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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 24 aprile alle ore 20:32
    Momenti di pace

    Leggo

    e rimango immobile
    dentro ai miei sogni

    dov'e' immediato
    il fare amicizia con la passione

    prima che al loro avverarsi
    piu' non accada

    La' io sento
    note di musiche lontane

    rimasugli di antiche afflizioni

    spinte dal vento dell'odio

    la' io vedo il mio sorriso
    a richiamar la bellezza del sole

    e farne scintille d'amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:30
    Aprirsi al mondo

    Incontrarci

    dialogare

    raccontarci tra noi
    la nostra esperienza

    nella scelta curiosa
    che diviene sorpresa

    a opporre resistenza

    alla difficolta' d'avere pazienza
    con chi erge la vita

    a copertura delle frustrazioni

    E vivere dell'incontro fra anime
    con interiorita' spiccate

    anche violente

    riempiendole di gioia

    poiche' e' quella
    che permette di aprirsi al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:29
    Lacrime inaridite

    Cammino

    col passo pomeridiano
    e gli occhi fissi sul passato

    a srotolare le mie ombre e i ricordi

    Il mio pensiero va
    a chi non puo' starmi piu' vicino

    nel rimprovero che mi faccio

    per la scarsa comprensione
    che la vita non e' eterna

    sbriciolando richieste di perdono

    per traguardi non raggiunti
    e inquietudini mostrate

    E vado

    solo con me stesso
    mano nella mano

    a condividere ancora
    il tempo concessomi

    e ringraziando Iddio
    per non essermi perso

    Ma inutile e' il mio pensare
    impregnato ormai di lacrime inaridite
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 aprile alle ore 20:27
    Uomo, perché?

    Pensieri macabri e teneri
    attraversano lucide follie
    e intenti di giustizia sommaria
    Lunghi viaggi negl'inferi
    in compagnia di se stessi
    e dei propri malesseri
    nella solitudine che coltiva
    fissazioni sempre verdi
    e aneliti d'amore non corrisposto
    E perdersi e lasciarsi andare
    macchiandosi l'anima
    di quei ricordi e quei profumi
    che arman le mani
    di volonta' assassine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 19:21
    Un tappeto di amaranto

    Non dormo
    di ronda a strali esistenziali
    sobillatrice di torpori 

    del bisogno respinto
    margine di prolassi remoti
    adorno visioni -fugacemente 

    Si desta sollievo, una polvere 
    di riguardosa concupiscenza:
    vite immaginate, dai crampi intatti 
    mai messe al bando
    mai quanto l’urgenza 

    come segno semplice 
    mi troveranno, albina
    sotto un tappeto di amaranto

  • 24 aprile alle ore 19:16
    Frammento 5 "Solchi"

     
    I solchi nel deserto
    sono le carezze del vento
    sui sottili granelli di sabbia
    I solchi nell'anima
    sono le tue parole che cantano
    la bellezza divina dell’amore
     

  • 24 aprile alle ore 19:09
    Frammento 4 "La tua anima nuda"

    Sognerò te, nuda
    tra le mie braccia
    Vestita di solo bellezza

  • 22 aprile alle ore 22:51
    Gravida

    Nella vecchiaia della Terra
    è nascosta la mappa dell’esistenza
     
    E’calda accoglienza
    che ci tiene nell’amnio
    sempre più gravido
     
    Panta rei
    tutto nasce e poi tutto va
    ma la madre più fertile
    ha memoria
    in ogni sua zolla
    culla passati e presenti
    invisibili palpiti
    accenni di vite
    padri
    madri
    intere generazioni
    di ossa e pensieri
     
    E tagliano il tempo
    ingegni sguardi passioni
    dettagli senza un nome
     
    la materia risale
    essenza chiama essenza
     
    per loro
    la Terra trema
    e la roccia si spacca

  • 22 aprile alle ore 22:15
    Sorsi di terra

    Sorsi e sete.
    Ancora sorsi, sete di speranza.
     
    L’odore di terra s’è perso nel fiato
    di attesa. Pulsa ancora.
    Il viaggio non ha odore
    di pane fraterno, non ha odore.
    A bordo non c’è pane da tagliare.
    C’è spazio di ossa e sale rinsecchito.
     
    Pregate, non possono dirvi
    come l’acqua va o se la corsa
    finirà al sole.
    I sassi sono fermi, la terra spinge.
    Remate
    più forte delle braccia.

  • 22 aprile alle ore 20:51
    Il mio viver d'amore

    Traccio rime
    quale pellegrino in adorazione...nonostante nulla

    neanche una misera ombra

    il mio andar

    dona al mio viver d'amore

    Esso rimane là

    lucente e fresco
    come appena sgorgato

    a non temer rivali

    oltre al cuore

    con le sue parole

    a innamorarsi di me
    e del mio esser

    riflesso sui fogli
    della sua stessa passione

    E la'

    ho il destino d'essere soltanto la tela
    su cui dipinge i suoi sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:46
    Tra urla e silenzi

    Sapori di futuro armonizzano
    a piacimento il mondo
    specchiandosi
    su alte onde frastagliate
    e creste disperate
    Anime in fuga
    legittime figlie del loro Dio
    erose dal loro stesso passato
    sereno riposo cercano
    al di la' della paura
    e in fila pregano quel mare
    rapiti dalla speranza
    d'andare oltre i sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ancora in coda
    per un tozzo d'amore

    interessato al futuro

    vivo la fame nei miei viaggi
    indietro nel tempo

    Travolto da suoni
    sconosciuti e raffinati

    che elettrizzano lo splendore
    della strada verso l'inconscio

    prima del tracollo

    trovo surrealismi e marciumi
    nella celebrazione della natura umana

    prigioni misteriose d'energie

    dove rinchiudere il mondo interiore
    e rivelare fantasie senza fantasia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • E m'accorgo che niente e' cambiato

    io malvivente di gioventu'

    conservo ancora nell'armadio dei ricordi

    quel sapore dolce
    delle nostre labbra che si uniscono

    del palati che s'incrociano
    a suggellare il sentimento

    Noi giovani acerbi
    a conoscerci incoscienti

    a sottrarci al nostro passato

    e varcare le soglie del Paradiso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:39
    Orizzonti di sogni

    Vado avanti e indietro

    a chiedermi chi sono oggi io

    gravato delle parole che ho detto
    e delle rime che ho scritto

    sognatore incallito
    senza intenzione di smettere

    tra i sospiri che accompagnano
    il mio andare

    E rimango ancora qui
    ad amare questo mio mare

    sotto questo mio sole

    avvolto in tutto cio'
    che mi sgorga dall'anima

    senza paura

    a dimenticare le mie domande
    e non cercare piu' alcuna risposta
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 20:33
    Aprirsi al mondo

    Incontrarci

    dialogare

    raccontarci tra noi
    la nostra esperienza

    nella scelta curiosa
    che diviene sorpresa

    a opporre resistenza

    alla difficolta' d'avere pazienza
    con chi erge la vita

    a copertura delle frustrazioni

    E vivere dell'incontro fra anime
    con interiorita' spiccate

    anche violente

    riempiendole di gioia

    poiche' e' quella
    che permette di aprirsi al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 12:26
    Frammento 3

    Un attimo fulmineo
    Nell'anima rimase un profondo
    solco di luce

  • 22 aprile alle ore 12:24
    Frammento da "Sensi"

    Quel profumo di lil­là
    appena sbocciato
    che emana la tua pe­lle
    ambrata, quando ti abbandoni
    all'estasi del piac­ere
    (fm 210418)

  • 22 aprile alle ore 10:43
    (34) Volere divino

    Celebrità del Teurgo fondatore
    oltrepassa i confini di regione
    perciò, voluto da città Crotone,
    incarica suo fido coadiutore.
     
    In fede e devozione alto cultore,
    viene Paolo Randacio a fondazione,
    onde  presto elevare costruzione,
    come nunciato lustre Precursore.
     
    S’alz’imponente quinto Monastero,
    s’alza la Santa chiesa ad esso accosta,
    e, tutto par  sogno, ma è tutto vero.
     
    Se non fosse di Dio Mano possente,
    qual mortale sarebbe sì potente
    a tale grande imper dare risposta?
     
    “Ubbidienza fida, e che non puoi?
    T’ubbidisce natura  e il Foco gela
    A la Virtù, che al tuo fervor si svela;
    E’ mirabile Iddio ne’ Servi suoi.”

  • 22 aprile alle ore 1:19
    Osmosi

    S'elevano dai tasti
    note d'amore e di vita
    Beethoven
    vince resistenza d'Elisa
    Nel mentre stilla
    di materno latte il seno
    -nutre di cielo mio figlio-
    Dita nuove
    per giovini note
    Giorni eterni
    su pentagrammi stesi
    S'elevano dai tasti
    note d'eterno fluire
    Dita nuove
    -stille di materno latte
    sui tasti-
    ...
    Ed è vita.

  • 21 aprile alle ore 16:19
    Rediviva rosa

    Perché la notte
    arriva come un ebano
    la prima spia che t'allontani
    ombra lunga
    la mano che non piego a me
     
    sfoglio pagine e strade
    dov'è una porta 
    che soffia vento e un poco l'oltre, 
    al guscio
     
    respiro per respiro
    due cotiledoni
    dell'acqua e aria
    e la radice, carne
    di rediviva rosa

  • 21 aprile alle ore 1:53
    Silenzio di parole

    C'è un tempo per le parole
    e un tempo per desiderare
    che le parole raggiungano
    sensi e sentimenti
    C'è un tempo per la gloria
    del silenzio che scarnifica parole
    e le rappresenta
    C'è un tempo per parlare
    C'è un tempo per ascoltare
    -il silenzio-.

  • 20 aprile alle ore 15:44
    Dal sé soglia

    Scheletro e lenzuolo
    di una bellezza ch'era doglia

    Immaginario 
    gioco della polvere
    che appena svolti l’occhio
    è vela marcia, di venti

  • 20 aprile alle ore 10:08
    Il tempo corre

    Il tempo corre.
    Stanca riposo
    su una sedia di paglia
    La voce del mondo
    è sempre più lontana
    soffio sulla polvere
    che ammanta i ricordi
    Ogni tanto scrivo poesie
    sulle imponderabili linee
    tracciate dal volo
    delle foglie morte.
     
     

  • 19 aprile alle ore 20:38
    Non mi servono i ricordi per amare

    Assorto

    ho deciso

    per il bene che mi voglio

    di spedirmi
    i pensieri orlati di rosso tramonto

    per non perderli
    e conservarli tra i sorrisi dei trionfi

    E rivedo i miei giorni
    in frenetici raggi di sole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 aprile alle ore 20:36
    Languori

    Attimi
    messaggi inviati
    di lacrime incantevoli
    risorse degli occhi
    a amare se stessi
    memori dei loro piaceri
    a combattere
    contro i pensieri
    che affollano la mente
    Vivere
    con la pace nel cuore
    e sentirne il profumo ammaliante
    nei fremiti impazziti
    che avvolgono l'anima
    E non vi saranno altari
    ad accusare d'apatie
    né cime di monti
    dalle quali rotolare a valle
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati