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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 gennaio alle ore 14:19
    Impulsi d'istinto

    Vivo della mia anima tutto ciò che non attiene a Lei trasporta in sè l'inutilità del suo essere Sento in me il peso di sommovimenti di cuori di sangue alla testa di tristezze ironiche manifestazioni col senno di poi non sempre sincere E le menti rimangon nude esposte alle traviazioni della vita a disvelare sentimenti repressi e stuprare le attese di giubilei illusioni vermiglie solo nei colori . Cesare Moceo

  • 23 gennaio alle ore 14:18
    Siamo

    Siamo luce e tenebra manfestazione di fatto d'amori e d'odi nel loro riconoscersi amici-nemici Siamo noi ognuno con il nostro cuore forza e mente forzatamente siamo ciò che siamo e in questo essere...siamo Siamo vita e morte bianco e nero dentro gli arcobaleni Siamo si...in ogni caso siamo Siamo attimi dentro cui si celano tante verità e prima ancora ancor prima di comprendere quanto ciò sia indiscutibile c'è il dovere di "sapere" il "capire" chi veramente siamo Siamo giorni di luce complessa a intravederci nella mente nei suoi resti non digeriti dalla vita E poi di notte tenebre ancora siamo e gridiamo Gridiamo nei viaggi dei silenzi ci allontaniamo e ritorniamo a urlare distintamente il nostro dolore nell'eco dell'anima che nel suo espandersi ci avvisa d'essere sempre presente qui e là a dire che dentro i suoi sentieri può passeggiare chiunque in quel vivere d'interiorità che è eternamente suo . Cesare Moceo

  • Potrebbe esser felicità rendersi ridicoli in tutto ciò che ci accade senza che questo infici le capacità dell'anima Vivo soffrendo i sotterfugi di questo mondo antichi retaggi che ancora ingannano cuori indeboliti da afflizioni ammansite franati all'inceder dei tormenti E continuo a correre convinto che ne valga la pena schiavo dei miei amori e dei miei pensieri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 gennaio alle ore 14:15
    Portatori di segreti

    Andiamo avanti nel nostro camminare indietro in un marciare di spalle a avanzare girati sui talloni E ordini e contrordini subiamo nel rifiuto degl'ideali ammuffiti nell'esigenza di dire che non si può vivere senza speranze tra un ansimare e una tosse tra finte autopsie e mercanti di organi Tutti prigionieri con la bocca tappata portatori di segreti e di finte rivoluzioni alla fine a bruciare tutti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • E adesso sei fra desiderate spine nutrendoti di gocce di purpureo sangue là incatenato non più schiavo della tua carne Mi violento la mente ad ammettere il mezzo gaudio del mal comune nel meravigliarmi di quanta intelligenza ci può essere nella volontà dell'uomo M'accorgo già in me quanto la sofferenza quella vera non cerchi compagnia ma vuole rimanere chiusa in sè nella sua solitudine lontano da occhi e orecchi indiscreti Tutti possiamo dipingere a nostro piacimento e per ambizione il quadro di un romanzo inventando linee e forme senza talento raccolte tra i rifiuti della vita ma poi quando guardano bene il proprio "capolavoro" si vedono i colori fondersi sbavando dalla cornice e l'idea pensata o le parole dette si svuotano senza esser mai state Ora viaggiatore sei a me più caro nei ricordi di fiele e di tormento avvolto nel buio della notte non legato più alla catena che il desio rivalse trovare nella tua più sofferta idea. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 gennaio alle ore 14:13
    Il cammino della mia speranza

    È una di quelle notti in cui mi pesa la monotonia dei miei pensieri in cui l'unico desiderio che mi sovviene è quello di sfuggire a me stesso Resto così dentro le vaghe ombre dei ricordi non ancora svaniti dove ho goduto di una vita spenta nel mio pensare che l'idea interiore dell'inimicizia sia già di per sè un inganno e che la volontà dei contrasti svanisca per scoprirmi nei miei sogni d'essere la classica vittima che cerca vie d'uscita in strade particolari per realizzarsi E le trovo ora qui in queste rime che esaltano la mia umanità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 gennaio alle ore 14:11
    Pene dell'anima

    Sento il bisogno di confidarmi con Te oggi mare amico mio nel mio volermi inferiore agl'infimi nel mio sentirmi in colpa di primo mattino a offender i tiepidi raggi di sole che si affacciano al giorno colorandone l'aria pulita per il desiderio che m'assale di scriver l'apoteosi della mia anima nella sua desolazione di cupe illusioni e nell'incapacità di evadere dai suoi stessi emendamenti E mi pervade un impavido senso d'intima giustizia nel risveglio della mia sensibilità a far da cornice al logorio di inutili nuvole colme di mediocrità e vuote di vita che tormentano imperterrite il mio Cielo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Libero la mente nella mia notte in ore che si riempiono di paura nella memoria che s'accorcia per la di lei nostalgica volontà di riempirle di tormento a avvelenare il cuore e l'anima E porto ancora una volta più in là della terrena cognizione il confine dell'angoscia fino allo spartiacque del mio spirito segnato con il coraggio nella segreta sregolatezza di annientare il dolore che non conosce scadenze e che sogna orgoglioso il piacere di sopraffare l'interiorità vulnerabile incapace di uscire dal suo perimetro d'effimeri desideri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 gennaio alle ore 14:08
    L'adolescenza della vecchiaia

    Sei passata tra i miei anni adolescenza tanto tempo fa che non ti ricordo più fors'anche perchè non t'ho vissuta Non ho mai saputo cosa fosse quell'età delle illusioni e me ne accorgo ora nella fantasia di riviverla in questa mia senilità con l'esperienza a farle da guida senza l'inganno della tenerezza o l'astuzia di falsi amori in attesa che il Destino beffardo addormenti i miei sconforti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 gennaio alle ore 12:29
    Quadri arabescati

     
     
    Domina oggi staman
    il gelo signore son
    brina e galaverna
    mani fatate abile
    pennello ibernata
    la natura piante
    siepi erbe d’alberi
    rami e foglie alla
    vista offron di cristalli
    bianchi arabescati quadri
    ma che fermi innoti sono
    che animati da passeri merli
    gazze pettirossi e tortorelle
    che qua e là si muovon veloci
    saltan in cerca di pastura.
     

  • 22 gennaio alle ore 12:37
    Nel tuo abbraccio

    Anche sotto una coltre di ghiaccio, il tuo abbraccio mi scalda.
    Il tepore delle tue braccia forti mi avvolge e mi fa sentire protetta, al sicuro da tutto.
    Sorrido.
    È il sorriso della serenità.
    So che nel tuo abbraccio, nulla potrà mai ferirmi.
    Chiudo gli occhi e sogno, perché nel tuo abbraccio c'è tutto ciò che voglio.

  • 22 gennaio alle ore 9:58
    Il ciottolo e la nuvola

    Un giorno accadde che due lacrime scivolando
    da due visi ormai  divisi... caddero in terra.
    Una si posò sul lato caldo di un sasso,
    un forte raggio di sole la riscaldò ed essa,
    magicamente, evaporando salì in cielo.
     
    Una nuvola diventò ed il suo bianco
    e lucente corpo navigava nel ciel sereno
    trasformandosi talvolta in delfino e tal altra
    in un grazioso barboncino.
     
    L’altra lacrima, più sfortunata, cadde
    sul lato oscuro di quel sasso, quello all’ombra.
    Il freddo della notte la gelò e sempre per magia
    in un ciottolo si trasformò incominciando
    a rotolarsi fino a tuffarsi in 
    un ruscello che conduceva al mare.
     
    La nuvola ed il ciottolo proseguivano
    il loro viaggio. Cieli sempre più vasti
    ed oceani immensi… le loro case.
     
    Un giorno però l’orizzonte fece loro
    un brutto scherzo ed unì il cielo all’oceano
    e si confusero  così il ciottolo e la nuvola
    sembravano tutt’uno!
     
    Ogni cosa ed ognuno di noi esiste in quanto
    esiste un’altra cosa ed un altro uomo.
    La ragione ha bisogno del torto
    come il giorno della notte…
    nella  fiabesca dicotomia della vita!
     
    Luciano Capaldo 
     
    ***Le fiabe esistono, le fiabe...siamo noi***

  • 21 gennaio alle ore 22:13
    È fuori il presente

    È fuori il presente,
    un legno bagnato dalla pioggia
    si gonfia in movimenti millimetrici.
    Il presente vorrebbe stendersi e assopirsi
    come la termite nell'ambra,
    così i miei arti crescono nel freddo
    senza essere arti
    -senza che il vuoto possa
    sottrarli al vuoto dell’assenza-
    batto, li libero dal ghiaccio
    hanno anche il centro di cristallo
    un male sfaccettato
    quanto più è fermo
    cose che appaiono non viste
    il solco necessario del cuscino
    la benda al fiato, e poi domani.
     
     

  • 21 gennaio alle ore 20:39
    Parlami

     
    Quando vedi la luna maculata,
    palla tra palle di nubi antracite,
    distante da me oltre il normale,
    parlami perché ne ho bisogno.
     
    Se il mare più non risponde
    al minimo accenno di un abbraccio
    o l’alba tradisce il suo migliore intento,
    parlami perché voglio ascoltarti.
     
    Guardando il nostro luna park,
    non arriverà la musica del gioco
    o lo schiamazzo di un bambino re.
    Sono io che ho spento tutto.
     
    Ho consumato notti promettenti,
    le ho imbrattate di colori assurdi.
    Ho cadenzato stelle al mio capriccio
    e ora, credo, è meglio non guardarle.
     
    Ho spinto il cuore in un dirupo
    e adesso cerco di recuperarlo
    mentre freddo, pioggia e vento
    fanno di tutto per scoraggiarmi.

  • 21 gennaio alle ore 20:10
    Nichilismo #3

    ricordi
    di musiche lontane
    spartiti indecifrabili
    pezzi di voce
    versi a metà
    poesie non finite
    sul foglio bianco
    le parole tornano inchiostro

    neanche chiudere
    il segno dello zero

    (marzo '13)

  • 21 gennaio alle ore 20:07
    Raggio di bile (Invidia)

    raggio di bile-
    d'incapace calunnia
    tinge la luna

  • 21 gennaio alle ore 19:36
    Spazi

    cercavo una parola immortale
    da avvicinare alla tua bocca
    poi finisco per trovarne altre
    senza il calcare dei secoli

    almeno nella metodica follia
    di spaccare versi con l’accetta
    ti arrivo sulla punta del naso

    il tuo celeste da guancia a guancia
    è un cielo posato a terra

    qui tutto è veramente troppo grande

    (gennaio '19)

  • 21 gennaio alle ore 19:35
    Monte Berico

    La luce dei lampioni
    cuce un altro ricamo
    all'antica facciata, mentre
    le ultime macchie viola
    sopravvivono accatastate tra i monti.
    La sera si tarda, aspetta
    un sipario sempre aperto
    lo spettacolo in un altro spettacolo.
    Dai sampietrini, un po'
    di lato un po' da soli, si guarda
    coloro che in prima fila
    coi gomiti fioriti sulla balaustra
    guardano oltre la terrazza,
    abbracciati.

    (giugno-agosto '17)

  • 21 gennaio alle ore 19:12
    Un ultimo lento

    Un ultimo lento.
    Senza musica.
    Visi pesanti
    sulla spalla dell'altro
    il pensiero congelato.
    Una maschera cade
    ma gli occhi piegati
    già sapevano.
    Un prima e un dopo
    un altrove.

    Un ultimo lento
    un pezzo di sole scuro
    laggiù tra le montagne.
    Nel silenzio
    vicini e uniti
    avremmo provato
    a dimenticarci.

    (giugno '15)

  • 21 gennaio alle ore 19:10
    Creatività

    Arcobaleno tra le nubi
    che colora le invidie
    sopite da tempo
    angelo in frac
    e in boxer a pois
    sceso tra gli ignavi
    luce dall'inferno
    per il paradiso
    sangue
    versato e negato
    piantina calpestata
    arancio con le spine
    rosa tra le ortiche
    ortica tra le rose
    prestito rischioso
    corrosivo
    per l'utile invisibile
    di tutti
    ammessa con asterisco
    spontaneità derisa
    per troppa vita.

    (gennaio '15)

  • 21 gennaio alle ore 11:25
    Eva dolce Eva (INVIDIA)

    Black Mirror,
    non mi disturba
    il pensiero di rimanere
    nell’ombra
    ma l’ossessione
    che lei possa brillare,
    senza me,
    brucia.
    Non potrò mai colmare
    tutte le mancanze
    di un’infanzia recisa
    perciò voglio svuotarla
    di ogni gioia,
    possedere
    il suo corpo
    solo per risucchiarne
    linfa vitale.
    Annego
    in silenzi di rabbia
    e senza respiro
    il mio volto diventa
    verde d’invidia
    mentre sorrido
    chiamandola:
    “Eva, dolce amica!”

  • 20 gennaio alle ore 21:50
    Sentiva freddo

    Si affacciò
    per vedere se fuori nevicasse
    Il cielo era limpido
    l'aria calda 
    Ma lei sentiva freddo
    Si chiuse in casa
    Guardò dentro
    la propria anima...
    Era alta la neve!

  • 20 gennaio alle ore 11:02
    Riparo in greto d'ombra

    Ci basteremo un altro giorno franti 
    dal nugolo di affanni e l’io solcato
    s’incenserà in riflessi, e pur distanti 
    l’una saprà dell’altra voce il fiato.
     
    Estranei all’oro cupo che snatura
    la levità del tempo, sospirato
    refrain di volo mosso da un’altura 
    su mute crepe tese lato a lato. 
     
    Mosaico agli occhi le ho fermate, chiare 
    molecole in carezze, cartilagini
    sostrato a pose tra parole e cielo  
     
    lievi alla pietra, e ancor sottile un velo
    di sete e acqua -una prassia d’immagini - 
    scivola in greto d’ombra ed è già mare.
     
     
     

  • 19 gennaio alle ore 16:15
    Arresa al brivido

    porta i balocchi amore
    dolce sarà la semina
    sul campo arresa al brivido
    berrà tutte le nubi la tua brace
    tra mille strette d’alabastro
    e mille mani su ogni poro
    e mille bocche su ogni spazio

  • 19 gennaio alle ore 9:25
    Avrò

    avrò un silente grido
    cristallizzato attimo
    al nugolo di sete che dissolvi 
    al punto cieco e sempre
    sempre a sfiancare, tu
    lo spillo in fiore
    e stille che trapassano       
    l’acuto rosa e il viola 
    ceduto nel tremore