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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 aprile 2018 alle ore 20:43
    29/09/1953... un parto fortunato

    Pazzo del tutto e subito

    e energizzato dal mio
    irrefrenabile spirito creativo

    appassionante e magico

    mi pervade la speranza del mondo
    in stimolanti e affascinanti forme d'arte

    con la promessa d'un miglior futuro

    Adolescenze di un sogno
    destinate a divenire adulte

    rendendo quella speranza

    la realta' che dovra' aiutare
    le sorti della vita

    e consolarmi nell'anima

    nell'inseguire sogni irrealizzabili

    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:41
    I sacrifici della senilità

    A meta' strada
    tra i sessanta e i settanta

    esprimo tutto “il mio male”

    l’inquietudine

    l’irrequietezza

    la malinconia
    del mio spirito ribelle

    contro questo finto vivere

    e i suoi momenti
    di falso romanticismo

    Animato da un fosco sconforto
    e da una disperata ribellione

    mi macero i giorni

    in nostalgici ricordi
    della mia anima che sogna

    e va serena per la sua verita'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:39
    Il mio mare, la mia fede

    Tra gli spazi verdeggianti dell'anima
    distendo il mio vivere al mare

    splendido testimone fedele
    del mio gia' scorso passato

    E coltivo la' le mie croci
    sotto i raggi cocenti del sole

    nel silenzio segnato dagli anni

    innaffiando di lacrime e amore
    la mia fede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:38
    Insofferenza mattutina

    Come un'onda impetuosa

    il mio pensare

    raccolto povero
    dalle mille sfumature

    dei campi incolti della mente

    si leva alto

    testimone d'amore
    e d'odio silente

    a parlar con le stelle

    E stringo tra le mani la vita

    sporca

    d'ingarbugliato tormento
    e d'un insano soffrire

    libero e prigioniero io stesso
    dei miei vuoti interiori
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:34
    La ricerca della Verità

    Siamo animali molto feroci

    noi umani

    naufraghi su questa terra

    sulle sue coste
    frastagliate dagli egoismi

    di chi non si assume
    la responsabilita' del futuro

    e rimane inerme

    fragile

    figura controversa

    a creare fragilita'
    e celebrare la morte del suo prossimo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:33
    Il mio viver d'amore

    Traccio rime
    quale pellegrino in adorazione

    nonostante nulla

    neanche una misera ombra

    il mio andar

    dona al mio viver d'amore

    Esso rimane là

    lucente e fresco
    come appena sgorgato

    a non temer rivali

    oltre al cuore

    con le sue parole

    a innamorarsi di me
    e del mio esser

    riflesso sui fogli
    della sua stessa passione

    E la'

    ho il destino d'essere soltanto la tela
    su cui dipinge i suoi sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:32
    Momenti di pace

    Leggo

    e rimango immobile
    dentro ai miei sogni

    dov'e' immediato
    il fare amicizia con la passione

    prima che al loro avverarsi
    piu' non accada

    La' io sento
    note di musiche lontane

    rimasugli di antiche afflizioni

    spinte dal vento dell'odio

    la' io vedo il mio sorriso
    a richiamar la bellezza del sole

    e farne scintille d'amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:30
    Aprirsi al mondo

    Incontrarci

    dialogare

    raccontarci tra noi
    la nostra esperienza

    nella scelta curiosa
    che diviene sorpresa

    a opporre resistenza

    alla difficolta' d'avere pazienza
    con chi erge la vita

    a copertura delle frustrazioni

    E vivere dell'incontro fra anime
    con interiorita' spiccate

    anche violente

    riempiendole di gioia

    poiche' e' quella
    che permette di aprirsi al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:29
    Lacrime inaridite

    Cammino

    col passo pomeridiano
    e gli occhi fissi sul passato

    a srotolare le mie ombre e i ricordi

    Il mio pensiero va
    a chi non puo' starmi piu' vicino

    nel rimprovero che mi faccio

    per la scarsa comprensione
    che la vita non e' eterna

    sbriciolando richieste di perdono

    per traguardi non raggiunti
    e inquietudini mostrate

    E vado

    solo con me stesso
    mano nella mano

    a condividere ancora
    il tempo concessomi

    e ringraziando Iddio
    per non essermi perso

    Ma inutile e' il mio pensare
    impregnato ormai di lacrime inaridite
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 aprile 2018 alle ore 20:27
    Uomo, perché?

    Pensieri macabri e teneri
    attraversano lucide follie
    e intenti di giustizia sommaria
    Lunghi viaggi negl'inferi
    in compagnia di se stessi
    e dei propri malesseri
    nella solitudine che coltiva
    fissazioni sempre verdi
    e aneliti d'amore non corrisposto
    E perdersi e lasciarsi andare
    macchiandosi l'anima
    di quei ricordi e quei profumi
    che arman le mani
    di volonta' assassine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile 2018 alle ore 19:21
    Un tappeto di amaranto

    Non dormo
    di ronda a strali esistenziali
    sobillatrice di torpori 

    del bisogno respinto
    margine di prolassi remoti
    adorno visioni -fugacemente 

    Si desta sollievo, una polvere 
    di riguardosa concupiscenza:
    vite immaginate, dai crampi intatti 
    mai messe al bando
    mai quanto l’urgenza 

    come segno semplice 
    mi troveranno, albina
    sotto un tappeto di amaranto

  • 24 aprile 2018 alle ore 19:16
    Frammento 5 "Solchi"

     
    I solchi nel deserto
    sono le carezze del vento
    sui sottili granelli di sabbia
    I solchi nell'anima
    sono le tue parole che cantano
    la bellezza divina dell’amore
     

  • 24 aprile 2018 alle ore 19:09
    Frammento 4 "La tua anima nuda"

    Sognerò te, nuda
    tra le mie braccia
    Vestita di solo bellezza

  • 22 aprile 2018 alle ore 22:51
    Gravida

    Nella vecchiaia della Terra
    è nascosta la mappa dell’esistenza
     
    E’calda accoglienza
    che ci tiene nell’amnio
    sempre più gravido
     
    Panta rei
    tutto nasce e poi tutto va
    ma la madre più fertile
    ha memoria
    in ogni sua zolla
    culla passati e presenti
    invisibili palpiti
    accenni di vite
    padri
    madri
    intere generazioni
    di ossa e pensieri
     
    E tagliano il tempo
    ingegni sguardi passioni
    dettagli senza un nome
     
    la materia risale
    essenza chiama essenza
     
    per loro
    la Terra trema
    e la roccia si spacca

  • 22 aprile 2018 alle ore 22:15
    Sorsi di terra

    Sorsi e sete.
    Ancora sorsi, sete di speranza.
     
    L’odore di terra s’è perso nel fiato
    di attesa. Pulsa ancora.
    Il viaggio non ha odore
    di pane fraterno, non ha odore.
    A bordo non c’è pane da tagliare.
    C’è spazio di ossa e sale rinsecchito.
     
    Pregate, non possono dirvi
    come l’acqua va o se la corsa
    finirà al sole.
    I sassi sono fermi, la terra spinge.
    Remate
    più forte delle braccia.

  • 22 aprile 2018 alle ore 20:51
    Il mio viver d'amore

    Traccio rime
    quale pellegrino in adorazione...nonostante nulla

    neanche una misera ombra

    il mio andar

    dona al mio viver d'amore

    Esso rimane là

    lucente e fresco
    come appena sgorgato

    a non temer rivali

    oltre al cuore

    con le sue parole

    a innamorarsi di me
    e del mio esser

    riflesso sui fogli
    della sua stessa passione

    E la'

    ho il destino d'essere soltanto la tela
    su cui dipinge i suoi sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile 2018 alle ore 20:46
    Tra urla e silenzi

    Sapori di futuro armonizzano
    a piacimento il mondo
    specchiandosi
    su alte onde frastagliate
    e creste disperate
    Anime in fuga
    legittime figlie del loro Dio
    erose dal loro stesso passato
    sereno riposo cercano
    al di la' della paura
    e in fila pregano quel mare
    rapiti dalla speranza
    d'andare oltre i sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile 2018 alle ore 20:44
    Chiedo al mondo di lasciar stare i capolavori

    Ancora in coda
    per un tozzo d'amore

    interessato al futuro

    vivo la fame nei miei viaggi
    indietro nel tempo

    Travolto da suoni
    sconosciuti e raffinati

    che elettrizzano lo splendore
    della strada verso l'inconscio

    prima del tracollo

    trovo surrealismi e marciumi
    nella celebrazione della natura umana

    prigioni misteriose d'energie

    dove rinchiudere il mondo interiore
    e rivelare fantasie senza fantasia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile 2018 alle ore 20:41
    Il primo bacio e' il miglior modo di ricordarci

    E m'accorgo che niente e' cambiato

    io malvivente di gioventu'

    conservo ancora nell'armadio dei ricordi

    quel sapore dolce
    delle nostre labbra che si uniscono

    del palati che s'incrociano
    a suggellare il sentimento

    Noi giovani acerbi
    a conoscerci incoscienti

    a sottrarci al nostro passato

    e varcare le soglie del Paradiso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile 2018 alle ore 20:39
    Orizzonti di sogni

    Vado avanti e indietro

    a chiedermi chi sono oggi io

    gravato delle parole che ho detto
    e delle rime che ho scritto

    sognatore incallito
    senza intenzione di smettere

    tra i sospiri che accompagnano
    il mio andare

    E rimango ancora qui
    ad amare questo mio mare

    sotto questo mio sole

    avvolto in tutto cio'
    che mi sgorga dall'anima

    senza paura

    a dimenticare le mie domande
    e non cercare piu' alcuna risposta
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile 2018 alle ore 20:33
    Aprirsi al mondo

    Incontrarci

    dialogare

    raccontarci tra noi
    la nostra esperienza

    nella scelta curiosa
    che diviene sorpresa

    a opporre resistenza

    alla difficolta' d'avere pazienza
    con chi erge la vita

    a copertura delle frustrazioni

    E vivere dell'incontro fra anime
    con interiorita' spiccate

    anche violente

    riempiendole di gioia

    poiche' e' quella
    che permette di aprirsi al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile 2018 alle ore 12:26
    Frammento 3

    Un attimo fulmineo
    Nell'anima rimase un profondo
    solco di luce

  • 22 aprile 2018 alle ore 12:24
    Frammento da "Sensi"

    Quel profumo di lil­là
    appena sbocciato
    che emana la tua pe­lle
    ambrata, quando ti abbandoni
    all'estasi del piac­ere
    (fm 210418)

  • 22 aprile 2018 alle ore 10:43
    Volere divino

    Celebrità del Teurgo fondatore
    oltrepassa i confini di regione
    perciò, voluto da città Crotone,
    incarica suo fido coadiutore.
     
    In fede e devozione alto cultore,
    viene Paolo Randacio a fondazione,
    onde  presto elevare costruzione,
    come nunciato lustre Precursore.
     
    S’alz’imponente quinto Monastero,
    s’alza la Santa chiesa ad esso accosta,
    e, tutto par  sogno, ma è tutto vero.
     
    Se non fosse di Dio Mano possente,
    qual mortale sarebbe sì potente
    a tale grande imper dare risposta?
     
    “Ubbidienza fida, e che non puoi?
    T’ubbidisce natura  e il Foco gela
    A la Virtù, che al tuo fervor si svela;
    E’ mirabile Iddio ne’ Servi suoi.”

  • 22 aprile 2018 alle ore 1:19
    Osmosi

    S'elevano dai tasti
    note d'amore e di vita
    Beethoven
    vince resistenza d'Elisa
    Nel mentre stilla
    di materno latte il seno
    -nutre di cielo mio figlio-
    Dita nuove
    per giovini note
    Giorni eterni
    su pentagrammi stesi
    S'elevano dai tasti
    note d'eterno fluire
    Dita nuove
    -stille di materno latte
    sui tasti-
    ...
    Ed è vita.