username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 22 gennaio alle ore 18:04
    Giornate come me

    Dalla finestra guardo fuori 
    Quelle foglie scrollate
    Da un vento nervoso
    In queste avvilite giornate

    Proprio come me
    Stanco ed indolenzito
    Che ormai avanti vado
    Dal tempo infiacchito

    Così è 'sto momento 
    È l'età che comanda
    Niente da far possiamo
    S'è questo che ci manda

    Però non mi scoraggio
    Ho amici e famiglia
    Cosa voglio io di più 
    Non è questa meraviglia?

  • 21 gennaio alle ore 21:46

    Ho dato molto a questa vita. Troppe le cose che mi ha tolto e negato. Non sono stata al suo gioco e come una guerriera ho combattuto. Il vento, le tempeste, il freddo e l pioggia avrebbero potuto distruggermi, ma uno spicchio di sole, anche tiepido sono sempre riuscita a trovarlo per restare in piedi. Ho guardato nel poco che mi circondava e mi sono stretta a quel poco. Ho dato molto alle persone . Troppe le volte che mi hanno ferito. Le bugie, i tradimenti, la falsità e le maschere avrebbero potuto farmi diventare come loro. Ho guardato dentro le poche anime belle di cui la vita mi aveva fatto dono e mi sono stretta a quei valori. Ho dato molto e molte delle cose concesse le ho perse, ho lottato e quando si lotta non sempre si vince. E' nel cuore che ho inciso tutte le mie battaglie. Saluto quella me che la vita ha cancellato, dando il benvenuto a quella nuova me che la vita ha forgiato rendendola diversa, ma incredibilmente bella.

  • 21 gennaio alle ore 21:21
    In solitudine

    L’Eremita Francesco, onde emulare
     l’Orme d’immenso Creatore, vollesi
     allontanare dai mortali pesi,
    e  prima che fossero al casolare:
     
    più non potrò star con Voi al focolare;
    fate  i vostri lavori tant’attesi,
    che io devo allestire molti maggesi
    e il Cielo di preci dovrò inondare.
     
    Avrò eremo, e vivrò isolata vita
    per non donare a Dio mai dispiacere,
    e non cercherò mai ombra né  braciere.
     
    L’erbe terrò per pasto qui vicine,
    e mai costumerò stalle o cascine,
    ma speco onde a Dio dar prec’infinita. 
     
     

  • 21 gennaio alle ore 20:35
    Una seconda vita

    Rintanato dentro il mio pensare
    vorrei rivivere
    l'antica moda del riuso
    per cui anche il Nulla
    andava conservato
    e poter avere
    una seconda vita
    Io che Nulla più sono
    e tale rimarrò ormai
    m'affido
    alla mia fama invecchiata
    a raccontare chi sono e cosa ero
    E là mi rivedo
    in certe mie notti d'amore
    quando la passione
    si gonfiava fino a esplodere
    con gli occhi desiderosi
    della nudità dei corpi
    tenuta stretta tra forti abbracci
    avvolta nelle catene del fuoco eterno
    Ora i ricordi di quelle notti
    m'invitano a cogliere
    le ultime gioie della vita
    nella mesta consapevolezza
    d'avere il destino vicino al mio passo
    sempre in agguato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Vorrei smettere
    di ricever meriti
    da questa vita grama

    Vorrei smettere
    di pensare che esiste
    in questo mondo
    qualcuno che mi doni
    senza interesse
    la sua gratitudine

    Niente ho mai fatto
    per meritare questo
    anzi forse
    con i miei versi
    ho costruito intorno a me
    più astio che gioia

    E se pure in Voi
    venisse alla mente
    di ricordarmi
    qual buon uomo e buon poeta
    sappiate di non raccontarlo in giro
    che ne sareste derisi

    E se anche il vostro cuore
    fosse mosso a compassione
    dalle mie angosce
    vogliate solo essermi fedeli
    in un vostro affettuoso
    e imperituro ricordo

    ...e sono solo un uomo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 gennaio alle ore 20:32
    Notte d'amore e di felicità

    Son quasi le undici
    di questa notte di silenzio
    e non abbiamo bisogno di parole
    nel nostro guardarci negli occhi
    e volare felici tra i sogni
    E portiamo con noi
    le nostre lacrime
    in questo viaggio dell'anima
    e placheremo col loro sale
    la nostra sete d'amore
    Noi passione proibita
    voluta
    innamorati della nostra vita
    e del nostro tempo
    a rincontrarci ancora più tardi
    assopiti tra girasoli immensi
    e applausi che non sentiremo
    immersi nella voluttà
    delle ore che non dormiremo
    a raccontarci il nostro passato
    e il nostro presente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 gennaio alle ore 20:30
    La mia voglia di vita

    Ho legato la mia anima
    a ogni granello di sabbia
    lasciando là sepolte
    certe mie gioie
    che il sentimento
    a volte infame
    d'amore e d'odio
    ha conservate negli anni
    E adesso
    riposo tra braccia diverse
    felice del mio essere spiaggia
    accarezzata dal mare
    nel rimpianto di non avere
    un'anima di riserva
    che m'avesse potuto aiutare
    nei miei smottamenti
    nel mio giro di versi
    nei miei sguardi rivolti ai sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 21 gennaio alle ore 20:29
    MI racconto a Voi

    Mi racconto a Voi ogni dì

    nelle preoccupazioni
    in cui il vivere mi fa precipitare

    nel mio bruciar dell'anima insoddisfatta

    che non cessa mai di consumarsi
    alle raccomandazioni del cuore

    E come navigante sbattuto

    stanco e bruciato dal sole
    tra le onde del suo navigare

    dai forti venti dell'afflizione

    e cerca riparo

    nella paura che la mente
    gli possa uccidere tutte le gioie del suo Spirito

    tra gli alti scogli del suo mestiere
    e della sua voglia di vita

    così Io mi rifugio in Voi

    a cercar dolce conforto
    tra i vostri pensieri

    e godere insieme disinteressati
    della nostra reciproca stima

    affinché nessun domani
    copra di ruggine questo nostro amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 gennaio alle ore 20:26
    Così vivo

    Faccio vivere il mio pensiero
    senza tradire la mia anima
    e conservando in me
    i costumi ancestrali
    che vestono il mio Spirito
    nella libertà d'effonderlo nudo nell'aere
    quando il cuore lo comanda
    Là realizzo i miei sogni
    la mia poesia e tutte le empatie
    pronte a guerreggiare col mondo
    e con la falsità della sua morale
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riserva

  • 21 gennaio alle ore 12:39
    M'illumini

    Così mi illumini le giornate.
    Un fascio di luce iridescente che pervade tutto il mio mondo.
    La luce che splende dai tuoi occhi,
    è un faro nella notte buia,
    che penetra nell'oscurità dei miei ricordi.
    Il pensiero che tu sia in qualche parte del mondo ad attendermi, rende i miei giorni luminosi e pieni di speranza.
    Speranza di tornare tra le tue braccia come un tempo, dove tutto era pura luce.
    E i sogni erano la dolce realtà.

  • 20 gennaio alle ore 17:45
    Partenza per luogo natio

    Di torno d’Assisi, nobile Terra,
    di Monte Luco sono a romitorio,
    loco per alma assai consolatorio,
    dove le pene svelle e bene afferra.
     
    Scavati pochi palmi sotto serra
    è cheto sito,assente mormorio,
    Francesco è lì in prego propiziatorio,
    pria che sia di ritorno  alla Sua Terra.
     
    Quindi la comitiva, il quarto giorno,
    verso il cenobio va benedettino,
    posto su sacro Monte di Cassino.
     
    Francesco  è con i monaci a pregare,
    che lo spingono e invocano a restare;
    non vuole:  Dio gli serba altro governo. 
     
     
     

  • 20 gennaio alle ore 1:54

    Usano la parola per ammaliare e conquistare. Hanno tattiche lente e ben pianificate. Danno la giusta attenzione, quella costante, ma senza eccedere mai e lo fanno consapevoli che è un buon mezzo per farsi pian piano desiderare. Ti raggiungono, senza fretta e quando raggiungono te, sicuramente raggiungono almeno altre dieci donne, vittime dello stesso copione e ignare di chi hanno di fronte. Hanno sempre un'aria gentile, ma solo con il tempo capisci quanto invece essa sia subdola. Dicono di essere sensibili, ma l'unica cosa verso cui nutrono una sconfinata sensibilità è il loro ego. Pianificano ogni cosa con il solo scopo di plasmarti a loro piacimento e quando ti hanno in pugno ecco che si apre il sipario... Le parole si tramutano in pugnali, le attenzioni in indifferenza, la sensibilità in egoismo narciso e cattivo. Ribellarti serve a poco, ti troverai a scontrarti con il loro copione finale; quello dove recitano la parte della vittima. Tu salvati e vattene, perché loro in verità sono veramente vittime... Ma di se stessi! E ovunque andrai ricorda sempre che una cosa importante l'hai imparata: QUESTI NON SONO UOMINI! Ma burattini nelle mani delle proprie DEBOLEZZE!

  • 19 gennaio alle ore 20:35
    Sono stato sessantottino...e me ne vanto

    Nel mio spirito
    inquieto e anarchico

    aver avuto rispetto
    senza sentir mai paura

    mi ha costretto sempre
    a dichiarare le mie scelte

    E lascio ancor ora i miei problemi
    dentro certi pensieri controversi

    Io violento antieroe

    nell'incontenibile forza della mia natura

    pioniere di nuovi versi a esprimere
    tutta l'inquietudine interiore

    e incitare alla ribellione

    con la bocca asciutta per l'emozione

    metto da parte i miei egoismi
    in favore della libertà
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 gennaio alle ore 19:44

    Sogno in grande, libera, in silenzio...
    Sogno e anche se non sembra io spero, credo e attendo.
    Sogno la semplicità di due mani che si stringono e due occhi che si guardano.Sogno da donna e non da ragazzina, in una realtà difficile e avida io ci continuo a sperare. Perché nemmeno le realtà peggiori possono stapparti i sogni. Sogno parole che possano arrivarmi al cuore attraverso le dimostrazioni e ostacoli creati dalle avversità del destino e non dalle menzogne o da meschini tradimenti. Sogno in libertà perché nessuno mi imporrà mai più qualcosa che non sento mio. Nessuno condizionerà mai più il mio umore e sono certa, saprò arrivare in alto. Aspetto che il mio volo mi porti di fronte a quel sogno che potrò concretizzare. Attendo che quei principi in cui ancora credo possano avere un nome e un volto da poter chiamare "Amore"!

  • 19 gennaio alle ore 18:38
    Il bocciolo

    In settembre sbocciò un fiore.
    L’aria profumò intensamente.
    Il mare raccolse l’ebrezza
    e inondò gli oceani.
    Nei boschi sui monti
    si scossero gli alberi.
    Il vento odoroso
    traversò l’universo.
    L’alba sorrise,
    il sole raggiò,
    il tramonto arrossì,
    la luna brillò.
    Presente all’evento,
    raccolsi l’omaggio.
    Festoso e giulivo
    intonai un canto a gran voce
    e trasmisi estasiato
    il venuto.
    Non ero più io,
    non ero nessuno.
    L’anima mia
    non era la mia.
    Era la Sua.

  • 19 gennaio alle ore 18:32
    Il silenzio è trafitto

    Il silenzio
    è trafitto da altro silenzio
    Scendono flocculi tra dita bianche
    Nevica anche l’anima -si potrebbe dire calma invadente
    ovunque, oltre il confine dello sguardo
    delle guance immobili e farfalle strapazzate
    Fin dentro la vita del sasso che poco respira
     
    Qui non nevica mai: e ora ho perso il rumore del vento
    uguale alla tua voce, che non sento cadere

  • 19 gennaio alle ore 18:24
    Oltre fuori

    Di là fuori resta il mondo,
    di qua dalla finestra 
    ciò che resta e riflette
    sugli oggetti di casa,
    sospesi tutti i volumi
    attraverso la massa,
    illogica sequenza
    di percezioni tattili,
    subendone la leggerezza
    di un’illusione
    che mi porta fuori
    a rappresentarmi
    oltre vetro
    oltre cosa
    oltre fuori.

  • 19 gennaio alle ore 16:14
    Tuo per sempre prigioniero

    Tanto di te ero innamorato
    Tuo per sempre prigioniero
    Come un rapace ingabbiato
    Non più audace né sparviero

    Ricco era quel piacere
    Col cuore tumbureggiante
    In quelle belle e fresche sere
    Sotto un cielo luccicante

    Ti parlai in alto guardando
    Per giorni mesi ed anni
    A volte triste a volte scherzando
    Con verità e senza inganni

    Felice a casa poi tornavo
    Appagato e assai contento
    Per bei momenti che passavo
    Testimoni di un sentimento

    Si riempion lo stesso ancora
    Le attuali mie giornate
    Proprio uguali come allora
    Proprio mai più dimenticate

    Le riempie quell'emozione
    Da sempre per te sentita
    Anche da quella sensazione
    Dell'essere mia mai finita

  • 19 gennaio alle ore 14:37
    Venere Raminga

    Raminga Venere in Pelliccia Assolta.....Ontologica Purezza Raffinata....Dolce Lieve Pulce di Sole....

  • 18 gennaio alle ore 20:45
    Il mio ultimo desiderio

    E vorrei andarmene così

    in una fredda e assolata
    giornata come questa

    Una di quelle giornate

    in cui sto seduto sul mio gradino
    della terza scala al lungomare

    Al mio lungomare

    con un libro in mano

    il mio Noel accanto
    e il mio sorriso sulle labbra

    ironico seducente

    E se anche quel giorno
    non mi sfiorassero questi desideri

    vorrei andarmene così
    mentre la mente è altrove

    avvolto tra i miei versi

    a chiedermi
    se sono stato un vero poeta

    E scrivo ora di noi

    con le mie parole i miei sorrisi

    lacrime trattenute

    E allora salutiamoci adesso

    sulla soglia
    dei nostri incontri impossibili

    Anche così

    senza conoscerci

    che dopo forse
    non avremo più tempo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 gennaio alle ore 20:43
    Gli urli dei miei silenzi

    Una volta
    venivo qua a viver di sguardi
    e del calore che dagli occhi
    si diffondeva fin nell'anima
    Ora sono ancora qui
    a guardarmi attorno smarrito
    pallido nel cuore
    con quegli occhi un tempo felici
    che bruciano spossati
    dall'insulso vedere d'ogni giorno
    E chiedo a Te
    mio Dio
    di svegliarmi da questi sonni maledetti
    e d'indicarmi la strada giusta
    verso il più giusto destino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 gennaio alle ore 20:41
    Sarà bello essere dimenticato

    S'avviano infelici
    al riposo eterno gli occhi

    a suggellar il mio vivere
    solitario e senza requie

    divenuto ormai un cerchio

    che va a chiudersi tra spigoli
    e lacune per residui d'ignoranze

    e in quella mia frustrazione

    farvi felici della mia assenza

    E mi esprimo

    in audaci sofferenze emaciate

    con l'isolamento e il tormento
    dell'inquietudine

    armi a doppio taglio della mia umanità

    a trasformare tristezze e afflizioni
    in amori e passioni

    ondate d'intense emozioni
    del mio favoloso destino

    a travolgere il cuore e l'anima perduta
    e stravolgere la mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 gennaio alle ore 20:39
    Forse, potrei vivere anche cieco

    Disteso sulle nuvole

    accorcio dentro la mente
    la distanza tra i miei sogni e la realtà

    confessando a me stesso e al mondo

    qualsiasi cosa potesse servire
    a liberarmi l'inconscio

    nel mio gioco più bello
    a rivelare i segreti più intimi dell'anima

    con storie fantastiche inventate

    senza alcuna razionalità

    d'incontri casuali capitati per caso

    a conferma che chi s'incontra
    potrebbe essersi sempre cercato

    Splendidi enigmi del pensiero

    stati d'ansia
    risolti nella fantasia...dalla fantasia

    E così non ho più avuto bisogno degli occhi
    per guardare avanti
    .
    Cesare Moceo @

  • 18 gennaio alle ore 20:37
    La forza della vita

    Ancor più povero
    mi ritrovo oggi
    senza la mia anima
    trafugata dal malincuore
    e dal suo malvagio spirito
    Né mai
    ripeto lamenti o litanie
    di fatiche e piaceri
    anzi vivo l'orgoglio
    che questi divengano
    la forza della mia vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 gennaio alle ore 20:36
    E mi basta solo un attimo

    Scelgo

    tra i vari pensieri

    quelli

    che mi sembran essere
    i più diversi da me stesso

    ossessioni e deliri
    di sensazioni incompiute

    in appendice
    ai miei attimi d'incoscienza

    che potrete raccogliere e capire
    a vostro piacere

    nelle necessità penose
    che impone la vita

    E vivo grato

    nella speranza dell'indulgenza

    a coloro i quali hanno il piacere della conoscenza

    nel rispetto del diritto alla libertà
    dei battiti d'ogni cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati