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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 aprile alle ore 12:32
    Là, dove il cielo non rischia la morte

     
     
     
     
    Là, dove il cielo non rischia la morte
    ma astro dopo astro si rinnova,
    esisterà io spero un qualche lembo
    nel quale ci si possa riparare.
     
    Noi uomini a volte siam fatti così,
    crediamo di domare ogni fiera
    ma scontiamo il bisogno della frusta
    ed accettiamo l’imprevista resa.
     
    Cade, nel tempo, la lucente spada.
    Lo scudo, adesso, è da adoperare
    e diligenti nella fila indiana
    si va tutti alla clemenza ambita
     
    là, dove il cielo non rischia la morte.
     
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2008
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia - 06/2010 - Prefazione di Angela Ambrosoli)
     

  • 30 aprile alle ore 11:16
    Non avrò nulla da dire

    Non avrò nulla da dire
    secco di vita il corpo
    verso la fatidica polvere.

    Fino all'ultimo parlo
    anche solo a reagire
    e reputatemi sciocco.

    Dell'infinito a fronte
    parole sgocciolo
    a levarmi la sete.

    E sia infine il deserto
    mi consumi la notte
    avrò onorato la luce.

  • 30 aprile alle ore 9:47
    Bambina

    Solo una bambina
    può donarmi un sorriso
    vero,genuino.
    Correggere col rimprovero
    la cattiva condotta.
    Supplicarmi,
    col pianto insistente,
    di porla al centro dell'attenzione.
    Addormentarla,
    recitando la favoletta preferita
    o la ninna nanna tanto anelata.
    Invece, tu donna,
    mi regali
    un sorriso artefatto.
    Rampogne mi scagli
    come dardi avveenati.
    Mi calpesti
    come uno zerbino affezionato.
     

  • 30 aprile alle ore 8:05
    Respirano i miei pensieri

    All’insaputa di me stesso
    scrivo… di nascosto.
    in quel perfetto equilibrio
    fra la gioia divina e la dannazione infernale.
    Sono semplici le parole che incontrano
    ed affondano il rumore delle ore,
    il buio del giorno in pieno sole,
    così, ogni mio verso… è!

    E’ la pace e la guerra dell’amore,
    il respiro di parole che bruciano
    è l’oceano della mia anima
    che riesco ad immergere perfino
    ...in una tazzina di caffè.

    Nell’ascolto di ogni particella che mi circonda,
    dalla cenere di ogni creatura arsa dalla vita,
    dal mio finire di essere uomo,
    nasco ed osservo la poesia.

    Luciano Capaldo
    ***I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle. (Alda Merini

  • 29 aprile alle ore 18:51
    Speranza

    Un vuoto
    è il senso del nulla
    - odio pensarmi così
    eppure va bene
    nel male che fa -
    va bene far finta
    che non ci sia
    ma la vita è mia
    e la notte lontana
    aspetta fuori
    nella tramontana
    di una speranza.

    Un vuoto
    non si riempie
    non si colma
    - ecco cosa spinge
    ad essere arditi:
    la consapevolezza
    di un’illusione
    che ti rende felice
    appena appena
    quel tanto
    per amarti
    e farti canto.

  • 29 aprile alle ore 18:35
    Sulla parete, stesa

    La donna nuda
    stesa sulla parete
    ti sembra me
    o sono io che sembro lei
    e tu sei Newton
    mi fotografi dalla retina
    e tanto brilli, e insinui
    Un tram a distanza
    agita l'orlo alla finestra
    parallelo il tuo umido soul
    trema, nell'orecchio
    Ci balliamo la notte
    appena nata
    niente musica, solo scena
    La mano al cingolo del fianco
    non domanda permesso
    Siamo fatti di pelle e luce
    di luce e di blues
     
    (poesia edita in "Canti di carta" Fara editore 2017)

  • 29 aprile alle ore 10:20
    Bello è il pensar

     
    Stelle lucenti lontane sconosciute
    anime morte e già  da tempo trapassate
    tra lor forse vi è a noi ignota union
    legame forte di amorosi amorevol sensi
    bello il pensar è nel dì di San Lorenzo
    che quelle lacrime copiose dal ciel cadenti
    altro non sian se nei desideri nostri
    a lor pensiam d’amor gocce e d’empatia
    di quelle a noi care anime da tempo trapassate
     

  • 29 aprile alle ore 9:30
    Metamorfosi

    Mi son fatto povero
    per sfuggir alla brama dei ricchi.
    Son diventato brutto
    per evitare la contaminazione
    di una superba beltà.
    Ho messo a nudo la mia stupidità,
    per confondere la somma intelligenza
    di dotti e sapienti.
    Ho scelto la debolezza,
    per distruggere la sicurezza
    dei forti;
    reso pellegrino in patria
    e straniero in famiglia.
    Sordo alle dichiarazioni di guerra;
    cieco alle barbarie di una società;
    muto ai più vili oltraggi.

  • 29 aprile alle ore 8:36
    Amor di lago

    Questo mio amore fragile di lago
    candido e puro che mi canta dentro
    temo che s'inabissi troppo presto
    come capita a volte al Sole chiaro
    quando nuvole vanno a farlo scuro
    ma i baci che ne ho cari a me tengo
    e il cielo ne ringrazio in ogni tempo.

  • 28 aprile alle ore 18:16
    Gialla forsizia

     
    Apro la finestra e guardo sul giardino
    uno screziato crocus tra le novelle erbe
    capolino fa s’alzano a guardare il cielo
    quattro gialli narcisi tra lor stretti
    facendosi compagnia di giallo sempre lì
    s’accendono i ramuncoli a questo colore
    e leggedria al quadro dona timidamente
    la forsizia gialla nel suo lento sbocciare
     

  • 28 aprile alle ore 17:26
    Irruenza

    Fantastica antitesi
    di calma e ponderazione;
    lo sbuffo
    di una parola ad alta voce;
    rossore purpureo
    che tinge pallide guance;
    accelerati battiti cardiaci
    inseguono un concitato favellare,
    scatenando dissidio.

  • 28 aprile alle ore 12:42
    Me l'avessero detto

    Me l'avessero detto allora
    ragazzino delle Elementari
    che il progresso portava mali
    e non sempre qualcosa di bello.

    Me l'avessero detto allora
    giovanotto fresco di laurea
    che dei giorni pieni di sole
    posson fare più tossica l'aria.

    Me l'avessero detto allora
    insegnante di Lettere a scuola
    che più duro sarebbe ai ragazzi
    risultato il domani dei sogni.

    Non l'han detto e me come altri
    hanno illuso d'un futuro migliore
    con la luna da farci vacanza
    e con mille imprese spaziali.

    Dal benessere niente regressi
    vinte ovunque malattie e fame
    e diritti concreti alle masse
    nella pace gioiosa del Mondo.

    Me l'avessero detto allora
    che alle porte era il passo del gambero
    ma codesto era ignoto anche a loro.

     

  • 28 aprile alle ore 8:56
    Puff (le garçon qui fuit)

    Un altro lancio alle spalle
    _quanto ossigeno manca
    al piede per essere orma? _
    Gittata invisibile, scaltro proiettile
    trasformato in cipiglio
    Voltati e guarda
    la corriera di streghe
    perdere le mele in una curva
    per il tuo gioco -infantile
    di lanciare fischi con la fionda

  • 27 aprile alle ore 19:50
    Vorrei...

    Vorrei abbracciarti mentre piangi, mentre lasci scorrere sul tuo viso le tue lacrime più calde.
    Abbracciarti così forte da farti dimenticare ogni dolore.
    Respirare i tuoi pensieri, rassicurare le tue paure.
    Far scomparire dalla tua mente tutta la tua rabbia, nascondere ogni brutto pensiero.
    Vorrei che fossi felice così tanto da scordare il passato.
    Ti vorrei dare un pizzico del mio cuore, solo per farti capire quanto può essere bello amarti.

  • 27 aprile alle ore 18:18
    Un frammento del vissuto mio

     
     
     
    Soffitte cantine luoghi bui
    dove giacciono nascosti sparsi
    oggetti cose che altro non son
    che frammenti di ricordi sepolti
    e dalla mente ormai dimenticati
    ma che talvolta a caso lì frugando
    vorrem queste memorie ridestare
    ma poi il cuor spesso la man frena
    temendo in una scelta che possa
    recargli qualche spina dolorosa
    perché domando non dovrei osare
    riviver alla luc portar quale che
    sia un attimo dell’animo un sussulto
    di quel frammento del vissuto mio?
     
     

  • 27 aprile alle ore 18:17
    Un frammento del vissuto mio

     
     
     
    Soffitte cantine luoghi bui
    dove giacciono nascosti sparsi
    oggetti cose che altro non son
    che frammenti di ricordi sepolti
    e dalla mente ormai dimenticati
    ma che talvolta a caso lì frugando
    vorrem queste memorie ridestare
    ma poi il cuor spesso la man frena
    temendo in una scelta che possa
    recargli qualche spina dolorosa
    perché domando non dovrei osare
    riviver alla luc portar quale che
    sia un attimo dell’animo un sussulto
    di quel frammento del vissuto mio?
     
     

  • 27 aprile alle ore 12:37
    Residenza per anziani

    Era l'ospizio un tempo non lontano
    alle persone in là con gli anni
    con parenti o soli nel patimento
    a cure infermieristiche soggetti.

    Qui si misura la fragilità dell'essere
    negli sguardi che non vedono
    nei lamenti per le sofferenze
    nell'alimentazione da malato.

    Stanno i vecchi nelle carrozzelle
    davanti al televisore d'una stanza
    per ore nel giorno indifferente.

    All'aperto nella giornata bella
    in circolo per l'animazione
    li attende un surrogato di festa.
     

  • 27 aprile alle ore 10:01
    Noia

    Lo spazio
    di un vuoto mattino;
    la limacciosa malinconia
    di non avere nulla da dire
    e nulla da fare.

  • 27 aprile alle ore 10:01
    Noia

    Lo spazio
    di un vuoto mattino;
    la limacciosa malinconia
    di non avere nulla da dire
    e nulla da fare.

  • 27 aprile alle ore 9:48
    Mi hai regalato un pesce

    M’hai regalato un pesce - da compagnia 
    senza sapere che si tratta di un dramma 

    Vedi, ha l’occhio spento e dentro sarà anche peggio
    il cuore, ancorato in una elegante bolla - senza uscite 
    il grugno alla parete nel muto picchiettare 
    la volontà di un grido, 
    in faccia alla predazione di questo mondo
    Non gli rispondi, t’immagini che muto sia uguale a sordo

    M’hai regalato un pesce,
    è un caso di coscienza...
    vedi come le branchie confondono la bava
    con la schiuma viva del torrente

  • 26 aprile alle ore 18:35
    A est di te

    Sul fondo di una veglia resta la volta scarna
    vago disegno di astri rimpiccioliti,
    col senso che ci sei lungo il sentiero
    lastricato di fiori caduti e stanchi

    nel passo che oscilla, come la sedia a dondolo
    dove le ciocche scarmigliate sono ombre e mani

    Senza un nesso mi affaccio
    ad un’aurora color malva
    confusa col disordine di sogni
    in bianco e nero

     

  • 26 aprile alle ore 9:40
    L'aria fresca del mattino

     
    Mi son svegliato oggi in preda
    di forti neri pensieri così apro
    la finestra ed ecco alitar sento
    l’aria fresca del mattino nasce
    un desiderio che questa con soffio
    misterioso li li possa qui scacciare
    un poco più mi sporgo le grido soffia
    soffia e per dispetto forse la fresca
    aria del mattino qui smette d’alitare
     

  • 25 aprile alle ore 22:36
    Eleganza

    Il tuo profumo sa di bellezza
    Il tuo respiro sa di bellezza
    Ogni tua parola sa di bellezza

    La tua anima emana ciò che possiede

  • Non so
    se il fiore mio si spegne
    in questo tempo
    di geroglifici e pergamene
    come orgasmo che muore
    su sessi abbandonati al caso
    e lascive euforie
    di masturbazioni passate
    ad adescare l'istante
    in cui tutto avrà fine.

    Non so
    se le parole vuote
    sapranno colmare il vaso del tempo
    o se la terra
    scaverà tra gli abissi
    per ripropormi il suo bacio lieve.

    Non so
    se la mia mano sarà muta
    ad ossequiar le mie labbra
    o se il silenzio
    adornerà la mia sete
    di tulipani e note
    quando scenderà la notte
    nella calotta degli inferi
    e mi troverà cenere
    in amplesso di fiamme
    mentre il mio ghigno beffardo
    saprà zittire l'orgasmo di Satana.

    E sarà orgia di rinascita
    tre giorni dopo l'ultima sigaretta.

  • 25 aprile alle ore 8:36
    Nell'aria cerco

     
    Cerco nell’aria il profumo della primavera
    quel profumo antico da tempo come smarrito
    eran viole lungo un fossato a noi tanto  amico
    eran bianchi mughetti le sponde del Ticino
    viole e mughetti che poi negli anni sempre
    tornavano e tornano a fiorire più non c’è
    quel fosso o forse inver non lo riesco più
    a trovare ancor rivedo quelle sponde fiorite
    del Ticino ma viole e mughetti senza te vicino
    pers’hanno quel dolce profumo che amavo tanto