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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 05 aprile alle ore 20:38
    E così nutro il cuore

    Forse non si capirà più di tanto
    in quello che dico

    ma sappiate che non mi sento
    mai tanto bene

    come quando scrivo

    E diviene
    momento di buona sorte

    il mio scrivere

    che d'un canto mi livella
    e dall'altro mi èleva

    specchio pulito
    che riflette il mio Essere

    nel felice incontro
    con la conoscenza di me stesso

    dove non posso barare

    E oltre va l'anima

    nel passaggio d'aria commossa
    dai seni mentali

    avvolto dalle sensazioni
    che placano gli spiriti

    e tengono a bada
    i sentimenti malvagi

    nel sentiero che esalta la vita

    e mi dona giorni memorabili
    sui quali riflettere e agire
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:36
    Io, Caino e Abele della mia passione

    Isolato in questa visione

    mi lascio andare
    agli abbracci della vita

    inebriato da brividi pungenti
    in questa vista mattutina

    Io succube della tua bellezza

    Caino e Abele
    della mia passione

    rimango qui estasiato

    quasi incantato

    a parlare con te mia Cefalù

    e a raccontarti i miei dolori
    e le mie allegrie interiori

    E Tu

    pura fonte d'amore

    mi accogli nella tua gloria

    e in quella
    sottobraccio mi conduci
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 13:13
    (32) Il bimbo mostro

    Giovane  blasonato di casato
    Rocchi,  potente stirpe di Cosenza,
    sposa donzella di bella presenza
     a compimento d’amore bramato.
     
    La coppia attende bel frutto  pregiato
    per loro unione che di fede è essenza, 
    e sempre più pressante è l’esigenza
    stringere al petto ‘l figlio già adorato.
     
    Ma qual stupor! Qual immenso dolore
    in creatura veder figur di mostro,
    da viso informe, che ne dest’ orrore.

    Annientati di grande sì disastro
    petto di pena e lacrime trabocca,
    che non son occhi in egli e manco bocca.
     
    Tiene parvenza sol d’informe mostro.
     

  • 04 aprile alle ore 20:49
    Devi essere forte

    “Devi essere forte”

    E allora piango quando nessuno mi vede.

    Piango in auto mentre ascolto la musica 
    dalle casse rotte e stridenti,
    come tutto il resto in questi giorni.
    Piove di più. Ovunque.

    Piango all’ospedale
    quando mamma non è con me.
    Ti accarezzo il viso anche per ore.
    Ti bacio il naso come facevi tu.
    Cade una lacrima sul tuo braccio e scivola sul tubo a mescolarsi con la morfina.

    “Devi essere forte”

    Piango nei sogni.
    Quando mi sveglio sul cuscino bagnato. 
    Il letto vuoto come il cuore.
    Chiudo gli occhi.

    Piango fiumi, 
    che diventano laghi e poi mari.
    Ti piaceva nuotare al mare. 
    Uscivi la mattina, rientravi la sera.

    E allora tu nuoti nei mari,
    attraversi i laghi,
    risali i fiumi,
    mi entri negli occhi, 
    sali nella mia mente,
    e scivoli nel mio cuore.
    Ti siedi là. 
    Stanco ma sorridente

    E cominci a parlare.
    ‘Ciao Micetta’
    Sento chiaramente quello che vedo vorresti dirmi 
    quando a malapena apri gli occhi per guardarmi.
    Quando muovi le dita perchè vorresti toccarmi.
    Quando biascichi parole tra lamenti rassegnati
    frustranti per me e per te. 

    Sei qui nel mio cuore, papà.
    Ti ascolterò per sempre, amore mio.

  • 04 aprile alle ore 20:25
    In calici del vento

    In calici del vento
    forme al confine con le nostre
    aria e materia
    tutt’uno imperturbabile
    si librano
    al tempo ritrovato
    libere
    dalle afasie del vuoto.
     
    Scaliamo le montagne col pensiero
    meraviglia d’essere in due "qui"
    antipodi riuniti in foci azzurre
    a un sole esteso
    che asciuga le paure.
    Che ci trattiene dal cadere.

  • 04 aprile alle ore 18:36
    Andare avanti

    Imporre l’ordine

    dove il caos

    ha trono…

     

    pur sgranellandosi

    nella furiosa tempesta

    che maledetta avanza

    con trionfante incedere.

     

    Piantare semi

    nella roccia dura,

    mostrando fieri

    la tenacia

    dell’erica.

     

    Diluire a dismisura

    le gioie raccolte

    goccia a goccia

    nell’arsura.

  • 04 aprile alle ore 17:00
    Un giorno

    La calda cenere un giorno si poserà lieve,
    sul manto blu dell'amico di sempre,
    né fiori né fiammelle,
    ma ci saranno anemoni e conchiglie,
    sole e stelle,
    danzerò con i delfini,
    avrò la compagnia di una moltitudine di anime,
    ma la più importante,
    mi terrà per sempre per mano. 

  • 04 aprile alle ore 16:56
    Caro papà

    Mani grandi,
    mani forti,
    mani delicate come una piuma,
    per proteggere con dolcezza e avvolgere con amore ciò che è tenero.
    Sguardo intenso,
    occhi scuri,
    occhi ladri che catturavano l'anima,
    li definiva così la mamma,
    l'altra metà del mio cuore,
    occhi che mi appartengono,
    i miei come i tuoi,
    avrei voluto dirti tante cose,
    raccontarti di me,
    però la spensieratezza di una bimba,
    non può fare i conti con la vita,
    ma c'è il mare che ancora oggi mi ascolta. 

  • 04 aprile alle ore 16:48
    Cuori ardenti

    La neve non si posa sui cuori ardenti,
    ci prova,
    scende lenta e soave,
    ma quando arriva giù si trasforma,
    non imbianca non ammanta,
    cambia i fiocchi in lacrime di gioia,
    in rivoli bollenti.

  • 04 aprile alle ore 16:43
    Sotto il segno del Leone

    Ma quant'è ribelle 'sto leone sotto pelle,
    non lo fermi non si fa gestire,
    bello o brutto ha il suo stile,
    decide sempre cosa fare con il rischio di sbagliare,
    non lo domi non lo blocchi è una belva con i fiocchi,
    dura e forte è la sua scorza non lo prendi con la forza,
    la sua grande debolezza ama solo la dolcezza. 

  • 04 aprile alle ore 16:38
    Eccolo!

    Eccolo che arriva,
    risale dal profondo dell'anima,
    dalla parte più oscura,
    dove si perdono i ricordi peggiori e la fragilità ha piantato i suoi semi,
    il piccolo bimbo,
    sale graffiando l'anima e urlando il suo dolore al cuore,
    che spesso lo ignora o fa finta di non sentire,
    quando però finalmente riesce ad emergere mostrandosi,
    solo allora nasce la vera poesia. 

  • 04 aprile alle ore 16:35
    D'essere niente

    Vivo
    ora che ho perso
    tramonto d’occhi
    tristi – e l’ora s’appressa.
     
    Vivo
    nel vuoto di sospiri
    d’essere niente
    assenza.
     
    Vivo
    nel buio
    levigato
    da luce d’estasi.
     
    Vivo
    nel gelo privo
    di memoria
    dell’onda senza mare.
     
    Vivo
    di morte
    putrefazione
    del tuo bel fiore ambìto. 

  • 04 aprile alle ore 12:51

    Resti qualcosa che non cancellerò mai, nemmeno il tempo potrà sbiadire quello che sei stato. Resti dentro come la cosa più dolce che ho sfiorato e allo stesso tempo come il pugno più forte che il cuore ha ricevuto e sarai nell'anima come la pagina più intensa. Resti dentro i sogni mancati, dentro il rumore del silenzio, dentro il caos della mente e dentro il frastuono del cuore. Resti alba e tramonto del periodo più bello, il giorno e la notte del giorno migliore. Semplicemente TU resti... punto!

  • 04 aprile alle ore 12:34
    Tra cielo e mare

    Le estremità in acqua tra le onde azzurre,
    che dolcemente mi accarezzano,
    mentre le mie radici sono sempre più profonde in questo immenso mare,
    il mio sguardo intanto aspira al cielo,
    guardando lassù tra le stelle,
    con la mente che si perde rincorrendo angeli,
    vivo così,
    divisa tra cielo e mare. 

  • 04 aprile alle ore 12:23
    Essenze umane

    Anime di carta stracciate dalla vita,
    piene di segni e disegni,
    parole e macchie,
    accartocciate spesso su se stesse,
    bagnate dalle lacrime e sciolte per sempre,
    soffiate dal vento lontano da chi ci ama,
    ecco cosa siamo,
    solo anime di carta e voi che vi credete furbi,
    voi che vi credete immortali,
    Dei presuntuosi ed arroganti,
    scendete da quell'Olimpo fatto di niente,
    spariranno anche le vostre false certezze,
    perché siete solo anime di carta,
    che avvampano con il fuoco. 

  • 04 aprile alle ore 12:07
    Anima di mare

    Se spalanchi il mio cuore ci trovi il mare e nel mare c'è il mio cuore,
    è un legame indissolubile,
    inscindibile ormai da tanto tempo,
    forse da sempre,
    da quando gocce di sale sono piovute dai miei occhi,
    a ricoprir strade da me percorse,
    strade dure e difficili,
    ma sono ancora qui e continuo il mio cammino. 

  • 03 aprile alle ore 16:13
    Impastare grano

    Sinergie positive nell'impastare grano
    la palla è liscia da sembrare pelle riposata

    le mani si perdono, assorbite dal flusso molle
    del tempo. Sono morbidezze in umida grammatura,
    arte meccanica con retrospettiva in appunti scritti

    un piccolo quaderno di trent'anni 
    dalla grafia inclinata in avanti 
    e segni di vecchie lavorazioni, asciugati dal phon.

  • 03 aprile alle ore 9:04
    Sognavo

    Sognavo di volare
    sopra a nuvole  alte
    senza curvarmi al peso
    di questa vita greve,
    sentivo solo il soffio
    di mille ali eteree
    Tra gli angeli seduta
    profumi e ambrosie a iosa
    mentre sognavo scrivere
    d’amore e fiori rosa
    con un posto grande
    nel cuore e nella mente
    a ospitare il buono
    il bello, il giusto e il sano
    ancora  figli d’uomo.
    Cullarmi ritrovando
    calma e serenità
    tesori ormai perduti
    da questa umanità
    sognavo...
     

  • 02 aprile alle ore 21:05
    Briciole di volontà

    La mia vita

    inquieta già dalle prime avvisaglie

    nella sua forza impietosa
    a scavare tra gli anni

    E mi voleva imporre
    il suo insegnamento dell'odio

    in certe notti

    che incalzanti mi rincorrevano
    nelle mie corse incontro agli amori

    Dramma profondo il guardarmi indietro
    soffocato da dolori innocenti

    molecole d'adolescenza e d'entusiasmo
    lucenti d'immensa essenza

    non so perché infinita

    senza la misura del tempo

    ma nelle scelte stracolma di gioia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 02 aprile alle ore 21:00
    Festa comandata

    Rughe d'infelicita'
    attorniano occhi perplessi

    ansiosi

    truci

    intersecate d'altre rughe

    insoddisfatte

    che delineano labbra lamentose
    sopra cravatte e foulard sgargianti

    Scarpe lucide e tacchi alti
    d'uomini e donne

    affamati di diversità e di vita
    e rallegrati d'innocenze festanti

    Esistenze povere

    sterili

    piene di dignità
    e del tran tran che le distinguono

    nell'attesa di questo giorno

    in cui a fatica
    conquistano il mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 aprile alle ore 20:58
    Il mio malessere

    Discuto
    nell'insofferenza dell'anima

    dell'avvenire di questa umanità

    e parlo tanto di arte e di poesia

    con la commozione che mi sovviene
    all'ascolto del primo vagito d'un bimbo

    celebrato con entusiasmo e felicità d'intenti

    Sempre cari mi saranno
    i miei ricordi

    "i contadini vanno,portandosi appresso le accette"
    si diceva un tempo

    mentre oggi

    noi giovani andiamo
    abbracciati a brontolii di vecchiaia

    nel tramonto della nostra alba mai sorta

    intonando i nostri tristi canti
    e dormendo le nostre notti perpetue
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 01 aprile alle ore 20:46
    La mia Pasqua

    Son fermo sui gradini
    della mia solita scala
    sul lungomare
    lasciando che il sole accarezzi
    il mio sguardo sull'orizzonte
    nella sua voglia di dar corpo
    al nuovo giorno
    Grazie passato
    che mi vieni in soccorso
    innanzi agli occhi
    in questo giorno di Pace
    a invadere la mia anima
    e risvegliare l'amore del mio vivere
    E foto d'attimi dimenticati
    stagli immediate nella mente
    a farmi rivedere
    la mia infanzia infelice
    vissuta nella povertà più greve
    e la addolcisci
    nel ricordo di profumi e canzoni
    a regalarmi carezze e pace nel cuore
    E ringrazio anche te mare
    che mi doni il tuo canto
    e in esso io vivo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 01 aprile alle ore 20:44
    Affettuose sollecitudini

    Appartato nella mia nicchia
    ancora nella virilità che mi conforta

    mi lascio tra me e me

    tra i miei rimandi interiori
    carichi d'umanità innata

    dove vorrei liberarmi
    dai tormenti che mi opprimono

    la mia solitudine la mia miseria

    la disperazione dell'anima
    sempre avvolta nell'afflizione

    Amarmi

    e amare il mondo
    sperando d'esser riamato

    nelle apparenti sicurezze
    della mia volubile interiorità

    che assiste divertita
    a tutti i riti in suo onore

    E là

    mi apprezzo nell'augurio

    che volino con lo strepitìo
    delle loro immense ali

    le mie passioni

    finché la mia età non segnerà le rughe
    o mi renderà canuto e bianco

    e là più tardiva delle quieti
    non chiuderà le mie palpebre
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ho di me
    la percezione dell'incompiuta di Schubert
    lettere dorate
    sullo spartito che vacilla
    e s'aggrappa al leggio
    strofinando l'aria
    per non dissolversi in volo.

    Com'è buia l'alba
    se l'anima perde il senso dell'orizzonte
    e si spegne nell'eco
    di un disperato indaco
    come corvo riflesso
    nel nero specchio
    di un labirinto senza occhi.

    Ci vorrebbe un cielo
    per riveder le stelle
    o quantomeno
    uno sguardo di vita.

  • 01 aprile alle ore 10:49
    Io vivo di te

    Perché tu non sai che io vivo di te.
    Di ogni tuo sospiro,
    di ogni tuo momento,
    di ogni magica illusione che mi porta a te.
    Non c'è attimo che ci separa, neppure quando siamo così distanti.
    Perché io vivo di te, del tuo respiro, del tuo dolore, del tuo amore.
    Nulla ci potrà mai allontanare, se non quell'attimo di eterna malinconia, che a volte circonda i nostri cuori.
    Io vivo di te.
    Io vivo per te.
    Perché tu sei il mio sogno irraggiungibile,
    in un mondo fatto di attese...