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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 marzo alle ore 18:03
    A Margot

    Cara, Amica mia
    Generata dal sole
     
    Spandi bellezza
    Profumi di luce.
     
    Nei miei occhi verdi
    Sei l’attimo perfetto
     
    E nell’arsura rovente
    Aneli i frutti dell’amore.
     
    Dentro la vita sei:
     
    Un fiore rosso vermiglio
    Sul profilo dell’Universo.

  • 30 marzo alle ore 14:31
    Ho con me il silenzio

     
    Barcollo in un cielo troppo grande,
    mi abbasso dietro nuvole amorfe
    private di contorni rosseggianti.
    Questo mio tramonto mi opprime.
    Ho con me il silenzio ma non basta.
     
    La notte nasconderà sofferenze
    magari vincendomi nel sonno.
     
    Tra poche ore uscirò dal suo ventre
    per poi sfidare quel cielo troppo grande
    e non saperlo come navigare.
    Questa mia alba non si colora.
    Ho con me il silenzio ma non basta.

  • 30 marzo alle ore 9:37
    In un volo di gabbiano

    Sei assorta in un volo di gabbiano
    impedisci a tempi di respirare musiche assenti
    forniscono immagini spente distolgono da insicurezze
    munite d'apprensione
    Comprendi sufficientemente lo stato che vivi
    Carichi la batteria e riprendi la vita
    La sfogli riciclandola.
    Poi le spruzzi del profumo a tua scelta
    riuscendo a respirarla magnificamente
    ed una ventata di freschezza ringiovanisce la pelle
    che premurosa lucentezza dona, mostrandosi bella
    come una dea, proveniente dal monte
    dedito al culmine estivo
    che manda odore di arance invernali
    gustose e succose, appetibili per la terra
    e per il suo, respiro cristallino

  • 29 marzo alle ore 19:44
    Il sacro nei tuoi occhi

    E mentre il cielo
    si ottenebrava,
    io guardavo il sacro
    nei tuoi occhi,
    una verità trovata
    nel dolore segreto
    e nell'amore propagato,
    il bosco che nel tuo sguardo
    ho attraversato,
    con angeli nascosti
    fra le ombre degli alberi,
    mossi da un vento misterioso
    che la mia pelle ha conosciuto.

  • 29 marzo alle ore 12:38
    Milano sparita

    Amo Milano
    con tutti i suoi difetti
    con i suoi lati negativi
    il suo clima
    con il passare del tempo
    Milano diventa sempre
    più moderna e più priva
    di verde pubblico
    e sempre più inquinata
    solo la campagna
    vicino Pavia è più bella
    mi ricordo
    quando avevo
    una casa in campagna
    con l’orto i fiori
    e le more
    o se tornassi
    a vivere in campagna
    mi piacerebbe di più
    e sarei più allegro.

  • 29 marzo alle ore 10:32
    Milano da sogno

    Guardo e contemplo
    le bellezze di Milano
    le piazze
    le vie
    i viali
    i palazzi
    ma che cosa sarebbe
    Milano senza i suoi abitanti
    così freddi  nei rapporti 
    con gli altri
    cosa sarebbe questa grande città
    senza i suoi monumenti
    più  importanti
    mi sveglio dal sogno
    ma non la abbandonerei
    per un’altra città.
     

  • 29 marzo alle ore 9:49
    Arriva la primavera

    E’ finita la stagione invernale
    lascia luogo alla primavera
    con tutti i suoi colori
    nei fiori che adornano i prati
    le rive dei fiumi
    e dei laghi montani
    e le colline con i vigneti coi rami
    carichi di uva
    pronta per la vendemmia settembrina
    da lontano scorgo l’odorosa cantina
    del profumato vino.
     
     

  • 29 marzo alle ore 0:14
    Conosco il giorno che sale

    Conosco il giorno che sale
    sopra i monti, le valli e le case.
    Conosco il tempo che va avanti,
    senza guardare gli affanni
    e la fatica negli occhi,
    conosco l'inganno del paese
    dei balocchi,
    il grillo parlante che mi riempie
    la testa di risposte e di domande.
    Conosco il giglio
    che purifica i pensieri,
    conosco le ombre del mio ieri,
    conosco il sorriso di chi porta
    un peso sul cuore
    e quello di chi vuole avvelenare
    la tua terra con i semi del male.
    Conosco il bene
    che porto nelle vene
    e il coraggio che mi toglie le paure,
    conosco il dolore sotto un cielo muto.

  • 28 marzo alle ore 19:10
    I Misteri Del Mare

     
     
    Desidero
    Osservare l'orizzonte
    Capire dove il cielo riposa
    Quando sul letto del mare
    Si stende!
     
    Azzurro e acqua
    Non svelano nulla!
     
    Dove muore il sole?
     
    Maestoso e superbo
    Ondeggia sull’indifferenza
    E la frenesia delle onde
    Non soddisfa il mio desiderio
    Che rimane fra lidi nascosti.
     
    Il mare parla ogni giorno
    Il mare parla ogni sera
    Con la sua musica
    Suonata con molteplici note
    Che occulta sempre il mistero.
     
    Neanche loro
    Sirene e Muse
    Dalla cassaforte del mare
    Sussurrano rivelazioni.
     
    Il sole rimane a pregare
    Sul mare e nel tempo
    Ed io aspetto ancora
    Che il mistero si risolva.
     
    Ma ho già alcune certezze
    Lo scintillio delle lampare
    La vita dei marinai, che
    Vivono di gioia e paura
    La quotidianità dei mari
    Ora ampi e azzurri
    Ora stretti e insicuri.

  • 28 marzo alle ore 17:57
    Gli oracoli nascosti

    Gli oracoli nascosti negli echi
    delle mie prigioni,
    mi parlano del mio spirito
    bambino,
    che ritorna a vivere
    e a farmi compagnia
    nel cammino.
    L'epoca della nostalgia
    prende corpo
    nella casa dove vivo,
    dove chiudo a chiave il dolore,
    dove lascio aperto il cuore
    ad un sogno senza finale.
    Gli oracoli nascosti
    forse hanno la voce dei ricordi,
    che continua a chiamarmi
    nel respiro del destino.

  • 28 marzo alle ore 13:04
    Non voglio più rimandare a domani

    Rimando a domani
    un sogno che si posa sui rami
    di un ciliegio che c'era fuori casa,
    rimando al cielo
    gli sguardi commossi
    sulla tua strada.
    Una coppa di veleno
    rovescio sul palco,
    dove mimo le parole
    che mi hanno ferito,
    il mio spirito deve dimenticare
    e non bere un ricordo doloroso,
    voglio provare a mimare la poesia
    che ho visto dal mio cuore innamorato.
    Amore che ti guardo da ogni lato,
    mi fai tremare
    e mi parli di un mondo docile
    sconosciuto,
    fammi restare con le mani
    sul tuo viso.
    Amore che ti guardo con stupore,
    fammi restare con te,
    nel tuo silenzio che ogni cosa
    segreta mi dice.
    Non voglio più rimandare a domani,
    ho un sogno adesso
    che Amore si chiama.

     

  • 27 marzo alle ore 16:15
    Lungo il sentiero delle prime sabbie

     
    Lungo il sentiero delle prime sabbie,
    quello che muore appena vede il mare,
    in una curva stretta più delle altre,
    quasi ai piedi di un’erica perenne
    da sempre esiste ciò che m’appartiene.
     
    Lo si confonderebbe con le foglie
    dov’è che si nasconde ormai da tempo,
    invece è solo lastra multiforme
    la cui tinta è il frutto dei miei anni
    con l’uso dei colori improvvisati.
     
    Come allo specchio, in essa mi rifletto
    lungo il sentiero delle prime sabbie
    quando mi reco al verde e blu dell’acqua
    mentre io chiedo alle irrequiete onde
    di pazientare prima del mio arrivo.
     
    E mi vedo, sudato e stralunato
    sulle piccole, medie e grandi barche,
    tra i sorrisi d’una madre eterna,
    col cuore in lotta verso il primo amore
    e in mano il vessillo del futuro.
     
    È solo un attimo che dura un’ora.
    Ho sempre in mente quella mia meta
    e quindi corro, corro forsennato
    ad abbracciare il confidente mare
    al quale della lastra riparlare…
     
     
     
     
     
     
    2009
    Pubblicata sul Mensile di cultura IL SAGGIO 02/2012

  • 26 marzo alle ore 18:19
    Natura Dolce E Amara

    Io sono qui
    Noi siamo qui
     
    Cara natura
    Nel silenzio
     
    Si ascolta
    La tua voce.
     
    Ho avuto paura
    Ed ho urlato
     
    Ho strillato all’umanità
    Ma l’uomo non ha udito
     
    Ha perduto la sua strada
    E non trova la giusta via
     
    Vi è luce e non vede l’aurora
    Non vuole uscire dalla notte
     
    Oh luce dell’orizzonte
    Disegnaci l’alba giusta.

  • 26 marzo alle ore 17:27
    Natura Bella E Capricciosa

     
    Il vero enigma della vita
    È il mistero della natura.
    Ella è buona è saggia
    È calma
    È dolce
    È vita
    È mamma
    È figlia
    È cibo del corpo e dell’anima.
    Vallate, pianure, colline, montagne
    fiumi, laghi, mari, bellezza e mistero.
    Ella bacia e abbraccia le nuvole
    Il sole, la luna, le stelle.
    È armonia, amore, dona e pretende.
    Con le braccia dell’arcobaleno
    Ci stringe, ci sopporta, ci perdona
    Ma quando s’arrabbia oscura il cielo
    S’infuria e saetta pioggia e vento
    Pare ammonire l’uomo e dire
    Non ti curar di loro ma guarda e passa.
    I fiumi ribollono, straripano, distruggono
    Il mare si agita, cresce, si alza, ci frusta
    Presto s’acquieta, perde la memoria,
    Pur sempre in agguato.
    Sopporta, s’arrabbia e minaccia chi la sfida.
    La mamma natura è buona e saggia
    Preavvisa
    Ammonisce
    Sopporta
    Perdona, borbotta e sbotta.
    Sussurra al diavolo
    Non ti curar di loro ma guarda e passa
    Distrugge e punisce la bellezza
    Poi perdona di nuovo.

  • 25 marzo alle ore 22:54
    Itaka

    Itaka
    L'isola impossibile...
    Eppur mi attrae

  • 25 marzo alle ore 15:41
    Per il compleanno di Venezia (25 marzo)

    Venezia

    Pallida Venezia,
    opalescenza di stelle e riverbero di plenilunio,
    le tue ogive portano al delirio dell’Infinito.
    Quale destino?
    Il naviglio che scende nel labirinto del sangue,
    lontana armonia nel suono spezzato delle acque.
    C’è una lagrima di brina,
    c’è Medea che chiama tra muraglie di piombo
    mentre lo straniero mangia acini d’argento
    negli occhi d’ambra della sera.
    Spume antiche mi portano alle tue soglie
    fra tabernacoli d’incenso
    e incavi di mosaici incantati.
    Venezia, libro di viaggi,
    fra i tuoi ponti il cigno
    nel ventaglio delle onde.
    Venezia, sentiero di cielo,
    tepore di lucignolo fra labirinti profumati di luce.
    Ombra di fuoco perenne, la tua anima è rimembranza,
    il tuo aroma finitudine di vita e pena purpurea.
    Nelle tue maschere,
    la pena ancestrale del mio viso.

    Venecia

    Pálida Venecia,
    opalescencia de estrellas y reverberar de plenilunio,
    tus ojivas se abren al delirio del infinito.
    ¿Cuál destino?
    El bajel que desciende en el vorticar de la sangre,
    lejana armonía en el sonido despedazado de las aguas.
    Hay una lágrima de escarcha,
    está Medea entre murallas de plomo,
    mientras el extranjero bebe gotas de plata,
    entre los ojos de ámbar de la tarde.
    Espumas antiguas me traen a tus umbrales
    entre las aras de incienso
    y las honduras de los mosaicos encantados.
    Venecia, libro de viajes,
    entre tus puentes, el cisne
    se desliza en el abanico de las ondas.
    Venecia, sendero del cielo,
    tibieza de candil entre laberintos perfumados de luz.
    Sombra de fuego perenne, tu alma es remembranza,
    tu aroma finitud de vida y pena purpúrea.
    En tus máscaras,
    la pena ancestral de mi rostro.

  • 25 marzo alle ore 15:12
    Respiri nel vento

    Puoi avere sensazioni amori che respiri nel vento
    ma vorresti gioire sempre ammirando le stelle e viverle profondamente
    osservandoti riprendi ad ascoltare il cuore della notte con velocità attiva
    saltelli mentre sogni di non esser tu uccidendo la verità che reputi brutta
    quando il blu se ne va o risulta inesistente sin dalla nascita
    ritrovandola percorri piano gli orari e cominci a fregartene del tempo che passa senza riflettere più
    noncurante il ben servito dà, volta le spalle a te persa in un cumulo di piogge
    distrutte dal dolore uscito dai germogli inceneriti
    Comprendi a malapena parole noiose
    Incidi sinfonie rilassanti per le tue paure cercate

  • 24 marzo alle ore 20:14
    I Miei Sogni

    I miei sogni sono stelle
    Lampeggiano nella notte
    Ed il breve tempo di luce
    Non mi basta per averle.
     
    I miei sogni sono raggi di sole
    Liberi di dipingere
    Pensieri ed immagini colorate
    E durano un istante della vita.
     
    I miei sogni, sono fiori
    Maculano il prato verde
    Di bianco, rosso, azzurro
    Durano il silenzio di un sonno.
     
    I miei sogni vogliono vincere
    Le sofferenze dell'umanità
    Desiderano l'azzurro del cielo
    La benedizione delle aurore future.

  • 24 marzo alle ore 20:03
    La tua pancia di miele

     Non cerco molle impossibili né desidero passioni violente lasciali dormire nel corso degli anni Sugli scaffali della memoria Solo il vecchio oro del sole della tua memoria, le tue mani su di me disegnare alfabeti di carezze, i giardini lussureggianti della tua pancia di miele e quel caldo abbraccio dove tutte le parole si fondono

  • 24 marzo alle ore 17:43
    Quanto tempo

    Quanto tempo perso a rincorrere albe che non hanno mai partorito giorno.
    Rondini che non hanno fatto nido sui cornicioni di case con vasi di gerani alle finestre.
    Illusioni di tempo perso in quelle strade all'ombra di vite consumate, con occhi smarriti, fuori dal cerchio.

  • 23 marzo alle ore 23:55
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle

    Sai, stanotte ho parlato alle stelle
    e ho scoperto che oltre al sapere
    nel silenzio,
    loro si congiungono e ti rispondono.

    Cosa ti hanno detto?

    Mi hanno rivelato che la loro luce
    non può illuminare tutto ciò che è
    in ombra e in decadenza
    e che le memorie dell'uomo
    possono finire nell'oblio misterioso
    dei buchi neri,
    stelle morenti senza rimedi,
    senza esser più la sede dei desideri.

    Ma le stelle possono parlarci del destino?

    Non proprio, sanno riconoscere
    i nostri sogni sotto il cielo,
    sanno farci amare
    e ricordare chi eravamo,
    sanno toglierci dal cuore
    una dose di veleno,
    un dolore che ritorna
    quando sembra si dissolva
    nel sereno.
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle,
    guardiani di luce
    sulle nostre anime stanche e ferite,
    dalla scintilla divina toccate.

     

  • 23 marzo alle ore 20:41
    Io, te, il mondo

    Come un fiore,
    come un sole,
    come te,
    come l'amore,
    come il vento
    di notte,
    le onde impetuose.
    Vita che ovunque ci collega.
    Io, te, il mondo.
    Una sola creatura

  • 23 marzo alle ore 20:31
    Abbracciami

    Abbracciami.
    Fermiamoci qualche minuto
    e abbracciami.
    Viandanti della vita,
    procediamo verso l'ignoto.
    Ecco il tuo odore,
    e il tuo calore,
    mentre mi stringi a te,
    forte, fortissimo.
    Quanto mi manca la tua aria,
    il tuo disegnare arcobaleni
    nei miei sogni!

  • 23 marzo alle ore 20:22
    Amore

    Nell’angolo morbido
    delle tue spalle
    C’è la cavità dell’amore
    Che mi riempie il viso,
    Un incastro preciso
    E meticoloso
    Tra il sonno e il sogno,
    E l’armonia
    È uno sfoggio di sguardi capiti
    E Nell’avvallamento delle guance
    Il graffio di un morso perdonato,
    Così tu m’insegnasti che ogni arto
    Richiede un amore diverso.

  • 23 marzo alle ore 18:20
    La Grotta Dei Sogni

    I miei pensieri volano
    Sopra una nuvola grigia
    Per giungere dove non so.
     
    Sotto le poche stelle
    Il vento morde il bosco
    E le sue foglie ingiallite.
     
    Senza alcun riferimento
    Il fiume le porta lontano
    Insieme alle mie speranze.