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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 febbraio alle ore 20:34
    Vivere

    Non esiste chi ha tutto quello che ha

    non esiste una terra

    dove non  ci sia guerra

    non esiste una pace

    non esiste una voce

    siamo mille persone

    eppure sempre più soli

    Noi viviamo il tempo

    noi viviamo l inferno 

    sempre più delusi ....

    disincantati.....

    perduti .....

    abbiamo mille rimpianti 

    siamo sempre più stanchi 

    ma sappiamo reagire

    non vogliamo perite

    nella lotta col tempo 

    vincerà chi è contento

     

  • 06 febbraio alle ore 20:30
    Claudia

    Non è facile per me

    dirti tutto quello che....

     ora provo io per te

    tu sei la mia luce al buio 

    la mia stella nel cammino

    tu sei la mia acqua fresca

    quando il caldo si avvicina

    Sei il calore nella notte

    il mio fiore nel giardino

    la mia parte serena

    la quiete nella tempesta

    la mia angora sicura

    la mia aria pura

    tu sei quello che cercavo

    sei il mio amore mai trovato

    tu sei la fantasia

    che nessuno porta via

    e per questo voglio dirti che....

    per me esisti solo te!!

  • 06 febbraio alle ore 20:29
    Ullu alias Roberto B.

    Sono ullu 

    ullalla’....

    che in pensione se ne va .

    Son chiamato anche balena ....

    viaggio con la luna piena.

    Guido anche se son cieco

    anche se un po’ ci vedo,

    sono saggio buono e giusto...

     e vi sfotto con gran gusto!!! 

    ho amato molto castello.... 

    anche a Bobbio ho detto quello

    Si lo so sono incoerente

    mi è rimasto un solo dente ,

    sono muscoloso è bello...

    eroina del fringuello!!!

    nuoto anche se fa freddo 

    e di tutti sono il bello!!!

     amo sole,acqua e vento...

    sfido tutti e son contento 

    Amo molto anche le stelle... 

    ma ho mangiato anche quelle!!!

    Ora basta

    Me ne vo......

    e fanculo a tutto ciò!!

  • 06 febbraio alle ore 20:27
    Samantha

    Sono samantha

    Eccomi qua

    del tuo collega

    son la meta!!!  

    Sono gentile

    dolce e carina

    e al caro Walter fo la gallina 

    mangiamo e beviamo

    in gran quantità 

    amiamo la vita

    e il sofa’ 

    facciamo sesso

    Se ci va...

    ma senza rumore

    e senza parla’ 

    viviamo la vita come ci va....

    siamo felici

    e andate a caga

  • 06 febbraio alle ore 20:25
    San Valentino

    San Valentino 

    Festa e festino

    donne felici

    Mariti infelici

    si danno regali

    dolci e gelati 

    l’uomo si prostra

    la donna lo angustia

    Il giorno trascorre

    Tra mille illusioni

    la sera

    la cena.....

      e l’uomo che spera....

    Il povero attende fremente.... 

    immagina cose....

    progetta.....

    Protende.....

    si arriva nel letto....si spoglia contento 

    poi vede la donna 

    che mette il cappotto

    lui resta deluso 

    sicuro del torto

  • 06 febbraio alle ore 15:07
    Nodi al respiro

    Cosa distingue
    il plesso che borda la sera
    da un’onda di polveri, e per un gesto di resa
    vai valva vuota per cortili d’acqua.
    Dalla randa ferita muovi
    le mani ad altri venti  
    sai di spargere nodi al respiro
    uno per particella, tutte
    che tornano indietro
    da un’eco di guance spolpate.
    La metà l’hai donata alla scia
    -questo muovere il nome lontano  
    l’essere di fronte
    a disegnare il tempo per sempre
    d’isole e sponde
    apnee. 

  • 06 febbraio alle ore 13:33
    Mary e Jonny

    Mery e Jonny 

    Lei è Mery!
    E all’ inizio della storia era bellissima.
    Lei è  Mary .
    Ha il pianto sintetico,
    un piano bar sconfinato negli occhi.
    Lui è  Jonny!
    così incontrovertibile!
    Tanto che non riesco ad assemblarlo.
    Mi aveva promesso di fissare col replay quell’ unica immagine.
    Evaporata
    Edulcorata. 
    E’  per questo 
    che non riesco a restare nella storia.
    Non essere drastica -  mi dice Jonny.
    Prova a guardarli da fuori quei due.
    Non vedi che  Mery è  ancora
    affacciata  al suo  smartphone,
    e che Jonny continua a studiare teatro ?
    Guarda bene: non vedi che
    qualche emozione  resta impressa in memoria? 
    Mery sa bene che non può spegnere lo smartphone.
    Ucciderebbe quel che resta di Jonny .
     Jonny, per fortuna, casualmente,  ha letto sul web 
    che  nulla è più inclusivo  dell’ esclusione.
    Si è  salvato.
    Il regista, comunque, è  tutt’ altro che astemio.

  • 06 febbraio alle ore 10:33
    La strada maestra

    La strada maestra

    Devia dal cammino delle maschere,
    non passare!
    Ci sono astuzie e trappole.
    Sono primizie intossicate,
    sono riti putrefatti,
    canne abbattute nell’oblio spurio dell’aria.
    C’è una strada che è perfetta,
    ha scalini di desiderio e freschezza.
    Attenti, i giacinti s’allungano verso albe premurose,
    le libellule s’accendono nei boschi ombrosi
    clamando la fiamma dei roveti.
    Più in là delle labbra,
    più in là dei muri slabbrati,
    c’è il sole di verità.
    Sono arrivata alla sua cuspide ambrata?
    Avrò la sua acqua brillante?

    La via maestra

    ¡Desvía del camino de las máscaras!
    ¡No pases!
    Hay astucias y trampas.
    Son primicias perniciosas,
    son ritos putrefactos,
    cañas abatidas en el olvido espurio del aire.
    Hay una vía perfecta,
    tiene gradas de amenidad y frescura.
    Atención, los jacintos se alargan hacia auroras apresuradas,
    las libélulas se encienden en los bosques sombríos
    clamando el incendio de las zarzas.
    Más allá de los labios,
    más allá de los muros deslucidos,
    está el sol de verdad.
    ¿Estoy llegando a su cúspide ambarina?
    ¿Tendré su agua brillante?

  • 05 febbraio alle ore 20:49
    Il mio amico... il mio barbiere

    Passo ogni mattina
    davanti al "nostro" salone

    compagno per una vita
    d'acconciature e parole

    E parlo e ti saluto
    con il mio buongiorno

    ripetuto nel tempo
    per tanti anni

    ma tu non rispondi...
    non ci sei...più

    Sei ormai lontano

    dileguato in quel Cielo
    dove lo stesso vento

    guiderà un giorno
    i miei passi

    e dove in quel giorno

    ritorneremo felici
    alle abitudini d'un tempo

    e alle acconciature e alle parole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 febbraio alle ore 20:49
    Senza padroni

    All'avanguardia
    del mio aspetto creativo

    penso a un mondo nuovo

    a quella svolta di vita
    immersa nella libertà

    disadatta ai canoni antichi
    di questa società

    E vecchi pezzi d'anfore rotte

    unite tra loro a mo' di collana
    e portate al collo con eleganza

    significheranno a quel mondo
    tutta la mia ricchezza

    nel fermento d'offrirmi
    a nuovi patti d'amore

    E seguirò il mio cuore
    ancora fonte di gioia

    senza interesse
    a patir di sete perpetua

    ma sol che la speranza
    m'assista benevola
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 05 febbraio alle ore 20:46
    Turbe di futuro... m'assalgono

    Non penso mai ai compensi
    che potrebbe darmi la terra

    né ai tormenti
    che essa mi riserva

    nel mio cuore
    che ancora canta fausti presagi

    pur nei venti contrari
    soffiati dal destino

    Tutti là andremo

    adorni d'avorio
    e avvolti in porpore coperte

    noi

    sia vincitori che vinti

    coinvolti nelle menti
    disperse ai quattro venti

    a cinger le anime
    di peccati e pentimenti

    E solo i più fortunati
    avranno il dono

    di poter riguardare al passato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Vivo in balìa degli eventi
    intrappolato nel cassetto dei miei sogni

    a inebriarmi fino a perdere il respiro

    e soffocare più di quanto
    io stesso possa immaginare

    rintanato nel mio corpo consunto
    e ormai quasi privo di sensi

    che mostra ancora le ferite
    delle frecce spuntate

    dei sentimenti più disparati
    che lo hanno trafitto nel tempo

    e che hanno esaltato
    la mia vita e il mio poetare

    nella schiavitù delle passioni

    nel sentimentalismo della solitudine

    e nell'esperienza non tanto appagante
    della modestia.

     

  • 05 febbraio alle ore 20:42
    Sognatore audace

    Ricordo i tanti no
    detti al mondo

    per rimanere me stesso

    chiuso nella mia sostanza semplice
    a parlare con il cuore

    entrare nell'anima degli uomini
    e rimanerne grato per la mia vita da favola

    E ricordo anche
    le mie stanze dell'anima

    fresche e confortevoli

    dove parlavo del mio futuro

    dove i miei pensieri indugiavano
    in quel mio presente

    dove ho sbattuto le ali
    in cerca della libertà

    e dove quelle ali si son consumate
    nel mio cercar la fuga
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 05 febbraio alle ore 20:39
    Gli alberi del mio lungomare

    Incontro vado ogni dì

    agli alberi giovani
    del mio lungomare

    e là vorrei restare
    a parlar con loro a tutte le ore

    a raccontar di quando
    io povero ragazzo di borgata

    li ho incontrati

    M'invitano a restare
    all'ombra dei loro rami

    fermo così

    a godere del maestrale
    che forte soffia radente il mare

    con onde che imponenti

    s'abbattono a riva con fragore
    sulla spiaggia solitaria

    E ricordo a loro e a me stesso
    accarezzandone le aghiforme foglie

    quanto tempo è passato

    di non aver più quella età

    in cui eran loro i testimoni
    delle mie passeggiate notturne
    e dei miei amori

    E sospinto dal vento
    m'avvinghio a quei rami

    a cercar la mia pace

    in un reciproco abbraccio
    a tener vive nostalgiche passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 05 febbraio alle ore 15:57
    Con voce di rasoio

    Con voce di rasoio
    all’orecchio ti sussurro: “Spogliati,
    lasciami tornare a casa,
    fammi tornare alla vita
    o donami alla morte”

    Con voce di baritono
    t’invito a darmi a una musica proibita
    Con mani nude e impacciate
    ti prego di lasciarmi andare
    o di donarmi a un tempo senza confini,
    senza partenze o arrivi

    Il mondo, questo girotondo infelice,
    non credi anche tu
    conti già fin troppi perché
    senza alcun’ombra di risposta?
    Questo gioco mio e tuo
    non è forse abbastanza
    per andare avanti?

    Sboccia una Fontana di Trevi
    in ogni città, in ogni parvenza di verità
    fra macchine e fabbriche di rabbia
    Possibile tu non avverta
    come viene, come viene su,
    limpida e pura, l’acqua?
    Con delicatezza
    in un lampo spoglia
    alberi e fanciulle in fiore,
    innocenti o quasi

    Come un monaco tibetano
    all’orecchio ti sussurro: “Spogliati,
    lasciami tornare a casa,
    fammi tornare alla vita
    o donami alla morte”

    Ho nel cuore il suono d’una campana
    e in tasca un rasoio ben affilato
    per prendermi cura di me,
    dello spirito che albe e tramonti
    allo stesso modo bacia

    Come un uomo, come un bambino
    ti porto il mio ordine bene in chiaro:
    “Spogliati, spogliati per me,
    senza vergogna spogliati
    e mostrami la tua femminilità
    senza arrivi o partenze”

    Come uomo, come uomo
    t’invito a tagliare
    il cordone ombelicale
    al poeta che non sono,
    affinché possa venire in te

  • 05 febbraio alle ore 13:08
    (14) Il miracolo delle fave

    Entra Francesco assieme al capomastro,
    ed a difficoltà del confratello,
    ed informato qual di lui è il fardello,
    rivolge il guardo ‘n alto, a fulgente astro:
     
    gran Dio, che sei dei mastri eccelso Mastro
    vieni ‘n soccorso a nostro monachello,
    e leva il disappunto dal cervello
    per il suo involontario far maldestro.
     
    Il segno di croce in su la pentola,
    tra lo stupore di tutti i presenti
    sono le fave cotte in due momenti. 
     
    Indi il baggiano buon padre Giovanni,
    cassa da petto tutti li suoi affanni
    e lesto la sua prece ‘n Cielo vola,
     
    mentre pago le cotte fave scola.

  • 04 febbraio alle ore 9:16
    Casa antica

    Scendo per le strade serpentine
    con abiti gemmati di grandine.
    Un’elegia vibra nella pelle, di notte,
    e la luna è calda lassù.
    Fra dolmen abbattuti cerco il cippo del Padre.
    Nel cippo c’è l’iscrizione cifrata,
    il sigillo per il cammino del ritorno.
    Salgo tra lapislazzuli di nuvoli,
    verso le porte della casa antica,
    al Re felice e alla Madre saggia.
    Arrivo e porto il Tuo Libro.

    Fogliame deperito nelle vie della passione.

    Casa antigua

    Desciendo por las calles tortuosas
    con un vestido emperlado de escarcha.
    Una elegía vibra en la piel,
    es de noche,
    y la luna arde, allá arriba.
    Por los dólmenes derruídos busco el cipo del Padre
    en el cipo hay una inscripción cifrada,
    el sigilo para el camino del retorno.
    Subo entre lapislázulis de nubes,
    hacia las puertas de la casa antigua,
    al Rey feliz y a la Madre sabia.
    Llego y traigo Tu Libro.

    Hojarasca descolorida en las aceras de la pasión.

  • 04 febbraio alle ore 4:29

    A volte la paura può fermarti... è solo paura.
    A volte la rabbia può manovrarti, ma sei tu al comando.
    A volte il dolore può spegnerti, ma tu sei luce...
    Continua a camminare...
    Ci sono emozioni che ancora vale la pena vivere,
    Esperienze che ancora ti aspettano.
    La vita che ancora stringi tra le mani.
    A volte le lacrime non ti permettono di vedere oltre, ma ce ne sono di cose da guardare.
    A volte la mente si annebbia, ma tu lasciala libera e torna a volare.
    Niente è finito...
    E' solo un nuovo inizio.
    Raduna l'essenziale e riprendi il cammino.
    Approderai altrove, forse lontano...
    E magari troverai quel posto che cercavi.

  • 04 febbraio alle ore 0:19
    Lacrima non fu concessa

    Lacrima
    non mi fu concessa
    per dar'asilo
    a dolore e gioia
    Fu caverna secca
    -esilio di sorgente
    -tormento scelto
    ...
    Lacrima
    non mi fu concessa
    -olio ed acqua
    sacramentali-
    non aprirono canali
    Lacrima non mi fu concessa
    ...
    Andai per anse
    di rudi terre
    in grasso humus
    affondate
    E affondai
    Andai per saette
    -febbricitante
    cielo delirante-
    E illuminai
    Andai bruco
    -del grasso gelso ventre-
    fui lì seta per il petto
    Oh sì lo fui!
    Andai centro
    del buio e del fuoco e del vento
    ...
    Ma lacrima
    non mi fu concessa
    Che desse ragione
    a ogni mia emozione
    Non ci fu pace
    Non ci fu lacrima
    Mai
    mi fu concessa lacrima.

  • 03 febbraio alle ore 20:22
    Ancora

    E tu mi chiedi ancora, ma ancora non è abbastanza
    Per quello che vuoi tu, o forse per quello che so dare io
    Non è abbastanza per te quello che ci lega,
    non è abbastanza quello che ci piace
    non è mai abbastanza, perché non ti accontenti
     
    e tu mi chiedi ancora, e io mi immergo nel tuo profumo
    di fiori e di terra, di equilibri trasparenti come l’aria
    e di parole scritte e non dette o sussurrate
    tra il sudore della nostra pelle, incollata l’una all’altra
    e la tua risata forte che riempie il cuore e l’anima
     
    e tu mi chiedi ancora, ma ancora è troppo per me
    perché io amo il silenzio che accoglie i miei pensieri
    e li dipinge su pareti in bianco e nero
    mentre tu ami il rumore che te li disperde
    come si disperde la polvere in una giornata di vento
     
    e tu mi chiedi ancora, ma ancora non è abbastanza
    come non sono abbastanza le parole che vorrei dire
    come non è abbastanza il tempo che ci vorrà per dimenticare
    perché non sono capace di cancellare con il tempo
    le emozioni che hai saputo darmi…

  • 03 febbraio alle ore 20:00

    Ho scritto molte cose.
    Ho parlato di me, di chi avevo vicino e di cosa attorno a me accadeva. Ho parlato di persone incontrate, alcune "Bianche" e altre decisamente "Nere". Ho parlato di quello che hanno lasciato in me gli avvenimenti, le parole e i gesti. Ho espresso pensieri che gli atteggiamenti altrui suscitavano in me. Ho dato libero sfogo al dolore, alla rabbia e a quel vuoto che a volte mi ha accompagnata. Malgrado questo, ci saranno sempre alcune cose di me di cui non parlerò mai. Come ogni anima sospesa in un mondo che spesso non sente suo e non la rispecchia, nascondo anch'io i miei segreti. Mi vedono come la roccia, ma in pochi sanno che dietro quella roccia apparente si nasconde una persona che non racconta più ciò che sogna. Mi vedono come la guerriera, ma quasi nessuno ha compreso che dietro la mia armatura c'è una semplice donna che aspetta solo qualcuno che combatta a fianco a lei e le faccia dichiarare per un po' di tempo quella "Resa" che da tanto aspetta. Mi vedono piena di coraggio, ma il coraggio parte dalla paura, il coraggio è solo la volontà di tentare e di rischiare e io lo faccio nascondendo la paura che in me suscita. Se pensate che io sia una persona che non ha bisogno di nessuno avete sbagliato tutto... Vorrei avere qualcuno che invece sappia vedere in me le cose più fragili e se ne prenda cura... Con un abbraccio, una carezza e un po' di verità. Non ho bisogno di chi mi dice quanto io sia speciale, quanto sia forte e coraggiosa. Quanto io sappia essere una buona amica e una bella persona. Ho bisogno di qualcuno che riapra quelle porte ormai chiuse da tempo. Che faccia tornare a respirare la dolcezza che si è mascherata di durezza. Che possa farmi esprimere ancora i miei sogni attraverso un semplice mano nella mano. Ho bisogno di qualcuno con cui piangere e non qualcuno da consolare. Qualcuno con cui potermi emozionare fino alle lacrime e non qualcuno da cui dovermi difendere mostrando durezza e nascondendo le lacrime. Ho bisogno di ridere e di essere motivo del sorriso di qualcuno. Come donna e come persona io non sono solo coraggio, forza e durezza... Sono anche tutto ciò che non mostro più. Quel "Tutto" che aspetta solo la persona giusta per mostrarsi ancora e senza paura.

  • 03 febbraio alle ore 18:55
    Ho frequentato

     Ho frequentato l’amabile luogo dell' amore,
    la sua trepida sala d' attesa.

    Ho fatto la fila 
    sfogliando una rivista.

    Sono stata cordiale col tuo bacio. 
    Ho respirato la brezza del tuo profumo. 

    Mi sono aggiustata una ciocca di capelli
    nello specchio dei tuoi occhi. 

    Ho aspettato  che la notte
    si ubriacasse di luna.

  • 03 febbraio alle ore 14:13
    Cercando

    Abbracciata al vento sono in questo fluire deserto
    senza confini della mia anima a decodificarne il senso
    la vita stessa, il connubio cielo e terra
    Il morire del sogno.
    L'altrove di te nello spazio infinito senza
    suono nè rumore, presenza che mai in me
    si disgrega.

    Anche il cielo stasera sibila tra le siepi
    appanna il vetro, ignora il mio turbamento
    più denso il distacco, più fitto il mistero
    a scrivere l'essenza di vivere a fondo.
    Sino a dove esiste il cosmo, sino a dove
    il confine della mente tra le sfere...
    Sarà un morire senza risposte,
    eppure tu ritorni a me senza rumore

  • 03 febbraio alle ore 13:24
    Sei Tornata

    Rotola la luna sul dorso della collina
    Sale e scende un po' ubriaca,un po' allegra.
    Un segreto d'amore l'accompagna:
    sei tornata!
    La vetrata aperta l'aria fresca
    Il plenilunio un biancore
    profumato di fiori
    E immagino già i tuoi grandi occhi azzurri
    Guardarmi coraggiosi e preoccupati
    sulla porta timida mi saluti

  • 03 febbraio alle ore 13:10
    La neve

    Ogni suono è ovattato
    il silenzio del mondo
    arrivato, piccoli cristalli
    dell'atmosfera.

    La neve scende a falde
    copre tutto
    senti l'aria che frigge.

    Tornano,vedi ,ricomposte visioni,
    la neve,i bei tramonti
    un'antica rima mescolata
    alla vita.