username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:37
    Le pagine bianche d'un poeta fallito

    Entro nei giorni

    a bighellonare in stanze
    arredate nelle maniere più bizzarre

    e passo là il mio tempo
    a parlare agli altri

    anziché a me stesso

    nella sciatta stesura
    di ore trascorse a oziare

    pensando a ciò
    che avrei dovuto fare

    senza alcuna volontà di farlo

    acume e ingegno perduti nel nulla

    e aspettando anzi
    l'ora del ritorno alle mie follie

    senza darmi eccessiva pena

    E poi solo a sera

    nell'intrigo di quelle trame
    senza sforzi della ragione

    m'accorgo

    della pagina non scritta della mia vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:37
    Il richiamo della vita

    Quando

    al richiamo della vita

    la mente riporta i pensieri
    fra i freschi prati delle emozioni

    e l'anima madida d'essenza
    cerca lo zampillar del cuore

    ci ritroviamo

    ogni giorno anime gemelle
    affacciate alla stessa finestra

    a contemplare il mondo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:35
    Sgorghi d'istinti

    Cresciuto a pane(duro) e carosello

    tra i marosi delle discordie
    che da sempre sono state

    le interpreti principali
    della mia tragicommedia

    sono stato un bambino
    con un fascino di riserva

    divenuto adulto nel ribollir di passioni

    che han plasmato la vita
    e ne hanno accompagnato le svolte

    E racconto con versi
    imbevuti d'infinito

    le mie discese agli inferi

    e nelle mie risalite

    sogno la luce calma
    di un tramonto sereno
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:33
    Ho sempre qualcosa per cui gioire

    Ogni giorno di buon'ora
    me ne vado solitario per la strada deserta

    assaporando il piacere celestiale
    del godere mattutino

    quando la striscia rosa dell'alba nascente

    irrora di luce
    le onde del mare e il mio andare

    E lentamente da quaggiù

    dal mio lungomare

    si stagliano in lontananza

    le linee magiche della grande Madre
    che si dona al mondo

    definendo le vestigia della sua maestosità

    mentre le luci dei lampioni
    che hanno accompagnato la notte

    a turno si spengono

    e il paese pigramente ricomincia il risveglio
    al barrire dei gabbiani

    arrivati ad allietare l'aria frizzante
    inventando balletti d'allegria

    E rinasce la vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2017 alle ore 21:11
    Desiderarti

    Desiderarti
    è averti dentro
    l'anima

  • 05 dicembre 2017 alle ore 20:09
    Avvicinati

    Ti devi avvicinare a me
    per sentire il mio profumo,
    per cogliere i miei pensieri.
    Da lontano tutto è irreale,
    sembra la stessa cosa,
    ma non lo è.
    Le distanze distorcono,
    illudono,
    mentono,
    ingannano.
    I pensieri lontani, a volte, occupano spazi che andrebbero lasciati vuoti.

  • 05 dicembre 2017 alle ore 17:47
    Onde di vetro

    Onde di vetro in una lettera,
    unghie di un tempo raggelato
    da tacermi. Le luci ciondolate
    al piano del respiro: mancamenti.
    E la memoria nutre, avvampa incensi
    a spazio vivo. D’illogico principio
    legare passaporti al vento
    sinusoide che torna
    dalla prima rosa d’inverno.

  • 05 dicembre 2017 alle ore 16:47

    Oggi vi voglio raccontare una bella storia...
    Un bambino inizia le scuole elementari, si rende conto molto presto, circa al secondo anno, di non riuscire ad imparare, a memorizzare, a scrivere e contare. Si rende conto che non sa stare al passo con gli altri, malgrado i suoi sforzi, lui resta perennemente indietro... Quel bambino comincia a perdere fiducia in se stesso, a piangere e a guardare la madre piangendo lacrime grossissime e dirle: "Mamma , io sono scemo"! Il dolore che prova la mamma di quel bambino è indescrivibile, un senso di impotenza pazzesco. Parte così un lungo percorso di indagine oggettiva sul problema e quel bambino risulta essere un DSA, ossia un dislessico con componenti aggiuntive di disgrafia, disortografia e lieve discalculia. Quando la mamma capisce che per aiutarlo servono logopodista, ripetizioni continue, metodi alternativi e un supporto psicologico per riportarlo ad avere fiducia in se stesso, ma non può permettersele è durissima. Ma quella mamma non molla e fa in modo che nemmeno il suo bambino si arrenda. Gli insegna ad accettare il suo limite, a non farlo sentire inferiore agli altri, perchè NON lo è... Si spacca il culo non dormendo e non mangiando per assicurargli studi adeguati anche minimi. Un percorso lungo, doloroso e difficile. Quel bambino a scuola non usa i quaderni come tutti, ma inizia ad usare il computer....Oggi quel bambino è in terza media... Porta voti altissimi, tutti 7/ 7.5 / 8. Quel bambino è arrivato a portare a casa anche un 8.5 in una verifica di grammatica, salutando definitivamente i 4 precedenti. E oggi, quel bambino è arrivato a casa con un 10 alla verifica di geometria e un 8 a quella di matematica. Io direi che quel bambino HA VINTO... Ma soprattutto sono fiera di dirvi che quel bambino E' MIO FIGLIO!
     OGGI è UN GIORNO CHE RICORDERO' PER SEMPRE CREDETEMI... PER SEMPRE.
    (A tutte le mamme che hanno il mio stesso problema... Non mollate) 

  • 05 dicembre 2017 alle ore 13:30

    Caro Babbo Natale,
    credo che in questo Natale, poca sia la differenza se siamo piccoli o grandi. Credo, anzi sono certo, che entrambi desiderano le stessa cosa: serenità!
    Quella serenità che ai nostri genitori manca da un po' di tempo. Preoccupati per la mancanza di un lavoro, innervositi e stressati da questi ritmi che la vita impone senza sosta, angosciati dai mille pensieri che affiorano nel rendersi conto che non possono dare ai loro figli una vita sufficientemente dignitosa. Quella serenità che a noi bambini spesso viene a mancare. Ci viene a mancare perché è poco il tempo che mamma e papà possono dedicarci, poca la pazienza che hanno per ascoltarci e poca la felicità di farci scoprire sotto l'albero quel regalo che abbiamo chiesto, che tanto desideriamo, ma che probabilmente, è diventato troppo costoso anche per Babbo Natale. Quella serenità che porta le famiglie in alto, quella che ti permette di rendere felici le persone che ami anche con poco. Ti prego Babbo Natale, fai tornare in ogni famiglia quel "Poco" che basta per non sentirsi "Niente", persi ed annullati sotto al peso di una vita che non riescono più a sostenere. Fai che ogni persona sotto al suo albero trovi quell'occasione per riappropriarsi di un "Poco" che rende la vita serena e migliore. Questo è l'unico regalo che voglio. Fammi felice... Io credo in te.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:49
    Il desiderio di volare

    Ed a proposito di rimpianti
    e occasioni perdute
    sono le maldicenze del cuore maligno ...
    a incatenare i pensieri
    e imputare alla mente
    ciò che l'anima da in lode alla vita
    Calunnie che un tempo scivolavano
    lungo le pareti rozze e schiette
    d'una incosciente gioventù
    e ora invece nella cattiveria
    colpiscono con schegge velenose
    la lealtà malriposta nel tempo
    e rinchiudono nella solitudine
    ogni stima e fiducia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:45
    Amore antico

    In questo meriggio
    d'amari pensieri

    amo quest'angolo buio
    dove ritrovarmi

    dove la misericordia
    invocata a gran voce

    con le sue braccia celesti

    m'avvolge a contemplar la mia età

    e come un gabbiano
    che piroetta sul'onda

    in tutta la sua voglia d'infinito

    si posa sul cuore

    Fratello mio
    dal lontano Borgo

    il bisogno ci trasse
    su queste placide onde

    a far divenir dolcezza
    ogni distanza

    Momenti infuocati
    bruciarono le nostre radici

    nei solchi di rughe
    scavate profonde dal tempo

    E ora la pace agognata
    urla felice nei nostri silenzi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:44
    Tutto mi parla di te

    In questa sera dorata

    in crisi con me stesso e con la vita

    passeggio pensoso e solitario
    dentro i miei passi

    celebrando il mio sguardo

    con l'anima perturbata e commossa

    per la tua bellezza
    che si staglia davanti agli occhi

    Cefalù

    E nell'immagine della tua maestosità

    con la musica della tua voce
    di celeste ispirazione

    che regali a me povero mortale

    volo tra le tue romanticherie

    a ringraziarti dell'immenso dono che mi fai
    di ringiovanire i miei pensieri

    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:27
    Nei segreti del vento

    Ho visto disegnare la vita
    con un morso su un pezzo di pane
    affondare le grida
    dentro gli spazi offesi della crosta
    e poi una lacrima che asciuga
    nei segreti del vento.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:26
    D'artiglio o d'ala

    S’accende il buio, pulsa
    di velluto, una lanterna al vento
    scintilla intermittente
    su rughe d’afa.
     
    Svanisce, si fa scia
    morde memoria
    e l’ancora alla gogna
    del tempo che è passato.
     
    Scavo la terra molle ove s’incava
    s’apre all’aratro, trema
    dell’umidore zolla
    e s’addormenta il seme nella culla.
     
    L’alba s’affonda come nebbia
    il corpo teme
    ché l’anima s’è persa
    dentro la scia.
     
    Ma non si ruba il petalo
    passito, corre
    le vene
    d’artiglio o d’ala.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 19:01
    Solo un Sentimento D'Amore (Sonetto Caudato)

     
    "E' soltanto  un sentimento d'amore"*
    quel pensiero, abbarbicato sul monte
    con l'aria fredda che gela la fronte,
    l' impercettibile, lieve rumore
     
    di fiocchi compatti, lieve candore
    d'abeti schierati a fare da ponte
    tra terra e nubi alla vetta di fronte.
     
    Squarcio di luce, sei un quadro d'autore,
    cornice di legno, resina calda
    d'ogni camino che fuma tepore.
     
    Cade. E' candore ogni cosa che tocca
    mentre ogni foglia, dal peso si sfalda
    assaggio di neve... ti sciogli in bocca.
     
    Poi, più veloce, fiocca
    tutto è un carillon, dolce melodia
    sullo Scalambra cogli... l'armonia
     
    Fiorella Cappelli©
     
    *( Frase: Savino Fasanella)
    Libera ispirazione da: una immagine del monte Scalambra innevato,
    di Pancrazio Delli Ponti e da una frase di Savino Fasanella)

  • 04 dicembre 2017 alle ore 16:22
    Troubled Waters/Acque Agitate

    He used to sing to her of surreal tales
    lost in her eyes, the bed unmade,
    following dreams made of glassy smoke.
    He did love her, in a weird and alarming way
    like some kind of unfinished and eerie story
    one he wished to rewrite with his blood.
    The same blood that rushed to his head 
    whenever her lips parted
    moving the air, 
    sketching words, 
    kissing his skin.
    He would close his eyes then,
    trying to catch the fluttering thoughts. 
    Those rebellious thoughts that hit the walls
    of his caged and troubled mind. 
    Stay!
    So many ephemeral illusions.
    She would never be his finished conception,
    the sweetest happy ending gone sour 
    after years of procrastinating among doubts.
    And now, as the moon outlines her beauty,
    he knows the sun is hiding and waiting
    ready to burn hopes, to slaughter again.
    Now he knows the ending of their story,
    but he’s drowning in a pool of regrets
    and it feels so good.

    TRADUZIONE

    Era solito cantarle storie surreali
    perso nei suoi occhi, il letto disfatto,
    seguendo sogni fatti di fumo trasparente.
    La amava veramente, 
    in modo strano e preoccupante
    come una storia incompleta e inquietante
    una da riscrivere col suo sangue.
    Lo stesso sangue che gli schizzava nella mente
    quando si schiudevano le sue labbra
    muovendo l'aria,
    disegnando parole,
    baciando la sua pelle.
    Lui chiudeva gli occhi allora,
    cercando di prendere i pensieri svolazzanti.
    Quei pensieri ribelli che sbattevano contro le pareti
    della sua mente ingabbiata e agitata.
    Resta!
    Così tante illusioni effimere.
    Lei non sarebbe mai stata la sua creazione finita,
    il buon fine andato a male
    dopo anni a procrastinare nei dubbi.
    E ora, che la luna delinea la sua bellezza,
    lui sa che il sole è nascosto ad aspettare
    pronto a bruciare speranze, a massacrare di nuovo.
    Ora lui conosce la fine della loro storia,
    ma sta annegando in una pozza di rimpianti
    ed è una così bella sensazione.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 12:58
    Buon compleanno

    Solo, di ricordi, vivendo stavo...
    con te, di fiori una landa desolata
    adesso è ricca, e mai è mancata
    la felicità, che dimenticavo.

    Non c’è nessuno per me? Mi sbagliavo!
    Nella mia triste vita eri entrata,
    ma da lì, tu, non te ne sei andata,
    come quelle persone che ammiravo.

    Con te, sono sempre stato felice
    perché sei unica, e hai aperto
    il mio cuore, che in festa ti dice:

    grazie a te, io non sono più incerto;
    grazie a te, a battere ho ripreso;
    grazie a te, io non ho più sofferto.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 9:51
    Ordalia

    Sventurata terra mia
    non basta la sera quando
    sboccia l'oblio.
    Non ha fine il crudele duello,
    un midollo di spine
    ci porterà a tradire
    il tempo che rimane.
    Voglio raccontare
     un fremito
    di furibonda luna,
    dimenticato per sempre,
    spazzato via dalla carne.
    Disperati noi dimoriamo
    il tormento
    che ci ha risparmiati;
    in questo ventre
    di nuove liturgie
    non esistiamo,
    dai giorni
    che lenti si consumano
    affiora solo la pietra.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 9:44
    Canzoni intramontabili

    Hanno un volto
    una sola faccia
    ti emozionano
    come gocce di profumo
    si espandono sentendole vive
    ogni volta che le ascolti
    Ti fan venir voglia di seguire 
    quel ritmo vecchio
    ma che vorresti seguire sempre
    L'umore migliora, gettando lo sguardo
    infelice cambiandolo con un altro
    Ti muovi danzando oltre quel sipario
    di un errante destino che ti ha infastidito
    molte volte incominciando a farsi sentire
    quando la musica finisce e sola ti lascia
    nel vuoto del tempo

     

  • 03 dicembre 2017 alle ore 23:40

    In questo mondo poco chiaro e poco limpido, troppo poche sono le persone che si distinguono dalla massa. Pochissimi quelli che portano alto il coraggio di essere ciò che sono nel bene e nel male. Senza nascondersi dietro falsi ideali, dietro scuse patetiche e modi vittimistici. Ammiro quei pochi, che anche dentro alla loro parte più "Nera" sanno essere più veri, chiari e leali di chi coperto dal suo finto abito "Bianco" ti pugnala alle spalle sorridendoti. Amo il lato buono e meno buono di chi senza cattiveria, ma con dignità vive la propria vita senza calpestare nessuno. Schifo e disapprovazione per coloro che sia nel bene che nel male, si avvalgono di una finta bontà che nasconde, consapevolmente, una cattiveria più che gratuita. Sappiate distinguervi nel bene, ma soprattutto sappiate distinguere il male.

  • 03 dicembre 2017 alle ore 11:13
    Non solo parole

    Parole sciolte
    frastornanti, in attesa
    appassite
    da tarlo dentro.
    Vorresti cospirare con promesse
    nascere mattino, affollato
    di sogni. Poi suoni perduti
    spiovono, sulle guance.
    Da porte chiuse,
    mura vuote di gesti.
    Ma presto, d’urgenza
    cambieremo indirizzo.
    Saranno piazze
    le anime toccate
    e non di gelo, cardini.
    Di chiavi e dita,
    tendini tesi a dare
    e altri a stringere.   

  • 02 dicembre 2017 alle ore 20:29
    Giorni di pace

    Giorni di pace

    Dimentico delle mie miserie

    vivo giorni di pace

    a riverir sentimenti e desideri
    e divenir fabbro del mio presente

    e tra muse alate

    cesello virtù in versi distinti
    lontani dai tormenti

    a saziare il mio piacere e la passione

    Come una foglia

    sciabordata dal vento a destra e a manca

    mi dono alle emozioni

    accontentandone i semi
    d'amene lacrime senza pianto

    e d'angosce nel cuore bramato

    incise

    nell'eternita' di una poesia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 01 dicembre 2017 alle ore 10:45
    La casa altrove

    La mia casa è altrove
    Lì dove il cielo è azzurro e il mare blu
    Dove il sole alto e le nuvole riscaldano il cuore
    Dove la terra e gli alberi profumano di affetto e amore
    Dove il sorriso di mia figlia è la gioia, dove mi sento al sicuro
    La mia casa, lì.
    La mia casa è altrove
    A sud di quelle fabbriche rosse, di quelle ciminiere nere
    Lontana.
    Distante da impianti cimitero di uomini vivi
    Morti
    Distante da posti dove respirare è vietato
    Pericoloso.
    Dove intorno hai zolfo, catrame, apirolio, amianto, veleno e morte come amici nemici
    Non è la mia casa.
    La mia casa è altrove.
    È lì dove i bambini giocano e ridono
    Dove le donne invecchiano
    Dove c’è profumo di storia
    Dove il vento non fa paura
    Dove le colline verdi all’orizzonte accarezzano la prima luna
    Le stelle nuove.
    Dove il mare e la sabbia cantano.
    La mia casa è lì.
    La mia casa altrove

  • 30 novembre 2017 alle ore 20:47
    Dilemmi... risolti

    Ora
    che sono diventato
    l'anima insostituibile di me stesso
    galoppo bene i miei giorni
    nella speranza di rimediarli
    capolavori di vecchiaia
    E scavalco per amor di pace
    in un gioco di vita ad ostacoli
    i fossi scavati nel tempo
    da frantumate valanghe di delusioni
    seppellendo in essi
    traumi e incubi di una gioventù ombrata
    spettri di un passato ossesso
    ove risuonano ancora
    rauchi brandelli di felicità
    accompagnati da tetre angosce
    e suggestive illusioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 30 novembre 2017 alle ore 12:00
    Ramosità dell'ombra

    Ramosità dell’ombra
    difforme, increspata.
    Nuvolaglia:
    ci siamo persi.
    Perse le strade
    nel coraggio del salto,
    il logos sulla bocca del falco
    il tuo passo in ascesa
    senza corpo né
    brulle memorie
    dove il bel sogno degli astri
    tuona e sussurra
    perché loro l’Amore
    lo hanno diviso
    in molecole, a pioggia.