username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 11 gennaio alle ore 8:29
    Il giardino dei tigli

    Tace questo inverno di ingratitudine
    in equilibrio sulle paure.
    Considero le carezze della malinconia
    un penoso spreco di sangue.
    Mento con la voce dell’allegrezza
    mentre scavo più mansueti orizzonti.
    Dal silenzio dei boschi sino al fruscio delle onde
    il sole compie il suo giogo
    incredulo dinanzi ai nostri travagli.
    Perdiamoci nel giardino dei tigli;
    cogliamo il dolce grappolo
    prima che i venti
    ne assaporino la carne.
    Da questo naufragio
    possiamo salvarci
    stringendoci intorno al fuoco.

  • 11 gennaio alle ore 0:17

    Parlano di te e nemmeno sanno che cosa puoi aver attraversato. Non sanno, ma giudicano. Non capiscono, ma colpiscono. Non conoscono, ma si sentono sapienti. Ho sempre pensato che ognuno debba essere ciò che sente di essere, perché è giusto. Ma ad una certa età se dici una cosa e ne fai un'altra non è solo incoerenza, ma una vera e propria scelta voluta! Ad una certa età se credo a ciò che dici pur vedendo che è altro ciò che fai, non sono fiduciosa o buona,ma qualcuno che accetta di farsi prendere tranquillamente per il culo. Si definiscono diversi da chi ti ha ferito fino ad oggi e poi fanno peggio. Si definiscono sensibili, ma poi feriscono in piena consapevolezza. Promettono, ma poi l'unica cosa sanno mantenere è quella maschera sul loro volto. Lasciate stare, che il mondo è in evoluzione e lo sappiamo. Scarseggiano valori, sincerità e sentimenti. C'è abbondanza di chi si accontenta di due parole, qualche complimento e due attenzioni. C'è limitazione di intelligenza e coerenza. Tutto quello che volete io ve lo concedo! Però... Sappiate che esiste ancora una parte di mondo, se anche piccola e in minoranza, che si è rotta di queste persone! Si è scocciata delle vostre menate e paranoie. Del vostro vittimismo ormai sbiadito dai vostri finti piagnistei! E' sì! Esiste ancora una piccola parte di persone che non ci sta ad adattarsi! Sappiatelo, comprendetelo, memorizzatelo, accettatelo e girateci a largo!!! Finti romanticoni pieni di buoni propositi e finte donne piene di valori in cerca del principe azzurro andate a giocare nella parte di mondo che vi si addice di più, che da questa parte si ama far sul serio. E nel fare sul serio è compreso anche mandarvi a quel paese!

  • 10 gennaio alle ore 15:54
    Sfociare a grido

    Comincia in una gravità
    calda e composta
    esumazione d’amareno
    da un’arteria gemmata. Un nome
    di corolle schiuse per dire
    il velo visto al fondo
    aspirare respiri, svaporare 
    la mente: da grido teso 
    si lascia andare negli anfratti.

  • 10 gennaio alle ore 13:31

    Dentro di me ho tutto quello che serve per amare qualcuno. Rispetto, sentimento, passione, dolcezza e se voglio aggiungo anche la giusta dose di provocazione. Ho solo bisogno di trovare quel qualcuno che sappia aprire quella porta dove ho chiuso tutto questo per non sprecarlo più. 

  • 09 gennaio alle ore 20:53
    Il mio scrivere può farmi ancora vivere

    Amo avere i miei versi intorno
    a dar maggiori impressioni alla vita

    a soppiantare l'autorità
    di mitici pensieri

    Là continuo a conoscermi
    nell'impari guerra con l'anima

    e a vivere anche senza pensare

    a superare certe barriere
    per farmi ascoltare

    e accettare i giorni cupi
    che s'incamminano dietro di me

    E così a volte dimentico di vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 gennaio alle ore 20:51
    Le mie colpe

    Rivestìti nell'apparenza
    ciascuno con le sue penne di pavone

    pranziamo seduti alla stessa mensa
    a consumare uguali razioni di acqua e pane

    futili vantaggi a nasconder la miseria

    piuttosto che immolare la propria anima

    ma quando si parla di fumare
    ognuno a tirare più che può dal proprio sigaro

    Ed é allora che certi rovelli montano
    all'apice del turbinio di pensieri vorticosi

    momenti in cui verrebbe tanto da dire

    ma in virtù di quel pane
    nel frattempo divenuto duro

    e di quell'acqua divenuta putrida

    la lingua si mozza
    nel pregare il Cielo di non pronunciar parola

    E di questo anch'io ne ho colpe
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 09 gennaio alle ore 20:49
    Piaceri

    Giorni

    al risveglio da sonni inquieti

    a guardare perplesso mio vivere
    misero d'aspetto

    con le sue ore polverose
    e malandate talmente tanto

    da riempire i minuti
    d'inutili sciocchezze

    da lasciarmi cadere
    in momenti bassi e trascurati

    Accorgermi nell'anima
    di questo piccolo grande piacere

    e gustarne ancora l'essenza

    tenendola nascosta
    in risposta ai pensieri

    E sentire il cuore farsi piccolo piccolo

    a rintanarsi nell'immensita'
    della mia meravigliosa solitudine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 gennaio alle ore 20:43
    Amarsi

    Desueti gesti

    consolidati dalla loro desuetudine
    in orizzonti di fantasie

    invitano
    a interiori ricerche dell"Essere

    a sprofondare
    in repressioni d'emozioni

    e condurre l'anima
    a varcare soglie vietate

    Incesti d'ermafroditismo

    puniti con eterni tormenti

    a far la molto più bella
    la storia di ciascuno

    sempre che Questi ne prenda coscienza

    e rimpinguare di passioni
    private valli di lacrime

    Amori disperati

    nell' unico significato
    di aver regalato al cuore

    altri e nuovi amori
    .
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati
     

  • 09 gennaio alle ore 15:45
    Dalla finestra

    Dalla finestra
    il cielo si respira
    nell'arduo di un pensiero
    che angusto si posa
    su una pioggerellina
    sottile in un arrivederci
    alle feste finite
    riflesse nel verde
    invernale, un tempo
    lasciato nelle rive
    a raccogliere gli ultimi resti
    di conchiglie cercate
    adagiate sul bordo del fiume
    malinconico e triste
    che l'aria assorbe

  • 08 gennaio alle ore 19:22
    Indole bestiale

    Accendimi pian piano, come una fiamma lenta,

    accarezzami dolcemente, come una brezza giocosa,

    e ora abbattiti su di me, come pioggia violenta,

    per poi travolgermi, come una marea impetuosa.

    Accanto a me sei fin troppo naturale,

    lasciando libera la tua indole bestiale;

    concedimi, dunque, il piacere più primordiale,

    facendomi gemere intensamente, come un animale.

    Dott. Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 08 gennaio alle ore 12:32
    Amore

    In quel ridente dì di primavera
    quando la luce già cedeva a sera
    là, nel fiorito prato tutt’odore
    sbocciò l’immenso ed inatteso amore.
     
    Nacque nel petto, prepotente e lesto,
    per la dolcezza del tuo viso mesto
    e qual scalpello che marmo modella
    torno mio cor scolpì figur tua bella.
     
    Giunse, così, spontaneo, all’improvviso,
    indi le labbra fur tutto un  sorriso
    e il patimento cui l’alma languiva
    l’incanto del tuo dir lesto  leniva.
     
    Or son tant’anni che mi sei d’apporto
    e resto all’ombra del grande conforto,
    ed ogni volta che il dolor mi smuove
    la gentil tua movenza lo rimuove.
     
    Se non avessi te,  mio dolce bene,
    d’inferno patirei le tante pene;
    ringrazio il grande Dio, l’Onnipotente,
    d’avermi  dato te luce fulgente.
     

  • 08 gennaio alle ore 11:42
    My perfect best friend

    Come comportarmi più non sapevo…
    dal mio telescopio, arrivare
    verso me ti ho visto; a sognare
    tornato ero, ma ancora me temevo.

    A te da quel giorno già ci tenevo:
    sei la stella che mi fa brillare,
    la mia notte resti a illuminare,
    sei l’amica che sempre volevo!

    Via da me tutto il dolore porti,
    i miei sorrisi dimenticati
    sopra il cielo, con te sono risorti.

    I miei colori, li hanno lavati?
    In un dolce abbraccio, tu mi proteggi!
    I tuoi raggi, li hanno salvati.

  • 08 gennaio alle ore 1:03
    Parole

    Vorrei poterti dire, giurarti che saprò
    abbandonare il resto di quello che ora ho
    Vorrei essere onesto e vivere sereno
    Vorrei bastasse questo, almeno per adesso
    Vorrei pianificare il prossimo minuto
    sorridere felice pensando al mio futuro
    le rughe d'espressione incise sulla fronte
    non sono sulle guance, raccontan la mia sorte
    Trascuro forse troppo il corpo e la salute
    lo specchio parla chiaro, le cose son cambiate
    l'acciaio che vedevi l'involucro di un tempo
    davvero,non è perso, l'ho solo messo dentro
    Nel cuore nel cervello, nei miei ragionamenti
    d'acciao sono adesso i buoni sentimenti
    d'acciao le mie vene lo stomaco e i polmoni
    d'acciao le sinapsi, d'acciao i miei neuroni
    Sapessi quanto sforzo sapessi la fatica
    di uscire all'aria aperta per respirare vita
    lo faccio per dovere ho perso anche il piacere
    di stare alla finestra
    La luce è mia nemica e maledico il sole
    La pioggia mi rattrista, il vento mi fa male
    Il mare è il mio lavoro, nei prati non ci vado
    Sorrido alle montagne perché non ci son mai stato
    Vorrei che fosse vero l'amore che mi scrivi
    Vorrei che fosse puro l'amore che mi dici
    Saper di essere il solo, io l'unico il migliore
    saper di essere l'ultimo che chiamerai amore
    Ti ascolto quando parli mi piace se racconti
    le cose hai già fatto e quelle che faresti
    e so che è troppo presto per chiederti di dirmi
    i sogni che nascondi
    Siamo fragili e mortali per questo ci mentiamo
    per esser più convinti dicendoci ti amo
    Per non restare soli perché l'inferno fa paura
    perché
    la vita è troppo dura.

     

  • 08 gennaio alle ore 0:44
    Nel bene e nel male

    Tu, invitante fonte d’immenso piacere,

    giaci insieme a me, e fammi godere;

    fammi saziare del tuo inebriante odore

    e bruciare del tuo ardente calore.

    Fallo solo per me, ribollo di furore,

    nessuna scusante: sono del giusto umore.

    Lo ammetto, è un desiderio carnale,

    ma non sai, io, quanto sono passionale?

    Di te avrò sempre voglia, nel bene e nel male.
     

    Dott. Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 07 gennaio alle ore 20:39
    O5.01.2018 ore 07.25

    Ho imparato
    ad aspettare il mio tempo
    per infilzarlo
    delle giuste risposte
    Ho imparato
    ad ascoltare il mio tempo
    e cercar di capire
    il perché del suo scorrere
    E indugio
    allegramente e con ironia
    sulla mia destrezza
    di replicare i miei fasti
    in uno strano passatempo dei pensieri
    divenuti tanto arroganti
    da voler catturare ogni estasi
    .
    Cesare Moceo @

  • 07 gennaio alle ore 20:37
    A spasso con Goethe

    In qualche anfratto
    dentro la mente

    tra la passione dei litigi

    nella mia tarda età
    piena d'aceto e d'esperienza

    non so bene dove

    nascondo con cautela
    le mie parole sbagliate

    versi senza nobiltà
    ricchi di codardia

    a ignorarsi tra loro
    e sopraffarsi immorali

    tra il desiderio d'un sogno
    e l'umore represso

    E su e giù in questa spiaggia
    divorata dall'onde rapaci

    me ne vado ramingo
    a cercar la mia pace

    insieme con chi
    non é stato normale

    e indovino d'amore
    ogni volta che parla

    a trovare il mio cranio
    e la sua ispirazione

    e donare il mio cuore
    a ogni cosa che faccio

    E mi guardo stupito
    fra la gente "normale"

    pregando il mio orgoglio

    di far necessario
    ogni intenso disagio
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 07 gennaio alle ore 20:35
    Da uno a tre centesimi

    Pranzi cene
    e pure colazioni di lacrime e dolori

    consumiamo nella costrizione
    di chiedere pietà e non riceverne

    E ci condanniamo da soli alla crocifissione
    nella vana speranza d'ottenere dopo

    la pietà invocata

    vivendo d'abbozzi da ritoccare
    nel bisogno personale d'intima onestà

    nel nasconder a noi stessi
    e ai nostri indiscreti sogni

    che a volte ricevere un rimprovero fa male

    ma non riceverne è ancora peggio

    E tu colomba continua a volare

    e vola libera senza incontrar malincuore
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 gennaio alle ore 20:33
    Onde Celesti

    Davanti a te Mare
    e alle tue movenze

    nei miei occhi
    colmi d'ogni nudità di sensi

    angosce di timori
    m'assalgono il sangue

    ristretto nelle vene

    nel conflitto tra il suo scorrere
    e il nutrire la vita

    E m'immergo a interpretare
    il vivere e i miei desideri

    tra pensieri nascosti
    e sogni agognati

    lasciandomi cullare
    dall'ingenuita' del mio intuito

    per carpire al Cielo
    le fiamme ardenti dell'anima
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 gennaio alle ore 20:04

    Tu nemmeno lo immagini quanto mi sia costato lasciarti andare. Quanto doloroso e lacerante sia stato il distacco. Quanto devastante sia stato il peso dell'assenza e dell'indifferenza. No, nemmeno te lo immagini, credimi... Non puoi nemmeno lontanamente capire come ci si sente ad aprire il cuore e trovarlo vuoto... Spoglio e afflitto. Vestito solo di cicatrici e bagnato di lacrime. Non puoi capire quanto duro sia stato aprire il palmo della mia mano e mollare la presa, vederti allontanare e non riuscire più a muovere nemmeno un passo per raggiungerti. Però... Non puoi nemmeno lontanamente immaginare quanto da quella scelta la mia vita sia cambiata. Avevo perso tutto di me. Ormai priva del mio sorriso, della mia energia e di quella luce che mi ha sempre contraddistinta, ho iniziato a coccolarmi. Sono tornata ad occuparmi di me. No, credimi, non puoi neanche immaginare quanto rincorrere se stesse, riconquistarsi spazio, autostima, coraggio ed energia possa essere stato ancora più doloroso e faticoso di quanto lo sia stato stare dietro a te. Ai tuoi capricci da bambino viziato, al tuo egoismo, al tuo orgoglio e a tutti i tuoi finti valori. Non puoi capire, quanto ricostruirsi possa essere difficile, ma chi non ama, di conseguenza non soffre e non si perde mai. La mia vita dal buio totale è tornata a splendere di una luce ancora più bella proprio da quando ti ho lasciato andare! Fiera di aver aperto il palmo della mia mano e di aver mollato la presa; perché lasciando andare te io ho cominciato a tornare a camminare piano piano verso me stessa. Mi sono finalmente riabbracciata. Anche se tu non immagini cosa voglia dire... Io so che certe cicatrici sapranno ricordarmi quanto preziosa sono e credimi, chi ci ha veramente perso sei solo TU. 

  • 07 gennaio alle ore 11:27
    Predatore e preda

    Non ti pare che sia un po’ strano

    questo sentimento che ci fa andare lontano,

    passo dopo passo, mano nella mano?

    Tu sei la mia bussola, io il tuo talismano,

    ogni cosa per me farai, anche invano.

    Io sono saggezza e ferocia, predatore e preda,

    e non mi interessa che tu ci creda,

    voglio solo guardarti negli occhi

    sentendo sul mio corpo i tuoi sensuali tocchi:

    sfiorerai il mio animo così delicato e puro

    e sazierai il mio corpo così forgiato e duro.

    Perchè, se il mio sesso può far impazzire,

    il mio amore può far morire.

    Dott. Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 07 gennaio alle ore 10:10
    Petit-Onze n. 64

    Sboccia 
    la mano
    È un immenso 
    schiudersi lungo il vento
    Musica

  • 06 gennaio alle ore 21:03
    Arcobaleno di ogni colore

    Non ho programmi, a nulla anelo,
    in silenzio voglio giacere, fisso, a mirare il cielo:
    dopo la pioggia è così lucente, infinito e sereno,
    lascia intravedere tutti i colori dell’arcobaleno.
    Momenti della vita per ogni colore,
    indelebili ricordi che fanno battere il cuore.
    Che batta per tristezza, gioia o ardore,
    nulla cambia, perchè la vita è amore,
    avvolta da un grande arcobaleno di ogni colore.

  • 06 gennaio alle ore 17:10

    E' vero! Sono una persona dura. Una di quelle persone che non sognano quasi più e se lo fanno, sanno farlo in silenzio. Una di quelle persone dallo sguardo realista e crudo. Di quelle che anche se a tratti riesci ad intravederne la dolcezza, hanno sempre l'accortezza di non scoprirsi troppo. E' vero! Sono una di quelle persone che non temono nulla, ma ancora non hanno trovato il modo di difendersi dal dolore dell'anima. Quel dolore che un tradimento, un amore sbagliato o la falsità della gente sa lasciarti dentro. Eccola la persona che sono. Una di quelle che si fida poco, che da poco spazio e non sottovaluta mai chi ha di fronte, ma ti distrugge se sottovalutandola la ferisci. Non conta cosa gli altri possano pensare di me, no... Non conta più. Io ho imparato a guardare oltre troppe cose e il giudizio di coloro che non vogliono capire non mi sfiora più. Io stessa ho scelto di essere quella che sono! Io stessa so quanto ho lottato per diventare simile ad un muro invalicabile e solo io decido a chi aprire il varco per oltrepassarlo. Non chiedo a nessuno di farlo, non propongo loro nemmeno di provarci... Ho imparato che chi vuole veramente... Quel varco sa trovarlo da solo.

  • 06 gennaio alle ore 8:19
    Nuovo canto palindromo

    Sembra allegro quell’uomo
    che invia delle stampe
    per l’anno nuovo, l’arte
    di amare l’arte, una poesia
    che col pretesto
    delle sue belle figure
    retoriche, fa cadere i bottoni
    cattivi dai fiori.

    Non si toccano i fiori.
    Solo a dirlo viene in mente
    la Storia di pulsanti fatidici
    e piani a difesa le polveri.
    Ai visi in attesa, lui chiede?
    di riempire il sereno
    fare un giro sul petto
    via, all’altra parte del mondo
    in un canto palindromo
    il mio o il tuo. Il loro che torna.

  • 05 gennaio alle ore 23:49
    Animale ingrato

    M’inchino a te anno novo
    che sei venuto ar monno
    la notte der 31 urtimo scorzo
    T’avemo aspettato
    T’avemo preparato un po’ de botti
    na bottija de spumante frizzantino
    e ’n panettone tajato a fette grosse
    Sei nato a mezzanotte
    quanno er celo de Roma era fiorito
    de mille e mille fochi d’artificio
    Tutti a fasse “I più sentiti auguri”
    abbraccci e baci e...“Volemose bene”
    Caro Anno Nuovo
    all’inizzio è così,  tu sei er più bono,
    er più bello de tutti quelli
    che t’hanno preceduto
    Ma cor passar der tempo
    vedrai che nun te se fila più nessuno
    diranno che è corpa tua pure
    se l’IVA aumenta
    o se va tutto male
    spesso te diranno
    “Sei 'n anno disgraziato!”
    perché devi sapè
    che l’omo a vorte è...
    ‘n’animale ingrato