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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 gennaio alle ore 20:36
    Passeggiate cefalutane

    Sono un ignoranza dell'antichità

    con la pelle resistente
    ai raggi del sole e della luna

    e con la fortuna di saper leggere
    tra le pagine dei miei giorni

    E inizio tutti i miei mattini ogni dì
    con la lettura del mio vivere

    apprezzando già dall’alba
    la vita dei miei giorni

    Urlo silenzioso
    la volontà di raccontare

    il bisogno d'ascoltare

    la necessità di riappriopriarmi
    della bellezza della natura

    e di restare il più possibile
    con gli occhi aperti

    a godere di ciò
    che Iddio mi ha donato

    E coloro i passi che percorro

    bagnandoli di vita
    con le onde arrembanti
    del mio mare e dei miei sogni

    e scrivendo versi
    sugli alberi dei sentieri
    custodi del mio cammino interiore

    nell'intento quotidiano
    di salvare me stesso dall'oblio

    lasciando tracce qua e là
    tra le intelligenze di questa terra
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 gennaio alle ore 20:45
    La mia infatuazione

    Attratto
    dal fascino misterioso dell'ebbrezza
    mi ubriaco della mia infatuazione
    fatta di parole e emozioni
    e m'innamoro di chi m'assomiglia
    e mi completa
    risvegliando desideri sopiti
    e decisioni nascoste
    in infelicità e dolori
    col cuore ancora giovane
    a fremere nella volontà dell'avventura
    come un amante malato di nostalgia
    che gode due volte
    per amore e per malinconia
    E mi vedo seduto sul mio presente
    all'ombra di una palma triste e solitaria
    in questo mite inverno
    mentre ascolto la mia età
    che mi parla ormai
    solamente del mio passato
    di quando sorridevo sornione
    alla vita e al suo corteggiamento
    e di quando divenivo
    l'unica vittima delle mie rabbie
    e affogando nel lavoro i miei dolori
    nascondevo il mio inferno
    dentro turbanti di sorrisi
    e di finta spensieratezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 gennaio alle ore 18:03
    La Provvidenza

    Ed è  Giacomo di Tarsia, barone
    di Belmonte, a fornir primo strumento
    a erezione del sacro Monumento; 
    ma appresso è  grande torma di persone.
     
    Tutti  a costruenda chiesa hanno passione,
    ma più per Lui, che ad alma  altrui è alimento,
    seguon  perciò Francesco ‘n piacimento
    in sbrigativa , avviata costruzione.
     
    Vivon l’esempio d’Egli, che mai sosta,
    dalle pie donne all’uomo di campagna,
    e mai nessun si ferma e né si lagna;
     
    né  damigella docile e modesta,
    né fine nobildonna di palagio,
    tanto che quanto prima era miraggio
     
    a uomo,  divin Mano, tosto consegna.
     
     
     

  • 27 gennaio alle ore 11:15
    Apparizione frate

    Crescendo di fidi vieppiù costanza
    comincia elevazione nuova chiesa,
    ma quando già costruzione è intrapresa,
     frate, aspetto di retta costumanza,
     
    volto a Francesco:  qual  è la causanza
    di sì piccola  pianta a vasta impresa?
    Disfa il già fatto, e vai sopra area estesa,
    come io di lato a altro segno distanza.
     
    A Lui Francesco di rimando dice:
    come posso mirare più alta impresa
    se altrui pietà, tutta è fidata spesa?
     
    Non ti curar , vai avanti, senza indugio,
    c’è Provvidenza ch’è grande rifugio:
    Ella dirotti qual seguir pendice.
     
    E, parso com’era, così dispare.
     
     

  • 26 gennaio alle ore 22:32
    Parlami

    Non parlarmi di Morte
    ti prego!
    Raccogli ogni morte
    che ha versato
    stille lucenti di vita
    sui vicoli dell'anima
    E della mente
    ha solcato ischemie ...
    Non parlarmi di Morte
    ti prego!
    Mostrami le sorgenti
    che laggiù al confine
    le nere vesti han invaso
    Han travolto la morte
    spogliata purificata
    portata a vita
    su rive infuocate
    Parlami di vita
    "Morte"
    hé tu sei vita
    Io lo so
    Tu lo sai.

  • 26 gennaio alle ore 20:51

    A chi mi ha guardata con superficialità e non ha saputo vedere oltre. A chi senza pensare ha pronunciato parole sul mio conto tratte solo dalla sua pochezza. A chi non ha colto la differenza tra un silenzio dettato dall'intelligenza e quello dettato dal menefreghismo. A chi pensando di comprarsi il mio bene mi ha adulata dimenticando che prima o poi la falsità scivola sulla corazza di chi ne ha conosciuta troppa. A tutte queste persone, io mi rivolgo e dico che sono una piccola persona in un mondo di "Grandi" esemplari fatti di una saccente convinzione. Dico che sono umile, ingenua e forse un po' stupida in un mondo di persone certe di avere sempre la verità in tasca. Dico che sono silenziosa, schiva e poco socievole in un mondo di gente che pur di socializzare di venderebbe l'anima. Aggiungo però... Che amo essere piccola perché faccio la differenza in un mondo di enormi bolle gonfiate che prima o poi esploderanno, lasciandomi molto più spazio. Che essere umile, stupida e a volte ingenua mi da la precedenza verso tutto ciò che ancora devo imparare, perché io lo so che ho ancora molto da imparare. Dichiaro che essere silenziosa, schiva e poco socievole mi permette di non circondarmi di false presenze. Mi permette di tener lontano quelle persone che con due complimenti pensano di farmi sentire migliore. In verità, mi dispiace dirvelo, ma io mi sento migliore ovunque sono... Purché sia lontano da quelli come voi.

  • 26 gennaio alle ore 20:16
    Stele di sole

    Stele di sole volevo
    coglierti da una sirena
    puntata al petto. Dalla trottola
    veloce dei miei passi, dentro
    un forcipe sottile di finestra.
    Vuoto campo d’inverno, spio
    il tintinnare dell’albero
    che non spiega la natura
    di altre paure, come ci attraversa
    un filo smarrito giù
    nella voce.
     
    Ma all’attico sali
    tra minuzie incantate
    e un nesso dove credi,
    vieni anche d’ombra
    -se la notte
    cammina nel giorno
    nel suo modo magnifico
    di nascondere gli occhi
    porta tutto qui
    e uno stiletto acuto
    da aprire il tutto
    e far piovere nuvole
    di lillà sui cuscini.

  • 25 gennaio alle ore 20:49
    La notte...la frontiera del mio vivere

    Sprofondato nei miei pensieri

    leggo sempre con commozione
    ciò che mi capita fra le mani

    confortato dalla mia voglia di sapere

    e facendomi trasportare in dimensioni inimmaginabili

    in incontri che diventano occasioni da non perdere

    serenità conquistate alla frontiera del vivere

    viaggi dell'anima
    che vanno oltre la vita stessa

    E amo le mie notti

    al pensiero che nella mia interiorità
    potesse nascere

    ogni giorno una nuova alba

    ...e un nuovo incontro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 gennaio alle ore 20:47
    Ricordi di un giorno speciale

    Giornata tiepida
    che profuma di primavera
    con gli uccellini a garrire felici
    beccando sui rami
    E Tu
    seduta sul bordo della tua bellezza
    agghindata d'un mazzo di rose
    e d'un vestitino a colori
    con una gonna
    vaporosamente ampia
    che s'allarga e svolazza
    ad ogni alito di vento
    lasciando libere agli occhi
    la parte alta
    delle tue splendide gambe
    facendo sussultare di piacere
    chi per un attimo vede
    e di stizza
    coloro devono solo immaginare
    E Io
    a bruciare nell'impazienza
    di poterti accarezzare
    ...e ancora brucio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 25 gennaio alle ore 20:46
    Vita comune primi compagni

    Dapprima vita  ducono ‘n assenza
    di  specifiche norme  e, sol preghiera,
    li unisce in cappella mattina e sera,
    scarsi di cibo e di calzari senza.
     
    Seguono di Francesco la sua essenza,
    mentre ancor sempre più è fitta la schiera
    di quanti pura nutrono chimera
    di fissare costante lor presenza.
     
    Di anacoreta sale gregazione,
    indi s’ingrande ancora l’oratorio,
    con celle di preghiere e dormitorio.
     
    E’ padre Baldassare  a dare apporto,
    e sviluppar ‘n preci ‘l Francescano  orto
    per quanti in Dio tengono devozione.
     
     

  • 25 gennaio alle ore 20:44
    Sentimenti e carnalità

    Esco di primo mattino
    accarezzato dai raggi del sole nascente

    sotto il cielo appena imbiancato
    da una sottile patina di felicità

    trasparente nel suo colore azzurro
    a regalarmi il mio vivere

    in questo romanzo

    che sembra contenere
    tutte le profezie più belle sul mio destino

    E mi ritrovo immerso
    nei miei pensieri d'ogni dì

    che mi conducono per mano
    a riflettere sulla mia interiorità

    in una specie di caccia al tesoro

    che mi costringe ancora alla mia età
    a riscoprirmi vivo nelle mie passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 gennaio alle ore 20:42
    Voi... il fertile terreno su cui vivo

    Guardo dentro di me
    interrogandomi nei pensieri

    per quel che m'impone il mio vivere

    affondando le radici del mio volere
    nel punto più remoto del cuore

    e confessando a viso aperto
    l'incapacità di trovare là

    qualche riscontro

    E m'abbraccio alle ore più inquiete delle notti
    per frugare a fondo dentro di me

    alla ricerca d'una misera risposta

    che possa farmi rinascere da quelle radici
    e far germogliare a nuovi giorni la mia anima

    nel piacere che siate ancora Voi

    l'acqua benedetta

    che potrà dissetare le mie arsure
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 25 gennaio alle ore 14:32
    L'amore sconfigge l'odio

    L’amore tra le persone di un popolo
    allontana l’odio e la violenza
    proprio questo vuol dire
    un popolo salvare
    strapparlo dalla sua estinzione
    respingere l’odio con l’amore
    diminuire le guerre intestine nel mondo
    solo con l’amore tutto ciò è possibile
    non si tratta di un ideale utopico
    ma di un concreto proposito.
     

  • 25 gennaio alle ore 13:53
    Adio

    Miele fangoso stilla dalle tue Fate bivalenti...
    Argento spurio intinto di subdolo mestruo apicale...
    Manto supremo della mia Danza Inquieta...

  • 24 gennaio alle ore 19:26

    Una reazione eccessiva in un essere umano, spesso è il frutto di troppe cose taciute e tollerate. Quando la ricevete, risparmiateci il vostro: "Da te non me lo aspettavo"... Perché dietro la nostra reazione eccessiva potrebbero esserci cento cose ricevute che non ci aspettavamo affatto! 

  • 24 gennaio alle ore 19:05

    Si vive bene dentro un abbraccio che sa di franchezza. Un abbraccio pulito e spontaneo che non lascia nemmeno il beneficio del dubbio. Perché un abbraccio sincero trasmette sicurezza e protezione. Non con tutti puoi stringerti in modo naturale, chiudere gli occhi ed abbandonare ogni paura. Un abbraccio vero e sentito permette a due toraci di congiungersi, a due cuori di toccarsi e a due anime di fortificarsi.

  • 24 gennaio alle ore 11:57
    Cosmo 5

    Bestiale Alfabeto
    di ore 
    Il tempo
    s'allunga 
    di spina dorsale 
    all'universo e uno

    Al caustico vuoto
    offro 
    cristallo brutalizzato

    Lasciando allo spazio
    il volto dimagrato
    in trascendenza

    Alla distruzione 
    il compito resiliente 
    di rifarmi carne viva 

    Ad alte sfere allineata 
    in cui risiedono 
    gli incendiari profeti
    Che hanno patria
    unicamente
    nel non 
    essere

    Affido alla causa prima 
    la vecchia pelle 
    Alla crifra della mano
    la linea del destino 

    Che nasconde
    la rottura
    e la sfida
    ad essere 
    altro

  • 24 gennaio alle ore 11:01
    Farfalle

    No, che non sono le strade a portare 
    questa inondazione di farfalle
    chiuse in una mano

    mi fido degli echi senza superfici
    il tempo di ieri negli occhi
    di qualcuno che non hai potuto
    riconoscere – ecco chi muore 
    nella vita distratta
    e poi nessuna campana suona 
    la nota più vicina al vuoto dei ventricoli

  • 23 gennaio alle ore 20:47
    La notte... la frontiera del mio vivere

    Sprofondato nei miei pensieri

    leggo sempre con commozione
    ciò che mi capita fra le mani

    confortato dalla mia voglia di sapere

    e facendomi trasportare
    in dimensioni inimmaginabili

    in incontri
    che diventano occasioni da non perdere

    serenità conquistate alla frontiera del vivere

    viaggi dell'anima
    che vanno oltre la vita stessa

    E amo le mie notti

    al pensiero che nella mia interiorità
    potesse nascere

    ogni giorno una nuova alba

    ...e un nuovo incontro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 23 gennaio alle ore 20:45
    Preghiera

    Quante volte
    ho costretto alle paure

    la mia audacia

    in certe notti di malesseri e tormenti

    E ho aggiunto

    inconscio

    tristi angosce alla mente

    aprendo in essa le vie più impervie
    della follia e di mille torture

    Mi rivolgo sempre a Te
    pregando nella mia fede

    Dio degli uomini

    che domini il tempo
    e rapisci ogni età

    e dolci sono le tue risposte
    alle mie preghiere

    Tu

    fa che il mondo non soffra più
    guerre e fame
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 23 gennaio alle ore 20:42
    Briciole di sazietà

    Seppellisco nelle mie notti

    insieme con la loro slealta'

    tutti i pensieri malati d'inquietudine

    divenuti nel tempo
    autoritarismi d'esperienze vissute

    e nel legame inscindibile
    tra vita e poesia

    rinuncio a tutto
    conservando intatta la dignità

    Io vittima sottomessa
    a indagare la mia anima

    sopravvissuto alle frustrazioni
    del cuore invidiato dal mondo

    a accontentarmi delle briciole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 23 gennaio alle ore 15:37
    I primi compagni

    Vengono  ver  Lui alcuni forestieri,
    svelando desio a Dio vita sacrare, 
    e chiedono con Lui poter restare
    ond’essere di fede condottieri.
     
    Fiuta  Francesco ‘n tre, scopi sinceri,
    che ‘n tutto Egli bramano d’imitare,
    perciò li tiene al freddo focolare
    quei degni, ‘n petto, onesti e veritieri.
     
    Primo s’asside ‘l frate Fiorentino,
    poi quel che tiene il nome di Alipatti,
    terzo è Nicola, ‘l frate cosentino.
     
    Giacché  la quiete regna in loro petti,
    son lindi quale fiori ‘n primavera,
    dolci lor volti, qual nitida sera.
     
     
     

  • 23 gennaio alle ore 8:13
    La mia auto

    Guardo la mia auto e vedo come mi rispecchia,
    piena di graffi
    ammaccature un po’ dappertutto
    con un sacco di chilometri,
    ma che ancora continua a camminare ed andare avanti.
    A volte penso che la dovrei rifare dal carrozziere
    ma poi penso che così perderebbe la sua autenticità
    Sì, a volte penso che quello che viene a mancare è la propria autenticità,
    tutti ingranaggi di un sistema che anche se non ci piace ci viviamo
    male, ma ci viviamo 

  • 22 gennaio alle ore 21:35
    Ricerca nuovo antro

    Allo spirar di lustro d’eremita,
    cerca Francesco  speco ‘n loco interno,
    onde meglio largire preci a Eterno
    e non sprecar manch’attimo di vita.
     
    Ai piè di monte sopra alta salita,
    nascosto ad occhio di frascame a esterno,
    a lato rivo  da mormorio eterno
    è antro, lungo sei palmi e quattro dita.
     
    Per l’uomo  di Sua mole è assai piccino,
    indi Francesco  poco allunga e larga,
    onde pensiero a Ciel da lì cosparga.
     
    Non tien lenzuolo né coperta o fuoco,
    per casa e letto tien solo quel loco,
    con dura pietra per sedia e cuscino.
     
     
     

  • 22 gennaio alle ore 21:15

    La verità che oggi ti scontri con persone o troppo concentrate su se stesse o troppo concentrate sugli altri! Sono passati di moda quei tempi in cui farsi gli affari propri era motivo di orgoglio e farsi un esame di coscienza era sinonimo di maturità. Passati di moda anche i tempi in cui si pensava a capire gli altri invece che giudicarli e magari provare ad aiutarli invece di godere nel vederli cadere. La verità è che quando ti stanchi di tutto questo, stai per conto tuo così volentieri che all'apparenza sembri anche ciò che non sei... Ma tanto poco ti importa perché per come ragiona la maggior parte della gente, anche mostrando al mondo chi sei veramente non cambierebbe molto. Vieni comunque giudicato, frainteso e non rispettato. Credo che quello che sono, in fondo, riguarda solo me e quei pochi che anche in silenzio, si sono seduti accanto a me durante i momenti peggiori.