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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 giugno 2017 alle ore 12:05
    L'assurdo

    L'assurdo...e' che io credo Farfalle colorate volano tra le stelle rinchiuse dentro le gabbie dei ricordi costellazioni di luci divine ormai di tenuo splendore lontane nell'Infinito a prometter conforto e attimi di festa al cuore Adolescialmente puro vivo negli sguardi tristi della vita e nei suoi momenti dal fascino suadente che preservano la mia integrità e i faticosi respiri di quelle stelle al pensiero assurdo che Tu le abbia un tempo accese mentre adesso rimani impegnato ogn'ora in qualcosa d'altro Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 29 giugno 2017 alle ore 12:02
    Siamo

    Siamo solo padri "di carta" Gesti di ribellione languenti combattono impotenze e frustrazioni d'amori impossibili saturi d'ostilità che rendono prigionieri dell'emarginazione Appelli della pancia a digerire infingardaggini senza gusto buone solo a mettere a vista scarti di stomaci in subbuglio e dar fiato in una voce a illusioni e false speranze di un futuro che non vedremo finché non l'avremo percorso E racconto questa mia storia fatta di sentimenti inquieti e romanticherie inappagate . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 29 giugno 2017 alle ore 12:01
    Il mio

    Il mio grande fratello Spesso il mio quotidiano vivere trasloca in smarrimenti che sopportano mancanze e vuoti di sentimenti e crescono e s'impadroniscono di tutti gli spazi inutili dell'anima E mi ritrovo d'un tratto a fantasticare in qualche altrove lontano un non luogo dove la speranza cede il posto al Nulla con il dolore a diventare l'unico grande fratello che si prende cura del mio Essere a traballare insieme in groppa alla vita E vado via felice con Lui incontro alla mia Pace . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 29 giugno 2017 alle ore 11:58
    Pianti di stelle

    Pianti di stelle Accese arrivan l'albe a rubare il posto alle notti ancor col silenzio da comprendere e in cerca del loro futuro E orientarsi nel disordine tra senescenze corruzioni e disfacimenti illuminando i giorni e i sogni di ribellione delle ore che trovano radici negli attimi e inseguono romanticherie classiche e popolari insieme aperte al tempo e alla vita nell'affermazione di nobiltà spirituali Lingue dell'anima a cercare nel profondo dell'Io verità intime celate e raccontare esilaranti realtà . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 29 giugno 2017 alle ore 11:56
    Dato

    E dato che non ho altro da fare,caro mondo,ti scrivo... Uomo invecchiato rispetto al futuro passo il tempo seppellito dalle mie lunatiche fantasie e disarmato dai giorni che si susseguono capricciosi e senza sosta postumi rispetto ai miei oggi ridicoli e anche cialtroni Riflessi di paure si mescolano in questi stupori e m' avvolgono in visionari struggimenti ammutolendomi in questa mia tragicomica volubilità mentre piacevoli e passionevoli ricordi m'aiutano nei rimpianti al mondo e al mio dolce passato . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 29 giugno 2017 alle ore 11:54
    Il fine

    Il fine giustifica il tempo Tramonti arrivan piano piano e con essi fusioni perfette d'anima e di sentimenti dove l'una sembra fatta apposta per gli altri nella naturalezza che contraddistingue le loro ombre cocciute e intransingenti E nel tremolio d'un qualcosa che è solo mio nascono infelici nel cuore speziate e magiche lunghe storie di fame e d'amore E mi commuovo Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 29 giugno 2017 alle ore 11:17
    Senryu

    Fa così il poeta
    Sugge nettari rari
    E sparge il bello

  • 29 giugno 2017 alle ore 9:46
    La tua vita erano queste odi alla Terra

    La tua vita
    erano queste odi alla Terra
    quelle visioni
    lievi e incredule
    di praterie senza confini,
    le carezze agli alberi
    figli antichi
    del tuo passaggio
     
    La tua vita era pioggia
    che dà gioia al fiume
    ad ogni sasso
    riposo del cielo
     
    era il sogno
    un cavallo di vento
    senza padroni
     
    La tua vita era
    veder rigogliare il bene
    sotto il piede ruvido
    dell’aridità
     

  • 28 giugno 2017 alle ore 18:42
    Occhi di giada

    Occhi di giada, sgranati,
    squarciano il buio
    dell’anima triste
    cercando ansanti la luce
    di un cuore pulito
    che in un abbraccio sincero
    li accolga e li scaldi

    Occhi di giada, socchiusi,
    sognano carezze
    e tenere promesse
    che il loro affetto
    avrà il peso dovuto
     
    Occhi di giada
    mai più vedranno
    l’oscurità di chi,
    svanendo,
    quasi annientò
    la loro sete di vita.

  • 28 giugno 2017 alle ore 18:03

    Ehi ragazzo/a non gettare niente della tua vita, ogni cosa ha dato ad essa un sapore diverso, colori particolari e sentimenti nuovi. Tutto ti ha arricchito, tutto ti ha forgiato e tutto è parte di te e della strada che hai scelto di percorrere. Ragazzo/a non guardarti dietro per osservare quante volte hai cambiato direzione, quanti pezzi di te hai lasciato ad ogni incrocio... Guarda avanti creatura meravigliosa è lì che sei diretto! 

  • 28 giugno 2017 alle ore 17:04
    Dove va un poeta

    Il poeta non può svanire
    come fa il legame
    nella materia.
    Lui arriva
    nei luoghi più impervi
    lasciando segni
    d’amore universale.
    I sassi rigati per sempre
    dall’acqua, è lì
    che i suoi versi continuano
    Li sentite? Sono loro
    a gorgogliare
    liberi da vincoli
    di rovinosa natura.

  • 28 giugno 2017 alle ore 12:37
    Sprazzi luce

    “Sprazzi di luce”
    Giro per Milano
    che non  più riconosco
    in un lampo
    è passata l’attesa per il mio matrimonio
    ancora pochi giorni
    ed inizierò un’altra vita
    un’altra musica albergherà in me
    il mio animo sarà felice
    quei giorni sarò assalito
    da mille emozioni
    e ricordi impressi nella mia memoria
    rimembranze intermittenti
    come sprazzi di luce
    su cristallino mare.
     
     

     

  • 28 giugno 2017 alle ore 11:47

    Mi hanno insegnato che prima di sparare a zero contro qualcuno, accusarlo di qualcosa era meglio pensare bene se io mai avevo fatto le stesse cose che stavo criticando. Mi hanno insegnato di non fare agli altri ciò che non vorrei fosse fatto a me. Mi hanno insegnato che chiacchierare bene e razzolare male è da vigliacchi. Mi hanno insegnato a farmi il mazzo per migliorare la mia vita e non a sprecare energie per distruggere le vite altrui. Ognuno di noi ha i suoi traguardi e le sue sconfitte e a me hanno insegnato ad essere fiera delle prime e a non arrendermi quando mi imbatto nelle seconde. Prima di guardarmi e di sparare a zero su di me... Osservati e poi dammi retta... TACI E VAI! 

  • 27 giugno 2017 alle ore 13:49
    Luce e musica

    Passioni ed avversità 
    non saranno mai
    vergogna 
    nella mia anima 
    di fanciulla.Non chiedo e
    non prometto nulla,
    voglio essere 
    musica e luce, 
    luce e musica.

  • 27 giugno 2017 alle ore 13:23
    Due bambini noi (4mani con Giuseppe Iannozzi)

    Da un po’ ha smesso di venir giù
    la pioggia, e la sera già si sta spiegando
    col suo impenetrabile sudario;
    nei cortili s’adagiano le ombre furtive,
    nascondono tombini, rivi d’acqua,
    canali di scolo e ogn’altra cosa.

    La città un labirinto di auto,
    e io parcheggiata in stazione
    aspetto in quiete inquieta
    il treno.

    Mi torna in mente l’età lieta
    di quand’eravamo poco più
    che bambini;
    tu per andare da tua nonna
    passavi in bici davanti alla rete
    del mio giardino ch’era
    quasi un tutt’uno
    con quello di edere e di ortiche
    in stazione, però mai curato
    da alcuno.
    Con me ti fermavi sempre a giocare,
    spesso erano capriole fra l’erba alta
    e risate di gioia a sfidare il cielo,
    altre volte però mi riempivi
    di buffetti sulle guance
    e di rabbiosi piccoli baci sulla nuda pancia;
    con voce rotta mi chiamavi
    più e più volte Respiro di Primavera,
    Respiro di Primavera…
    Quel tuo modo un po’ strano
    di volermi proteggere a tutti i costi,
    anche dal tuo amore, non lo so
    ancora dimenticare. Ma mio desio
    era sol quello di non farti andar mai via.

    Chissà, chissà dove sei adesso,
    chissà se in questo momento mi pensi un po’.

  • 27 giugno 2017 alle ore 13:17
    Questa sera

    Ho chiuso fuori tutti i pensieri,
    lascio che il vento li disperda
    come foglie e pioggia
    come polvere e tempo
    come giorni ed anni.
    Li porterà lontano.
    Voglio solo toccarti
    questa sera,
    voglio bere te
    come fa un fiore con la rugiada.
    Voglio le mie mani fuse
    sulla tua pelle,
    l’odore del tuo corpo
    nel mio respiro.

    Voglio stare in te,
    come non lo sono stata mai
    senza fiato
    su di te
    portandoti lontano.

    Destriero e Dea,
    stella e cielo,
    tempesta e quiete.
    Devi solo toccarmi
    questa sera,
    devi bere me
    come fa un fiore 
    con la rugiada,
    portami lontano
    questa sera.

  • 27 giugno 2017 alle ore 9:52
    Nella tempesta

    Tuona il cielo
    è pace questa pena
    voce di ieri

  • 26 giugno 2017 alle ore 16:56
    La Muda

    Fermi i tuoi passi di viaggio e scoperta
    dove l’occhio s’inebria di verde e di rose
    circolo di cuori e puri sorrisi
    suoni di cinbali.
     
    Il profumo sereno di incenso e rosmarino
    il saluto fiero del girasole giovane
    lasciar correre l’infante curioso
    tra il Buddha che dorme e la quercia che veglia
     
    Poi a piedi nudi  sul legno e nel silenzio
    Dove sorride e saluta l’amato maestro
    mentre saggia e materna,  la voce di donna
    che ferma e tenace guida e indaga
    culla d’infinito calmo amore.
     
    Danza sicuro il tamburo e il suo padrone
    l’esperienza diventa fuoco e capanna
    sudore sconosciuto e Kundalini
    lento il respiro e la meditazione.
     
    Forse scoperta o forse ricerca
    ma certa la consapevolezza
    che non solo d’acqua e sole si nutrono
    le rose di Talasi  
     
    ma d’ogni dolce battito dei cuori
    scossi e tenuti stretti
    tra mani giunte e lacrime nobili
    tra contorni di sorrisi rinati.

    Prem Kranti Vartan (Raffaele di Ianni)

  • 26 giugno 2017 alle ore 16:37
    Plesso profondo

    Proviamo a far vivere
    scritti interiori altrimenti fuggiti.
    a lenire dolenze
    del tempo che s'acciglia.
    Un plesso nella vita
    ci spetta. Lieve,
    silenzioso e forte
    strato dentro gli strati.
    Dove l'ombra sia senso
    di una più vasta scienza
    e una lava d'intarsi
    alveo per le pietruzze
    che siamo.

  • 26 giugno 2017 alle ore 15:44
    La convivenza? Ma cos'è ?

    Mai amante son stato
    Dell'odio insistente
    Così continuato
    Contro il differente

    Contro rifugiati
    Contro emigranti
    Indietro mandati
    Chè di nuova vita amanti

    Dell'odio ostinato
    Del presidente americano
    Contro l'emigrato
    In primis musulmano

    Per capir niente scienza
    Quanto stupidi siamo
    Che la convivenza 
    Noi mai comprendiamo

    Sfortunati emigranti
    Soprattutto africani
    Colpa dei governanti
    Che si lavano le mani

    Se ben vi accoglieremo
    E se poveri e neri siete
    Mai ci accorgeremo
    Allora sì v'inserirete

    Questa è convivenza
    Nè divisi e differenti
    O sarebbe una terra senza
    Uomini civili ed intelligenti

  • 26 giugno 2017 alle ore 11:25
    Sguardi

    Ho letto i tuoi occhi, così infiniti e veri.
    Pagine così ricche di emozioni, dentro le quali ero sicura di non perdermi.
    Sguardi che dicevano mille parole d'amore, così appassionate da travolgere il cuore.
    E i tuoi occhi hanno parole così chiare
    che ogni dubbio viene subito fugato,
    per lasciare spazio a sicurezze senza tempo.

  • 26 giugno 2017 alle ore 9:48
    Soupire-Moon (4 mani con Giuseppe Iannozzi)

    Nelle pieghe sottili
    che le ombre lasciano
    tra casolari e viali
    c’è un cuore che batte,
    che ogni notte batte
    per te che non lo senti.
     
    Bianco di luna
    impresso di sospiri
    dei giorni sempre uguali
    sento voce
    di un cuore senza volto
    che batte per me.
     
    Voce che narra storie
    di fuoco e di lame
    per stupire gli occhi,
    gli occhi miei grandi
    di fanciulla
    che dialoga di notte
    con la luna pensando
    a te.

  • 25 giugno 2017 alle ore 22:30
    Notturno

    Semi di luna
    gettati tra le onde,
    sbocciano sogni.

  • 25 giugno 2017 alle ore 13:50
    Un'altraEstate

    Si dipinge
    in profili lunghi d'ombra
    la dolcezza gioconda.Splende il sole
    giocando tra i tigli
    a fare rimpiattino
    mentre gracidano
    le rane in coro
    con i grilli.

    Un'altra estate
    fa capolino
    nell'ondeggiar dorato
    delle spighe.

    S'aprono i petali
    al profumar dei fiori
    avvinti insieme
    al loro cuor giallo.

  • 25 giugno 2017 alle ore 13:35
    Disegnami (4mani con Giuseppe Iannozzi)

    Con uno sguardo solamente
    disegnami dentro agl'occhi le parole,
    le parole che sempre in segreto ripeti
    e che dici e non dici.La mia anima di peccati nuda
    adesso che son qui al tuo cospetto
    come un bambola strapazzala,
    e bagnala di mai confessati pensieri
    dolci d'arrossire,
    ti trascinerò allora in un tango
    che mai hai osato immaginare.

    Disegnami sempre incessantemente.
    Non stancarti d'incidere
    il cuor trafitto da freccia sulla corteccia
    del nostro albero in cima alla collina.
    Disegnami tenera e bella,
    disegnami uguale a un sogno
    pura e nuda come le stelle
    che in cielo alte luccicano immensamente.
    Non stancarti mai di disegnare
    il mio volto e il mio sorriso, la preghiera
    che forte ti fa battere il cuore.

    Disegnami sempre incessantemente.
    Disegnami infinitamente,
    fammi capire
    che senza di me non sai vivere;
    e lasciami essere la stella
    che il tuo cielo accarezza
    regalandoti fiori e sorrisi.

    Adorami più che puoi e di più ancora.

    Disegnami perfetta,
    sarò così come tu mi hai immaginata
    senza trucco e senza inganno
    una bambina che sul tuo petto riposa.