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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 novembre 2017 alle ore 19:58
    Andiamo all' "Ambra"!!!

    Che io giri per mare 
    Fortunato mi sento
    Se col sole accanto
    Anche un dio mi sento

    Fredda però giornata
    Tira vento di scirocco
    Coperta dalle nuvole
    Son congelato…come un pesce stocco

    Eh sì…il pesce stocco
    A Reggio san cucinare
    Non aspettate Capodanno
    All’”Ambra" è d’assaggiare

    Dal mare sento voci
    E’ Giovanni con la chiamata
    “Lillo!!!E’ sul tavolo!
    Vieni a farti ‘sta mangiata!”

    E allora…
    Linguini cozze e vongole
    Viva spatola a tortino
    Tenero spada con le patate
    Anche girato ad involtino

    E poi…
    Gamberi e calamari
    Con insalata di pomodoro
    Cipola e basilico
    Aglio e tre fette di cetriolo

    E poi...
    Quattro olive locali
    Con un bicchier di vino
    Che mai fa male
    S'è quello genuino 

    Ve lo devo proprio dire
    Tutto ben cucinato 
    M'ha lasciato soddisfatto
    Perché poco ho anche pagato

  • 06 novembre 2017 alle ore 19:20
    Come Ulisse

    Tanto nella mia vita ho girato
    Mai squisito il pesce ho mangiato
    Chioschi lidi e stabilimenti
    Ben non cucinano per niente

    Ah questa mia lingua maledetta 
    Mai 'sta cosa veramente ho detta
    Si riempie d'estate Melito di lidi
    Però difficilmente il pesce vedi

    Mai però problem mi faccio
    Alzarmi all'alba ce la faccio
    Se buono il pesce mangiar voglio
    È da mandar l'esca nello scoglio

    Buona è stata la pescata 
    Due cerniette e una bella orata
    Se sempre prendo 'sti bei pesci
    Certo la passione non mi finisce 

    Come Ulisse il greco famoso
    Ramingo son andato senza riposo
    Or che il posto buono ho trovato 
    Là alla nave buon riparo ho dato

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:57
    Giornata indovinata

    Ho voluto oggi posto cambiare 
    Per pescare e mangiare
    Presto son andato là a Lazzaro 
    Sperando che non mi costi caro

    Al Bellavista mi son presentato
    Me lo son goduto e mi son ristorato
    Un poco ho fatto parapiglia 
    Colpa di tutta la mia famiglia 

    Come sempre una pescata
    Poi una bella rinfrescata 
    Poi quello che sempre voglio
    Un piatto di linguine allo scoglio 

    Una frittura di calamari ordinata 
    Velocissima fu poi portata
    Per finire poi un bello amaro
    Fatto in casa e neanche caro

    La giornata bene allora ho passato 
    Perché ho pescato e ben mangiato 
    Con camerieri morì e pelati 
    Che servono prima che ordiniate 

    Ho mangiato bevuto e mi son rilassato
    Tanto che del posto mi son innamorato 
    Con brava giusta e onesta gente
    Che son parenti e non serpenti

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:43
    Non mangio i miei pesci?

    Strani pescatori incontro 
    Che il pesce non mangiano
    Anche pescando continuamente
    Con la carne poi la cambiano

    Da sempre mangio però io tutto
    Carne pesce pasta e verdura 
    Anche vi dico che me ne frego
    Ben lo faccio finchè dura

    Con cernietta e saraghetto
    Mal non è stata la mia pescata 
    Meglio questo che un cappotto 
    In una giornata annuvolata

    Non mi lamento e non m'affliggo
    Pesci quest'anno ne pigliai
    Ha valso il gioco la candela 
    Pescai sì ma presto mi alzai

    Sappiam ch'è amara questa vita 
    Coi salti mortali che si fanno
    Ch'è sempre tantissimo cara
    Anche a Natale e Capodanno

    Tempi bui stiam passando
    Tasse su tasse continuate 
    Se andiam qualcosa a risparmiare 
    Non mangio i miei pesci?...ma che scherzate?

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:16
    Il contratto

    Da sempre tanto t'ho voluta
    Con senso poi qui scrivevo
    Sulla più bella delle mie cose
    Se non ti vedevo mi perdevo

    Questa mancanza m'abbatteva
    Mai per la mente mi passava
    Se tanto il cuor m’ntontiva
    Che un dubbio ti pigliava

    Solo come un cane senza te
    Come un malato sì sofferente
    Proprio mai l'ho dimenticato 
    Perché vicin la morte sente

    Cuntinuare allor non si poteva
    Tanto ho sofferto senza parlarci
    Tanto il cuore s’affligeva
    Per tante volte senza incontrarci

    ‘Sta cosa poi si rafforzò
    Un accordo ci fu serenamente
    Ogni ora e giorno che passava
    Di vederci continuamente

    Ben riuscì questo contratto 
    Negli occhi ancor ti guardo
    Godo ogni mattina di vederti
    Sempre con amore e con riguardo

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:06
    Il fumaiolo

    Bello è il nostro fumaiolo 
    Da tanti anni là  piazzato 
    Me lo ricordo da bambino 
    Neanche le bombe l'han giù gettato

    Posto ideale per il pescatore
    Che sempre presto veniva
    Per pescar per ore intere
    Perché il secchio ben riempiva

    Pesci ne vide d' ogni specie
    Che tranquilli si cibavano 
    Senza saper che esche traditrici
    Tra gli scogli si occultavano

    Solo è adesso il fumaiolo 
    Da nessuno ormai calcolato
    Neanche più si vede un secchio
    Perché anche il pesce è emigrato

  • 06 novembre 2017 alle ore 18:01
    Vita piena e veloce

    Corre questa vita veloce
    Nelle strade tutti i giorni 
    Se sbagli però una scelta
    Indietro tu non torni

    C'illudiamo spesso
    A questa corsa ci aggreghiamo
    Si crede a tante cose 
    Brutte cose anche accettiamo

    Ci scoraggiamo tanto
    Per un giorno sfortunato 
    Però poi ci riprendiamo 
    Per un giorno fortunato 

    Quanto ho pianto 
    Mai questo tu sapesti
    Per i tuoi occhi poi m'incantai 
    Di questo però t'accorgesti

    Tanto mi piàcciono
    L’arcobaleno il mare il vento 
    Sempre te mi ricordavano
    Mai son stati un tormento

    Sì…è questa mia vita piena
    Delle tue bellezze da stregare 
    Anche di una musica dolcissima 
    Però corre e fa sbagliare

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:55
    Come un vero gatto

    Nel cuore allora mi entrasti
    Come un gatto vero
    Che il topo cattura 
    Al buio tutto nero

    Entrasti piano piano
    Così...proprio leggermente 
    Sì...fu vano il tentativo
    Cotto di te ero solamente 

    Continuo eri per me
    Sogno e dolce pensiero 
    Che mi guarivi dalla malattia 
    No...non mi sembrava vero 

    Che non ero come gli altri
    Quando entrasti lo vedesti
    Di parlar con tuo padre
    Subito allora ti decidesti

    In tempi molto difficili
    Chi eri ben ti dimostrasti 
    Per come il destino decise
    Allora m'accettasti

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:39
    Delfini divini?

    Pescavo le costardelle giovanissimo 
    Remavo con altri ragazzi tantissimo
    Molto il corpo mi rinforzavo 
    Sempre il parato svelto donavo 

    Era benissimo la pesca andata 
    Era di pesci la barca caricata
    Quando vicino dei delfini saltavano 
    Contentissimi con noi giocavano 

    Un regalo la Madonna ci faceva? 
    Le mani ognuno allora batteva 
    In bocca dei pesci io gli gettai 
    La barca si mosse ed in acqua mi riversai 

    Con un mare calmo e trasparente
    Scomparvero poi come niente
    Tantissimo però ci divertirono
    Questo ricordo anche ci lasciarono

    Rispettar dobbiamo quest’ animale
    Da disprezzar è chi gli fa male
    E' veramente tanto intelligente
    Più di tanta presuntuosa gente

  • 06 novembre 2017 alle ore 17:32
    Corpetto

    Tanto più non ci vado 
    Per il viale Rimembranza 
    Arrivo appena al bar Mariù
    È questa una dimenticanza 

    Ancor tanto meglio di me
    Conosco quel bel viale
    Molto m'assale la tristezza 
    A passeggiar mi sento male

    Cose belle e cose brutte
    Cose buone e cose da niente
    Cose vere e cose false
    Tante cose nella mia mente

    Questa è bella e vera
    Non te la dimentichi certo mai
    Sempre sembrava un mercato 
    Sempre vi era un viavai

    Di capitan Miki e Bleck Macigno
    Tempo era del giornaletto 
    Se non pagavi...c'era il bastone 
    Se c'era lui..."Corpetto"

    Sempre vestito elegante 
    Era però buono e raffinato
    Il corpetto non lo usavan tanti
    Anch'assai era ostinato 

    È ancora il chiosco là
    Ogni tanto mi vede passare
    Mi dice <vieni vieni spesso 
    Perché ti vuoi di me dimenticare?>

  • 06 novembre 2017 alle ore 16:57
    Ercole

    Cotolette doveva certo diventare
    Forse lui conto però si rese
    Senza farsi da nessun capire
    La catena ruppe e la fuga prese

    Era muscoloso alto e forte
    Ercole per questo si chiamava
    Segnata era la sua sorte infame
    Quella che a tutti i buoi capitava

    Proprio nessuno dei suoi proprietari
    I Crocé "Il Pio" Mimmo e Lillo
    Che stupidi non eran per niente
    S'accorsero ch'era troppo tranquillo

    Era questa però la sua strategia
    Di sembrar calmo e abbattuto
    Ingannato avrebbe anche me
    Quel toro così furbo e astuto

    Così quando gli convenne
    Quella catena che odiava
    Con forza tantissimo la testa agitò
    Che come niente la spezzava

    Li colse a tanti la paura
    Quando nella strada svelto arrivò
    Libertà voleva non era un leone
    Perché di loro proprio non si curò

    Con corde e catene con sè
    Lo inseguirono i Crocè trafelati
    Fu preso poi dopo qualche ora
    Oramai stanco sotto il "Ponte di Pilati

  • 06 novembre 2017 alle ore 16:17
    L'Etna... spettacolo ammaliante

    Questo spettacolo guardo
    Quando la stanchezza
    Spesso verso il tardi
    Batte la freschezza

    Quando chiaro lo vedo
    È una meraviglia
    Davvero mi delizia
    Proprio come mia figlia

    È fino alla morte
    Spettacolo ammaliante
    Negli occhi e nel cuore
    Bellezza come tante

    Spesso non siam tranquilli
    Ha ricordi lontani
    Qualche fumata si fa
    Com'altri vulcani

    Nominato in poesia
    Tanti l'han immortalato 
    Tanti pittori l'han dipinto
    Solo Raffaello l'ha scordato

  • 06 novembre 2017 alle ore 13:48
    Zingara

    Vesto di stelle stanotte
    sono la zingara dei sogni,
    soffia il vento sui miei seni
    vorrei fare un incanto
    passi mi disturbano la
    concentrazione, zingaro
    attendi alcuni istanti
    stanotte per te 
    ci saranno baci
    scritti sulla fronte.

  • 06 novembre 2017 alle ore 13:44
    Immaginavo

    Le brumose stelle portarono il mio interesse a quel libro.
    Immaginavo i suoi sospiri, lo vedevo piangere.
    Chiudevo gli occhi, 
    lo immaginavo che rincasando alla sera
    davanti alla porta balbettava con la luna,
    denunciando al vento le sue incapacità.
    Muta, andavo lui incontro che, 
    temporeggiando, mi donava il suo sorriso
    fatto di amore giovane
    ed io mi smarrivo distraendomi
    come quando il cielo s’apre alla vita
    donando, con lietezza rassicurante,
    la mia bocca colma di parole:
    sei un poeta mistico e primitivo
    sei un’idea intricata della mia fantasia
    sei un sibilo nelle mie stanze quando le porte sono chiuse
    sei un rischio da pagare quando i decimali zoppicano
    sei labbra colme di racconti
    che sfumano come baci.

  • Al suono d’un carillon
    rattoppati pensieri,
    vaneggianti emozioni,
    sogni di castelli in aria;
    tutto è bisticcio in me
    che come bambina
    dal buio impaurita
    cerco chissà quali
    nascosti tesori;
    e poi le vetrine
    di fuori, le garrule risa
    della gente incosciente.
    nella sua veloce follia
    con sé mi conduce
    sulla sua via.Lungo le strade
    che del Natale
    han già messo su
    gli ammennicoli,
    fra lucentezze
    di presepi e stelle,
    scorge l’occhio mio
    un epilogo di vita:
    infreddolito un malato
    - nello spazio d’un momento
    di lucidità apparente -
    il proprio male cova,
    lo riconosce
    e con triste rassegnazione
    lo nasconde
    a sé stesso anche
    dall’anima tirando fuori
    uno sghembo sorriso.Chiara e frivola
    alla fine nulla perdona
    la vita; e la favola
    con tanta cura intessuta
    presto in coriandoli al vento,
    e non sai davvero
    come sia potuto accadere.
    Gl’affetti che ben stretti
    con vitale coraggio
    oggi in seno proteggo
    già domani forse
    non saran più
    di questo mondo.
    Del mio caro mondo
    di piccole certezze.

  • 06 novembre 2017 alle ore 10:06
    In volute

    verde feroce e limpido
    le chiuse scivolate
    più in là del verbo
    ora ch'è fonda terra
    all'iride

  • 06 novembre 2017 alle ore 8:34
    T9

    E restai lì

    A fissare 

    Lo scherno 

    Si, avete capito bene

    Lo scherno
    Stranamente
    Stavolta 
    Non è un errore
    Del completamento
    Automatico

  • 05 novembre 2017 alle ore 20:37
    A Voi, che siete più cari dell'anima mia

    "E' fatto di ferro,Colui che può sopportare ogni dolore"

    Incurante degli insuccessi
    vado in cerca di nuove emozioni
    concedendomi loro facilmente
    senza renderne conto
    alla mia passione
    e in questo acerbo piacere
    ironico e derisorio
    disprezzo volgarità e seduzioni
    che vorrebbero coinvolgere l'anima
    E comprendo così d'un tratto
    la mia schiavitù ai versi
    concedendo all'avidita' della mente
    porpore e profumi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 novembre 2017 alle ore 14:46
    Ladra

    Percorso del bronzo sillabato,
    l’emozione: siglare gocce di non tramonto
    con i nomi -vita e migrazione, ritorno-
    Essere in bocche liquide
    nel pensiero più reale
    nel sottovoce mai confuso con intralci
     
    Tutto è stato, tutto è noi
    nel punto esatto di spazi eliminati
    -sapevi
    quanto sono ladra?

  • 05 novembre 2017 alle ore 11:54
    Quel giorno...

    Arriverà un giorno in cui ti ricorderai di me.
    Ripenserai a quanto fosse grande il mio amore per te, e ti renderai conto che mai più nessuno potrà donarti un simile sentimento.

    Arriverà un giorno in cui, i miei occhi ti riappariranno all'improvviso, e solo allora capirai quanta luce ci fosse in fondo ad essi.
    Luce che proveniva dal cuore.
    Luce che significava profondo amore.

    Arriverà un giorno in cui ti renderai conto che io non ci sono più, perché tu mi hai lasciata andare.
    Perché era troppo difficile trattenermi.
    Perché era più facile staccare la tua mano dalla mia.
    Perché rinunciare è sempre più facile che trattenere.

    Quel giorno, saprai con certezza che io ero l'amore.

  • 05 novembre 2017 alle ore 10:06
    Panorama

    Sicuramente 

    è qualcosa

    Che ci fa sentire 

    piccoli piccoli

    che spesso

    Non entra tutto

    Nell’obiettivo

    Per quanto 

    La tua Canon

    Sia costosa

    Figuriamoci 

    In un IPhone

    Gli occhi invece

    Riescono a restituire

    Parte del tutto

    Anni di evoluzione

    E complessi meccanismi 

    Per farti ritrovare 

    A godere del niente 

    Come un ebete

    Perché in fondo 

    Cos’è il panorama?

    È un niente 

    Che si lega a tutto

    Essendo noi parte

    Del tutto

    Ecco perché forse

    Di fronte a un

    Panorama

    Soprattutto quello 

    della propria città

    Una certa Napoli

    Si resta immobili

    Ci si annulla

    E’ omeostasi

    Non puoi fare e dire niente

    È lo zero dell’anima

    È il Windows che si blocca

    Il tasto reset 

    “Ctrl, alt e canc”

    È la soluzione 

    In fondo all’enigmistica

    È la modalità “aereo”

    Il telefono è acceso

    Funziona tutto 

    Ma non funziona

    E’ il punto

    Alla fine del periodo

    E’ come quando finisce 

    Il ragù nel piatto

    ma hai ancora 

    Un pezzetto di pane

    In mano

    E’ come accendere 

    La luce quando è 

    Andata via la corrente

    È come il profumo 

    Quando sei raffreddato

    E poi vai via

    e torni alla vita

    tra microcosmi 

    metri quadri

    e pareti varie

    e speri 

    di tornare

    al più presto 

    a incepparti 

    in uno dei tanti

    punti panoramici 

    Almeno fino a quando

    I tuoi occhi

    Non si posano 

    Su lei

     

  • 04 novembre 2017 alle ore 21:11

    Siano benedetti i rapporti veri. Quelli sinceri, quelli che sanno di "NOI". Un noi che non conta se formato da un uomo o una donna che si amano o da persone che si stringono in segno di una vera amicizia. Siano benedetti quei momenti di spensieratezza, che sanno di estrema libertà e sincerità. Siano benedette quelle notti, passate a piangere a fianco di un amico sincero, a sfogarsi e a vomitare ogni dolore e delusione del momento. Siano benedetti gli abbracci, quelli che non hanno nessuno scopo, ma sanno solo di presenza e certezza. Quelli intrisi di affetto vero, che non muore con niente, ma persiste, resiste e resta! Siano benedetti quei legami veri che non hanno convenienze, che non puntano a nessuna meta, quelli disinteressati, ma veri e consolidati dal tempo e soprattutto dai fatti. Siano benedetti quei litigi, quelle incomprensioni che li ha resi ancora più forte permettendogli di conoscersi ancora più a fondo. Siano benedette le interferenze, le invidie e le malelingue che alle spalle hanno tramato per dividere rapporti ormai indissolubili ed hanno fallito rendendoli migliori. Siano benedette le cattiverie e le gelosie che certi legami suscitano, perché hanno fatto in modo di rendere quel "NOI" ancora più forte. Siano benedetti tutti quelli che hanno conosciuto il valore di un vero legame, che hanno saputo costruirselo, mantenerselo, proteggerlo e godere a pieno dei grandi benefici che un vero legame comporta!

  • 04 novembre 2017 alle ore 20:38
    Speranze

    Vago solo e incosciente
    nel cuore delle mie notti

    in estasi dentro i miei abissi

    a contemplare l'asprezza dei miei dubbi

    Consulto invano il Cielo
    per conoscere il mio futuro

    e invano parlo alle stelle
    per capire se quando passerò lo Stige

    in quel momento

    la mia anima sarà salvata

    e se basteranno i soffi della speranza
    di lasciare di me il più bel ricordo

    si da meritarmi nell'aldila'
    il migliore approdo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 04 novembre 2017 alle ore 19:12
    Dove largo hai piantato il sorriso

    Morsa da negare da sondare
    tutto documentato tutto incerto.
    E tu che vuoi sapere
    e tu non vuoi sapere:
    urticata speranza, rosea disperazione.

    Hai sognato al buio
    latte lisergico e mandorle di cagli.
    Hai sognato il nocciolo sospeso che una fame divora.

    Qualcuno lo recida o una gazza ladra 
    stacchi quest’ambrafiore di colostro scuro,
    ch’è prato il petto ora falciato di silene
    e l’erba marcia fa per risalire
    sui gerani al balcone
    dove largo hai piantato il sorriso.

  • 03 novembre 2017 alle ore 21:43
    Palloncini

    Palloncini

    Stimo i palloncini 
    perché sono vuoti 
    Ma restano integri 
    Se riuscissi a mettere 
    la mano dentro 
    Senza che si sgonfiassero 
    Realizzeresti che l'interno 
    E' vuoto 
    Uno spazio protetto da una 
    impercettibile membrana 
    Un fragile guscio 
    Leggermente più resistente 
    Dell'uovo 
    Ma solo perché elastico 
    Assorbe leggere pressioni 
    Facendole spazio dentro di se' 
    Nel vuoto 
    Muta la forma se soggetto 
    A pressioni costanti 
    Che non superino 
    Le resistenze di membrana 
    Bisogna annodarlo alla base 
    Per catturare il vuoto 
    E quando ormai è stremato 
    Di bambine gioie 
    Di spintoni 
    E costanti balzi d'umore 
    Scoppia 
    Seminando il panico 
    Nella festa 
    Quando dentro si è vuoti 
    Quando manca qualcosa all'interno 
    Si può scoppiare
    Spostatevi

    #dentrismi #gliaforismidiHalo
    #palloncino #writing #pensieri #parole