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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 ottobre 2018 alle ore 19:50
    Da quel nativo verde amore

    Mi vedo sotto questa terra
    seme, al piede sterile di ciechi
    al sole scuro di un inverno
    ansante seme
    ai tanti anni di fiume che si asciuga
    e mormora qualcosa
    di pietre arse.
    Ai davanzali
    piegatisi a rilento sui dirupi
    vi vedo
    case di spine
    prive dell’ombra di una stagione amata
    sapere la povertà d’armi e pani amari
    il mietere di raffiche
    che non rimettono fruscii, nemmeno una
    di foglie da quel nativo verde amore.
    Da oggi vi pianto alberi fino alla fine
    come orma muta di sopravvivenza
    strappata all’acqua dalle sabbie.
    Da oggi in poi un diluvio
    che non si placa ovunque guardi
    davanti al passo
    un altro istante di foresta
    fisionomia di un ventre che si riempie.

    (ispirata a "L'uomo che piantava gli alberi", Jean Giono, 1953)

  • 05 ottobre 2018 alle ore 6:11
    Siamo "uno solo"

    Ti prendo la mano che a me viene
    e lento raccolgo poi
    i capelli tuoi di seta;
    tu cominci a raccontarmi di te, le tue pene
    nel mentre là fuori corrono: gocce di rugiada
    senza meta...
    Quando già vien sera, comincia ad imbrunire
    s'alzan le stelle, finisce la compieta;
    giorno che nasce poi andrà a morire:
    che noi due ora siamo "uno solo", vita completa.

  • 05 ottobre 2018 alle ore 6:01
    [Era soltanto...]

                                                                                         da: Antonia Pozzi.

    Era soltanto...
    Le carezze fatte
    tra (di) noi
    non avean mani;
    le parole dette
    tra (di) noi
    non avean bocca;
    gli sguardi scambiati
    tra (di) noi
    non avean occhi.

    Era soltanto cuore
    e calore (di corpi vivi),
    era soltanto pelle
    e pudore,
    era soltanto anima
    e amore,
    era soltanto... tutto.
     

  • 04 ottobre 2018 alle ore 23:45
    Frammento 19

    Inondami
    con le tue parole
    intrise di desiderio

    Sapremo gustarle
    goccia a goccia

    Come distillato di puro piacere

  • 04 ottobre 2018 alle ore 22:45
    [S'io fossi...]

                                                                                     da: Cecco Angiolieri;
                                                                                     a: Nazim Hikmet, poeta comunista                                                                                     romantico che infiammò il popolo                                                                                       turco.

    S'io fossi usignuolo
    i cuori veri
    allieterei col mio canto
    s'invece fossi foco
    il mondo tutto incendierei
    e si fossi inver gabbiano
    alto volerei
    - mischiandomi al vento -
    andando per terre lontane.
    Ma omo son soltanto
    poco più che (un) omo
    e di ciò igual
    vò contento!

  • 04 ottobre 2018 alle ore 22:26
    [Vorrei...]

    Vorrei...
    che qualcuno
    mi prendesse per mano
    mi portasse via con sé
    mi svezzasse ai colori della vita.

    Vorrei...
    che mi donasse
    un fiore
    mi stringesse
    forte a sè
    ed insieme
    a rimirar la luna sorella
    e le stelle amiche,
    ad ascoltare
    il vento
    che ti sferza
    il viso
    lungo crinali
    di beltà ed amore.

    Vorrei...
    insieme
    ad annusar
    il profumo
    della salsedine
    su una spiaggia
    notturna
    il "notturno"
    delle onde
    gentili
    che scivola
    sulle orecchie
    sibila nei cuori;
    insieme
    ad annusar
    il profumo del mosto selvatico
    d' ottobre
    nella campagna
    che brulica
    di luce e fuoco
    di vita
    d' amore

    Vorrei...
    insieme
    ad ascoltare
    i sussurri dei propri
    cuori
    le grida
    di dolore
    che sciogliendosi
    divengono
    gioia voluttà
    sete di vivere.

    Vorrei...
    insieme
    andare via
    con qualcuno
    sulle strade
    del mondo,
    perdermi
    lungo
    quelle strade
    assaporar 
    la vita
    lungo
    quelle strade
    ed infine
    diventare polvere
    che si mischia
    all' infinito.

     

  • 04 ottobre 2018 alle ore 22:12
    Amori russi (vecchi amori)

    Studentessa di una sera
    Alba d' Oriente, sotto i tigli io ti baciavo...

    Saremo felici
    Contemplando l' azzurro Dnjepr...

    Inalando la fragranza della notte ti ammiravo.
    Tu non ricordi: ma io sì!

    In preda all' emozione
    Ti attendevo;
    Sulla riva di un lago
    Ti ammiravo
    E sono diventato tuo
    Al chiaro di luna.

    (stralcio di una vecchia canzone russa).
     

  • 04 ottobre 2018 alle ore 17:19
    Tu,eclettico poeta

    Tu che ami mascherarti da re di un regno che non hai e tieni con voluttá un piede in due staffe sentendoti a tuo agio nel silenzio della parola Tu che nascondi il tuo battere sotto i tappeti del vivere e copri d'affetto l'anima ansiosa d'amare infelice di stendere veli pietosi su cespugli di rose screziate Tu che ponderi soppesi e giudichi quando si parla degli altri e ti perdi per farti cercare o ti nascondi per farti ritrovare Tu fatti conoscere dal mondo altrimenti nessuno capirà chi sei cosa sei e cosa vuoi E ricordati Tu che se chiudi gli occhi alla vita nessuno potrà mai leggerti ...dentro . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 ottobre 2018 alle ore 17:15
    Debiti e crediti della vita

    Non ho mai legato il mio vivere all'ostinazione tanti passi indietro ho fatto nel desiderio d'andare avanti tante volte ho percorso il mio tapin roulant piú che uomo incontro al mio avvenire Lá ho mosso i passi verso la vita rimanendo snello nella mia fame e in quella fatica son rimasto in balìa di venti contrari frugando ogni volta nella mente tra derelitti bivacchi del passato alla ricerca di sprezzanti momenti Adesso anchilosato e sfinito mi son fermato a rimandare al suo tempo il mio giorno fatale sperando che arrivi il più tardi e aspetto che la vita e chi la vive venga felice al mio incontro a riscuotere debiti e crediti . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 ottobre 2018 alle ore 0:43
    Irrora calda l'ombra

    La voce tua irrora calda l’ombra
    nel plesso che una sola luce svela
    scende e s’inarca d’attimi un sussurro
    chiodo di umori, ilo a fior di bocca.

  • 03 ottobre 2018 alle ore 20:32
    Messaggio

    Vorrei baciarti...
    e poter comporre
    insieme a te
    i versi
    del nostro desiderio

  • 03 ottobre 2018 alle ore 16:50
    Sentire

    Vestire il tramonto
    seduti sui sassi del fiume
    sperduti nel blu,
    in mezzo al bosco dei sogni
    per imitare il cielo
    che siamo noi quaggiù,
    sorpresi dai tremori
    delle ultime foglie
    arrossate dal tempo
    trascorso senza far rumore,
    ad occhi chiusi
    fino al trapassare 
    degli ultimi bagliori
    del sole sospeso,
    fino al tepore del tocco
    sul palmo della mano
    tua nella mia.

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:39
    Pioggia

    Non amo la pioggia, se non nelle notti insonni, quando nel silenzio, marcia insieme ai tic tac dell'orologio. Ma anche se non l'amo, è quando piove che amo scrivere di te. Vorrei sentissi il mio  cuore mentre tiene il passo della pioggia Come se camminasse sonnambulo in equilibrio sulle tegole Vorrei ti urlasse i miei pensieri Quei pensieri che si acquattano come un  gatto accanto al caminetto, protetti dal calore di una mano mentre li accarezzi. E così svegliarmi, un groviglio di cose da districare lentamente, affacciata su questo cielo grigio. No, non l'amo la pioggia Mi sveglia al mattino scompigliando emozioni Mi tiene prigioniera dentro alla finestra tra le sue sbarre di gocce fitte Così piove, anche oggi piove. Un infinito di pioggia e non mi accorgo nemmeno che non  mi basta un ombrello di ciglia a ripararmi la faccia. Lì ti trovo Sospeso tra un girotondo di nuvole tra il passato e il presente Non ci sei nel mio futuro C'è la pioggia e non l'amo

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:39
    La lunga notte di un poeta

    Scorrono piano le ore nella notte mentre il buio m'avvolge la mente e una dolce cascata di stelle discende davanti ai miei occhi rivolti al cielo da questa panchina del cuore Sono qua seduto con lo sguardo perso senza fiato nella gola con la bocca asciutta e la penna in mano che non sa cosa fare "Meglio che vada a fare una bella dormita" mi dico mentre rifletto se andare o rimanere ancora lá a guardare il nulla E mi sento quasi un personaggio scomodo nei miei versi che potrebbero essere fermati e invece scrivo convinto come sono che l'inchiostro della penna gettato su un foglio sia l'unico elisir di lunga vita per la mia liberta' . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati Foto di Cinzia Marsala

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:36
    Abbracci

    Resto nei miei giorni abbracciato dalle mie preghiere da rituali che donano forza alla mia vita senza discernerne il sacro dal profano Amo i miei Santi e il mio scrivere gemendo per gli uni e per l'altro nello sfavillante piacere che regalano ai miei sensi E cerco di temprarmi ai desideri incalzanti e ai venti dell'etá agitando al tempo che scorre ventagli di rughe allargati sulla fronte a comunicare al mondo la mia schiettezza e le mie volontá . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:36
    Un posto dove tornare

    C'è sempre un posto dove vorrei tornare,
    tra la bellezza delle mie colline,
    invase dall'erica in fiore.

    Il tonfo maturo dei ricci nei castagneti
    e la pioggia improvvisa,
    che smalta ogni foglia d'autunno.

    E se ci fosse un tramonto di fuoco,
    sarei là,
    a guardarlo dall'alto mentre delicato si adagia
    tra le creste d'acqua del lago.

    Sulle spalle lascio cadere i capelli sciolti con il vento
    che non ha appigli
    Libera dentro il ricordo dei miei occhi randagi
    Pare fermo tutto come allora,
    quando inciampando tra le iris rotolavo tra l'erba alta.

    I capanni di caccia abbandonati tra le siepi d'alloro,
    i tralicci mostruosi e svettanti,
    nell'azzuro intenso del meriggio.

    E l'ora del ritorno, mestamente.
    Dal sentiero non odo frinire le cicale
    inseguendo l'ultima farfalla nel suo consumarsi dentro la sera

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:35
    Mi basta

    Mi basta un'immersione d'anima, per veder l'universo (Alda Merini) Mi diletto nel dondolar felice sulle altalene che costruisce il cuore nei suoi angoli di luce soffusa dal profumo di vita e d'amore E occhi torvi si strizzano dissimulando invidie e reazioni guardando sottecchi a far finta di niente a sparlare al mondo d'amori confusi cresciuti in fretta da scarne amicizie o da inutili labili contatti che portano al tacere e all'ansimar di stelle ormai quasi spente nelle illusioni di sospiri profondi e nel piroettar dei sensi Luci flebili incorniciate di grigio candore a illuminar sentimenti e saettar piaceri in perduti silenzi . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 ottobre 2018 alle ore 10:59
    Senza

    Mi sento un artigiano delle parole che si concede a se stesso e al mondo senza segreti e senza vendette E m'interessa solo raccontare di amori veri quelli senza ipocrisia quelli che nascono dal cuore senza esasperazione anche infelici ma da guardare senza severitá perché sicuri del loro futuro nella ricerca della felicitá senza sentirla mai una condanna . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti diritti riservati

  • 03 ottobre 2018 alle ore 10:57
    A un passo dalle lacrime

    Mi soffermo spesso nel mio pensare al bisogno che mi sovviene di chiudere tutte le conversazioni nell'onestá che pervade la mente di esprimersi nelle sue intenzioni E senza alcuna volontá d'offendermi o di ferirmi mi ritrovo ad ammirare lo spettacolo che offre il mio mare il suono dolce delle sue onde che abbracciano la riva e i riflessi del sole che penetrano la mia solitudine incatenandomi al vivere e portandomi sempre ad un passo dalle lacrime . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 ottobre 2018 alle ore 10:55
    Io, bambino senza infanzia

    Rapito bambino dalla vita a sedimentare in questo mondo e nei suoi malevoli sentimenti mi accorgo ora che gli anni trascorsi con le loro gioie e le loro paure sembrano irradiarsi come nastri stretti intorno al collo a incantarmi nel soffocare la realtá E apprezzarla senza bisogno di nascondermi per non finire stritolato tra le mani invisibili del destino . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 ottobre 2018 alle ore 10:53
    I labirinti della vita

    Aspetto ancora di conoscere i miei pregi tra sopportazioni pianti e birichinate di gelosia del cuore a donare sentimenti di diffidenza e false passioni all'anima E vado incontro alle mie emozioni con le lacrime a scender copiose che prendono la gola e la mente e come smeraldi illuminano i pensieri custodi della mia vita e dei labirinti in cui mi perdo . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 ottobre 2018 alle ore 10:51
    I miei giorni sempre uguali

    "Ma sendo l’intento mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare drieto alla verità effettuale della cosa che alla immaginazione di essa"(N.Machiavelli) Indosso quando esco al mattino presto immerso nelle mie oscuritá le lunghe tuniche dei sogni della notte molte delle quali color grigio cenere con riflessi d'abbandono E mi piace percorrer la mia strada a respirare l'aria salmastra che emana il mio mare facendone pieno vitale all'anima nel mio andare ripetuto nei giorni sempre uguali a se stessi . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati Foto di Pietro Alterno

  • 03 ottobre 2018 alle ore 7:00
    Across the universe

                                                              da: "Across the universe" (The Beatles)

    Nessuno cambierà il mio
    universo
    un vaso di tristezza
    e di allegria che si apre
    come una finestra soave
    verso il mondo...
    - chiaroscuri dentro scatole cinesi -
    Nessuno cambierà il mio
    universo
    un fiore che cresce
    come goccia di rugiada
    nel deserto,
    un fascio di luce
    che si avvinghia
    all' oscurità delle tenebre
    - chiaroscuri d' una campagna stellata
    in ottobre -
    Nessuno cambierà il mio
    universo
    una finestra che si apre
    verso
    il mondo
    infinito e immortale
    in me
    accompagnandomi
    come soli
    di immaginazione.
    Niente cambierà il mio
    universo
    distese di rossi fiori
    e alberi secolari
    arcobaleno abbracciano
    ora il mio pensiero!

  •                                                                  da: Saffo&Rumi;
                                                                     a: Saffo&Rumi; ovvero: il "dualismo"
                                                                     perfetto, amore lesbico e amore etero.                                                 
    A quelle lunghe mattine
    d' estate, ora ripenso:
    quando tu, mia dolce amata,
    da me venivi, mi raggiungevi
    alla "grande quercia"; belli
    ti seguivano, ti guidavano
    piccoli e veloci i bruni passeri
    col loro folle palpitare d' ali
    sopra il terso limpido cielo.

    Ed insieme, al riparo dal sole,
    sulla rossa terra di giugno,
    sdraiati declamavamo
    versi del sommo d' Albione:
    a volte tu piangevi e a me
    allora ti stringevi lieve;
    alché cadeva il silenzio; tra di noi
    soltanto muti sguardi che tutt' uno
    diventavano: come due che senza mai
    toccarsi s' avvinghiano nell' ombra.
    Anche lo scorrere del tempo così
    fu allora sopportabile.

  • 03 ottobre 2018 alle ore 6:34
    [Strana...]

    Strana, sincera amica:
    d' una sola sera; fosti tu...cattiva compagnia:
    menzogna vera.