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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 dicembre 2020 alle ore 19:40
    Le mie povere parole

    Mi restano le mie povere parole,
    scarne da non riuscire
    a riempire le sere
    di ultime memorie,
    senza quel vento
    proveniente dalla potenza
    di un Dio,
    senza musiche
    di misteriose terre,
    senza il timore
    di rompere
    le gabbie dorate costruite
    per non agire e
    vivere nelle nebbie.
    Mi restano le mie povere parole
    in queste mie preghiere
    di solitudine,
    silenzio e fuoco delle vene.
    Povere parole
    scarto tra fogli bianchi
    per celebrare il mio dolore,
    che rimane
    nei miei occhi stanchi.

     

  • 08 dicembre 2020 alle ore 13:57
    Il tempo che rimane

     
    L’ortolano,
    il salumiere,
    la fòrmica della mia cucina,
    la terrazza,
    il porto sotto,
    il cortile,
    vetri rotti ed io che gioco.
     
    Le canzoni sempre uguali,
    la fisarmonica di Gianni,
    le note che ho imparato,
    un re minore ed io che canto.
     
    Il primo pesce all’amo,
    l’Alighieri sul divano ocra,
    il piede rotto sulla spiaggia,
    un nuovo amico ed io che parlo.
     
    Il mare in mano,
    la cabina 23,
    un metro per volare,
    il fiato trattenuto,
    lei zitta ed io che amo.
     
    Capelli neri,
    un abbaino,
    i fantasmi inventati,
    la pelle sua sulle mie gambe
    uno scalino ed io che sogno.
     
    La casa si svuota,
    mia madre vacilla,
    il treno parte in fretta,
    Roma aspetta ed io che penso.
     
    Il tempo che rimane
    cattura le curve di ieri.
    Le stringe in un anello
    dentro il quale io vivo.
     
    *
    Anno di stesura 2005
    La poesia (in assoluto tra le mie preferite) è un concentrato prezioso di alcune delle tante profonde verità vissute nella maniera più intensa di cui allora ero capace.
    È tratta dal mio primo romanzo “Viaggio in V classe” pubblicato da Edizioni Il Filo, con l’amabile prefazione del Dr. Pietro Zullino, persona alla quale devo tantissimo nel difficile percorso letterario intrapreso. Spero ardentemente che da lassù egli continui ad incoraggiarmi, a guidarmi e ad assistermi per ogni parola che, uscita dal cuore, dovesse andare ad annerire il bianco di un qualche foglio.
     
    Aurelio

  • 08 dicembre 2020 alle ore 10:22
    Senryu

    Mia cara amica
    io vorrò rinascere
    Per amare te

  • 06 dicembre 2020 alle ore 11:04
    Potevo io essere re

    La volta ch’aspettavo il vento
    in alba d’insistente pioggia,
    successe un vero finimondo
    e stavo diventando quasi re.

    Gli alberi si scansarono
    a passi indietro d’elefante.
    Le nuvole, irriconoscibili,
    non più in libera caduta.

    Il fango s’asciugò veloce
    e fece di sé piastrelle in luce.
    Il mare, incredibile il mio mare,
    sempre azzurro dietro i vetri.

    Da solo nella nuova terra,
    i flosculi di cardo a sentinella,
    equilibrista improvvisato
    attesi quindi ch’arrivasse il vento.

    Al primo alito da Nord,
    fronte al cielo, offrii la gola
    per rompere di netto le sue corde,
    noiose fabbriche di parole belle.

    Al gelido schiaffo successivo,
    protèsi, da condannato a morte,
    gli occhi tutti spalancati
    per farli rasoiare a sangue.

    Così - pensavo - finalmente
    quegli occhi avrebbero perduto
    la vista amara dei malanni,
    perfino quella dei potenti.

    All’ultima raffica tagliente
    avevo già buttato la camicia
    per fare in modo che nudo nudo
    il cuore mio fosse colpito.

    Col cuore,
    l’infinita rabbia per il buon mondo che non c’è...
    Nel cuore,
    l’ingenua tenerezza per il mondo che sta qui...

    Ma ritornò l’odiata calma.
    Il sole, adesso, sgomitava forte
    tra plumbee macchie ancora
    bruciando l’ultimo mio sogno.

    Le onde formarono plotoni
    attenti all’assoluta pace attorno.
    I boschi, ai bordi di collina nuova,
    scrollarono la brina dalle chiome.

    Non so se quella volta
    fu l’unica occasione della vita,
    quel treno puntualmente perso
    all’ultima stazione del destino.

    L’aria, l’acqua e la terra
    mi corteggiarono incalzanti
    per dare il loro benvenuto
    al fuoco che tenevo dentro.

    Governatore improvvisato,
    potevo io essere re
    ma senza scettro né corona
    il cuore tutto mi ripresi.
     

    *
    Anno di stesura 2005
    Mensile Il Saggio n.158 Maggio/2009 All. Speciale Poesia

  • 05 dicembre 2020 alle ore 18:40
    Bacio

    Quando succede un bacio, le anime si riconoscono, il sangue comincia a fluire veloce, il cuore batte forte, forte e come per magia si asciugano gli oceani, le montagne spariscono, la notte e il giorno si incontrano.
    Quando succede un vero bacio, due persone iniziano a capire cosa può succedere nell’amore, nell'amore di un bacio si possono scrivere storie di mani sulla pelle e sensazioni nuove; perché quando succede un bacio la realtà diventa malleabile come cera calda,
    labbra su labbra, baci su baci e amore tanto amore.

  • 05 dicembre 2020 alle ore 17:00
    Stai con me

    Stai con me
    Quando cadrà la notte
    e la terra sarà buia
    e l'unica luce che vedremo sarà la luna
    no, non avrò paura, non avrò paura
    finché tu sarai con me, sarai con me
    e caro, caro sta' con me.

    Se il cielo che noi guardiamo
    dovesse crollare e cadere
    e le montagne dovessero sbriciolarsi nel mare
    non piangerò, non piangerò, non verserò una lacrima
    finché tu sarai con me
    e caro, caro stai con me.

    Ogni qualvolta sarai in difficoltà, starai con me?
    oh adesso, adesso stai con me
    o stai con me, stai con me.

  • 05 dicembre 2020 alle ore 16:39
    Idealmente

    E se te lo dicessi?
    Darei corpo
    al mio desiderio
    Così lo scultore che
    con l'argilla
    parla di bellezza

  • 05 dicembre 2020 alle ore 15:59
    Pensieri di marzapane

    Fumo fatto di zucchero. 
    Disegno pensieri di marzapane sui vetri umidi. 
    Squittisce un sussulto fra le nubi dell'est. 
    Eccoti,vestito di bianco,oh vento d'inverno. 
    Indomito amante senza catene. 
    Seta fatta di miele. 

    Si spoglia d'ogni rancore il cielo. 
    Sfrecciano come dadi senza peso i piccoli passeri 
    su per le grondaie vetuste. 

    Eccoti,coperta di lapislazzuli,o pioggia leggera. 
    Seducente vestale dal pio sguardo. 
    Il tuo tocco reclama baci di mandarino. 

    Sinfonie d'acacia screziate. 
    Allungo una mano per afferrare il sorriso del tempo. 
    Freme un sussurro sul davanzale. 

  • 05 dicembre 2020 alle ore 13:38
    Piove

    Qui piove,in ogni dove piove,
    piove, sul mondo che si lacera di dolore,
    piove sui fiori che non ci sono più,
    piove sui volti che vorrebbero subito
    la grazia della pace,piove su chi ti cerca
    ma non ti può trovare,piove sulle piazze
    che specchiano deserti,piove sulle mani
    che non possono più lavorare,
    piove sui vecchi che aspettano
    che se ne vada il male,piove sulle chiese
    dove regna la polvere, piove sui bambini
    che non nascono più, piove sugli ospedali
    e sulle bare degli obitori, piove sulle tombe
    che non visita più nessuno,
    piove sugli amori che non si baceranno
    a Natale, piove sulle madri
    che piangono un figlio,
    piove sui figli che piangono una madre,
    piove sulle feste rinchiuse negli armadi,
    piove sul selciato che ora sto calpestando
    mentre cerco il tuo volto,
    piove sulle mie pelle, piove sul mio cuore
    che ti ama
    anche se il sole è nascosto dalle nuvole.

  • 03 dicembre 2020 alle ore 11:58
    Così ho deciso!

     
     
     
     
    Liberate, ve lo ordino, le fate
    tenute troppo a lungo prigioniere
    tra le pieghe delle vostre fantasie.
    In fondo, rimuovevano magie
    al solo scopo di destare sogni
    o arcobaleni per amar colori.
     
    E inoltre :
     
    liberate le belle principesse
    che ora v’affannate a far marcire
    dentro i letarghi dei vostri cuori.
    In fondo, giocavan con l’amore
    al solo scopo di produrre sogni
    o storie per rasserenare genti.
     
    Così ho deciso!
     
     
     
     
    *
     Anno di stesura 2006
    Tratta da “Appena finirà di piovere” Edizioni Global Press Italia 06/2010
    Pubblicata su Antologia “Donna Mistero Arte” II Ed.

  • 03 dicembre 2020 alle ore 11:00
    Comunque... credo

    Avrai per tetto cielo e stelle,
    luna e sole, e poi, nuvole su cui dormire.
    Avrai tappeti di petali di rose,
    menta profumata per giaciglio.
    Una slitta colorata scierà
    in un cielo bianco, innevato, portandoti
    come dono planetario per ogni cuore innamorato.
    Tanto sarai desiderato, figlio diletto,
    per te si auspicherà il meglio al mondo.
    Verrai cresciuto, educato ed un po’ viziato.
    Crescendo imparerai la vita
    dimenticando gli insegnamenti ricevuti,
    così, un giorno, si constaterà
    che l’amor profuso non è bastato
    se poi intorno tutto… è avariato!

  • 02 dicembre 2020 alle ore 14:47
    Io, pezzo d'antiquariato ancora in restauro

    Ricordare, soffrire, subire,
    muri di tormento
    entro i quali mi muovo,
    nella volontà d'oltrepassarli
    e che divengon soavi piaceri
    a nutrir l'amar quotidiano
    e innalzar a vette di sublimi aspirazioni
    la nostalgia delle mancanze
    che ricordano vissuti attimi di felicitá.

    In me,
    pezzo d'antiquariato che risale alla metà del secolo scorso,
    sospiri d'affanno spargon ormai pianti
    senza rispetto di moneta sonante,
    tra tuoni ancestrali e rifugi di canti,
    ninnenanne monotone
    a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani. 

    E arriva la consolazione a costruir castelli in aria,
    Lei,
    a voler restar fuori a misurar i ballatoi,
    spiaciuta del sentir inane chiacchiere gironzolar pungenti nei cuori,
    a far il suo mestier di tendere la mano,
    e regalar benedizioni di pace,
    recitando intime cantilene
    dentro cui dolori senza colpe s'abbracciano a lacrime e singhiozzi.

    Là, in quell'interiorità incarnata,
    a far risplender un nuovo sole,
    a rimarginar ferite di cupi imbarazzi.

    Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 02 dicembre 2020 alle ore 12:59
    La pioggia è attesa

    Un lungo giorno
    Del mese d’aprile
    Si fa quasi da parte.
     
    Al quando esausta
    La pioggia è passata
    E gli uccelli fan festa.
     
    Al calar della sera
    Al rientrare del sole
    Con il giaciglio caldo.
     
    La pioggia è passata
    Pensieri e malinconia
    Mi prendono per mano
     
    Nell’attesa uguale e precisa
    Che nuvole sopravvissute
    Riprendono il cammino.
     
    Intanto io sono qui
    Ad aspettare invano
    E tu chissà dove?
     
    ********
    Venosa – Potenza (2020).

  • 02 dicembre 2020 alle ore 12:17
    Fai presto a dire anch’io sono un poeta…

     
    Scrivi i tuoi versi in men che non si dica
    oppur nell’arco di un intero giorno
    o anche in quello d’una lunga vita.
    Offerti poi a tua e altrui lettura,
    fai presto a dire anch’io sono un poeta!

    Non ho mai visto, ahimè, due gabbiani
    scambiarsi un bacio da perduti amanti
    e poi librarsi ubriachi e mai stanchi
    nel campo d’aere per destinazione.
    Io, non li ho visti ancora…

    Ho visto, sì, coppie di pesci luna
    squassar bonacce e ravvivare azzurri
    di miei tratti di mare consenziente.

    La coda dentro e il muso fuor dall’acqua,
    fecero ciao a un vento già sconfitto
    ch’oltre collina andò a cercar riparo.

    Gabbiani e pesci luna, caro Auré,
    non hanno preso mai la penna in mano…

    *
    Anno di stesura 2009

  • 02 dicembre 2020 alle ore 11:44
    Emozioni D'altri Tempi (A Lucia)

    Emozioni D’Altri Tempi
    (A Lucia)
     
     
    Lei è qui
    Precede i miei passi
    La cerco e mi sfugge.
     
    Il tempo passa
    E lei è sempre qui
    Nei miei occhi di brace.
     
    Nel dopo ella
    Non mi sfugge più
    E mi fissa con lo sguardo.
     
    Pare voglia parlarmi
    Mentre io, immobile
    A ruminare indecisioni.
     
    Lei è sempre in me
    Seduta e immobile
    Sui gradini della scuola.
     
    Ed io fuori della pelle
    Prigioniero dell’emozione
    A meditare pensieri puri.
     
    Giorno dopo giorno
    Istante dopo istante
    Pieno di indecisioni.
     
    Un dì prodigioso
    Quasi per magia
    Il desiderio si fa realtà.
     
    Poi mi perdo nel vuoto!
     
     
    Cit. “Un amore svanito sul viale e sui gradini della scuola”
     
    Di: emilio basta – Venosa – Pz – (2020). Pubblicata da Aphorism.it

  • 01 dicembre 2020 alle ore 19:41
    Bolide Rosso

    Regina dell'universo
    Amante degli italiani
    E del mondo intero
    Raggio di luce
    In una scia trasparente.
    Sovrana fra curve e rettilinei
    Incanto delle platee
    Affascini più di una Star
    Incantevole alle partenze
    Sempre in prima fila
    A civettare dinanzi
    Alla rabbia di chi
    Insegue la testa e la coda.
    Cavallino Rosso
    SEI un demone tricolore
    Fra bollicine di champagne.
    Mentre l'arcobaleno
    Sfoggia i suoi colori
    Il tuo vermiglio rubino
    Brucia i cuori di tutti.
     
    Cit. “Ricordi miei…Che non ritornate dal 2021…”
     
    Di: emilio basta – Venosa-(PZ) – 2020 

  • 01 dicembre 2020 alle ore 12:55
    Le Guerre Odierni

    Le Guerre Odierne
     
     
    Volti scavati del tempo
    Occhi intrisi di dolore
    Suardi senza futuro
    Filo spinato che divide;
     
    Giovani senza futuro
    Fuggiti dalla solitudine
    Per un lavoro forestiero
    Mamme vestite di nero;
     
    Preghiere rivolte al cielo
    Da mogli e figli piccini
    Soldati che ritornano
    Con un futuro a metà;
     
    Ombre sfuggite alla morte
    Mentre si cercano in silenzio
    Speranze dei sopravvissuti
    Abbracci intrisi di pianto.
     
     
    Cit. “ Le guerre sono tutte diverse “
     
     
    Di: emilio basta – Venosa – Potenza – 01.12..2020.

  • 01 dicembre 2020 alle ore 11:59
    Arrivano Le Rondini

    Le Rondini
     
     
     
    È primavera
    Arrivano le rondini
    È grande festa.
     
    Le nuvole
     
    Tante nuvole
    Minacciano pioggia
    La gente tutta a casa.
     
    Arrivano le rondini.
     
    Inizia la festa
    È primavera.
     
    Vengono
    Le rondini
     
    Che
     
    Alla minaccia
    Delle nuvole cariche
     
    Cercano con premura
    Il proprio riparo.
     
     
    Cit. “ Il clima è cambiato, le rondini sono a disagio per l’inaspettata pioggia ”
     
    Di: emilio basta – Venosa (Pz)- 01.12.2020

  • 01 dicembre 2020 alle ore 11:19
    Goccia di goccia

     
     
    Goccia di goccia, simile a stilla
    che  il viso a baciar s’ appresta,
    è un tuo silenzio rotto,
    l’attesa vibrazione delle labbra
    nel tentativo d’essere un sorriso.
     
    Un giorno vorrò chiederti davvero
    dov’è che hai riposto il cuore,
    se lo hai depositato - intatto -
    per il timore di mostrarlo al mondo,
    di dargli voce per chi ascolta.
     
    Goccia di goccia sarà il risveglio
    da un letargo dove questo amore
    all’angolo non ha trovato branda
    su cui sdraiarsi nella dura attesa
    di accordarsi con la mia musica.
     
    *
    Anno di stesura 2008
     

  • 01 dicembre 2020 alle ore 10:41
    Insomnia

    Mi è rimasto di te
    il tuo sogno
    Di notte
    ne sento il profumo

  • 30 novembre 2020 alle ore 22:01
    Le parole sono cibo per iene

    Vorrei morire
    gridando verità
    tra le parole di Malcolm X
    Cavalcare la rivoluzione di Marcos

    Sbaragliare l'assedio
    di facce vendute
    E fare dell'emarginato
    senza potere
    Il potere assoluto

    Cantando
    tutte le grida
    di demoni

    Accordarle come
    note d'un'arpa

    Allungarmi
    come collo di cigno

    E non scrivere mai
    a Dio
    Se non per sottrarre
    la sua natura di divina
    consonanza
    alla croce
    dell'ego

    Vorrei morire
    evitando la scelta
    Annullando il giudizio

    Massacrare il complimento
    dell'amico
    Affilare invece
    la spada
    del nemico

    Perché non c'è verità
    che non arrivi col dolore

    E in questo, crearsi un vantaggio
    per futuri cammini
    a schiena ritta

    Vorrei vivere
    senza ambascia di non detto

    Scavarmi una tana
    che sappia di terra

  • 30 novembre 2020 alle ore 12:43
    Da Lui mi aspetto quiete

     
    Nell'era del tutto ha un prezzo,
    vorremmo barattar con Gesù Cristo
    le scialbe prove delle nostre vite
    con uno dei Suoi miracoli perfetti.
    Ma non chiediamo pani e pesci,
    la Croce é ormai monotona leggenda,
    non più icona di quell’eterna Fede
    che ora é incolta, maltrattata, offesa.
     
    Chiediamo invece nuovi luccichii,
    fulgidi denti in un corpo perfetto
    a far strada al manichino genuflesso
    capace solo di mettersi in mostra.
    Rumori a coprire silenzi,
    a rischio è il blu del mare mio,
    la fronte delle idee vibrante al sole
    e d’animo le incalcolabili bellezze.
     
    Da Lui mi aspetto quiete,
    un punto e a capo promettente,
    un altro segno d’indiscusso amore 
    che scuota l’aria, me, le genti.
    Quale perdono é da vagheggiare?
    Mentre insicuro tento di parlarGli,
    mentre vacillo anch’io coi tanti,
    da Lui mi aspetto quiete e... prego.
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2008
    Tratta da “Appena finirà di piovere” edito da Global Press Italia nel giugno 2010  con Prefazione di Angela Ambrosoli.
    Pubblicata sul Mensile IL SAGGIO (04/2012)

  • 29 novembre 2020 alle ore 23:11
    Il volo della farfalla

    Era attratta
    dal suo calore radioso
    Ma poi ebbe paura

    Ella dunque
    se ne allontanò
    volando sempre più in alto

    E così
    d'improvviso
    la farfalla sparì

  • 29 novembre 2020 alle ore 14:38
    Abusivo

    In questi giorni abiti i miei pensieri:
    un allegro abusivo
    con un bagaglio troppo pesante.
    Verso parole leggere dentro di te.
    La mia mente piena di pensieri
    è a suo agio per una volta.
    Dipingi un sorriso dopo l’altro
    su una tela rimasta vuota per troppo tempo.
    Non sogno di te:
    i sogni sono per gli speranzosi
    e io ho abbandonato la speranza
    tanto tempo fa.
    Ma se non avessi bisogno di sognare?
    Se la realtà vincesse una volta tanto?
    Qualsiasi cosa succeda, però,
    come un amico o un amore,
    resta per un po’,
    nella mia testa e nel mio cuore,
    che hanno stabilito una tregua, per adesso.
     
    Dall’inglese:
     
    These days you inhabit my thoughts:
    a cheerful squatter
    with too heavy a luggage.
    I pour weightless words into you.
    My overthinking mind at ease for once.
    You are painting smile after smile
    on a canvas that has been empty for too long.
    I don’t dream about you:
    Dreams are for the hopeful
    and I gave up hope
    a long time ago.
    But what if I don’t need dreaming?
    What if reality wins for a change?
    Whatever happens, though,
    as a friend or as a lover,
    stay here for a while,
    inside my head and my heart, 
    who agreed on a truce, for now.

  • 29 novembre 2020 alle ore 5:48
    Universi

    Nella penombra
    ti ho colta
    ad occhi chiusi
    sul crepuscolo
    di un battito d’ali,
    le mie dita
    attorno alle tue labbra.
    Hai stretto i denti
    dolce
    sulla mia carezza
    dischiudendomi
    universi.