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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 agosto 2017 alle ore 21:32
    Il mondo è bello perchè è vario

    Come coloro che sono simili
    e al tempo stesso opposti

    per esperienza ed eloquenza
    e uguali per grandezza d'animo e vanità

    vivendo la vita nel piacere di donarsi
    o di conservar per sé le proprie integrità

    esser clementi oppure rigorosi

    scolpendo per aspirazione all'eternità

    nei gesti le loro virtù e i difetti

    cosi vivo io

    nel mio essere anima e corpo
    cuore e ragione

    E do all'anima e al cuore
    il ruolo del comando

    al corpo e alla ragione
    quello dell'obbedienza

    ...e alla passione la disobbedienza
    .
    Cesare Moceo @

  • 17 agosto 2017 alle ore 21:30
    Pellegrino di me stesso

    Accendo volentieri
    nel profondo dell'anima

    bracieri d'incenso

    a profumare l'Essere

    e tener lontano
    il puzzo intenso

    dei pensieri infingardi
    che esalano dalla mente

    quando questa è in carestia

    Uragani d'avances indesiderate
    dalle volontà sconnesse

    si scatenano con inquieta rapidità

    contro le innocenze rimaste
    a difendere il mio Nulla

    e la sua scivolosissima inventiva

    E racconto seduto là attorno
    pellegrino di me stesso

    il desiderio rimasto tale

    di reinventarmi

    nel tradimento della ragione

    e trovare altri respiri anche seducenti

    che non divengano ancora sospiri
    di un tempo già vissuto

    tormenti interiori

    sanguinanti ferite

    che si aprono e chiudono
    a loro piacimento e a mia insaputa
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 agosto 2017 alle ore 14:43
    A lume schietto

    e a lume schietto
    vasto odore di pioggia
    prende la sabbia
     
    attesa in lamine                          
    -fondo di luna-
    la viola scura a riva
    irrora mare

     

  • 17 agosto 2017 alle ore 9:55
    Rimbalzi

    lascerò aperta un'ampia crepa
    ché si bagni di luna
    intinta nel cristallo d'occhi tuoi
    che è mare che riposa.

  • 17 agosto 2017 alle ore 8:33
    Onde

    Onde, s'infrangono
    sul mio cuore,
    sulla pelle e
    sulla solitudine della pioggia.
    Onde, violente...
    le tue labbra.

  • 16 agosto 2017 alle ore 21:09
    Testimone di me stesso

    Corro ogni dì

    con lo sguardo pregno
    dei miei domani

    gongolanti di gioie
    e d'amorfe collere

    d'ore stagnanti
    e attimi d'inverno

    E credo ancora
    nella mia isola felice

    e in questa estate

    dai profumi perpetui
    e di pensieri profondi

    nei sentimenti provati
    in prima persona

    rimordenti rimorsi

    a voler dirmi
    un qualcosa in più

    in quel mio incerto futuro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 16 agosto 2017 alle ore 21:06
    Da Cesare Moceo a Cesmo

    Sotto il tetto dell'età

    al cui minimo cenno
    ogni attimo diviene vecchiaia

    a raccontar l'odissea della vita

    le varie facce delle passioni d'un tempo

    sono ora coperte
    di colorate incrostazioni

    e rivestite di psichedelici tormenti

    che nascondono rughe grezze
    d'emozioni represse

    scavate e sofferenti

    precocemente invecchiate
    e prive di sentimenti

    Io

    avanzo mascherato di quella vita

    andrò sempre
    in cerca di un altro me stesso

    finchè non l'avrò trovato
    .
    Cesare Cesmo Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 agosto 2017 alle ore 21:05
    Lacrime pietrificate

    Siam tutti diventati
    statue di dolore
    per non bastare ognuno
    alla nostra fama
    Nel futuro degli occhi chiusi
    che non vedranno più il sole
    nascondiamo malefatte
    e trasformazioni d'amori
    orbati del lasciar eredità d'onore
    or dignità a produrre eterne fiamme
    felici come siamo
    d'arricchirci d'ori e di menzogne
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 agosto 2017 alle ore 21:03
    Una ragione per vivere oppure per morire

    Schiere di esteti
    dai pensieri ricciuti
    apprezzano e sparlano
    prima durante e dopo
    che s'alza il sipario
    tutti contenti di questa annunciata
    rappresentazione goliardica
    d'attori dall'anima sporca
    e con le scarpe bucate
    che recitano ognun la sua parte
    tra alcol risse e pugni e sangue
    E vivono contenti spettatori
    del loro inganno dimentichi
    a godere dello spirito grottesco
    di questa orrenda commedia
    stampata felice negli occhi
    applaudendo ad ogni atto
    finchè non ne sanciscono il successo
    e la celebrità dei suoi attori
    E non tanto li cruccia
    il clima da guerra fredda
    che vive nei cuori
    quanto la voglia d'apparire belli
    senza porre riparo d'anticipo
    all'irreversibilita' d'un male
    rafforzato per il lungo indugio
    E affidano ai soffi del vento
    la pulizia del palcoscenico
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 agosto 2017 alle ore 20:30
    Osare

    Il desiderio di amarti
    È come il volermi tuffare
    nell'immenso oceano
    in cui osa immergersi il cosmo
    con la sua sconfinata bellezza

  • 16 agosto 2017 alle ore 14:36
    Palmi di tramonto

    Forse interviene il tramonto a scoccare carezze
    nel sottile gioco del confinarsi 
    per il sorgere interno e il porgersi sponde
    in una nuova sincronia del perdersi

    L'ora si scompone sfaccettando il mistero
    l'ora si spoglia delle bende 

    Nei palmi morbidi 
    siamo mimica della fiamma
    e più che bruciare si diventa 
    la forma estrema del sì 
    e poi le gemme si allargano
    in uno spazio che non esiste
    in nessun altro luogo

  • 15 agosto 2017 alle ore 21:33
    E cerco una risposta alle mie ansie

    Schiere di esteti
    dai pensieri ricciuti
    apprezzano e sparlano
    prima e dopo
    che s'alza il sipario
    tutti contenti di questa annunciata
    rappresentazione goliardica
    d'attori dall'anima sporca
    e con le scarpe bucate
    che recitano ognun la sua parte
    tra alcol risse e pugni e sangue
    E vivono contenti spettatori
    a godere dello spirito grottesco
    di questa orrenda commedia
    stampata felice negli occhi
    mettendosi a fischiare ad ogni atto
    finchè non sanciscono il suo successo
    e quegli attori non divengono famosi
    E affidano ai soffi del vento
    la pulizia del palcoscenico
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 agosto 2017 alle ore 21:11
    Sotto tremuli raggi

    Vado solitario per la via

    sotto questa luna
    che regala disinteressata

    i suoi tremuli raggi

    unici compagni del mio andare

    E in quel cammino

    trascende la mia anima
    verso praterie immense di sogni

    tra precetti d'amore

    e volute dissolutezze
    di morbide sensualità

    redente in desideri e capricci
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 agosto 2017 alle ore 21:09
    Voglia di pace

    La mia ansia irrequieta
    ti cerca o Pace

    nel lucido amore

    tra sentimenti d'imberbe

    e turbamenti accresciuti
    nel desiderio di te

    Tu assente

    viva

    e solo presente nell'oscurità
    di certe mie notti

    E trovo ristoro nelle ore passate
    al pensiero d'averti

    nell'attesa silente delle follie sognate

    nell'incedere regale

    che accompagna i pensieri
    e il vagabondaggio d'istinti
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 agosto 2017 alle ore 11:54
    Rivolo

    Possa correre un rivolo
    giù per vetrate d’occhi
    perché non fugga ossigeno in maree
    oscure. E che la terra si ravvivi
    - la fonte cresce in ombra e il nocciolo
    è cieco bulbo. Quale sorso
    perenne al sorriso trabocca
    soffocato sulla clessidra immota.
    Sono parole d’ocra. Si dipanano                            
    in spine di tramonto, l’ora gela.

  • 15 agosto 2017 alle ore 8:03
    La vispa Teresa

    La vispa Teresa
    si muove felpata,
    tra lezolle di erba bagnata.
    Stupida farfalletta,
    poggiata su un basso ramo.
    Veloce animale,
    ma di Teresa a portata di mano.
    Agguanta il volatile
    la fresca bimbetta,
    tra lo scricchiolìo di legno.
    Sorride sgargiante Teresa,
    mentre torna a casa gridando:
    "L'ho presa! "L'ho presa!"

  • 14 agosto 2017 alle ore 21:19
    Fosse noia mortale che s’appressa

    Fosse noia mortale che s’appressa
    all’ombra stanca di parole vuote
    da briciole di sole fugga – in dote
    all’occhio – e travi senza voce tessa.
    Cominci il sorgere d’inverno cupo
    verso uno stagno di speranza imbelle
    con quella rosa fragile di pelle
    chiara, scavato un solco in un dirupo.
    Sento alla fonte ancora che zampilla
    remoto il tuo sorriso che non sciupo
    e bruci tra le mani come stella
    che nella terra arsa più non brilla.
    Del proprio sangue si disseta il lupo
    e stringe l’osso dentro le budella.

  • 14 agosto 2017 alle ore 15:16
    Notte di ferragosto

    M'incontro stanotte
    con me stesso e i miei fantasmi

    deviato tra la folla
    che gremisce il mio intorno e i suoi sapori

    Smarrito

    perturbato nel mio nuovo Essere

    accompagno questa mia aliena condizione
    con una miriade di segrete speranze

    melancoliche e mute

    nel proposito di fare e con la volontà di accendermi

    E mi accorgo che il tempo già trascorso
    non mi da requie

    nel perduto passato

    con le sue minacce continue d'inutilità e di Nulla
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 agosto 2017 alle ore 15:16
    A volte mi sembra solo egoismo

    M'incammino dolcemente
    tra i vicoli dei pensieri
    che risuonano nella mente
    quando nel piacere immenso
    d'aver soddisfatto il mio desiderio
    avverto il peso dell'egoismo
    pur nella coscienza
    di celati sensi di colpa
    E mi sembra d'offendere
    la mia e la tua sensibilità
    relegandola a vizio e necessità
    ora che le occasioni
    vengono a mancare
    e le forze divengono
    solo spinte d'angoscia
    nella purezza dei nostri sentimenti
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 agosto 2017 alle ore 15:15
    Le occasioni perdute

    Notti
    trascorse nel digiunare dei sensi
    a dar coscienza
    a oscuri istinti repressi
    e sconsolate soddisfazioni abortite
    dove giaceva sveglio
    il dolore delle attese disattese
    e senza speranza
    Nell'inferno di quei silenzi
    sei vissuta tu anima mia
    nell'illusione d'una gioia
    seppur soffrente
    senza voce alcuna
    né di rimpianto oppure di rabbia
    per le occasioni perdute
    nell'insensibilita' del cuore .

    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 agosto 2017 alle ore 8:04
    Leggi una mano

    Scruta una mano,zingara:
    scopri la linea della vita:
    breve nel piacere,
    lunga nel dolore.
    Regalami l'illusione
    di un incontro di amore.
    La retta della fortuna
    appare spezzettata
    in più punti.
    Non voglio scommettere denaro
    e affidarmi alla brama degli stolti.
    Ma la linea della salute
    è per te, zingara,arcana.
    E tergiversi,soprassiedi.
    Un sorriso emaciato
    rimanda ad altra occasione
    la bellezza del malore.
    La sottile etisia
    che l'illuso consuma,
    e che non hai voluto rivelare,
    rende più caldo,o zingara,
    il tuo fuoco di prestigio.

  • 14 agosto 2017 alle ore 7:10
    Dove, i tuoi occhi?

    Dove sono i tuoi occhi?
    L’alone della luna è cenere
    laconica, ruba la dolcezza dai pendii.
    Potrei puntare al vuoto d’indaco
    planare l’attesa al limite del conosciuto,
    ma questo mio volteggio è storia d’ombra
    scende nel letargo, si avvolge
    di perduti lumi -vezzi, forse.

  • 13 agosto 2017 alle ore 20:54
    Vi prego, credetemi, non v'inganno

    Cammino piano
    tra queste zolle
    e in queste messi vivo
    affascinante a tratti delirante
    capriccioso e malinconico
    e pure sapientemente ignorante
    con l'aspetto di un vecchiaccio
    che a fatica si trascina
    e si distingue nella melma
    così l'arte rappresenta
    la mia natura e la mia felicità
    Ma tant'è...è così che voglio stare
    è così che voglio vivere
    finchè cosi ricevo
    la mia benedizione
    .
    Cesare moceo @
    Tutti i diritti riservati

     

  • 13 agosto 2017 alle ore 20:39
    Il fuoco nelle vene

    Contro le sofferenze della vita
    mi rifugio in certe allegorie
    particolarmente amene
    per sopportare di malanimo
    soprusi e cattiverie
    e eludere i tormenti
    che abbracciano l'iniquita'
    Lì riposo dagli strapazzi
    e lì depongo tutte le mie amarezze
    che il vivere quotidiano mi da
    E quando ritorno da quei
    sotterranei ricoveri
    dove vivo il mio ozio sereno
    e rileggo le inezie che ho scritto
    mi par di rinascere ancora
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • Convincimenti profondi
    consolidati dal brillio degli occhi
    a rivelare stupori e preziosità
    e mostrarmi generosità d'intenti
    e coraggio d'animo
    E basta solo questo
    a diffondere in me
    il colloquio con il mio sapere
    Ma questo non lo posso
    raccontare con semplici parole
    ne tantomeno insegnarlo
    a chi non vuol comprendere.