi,
    una verità trovata
    nel dolore segreto
    e nell'amore propagato,
    il bosco che nel tuo sguardo
    ho attraversato,
    con angeli nascosti
    fra le ombre degli alberi,
    mossi da un vento misterioso
    che la mia pelle ha conosciuto.

  • 29 marzo alle ore 12:38
    Milano sparita

    Amo Milano
    con tutti i suoi difetti
    con i suoi lati negativi
    il suo clima
    con il passare del tempo
    Milano diventa sempre
    più moderna e più priva
    di verde pubblico
    e sempre più inquinata
    solo la campagna
    vicino Pavia è più bella
    mi ricordo
    quando avevo
    una casa in campagna
    con l’orto i fiori
    e le more
    o se tornassi
    a vivere in campagna
    mi piacerebbe di più
    e sarei più allegro.