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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 marzo 2018 alle ore 22:54
    Padre Antonio Scozzetta

    Il monaco dei Minori Osservanti,
    predicatore di sciolto linguaggio
    va dicendo, dai pulpiti, a svantaggio
    dell’Eremita, che uguagliava i Santi.
     
    Malvagio esempio monaci pedanti
    seguono, ma prediche son vantaggio
    a Romita che  non vive disaggio,
    anzi vengono a Lui ancor più viandanti.
     
    Tal fallimento più irrita Scozzetta,
    indi di asceta si porta a celletta,
    per il grand’Uomo di Dio biasimare.
     
    Crudo censor rinfaccia l’ignoranza,
    e deplora l’assenza di prestanza,
    e lo diffida giammai  a predicare.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • Confesso

    d'avermi lasciato solo

    nell'intento di mascherare
    con la solitudine

    l'ardore per questa mia passione

    E giaccio prostrato nella mia malattia

    punito nella mente

    con la privazione del desiderio
    di volerne guarire

    mal celando con l'ironia

    il tormento e la sofferenza
    che impregnano di miseria

    l'umilta' dei miei pensieri
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 20:43
    Perfide illusioni

    Provo ogni dì
    a mettermi in guardia più che posso
    impreparato a ciò che deve succedermi
    e quando non riesco
    vado in vacanza nel mezzo del mio Nulla
    E là sentiero lucente
    diventa la strada davanti ai miei passi
    nel ricevere oggi
    quel che ieri mi è stato negato
    mentre dei miei versi vien dato trionfo
    e tormenti e ferite incidono il cuore
    senza offesa d'infetto
    agli amplessi col mondo
    E l'anima m'avverte d'odiar la superbia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 20:41
    Sublimi interiorità

    Frammento d'eternita' è questo nostro amore
    sostenuto dalle grandi ali della nostra pace

    spiegate al vento che soffia intenso
    verso nuovi orizzonti di felicità

    e diviene brezza di salvataggio
    a portarci in salvo dalle tempeste della disperazione

    fino alle incantevoli dimore delle favole

    dove veneriamo la nostra concupiscenza

    avvolgendo i nostri cuori in una fusione magica
    di romanticismo e passione

    a godere ogn'ora delle nostre sublimi interiorità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 20:39
    E combatto la mia sofferenza

    D'un tratto
    tutto diventa chiaro

    Nei miei pensieri

    a farsi largo con la loro inclinazione
    al fantastico e al disordine

    non c'è niente di geniale

    E chissà perché

    me ne sto tutto il giorno
    a meditare sulle mie idee

    e sulla sconvenienza a imitarle

    E Voi

    per stanchezza o per disperazione

    non siate servi delle idee degli altri

    vi ridurreste a fare i latitanti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 20:38
    Cefalù

    E ti amo

    nella tua mania
    d'aggiogare a te

    i colori della natura

    e divertirti

    e farci estasiare
    nello splendore con cui
    avvolgi il tuo Essere

    In Te ogni forma è giusta
    per come Dio ti ha creata

    ...e non smetti mai

    ai miei occhi

    di sembrarmi sempre più bella
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 20:36
    Io ho già avuto ciò che mi spettava

    Dalle origini
    dei miei fertili pensieri

    godo della universalità
    che li distingue

    facendo essi parte
    della mia infanzia

    nel nutrimento nel tempo
    dei miei ricordi

    Nel loro passo pieno di gioia
    e nella loro diversità

    senza bussola e senza metà

    il loro scopo è stato sempre e solo
    quello di riprodursi

    E custodisco gelosamente
    questa mia collezione

    per tramandarla al mondo

    cercando di conservarne
    integra l'originalità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 20:34
    Gran bella preda è il mio affanno

    "...perché io sono altro e molte volte...altrove"

    Sentimenti del tempo

    dialoghi fluenti d'occhi lacrimati e tristi
    di visi invisi alla vita

    a contraddire le vitalità corporali

    impurità sublimate

    a garantire preziosità d'intenti
    e imporre vitalità alle passioni

    E cerco la mia innocenza

    figlia legittima del mio Cielo
    dispersa nei conflitti interiori

    rincorsi da lupi affannati di brame
    che porgono rose appassite

    nel soffiare impetuoso del tempo
    che mi arma e mi disarma
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo 2018 alle ore 19:39
    Pressappoco una fuga

    Erano carte e inchiostri
    mesi strappati al calendario
    quei messaggi in serie 
    -cosa farai di me
    del mio covo di nervi 
    delirio inappagabile

    -Strega perenne
    preparami altre pozioni 
    di mandragora
    che la vista raddoppi
    quando passi tu
    perfino il tuo nome 
    tanto piccolo
    diventi un suono da salire;
    la tromba delle scale
    fino al terrazzo dei fiori inebrianti 

    Lì sparisce il mondo
    gelosamente mi ripari
    stringendomi la vita
    in un seme letargico

    tutto un inverno, 
    tutto può cambiare
    Dal tuo respiro nasco
    mattino di un convolvolo

  • 07 marzo 2018 alle ore 21:07
    Ove intaglia la notte

    Con te si sveglia a sfioro
    fioca di sorgive
    dentro le foglie l’ombra
    del parco.
     
    Nell’oro
    cunea i tuoi occhi il sole
    - anello riparo
    ove intaglia la notte.

  • 07 marzo 2018 alle ore 20:48

    Alla mia età ogni pensiero ha un suo peso, ogni percorso il suo significato ed ogni scelta il suo perché. Non sento in me la voglia di affascinare, ma sento la necessità di circondarmi di ciò che mi affascina perché è qualcosa che mi accade sempre più di rado. Lasciate stare ogni forma di tattica, ormai alla mia età non funzionano più, servono dimostrazioni e forti personalità ricche di coerenza e di quel tocco di saggezza che ad un certo punto la vita dona. Lasciatemi stare, io sto bene dove sono e non mi servono le parole di chi non sa come riempire i propri spazi vuoti. Imparando a curarli ho smesso di riempirli con "Chiunque", ho curato me stessa e adesso sono in pace. Trovate la vostra pace interiore perché solo quando basterete a voi stessi avrete la possibilità di scegliere senza dovervi più accontentare.
    Io lo chiamo CRESCERE...

  • 07 marzo 2018 alle ore 20:38
    GranMa

    Gira fra le cose importanti
    dello scrigno di polveri
    poggiata a un bastone
    che cederà –facile -
    al suo peso di nervi
     
    Lo sguardo al mosaico
    di pampini sul pavimento,
    cerca l’ago e la cruna
    il bandolo e fibre scucite
    dalla trama dei nomi
    In un sincopato balletto
    braccia al cielo e occhi nodosi
    fa il verso ai suoi anni lontani
    “Eh, questi uomini! il migliore
    non l’ha conosciuto nessuna…”
     
    Torna a riempir la poltrona
    con incognito riso
    e la memoria, fuggente

  • 07 marzo 2018 alle ore 19:43
    Scendo le sponde

    Non ha mentore la luna
    che assurge al velo della notte
    e transita supina
    la resa al carcere, si sfuma in rune
    di stelle, supplice
    d’aperto stormo.
    Non sono uccello d’ali mozze
    fermo sul ramo o pinna che risale
    la corrente, né scoria nel dirupo.
    Scendo le sponde
    come un fiume che tintinna
    di sole la sua culla.

  • 07 marzo 2018 alle ore 12:43

    La vita forgia la tua personalità per permetterti di diventare quell'uomo o quella donna che hai cercato a lungo facendoti spazio tra delusioni, fallimenti e gente sbagliata. Ho costruito la donna che sono sulle mie fatiche, facendo leva solo sulle mie spalle e a chi non va bene o pensa il contrario può tranquillamente pensarlo, gridarlo al mondo perché a me non fa più ne' caldo ne' freddo. Ho superato il momento del “Ma... Non è vero” piangendo e sono entrata in quello del “Ma pensa un po' che cavolo ti pare” e ti saluto!
    Tratto da: "Una strada verso casa" di Silvia Nelli

  • 07 marzo 2018 alle ore 12:21
    Pensando A Lei

     
     
     
     
    Corrono veloci
    Gli attimi nella sera
    E dentro il caldo letto,
     
    Al risveglio del mattino
    Dopo aver fatto le mie cose
    Avverto già, il richiamo della notte,
     
    È allora che:
    Pulsa intensamente il tuo petto
    Ed io sento vicino il tuo cuore.
     
    Al mattino tu esci di buon ora
    Dentro la vita che corre veloce
    Ed il ritmo dei tuoi passi ti porta via,
     
    Riconosco la loro cadenza
    Quando sparisci oltre il tempo,
    Allora intuisco il colore dei tuoi vestiti,
     
    Indossi sempre gli abiti delle stagioni,
    Che ti appartengono per natura
    Come le lenzuola della Primavera.

  • 07 marzo 2018 alle ore 12:21
    Viaggio In Due

     
     
    Tu coppia
    Io coppia
    Noi coppia
    Il fato ci ha uniti
    Il demonio pure.
     
    Cosa c’è da fare?
     
    Camminare
    Camminare
    Per goderci
    Il sapore della vita.
     
    Mai farsi domande
    Per vivere
    E non soffrire
    Per  non morire.
     
     

     

  • 07 marzo 2018 alle ore 12:20
    Giovane Bizzarra

     
     
    Il dì sorride e fugge
    I giorni fuggono in te
    Dai miei pensieri
    E verso il buio che muore
    Per rinascere nell’aurora.
     
    La sua luce
    Il suo buio
    M’avvicina
    Mi unisce
    E come una festa
    M’acquieta.
     
    Giovane madre!
     
    Bella e bizzarra
    Sei nata negli occhi
    Cresciuta nella mente
     
    Hai ingarbugliato
    Pensieri e sentimenti
    Poi sei scivolata nel mio cuore
     
    Ora lo abiti
    Ora lo nutri
    Lo alimenti di speranze.

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:48
    Certo, la gioventù era un'altra cosa...

    Pian piano l'incedere del tempo

    va facendo bianca la mia età
    e ancor più scavate

    le rughe sul mio viso afflosciato

    dove lacrime di passato
    formano dolci ruscelletti

    che scorrono a ricordare la vita

    E si separa la mia mente
    ogni dì sempre più ostile

    dagli anni

    con diluvi interiori intensi

    a favorire l'inutilità dell'ira
    irritata nel suo umore

    dalle contrarietà del vivere
    e dalle sciocche speranze

    oramai rapite dal cielo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:46
    La pace del mattino (a lungomare alle 06.30)

    Quant'è incantevole
    la pace del primo mattino
    della quale mi ritrovo testimone
    nel piacere di esserlo
    E anche se il sonno
    ancora pesa sui miei occhi
    e il cielo ancora non s'è fatto chiaro
    mi sento avvolgere
    dal barrire dei gabbiani
    che felici volteggiano
    nel loro stesso volo
    Nei miei versi conservero'
    la memoria di questa tua bellezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:44
    Ho agguantato la mia luna

    Non ho paura
    né brutti presentimenti

    dentro al cuore

    ma solo la speranza

    nell'integrita' della mente

    che tutte le predilezioni
    della mia fanciullezza

    abbandonate alla mia fantasia

    angelo carceriere

    che un tempo acuiva
    i tormenti della sofferenza

    possano andare oggi

    verso tutto ciò che da pace
    e ritrovare là la loro freschezza

    Ho dalla mia la moderazione
    delle mie abitudini di vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:43
    Perché?

    È provo d'improvviso un senso
    di spossatezza e di tormento
    anche se non posso differir
    da questo momento
    nella pienezza straziata
    d'una voglia di verità
    in fronte all'inevitabile destino
    convinto come sono
    che tutto è conseguenza
    della condizione di un passato
    che non si riconosce più nel presente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:41
    È l'alba di un nuovo giorno

    Al risveglio oggi
    ho provato un sentimento strano
    dolce e insieme pungente
    come quando il pensiero si realizza
    e s'avvolge d'angoscia
    E quel pensiero
    mi dice che
    mi ha sempre amato
    che continuerà ad amarmi
    e che per niente al mondo
    mi farebbe del male
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:39
    Due cuori... un amore

    Inganni e violenze
    accendono i dolori

    e gli amori puri

    costanti e imbrattati d'amore

    che rimangono senza età
    nel desiderio d'eternita'

    restano a guardare il mondo
    con occhi meditabondi

    E scrivo il nostro sogno
    per sconfiggere il Nulla

    con affreschi caustici
    a mettere in crisi la morte

    e disorientare la paura
    del tempo che passa

    senza divenirne complice

    e svelarla e accettarla
    come fosse un divertimento

    E vorrei che il nostro romanzo
    non finisse mai

    nonostante gli inciampi
    ...e la malinconia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti

  • 06 marzo 2018 alle ore 20:36
    Vago tra le oscurità del mio viaggio

    Tenebra

    quante volte dovrò invocarti Io
    nel mio piacere d'oblìo ?

    E tu luna
    abbandona per favore la tua luce

    addormenta i tuoi argentei raggi

    affinché io possa espiare
    i peccati commessi

    e nella mia stoltezza possa trastullarmi
    e confessare ciò che mi strugge

    Solo sono nato
    e solo ho vissuto la mia vita

    a sognare suadenti sussurri
    e tenere carezze

    Ma dove sei affetto cercato ?

    A chi hai donato il tuo amore ?

    Di tutto hai potuto accusarmi
    ma non d'inerzia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo 2018 alle ore 0:12
    Eremita dal tenero cuore

    Parea solo di spirito impastato
    che d’esigenza poco in corpo aveva,
    e in fervor trasluminosi eccelleva,
    pertanto d’umiltà vantava stato
     
    Merito di bontà 'n alma ha stipato,
    ma a vista d’altri spesso mal poneva,
    Lui che di Dio cospicuo amor viveva,
    che a Egli da sempre e solo avea bramato. 
     
    Furono  tanti e monaci e medici,
    che con bassezza d’animo e di mente
    vollero angariare quel cuor fervente.
     
    I primi a causa di più gelosia,
    mentre gli altri per denar  frenesia.
    Lui non tocco, largiva benefici.