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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 27 ottobre 2017 alle ore 21:07
    Irreprensibile sorriso

    Sole
    che tramonti e torni
    dentro quella Verità
    che ti piace fragrante
    di piaceri e di silenzi
    rifulgi in splendidi
    e felici attimi di vita
    coccola e sorridi
    a tutte le anime del mondo
    e amale come ami i fiori
    che germogliano al tuo calore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 ottobre 2017 alle ore 21:05
    I miei gabbiani

    Amo i gabbiani

    delizia del mio sguardo

    che roteano allegri
    sopra il mio capo

    lassù nel cielo cupo

    con i loro verso acuto

    quando mesto nel mio andare
    confortano i dolori
    e le tristi angosce dell'anima mia

    E mi par che mi riconoscano
    nel lor barrire

    saltabeccando tra le creste
    dell'onde imponenti
    e il russar della gente

    ch"ancor dorme

    mentre allo spuntar dell'alba
    il mio Noel s'accompagna al mio risveglio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 ottobre 2017 alle ore 21:02
    La forza dell'amore

    La forza del'amore

    Rivivo i dolori
    illuminandoli dei sentimenti
    che vibrano nell'anima
    E prendo in premio
    le lacrime che ho perso stanotte
    assurgendo con esse
    a questo alto vigore
    e far divenire la nostra storia
    ogni giorno una grande storia...
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 27 ottobre 2017 alle ore 15:09
    La scatola magica

    Siete tutti
    e solo io conosco i vostri nomi 
    nella scatola magica
    che racchiude con voi il mio cuore.
    Il vostro essere stati
    il vostro essere ancora.
    Scoperchio la scatola 
    per far uscire il profumo del giorno
    corda invisibile e ruvida
    groviglio insensato e impazzito
    tra emozione e passione
    speranza e timore.
    Vi lascio fuggire
    svanire ?
    Vi incontro
    vi afferro ?
    Siete voi a rientrare
    amabili docili pazienti figure
    serrate costrette 
    nel nodo intrigato inestricabile
    del mio divenir... divenuto.
     

  • 26 ottobre 2017 alle ore 22:05
    Desiderio di te

    Abbracciami
    Nel sogno

  • 26 ottobre 2017 alle ore 21:10
    Haiku

    Triste vedere
    un corpo consumato-
    Foglie d'autunno
     

  • 26 ottobre 2017 alle ore 20:55

    Personalmente sono un tipo paziente, ma ho anch'io un limite. Credetemi... Per farmi dire "Sono al limite ce ne vuole"! Non regalo "Il mio peggio" a nessuno, ma quando mi conducete verso quel limite, sappiate che quel "Peggio" è rimasto lì, ad aspettare per tutto il tempo. E non ha dimenticato niente di tutto ciò che ha sopportato, compreso, tollerato, pazientato, giustificato e troppo spesso... Ignorato... E quando esce... Il "Peggio" dei buoni... E' al pari del "Meglio" dei cattivi. 

  • 26 ottobre 2017 alle ore 20:48
    Parlate,mie angosce

    Parlate,mie angosce

    Guardo la vita ormai
    con gli occhi di chi
    potrebbe andarsene
    da un momento all'altro
    nel disagio che prende il cuore
    per questa sofferenza dell'umanità
    E vorrei ancora aver voce
    per tutti gli uomini
    di tutte le età e di tutte le patrie
    e non l'ombra che mi ritrovo d'essere
    e che si confonde
    nel buio dell'anima sconvolta
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 26 ottobre 2017 alle ore 20:46
    Non mi resta altro che scrivere

    E così la vita finisce

    in questa confusione

    per diventare
    una sorta di palcoscenico

    su cui ognuno recita in maschera
    a nascondere i suoi equivoci

    esaltato da false illusioni

    dimenticando la lezione umana
    che il passato ha dato

    nelle sue tragiche vicissitudini
    e nelle sofferenze patite

    E adesso
    c'è chi vive dentro aloni d'euforie

    avvolto da candide nuvole
    nel bel mezzo di facili entusiasmi

    non pensando più

    all'unica verità che gli è rimasta
    ...vivere con dignità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 26 ottobre 2017 alle ore 18:40
    Ai pastori rumeni a Castelrosso

    Raggiunto il bosco è il cielo il suo riparo
    azzurro ancora intatto brilla vivo
    quando il respiro fa tremare un faro
    e il sale brucia il sonno del sollievo.
    Sente il sicuro lui, la furia spenta
    nel fumo nero al letto di metallo
    nel sangue del fratello al cimitero
    di Castelrosso, al prato del pastore.
    Poi il nero-solo-nero come il cielo
    e come i guanti stretti sul bastone.
    Nebbia che cade - punta di un macigno -
    la madre che gli tira giù il cappello.
    Lontano inverno, la carezza cede
    al vento e buio il bacio che ha strozzato.

  • 26 ottobre 2017 alle ore 14:57
    Grafico tridimensionale di un'essenza

    Raccontami una storia
    la storia d’un viaggio
    affascinato dal suo centro
    armonia d’insieme
    di una monade in un oceano
    continuamente appena nata
    in illogiche involuzioni
    apparenti
     
     - Tanto si è perso
    tanto si ritrova
    e niente rimane quel che è -
     
    Il boomerang non fa fermate
    solo sfuggenti indugi
    nel combattere l’aria
    verso il fondocielo
    distacco da uno zenit
    svasato di certezze
    Mai hai lasciato quella casa
    eppure ci ritorni perché
    ci abiti da sempre
    sdoppiata da un’essenza
    che ha nostalgia di te
    La soglia ti aspetta
    e placate le distanze  
    ti riappropri del tuo vuoto
     
    La mente del silenzio
    magari lo scopre
    chi sei veramente
    In fondo
    il nulla unito al nulla
    non fa sempre zero
     

  • 25 ottobre 2017 alle ore 21:07

    La mia schiettezza, il mio essere realista e a volte cruda è la mia personalità. Io sono questa! Sono una persona che le chiacchiere non le vuol sentire più. Una persona che le cavolate le lascia dove nascono. Una persona che dove non c'è materia sufficiente di confronto, il confronto nemmeno lo inizia. Sono tosta e difficile. Forte e testarda. Se non ti piaccio non mi suicidio. Ho la fortuna di avere un cervello dotato di intelligenza che sa vedere molto oltre a ciò che in molti riescono solo ad immaginare. 

  • 25 ottobre 2017 alle ore 20:51
    Il segreto dei miei insuccessi

    Bevo il mio inchiostro
    per mischiarlo ai disagi dell'anima

    e trasformarlo in capacità
    di parlare a chiunque

    Sofferenze sopportate con schiettezza

    nelle paure che tolgono il fiato
    e nei travagli interiori

    che cercano la salvezza

    nel piacere di scansare gli abissi del vuoto

    E raggiungo i miei insuccessi
    donando al mondo il peggio di me

    ...che poi è il meglio che ho...
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2017 alle ore 20:49
    Il mio Paradiso... infame

    Immerso
    nell'essenza gelida e pietosa
    dei miei sentimenti

    sfogo il mio malessere

    affacciato a questo mondo

    con silenziose grida dell'anima

    confessioni emanate nel buio dell'essere

    da flebili voci

    che cercano la loro dimensione
    facendosi strada nell'andare del vivere

    per congiungersi con la solitudine

    prigioniera di sé dietro le sbarre
    di questa realtà senza echi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2017 alle ore 20:47
    Voci della biro

    Ansie di scoperte
    distinguono la mia diversità
    nell'impegno ideale
    che crea legami profondi
    con l'esigenza dei miei pensieri
    E non voglio
    né ho la presunzione
    di voler essere unico
    in questa ribellione d'anima
    a lottare per la conferma
    d'ogni giusto e quieto vivere
    che sia ancor oggi
    il fondamento su cui costruire
    le nuove coscienze
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2017 alle ore 17:37
    Ferita immota

    Ventre cobalto
    dalla ferita immota
     
    quella luna d’amianto
    un simile abisso
     
    a tratti ridiscende
    singhiozzo
    che parte dalla fine.

  • 25 ottobre 2017 alle ore 16:21
    Vento

    Sei tu, vento.
    Sogno evanescente
    figura calda
    velata di serici odori.
     
    Splendente corpo d’ebano
    bello di sole
    palpitante di fiori chiusi
    e di sorgenti nascoste.
     
    Sulle ciglia della notte
    hai tratteggiato
    una prigione di luce.
     
    Ed io mi lascio docilmente incatenare.
     
    c.aurora
    Da “Uno scrigno è l’amore” 2007
     

  • 25 ottobre 2017 alle ore 12:38
    È troppo bello per essere vero?

    Del tuo cuore, il vuoto, cercavi
    di riempire, nella gioia speravi...
    ma poi, come te, hai trovato
    un angelo, in un mondo malato.

    Tu, invece: non ti conosco molto,
    eppure ti ringrazio! Hai colto,
    già, la sincerità di quel sorriso
    stupendo; questo è il vero paradiso!

    Auguro a voi una felice vita
    insieme! Di una mano sulle dita
    si contano, come voi, persone
    che amano, sempre, senza l’illusione.

  • 24 ottobre 2017 alle ore 21:36
    Ramo di glicine

    Disseto ossari 
    d’idee corrotte.
     
    Rampica incavi 
    ramo di glicine
     
    come la corda
    tesa dal buio.

  • 24 ottobre 2017 alle ore 21:02
    Il ritratto della povertà

    Ricordo il mio tugurio
    e la finestra sbreccata

    senza vetri e senza imposte

    da cui contemplavo la mia miseria

    mentre stretto ai miei pensieri
    mi scaldavo al calore dell'anima

    avvinghiato con forza alle speranze

    Scalzo e con le toppe nei calzoni

    ho vissuto vendendo al mondo
    il ritratto della mia povertà

    col pensiero che potessi essere Io
    l'ultimo modello dei pittori di quel tempo

    ma m'accorgo che questo presente
    è già ritornato a quel passato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    .
     

  • 24 ottobre 2017 alle ore 20:59
    Come luci d'arcane stelle

    "...e quando il tempo con le sue fredde ali
    spazzera' finanche le rovine..."(Foscolo)

    Come luci d'arcane stelle

    brilleranno di proprio splendore
    i ricordi attaccati al soffitto del cuore

    a illuminare i singulti

    E là
    dove si estende il deserto

    inventeremo la nostra pace
    nel lumeggiare delle sevizie dell'anima

    impregnata della sopportazione
    d'ogni schiavitù

    e impedita nei suoi sensi

    d'udire e parlare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2017 alle ore 19:24
    L'eros e la libido in due righe

    Amore, pudore, candore;
    stupore, calore, sudore.

     

  • 24 ottobre 2017 alle ore 17:40
    Punto cieco la nuca

    Prego l’esorcista dei fiori
    di espellere un graffio
    mentre la nuca si copre di ascolti
    fianco a fianco al brusio degli insetti
    caduti nei cimiteri dei canti.
    Altro il tempo di sole inconsapevole,
    rianimo il pianto lasciato a seccare
    nell’inciso turchino. Ma la soglia
    del cielo è un punto cieco
    una cruna inspiegabile.

  • 23 ottobre 2017 alle ore 21:24
    L'urlo di stracci

    La luna non ha retto il graffio – stilla
    di ghiaccio aguzzo d’ogni giorno.
     
    Miseria-orgoglio
    addensa fumo al piatto rotto.
     
    Inciso resta l’urlo sulla soglia
    di stracci
    - come sparso
    dall’onda che dispera.
     

     

  • 23 ottobre 2017 alle ore 20:36
    Ruggito d'ardore

    Verrà quel giorno
    quando d'un balzo
    m'addentrero' tra le mie tenebre ...
    E soffriro' sventure e carcerieri
    finché la fiaccola celeste
    luce della sapienza sempre accesa
    risplendera' ancora
    e dal figlio che ero
    al padre che sono
    ancor figlio diventerò
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati