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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 agosto 2017 alle ore 1:46

    Ricordatemi quanto bello sia sorridere. Anche poco, anche con difficoltà, ma il prezzo di un sorriso non è ancora stato stabilito e questo perché probabilmente un prezzo non lo ha. Ricordatemi quante volte la vita mi abbia messo in ginocchio e quante volte io abbia trovato modo, tempo e forza per rialzarmi. Ricordatemi che il sole è qualcosa che sorge sempre e solo dopo la notte, quindi per ogni momento buio saprò farne sorgere uno pieno di luce. Ricordatemi che il tempo non mi viene restituito, così laddove mi rendo conto che lo sto "Perdendo" saprò riprendermelo e dedicarmelo. Ricordatemi che la vita è amarsi e solo dopo trovare qualcuno da amare e che ci ami.

  • 09 agosto 2017 alle ore 22:00
    Il poeta fa sempre il suo dovere

    Nella vanità
    più dispotica e più iniqua
    del mio esser poeta
    fluttuo da un verso all'altro
    felice di poterli
    abbigliare a mio piacimento
    Riottoso e a volte insolente
    nelle emozioni raccontate
    istoriate di strappi e buchi letterari
    uso i miei scritti come armatura
    per proteggere me stesso
    da contaminazioni e critiche
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

     

  • 09 agosto 2017 alle ore 20:59
    Cosa sarei io senza la penna in mano ?

    Mi ritrovo ancora
    a portata d'inchiostro

    pensieri venuti dalla miseria
    e che alla miseria rimando

    istinti di un ineluttabile destino
    a cercar gloria per un momento

    e subito impregnati di perseveranti disagi
    e per giunta senza alcun ingegno

    E cerco l'aiuto

    nelle occasioni mai accidentali
    per consegnarmi ai posteri

    della mia autorevolezza

    che mi serve per farmi ascoltare dal mondo
    e scrivere di questa passione con sicurezza

    scegliendo con coraggio
    i sentimenti da regalare

    e quelli da relegare

    quando le ragioni del cuore
    contrastano con l'oblio della ragione

    anche a costo
    di rimanere nudo nell'anima

    che per questa nudità
    non sarà mai ben accetta
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 agosto 2017 alle ore 10:24
    Con te

    Con te
    la notte 
    è un petalo di sole
    che profuma di mare in tempesta,
    di esili domande.
    Con te
    sono quel sapore
    che dona l'amore
    ad ogni angolo d'abbraccio.

  • 09 agosto 2017 alle ore 8:11
    In riva alla sera

    Ho incontrato un uomo
    in riva alla sera.
    Mendicava il tramonto
    in fila con i suoi tormenti,
    probabilmente in pena
    o semplicemente stanco
    di assomigliare.
    Curvo dinanzi al passato,
    attento a non farsi sentire
    masticava l’amaro del tempo
    stonando una vecchia canzone.
    Ad un tratto, un bimbo
    giunto lì per caso
    gli donò una manciata di sabbia.
    L’uomo lo ringraziò con una promessa
    e tornò a farsi cercare.
    Seppi poi dalle solite voci
    che fu visto piangere
    in compagnia della notte.
    Lo ritrovarono abbracciato al mare
    appena i venti cessarono
    di spargere tra i ricordi
     polline di dolore.

  • 09 agosto 2017 alle ore 7:52
    Anonima

    Lei presente
    nelle mie preghiere;
    per lei supplicherò
    la misericordia di Cristo,
    prostrandomi a Lui
    tutte le sere.
    Proclamo una consapevolezza:
    di avere sorpassato
    la sua giovinezza;
    portare addosso
    un tetro e abietto mostro,
    che ho sconfitto
    nel Padre Nostro.

  • 08 agosto 2017 alle ore 22:02
    Questo doversi dire sempre tutto

    Questo doversi dire sempre “tutto
    bene” se ci s’incontra presuppone
    norma esitante e che sia proprio il lutto
    a esprimere tendenza nell’azione.
    Quel bene è un picco in cima eppure ha il fondo
    ricco di limo - vecchio sotto sale -
    è auspicio instabile di specchio al mondo
    sporto nel vuoto a tangere un crinale.
    Questo ci lascia amore quando tace
    curva anelastica, più orizzontale
    del mare senza anelito, la pace
    che non minaccia più castigo o male
    l’indifferenza a un fiore o alla vorace
    malizia d’un virgulto che ci assale.

  • 08 agosto 2017 alle ore 21:45
    E' la mia vita

    Nella fortuna di non piacere a tutti
    vivo nuovi giorni
    a restituirmi gli entusiasmi
    che credevo d'aver perduto
    Gioie intense d'effimera bontà
    a imporre altalene d'emozioni
    in un saliscendi dondolante
    nel contrasto delle aspirazioni sognate
    e confinate sulla terra
     

  • 08 agosto 2017 alle ore 20:55
    E vivo così

    Sentimenti

    nell'interiorità quasi tutti silenziosi

    che si lasciano dondolare
    nell'oscurità del vivere

    con la consapevolezza
    che l'ora della resa dei conti riavvicina

    E oltrepassano gli alti recinti spinosi
    delle passioni dell'anima

    con le emozioni
    ad aggiungersi a quei silenzi assordanti

    esultanti di gemiti

    senza il loro sole
    ormai sperduto all'orizzonte

    naufragato sull'isola della solitudine
    circondata dal mare limpido dell'Essere

    colorato di giada
    e attorniato da scogli alti e corallini

    E vivo così
    imperlato di sudore e tormenti
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 08 agosto 2017 alle ore 20:52
    Riflessi d'una opaca perla

    Condannato a scoprire
    come e dove sono cresciute le mie radici

    vivo l'avventura meravigliosa
    di questa mia non più tenera età

    in echi che si sforzano e svaniscono

    rimbombando tra i pensieri appesi
    a sibilare alle travi già marcite dell'ansia

    E ripenso al tempo
    in cui appoggiavo le mani sugli altari

    sperando in un Paradiso
    appena sfiorato

    e divenuto Inferno

    tra ire improvvise e senza paura

    e ululati di sciacalli

    che non avevano ancora
    dilaniato la loro preda

    E nell"esaltazione della speranza
    che scalda il cuore e rende brillanti gli occhi

    ho pena ancora oggi come ieri
    di chi costruisce monumenti alla sua bontà

    e dei suoi giorni perduti
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 agosto 2017 alle ore 20:49
    Anima con-dannata

    Sensi di sconforto
    ascoltano muti
    i tormenti del cuore

    e lei

    la mia anima
    fiera nel portamento
    vive con pigrizia
    la sua nobiltà d'amare

    E rimane ogni dì

    a sonnecchiare nel suo Essere
    in attesa di scatenare
    tutte le energie
    racchiuse nella sua dannata indole

    tumulti e agitazioni
    d'arroganti spavalderie
    pronte a sferrare il colpo finale
    negli attacchi morali all'amore.

  • 08 agosto 2017 alle ore 17:18
    Aurora e crepuscolo

    Fogge indefinite di un corpo
    non ancora modellato.
    Aurora:tempo nitido
    che illumina di vermiglio
    un giorno ancora da scoperchiare.
    Un lasso che potrà trasfigurare
    in emozione rosea
    o degenerare in cupo abbattimento.
    Crepuscolo:tonalità cromatica
    di occhio illuso di turchese:
    preludio di una notte turbolenta,
    animata da angoscianti sogni.
    Prefazione di anima pia
    che lascia un corpo piagato
    che ora tace,
    per librarsi
    verso una senpiterna pace.
     

  • 08 agosto 2017 alle ore 16:12
    Ed è musica

    È la tua pella che cerco,
    nell’aria fresca di questa notte da baciare.
    Il frutto dolce delle tue labbra,
    da assaporare a piccoli morsi.

    Il tocco delle tue mani,
    che si stringono alla curva dei fianchi,
    e afferrano corpo e anima, in un sospiro.

    Nella penombra lente si muovono le mie dita,
    a disegnare il tuo profilo silenzioso.

    I grilli cantano alla luna,
    le stelle bambine giocano a rincorrersi
    nel blu infinito del cielo.

    Tace la città,
    si spengono le ultime luci.

    Solo i tuoi occhi, ora.
    E il tuo profumo che si fonde col mio.
    Ed è musica.

  • 08 agosto 2017 alle ore 12:04

    Il percorso che facciamo, la vita, le esperienze ed ogni cosa che viviamo ci porta a nascondere molte cose di noi. Ci porta a sotterrare quei lati con cui troppo spesso le persone hanno giocato. Sotterriamo nel posto più nascosto di noi tutto ciò che potrebbe diventare gioco e arma nelle mani di chi abbiamo di fronte. Malgrado quella parte di te ti manca e ti manca in modo pesante, la lasci là... In quell'angolo perché adesso per te "Proteggerti" sentirti al sicuro è più importante. Poi... Un giorno qualcuno ti guarda in un modo un po diverso, sorride in un modo unico e quel qualcosa comincia a ballarti di nuovo dentro, ma tendi a non ascoltarlo. La verità è che solo chi davvero sa guadagnarsi ciò "Che eri" potrà goderne, facendo in modo che "Ciò che eri" possa tornare ad essere "Ciò che sei"!

  • 08 agosto 2017 alle ore 11:44
    Poesia triste

    Le donne che soffrono,
    odorano d'autunno,
    di disperate,
    di speranze che sono cadute al suolo, marcendo,
    di suolo affogato da mille lacrime.
    Queste donne che soffrono, guardano il cielo,
    mentre, con bacio sulla fronte,
    umida e amara,
    cerco di svegliarle, dal loro oscuro sonno,
    mentre, di una pienezza di stelle,
    resta un cielo grigio e vuoto,
    di un vestito di fiori,
    una bandiera nera annodata al collo.

  • 08 agosto 2017 alle ore 10:12
    Donne dagli occhi larghi

    Noi donne 
    abbiamo occhi larghi 
    Laghi a specchi 
    su azzurri d'anima
    Vulcani neri
    a fiotti rossi
    su pe' le vene
    Noi donne 
    abbiamo occhi larghi
    Lenzuoli intrisi 
    di rabbia e pianti
    Frammentati denti 
    su pani secchi
    Noi donne 
    abbiamo occhi larghi: 
    negli spazi 
    ampliamo spazi
    Il Cielo ci rassomiglia
    Ha occhi larghi 
    come noi.

  • 07 agosto 2017 alle ore 21:21
    La mia poesia da bandiera bianca

    Nella sensazione istintiva
    di una levata d'ancore

    sento moti di devozione
    per il Dio che non ho conosciuto

    E scrivo per Lui e per me

    per il mio e il nostro futuro

    per chi è andato già via
    e anche per chi è rimasto

    Scrivo nel privato baldanzoso
    di chi è approdato in terre sicure

    a respirare l'odore del mare
    anche se il mare non c'è

    e mi riempio di dolcezza

    in ambiguità d'espressioni
    cercate apposta nella mente

    a combattere guerre d'ironie
    nelle vendette aspettate

    spalmate del mio sorriso

    come ornamento del piacere
    e del perdono
    .
    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 07 agosto 2017 alle ore 20:50
    Le notti dei poeti

    Magnifiche notti
    dal fronte ampio e dal buio risoluto

    avvolte d'asfissianti calure

    regalano ai pensieri
    gettati tra gl'inchiostri

    stelle lucenti e raggi precoci
    ďalteri pleniluni

    nell'incrocio della passione
    con sarcasmi e sorrisi

    Spettri d'ignote fobie

    ci spingono a sopportare
    i mali che abbiamo nell'anima

    dissolta in fantasmi illuminati
    e illuminanti del nostro vivere

    e che c'aiutano a involarsi
    in sentieri astrusi

    a conferma che l'odio
    è l'opposto dell'amore

    E l'amore l'opposto dell'odio.
     

  • 07 agosto 2017 alle ore 19:40
    L'incendio

    l'aria avvampa, arroventa
    sembra soffiare un vento di scintille
    che ammanta: imminente
    l'incendio
    del mondo che s'arrende

  • 07 agosto 2017 alle ore 19:35
    In terra che divora

    Non implicare te in questa piena
    perché non si centuplichi lo squarcio
    vorrei: non penetri la daga al gorgo
    fino al plesso. Difesa tua dimora
    empio di lacrime il fossato a sgorgo
    distraggo il sangue della lama – marcio.
    Nel materiale torcersi la pena
    carezza eterna in terra che divora.

  • 07 agosto 2017 alle ore 18:22
    Infervorare l'Ombra

    Se l’implicare un gesto
    è muta voce in graffio
    assolvo l’orizzonte 
    in gemito, mia sponda unica

    sorgi dentro me 
    daga di sole
    per un gocciare aspro

    e non sia calco, materiale: 
    ché mi comprenda un lume esiguo

    e d’Ombra, lì assopirmi.

  • 07 agosto 2017 alle ore 18:22
    vuoto dentro

    vuoto dentro
    agli occhi che sorridono
    piccoli glicini escoriati dal vento

  • 06 agosto 2017 alle ore 21:12
    Recite d'entusiasmi

    Vivere la vita

    con tutti i vuoti da colmare 
    negli inizi nati già epiloghi

    E scorrazzare
    in quei deserti senza luce

    cercando un'oasi
    dove fermarsi a riposare

    e abbeverare l'anima
    impregnata d'arsura

    Distendersi là a guardare la luna

    con i suoi fatui bagliori
    a delineare sagome di passioni

    sensuali e fatiscenti simulacri
    adorati per il loro narcisismo e le arroganze

    e nella pazienza che prelude al trionfo
    imparare ad amare e odiare il Nulla

    E non serve dimostrare
    la miserabilità di certe critiche
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 agosto 2017 alle ore 11:56
    Little boy (6 agosto '45)

    Quanti, in balia dell’onda
    deflagrata nel cielo d’agosto 
    ignari che il sole possa precipitare
    mentre crediamo solo di girare
    fiduciosi del viaggio
    - mattino su sera, estate poi inverno.
    Cade la notte improvvisa
    diluvia, lucentezza scura
    orribile macchia, unica su ognuno
    la tunica incandescente.
    Vortice, schiarisce il volto alla Terra
    già piena di ceneri che hanno amato la vita,
    corpo su corpo, humus all’uranio.
    Neanche la morte osa svegliare
    dai loro polmoni la luce
    scavare il sonno di case e respiri,
    l’età del bronzo.
    L’abbiamo vista la vergogna salvare
    la scienza dal suo male?
    Negli ossari di Amleto rivolta il buio
    avanza, tra pace e follia.

  • 06 agosto 2017 alle ore 7:40
    Eclissi

    Eclissi di luna si interpone
    tra la coscienza e il Divino.
    Fase primordiale,risuona stentorea
    di forza bruta.
    Ciascun barlume di coscienza
    risulta annerito.
    Il ruolo della ragione
    è miseramente sguarnito.
    Controverse emozioni
    si ripropongono
    in un abito rosso.
    Esplodono desideri repressi.
    Infieriscono turpi oltraggi;
    si riaccendono antichi rancori
    che sembravano sopiti.
    Eclissi: un nero sipario calante,
    ad epilogo di noioso
    spettacolo di periferia,
    scarsamente affollato.