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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 ottobre 2017 alle ore 21:30
    Ascoltare

    Ascoltare è parola verbale
    mutano gli accenti
    fumo volubile

    ascoltare
    colori solinghi
    nel dondolio tremulo di una voce

    ascoltare
    per capire
    è il solo modo di pensare

    ora
    tra le righe
    di una poesia.

     

  • 21 ottobre 2017 alle ore 23:04

    La serietà è qualcosa che va oltre un comportamento.
    Lei sta nella mente, nel cuore, nella personalità e nell'atteggiamento. La serietà è un modo di pensare... E' quando la tua mente non macchina e non tesse, ma ragiona ed elabora. E' un modo di amare... E' quando il cuore sa ciò che vuole, sa scegliere e non punta più a conquistare ad ogni costo, perché sa che dona solo ciò che è meritato, senza giocare e senza ingannare. La serietà è una personalità ormai stabile e matura. Una di quelle che non hanno più bisogno di ostentare. Di quelle che non sentono più la necessità di dimostrare, ormai sanno di essere una personalità ben salda che cammina ormai da sola. E' un atteggiamento fiero e appagato dalle piccole cose. E' l'atteggiamento consono di una persona che ovunque si trova, che sia sola o tra milioni di persone sa di essere ormai qualcosa di certo. Un atteggiamento corretto, orgoglioso e dignitoso, ma che sa dare ad ognuno ciò che si merita e sa farlo con estrema classe per poi proseguire con una dolce e sentita indifferenza verso determinati soggetti.

  • 21 ottobre 2017 alle ore 22:43
    Martire in vetrina

    Sei tu l’eroe di questi giorni triti
    e delle notti larghe d’asfissia.
    Ti spingi in scorci di sorrisi ambiti
    tu che ti neghi il sole e scacci via
     
    l’anima pesta in lago morto senza
    vento. Tu che ti spremi il sangue in orci
    dentro pareti buie ove l’assenza
    d’una speranza nutre fuochi lerci.
     
    Ti senti vile e tutti i giorni avanza
    un resto d’avaria alla tua bile:
    la danza macabra, la testa china
     
    ed il silenzio imploso a tracotanza.
    Legno consunto, baco del barile
    privo di lustro, martire in vetrina.

  • 21 ottobre 2017 alle ore 20:41
    Il più bel risveglio

    Nell'aurora che sparge agli occhi
    la sua nuova dolce luce

    sorrido al mattino nel mio dormiveglia

    facendomi spazio
    tra le coccole dolci di Noel

    e le sue leccate affettuose

    a farle divenir
    balsamo di buonumore

    nel barrire mattutino dei gabbiani
    che svolazzano là fuori

    e beccano le onde in cerca di cibo

    empiendo l'aria della loro voce

    E io nella felicità di questo
    dolce risveglio

    e col cuore colmo
    di segreta ricchezza

    ricomincio il mio giorno
    al piacevole ricordo d'Ungaretti...

    " I molti immani sparsi grigi sassi...
    frementi ancora alle segrete fionde...
    d'originarie fiamme soffocate..."
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 ottobre 2017 alle ore 20:38
    E rileggo la mia storia

    Dalle alture a ridosso dell'anima

    dove le emozioni parlano al cuore

    discende la mia passione
    sotto una tempesta di colpi di fulmine e tuoni

    Scintille e boati

    le une a flirtare con gli altri
    solo per conoscere la felicità
    e poi soffrirne la perdita

    e risplendere e risuonare nella mente

    più struggenti che mai
    nelle loro voci graffianti

    e tracciare là
    i miei percorsi interiori
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 21 ottobre 2017 alle ore 20:12
    Una poesia per mio Nonno

    Ti piango in solitudine,
    all’improvviso arrivi
    all’ombra di un ulivo.
    Ti vedo sul cammino
    di una giornata colorata
    da pennellate di salici.
    Rincorro le tue mani,
    veloci scorrono sui filari
    di viti pronte a germogliare.
    Guardo le tue rughe,
    solchi di semine
    distese di frutti.
    Dipingo il tuo volto
    sorridente all’aurora
    ramata dal tuo sapere.
    Ti scrivo sulla terra
    spargendo briciole di zolle
    nel cielo luminoso.

  • 21 ottobre 2017 alle ore 13:30

    Vai per la tua strada:

    Lasciali credere di essere migliori.

    Lasciali vivere nelle loro convinzioni.

    Lasciali vagare nei loro finti sentimenti.

    Lascia che vadano fieri di ciò che non sono e non saranno mai.

    Hai troppo da perdere ascoltandoli.

    Hai troppo da perdere dando loro attenzione.

    Dai valore al tuo tempo.

    Dai valore alla persona che sei.

    Fregatene e fai in modo che le tue giornate siano meno danneggiate da determinate presenze.

    Alimenta la positività delle poche persone che contano.

    Lascia andare chi ti ruba energia e ti riempie di stati d'animo negativi.

    FREGATENE & VIVI!

    RESPIRA & GIOISCI!

    I vincenti sono gli umili che nel silenzio avanzano per se stessi e non i convinti che tramano alle spalle di chi temano possa superarli! 

  • 21 ottobre 2017 alle ore 7:38
    Corde

    Si dondola
    nel vibrato di amache
    vuote. Sottili
    i pensieri scostano il mondo
    per non averlo troppo addosso.

  • 20 ottobre 2017 alle ore 20:37
    Anonimo !

    Anonimo !

    E allora d'un tratto t'accorgi

    così

    che non credi più a niente
    dimenticando chi sei

    cosa fai in questo mondo

    insoddisfatto e preoccupato

    ad aver nella mente
    i più tristi pensieri

    ad addolorare te stesso

    e rassegnarti a rimanere
    anonimo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 ottobre 2017 alle ore 20:35
    Il mio lungomare

    Adesso è tutto mio

    il mio lungomare

    pacifico allegro silenzioso

    con gli alberi tranquilli tutt'intorno
    e le onde del mare dolcemente calme

    a divenir immensa distesa d'acqua

    che mi canta la sua nenia
    e mi racconta di pescatori e di tramonti

    E vado incontro alle mie ore

    aspettando che faccia buio
    e farmi bastare la notte

    con la luce dei suoi lampioni accesi

    nel silenzio che avvolge la mente
    mentre una panchina m'invita a sedermi

    E con gli occhi socchiusi

    m'abbandono all'ascolto sublime
    della mia giornata
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 ottobre 2017 alle ore 20:06
    Come si sta

    Come si sta a fare i piccoli acrobati
    della costanza, gli smarriti nel binario
    del certo e più meriti da eresie
    di zigomi tondi -l’opera assurta,
    le repliche al teatro dei tarli che
    insabbiano le stelle. Slanci -come
    si sta a dirli al pulviscolo che
    non lascia spiegare i rumori
    delle belle giornate, della lava
    venuta su da ossa di conchiglie.   

  • 20 ottobre 2017 alle ore 19:52

    Non è facile convivere con il silenzio che a volte ci circonda o con quel senso di vuoto e solitudine che ogni tanto sembra volerci divorare. Ancor più difficile, però... E' vivere vicino a chi ci fa sentire soli. Vicino a chi quei vuoti non solo non sa colmarli, ma li rende ogni giorno più grandi e difficili da gestire. Non è facile restare vicino a chi di quei silenzi non sa capire niente e li alimenta con parole stupide, pesanti che finiscono solo per farci sentire ancora più sbagliati. Amarsi è qualcosa di difficile, molto difficile. Ci rende fragili a volte, facendoci credere che restare sia la scelta migliore, perché stare soli fa paura. Ma paura di cosa... Se restare è comunque sentirsi soli, vuoti e sbagliati!? Io ho scelto di andarmene e facile non è stato, ma ciò che mi ha insegnato è qualcosa di essenziale che ogni essere umano dovrebbe imparare. Mi ha insegnato a stare sola, a fare i conti con me stessa, a pormi domande e a trovare risposte. Impone di guardarsi dentro insegnando che il vuoto è una condizione emotiva che arriva da chi non ci apprezza. Che il sentirsi sbagliati spesso è uno stato d'animo generato da chi costantemente crede di essere nel giusto e di conseguenza fa sentire noi nel torto. Io non mi sento più sola adesso, sto bene in compagnia di me stessa, in pace e in perfetto equilibrio interiore. Questo mi ha aiutato anche a stare meglio con gli altri, perché chi scelgo di tenermi vicino rispetta la mia persona senza calpestarla mai.

  • 20 ottobre 2017 alle ore 13:26

    Quando di bugie ne hai ascoltate troppe le riconosci. Riconosci il finto miele che copre tutte quelle verità scomode. Riconosci chi ti liscia per non scivolare sugli specchi su cui tenta inutilmente di arrampicarsi. Distingui quei pochi che non hanno maschere, quelli che sanno dirti in faccia le verità convenienti, ma soprattutto quelle sconvenienti. Ah sì.... Li riconosci! E te ne liberi, perché non hai tempo da perdere. Perché ad un certo punto, nella vita, ciò che ha più valore è proprio il tuo tempo. Ed io ne ho già sprecato fin troppo per chi ama giocare con le parole usando finte facce e finti valori. Io so scegliere e la solitudine non mi fa più paura da un pezzo ormai. Ed è proprio da quando ho imparato questo che ho smesso di credere alle favole. E' in quel momento che ho capito che ci sono realtà che non puoi cambiare e bisogna passare oltre... A volte, anche molto oltre.

  • 19 ottobre 2017 alle ore 21:45
    Il Cappellaio (sonetto)

    Son qui, disperso, coi pensieri miei
    a rimirare un campo d'abbondanza
    di spighe d'oro al vento, nella danza.
    Mi manchi, amor, ti cerco: dove sei?

    La malattia, nel tempo i miei capelli...
    come le nubi nella dissolvenza
    dispersi, in tanti grani di speranza,
    ricresceranno folti e ancor più belli.

    Si posa la cornacchia del destino
    lei tenta di rubarmi la saggezza
    il cuore ormai ridotto a un lumicino

    che allunga i giorni neri più ribelli
    non porterà mai via la tua carezza.
    "T'AMO!" (Tuo: venditore di cappelli).

    (Libera ispirazione da un quadro surrealista)

  • 19 ottobre 2017 alle ore 21:32
    In costanza di ruggine

    Lo meriti il riparo in carreggiata 
    verso il canto d’un lago di sereno.
    Opera un filtro in costanza di ruggine 
    al sorriso che gela
    come una lacrima d’ottobre.
     

  • 19 ottobre 2017 alle ore 21:31
    Decrescita felice (A Serge Latouche e al MDF)

    Va contro il malinteso volontario
    che taccia d’anelare anacronistico
    crescita zero[1] e stato stazionario[2]
    - arresto all’antro[3] con afflato mistico.
     
    E’ il mondo che precipita al sudario!
    Se è cieco il vico al calcolo balistico
    stallo di retroguardia è necessario
    per un futuro in testa[4] - e sillogistico.
     
    Dismisurata corsa al materiale
    crudele sfida il tempo e la memoria
    spazio al cemento e al circolo caudale.
     
    Decrescita felice erta agonale
    sotto la china morde come noria
    l’ultima scoria al rivolo esiziale.

    [1] Nel rapporto del Club di Roma l’idea della crescita zero ha molti punti in comune con le tesi degli obiettori di crescita (Serge Latouche, per un’abbondanza frugale, pag. 29).
    [2] Già in John Stuart Mill (1806-1873) si trova una visione dello stato stazionario che ha delle analogie con il progetto della decrescita (Serge Latouche, per un’abbondanza frugale, pag. 29).
    [3] “Un classico è accusare i partigiani della decrescita di volerci riportare, a scelta, alla candela o alla caverna, o ancora all’età della pietra o all’oscuro medioevo; insomma, il progetto di una società autonoma e frugale sarebbe antimoderno. E ben lontano dall’abbondanza”. Serge Latouche, Abbondanza frugale, 2012.
    [4] “E’ vero, combattiamo una battaglia di retroguardia, ma paradossalmente è una battaglia per l’avvenire. Perché quando un esercito si trova in un vicolo cieco, è necessario che prima o poi faccia dietro front, e a quel punto la retroguardia si trova in prima fila!”. Francois Brune, da Serge Latouche, cit. 2012. Citazione di uno dei 36 stratagemmi di Sun Tzu.
     

  • 19 ottobre 2017 alle ore 21:08
    Aspettative

    Sogno un mondo
    creato apposta

    dove vivere i propri attimi
    volgendosi all'amore

    alla vita

    ignorando ciò che ci circonda

    persino la miseria
    che abbiamo dentro

    il nostro essere effimero

    nel desiderio di stupire

    disegnando i confini
    sfuggenti e misteriosi

    della realtà mista all'utopia

    E modificare il destino
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

     

  • 19 ottobre 2017 alle ore 20:51
    Ascendenze interiori

    Mi ritrovo in certi giorni

    nel riverbero delle mie debolezze

    a volte tutto ammuffito
    e con i pensieri impolverati di malessere

    rinchiusi nell'orribile
    e buio carcere della malinconia

    in quell'andirivieni povero e solitario
    che fa loro da carnefice

    Così sposo le mie ore

    andando ramingo dentro quelle tenebre

    a incontrare i fuochi d'ogni dì
    e le loro bavose lingue
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 ottobre 2017 alle ore 15:30

    Non ti chiedo di non ferirmi, non serve. Purtroppo a volte accadrà che anche involontariamente succeda. Ti chiedo invece di essere sincero e porre sempre la verità avanti a tutto. Non ti chiedo di stare sempre incollato a me, sarebbe impossibile. La vita ha i suoi ritmi e ognuno di noi i suoi impegni. Ti chiedo di non farmi mai sentire sola, perché è questo ciò che conta. Non pretendo che tu mi metta al centro del tuo mondo, vivendomi in modo ossessivo, non mi piace. Però ti chiedo di rispettarmi come donna e fare in modo che almeno in questo io sia l'unica tua scelta. Non ti chiedo di essere possessivo, è qualcosa che per me non fa parte dell'amore. Vorrei vedere in te quella sana gelosia che prova chi ama e chi tiene alla persona che ha al suo fianco, perché quella leggera paura di perdersi fa in modo che niente venga dato per scontato. Non chiedo di cancellare tutto il resto del tuo mondo, non sarebbe giusto, perché io se ti amo lo rispetto. Ti chiedo di mantenermi un posto importante nei tuoi giorni mantenendo i tuoi spazi, le tue passioni, le tue amicizie e tutto ciò che prima di me ti ha reso felice. Quindi amami in modo sano e maturo, ma amami! Amami di un amore fatto di cose concrete e semplici e non di parole!

  • 18 ottobre 2017 alle ore 22:56
    Seme custode

    aliti in affido
    la tua terra la mia acqua
    un albero poggiato

  • 18 ottobre 2017 alle ore 20:44
    La dolcezza del Nulla

    Abissi

    dove i pensieri si rifugiano
    a mietere grandi sorprese

    e assumere significati di vita
    più vicine ai sogni

    E nel fascino discreto
    della loro nobiltà

    non apprezzarsi ancora
    come un'occasione rara

    ma un'opera d'arte
    in cui specchiarsi

    e ripetersi che a qualunque età
    ci vuole dolcezza
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 ottobre 2017 alle ore 20:42
    La mia dote

    La mia dote

    Sorrido allegro a questo sole

    che illumina felice
    le mie abitudinarie passeggiate

    immerso nella passione per il sapere

    con i suoi raggi amorevoli
    che mi consegnano alla mia monotonia

    a mulinarmi intorno in tutte le direzioni
    e inondarmi d'emozioni e di piacere

    E là esprimo
    la dote migliore del mio carattere

    -il silenzio-
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 ottobre 2017 alle ore 20:40

    Avrò sicuramente modi discutibili e probabilmente sono proprio questi modi a spingere le persone che incrociano il mio cammino ad un bivio: Restare o andarsene. Sicuramente su di me possono dire molte cose, ma del resto non esistono persone immuni dal giudizio altrui. Sicuramente non ho peli sulla lingua e questo spesso mi rende una persona scomoda, ma in fondo la verità fa male solo a chi di vero non ha niente. Ho sicuramente raggiunto una sicurezza di me stessa non indifferente, ma è facile per chi è insicuro definirla presunzione. Sono una persona che ha sicuramente qualcosa da insegnare e molto ancora da imparare, per questo mi metto sempre al pari degli altri... O quasi! Vivo la vita con quel tocco di leggerezza che l'esperienza mi ha insegnato. Respiro a fondo e trattengo il meglio. Ho visto abbastanza per capire che molte cose per cui ci danniamo non hanno un senso e per questo non meritano nemmeno un posto nei pensieri. Ho ascoltato abbastanza per imparare che le parole di troppo, proprio perché sono di troppo, vanno lasciate lì. Non chiedo più a nessuno di restare, ho visto persone rimanermi a fianco nonostante tutto, quindi chiedere non serve. Non si vive per chi ci calpesta, ma si sorride per chi ci ha "scelti" oltre tutto e tutti... Sempre!

  • 18 ottobre 2017 alle ore 10:12
    Porte aperte

    Sempre una risata, tu porti
    nel cuore: l’unico alleato,
    dove sono già tutti morti.

    Mai mi hai abbandonato;
    nella gioia, e nel dolore,
    per me ci sei sempre stato.

    Di mostrarti, nessun timore
    devi avere! Mai ti lascio
    solo, con il solito errore.

    Grazie per avermi fatto conoscerla!

  • 17 ottobre 2017 alle ore 20:44
    La mia immensa miseria

    Mi fermo così

    confuso

    a guardarmi riflesso
    nell'immagine dei miei pensieri

    in cerca delle risposte
    alle domande con cui loro stessi

    martellano la mia mente

    abbindolato dalla sicurezza
    che le abbraccia alle emozioni

    E conati di sofferenza
    straripano per quella visione

    che mi scaraventano
    in mezzo ai più struggenti tormenti

    al centro della mia immensa miseria d'uomo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati