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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:11
    In discoteca

    Tetre impudenze miste a sprezzanti noie sprizzano veritiere da sguardi fugaci defilandosi quasi furtivamente tra mormorii di voci e tramestii di passi Luci intermittenti al limite dell'oscurità comunicano alla calca scarlatta la violenza di odiose nature che nasce e cresce dimenandosi nelle stupefacenze sfatte d'indegnità riflesse su visi abbronzati di veleno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:11
    Vecchio scorcio (la mia non dimenticata infanzia)

    Desideri di quiete mi conducono verso antiche "vanedde" poco conosciute a ricordarmi del vecchio scorcio dove ho vissuto e vivono ancora uomini emarginati alla vita isolati lontani dai sentimenti Facce insignificanti truccate d'inerzia pallide e inespressive con l'aria d'eterna sofferenza di cui se ne vede la pena d'angustie e d'angosce patimenti di sconforto di pidocchi a colazione e giorni a mezza pancia sazi di rimpianti e speranze Ecco io vengo da quell'intimità e...non lo dimentico . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:09
    Sarà mai così ?

    Nessun vento mai consolerà le cime degli alberi di tristezze e intervalli d'allegria colpite dal vivere e da sporche lacrime asciutte e svagate che si fondono e si confondono a includersi a vicenda in crepuscoli prosternati Audacie senza vanto a giacere la vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:08
    Eterno demonio (Il perdono non è il mio forte)

    Già a un tempo del tuo esistere hai fatto eterno andar per le strade dell'odio senza piacer d'animo con cui amare immerso nel fumo immobile dei bruciori del tuo vivere dissolto nella giustizia del crepuscolo che spetta tutti E pur nella quiete del poi l'aria ancora infetta del mal asperso rassegnata all'eredità inquieta rende inutile il tormentar le notti con il passato andato stupido rifugio delle tue angosce a venir nei sonni a regalar cancrene . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • La forza

    Sei la forza di un aldilà sognato,
    unicità lontana del principio e della fine.
    Di là dal muro ti ho visto,
    di là da ramaglie aride,
    fra nugoli di farfalle bianche.
    Perché le labbra di ferro?
    Poeta effimero, aiuto!
    Affinché le tue parole abbiano regno nella carne breve,
    per leggere la tua realtà,
    onda alta di oceano senza orizzonte.
    Santa Lucia, affacciata, mi offre sguardi interiori,
    mi dice che c’è una caverna illuminata,
    lì, al di là dei rami confusi.
    Ero alle spalle della morte,
    ora sono nella morte come canna lieve.
    Se prima nemmeno sapevo di essere,
    né speravo essere e non ero,
    ora sono un ammasso che parla, gioca e mangia.
    Glisso sul vivere come lo sfiorire dei giacinti autunnali.
    Mi guidi la gratitudine a nominarti in verità.
     
    La fuerza
     
    Eres la fuerza de un más allá soñado
    unicidad lejana del principio y del fin.
    Más allá del muro te vi,
    allende las frondas áridas,
    entre un enjambre de mariposas blancas.
    ¿Porqué los labios de hierro?
    ¡Poeta efímero, ayuda!
    para que tus palabras tengan un reino en la carne breve,
    para leer tu realidad,
    alta marea del océano sin horizonte.
    Santa Lucía se asoma, me dirige miradas interiores,
    me dice que hay una caverna iluminada,
    más allá de los ramos confusos.
    Estaba de espaldas a la muerte
    ahora estoy en la muerte como una caña leve.
    Si antes ni siquiera sabía de existir,
    ni lo esperaba ni era,
    Ahora soy una amalgama que habla, come y juega,
    me escurro en el vivir como se deshojan los jacintos otoñales.
    Me guíe la gratitud, para nombrarte en verdad.

  • 12 dicembre 2019 alle ore 0:08
    Inverno

    Neve
    e beato silenzio di forme sconosciute
    dai lievi calzari e nessuna macchia

    attesa
    fasciata in ceneri bianche
    sui terrazzi si son raffreddate le stelle

    oggi
    che la voce è inquilina d’inverno
    parlo dal grano di luce delle pupille

  • 11 dicembre 2019 alle ore 22:04
    Attimi

    Solo sfiorarti
    fa sgorgare gocce
    di emozioni...
    palpitanti
    intense
    capricciose

    Vibrazioni sottili
    pervadono ogni singola fibra
    L'anima, il corpo
    E bloccano inesorabilmente
    il respiro

    Il piacere sublime dell'attesa!

  • 11 dicembre 2019 alle ore 18:53
    Curva perfetta

    In cerchi d'angeli
    ho visto bruciare lacrime
    Divenire cieli
    -Curve d'ali -
    Particole d'anima

    In cerchi di cieli
    ho visto angeli
    cullare lacrime
    Divenire d'anima

    -curva perfetta.
     

  • 10 dicembre 2019 alle ore 20:24
    Con il cuore che batte

    Non regalarmi fiori
    vedrei poi la loro vita
    costretta nella prigione
    di un vaso.
    Regalami una corsa 
    a piedi scalzi in un prato.
    Non regalarmi un vestito
    rimarrebbe appeso
    nel tempo e nella polvere
    della sua vanità.
    Regalami una danza
    sotto la pioggia d'autunno in strada.
    Non regalarmi un gioiello
    regalami una pietra
    poi scappiamo
    veloci, veloci, veloci
    con il cuore che batte
    forte, forte, forte
    Prenderemo il volo.

    Caterina Barbierato, da: "Tempesta - Quando la libellula danza"

  • 09 dicembre 2019 alle ore 20:24
    Sprizzo tristezza dappertutto

    Sono alla ricerca di me stesso
    ci penso solo quando vado al cesso.
    Cerco un equilibrio interiore,
    mi son vestito da signore
    per rassicurarmi.

    Sapete cari miei,
    credo che sia il monaco 
    che faccia i panni.

    Son felice solo
    quando scrivo canzoni
    e piango a giorni alterni
    ricordando gli anni belli.

    Non sono depresso
    anche se amo il cipresso,
    anche se la notte mi confonde
    mentre sogno di fare il bagno
    tra le sacre sponde.

    Mi piace il freddo addosso,
    correre fino a quando posso
    e poi venirti a cercare
    per proporti
    l’amore in mezzo al mare.

    Sono felice solo con te
    ma sono anche triste.
    Sprizzo tristezza dappertutto
    e sono felice di diventar
    ogni giorno un po’ più brutto.

    Ogni giorno un po’ più brutto è bello.
    Si apre un cancello 
    altro che un portone.
    Baciare baciare te
    è come inventare
    un nuovo colore.

    Rispetta la felicità
    ma anche la tristezza,
    fottiti della banalità
    e goditi l’ebrezza
    di essere ubriaco
    senza aver bevuto.

    Oggi sono con te,
    mi sento innamorato.
    Oggi ho vissuto.

  • 09 dicembre 2019 alle ore 14:02
    Penombra

     
    Ma quale malinconico ostentare
    emerge adesso ch’ogni luce affonda?
    E che tristezza prendermi vorrebbe
    solo perché distratto è ora il sole?
     
    Penombra voglio solo a regolare
    contrasti e toni a crescer troppo in fretta,
    a rischiararmi dentro negli anfratti
    del divenir compagno dei miei anni.
     
    Penombra arrivi ad acquietare il giorno,
    a renderlo una prova di livello
    così che nella sporta poi finisca
    per fare parte di quel mio fluire.
     
    Se l’alba e il dì non sono sufficienti
    a dirozzare i dubbi e le paure,
    l’arrivo necessario della sera
    ridesta ben la consapevolezza.
     
    Penombra voglio ad addolcire il plasma
    per decantar le facili tossine
    così che ingenua presunzion mi prenda
    del navigare i più puliti mari.
     
    Penombra arrivi a frantumare il prisma
    ed indagar da dove parte il raggio.
    Da lì, seguir le mille direzioni
    e poi, al sonno, ricompor cristalli.
     
     
     
     
     
    *
     
    Anno di stesura 2009
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 – Prefazione Angela Ambrosoli)
    Antologia Versi Diversi XII Ed. Centro Culturale Studi Storici Il Saggio
     
    Fiorino d’oro XXVII Ed. Premio Firenze (05/12/2009) 
    Medaglia d’Argento XIV Ed. Premio Letterario Ida Baruzzi Bertozzi  (2010)
     

  • 08 dicembre 2019 alle ore 21:54
    Sahara

    Attraverserò il deserto
    per poi assaporare
    nell'intima frescura
    del tuo giardino
    gli intensi profumi
    dell'estasi

  • 07 dicembre 2019 alle ore 12:17
    Frammento 52

    Tu
    Dal buio profondo
    un solco 
    di luce
     

  • 07 dicembre 2019 alle ore 7:46
    Nudo che trascolora

    Morbidi cotiledoni
    che l’umidore avvolge,
    di lentezza sappiamo
    solo le germinali bocche
    e gocce di candelabri molli.
    Nient’altro: minuzie
    come il sale cambiare il suo stato 
    e il nudo che trascolora fuso al tuo
    metà di bruna nespola,
    per rabboccare il nocciolo bruciante.

    Ispirara a Peinture-poème (Bonheur d'aimer ma brune), Joan Miró, 1925

  • 07 dicembre 2019 alle ore 7:44
    Frammento 51

    La poesia è spontanea
    e immediata
    Vivila!

  • 06 dicembre 2019 alle ore 20:00
    Lullaby

    La scogliera bianca delle amebe
    odore di vita,
    sulla riva il sonno
     
    Fiato di bambino, marea sul seno
    quando entra ed esce
    da imbuto di latte

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:58
    Le calorie della penna

    Potrete ritenermi un debole per il mio dire con parole afone a volte tristi e silenziose Scritte di sfuggita travestite a vista da servitori non chiedetemi come e perché io li senta nella loro piena trasparenza energica incisiva provocatoria Perchè per me far capire dove l'arte non arriva m'aiuta a accettarmi nelle differenze Ed è proprio così che io voglio essere scrittore ammirato amato apprezzato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:56
    Le genuflessioni della coscienza

    Nell'ombra agisci tu coscienza mia schiava del tuo temperamento incalzata dagli insulti della vita spiaciuta pel vergognoso alternarsi dell'indifferenza con la stupidità di uomini sfaldati di passioni fiori appassiti nelle nudità delle loro anime infrante e che ormai abbandonati nel proprio destino sono divenute bestie da macello E tu prostrata soffri nel tuo intonar cantilene di sogni e bisogni mentre il sole della tua giovinezza pian piano si spegne . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:55
    Il richiamo della vita

    Quando al richiamo della vita la mente riporta i pensieri fra i freschi prati delle emozioni e l'anima madida d'essenza cerca lo zampillar del cuore ci ritroviamo ogni giorno anime gemelle affacciate alla stessa finestra a contemplare il mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:54
    Spasimi di sofferenza (a te, uomo del 3000)

    Tra il pensare e lo scrivere m'accorgo che si frappongono a volte certi vetri opachi ombre messe là dalla mente impoverita della volontà di rivivere il suo passato e riassaporare umili felicità godute E spasimi di sofferenza quasi fossero passi di malevolo cammino tracciano solchi profondi dove attecchiscono germi partoriti dai germogli del male a fiorire dentro il desiderio di fare Io che da me stesso sono stato ammaestrato alla Verità pur cosparsa da pensieri roventi che trafiggono l'anima non vedo in questo esistere e nel suo perdurare d'orribili vuoti strade d'uscita dall'efferato labirinto che è divenuta la vita E resto qua sospeso seduto su queste mie pietre a trascorrere il mio tempo in vaporosi trastulli a gemere ansante nel ricordo degli amori perduti petulandomi d'antichi rancori in sprazzi di volubili collere e gelandomi nei gesti più di quanto m'accarezzi nei pensieri avvolgendo questo mio ozio colto da vaghi impulsi di dubbia tenerezza nel più tenace detrimento Guardo lontano immerso nei miei pensieri e mi compiango nella paura che il perdersi nei vuoti della memoria possa trasformare ogni Credo in una demoniaca Essenza per giunta senza perdono e creare sfarzi di dolori ostentazione del talento a divenire menomazione sociale . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:52
    Lo spettacolo della natura

    È cosí dolce la sensazione che mi assale nel mio sguardo soave immerso in questo spettacolo che mi si pone davanti appena fuori di casa come se fosse una medicina prescritta al mio vivere sopportabile di me stesso E mi esalto in quella natura a vederci i miei sogni cosí piacevoli che non avverto la differenza tra il sognarli a letto e il pensarli nel conversare con la brezza mattutina E il passare dal tepore delle coperte al fresco rumore delle onde che accarezza la mia anima non diventa altro che un diverso godere nell'estasi . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:50
    Oltre i miei sogni

    Ripenso a quando da piccolo mi raccontavano storielle che mi facevano sorridere Ora alla mia età quelle facezie non mi piacciono più nè mi rendono allegro come allora non mi fanno più ridere Io ferito da petali di rose mi ribello ai grigiori di questa vita vissuta tra le sfumature di mille sentimenti a chiedere l'elemosina alla coscienza nel silenziare che m'indebolisce la mente E mi sento come un pittore attratto da emozioni disordinate che sfoga dipingendo scorci d'immagini la cui vista lascia senza parole e nei quali riconosce tracce di instabili affetti E vado oltre i miei sogni in avventurose peripezie con la volontà di fondere le emozioni del cuore e dell'anima in una piacevole mescolanza di modi garbati e scanzonati per alimentarmi l'esistenza superare il passato e far parte ogni giorno di una nuova storia da tramandare ai posteri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:49
    Intime riflessioni di un piccolo uomo

    Fin da quando cominciai a scrivere mi accorsi che i miei giorni divennero ognuno un'esperienza affascinante nella ricerca del mio Essere in quanto uomo e nell'esplicitare la mia vita per quella che era Mi sento ora simile a un rifugiato quando mi vedo pubblicato nei libri invecchiato tra quei versi dove non è stato mai facile trasmettere le emozioni la necessità intensa dell'intimità di esprimere al mondo le paure e i tormenti e questo a rifletterci ancora oggi mi raggela l'anima Sarebbe stato meglio forse non scrivere affatto e restare anonimo giovane per sempre fermo immobile nel mio pensare a immaginarmi nei miei silenzi perché a volte un silenzio vale più di mille parole . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:47
    Il perché del dolore

    Notti a passeggio come questa a concepire la vita nella battaglia continua sostenuta nel buio interiore dove tumultuosi malcontenti sviluppano sussurri d'allontanamenti sentimentali dai desideri e dalla fede passioni e ritmi a sfidare l'anima con insurrezioni incalzanti che accendono scintille e acredini nel cuore deluso E diventa dolce il respiro di certi effluvi che condannan alle illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:46
    Solo

    Sento discorsi che vorrebbero privare d'ogni personalità da certa gente che non tiene in considerazione nemmeno ciò che essa stessa dovrebbe essere Con Questi io rifiuto d'immischiarmi nel respirar arie di tensioni tra Loro a vendere al diavolo la propria anima e me che son sempre stato folle d'amore Io invaso adesso da gelidi scoramenti e spossato dalla fredda realtà sociale <> mano nella mano con me stesso vado per le vie dell'etere nella vana speranza d'incontrar la Verità e in quell'andare incontro i resti dei banchetti di Satana escrementi di pubbliche infamie a farsi beffe scurrili della moralità in danno dell'onestà E il mio pensare si rifugia tra le vertigini silenziose del cuore. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati