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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 novembre 2017 alle ore 22:37
    Desiderio urtante

    Già da tanto tanto tempo
    Non han i pesci scampo
    Mi rilassa il mar assai
    Senza pensieri e senza guai

    Da questa vita io che voglio 
    Ho una bella moglie 
    Anche una bella famiglia
    Ch'è proprio una meraviglia 

    Con mare sole e pesca
    Con l'aria che mi rinfresca
    Mi diverto ancor contento
    Gli anni ce l'ho e ben li sento

    Son prossimo alla pensione 
    Via adesso ad una fissazione 
    Proprio desiderio vigoroso 
    Così intenso e fastidioso

    Un'isola piccola e deserta 
    Dove trovi pace certa
    Sì...subito me n'andrei lì
    Più che posso lontan da qui

    Andar sempre poi a pesca 
    Con l'aria bella fresca
    In un mar tanto più blu
    Che io quasi non vedo più 

    Sotto tante splendenti stelle
    Che son anche lì più belle
    Così dormirebbe 'sto stanco Lillo 
    Ben rilassato e tranquillo

  • 07 novembre 2017 alle ore 22:17
    Un'altra bella giornata

    La brezza fischiava 
    E mi deliziava 
    Come quando l'Etna guardo 
    Nel pomeriggio tardo

    L'acqua non si muoveva
    E mi piaceva
    Piatta come olio sembrava 
    L'onda proprio non cavalcava

    Il gabbiano non credeva
    E curioso mi rendeva
    Aleggiava tutto contento 
    Sotto il sole e senza vento 

    Il sole tanto riscaldava 
    E m'accaldava
    Mezz'ora non passò 
    Che quel calor cessò

    L'acqua fresca provavo
    Ed io mi tuffavo
    Quattro pesci che si cibavano
    Certo allor scappavano

    Un'altra bella giornata 
    Anche oggi passata 
    Senza pene e senza dolore
    Come vuol nostro Signore 

    Quanti giorni passati neri
    Con dolori proprio seri
    Ora son ben tranquillo
    Spero che stiate come Lillo

  • 07 novembre 2017 alle ore 21:26

    Non ci dobbiamo arrendere alla solitudine, ai vuoti o al senso di smarrimento che ogni tanto ci invade. Non serve a niente, solo a farci appoggiare a qualcuno che magari invece di prendersi cura di noi, finirà per aumentare ancora ulteriormente le nostre debolezze, rendendoci ancora più fragili. Dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stessi in piena autonomia. Siamo i primi a sapere di cosa abbiamo bisogno e cosa cerchiamo... Aspettiamo. Aspettiamo quel qualcuno che si prenda cura di noi con serenità, ma soprattutto per scelta. Qualcuno che come noi, ha bisogno di qualcosa di migliore, di più vero e certo di ciò che ha avuto fino ad oggi. Qualcuno che non sappia solo spogliarci e scaldarci la pelle, ma qualcuno che sappia "Curarci" dentro, trasformando i nostri punti deboli in estremi punti di forza. Qualcuno che ci guardi in modo sincero, che ci ascolti con la voglia di capire, che ci abbracci anche senza ragioni, qualcuno che abbia voglia di esserci senza togliere niente a ciò che siamo. Imparare a prendersi cura di se stessi da soli è il primo passo per non permettere più a storie sterili e vane illusioni di metterci ancor più in difficoltà. Solo allora daremo un vero senso a ciò che siamo e in base a questo, potremmo scegliere colui che proteggerà il duro lavoro che abbiamo fatto su noi stessi fino a quel momento.

  • 07 novembre 2017 alle ore 21:06
    Nuovi vespri siciliani

    Recidere essenze purpuree
    ai pensieri denunciando facili costumi
    e vizi privati dell'anime prave
    con la volontà di abbreviare
    l'agonia dei giorni
    pur nel diletto delle amenità
    portate dalla vittoria
    E porre freno alle vendette
    esercitando il potere con clemenza
    in messaggi di speranza e di conforto
    che portano ad essere ancora
    amici di noi stessi e del mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 novembre 2017 alle ore 20:36
    Nel mio Ciel brillan le stelle(bramose amanti)

    Spazi fallaci vuoti d'onori

    illuminati tenui
    dalla luce infranta di sentimenti

    crepitano
    tra le fiamme torbide delle passioni

    a far battere strenuo il cuore

    Nodi in gola a togliere il respiro

    canti di cigni oppressi da grida d'oche

    insozzano i pensieri

    chiamando a triste guerra

    le emozioni che in quelle lingue ruggiscono

    un tempo concordi
    e divenute adesso gelose

    persino dell'ombra delirante del loro ardere

    E trovo in me ancora una ragione
    per cui delle mie colpe mi perdono
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 novembre 2017 alle ore 12:02
    Nozze D'Argento

     
    Oggi sedici settembre novantotto
    È una giornata da ricordare.
    Il Gargano scolpito all'orizzonte
    Felice e divertito si specchia nel mare
    Per stampare paesaggi nuovi e incantevoli
    Mentre il cielo pian piano volge al grigio
    Il sole lo penetra con le sottili lance luminose
    Divine come la luce irradiata dal Santo.
    Un mare immenso e nervoso di settembre
    Succube dei giochi della luna
    Partorisce un figlio piccolo e muto
    Cinto da un anello di sabbia dorata:
    Oasi ideale di riposo per l'uomo e per i gabbiani
    Raggruppati e segnati da una lunga e calda estate.
    Il mio passo leggero e silenzioso
    Si dimena lento e incurante
    Alla ricerca di conchiglie nude
    Ed infastidisce i spettacolari decolli
    Dei numerosi e candidi aerei viventi
    Che al segnale di pacifica tregua planano.
    La strada del ritorno spunta negli occhi
    Disegnata sulla pianura dagli animati alberi
    Simili a statuine viventi del presepe natalizio.
    L'automobile corre velocemente
    Seminando alle spalle la calma di un giorno
    E di un mare triste e sempre più solitario.
    I sette colli spuntano con il loro tramonto
    E frettolosi si avvicinano più maestosi.
    Eccomi di nuovo a casa mia.

  • 07 novembre 2017 alle ore 12:01
    Gita In Sicilia

    È il tempo dei limoni acerbi
    Sulla terra arsa dal sole
    Stanco della lunga estate
    Mentre il vento del mare
    Più sveglio, dà meno refrigerio.
    Eppure mi godo la sua musica
    Fioca, forte e dolce.
    Qui la pioggia latitante
    E tanto desiderata
    Dagli isolani ormai provati
    Si fa bramare…
    Vuole lavare tutte le città
    La gente vuole rimanere fra di loro
    Ora che l'isola di tutti
    È poco verde e tanto arida
    Con i suoi fichi d'india
    Ed i pochi fiori
    A regalare gli ultimi colori
    A questa martoriata natura.
    Sul mare e su tutto s'erge
    Mamma bontà
    Che ha saputo essere dolce
    Al momento giusto
    Ma pur sempre minacciosa…
    Sulla cattiveria umana
    Che a volte, ci fa rabbrividire.
    Fra un attimo andrò via
    E tu montagna dei cuori
    Mi mancherai!
    Ora sento nel cuore che
    Saranno gli uomini
    A sputare fuoco…

  • 06 novembre 2017 alle ore 21:20

    Non obbedisco più agli ordini di nessuno. Da anni, da quando mi ritengo adulta seguo la mia strada, mi assumo le mie responsabilità e percorro i miei passi. Amo poco e mi apro poco. Ho imparato a trattenere, che spesso è risultato essere più producente dal donare e rimetterci. Oggi sono attenta a chi frequento, alle persone con cui parlo e soprattutto a quelle a cui dono tempo e sentimenti. Non mi carico più di ciò che gli altri pensano e non mi sento più addosso i finti abiti che la convinzione della gente vorrebbe cucirmi sulla pelle. Non mi piace dovermi giustificare per cose che non ho commesso, tanto meno con chi ha  giudicato il mio percorso... Praticando peggio percorrendo il proprio. La mia saggezza mi porta a dire che in base a come ti poni... Ricevi. Quindi quando si riceve "Merda", domandarsi se non è stata coltivata nel tempo da noi stessi sarebbe cosa giusta, ma altrettanta saggezza mi dice che guardare gli altri è più comodo che valutare se stessi, costa meno tempo, fatica e soprattutto non serve intelligenza, obiettività e buon senso. Al punto in cui sono arrivata, grazie al mio cammino interiore so che dal momento in cui sono certa di me stessa, altro ho da dire, fare e contestare. Ognuno pensi cosa vuole, tanto io continuerò a pensare per me stessa e per coloro che ho scelto di avere vicino... E credeteci quando dico che sono ben pochi. La coscienza pulita è qualcosa che fa stare sereni... Per questo io lo sono. Questa per me è la vera LIBERTA' dell'essere umano! 

  • 06 novembre 2017 alle ore 20:58
    Ubriache afflizioni

    Nel travaglio interiore
    che coinvolge la mia innocente cultura

    e certe lusinghe che vorrebbero
    non lasciarmi probo

    continuo a vivere in balìa
    dei giorni di questa vita

    a volte priva di senso

    con i piaceri a soggiornare
    nel mio corpo ormai consunto

    ma fluente ancora d'amori e tormenti

    E rimango trafitto
    dai dardi delle mie passioni

    che costringono il cuore
    con furbeschi raggiri

    a battere ancora forte

    senza tener conto
    delle volontà dell'anima

    e a rimanere sbalordito della sua abilità

    nel consegnarsi al mondo
    e al suo libero arbitrio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2017 alle ore 20:57
    I desideri della mente

    Sommersa dai flutti della passione

    veleggia la mia mente
    verso l'approdo più vicino

    sepolcro giusto
    a ricevere le mie ossa e i pensieri

    sparsi nell'immenso mare
    del mio volere

    E apertamente prego i piaceri del mondo

    agghindati con coscienza
    e senza chiome scurrili

    sabbia fine che ricopre
    le coste frastagliate del pensiero umano

    affinché conservino d'incenso il mio corpo

    lasciando libere le mie idee
    di vagare tra le audacie degli uomini

    in un reciproco amore

    lontane dall'aria infetta dell'avidita'

    di coloro che tramano
    nelle ore silenti delle notti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 novembre 2017 alle ore 20:19
    Fuori la verità

    Dal paese malvolentieri si scappava
    Per tantissimi buoni motivi
    Primo  perché di fame si crepava
    Spesso mangiando pane e olive

    Brutto periodo che si passò
    Male tanta gente allor viveva
    Che anche più non vi tornò
    Perché là più non gli piaceva

    Le littorine non si contavano
    Per questo motivo aumentate
    Tanto le stazioni si riempivano
    D'inverno primavera ed estate

    Da poco mio padre se n'er'andato
    Che come gli altri svelto a scappare 
    Anche a me questo è toccato
    Capendo allora cos'è l'emigrare

    Con le tasche sempre vacanti
    Dura er'assai dura veramente
    Non t'aiutavano allora i santi
    Cambiai la mia vita come niente

    Al freddo in Germania m'abituai 
    Lavoravo ed anche mi svagavo
    Ben con le finanze mi migliorai
    Tornavo ed in Poste m'mpiegavo

    Se nel tuo mondo tu male vivi
    Nessuna morale hai da fare
    Sempre è giusto far dei tentativi 
    Se ti vuoi nella vita migliorare

    Finiamola ora con 'sta falsità 
    Invademmo il mondo noi italiani
    Siam razzisti e fuor la verità 
    Veder non possiam gli africani

  • 06 novembre 2017 alle ore 20:05
    Mormore ammaliate

    Che fortuna stamattina 
    A me aspettavano
    Con quell'aria fine
    Come niente allamavano

    Anima viva non c'era
    Non si voleva il sol alzare 
    Calma quella vera
    Buona certo per pescare 

    Dopo un poco tiravo
    Due bei pesciolini
    Per la gatta che aspettava
    Che preferisce agli uccellini

    Ci son lagne e lamenti
    Del pescator è legge
    Se proprio niente peschi 
    Questa da sempre regge

    Così anch'io cominciavo
    Con la mia bella cantilena
    Che proprio sembrava
    Il canto dolce di una sirena

    Finite son poi le lagne musicate
    Che subito allamavo
    Delle belle e ammaliate mormore
    Ch'era da tanto che non pescavo

  • 06 novembre 2017 alle ore 19:58
    Andiamo all' "Ambra"!!!

    Che io giri per mare 
    Fortunato mi sento
    Se col sole accanto
    Anche un dio mi sento

    Fredda però giornata
    Tira vento di scirocco
    Coperta dalle nuvole
    Son congelato…come un pesce stocco

    Eh sì…il pesce stocco
    A Reggio san cucinare
    Non aspettate Capodanno
    All’”Ambra" è d’assaggiare

    Dal mare sento voci
    E’ Giovanni con la chiamata
    “Lillo!!!E’ sul tavolo!
    Vieni a farti ‘sta mangiata!”

    E allora…
    Linguini cozze e vongole
    Viva spatola a tortino
    Tenero spada con le patate
    Anche girato ad involtino

    E poi…
    Gamberi e calamari
    Con insalata di pomodoro
    Cipola e basilico
    Aglio e tre fette di cetriolo

    E poi...
    Quattro olive locali
    Con un bicchier di vino
    Che mai fa male
    S'è quello genuino 

    Ve lo devo proprio dire
    Tutto ben cucinato 
    M'ha lasciato soddisfatto
    Perché poco ho anche pagato

  • 06 novembre 2017 alle ore 19:20
    Come Ulisse

    Tanto nella mia vita ho girato
    Mai squisito il pesce ho mangiato
    Chioschi lidi e stabilimenti
    Ben non cucinano per niente

    Ah questa mia lingua maledetta 
    Mai 'sta cosa veramente ho detta
    Si riempie d'estate Melito di lidi
    Però difficilmente il pesce vedi

    Mai però problem mi faccio
    Alzarmi all'alba ce la faccio
    Se buono il pesce mangiar voglio
    È da mandar l'esca nello scoglio

    Buona è stata la pescata 
    Due cerniette e una bella orata
    Se sempre prendo 'sti bei pesci
    Certo la passione non mi finisce 

    Come Ulisse il greco famoso
    Ramingo son andato senza riposo
    Or che il posto buono ho trovato 
    Là alla nave buon riparo ho dato

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:57
    Giornata indovinata

    Ho voluto oggi posto cambiare 
    Per pescare e mangiare
    Presto son andato là a Lazzaro 
    Sperando che non mi costi caro

    Al Bellavista mi son presentato
    Me lo son goduto e mi son ristorato
    Un poco ho fatto parapiglia 
    Colpa di tutta la mia famiglia 

    Come sempre una pescata
    Poi una bella rinfrescata 
    Poi quello che sempre voglio
    Un piatto di linguine allo scoglio 

    Una frittura di calamari ordinata 
    Velocissima fu poi portata
    Per finire poi un bello amaro
    Fatto in casa e neanche caro

    La giornata bene allora ho passato 
    Perché ho pescato e ben mangiato 
    Con camerieri morì e pelati 
    Che servono prima che ordiniate 

    Ho mangiato bevuto e mi son rilassato
    Tanto che del posto mi son innamorato 
    Con brava giusta e onesta gente
    Che son parenti e non serpenti

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:49
    Vergogna addosso

    Improvvisamente apparse
    Là in mezzo alla foschia
    Speravo fosse di mio zio
    Che navigava con mia zia

    Subito Briatore riconobbi
    Affacciato e contento 
    Che sembrava proprio me
    Con quei capelli al vento 

    Di salutarlo giusto ritenevo
    Perché è da rispettare 
    Certo fatta non ce l'avrebbe 
    Se non ci sapeva fare

    Facile si può far tutto
    Con imbrogli e malaffare
    Si vede il buon frutto poi
    Se coi soldi lo puoi occultare 

    È vergogna questa grande
    In questo mondo così affamato 
    Dove gente scheletrica
    Sogna di mangiar raffinato

    Tanto maledette son 'ste tasse
    Non le vorremmo nessun pagare
    Ma tu Flavietto che i soldi hai
    Perché 'sta vergogna ti vuoi addossare?

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:43
    Non mangio i miei pesci?

    Strani pescatori incontro 
    Che il pesce non mangiano
    Anche pescando continuamente
    Con la carne poi la cambiano

    Da sempre mangio però io tutto
    Carne pesce pasta e verdura 
    Anche vi dico che me ne frego
    Ben lo faccio finchè dura

    Con cernietta e saraghetto
    Mal non è stata la mia pescata 
    Meglio questo che un cappotto 
    In una giornata annuvolata

    Non mi lamento e non m'affliggo
    Pesci quest'anno ne pigliai
    Ha valso il gioco la candela 
    Pescai sì ma presto mi alzai

    Sappiam ch'è amara questa vita 
    Coi salti mortali che si fanno
    Ch'è sempre tantissimo cara
    Anche a Natale e Capodanno

    Tempi bui stiam passando
    Tasse su tasse continuate 
    Se andiam qualcosa a risparmiare 
    Non mangio i miei pesci?...ma che scherzate?

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:16
    Il contratto

    Da sempre tanto t'ho voluta
    Con senso poi qui scrivevo
    Sulla più bella delle mie cose
    Se non ti vedevo mi perdevo

    Questa mancanza m'abbatteva
    Mai per la mente mi passava
    Se tanto il cuor m’ntontiva
    Che un dubbio ti pigliava

    Solo come un cane senza te
    Come un malato sì sofferente
    Proprio mai l'ho dimenticato 
    Perché vicin la morte sente

    Cuntinuare allor non si poteva
    Tanto ho sofferto senza parlarci
    Tanto il cuore s’affligeva
    Per tante volte senza incontrarci

    ‘Sta cosa poi si rafforzò
    Un accordo ci fu serenamente
    Ogni ora e giorno che passava
    Di vederci continuamente

    Ben riuscì questo contratto 
    Negli occhi ancor ti guardo
    Godo ogni mattina di vederti
    Sempre con amore e con riguardo

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:06
    Il fumaiolo

    Bello è il nostro fumaiolo 
    Da tanti anni là  piazzato 
    Me lo ricordo da bambino 
    Neanche le bombe l'han giù gettato

    Posto ideale per il pescatore
    Che sempre presto veniva
    Per pescar per ore intere
    Perché il secchio ben riempiva

    Pesci ne vide d' ogni specie
    Che tranquilli si cibavano 
    Senza saper che esche traditrici
    Tra gli scogli si occultavano

    Solo è adesso il fumaiolo 
    Da nessuno ormai calcolato
    Neanche più si vede un secchio
    Perché anche il pesce è emigrato

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:01
    Vita piena e veloce

    Corre questa vita veloce
    Nelle strade tutti i giorni 
    Se sbagli però una scelta
    Indietro tu non torni

    C'illudiamo spesso
    A questa corsa ci aggreghiamo
    Si crede a tante cose 
    Brutte cose anche accettiamo

    Ci scoraggiamo tanto
    Per un giorno sfortunato 
    Però poi ci riprendiamo 
    Per un giorno fortunato 

    Quanto ho pianto 
    Mai questo tu sapesti
    Per i tuoi occhi poi m'incantai 
    Di questo però t'accorgesti

    Tanto mi piàcciono
    L’arcobaleno il mare il vento 
    Sempre te mi ricordavano
    Mai son stati un tormento

    Sì…è questa mia vita piena
    Delle tue bellezze da stregare 
    Anche di una musica dolcissima 
    Però corre e fa sbagliare

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:55
    Come un vero gatto

    Nel cuore allora mi entrasti
    Come un gatto vero
    Che il topo cattura 
    Al buio tutto nero

    Entrasti piano piano
    Così...proprio leggermente 
    Sì...fu vano il tentativo
    Cotto di te ero solamente 

    Continuo eri per me
    Sogno e dolce pensiero 
    Che mi guarivi dalla malattia 
    No...non mi sembrava vero 

    Che non ero come gli altri
    Quando entrasti lo vedesti
    Di parlar con tuo padre
    Subito allora ti decidesti

    In tempi molto difficili
    Chi eri ben ti dimostrasti 
    Per come il destino decise
    Allora m'accettasti

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:45
    Fuochi di paglia

    Senza proprio un perché 
    Quante cose accadranno 
    Anche fuochi di paglia
    Magari tutto l'anno

    A mare spesso vado
    Di qua e di là
    Tanto i piedi mi fan male
    Se arrivo fin'ad Annà

    Mi piace andar a pesca
    Per posti nuovi girare
    Cosa che fa piacere
    Nuova gente incontrare

    Non è sempre caro questo 
    Ultimamente l'ho accertato 
    L'amaro ha lasciato in bocca 
    Tanto però me ne son fregato

    "L'azione è di chi la fa"
    Come dice un vecchio detto
    Non solo chiacchiere e baci
    È cosa d'amici il rispetto

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:39
    Delfini divini?

    Pescavo le costardelle giovanissimo 
    Remavo con altri ragazzi tantissimo
    Molto il corpo mi rinforzavo 
    Sempre il parato svelto donavo 

    Era benissimo la pesca andata 
    Era di pesci la barca caricata
    Quando vicino dei delfini saltavano 
    Contentissimi con noi giocavano 

    Un regalo la Madonna ci faceva? 
    Le mani ognuno allora batteva 
    In bocca dei pesci io gli gettai 
    La barca si mosse ed in acqua mi riversai 

    Con un mare calmo e trasparente
    Scomparvero poi come niente
    Tantissimo però ci divertirono
    Questo ricordo anche ci lasciarono

    Rispettar dobbiamo quest’ animale
    Da disprezzar è chi gli fa male
    E' veramente tanto intelligente
    Più di tanta presuntuosa gente

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:32
    Corpetto

    Tanto più non ci vado 
    Per il viale Rimembranza 
    Arrivo appena al bar Mariù
    È questa una dimenticanza 

    Ancor tanto meglio di me
    Conosco quel bel viale
    Molto m'assale la tristezza 
    A passeggiar mi sento male

    Cose belle e cose brutte
    Cose buone e cose da niente
    Cose vere e cose false
    Tante cose nella mia mente

    Questa è bella e vera
    Non te la dimentichi certo mai
    Sempre sembrava un mercato 
    Sempre vi era un viavai

    Di capitan Miki e Bleck Macigno
    Tempo era del giornaletto 
    Se non pagavi...c'era il bastone 
    Se c'era lui..."Corpetto"

    Sempre vestito elegante 
    Era però buono e raffinato
    Il corpetto non lo usavan tanti
    Anch'assai era ostinato 

    È ancora il chiosco là
    Ogni tanto mi vede passare
    Mi dice <vieni vieni spesso 
    Perché ti vuoi di me dimenticare?>

  • 06 novembre 2017 alle ore 16:57
    Ercole

    Cotolette doveva certo diventare
    Forse lui conto però si rese
    Senza farsi da nessun capire
    La catena ruppe e la fuga prese

    Era muscoloso alto e forte
    Ercole per questo si chiamava
    Segnata era la sua sorte infame
    Quella che a tutti i buoi capitava

    Proprio nessuno dei suoi proprietari
    I Crocé "Il Pio" Mimmo e Lillo
    Che stupidi non eran per niente
    S'accorsero ch'era troppo tranquillo

    Era questa però la sua strategia
    Di sembrar calmo e abbattuto
    Ingannato avrebbe anche me
    Quel toro così furbo e astuto

    Così quando gli convenne
    Quella catena che odiava
    Con forza tantissimo la testa agitò
    Che come niente la spezzava

    Li colse a tanti la paura
    Quando nella strada svelto arrivò
    Libertà voleva non era un leone
    Perché di loro proprio non si curò

    Con corde e catene con sè
    Lo inseguirono i Crocè trafelati
    Fu preso poi dopo qualche ora
    Oramai stanco sotto il "Ponte di Pilati