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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 13 novembre alle ore 14:17
    Persisto nella mia inutilitá

    Soffro il rifugiarmi nelle illusioni Io nato un giorno settembrino con la camicia in mano e i piedi in faccia travolto dalla causalitá di quell'evento vivo fluttuando in ció che accade tra l'indifferenza e la desistenza nel pentirmi di non aver commesso peccati e tradurre alla mente i fallimenti dell'anima a fregiarmi del capire il mio cammino e il destino che la morte ha scelto per me a pregare e piangere e chieder per dono l'amore . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre alle ore 14:16
    Le catene della libertá

    Sensi di tedio s'atteggiano in questo mattino d'ansia frustrata a invadere la povertá della mia anima Assaporo la futilitá del vivere nel perfido sorgere del sole d'alcuni nella pallida luce del destino che illumina i loro tristi giorni impregnati d'incoerenze e malignitá a aleggiare come avvoltoi sulla sottomissione alla miseria e alla notte che invade i cuori E me ne libero volando libero dentro l'inutilitá delle mie illusioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre alle ore 14:14
    Incanto

    Fermo sulla sommitá della mia terza scala nego l'occhio al malvedere a cui é condannato il mio piacere il mio annusare e anche il mio godere In questo poco vien la meraviglia a dimostrar quanto inutile sia la memoria dell'uomo a inneggiar ancora a arcani architetti dell'Essere nel donar lasciapassar per l'insuccesso Giro il volto verso baci ricambiati a guardare le guglie del mio mito impegnato a scrutare i cuori dei suoi figli colmi di talento e d'amor patrio E non perdona colui che nel suo selvaggio tormento nell'aviditá e nell'ambizione indice festini e immense celebrazioni per festeggiare solo con se stesso... il "Nulla" . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre alle ore 9:24
    Ti asciugo con un sorriso

    Ogni volta che mi manchi
    un po’ troppo,
    ti blocco
    dalla mia mente
    con un libro, un film
    e perfino un sogno ad occhi aperti
    come tutte le altre cose
    che mi inondano gli occhi
    e cercano di affogarmi
    nel dolore.
    Ti asciugo con un sorriso.

  • 12 novembre alle ore 18:06
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 12 novembre alle ore 15:43
    Aspettami

    Le lunghe attese
    del treno fermo
    in aperta campagna

    E il ricordo di te

  • 12 novembre alle ore 14:32
    Nel raggio di un sole

    Nel raggio di un sole
    sboccia una rosa
    splendente più che mai
    petali rossi
    ravvivono il cielo
    e visi incantati
    esprimono lo stupore
    di quanto la natura
    sia speciale
    per creature buone
    e belle, che rispettano
    il ciclo di gesti naturali
    e non superficiali
    osservando antiche
    tradizioni cancellate
    dalla smania
    di essere potenti
    per conquistare la vetta
    più alta e lanciarsi
    con il paracadute
    mentre guardano
    con gli occhi in su.

  • 12 novembre alle ore 14:06
    Hikikomori

    hikikomori-
    tutta la notte intona
    blu monocordi

  • 12 novembre alle ore 11:52
    Stai scomparendo

    Ogni giorno che non ti sento,
    muoio più velocemente.
    Le parole che mi hai detto o scritto
    sono come pagine consumate
    di un libro che leggo e rileggo
    ancora e ancora, fin quando
    i miei occhi non si stancheranno,
    come me.
    Quelle parole mi ballano davanti
    perdendo ogni significato.
    È come quando fissi qualcosa
    così a lungo che prima o poi,
    gradualmente la vista si appanna.
    Riesci a capire quello che dico?
    Se chiudo gli occhi e provo a ricordare
    il tuo viso diventa l’ombra
    di ricordi mescolati a caso.
    Stai scomparendo dentro di me.
    Ma te ne importa quanto a me.

  • 12 novembre alle ore 11:51
    Immortale

    Disegno il contorno del tuo corpo con le mie dita
    ogni notte, sulla tua pelle nuda.
    Il calore del tuo corpo mi dice che sei vivo:
    un miracolo che respira la mia aria.
    Penso di credere nel per sempre di nuovo
    mentre soffi felicità sul mio viso,
    incantando sorriso dopo sorriso.
    Magia nella magia: le tue labbra sulle mie.
    Già uno dei miei ricordi preferiti,
    ogni centimetro della tua faccia
    è impresso nei miei occhi.
    Sei immortale per me, perché sei la mia anima.

  • 12 novembre alle ore 11:50
    Mi manchi

    Mi manchi.
    Ma non te lo dirò mai.
    Lo griderò
    allo specchio
    nel mio cuscino
    nella mia testa
    cento volte e ancora,
    finchè il mondo crollerà
    e la polvere coprirà il cielo
    e il sole scomparirà
    e anche tu.

  • 12 novembre alle ore 11:49
    Prendimi

    Non posso permettermi
    di innamorarmi di te.
    Sarebbe come addormentarmi
    in una notte coraggiosa,
    con il sogno più dolce;
    e cadere a pezzi
    una mattina qualunque,
    nell’incubo più freddo:
    intrappolata tra le braccia della realtà.
    Non posso permettermi
    di frantumare il mio cuore
    così.
    Ma se me lo chiedi,
    cadrò…
    … tu prendimi però.

  • 12 novembre alle ore 11:49
    L’occhio

    Il ragazzo visse con un occhio
    più grande dell’altro,
    più nero della notte.
    Col suo occhio, vedeva il futuro.
    Un giorno arrivarono,
    ridendo e festeggiando,
    glielo strapparono, quell’occhio
    e lo bruciarono.
    Fu allora che lui vide
    attraverso l’orbita vuota:
    erano già tutti morti.

  • 12 novembre alle ore 11:47
    Tatuaggi sull’anima

    Quei giorni solitari
    andati per sempre
    insieme al sapore
    di labbra senza nomi.
    I tuoi occhi, però
    tatuaggi sulla mia anima
    per sempre lì
    a ricordarmi di te.

  • 12 novembre alle ore 11:47
    Tra le stelle

    Ti amo come amo la lieve pioggia primaverile...
    Ti amo come amo le vecchie foglie autunnali...
    Ti amerò finchè il mio cuore si decomporrà
    e il mio corpo rugoso esalerà il suo ultimo respiro.
    Dopo ti amerò con la mia anima
    finchè non ci ritroveremo tra le stelle.

  • 12 novembre alle ore 11:46
    Supernova

    Potrei incollare le mie labbra alle tue
    (per sempre)
    respirando attraverso la tua bocca.
    Quando facciamo l’amore
    la luce intorno mi attraversa
    crescendo costantemente, esplodendomi dentro.
    La sento crescere,
    quando la punta delle tue dita accarezza la mia pelle.
    La quantità d’amore che provo per te
    potrebbe illuminare città intere,
    anche un universo senza stelle.
    Così bello ma oh, così spaventoso:
    perché tutta questa energia,
    se te ne vai,
    mi imploderà dentro come un buco nero
    e mi trasformerà in polvere.

  • 12 novembre alle ore 7:40
    Lunario...

    Era un saluto
    asimmetrico nel “ciao a mai”
    quel fondo creato fra noi
    dirupo di sogni
    rovina di stelle

    asimmetrica sensazione
    di speranza
    la mia.

    E tu
    sospesa nei giudizi
    giochi con le mie parole
    che come mani - accarezzano
    o fanno lividi.

    Luna
    mi piaci da spicchio
    asimmetrica e affascinante
    nei tuoi “ciao a mai”.

  • 12 novembre alle ore 3:29
    Riconoscere

    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e guardando
    l'altra sponda
    per cercare fortuna
    un'onda trovai
    il sorriso
    d'una rondine in pena
    all'estate
    sfuggita
    di fronte alla luna
    piena
    eremita.
    Lungo quel greto
    riconobbi
    così la vita
    e lieto
    lo scorrer
    del fiume
    tornò a zoppicare
    come un treno
    che arriva
    ma non vuol
    ripartire.
    Camminavo 
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel vento la voce
    di un'anima 
    in pena
    che cercava
    la foce del fiume
    per dissetar
    la sua
    malinconica vena.
    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel passato un barlume
    di luce
    splendente.

    Taranto, 10 novembre 2018.

  • mare d’inverno-
    dentro le barche pendule
    le nasse vuote

    frizzo di spuma-
    l’onda gonfia da nord
    punta la riva

    solo una vela
    bordeggia all’orizzonte-
    la notte incalza

    (osservando il quadro di Gustave Coubet, Il mare in burrasca, detto anche L’onda, 1870)

  • 11 novembre alle ore 18:03
    Resta un bacio di ruggine (Avarizia)

    serrata stiva
    empia di foglie d'oro-
    non passa il sole

    per l'inverno perenne
    resta un bacio di ruggine

  • 11 novembre alle ore 1:35
    FUOCO NELLE VENE

    Fuoco nelle vene.

    Senza freno, non c’è nulla che ci tiene.

    Pioggia sulla pelle.

    Incessante, per spegnere mille favelle.

    Sabbia tra le dita.

    Infinita, come con te la mia vita.

    Vento tra i capelli.

    Per far volare al cielo i momenti più belli.

    Non importa se sorrisi tenui o pazza euforia,

    basta che da lì ci vedano in dolce allegria.

    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • 10 novembre alle ore 21:43
    I tini di san Martino

    Immote e lontane stelle ignare impassibili ai piaceri del mondo e corazzate di consumato splendore s'avvolgono nell'esigenza quotidiana del vivere a esprimere contentezze e rassegnazioni nel confronto con gli spazi tenebrosi della coscienza umana a far a gara a chi trova prima l'arcana origine dell'Essere e del suo confessarsi E giu' a pigiare sentimenti e far colare emozioni e passioni ubriacature a confondere l'immenso universo nel quale si muove il sapere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 20:52

    Si... Forse non c'è niente di facile e noi lo sappiamo bene amore.
    Però NOI abbiamo scelto di stringerci mano nella mano e vicini o lontani proseguire insieme. 
    Amore non conta quante parole ci diciamo, quante ne tratteniamo, quante siano le paure... Conta ESSERCI! 
    E noi ci siamo, l'uno per l'altra... Costantemente.
    Sei la cosa più bella che mi sia capitata, sai? 
    Sei quella luce che ai miei occhi mancava, quella serenità che la mia anima cercava e quel sentimento pulito che il mio cuore necessitava di provare e ricevere. 
    Non ho bisogno di correre, camminarti a fianco mi basta... Non conta il passo, se tu rallenti io lo farò con te e ti aspetterò per tutto il tempo che vorrai. 
    Voglio darti ciò che nella vita nessuno ti ha mai dato, voglio darti il giusto sapore di un amore pulito e reciproco. 
    Voglio che sei felice, che ti guardi allo specchio la mattina e pensi che sei una gran bella persona. 
    Voglio che tu sappia che non ci sono altre mani per me, se non le tue, altre labbra o altro corpo e anima che io desideri sentire, ascoltare, toccare e amare. 
    Voglio farti sentire quanto è bello sentirsi protetti, al sicuro... Quanto sia bello poter godere di ogni piccola cosa, dalla più complessa alla più stupida.
    Voglio che assapori cosa voglia dire avere qualcuno che TI PENSA, che ti cerca perchè vuole te e per il quale sei una prioprità e non l'ultima ruota del carro o qualcosa di cui ha "Bisogno". 
    Voglio che TU abbia ciò che MERITI!
    Voglio renderti felice, in modo semplice perchè non ci riesco in altro modo se non in questo... Ma vorrei che i tuoi occhi mi guardassero sempre con amore e fierezza, il tuo sorriso fosse sempre acceso e la tua anima libera di essere semplicemente se stessa.
    Io non desidero niente altro se non  LUCA...
    ... Non desidero altro se non TE!

  • 10 novembre alle ore 19:33
    Dell’amore (dis-a)

    S’incrocia

    il mio inabile

    muto

    spasmo di muscoli

    al tuo vigile movimento

    S’incatena

    il pulsare univoco

    dei sensi

    Estasi

    di pelle oltr’ai corpi

    Bocche a occhi appesi

    Corpi a lenzuoli impressi

    Unghie a fianchi arresi

    Muti

    i miei muscoli inabili

    in spasmi d’estasi

    - fra pelle vigile -

    distendono

    il delirio dei sensi:

    caduta libera

    al centro della vita

    (Dell’amore dis-abile)

     

  • 10 novembre alle ore 19:17
    Fin l'infausto giorno

    Piacevole 
    Esser curioso
    Incontrar
    Quello sguardo malioso

    Abbagliante...come un faro
    Il cuor voleva
    Guardarti
    E...mi piaceva

    Quel sorriso vivace
    Che il respir toglieva
    Quel profumo
    Che mi seduceva

    Quel tuo turbarmi
    Con dolcezza
    Il mio non ceder
    Con fermezza

    Sensuale ed assiduo
    Quel sentimento
    Mai fu sgradito 
    Mai fui così contento

    Di vederti
    Con ansia aspettavo
    Alle dolci tue parole
    Poi m'incantavo

    Il tuo profumo
    Dal vento portato
    Poi svaniva 
    Solo un poco gustato

    Così vivevo 
    La felicità gustando
    Fin l'infausto giorno
    Che d'allor sto odiando