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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 maggio alle ore 11:19
    Realtà, lasciami sognare

    Realtà, lasciami sognare,
    fammi riconoscere il sogno
    che vive dentro quello sguardo
    incauto d'amore,
    fammi innamorare,
    mentre la luna mostra
    la sua faccia nascosta al sole
    e in un'eclissi imparare
    a valutare anche le ombre,
    portare confessioni sulle spalle
    e addormentarmi,
    dopo aver portato
    il mio vento alla notte.

  • 30 maggio alle ore 10:18
    Coltiva rose nell'abisso

    Coltiva rose nell'abisso

    mischiando
    il sale al sangue

    Che lacrime
    Né spuma
    di mare
    sanciscano
    dell'anima
    il decesso

    Cammina tra i rovi
    e ringrazia
    l'assassino
    che nella mano
    ha inscritto
    le linee
    del tuo
    stesso destino

    Getta l'anima
    nel fuoco
    Che divenga
    acqua per la terra
    e aria
    per un bene
    più alto

    Sali per gli irranggiungibili
    astri
    per sparare alla luna

    E firmare
    così
    il tuo patto col sole

    Sii carne
    quando il cielo
    avanza

    Sii voce
    di madre
    Sii forza
    di padre
    Sii quel che manca

    Coltiva rose nell'abisso
    E osserva
    svanire
    la spina

    Di una vita
    risvegliata
    ormai
    sempre più vicina.

  • 29 maggio alle ore 20:04
    Ombre Nella Luce

     
    Penso e ripenso
    Ad un tempo passato
     
    Ricordo la quiete di allora
    E la voragine viva nel cuore
     
    Annego la mia malinconia
    Dentro la rotta del dolore.
     
    In questo angolo di vita
    Coltivo la mia solitudine
     
    Tace il rumore della folla
    Con altri cieli negli occhi
     
    Rispetto la vita di oggi
    Accetto il vivere altrui
     
    Ma rivoglio la calma smarrita
    E ricamare nuovi sorsi di luce.

  • 29 maggio alle ore 20:00
    CUORE DI FARFALLA

     
    Il mese di maggio
    Ha il cuore con le ali,
    La natura si rinnova
    E tutto intorno fiorisce.
     
    Vicino alla finestra
    Una vecchietta sola
    Recita il solito rosario
    Ed osserva la vita.
     
    Un uomo dai passi lenti,
    Attraversa la via deserta,
    Si siede su una panchina
    E si nutre del cielo turchino,
     
    Osserva il volo di una farfalla
    Che si diverte da mattina a sera
    A volare da un fiore all’altro
    Per poi smarrirsi nella notte.
     
    Anche la luna con i vecchietti
    Gioisce all’arte degli innamorati
    Teneramente stretti cuore a cuore
    Al cospetto delle stelle luccicanti.
     
    Non era un sogno, nemmeno realtà!
    Quei due vecchietti, i miei genitori,
    Non contano più il precipitare dei giorni,
    Ma vivono Lassù una realtà senza tempo.
     
    Dove tutto è amore!

  • 29 maggio alle ore 19:59
    CUORE DI FARFALLA

     
    Il mese di maggio
    Ha il cuore con le ali,
    La natura si rinnova
    E tutto intorno fiorisce.
     
    Vicino alla finestra
    Una vecchietta sola
    Recita il solito rosario
    Ed osserva la vita.
     
    Un uomo dai passi lenti,
    Attraversa la via deserta,
    Si siede su una panchina
    E si nutre del cielo turchino,
     
    Osserva il volo di una farfalla
    Che si diverte da mattina a sera
    A volare da un fiore all’altro
    Per poi smarrirsi nella notte.
     
    Anche la luna con i vecchietti
    Gioisce all’arte degli innamorati
    Teneramente stretti cuore a cuore
    Al cospetto delle stelle luccicanti.
     
    Non era un sogno, nemmeno realtà!
    Quei due vecchietti, i miei genitori,
    Non contano più il precipitare dei giorni,
    Ma vivono Lassù una realtà senza tempo.
     
    Dove tutto è amore!

  • 28 maggio alle ore 20:09
    Lo stesso cielo

    Lo stesso cielo
    per un tempo ci ha parlato
    ed ha portato sole o pioggia
    sui nostri campi,
    ci ha dedicato stelle
    per le nostre notti insonni,
    che hanno ricamato utopie,
    sogni e desideri,
    sprofondando dentro
    antichi misteri,
    come dentro il mistero
    dell'amore terreno che sfiora,
    a volte, quello divino.
    Lo stesso cielo
    ci ha chiesto
    di continuare ad essere
    per il Bene
    e di trasformare in un'eco il male,
    per ricordarci che esiste,
    lo stesso cielo
    ci è rimasto negli occhi
    per guardare la verità
    di ogni strada e orizzonte.

     

  • 27 maggio alle ore 17:33
    So contare fino a pochi passi

    I numeri mi hanno sempre reso
    la realtà più cupa,
    non so affidarmi ad essi
    e so contare fino a pochi passi
    da quegli astri,
    che disegnano nel cielo
    una mappa del tesoro,
    una mappa che deruba
    quel mistero racchiuso
    in ogni uomo,
    col suo viaggio
    e il suo coraggio,
    con l'ardore nelle vene,
    con l'amore nei suoi occhi,
    che apre nel silenzio
    le porte del pensiero puro
    e della consapevolezza,
    che oltrepassa le sue maschere
    e la morte,
    lasciando tracce del suo infinito.

  • 27 maggio alle ore 12:23
    La Mia Campagna

     
    Donna!
     
    Solca il tratturo
    Nel grano dorato
    E vivi nell’aia,
     
    La cicala canta
    Rallegra la campagna
    E alla sera schiatta,
     
    Apri il granaio
    E riempilo
    Di grano maturo.
     
    Donna!
     
    Dormi e riposati
    Domani sarà vicino
    La fatica continua,
     
    Il rivolo scorre
    La riva è verde
    Che dolce musica!
     
    Donna!
     
    Il buio è arrivato
    L’ombra scompare
    Dormiamo insieme,
     
    La notte è stellata
    L’alba è alle porte
    Consumiamo l’amore.

  • 27 maggio alle ore 12:20
    La Campagna

     
    Da un cielo sconosciuto
    Scende la pioggia
    E morde la campagna
    Il sole albeggia
    I suoi raggi
    Di primo mattino
    Filtrano gli alberi
    E rallegrano il giorno.
    La campagna muta
    Da rugiadosa a vaporosa
    Si popola di zappe
    Che feriscono la terra
    Nell'attesa di cicli fruttuosi.

  • 26 maggio alle ore 18:55
    Una casa che ricordavo

    Il pensiero di te
    mi porta una luce di cometa
    negli occhi,
    è l'amore che si adagia
    nel silenzio della mente,
    è una finestra appannata
    quando piove d'estate
    e la terra respira,
    è un candore che mi guida,
    è un contemplare
    i castelli di sabbia
    fatti in riva al mare,
    è il vedere l'essenza
    dopo una lunga nebbia
    nel dolore.
    Il pensiero di te
    mi conduce verso
    un viale alberato
    e in fondo mi aspetta
    una casa che ricordavo.

  • 26 maggio alle ore 12:39
    Attimi Di Esistenza

     
    Al calare del giorno
    Si accende il silenzio
     
    E le riflessioni nel buio
    Dialogano con la luna
     
    Sono le memorie del cuore
    Che fioriscono nella notte
     
    Nel giardino delle stelle
    Che si nutre d’infinito.
     
    Il petto con il cielo in pugno
    E gli sguardi sull’universo
     
    Beve sorsi di vita inconsueta
    E briciole di bagliori sublimi
     
    Per fuggire dagli attimi
    Nell’illusione del tempo.

  • 26 maggio alle ore 12:37
    Attese E Speranze

    Le stelle non sono
    Fuochi d’artificio
    Ma sogni luminosi 
    Graditi dalla mente
     
    Non sono utopie
    Bensì attese vive
    Ben nutrite dal cuore
    Sono nostre speranze
     
    Il nettare che sazia
    La svolta della vita
    E la rende possibile
    Nelle nostre attese.

  • 26 maggio alle ore 11:14
    Vi chiedo di non spegnere le stelle!

     
    Deformi menti schiave del potere,
    predicatori di società allo stremo,
    macchinisti di politiche indecenti,
    vi chiedo di non spegnere le stelle.
     
    Lasciatemi la libertà nel cielo,
    quello scrutar le luci confortanti
    che solo le nuvole e non certo voi
    potrebbero decider d’annullare
     
    ……………………e mai per sempre.

  • 25 maggio alle ore 21:08
    Complice l'anima

    Complice l'anima di conflitti interiori,
    parla di notte col grillo
    che si traveste da menestrello
    e d'amore canta:
    l'amore cortese,
    l'amore che innalza,
    l'amore che vive chiuso
    in silenzio dentro una stanza,
    l'amore che ti stupisce,
    che crea panorami,
    che ti restituisce le carezze elargite,
    ma anche quel dolore
    che avresti preferito
    restasse lontano,
    l'amore onirico
    che ti prende per mano
    e ti porta in un mistero
    con una pioggia di emozioni addosso,
    che ti cambia lo sguardo
    e ti rende anche fragile.
    Complice l'anima
    che ascolta i segreti
    del grillo parlante,
    per poi raggiungere una verità
    che inizia a fluire
    negli occhi dell'amore.

  • 25 maggio alle ore 14:47
    Col morso in bocca

    Siamo già morti ancor prima d'aver vissuto, dicevamo da ragazzi in giorni d'intensa diffidenza, vivai di dissolutezze e ateismi nell'assurdo chiacchiericcio antipatico e patetico di quel vivere. E io dal mio canto cadevo nella trappola dell'umano pensare col mio fare cesaristico, a prender con serietà l'avvenire e parlare ogn'ora delle scabrosità note a tutti in quel futuro certo di paure e annoiato di dubbi e tormenti. Là cercavo e trovavo la forza di dilatarmi nell'anima abbracciandomi alla fantasia, fors'anche a influenze indotte dedotte nell'amore del silenzio in cui s'innalzava incisivo il valore ontologico del mio Essere. . Cesare Moceo eterno ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

  • 25 maggio alle ore 0:11
    Ad ogni imperfezione

    Ad ogni imperfezione
    la vera vita
    si rivela d'amore ammantata,
    ad ogni tempo
    le sue parole che vogliono
    amore intessere in ogni trama,
    ad ogni campo
    i suoi fiori da curare,
    ad ogni morte
    una memoria da tramandare,
    ad ogni stella
    un cammino da seguire,
    ad ogni angelo
    il suo volo,
    ad ogni battito accelerato
    di cuore
    un soffio sacro di mistero.

     

  • 24 maggio alle ore 17:42
    Voce Amica

    Una voce amica, fa bene all'anima, Quando siamo giù, o magari siamo felici, e vogliamo condividere con l'altro il nostro momento. Una voce amica è sempre ben gradita

  • 24 maggio alle ore 14:07
    Dietro le stelle

    Le mie parole d'amore
    si muovono in catene,
    tra le ombre della notte
    e si nascondono dietro le stelle
    che tu guardi sognando.
    Forse quelle parole
    ti raggiungeranno
    quando una pioggia di voci
    le confesserà al cielo
    e dietro le stelle, per te,
    tutto diventerà più chiaro.

  • 24 maggio alle ore 10:51
    Haiku

    Quarzi di luce
    nei campi a primavera
    Sfizio dei fiori

  • 24 maggio alle ore 9:40
    Estate a Milano

    Come sarebbe Milano
    senza i suoi abitanti
    timidi e schivi
    senza i suoi palazzi
    le sue vie
    mi siedo
    per terra ad ammirarla
    rientro nella mia casa
    non riuscendo a togliere
    gli occhi miei dalla finestra
    guardo ancora fuori
    e scopro i mille colori
    della stagione
    ormai passata
    le stagioni
    si susseguono in un lampo
    è gia l’estate
    con l’opprimente caldo.
     

  • 24 maggio alle ore 9:28
    Cicatrice/Cicatriz

    Cicatrice
     
    Pianto ancestrale,
    pianto che sboccia da un rivo
    gravido di confusione e ignoto.
    Pianto che è incertezza.
    Di che? Della marginalità.
    Questa tinge la storia,
    acqua spessa che chiama il regno primordiale.
    Le acque della marginalità nutrono l’uomo,
    e l’annullano,
    mentre l’esistere si esprime amaro nel grido isolato,
    nel pianto dispettoso,
    nella pietà violenta di una poesia grave.
    È individualismo sanguinante,
    preghiera vuota di speranze crudeli.
    È lo sguardo metaforico degli abissi,
    ordine confuso del caos.
    Si illuminano di voci le oscurità,
    in legioni scivolano onde fantasmagoriche,
    dolore di legno fragile.
    Nei sotterranei della passione
    le acque si sfaldano in fumo,
    quando la clessidra non appaga l’ansia dei giorni,
    covando nella plaga del cuore i suoi frutti melmosi.
    Nel ghigno implacabile di Lui
    la passione delle aspettative è la cicatrice della Freddezza.
    Solitudine per solitudine,
    per essere segreti a sé stessi
    fra pensieri insondabili.
     
    Fermai i miei passi alla tua casa,
     nel fulgore di oscurità addormentate.
     
     
    Cicatriz
     
    Llanto ancestral
    preñado de confusión, piedra ignota.
    Llanto que brota de una fuente.
    ¿Cuál? De la marginalidad. Ésta tiñe la historia,
    agua espesa que llama el reino primordial.
    Las aguas de la marginalidad nutren el hombre.
    y lo anulan.
    mientras el existir se expresa amargo
    en el grito aislado, en el llanto rencoroso.
    Es un individualismo herido,
    suplicar vacío de esperanzas crueles,
    es la piedad violenta de una poesía densa.
    Es la mirada metafórica de los abismos,
    orden confuso del caos.
    Se iluminan de voces las oscuridades
    en tropel se deslizan ondas fanfasmagóricas,
     dolor de madera frágil.
    En los subterráneos de la pasión l
    as aquas se desquician en humo,
    cuando la clepsidra no apaga el ansia de los días,
    incubando en la plaga del corazón sus frutos pantanosos.
    En la mueca implacable de Él,
    la pasión de las aspectativas es la cicatriz de la Frialdad.
    Soledad por soledad,
    para permanecer secretos a si mismos
    entre pensamientos insondables.
     
    Detuve mis pasos en tu casa,
     en el fulgor de oscuridades adormecidas.

  • 23 maggio alle ore 20:25
    Orizzonti Roventi

     
     
    La notte:
     
    Cieli senza luci
    Vicino e lontano
    Rossi e infuocati
     
    Stelle vergognose
    Di abitare palpiti
    Violenti e mortali  
     
    Scossi da volatili
    Offensivi e cattivi
    Istruiti per colpire.
     
    Aquile metalliche
    Capaci di scorgere
    Obiettivi nella notte.
     
    Il giorno:
     
    Non vuole svegliarsi
    Timoroso di spogliare
    Gli orrori della contesa

    Che concretizzati
    Giorno per giorno
    Alla vista umana.
     
    La gente:
     
    Soffre e fugge dai luoghi
    Senza meta né speranze
    Fiduciosa in noi e con noi
     
    Nel Divino misericordioso
    E celebrare meno memorie
    Nel tempo pare si sia fermato.

  • 22 maggio alle ore 19:02
    O tutto o niente

    Non mi accontento più delle cose a metà,
    o è tutto o è niente.
    Non mi bastano più i mezzi sorrisi,
    i mezzi abbracci, i mezzi amori,
    le mezze persone.
    Non trovo più alcuno stimolo negli accenni,
    nelle briciole, nei giorni di attesa,
    nei “ti richiamo io”, nei “ci sentiamo”
    e nelle ore spese a fantasticare
    su situazioni tanto idilliache
    quanto impossibili.
    Non cerco promesse, non cerco futuri,
    cerco presenti da vivere adesso.

  • 22 maggio alle ore 16:11
    Mare

    Quando sono al mare, riaffiorano a me i pensieri più intimi, e con essi, profumi, ricordi e persone. E grazie al mare anche quando mi sento sola, comprendo che in realtà non lo sono. Il mare colma, calma e unisce con le Sue onde ciò che mi sembra lontano.

  • 22 maggio alle ore 9:41
    Pomeriggi di maggio

    Pomeriggi di maggio
    predicono l’estate.
    C’è il Sole in agguato
    tra ulivi secolari, millenari.
    Essi ricevono la vita da Lui
    finché non volge al tramonto,
    quanto noi da Dio,
    finché non si spenga la Luna.