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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 23 aprile alle ore 10:39
    Frapponiamo bisbigli

    La durata di un dettaglio,
    acque
    stendono un tappeto bianco
     
    asimmetrie di onde, orizzonti multipli
    sabbie si smuovono
    piccole slavine d’incoerenza
     
    la luce è bassa,
    è tempo di sdraiarsi
    su rotte che non s’incontreranno
    almeno in questo mondo
     
    si soffia la brezza-pensiero
    come si può inventare dietro un vetro gentile:
    ombre e corpi
    uniti per sempre
    l’inizio
    che riflette la fine
     
    frapponiamo bisbigli
    tra il giorno prima e l’oggi disperso
     
    i nostri cuori non conoscono il macero
    ma vie di ritorno
     
    vie

  • 23 aprile alle ore 9:48
    Nemesi

    La vendetta
    è una giustizia nobile e settaria.
    Denominazione di figura mitologica
    non altera l'essenza originaria.
    Fonte: la colpa dell'uomo.
    Accalappiato dalle passioni;
    putrefatto da trame amorose
    contorte e poligamiche,
    votate all'egoismo del piacere.
    Nemesi:panacea catartica;
    rimedio che deterge la sozzura
    dell'uomo,
    restituendolo
    alla originaria purezza.

  • 22 aprile alle ore 20:39
    Bramosie di sguardi

    Lacrime

    specchi

    su cui si flettono riflessi
    i tormenti che dan contorni ai sogni

    piccoli stagni

    dove muoiono gl'istanti
    che perseguitano il vivere

    fresche acque

    che dissetano le angosce
    invitandole a nutrirsi di vita

    gocce d'anima

    a bagnare petali raggrinziti
    di visi rugati

    a rammentare amori vissuti
    e giovinezze sfiorite
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:38
    Giorni di commozione son questi

    Mi rileggo

    e le parole di quegli scritti
    donano ancora oggi un senso

    al crescendo di emozioni

    che suscitano negli occhi
    il brillìo di lucenti lacrime

    forse anche di stupore

    e nell'anima la commozione

    a rivelarmi la felice realtá
    del mio cammino

    percorso tra le pieghe
    dei miei aneliti di vita

    E guardo con riverenza

    a questa mia anima
    e al suo naturale destino

    a cui è stato innestato
    il seme della passione

    a dar germogli
    di sentimenti e d'emozioni
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:36
    La magia della libertà

    Vorrei restare rinchiuso
    nei recinti alti dei saperi pasquali

    così

    per parlarne ogni giorno

    per festeggiare ogni dì
    la resurrezione del mondo

    E chiedere al Cristo
    una vita colma di pace

    dove ritrovarsi è una gioia

    senza guerre

    senza che i fiati scivolino via
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:34
    Il significato della Pasqua

    Raccomando al vento di raccontare
    la condizione del mio tempo

    il conservare le mie speranze di vita

    affidandole alla resurrezione
    delle volontà di Pace

    con queste parole

    che rimangano indelebili

    a render visibile
    il calore della felicità

    compiaciuta e senza arroganza

    senza apparenza nè bellezza
    ad attirare i più deboli

    finalmente acquisita
    alla dimensione umana

    a esaltare Coloro senza aver visto

    ancor oggi credono nell'agnello di Dio
    che toglie i peccati dal mondo
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:32
    Preludio di Resurrezione

    Risvegli

    a donar tensioni
    al volere epico della mente

    efferati sogni d'etica estetica

    perduta tra i segni delle ferite
    con i risvolti umani del dolore

    a evocar calvari e redenzioni

    E nel tramonto di oggi

    coniughiamo la massima attrazione
    con ciò che aspettiamo

    felice colpa
    a far risplendere i giorni futuri

    ed avere tutto
    da questa notte di splendore

    e di vita che non conoscerà tramonti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 17:53
    Pasqua di sangue

    Stragi nel giorno di letizia
    di fanatici sè autoesplodenti
    sangue versando d'innocenti.

    Notizia non straordinaria
    del tristo tempo nostro
    alle barbarie aduso.
     

  • 22 aprile alle ore 11:51
    SMANIE

     
    Smanie di rivoltare il mondo,
    di aggrapparsi a spigoli di luna,
    di essere dei belli il più bello
    mandando a quel paese la sciagura.
     
    Voglie, di bagno in cioccolato caldo,
    al fianco dame ricoperte di velluto,
    il seno che appena appena sporge
    al suono antico d’inatteso cembalo.
     
    Brame di conquistar le terre linde,
    di agguantare in un sol colpo il mare,
    rinchiuderlo nel prepotente pugno
    ed aspettar che ridistenda l’acque.
     
    Sarà, la vita, un nuovo tipo d’aquilone?
    Di qua e di là non obbedisce al vento,
    di brezze a volte reinventa il senso
    e va, sconsiderata va, ad evitare morte.
     
     
    *
    Anno di stesura 2007
    Poesia pubblicata sul Mensile di Cultura Il Saggio (12/2009)
    Premio Genesys alla Cultura XIII Concorso di Poesia Il Saggio-Città di Eboli

  • 22 aprile alle ore 9:43
    L'inizio e la fine

    Contiene il silenzio l'inizio e la fine
    ove scompare la parola creatrice
    sta ineffabile arcano da meditare
    per la ragione tentata di sondare
    quel vuoto antecedente creature
    infinite quante sono al ritornare
    col suo tacere tutto a soffocare.

    Selva è oscura impenetrabile
    sfida alla vaghezza del conoscere
    l'esatto punto donde il nascere
    venne ad apertura universale
    di forma all'esistere animale
    con suono e moto del vivere
    che a vicenda tornano a morire.

  • 22 aprile alle ore 8:31
    Ci siamo chiesti

    Ci siamo chiesti la nitidezza 
    di gabbiani diurni, la mitezza di porte 
    arse alla sorte del sale

    se l’impluvio siderale di rive 
    raschia inchiostri in ogive, si spengono
    mappe, rinvengono e mute al riflesso. E i gesti?

  • 21 aprile alle ore 16:03
    Indosabile

    Il groppo teso delle nuvole
    m’accompagna
    poi recede nella bussola di baci.
    A raccoglierli, si trascinano in insonnia.
    Sono gocce: una e quante
    e poche -polverizzati sorsi-
    I mesi caldi i mesi freddi,
    tutto addosso.
    Le tre di notte nelle foglie appese
    in sintassi di membrane
    in casa cieca
    alle tre di notte correre
    perché sia presto giorno
    perché s’impasti la memoria
    al più vicino acronimo
    gridato piano, riaffiorante.
    Vorrei tastare nella luce questo amore
    innaffiare il fiore.

     

  • 20 aprile alle ore 20:42
    Il trionfo dell'ordito

    Muta e silente
    si cela l'angoscia tra le afflizioni

    fantasmi che riempiono la mente

    mentre pian piano i piaceri
    s'affievoliscono tra le amarezze

    capitoli di un unico romanzo

    le cui vicende si dipanano
    giorno per giorno

    Violenze e tensioni

    a prendere corpo
    nell'imprevedibilità degli eventi

    con le tenebre a inebetire

    nel filo che unisce le riflessioni inquiete
    delle debolezze degli uomini

    Mi chiedo spesso se la verità
    non sia nemica della grazia

    a suscitarne sferzate d'invidia
    e enfatizzarsi di cattiveria

    quando sente il bisogno

    d'abbandonare la coscienza al suo destino

    E allora mi raccolgo in me

    nella tacita accettazione del disegno Divino

    a stroncare orgogli e arroganze

    ascoltare ad occhi socchiusi
    i battiti del cuore

    e immergermi nelle dolci fantasie
    della rutilante e corposa mia reliosità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 20 aprile alle ore 20:39
    La grazia rasserenante del tempo

    E tu tempo che stai a pretender

    sempre e comunque

    i tuoi diritti sugli uomini
    e sugli affetti

    lascia che il mio pensiero
    invada i terreni della tua sacralità

    Sii indulgente

    con la mediocrità del mio sapere
    e del mio dire smarcato

    che sa di raccoglimento interiore

    con l'empito di fede
    che ne accresce l'ardire

    E quando m'incontrerai ancora
    nel tuo scorrere

    medita sulle mie speranze di salvezza

    e apprezza la serenità dei miei occhi
    che ti cercano tra le angosce

    e che nulla han fatto per non viverti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 aprile alle ore 20:37
    La buona droga

    Intrisa di una fede intensa
    la mano obbedisce alla passione

    vivendo la grande commozione
    di un'arte ricca di piacere

    di fulgore e di calore

    Poeti scultori pittori scrittori

    Noi uomini comuni
    dal cuore ispirato

    sembriamo proprio invasi
    dalla buona droga

    al trasparire dell'anima
    nelle sue vibrazioni d'artista

    luminose e senza tremori

    a eccitare e esaltare
    le emozioni creative

    disseminate qua e là
    lungo i sentieri dell'interiorità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destroerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 20 aprile alle ore 20:36
    Il filo rosso della passione

    "Talora ci s'intrattiene con chi non è più presente,solo guardando un dipinto"

    Ho preso l'abitudine
    d'arrivare alla sera

    con le emozioni
    spirate in versi di poesie

    ad affrescare la mente
    con pennellate di ricordi

    a spingere i pensieri

    nel piacere della notte

    a accostarsi agli assenti

    E dentro l'anima
    il mio carattere

    pervaso d'antico onore

    a narrare al mondo
    il mio modo di vivere

    nello spontaneo accettarmi
    con quieta devozione

    beato in quell'innocente pietà
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 20 aprile alle ore 20:32
    Vorrei bastare a me stesso

    "Nessuno mi salverà
    dalle mie eviscerazioni passionali"
    (Cesare Moceo)

    Ho sofferto e soffro
    esperienze deflagranti per l'anima

    nelle parole date e ricevute
    che non hanno mai

    ratificato i miei pensieri

    con l'onore a prostrarsi
    a raccogliere e rinsaldare la dignità

    fatta a pezzi tra i fulmini e gli abissi del vivere

    E sono a volte rana e altre grillo

    nei miei lamenti di dolore per le frustate d'ortica

    con i suoi peli che ancor oggi

    quando mi arrivano sulla pelle
    segnano il loro passaggio

    rilasciando quel fluido
    che causa bruciore prurito

    e anche felici ispirazioni
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 20 aprile alle ore 15:39
    Cupidigia

    Ti ho sognata
    mentre divoravi
    le mie cellule eccitate
    dal profumo acerbo della tua pelle

    Mi mancava il respiro

    Ero un groviglio di fibre
    pronte a sciogliersi
    per il desiderio crescente
    che  si spandeva  nei nostri corpi
    presi da incontenibile cupidigia

  • 20 aprile alle ore 12:20
    Bensvegliata

    All'uscio del dì 
    sull'ali dell'anime 
    lascio esamine 
    sospirare l'io, il desìo, 
    quasi fosse in oblìo. 
    Nasce di nuovo 
    il mattino seguente
    un sentimento stil novo
    radente, riempiente
    che cattura il tuo io
    assieme al mio. 
    Bensvegliata emozione
    buongiorno amore
    che di notte resta
    assopito nel cuore
    così come in testa
    quasi a far festa
    del rinato tepore.

  • 20 aprile alle ore 8:29
    Quel sospirar del vecchio

     
    Sospira il vecchio e guarda la luna
    di lui confidente amica dei giovanili
    amori che dir gli pare ricordi un tempo?
    e così all’animo e al cuore suo tornan
    le memorie che questo fecero  sospirar
    e palpitar di gioie e pure di dolori
    ed ecco lassù in alto nel chiaror dolce
    lucente di Selene come lì tornar velati
    quei visi noti or qui come per lui rinati
    e per ognun ecco poi riveder lì sotto
    le frasi d’amor o il risentir pur l’eco
    di parole dolci nel segreto sussurrate,
    ma si vela la luna e lascia quel vecchio
    tutto solo nel silenzio i ricordi ricordare
     

  • 19 aprile alle ore 21:44
    Frammento 30

    Ho letto poche righe
    Le hai scritte tu

    Che meraviglia!

  • 19 aprile alle ore 13:08
    Come una rosa

    Il mio lavoro
    è come una
    dolce rosa rossa
    un angolo di paradiso 
    come colleghi
    tanti amici 
    non vedo così
    le amarezze della mia vita lavorativa.
     

  • 19 aprile alle ore 11:07
    Il fato

    Fato di ghiaccio
    lascia ch'io getti
    la verde pelliccetta
    sui rosai
    figli di un tenero incanto.

    Lascia ch'io disperda
    il mandala di gemme
    su spine
    regine di una corona incrinata.

    Accetta come pegno
    l'inganno del tempo
    su spalle
    avvolte così
    da un manto piumato.

  • 19 aprile alle ore 9:32
    Lo straniero(El extranjero)

    Lo straniero

    E non è male morire.
    Dal silenzio che scivola dolente
    mancano le parole all’enigma del domani,
    topo oscuro nelle caverne dello spazio,
    nelle strade del tempo breve.
    Arriva l’estraneità
    e scivola tenue fra i capelli
    col grumo di una colpa antica.
    Arriva nel tempo della vittima,
    scava con una lingua infuocata
    deponendo uova nere nel silenzio senile.

    Una bara nel cuore e la morte nel sogno
    per abbandonare i labirinti aggrovigliati di ingiustizia.
     
    El extranjero

    Y no es un mal morir
    y desde el silencio que resbala doliente
    faltan las palabras para el enigma del mañana,
    topo oscuro en las cavernas del espacio,
    en las calles del tiempo breve.
    Llega extranjeridad,
    resbala tenue entre los cabellos
    con el grumo de una culpa antigua.
    Llega en el tiempo de la víctima,
    excava como brasa ardiente,
    poniendo huevos negros en el silencio senil.

    Un féretro en el corazón y la muerte en el sueño
    para abandonar los laberintos enredados de injusticia.
     

  • 19 aprile alle ore 9:28
    Fossimo stati alberi

    Tutto ci viene dato
    come dentro un’immagine
    appena appena socchiusa,
    perfino le voci s’impastano ai soffioni
    gravide esposte appese alle albe
    con una lena estrema, di Foucault.
    Fossimo stati alberi, in una legge antica
    ad insegnarci come si sta
    a cielo aperto di ogni tempo
    immarcescibili,
    l’annodarsi alla luce
    e alle sue linee mosse
    nonostante i fumi degli ossidi
    dissolvenze ferite memorie.
    Senza permesso esserci
    frutti accordati al sapore
    di polpa mitologica e non scienza.
    Tutt’un segreto -radice d’aria,
    un fruscio di sentieri
    dove anche il più bel furore
    si scioglie in humus.