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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 novembre alle ore 7:40
    Lunario...

    Era un saluto
    asimmetrico nel “ciao a mai”
    quel fondo creato fra noi
    dirupo di sogni
    rovina di stelle

    asimmetrica sensazione
    di speranza
    la mia.

    E tu
    sospesa nei giudizi
    giochi con le mie parole
    che come mani - accarezzano
    o fanno lividi.

    Luna
    mi piaci da spicchio
    asimmetrica e affascinante
    nei tuoi “ciao a mai”.

  • 12 novembre alle ore 3:29
    Riconoscere

    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e guardando
    l'altra sponda
    per cercare fortuna
    un'onda trovai
    il sorriso
    d'una rondine in pena
    all'estate
    sfuggita
    di fronte alla luna
    piena
    eremita.
    Lungo quel greto
    riconobbi
    così la vita
    e lieto
    lo scorrer
    del fiume
    tornò a zoppicare
    come un treno
    che arriva
    ma non vuol
    ripartire.
    Camminavo 
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel vento la voce
    di un'anima 
    in pena
    che cercava
    la foce del fiume
    per dissetar
    la sua
    malinconica vena.
    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel passato un barlume
    di luce
    splendente.

    Taranto, 10 novembre 2018.

  • mare d’inverno-
    dentro le barche pendule
    le nasse vuote

    frizzo di spuma-
    l’onda gonfia da nord
    punta la riva

    solo una vela
    bordeggia all’orizzonte-
    la notte incalza

    (osservando il quadro di Gustave Coubet, Il mare in burrasca, detto anche L’onda, 1870)

  • 11 novembre alle ore 18:03
    Resta un bacio di ruggine (Avarizia)

    serrata stiva
    empia di foglie d'oro-
    non passa il sole

    per l'inverno perenne
    resta un bacio di ruggine

  • 11 novembre alle ore 1:35
    FUOCO NELLE VENE

    Fuoco nelle vene.

    Senza freno, non c’è nulla che ci tiene.

    Pioggia sulla pelle.

    Incessante, per spegnere mille favelle.

    Sabbia tra le dita.

    Infinita, come con te la mia vita.

    Vento tra i capelli.

    Per far volare al cielo i momenti più belli.

    Non importa se sorrisi tenui o pazza euforia,

    basta che da lì ci vedano in dolce allegria.

    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • 10 novembre alle ore 21:43
    I tini di san Martino

    Immote e lontane stelle ignare impassibili ai piaceri del mondo e corazzate di consumato splendore s'avvolgono nell'esigenza quotidiana del vivere a esprimere contentezze e rassegnazioni nel confronto con gli spazi tenebrosi della coscienza umana a far a gara a chi trova prima l'arcana origine dell'Essere e del suo confessarsi E giu' a pigiare sentimenti e far colare emozioni e passioni ubriacature a confondere l'immenso universo nel quale si muove il sapere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 20:52

    Si... Forse non c'è niente di facile e noi lo sappiamo bene amore.
    Però NOI abbiamo scelto di stringerci mano nella mano e vicini o lontani proseguire insieme. 
    Amore non conta quante parole ci diciamo, quante ne tratteniamo, quante siano le paure... Conta ESSERCI! 
    E noi ci siamo, l'uno per l'altra... Costantemente.
    Sei la cosa più bella che mi sia capitata, sai? 
    Sei quella luce che ai miei occhi mancava, quella serenità che la mia anima cercava e quel sentimento pulito che il mio cuore necessitava di provare e ricevere. 
    Non ho bisogno di correre, camminarti a fianco mi basta... Non conta il passo, se tu rallenti io lo farò con te e ti aspetterò per tutto il tempo che vorrai. 
    Voglio darti ciò che nella vita nessuno ti ha mai dato, voglio darti il giusto sapore di un amore pulito e reciproco. 
    Voglio che sei felice, che ti guardi allo specchio la mattina e pensi che sei una gran bella persona. 
    Voglio che tu sappia che non ci sono altre mani per me, se non le tue, altre labbra o altro corpo e anima che io desideri sentire, ascoltare, toccare e amare. 
    Voglio farti sentire quanto è bello sentirsi protetti, al sicuro... Quanto sia bello poter godere di ogni piccola cosa, dalla più complessa alla più stupida.
    Voglio che assapori cosa voglia dire avere qualcuno che TI PENSA, che ti cerca perchè vuole te e per il quale sei una prioprità e non l'ultima ruota del carro o qualcosa di cui ha "Bisogno". 
    Voglio che TU abbia ciò che MERITI!
    Voglio renderti felice, in modo semplice perchè non ci riesco in altro modo se non in questo... Ma vorrei che i tuoi occhi mi guardassero sempre con amore e fierezza, il tuo sorriso fosse sempre acceso e la tua anima libera di essere semplicemente se stessa.
    Io non desidero niente altro se non  LUCA...
    ... Non desidero altro se non TE!

  • 10 novembre alle ore 19:33
    Dell’amore (dis-a)

    S’incrocia

    il mio inabile

    muto

    spasmo di muscoli

    al tuo vigile movimento

    S’incatena

    il pulsare univoco

    dei sensi

    Estasi

    di pelle oltr’ai corpi

    Bocche a occhi appesi

    Corpi a lenzuoli impressi

    Unghie a fianchi arresi

    Muti

    i miei muscoli inabili

    in spasmi d’estasi

    - fra pelle vigile -

    distendono

    il delirio dei sensi:

    caduta libera

    al centro della vita

    (Dell’amore dis-abile)

     

  • 10 novembre alle ore 19:17
    Fin l'infausto giorno

    Piacevole 
    Esser curioso
    Incontrar
    Quello sguardo malioso

    Abbagliante...come un faro
    Il cuor voleva
    Guardarti
    E...mi piaceva

    Quel sorriso vivace
    Che il respir toglieva
    Quel profumo
    Che mi seduceva

    Quel tuo turbarmi
    Con dolcezza
    Il mio non ceder
    Con fermezza

    Sensuale ed assiduo
    Quel sentimento
    Mai fu sgradito 
    Mai fui così contento

    Di vederti
    Con ansia aspettavo
    Alle dolci tue parole
    Poi m'incantavo

    Il tuo profumo
    Dal vento portato
    Poi svaniva 
    Solo un poco gustato

    Così vivevo 
    La felicità gustando
    Fin l'infausto giorno
    Che d'allor sto odiando

  • 10 novembre alle ore 16:24
    Evanescenze

    Nella paura che un futuro capriccioso non permetta che si conservi il giusto racconto di me costruito dal tempo abbandono i sentieri certi del mio sapere e m'inoltro per le vie della mia interioritá deserte e impervie profonditá cupe e spaventose in cui trovo la disperazione utile a farmi conoscere le angosce del mondo E così da lì vado incontro alla mia salvezza

  • 10 novembre alle ore 16:08
    Ereditá da dissipare

    Con negli occhi non piú intensa la nostalgia per le mie radici ripenso all'infanzia e al picchiar duro la testa contro altre teste tutte corazzate di purezza e povertá a crescere in quei giorni nella tenerezza di sospiri sempre sull'orlo della propria rovina E afflizioni e tormenti cicatrici nel cuore d'ognuno di noi accompagnavano quella colpa ricevuta in ereditá nella volontá di dissiparla pensieri emozioni passioni un deserto senza oasi consacrato nell'ariditá . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 16:07
    Invoco un giusto castigo

    Gioie maligne regalano sorrisi convulsi in sguardi d'oltretomba aridi e fiammeggianti E amari singulti a far capire in quell'esaltazione spasimi repressi tristezze e frustrazioni a percorrer la stessa strada fanno da cornice a volti vili e emaciati intrisi di vacue speranze di conversione e pentimenti Dove andremo a finire ? Come potremo salvarci ? . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 16:06
    Resto nel mio angolo di Paradiso

    Riposan le mie membra su morbose parole come fossero ruvide lenzuola di pensieri giá espressi In quel sonno sogni che assomigliano a profezie sul destino del mondo invadono il mio dormire facendolo divenire un viaggio nell'inconscio e trasformandolo in un'inquietante avventura E resto nel mio angolo di Paradiso sferzando bruscamente l'aria intorno a me per allontanare dalla mente le più nefaste fissazioni e convergere il pensare sul nascere e sul vivere quali facce della stessa medaglia . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 16:04
    Angeli e nobiltá d'animo

    Interstizi di volontá dove cicatrici labirintiche disegnano mosaici d'amore e trame d'interioritá risaltano sotto la luce accaldata dell'anima a rendere friabili vie d'intelletto e di piaceri Ruderi asfaltati di passione da cui pendono a scacchiera brandelli d'incuria calpestati dagli eroi negl'inciampi della vita . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 16:03
    Desiderio infranto

    Nella terra ferita, quando annunci di morti rimbombano vicine e il dilagare delle paure diviene più intenso, il faro della pace interiore m'illumina d'immenso. Speranze d'albe liete posan le carezze ai nuovi giorni e s'avvinghiano a spiragli di fede a portar l'eco del mio sogno, triste scoria di un desiderio infranto. E mi ritrovo a passeggiare nel nulla in strade piene di spine e sguardi sbuffanti, disseminate tra le parole in mezzo ad eroi, da acclamare alla morte ma sordi alle grida dei cuori soffrenti, ai quali la sete del potere rimane fino a che un atroce rimorso verrà a batter cassa appena la fine sarà immane. . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 16:02
    Giorni cosí

    "L'unico modo per sopravvivere é preservare la nostra cultura" Vivo contrastando momenti di follia voluta con infime banalitá nella sagacia con con cui abbraccio la vita E nel ribollir della rabbia per temerarietá represse esalto nell'anima piaceri d'allegrie e d'ardimenti nel timore che il destino abbia in serbo qualche piano ben dissimulato che da un attimo all'altro possa stravolgere il mio Essere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 16:00
    Nera é la notte

    Cosa succederebbe se da un giorno all'altro perdessi i pensieri ? Se in un attimo sotto la mia anima si aprisse un baratro ? Le avversitá del vivere potrebbero causarmi tutto ció ? Mille domande tempestano la mente provocando tormenti e disastri E atmosfere crepuscolari invadono il mio respiro lasciandomi ansante e rassegnato . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 15:59
    3.250kg di felicitá

    Rimango immerso nei miei pensieri con gli occhi a guardar non so dove verso quel passato che mi ha reso padre Brividi di felicitá mi penetrano la mente al ricordo dei passi pesanti d'ansia e rumorosi di fierezza che davanti una porta risuonavano a intonare un dolce futuro finché un guaito d'amore piombó come raggio di luce nel cuore ad annunciare il tuo arrivo Lí smarrimenti confusioni e pacche di congratulazioni sul collo piovvero assieme alle lacrime che finalmente libere sgorgarono impazzite dagli occhi esausti Eri arrivata come un dono dal cielo...ti amo Manú . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre alle ore 11:29
    L'autunno nellle foglie

    Per l’inquinamento atmosferico
    le foglie dagli alberi cadono
    senza colore cangiare
    tutte ingiallite
    dal vento portate
    sui marciapiedi accatastate
    d’inciampo pietre
    più non si riconoscono
    Il danzar delle foglie
    d’autunno non è più come prima
    quando adornavano pubblici parchi
    ora foglie secche e avvizzite
    restano a terra senza librarsi nell’aria
    Purtroppo è già’ passata questa stagione
    l’inverno è alle porte
    con il freddo e le piogge
    ed io mi abbandono ai miei ricordi.
     

  • 09 novembre alle ore 20:19
    Arrivi dono

    Arrivi dono al fiore un impellente
    palpito in chiasmi che sorgente scioglie
    dalla pietra carpita dal sospiro
    venuta al fianco tuo da notte emersa.

     

  • 09 novembre alle ore 18:01
    Cuore strapieno...di te

    Quando ti pensavo
    Ti guardavo 
    Ti parlavo
    Mi davi piacere
    Senso di gioia 
    Mi abbellivano
    Sempre la giornata 
    Sì...mi davi emozioni
    Adesso vorrei tenerti
    Stretta tra le braccia
    Respirare il tuo profumo
    Raccontarti i miei pensieri
    Con parole
    Piene d’amore
    Baciarti tante e più volte
    Come sempre
    Sì...ti amavo e ti amerò
    Sempre stregato 
    Dal tuo splendido sguardo
    Con la mente posseduta 
    Completamente da te
    Questi attimi di puro piacere
    Percorreranno per sempre
    Il mio corpo e la mia mente
    Soprattutto il mio cuore
    Ancora e sempre
    Strapieno...di te

  • 09 novembre alle ore 13:42
    La maschera

    Cosa nascondi dietro quella maschera,
    fragilità o semplicità?
    Nascondi il tuo mondo così profondo.
    Nascondi il tuo viso, il tuo sorriso.
    Non vuoi farti vedere.
    Hai forse paura di sognare?
    Togliti via quella maschera
    e di te sii fiera.
    Il tuo viso
    col nostro cuor abbiam condiviso.
    La speranza di rivedere quel bel sorriso.
    Hai bisogno di amore,
    non di dolore.
    Cerca col tuo cuore
    chi ti possa far gioire.
    La vita è il tuo avvenire.
    Non sprecarla inutilmente,
    di te abbi cura intensamente.
    Scappa via dal passato,
    da chi il cuor ti ha rubato.
    Lo sciacallo le mani ha allungato,
    ma il tuo amor non ha spezzato.
    E se la tua vita via ha portato,
    nulla di te ha consumato.
    Le speranze nel nostro cuor hai conservato.
    E quella gioia di rivederti col sorriso.

    A Desirée Mariottini, vittima della crudeltà dell'uomo.

  • 07 novembre alle ore 19:01
    Briciole d’estasi

    Furon baci le carezze

    di nascosto

    all’onde della luna

    Fluide bende

    sull’occhio vigile

    dei sensi

    Fermenti fummo

    fermenti cademmo

    in code di stelle:

    briciole d’estasi in estasi giacenti.

  • 07 novembre alle ore 12:22
    Frammento 21

    Poesia
    è desiderio di volare

    Oltre

  • 07 novembre alle ore 11:35
    La sacralitá delle disgrazie

    Oggi mi accolgo con un freddo sorriso al pensar quell'anime prese dal Cielo Vado su e giù per la mia strada riflesso nelle vetrine che incontro con lo sguardo a farmi pena fisso sul mio viso lacrimoso il capo chino e le braccia abbandonate nell'angoscia E rimango prostrato davanti all'orrore di quella sofferenza vissuta a quel sentimento divenuto sacro nella volontá di un atroce destino . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati