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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 13 novembre 2020 alle ore 21:24
    Frammento

    L'insostenibile solitudine
    di un sogno

    L'hai spezzato!

  • 12 novembre 2020 alle ore 12:02
    Ovunque siamo

    Ovunque siamo
    non siamo fermi, mai.
    Ci portiamo un viaggio dentro,
    da sempre;
    ne ricordiamo l'odore,
    ne sentiamo il fremito. 
    È il desiderio di continuarlo
    a portarci, tutte le volte,
    lontano,
    pur rimanendo
    qui ed ora.

  • 11 novembre 2020 alle ore 19:44
    Sui tetti delle case

    Sui tetti delle case
    io mi fermo a guardare il mondo
    e da lì tutto sembra più chiaro,
    tutto ha il sapore
    di un viaggio infinito,
    di una bellezza appoggiata
    all'orizzonte,
    oltrepassandolo;
    tutto mi riporta al mio essere,
    a quella parte che si era smarrita
    con la prima ferita,
    a quella parte dimenticata
    che si fa viva
    quando la vita mi stupisce,
    per fino quando guardo
    cadere la pioggia
    ed un pensiero
    si fa respiro e voce
    in una canzone
    cantata per essere felice.

  • 10 novembre 2020 alle ore 19:30
    L'amore continua

    L'amore continua
    dentro un silenzio coltivato
    con le mani strette ad altre mani,
    ma può procedere ed esistere
    anche a mani vuote,
    consumate dall'assenza,
    l'amore è una forza inspiegabile,
    una magia che si frappone
    alla realtà,
    una poesia che si posa
    sulla bocca e negli occhi,
    un fuoco trovato sotto la neve,
    una rinascita sulla pelle
    e dentro l'anima.
    L'amore continua
    se ti riconosci nei suoi brividi
    e se lo vedi ovunque,
    ad ogni passo giusto
    e anche in quello sbagliato,
    l'amore continua
    se ti attraversa dalle luci dell'alba
    alla notte più scura
    e misteriosa.

     

  • 10 novembre 2020 alle ore 14:11
    Giorni randagi

    Si rincorrono
    lungo la strada.
    Mi annusano, mi ringhiano
    mi girano intorno,
    mi lasciano solo
    sotto la pioggia.
    Scodinzolano, mi leccano
    mi accompagnano verso sera.
    Queste stagioni
    questi miei giorni;
    randagi per vocazione
    dannati senza ragione

  • 09 novembre 2020 alle ore 12:20
    Solo?

     
    Solo, in una notte orfana del tempo,
    solo il fruscio dei più bei ricordi,
    saprei pur sempre dedicar me stesso
    e quanto ancor di me rimane, al mare.

    Quante stelle chiamerei a raccolta…
    per prime, quelle in cui spesso m’imbatto
    al primo mio voltarmi in alto
    quando quaggiù stanco è lo sguardo.
    .
    Solo, invischiato nelle lunghe ombre 
    delle colline inginocchiate a riva,
    nulla avrei di che dividere con altri
    se non, poi, il raccontar l’evento. 

    Solo, anche se a farmi compagnia
    di onde e onde ci fosse il bacio,
    di linea d’orizzonte la presenza
    e di sirene ridestate il suono.
    .
    Quante cose potrei dire, solo…
    a un lombrico in lotta con la sabbia,
    a una barca che a salpar m’invita,
    a un amore celato chissà dove.

    Solo, in una notte orfana del tempo,
    solo il fruscio di certi nuovi sogni,
    saprei pur sempre dedicar me stesso,
    e quanto ancor di me rimane, al mare.
    .
    Solo?
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2009
     

  • 09 novembre 2020 alle ore 12:08
    Pomeriggi d'inverno

    Dovremmo portarci più spesso
    dove i sentieri hanno accanto o difronte
    il sole, mentre è al tramonto;
    o sostare lungo i torrenti,
    dove lasciar andar via i pensieri
    nel loro limpido scorrere.

     

     

  • 08 novembre 2020 alle ore 22:08
    Continua questo mio sogno

    Cantami le rime
    che hai trovato per te
    sotto il cuscino,
    le avevo nascoste
    per raccontarti un sogno segreto,
    in cui tornano sempre
    nuove primavere dopo aver visto
    cadere insieme la neve,
    per spiegarti
    che tu puoi continuarlo
    con la luce dei tuoi occhi,
    con la memoria che hai negli occhi,
    con la forza di parole dette
    dalla voce del tuo cuore,
    dove si posano anche le ombre
    delle notti indifese,
    penitenti e senza lune,
    dove la religione desidera esistere
    e guardare le tracce di Dio,
    dove si segue un vento
    che allontana il dolore,
    e tu , amore, continua
    questo mio sogno
    che stasera ho confessato.

     

  • 08 novembre 2020 alle ore 20:06
    Novembre

    Sono versi scritti a matita
    spariranno... prima o poi! 
    Senza retaggi,
    manca di nastri ad ornamento. 
    Una lirica  autunnale
    che solca questo ambìto
    e aureo cielo novembrino 
    C'è lentezza nello spirare delle foglie
    e la terra le accoglie sbiadite 
    Fra laconici e talvolta austeri
    si alternano i pomeriggi ai tramonti. 
    Si trascinano i giorni che ti calpestano dentro
    ma sprazzi di bellezza
    riaccendono amore e speranza. 
    In questa altra  estate 
    sorridono i morti. 
    Cominceranno le piogge.

    Luciano Capaldo

  • 08 novembre 2020 alle ore 19:42
    Perdona

    Perdona perdona perdona
    Perdona te stesso
    Per quel Sì detto in fretta
    Per quel No ‘sì sofferto
    Per quel Mai
    mai onorato
    Per quel domani che vivrai
    Per quel domani che non vorrai.

  • Chi tanto ha dato e poco ricevuto
    giorn'arriva, alfin arriva quello ch'é del
    riflusso: in cui corrente [cortese] riporta 
    a riva ciocché s'é preso e quel che si è
    perduto.

    Taranto, 16 marzo 2015.

  • 08 novembre 2020 alle ore 11:29
    Controcorrente

    Come un vulcano, la mia testa
    Affolla di pensieri…
    Tutte le emozioni, le gioie, i dolori…
    Imprigionati,dentro di me
    Scalpitano per uscire
    La paura mi prende la mano
    Mi sento tirare

    Vado controcorrente...

    I miei occhi
    Dallo sguardo insicuro e
    Perso nel vuoto
    Si vestono di sorrisi e di lacrime...
    Le mie braccia si aprono
    Lasciando liberi i miei pensieri
    Come farfalle...
    Dalla mia bocca
    Un sibillio delicato
    Canta parole poetiche...
    Il mio cuore… Lui…
    Il mio maestro d’emozioni

    Vado controcorrente...

     

  • 07 novembre 2020 alle ore 23:32
    Rimani a pensarmi

    Prima di ritrovarti
    fra le pareti della tua stanza,
    questa sera affacciati
    alla finestra
    e guarda il cielo
    che ti sovrasta,
    ho lasciato per te
    un pensiero d'amore
    fra le stelle
    e tu, se vuoi,
    afferralo e legalo
    anche al tuo dolore,
    rimani a pensarmi
    fino a quando sembrerà
    di camminare insieme,
    di guardare l'orizzonte insieme,
    fino a quando voleremo insieme
    con lo stesso paio d'ali,
    fino a quando al realtà
    ci renderà vicini.

  • 06 novembre 2020 alle ore 18:43
    Sono...

    Sono

    quello strappo di pagina
    -sull’ultime righe -
    di rughe impigliate

    Sono
    scacchiera di parole
    - d’amaro aceto crocifisse -

    Sono
    il piacere ingrato
    - lacrime nel ventre -

    Sono
    - coda di sole
    macchia che s’allenta-

    In te
    - cauta -
    s’addormenta.

  • 06 novembre 2020 alle ore 18:41
    Benedicenti cime

    Cime rosse squarciano il cielo
    stamane
    Unghie di vita graffiano l’anima
    -Ciclopi si svegliano-
    Offron carezza al giorno nuovo

    Incoscienti dei rossi fluidi che apron i cieli
    -sbadiglian sereni-
    Eos vincente corre
    su sua biglia incendiata

    È un giorno nuovo:
    su cime rosse benedicente ride.

  • 05 novembre 2020 alle ore 21:26
    Come quando

    Il cielo trasforma
    i nostri sguardi,
    li addolcisce,
    li fa trasparenti
    come l'amore,
    come il tempo dedicato
    a chi si vuol bene,
    come quando
    ti addormenti la notte
    ricordando una poesia
    scritta per quegli occhi,
    rimasti a fare luce
    dentro tutti i tuoi mutevoli labirinti,
    come quando un giorno
    è arrivato a mani nude
    un sogno
    e a voce bassa
    ti ha chiamato,
    mentre avevi lasciato
    le tue speranze chinate
    in un pianto.

     

  • 05 novembre 2020 alle ore 21:25
    Preparati all'amore

    Preparati all'amore,
    preparati a fare posto
    alle gioie e al dolore,
    preparati a portare
    la tua anima in alto,
    preparati a sopportare
    anche un'attesa logorante,
    prepara le tue mani
    ad accarezzarne altre,
    preparati a diventare
    acqua e fuoco,
    preparati e dimmi se
    dalla terra i tuoi passi
    si avvicinano al cielo,
    perché così scoprirai di essere
    dall'amore toccato
    e al suo sguardo preparato.

  • 05 novembre 2020 alle ore 15:17
    Pagine tele e pentagrammi

    Nuove pagine
    la mente verga
    nel niveo lucore della tela
    In ritmi appassionati
    di reggae e soul

    In ombre danzanti
    - corde e ottoni avvinti
    e punte di scarpette
    di gesso modellate -

    Macchie di pentagrammi
    avvinghiano
    note e tempi
    in danze e note nuove

    Colori fluidi
    frammentati trafiggono
    tele e pentagrammi
    e vite da inventare.

     

  • 05 novembre 2020 alle ore 10:25
    Un acino di vita

    Un acino,
    il suo fragore
    sa dei baci,
    di quelli che taci
    amore,
    la dolcezza di un mosto
    che resta
    dentro al palmo...
    stringendoti i fianchi
    e stanchi noi
    quando poi
    nel vigneto la vendemmia
    diventa vita,
    la vite diventa baratto
    di vita,
    la mia per la tua,
    la nostra
    per sempre.

  • 05 novembre 2020 alle ore 9:16
    Il melo (El manzano).

    Il melo

    I fiumi,
    dalle spume di una limpida Oscurità,
    scendono verso una terra greve di solitudini spezzate
    e afflizioni di anatemi.
    Si adombra la tensione nel desiderio,
    anelito di un cuore ingombro di presagi.
    Gli dei sono addormentati,
    come colpire il silenzio?
    Supplicando tenacemente all’aurora del giorno,
    arrivando a quella sponda di pura familiarità
    dove mele argentate spezzano la bramosia.
    In silenzio vai chiamando passi di seta,
    la brace dei ciliegi ti fa eco di giorno,
    la notte risponde con abbracci di occhi calcinati.

    Ed è passività, umiliazione di ossa umide.
    E si sta fuori fra recinti di filo spinato,
    la tua eternità si spezza e cade nei recinti dell’infinito.

    El manzano

    Los ríos,
    de las espumas de una límpida Oscuridad,
    descienden hacia una tierra grávida de soledades quebradas
    y aflicciones de anatemas.
    Se oscura la tensión en el deseo,
    anhelo de un corazón apesadumbrado de presagios.
    Los dioses se han dormido,
    ¿Cómo golpear el silencio?
    Suplicando tenazmente a la aurora del día,
    llegando a aquella ribera de pura familiaridad
    donde las manzanas plateadas y los aromas sacian la brama.
    En silencio vas llamando pasos de seda,
    las brasas de los cerezos te hacen eco en el día,
    y la noche responde con abrazos de ojos calcinados.

    Y es pasividad, humillación de huesos húmedos,
    y se está afuera entre cercos de alambres de púa,
    tu eternidad se quiebra y cae entre los recintos dell' infinito

  • 04 novembre 2020 alle ore 16:00
    Passo il tempo

    Passo il tempo
    guardando le nostre fotografie
    che ci ritraggono
    in paesi lontani
    in queste foto ricordi lontani
    di un tempo che fu
    foto ingiallite in bianco e nero o a colori
    a rivedere i nostri sogni
    e le nostre immaginazioni
    purtroppo la realtà quotidiana è diversa
    e meno facile
    e più complessa di quello che si crede.
     

  • 03 novembre 2020 alle ore 20:07
    Frammento

    Ascolta il mio canto
    Solo così
    so parlare
    alla tua anima
    Prima ch'esso diventi
    immenso dolore

  • 03 novembre 2020 alle ore 10:41
    Lyrica

    Nell'attesa 
    mi tingo di bianco
    trucco finestre di sale
    Fermo tu, corda di cerchio
    Ti confesso molteplici abbracci
    dal valore assoluto di te

    E la voce manca di adesione
    morde interni indeterminati 

    La parola mancante
    è sempre uguale
    si stacca dalla lingua
    cade nel piatto
    dove mai e sempre ancora
    abbiamo goduto
    sporcandoci il palato

  • 03 novembre 2020 alle ore 0:09
    No ho

    Non ho camposanti da visitare
    E fiori da accostare
    delicatamente
    a volti amati

    Non ho lapidi da onorare
    Ho però un grande spazio
    dentr'al cuore
    E incenso profumato a invader l'aria

    E luce trémula a illuminare cieli
    e fiammelle sempre accese
    nel silenzio d'una stanza

    Ho silenzi teneri e larghi abbracci
    E fiori di pensiero d'accostare
    a voi 

    Non ho camposanti da visitare
    E fiori da accostare
    delicatamente
    a volti amati
    Non ho lapidi da onorare
    Ho però un grande spazio
    dentr'al cuore
    E incenso profumato a invader l'aria
    E luce tremula a illuminare cieli
    e fiammelle sempre accese
    nel silenzio d'una stanza
    Ho silenzi teneri e larghi abbracci
    E fiori di pensiero d'accostare
    a voi
    che m'avete anticipata
    Ho di voi ovattata pace
    e amore silenzioso
    in abbraccio etereo circondata
    Non ho lapidi da onorare
    né camposanti da visitare
    Ho incensi profumati
    e fiammelle a illuminare.
    m'avete anticipata
    Ho di voi ovattata pace
    e amore silenzioso
    in abbraccio etereo circondata
    Non ho lapidi da onorare
    né camposanti da visitare
    Ho incensi profumati
    e fiammelle a illuminare

  • 01 novembre 2020 alle ore 23:52
    Unione

    Poi il dolore
    prende forma di ali
    Avvolge il cielo di cielo
    E il cielo
    diventa abbraccio
    E tutto si unifica
    Cielo e Terra insieme
    Celeste e Terrestre
    son unico afflato
    Nulla è trapassato
    Tutto è Insieme.