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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 novembre 2017 alle ore 20:26
    Le vie della mente

    Vie da nessuno percorse

    che conducono entro vuote visioni
    per sentieri verdeggianti di libertà

    a inoltrarsi ancora più in là
    oltre l'orizzonte

    verso grandi onori di lodi

    dove focolari domestici
    offrono compiacenti pensieri

    a liberare ogni uomo
    da certi mercanti senza scrupoli

    che continuano a mettere
    balle nei ventilatori e spengono la verità

    E spero

    io che conosco me stesso
    e la mia vanagloria

    quando la morte mi coglierà
    di vivere altri sogni in altre notti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 12 novembre 2017 alle ore 13:07
    Nuvole di un colore straordinario

    Ti sei accorto che le nuvole
    non sono mai le stesse?
    e queste hanno un colore straordinario:
    l’acqua mai ha smesso di credere,
    ci vede passare e sparire nel niente
    ma non è l’inferno a pesare in faglie segrete.
    Ti sei accorto di quanto rimorso
    attraversa i deserti?
    Laggiù le braccia vuote degli ulivi
    e un profumo si spegne
    mentre Plutone candido spettro
    bisbiglia di ansie e timori
    ogni grado. Perfino
    le crepe nei muri e le fughe
    il lato oscuro della luce
    e quanta sete caduta dagli occhi.
     

  • 12 novembre 2017 alle ore 12:50
    Fotografia Del Mio Sindaco

     
     
     
    Il sommo,
    figlio dei re
    E degli dei
     
    Nato nel plenilunio
    Di una notte stellata
    Musicista e suonatrice
    Di una tamburiata nera
     
    Il nostro
    Il mio sindaco
    Dai due pesi
    E due misure
     
    Mah! 
    Occhi grandi
    E cuore immenso
     
    Vede tutto ciò
    Che gli occhi altrui
    Vogliono vedere
     
    E non vede quello
    Che i suoi occhi guardano
     
    Condannato
    All’inquietudine
    Eterna e tenebrosa
    Dai suoi stessi
    Angeli custodi.
     

  • 11 novembre 2017 alle ore 21:01
    Piove (Ode anacreontica)

    Che cosa vuoi che accada,
    se piove ogni momento
    se sibila anche il vento
    e non si vuol calmar?
     
    Ho già provato a uscire
    attraversar la strada
    una macchina è passata...
    sono tutta un fradiciar!
     
    Ritorno lesta a casa
    m'asciugo come posso
    metto un vestito rosso
    non voglio sfigurar...
     
    vado all'appuntamento
    col tacco e la mantella
    l'effetto è esser bella
    da lui farmi notar...
     
    Adesso più non piove
    ma già s'è fatta sera
    pregusto l'atmosfera
    che si potrà a crear...
     
    S'accende il mio display
    m'appresto con coraggio
    a leggere il messaggio:
    "Lo sai ti vorrei amar
     
    ma cerca di capire
    rimando a un'altra volta,
    mia moglie se n'è accorta
    e vuole divorziar!"

    San Martino 11.11.2017 Festa dei cornuti

  • 11 novembre 2017 alle ore 20:40
    Qui, io per te Cefalù...canto

    Qui
    dove ciò che altrove è disperso

    viene riunito da Dio
    e cantato al suono della felicità

    Qui
    dove tu sei matrice
    del Cefalino che scorre tranquillo

    tra le cave ombrose della rocca
    a dissetar con le sue acque tutte le arsure

    Qui
    dove riaffiorano volti e voci d'amori d'un tempo

    e si venera l'onore della stirpe
    nei sogni e nelle speranze della vita

    Qui
    dove rimane forte il ricordo delle amicizie più care

    e corrono ovunque doni di pace
    anche nelle case ove regna la povertà

    Qui
    dove la vita é sacra e non ci sarà mai
    alcuna madre che dara' la morte al figlio

    Qui...per te Cefalù

    che ispiri tutti i miei versi

    io canto
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 novembre 2017 alle ore 20:40
    Mi offro al giogo della vita

    Sono una specie in via d'estinzione

    con una espressione alquanto scadente

    ancora ansioso di riconoscermi
    alla fine d'ogni mia giornata

    Sempre a caccia d'una buona rima

    cronista delle mie e altrui sofferenze

    scrivo poesie alla classica maniera
    su pagine apposite d'amicizia

    E raccolgo mozziconi di sigarette
    intrise ancora di saliva e rossetti

    che raccontano fiati e tormenti
    d'anime irrequiete

    e i loro gioiosi appagamenti nelle passioni

    a dare ai miei versi
    il più profondo interesse
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 novembre 2017 alle ore 20:38
    Il mio viaggio

    Mi sento come una nave
    che ha raggiunto il suo porto

    dopo che solitaria
    e in balìa della tempesta

    ha compiuto la sua più lunga
    e tormentata traversata

    E son felice d'attraccare
    al molo del mio vivere

    con il cuore irradiato
    dei flutti impetuosi

    che hanno accompagnato

    nel mio viaggio
    i momenti di passione e d'ira

    e bagnano adesso
    i miei attimi d'alleluia

    E non importa quante volte

    cerco ancora di nascondere
    il mio istintivo odio

    per ogni rimpianto

    per ogni silenzio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 novembre 2017 alle ore 8:21
    In umore d'aprile

    Dev’essere un umore d’aprile
    a traboccarci da bordi anneriti
    ché non saremmo più di un foglio frusciante
    senza una rarefazione esposta al ramo
    e la voce attinge da un petalo che cade
    veggenti noi di un gioco sacro
    riflesso bendato del tempo
    in gabbie ferrose e cavalli di piuma
     
    e sei e non manchi ventre in distacco
    dolore ristoro mio tuo
    congedo d’inverno nella fibbia
    che la bocca scalpella
    -e poi un’altra poesia.

  • 10 novembre 2017 alle ore 21:15
    Poeta o zappatore ?

    Ora

    che come un salice
    giaccio genuflesso ai miei piedi

    reciso dalla scure degli anni

    il mio pensiero ritorna
    alla mia fame

    a farne immenso desiderio di vita

    e non lasciare al mondo
    la mai anima

    ubriaca d'amore
    più d'un'otre ebbra di vino

    nella meschinità
    d'un Suffeno del prossimo futuro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2017 alle ore 21:14
    Modernità

    Mi servo ancora della mia ironia
    nella gioia di versi
    costretti a leggervi qualche veleno
    nell'enfasi di cattivo gusto
    che avvolge "teneri" idilli
    al cui amore soggiacciono
    amplessi sognati
    e frasi intense di mendace passione
    E sembra che al mondo
    non esistano amanti più felici
    in quell'atmosfera nutrice d'inganni
    d'irriverenti e arroganti tradimenti
    celati sotto finti abbracci
    e false galanterie
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2017 alle ore 12:28
    A Luce Spenta

     
     
    A luce spenta
    Vortici luminosi
    Nell'aria umida
     
    Sotto una fetta di cielo
    Avvolto dalla bufera
    Danzano gli alberi
    Con i tuoi capricci assurdi
     
    Capelli al vento
    Bisbigliano al cuore
    Di quell'anima silenziosa
    Attorcigliata al calduccio
    Fra lenzuola aggrinzite
    Pur sempre stanca d'udire
    E tu di capire
     
    Ch'è
     
    Solamente un sogno.

  • 10 novembre 2017 alle ore 12:21
    Aspettative

    Vorrei fermare la sofferenza
    Gioire per stare bene.
     
    È triste varcare quella porta
    Per andare lontano
    Verso il mare
     
    La primavera è rivestita
    Ed io non vorrei andare
     
    Nessuno mi dice:
     
    "Non andar via".
     
    Questa vita è smorta,
    Se manca il necessario
     
    Ci si aspetta sempre
    Un mondo migliore.
     
    Invece…è sempre
    uguale e diverso
    per chi fugge la realtà.
     
    In certi luoghi
    il tempo non esiste!
     
    "La speranza è una fiamma che non muore mai".

  • 10 novembre 2017 alle ore 3:10

    Dovremmo ricordarci più spesso quanto sia breve la vita. Di quanto poco sia il tempo che ci viene veramente concesso. Spesso ci perdiamo, ci fermiamo inutilmente dietro a cose assurde e inverosimili. Ci scoraggiamo e ci affliggiamo per fatti spesso inesistenti, rincorrendo qualcosa che non c'è, che non ha mai guardato dalla nostra parte. E poi... In un attimo... Puff... Tutto finisce. Tutto svanisce e non ci siamo più. E allora per cosa è valsa davvero la pena il tempo che abbiamo vissuto... Dovremmo vivere sempre veramente come fosse l'unico giorno a disposizione?! Incoscientemente, solo per se stessi e per essere felici? Non so... Però ho conosciuto il sapore del tempo che stringe la gola, del tempo che potresti non avere più davanti a te. Ho conosciuto persone che il giorno prima erano sedute di fronte a me, ridevano, parlavano con un'energia da fare invidia e il giorno seguente erano sparite travolte dal vento di un destino che non si aspettavano. Guardarmi a volte mi fa paura, il tempo che passa, spesso inerme e silenzioso ed io lì... Come se non mi fossi mossa, come se fossi sempre al solito posto, nel solito punto, ma è veramente così? Forse nella vita non cambiano molte cose in apparenza, ma dentro di noi molte cose trovano un loro posto, si ammucchiano o si annullano. Dentro di noi molte cose cambiano, noi cambiamo e anche se restiamo più o meno fermi quello che abbiamo attorno prende sempre nuove forme e prospettive, dando nuove possibilità e nuove strade. Diamo troppa importanza a molte cose sciocche a volte, finendo per sottovalutare quella principale... La vita stessa e il tempo a disposizione. Dovremmo metterci in testa che la vita non torna, non si riavvolge, non replica e non da modo di ripassare da dove ha già svolto il suo ruolo. Per questo è importantissimo che ogni singolo giorno abbia qualcosa di speciale da aggiungere al nostro percorso e questo lo possiamo fare solo noi. Basta arrabbiarsi, basta guerre, terrorismo, razzismo, odio e rancore... Basta! Guardiamoci negli occhi, stringiamoci le mani e capiremo che nessuno di noi, in fondo è poi così diverso. Basta correre dietro a quei sogni che non ci hanno mai nemmeno sfiorato... Quelli non si chiamano sogni, ma illusioni e le illusioni sono perdita di tempo, energie sprecate, positività e vitalità buttata per sempre. Afferriamo le certezze, quelle che abbiamo, che seppur poche è da li che dobbiamo partire e la prima vera certezza siamo proprio NOI. Avanziamo con importanza, con passo consapevole, voltiamo lo sguardo a ciò che è stato e facciamone esperienza di cammino, un occhio anche a ciò che non è stato e poi... Lasciatelo là dov'è, perché se non è stato è proprio li che ha scelto di stare. Fate della vostra vita qualcosa di semplice, di umile, di povero, ma di grandezza inestimabile a livello interiore. Non sono mai stata molto credente o per meglio dire ho sempre creduto, ma un po a modo mio. Oggi credo che il percorso dei miei ultimi 4/5 anni mi abbia dato così tanto bagaglio che sono una persona nuova e quella persona... Mi piace. Ancora sono certa che non tutto si può perdonare, ma una cosa l'ho imparata... Il rancore, la rabbia fa male solo a chi lo prova. Non odiare nemmeno chi mi ferisce, augurare loro, nonostante tutto, il bene, fa di me una persona serena e priva di rabbia e sentimenti negativi. Non perché io sia superiore, ma semplicemente so passare oltre. No, io non perdono il male gratuito a quello se vuole provvederà Dio, ma io ho altro da fare, preferisco VIVERE al RICAMBIARE. 

  • 10 novembre 2017 alle ore 0:20
    Tocco di sferza

    E già qui un’ombra di pioggia
    ovunque spartisce 
    riflessi di latebra. Latente
    il respiro lo indosso
    in algore di nostre catalisi
    e al tocco cosciente di sferza 
    la schiena sta ferma
    come la cerva
    che subodora il dirupo.

  • 09 novembre 2017 alle ore 21:09
    Mi sento

    Sono sospeso
    fra il vuoto
    e l'impazienza
    la veglia
    e l'infinito
    la nebbia e il cortile.

  • 09 novembre 2017 alle ore 20:39
    Segni del destino

    Della mia libidine
    tante volte vengo accusato

    quando fuggo dal pudore
    e mi rifugio nella lascivia

    a bere i gustosi umori della sorte
    che ha deciso per me questo folle amore

    E piango sull'uscio dei miei pensieri
    rivolgendo domande all'anima

    chiedendole di me

    certo delle sue giubilari risposte

    alle pene che mi procura
    la mia felice passione

    e il piacere di scrivere in versi
    anche se vani

    nell'ardore di questa scelta di vita
    che sarà la mia fede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 novembre 2017 alle ore 20:37
    La mia sorte

    Chiedo misericordia e perdono

    a Voi

    padroni del mio cuore

    in nome dell'amore per i versi
    che ci fanno compagnia

    nel dialogo fittizio
    che intreccio con le anime

    accettando con felicità
    questa mia sorte

    E me ne vado
    a passeggio tra i pensieri

    sfuggendo schegge di passato

    e sfidandole con parole appuntite
    conficcate nei sentimenti e nei gesti

    pezzi di vita già vissuta
    a gorgogliare umori ancora fumanti

    contrastare l'ostracismo del mondo

    e scansare il buco nero
    in cui vorrebbe seppellirmi

    E sfrutto il mio talento

    a dispetto dello smalto
    dei migliori anni

    ormai appannato

    facendo della speranza
    il rifugio segreto delle mie incertezze



    in quel valore supremo
    trovo la realizzazione del mio vivere
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 novembre 2017 alle ore 20:35
    Pianti nel buio

    Sto ancora a chieder doni
    all'aria che respiro

    quale degno prezzo
    ai fremiti del cuore

    nel viver d'amori e di virtù

    Rido placido
    del mio mentire

    all'anima consumata
    da quest'amara notte

    tra tante ore
    d'affanni e di veglia

    quando la gioia
    di insperate Muse

    rincorre la mente
    e il mio inchiostro

    E do i pensieri
    in pasto agli avvoltoi

    mentre i tormenti
    fanno scempio del mio gioire
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 novembre 2017 alle ore 18:55
    Preme la vita

    “…prima il dolore, poi la giustizia e infine il senso. Tutto il resto è caos.”
    Ian McEwan, Nel guscio
     
    Preme la vita
    da prima
    sente il mondo che annaspa
    dalla carne s’infetta.
    E preme
    dal suo guscio nell’acqua
    ché sta sempre più stretta,
    stanca
    d’esser parte che sente
    sciaguattare nel chimo.
    Nell’anelare
    d’imbrattarsi nel fango
    freme
    dentro madre assassina,
    sa di rose e veleno
    che condanna e che l’ama.
    Non si strozza alla cima
    non rinuncia a passare
    per lo stretto al dolore
    e al sapore dell’aria.
     

  • 09 novembre 2017 alle ore 18:53
    Ab aeterno

    “È semplicemente il luogo dove gli sforzi umani hanno trovato ciò di cui avevano bisogno”, Don Delillo, ZERO K

    Mondo nel mondo
    per un futuro ab aeterno
    dell’uomo
    in sospensione criogenica.
    Vuote corsie di porte linde
    chiuse sotto terra, spazio
    neutro d’immagini
    sognate alla morte. Pareti
    in proiezione di tracce
    paure iterate.
    L’angelo narra
    ascolta la voce, il senso
    del suo pensiero
    in egocentrico cielo
    - sopra Berlino.
    Dove si va
    è un mondo terso
    alla poesia negato
    -  tutto s’è trovato
    ogni stento rimosso.
    Tutto è risolto
    e tutto si sa
    non si immagina nulla
    perché già immaginato.
    Il viaggio è in controsenso:
    sospesa in guscio
    l’attesa del trapasso
    dalla morte alla vita, fuori
    dalla storia
    - matematica pura.
     
    E anche l’affresco
    - ora qui -
    di tecnologia
    che si sta dipingendo
    con il passo spedito
    è crosta d’effimero
    raschio d’intonaco, sniffo
    di polvere nera
    è tentata evasione, assenza
    di gravità.
    Torni la storia
    il dubbio che martella
    la pietra che precipita.
    Riprenda lo scavo
    su ciò che si ignora.
    In questo s’annida il cammino
    in questo guardare sui prati
    in questo stupore
    di foglie di sole.
    Riprenda a sognare
    la testa
    a scordare le cose
    a scoprirle da dentro.
    S’inverta la rotta
    in sane paure
    con mostri in agguato
    e limiti
    da superare.
    Si torni a soffrire
    l’orizzonte di morte
    il mistero
    infinito dell'uomo.

  • 09 novembre 2017 alle ore 17:52
    Piove sui portali

    Piove
    sui portali d’autunno
    dirada, s’infittisce
    apre serrande
    sulle mani ripiove
    e un amore
    per due
    si moltiplica 
    - è una festa di noci
    e foglie accese
    folate
    in velluto la gioia
    d’insieme

    la fronte
    chiara distesa
    domanda al respiro
    se non scompaia
    dal velo dei vetri 
    la certezza di esistere.

  • 08 novembre 2017 alle ore 20:58
    Al di là di tutto

    Sei l'acqua limpida di una fonte intoccabile.
    Un paradiso impossibile persino da immaginare.
    Sei un astro irraggiungibile.
    Un deserto inesplorato.
    La cima di un monte che non potrà mai essere scalato.
    Sei uno specchio che non potrà mai riflettere la nostra immagine.
    Un torrente in piena, impraticabile.
    Un sentiero scosceso e irto.

    Ma sei il fuoco con cui mi sono bruciata.
    Sei la più forte delle tentazioni che non posso eliminare.
    Sei il desiderio più grande e più forte, che mi ruba l'anima in ogni momento.
    Sei quel filo sottile che mi permette ancora di vivere.
    Perché tu ed io siamo una cosa sola, al di là di tutto.

  • 08 novembre 2017 alle ore 20:57
    Un amore silenzioso

    Quanto può far male un amore silenzioso?
    Un amore da ecclissare, un amore di cui non puoi parlare.
    Quell'amore che si nasconde allo sguardo di chi non sa guardare, di chi potrebbe fraintendere, di chi non sa capire.
    Un amore coperto da un velo sottile che cela sentimenti forti, intensi, assoluti, ma di cui non si può parlare a nessuno.
    Un amore silenzioso...che non avrà mai un domani

  • 08 novembre 2017 alle ore 20:39
    Cercando Pessoa

    Cercando Pessoa
    tra i saliscendi di un giorno d'autunno
    come un soffio di vento
    che ammalia le foglie
    e ne rende mansueto il colore
    adulando l'aroma
    di un caffè nero bollente
    mi sottometto
    alla sirena di Belem
    che si specchia nel Tago
    e riluce di luna
    il suo figlio più amato.
    Ho le sponde di queste acque
    tra le mie braccia tese
    e l'oblio di questa terra
    che lusinga l'attesa
    e si prepara alla danza
    dell'antico rituale
    come gemma che si rinnova
    ad ogni pie' sospiro
    e le ciglia mute
    all'incanto della psiche.
    Cercando Pessoa
    tra ciliegi e castagni
    in una grotta di silenzi
    che sa inghiottire il mare
    e passi misurati
    su bracieri ammiccanti
    che declinano al fato
    la desinenza di nuove impronte
    mi sottometto
    alla magnificenza dell'attimo.
    Ho cosce sorde
    e lamenti afoni
    all'invadenza del tempo
    che lobotomizza il pensiero
    e ho euforia di momenti
    se le mie dita sfuggono
    al ridondante cliché
    di una mano a comando
    che stupra il sogno
    di un'infanzia interrotta.
    Obrigado Pessoa
    Muita saudade.

  • 08 novembre 2017 alle ore 20:36
    Passi nel futuro

    A nulla serviranno
    nobili casati
    eccelsi pregi
    parentele importanti
    sontuosi vestiti
    indossati in vita
    A nessuno toccherà
    tra le brine fredde
    del dolente declino
    un destino diverso
    d'un mesto compianto
    da mettere all'asta
    per tramandare al mondo
    difetti o virtù
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati