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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 dicembre 2017 alle ore 11:49
    Albe

    Alba d’inverno
    con pochi sorrisi
     
    Alba d’estate
    Un raggio di luce
     
    Fra cielo e terra
    Penetra il mare.
     
    Albe: …
     
    Il tempo procede
    E muore nel buio
     
    Svolazzano gabbiani
    Negli anni che volano
     
    Le onde  ci urlano
    La storia che corre.

  • 14 dicembre 2017 alle ore 11:44
    Luna Sul Mare

     
     
    Dall‘alba ed oltre
    Il mare prega la luna
     
    E tra i mutevoli vestiti
    I gabbiani volano inquieti
     
    Le onde si rigenerano
    Sotto i loro respiri
     
    Respiri affannosi
    Notti inquiete
     
    Una stella ribelle
    Penetra gli abissi
     
    Eseguendo un’armonica sinfonia
    Che regala speranze al pescatore.
     

  • 14 dicembre 2017 alle ore 10:26
    Cristalli di luce

    La brina imperla  il verde dei campi
    bagna gli steli dei fiori
    che attirano gli insetti
    con il loro nettare
    scende copiosa la neve
    nel riverbero di
    mattutina luce
    appaiono riflessi
    nei laghetti e nelle pozzanghere
    i ricordi come cristalli d’acqua
    svaniscono con mossi sentimenti
    solo la stagione invernale
    imbianca e accende i cuori
    verso un amore
    che mai morirà.
     

  • 12 dicembre 2017 alle ore 21:58
    Quel verso libero

    Quel verso libero diventa un io
    che saluta, la vita scrive
    un adagio di ossimori
    chini al piede del vento, il dopo
    senza noi. Pensiero che cammina:
     
    tic tic -la lingua delle parole
    sembrava molle invece
    stringe corde, s’intreccia
    incocca e separa (il silenzio).

  • 12 dicembre 2017 alle ore 19:20
    L'uomo con la chitarra

    Venezia di luna.
    La mia finestra sul mondo.
    I grilli e le rose.

    ***
     
    Foglie rosse,
    fra i versi di Neruda
    i nostri sensi     

     ***
     
    Neve.
    La tua bocca a sfogliare
    le margherite 

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 12 dicembre 2017 alle ore 14:36

    Oggi sono fiera di me, sono fiera perchè sono stata sincera fino ala fine. 
    Sono fiera di me e del mio percorso e per dove mi ha condotta e per ciò che mi ha fatto diventare.
    Sono fiera perchè le promesse non mantenute vanno lasciate andare.
    Perchè le finte presenze non vanno sostenute.
    Sono fiera di me perchè nel dare mille possiblità non mi ero resa conto di averne una grandissima davanti e cioè quella di poter avere di meglio, poter avere di più...
    Sono fiera di me perché in qualunque modo dia andata ho dato ciò che ero, ciò che sentivo.
    Sono fiera di me perchè oggi ascolto questa canzone, con occhi lucidi e il cuore libero. 
    Ovunque sarai sarai nel mio cuore.
    Ovunque sarò io sarò lontana da te, ma fiera di me. 

  • 11 dicembre 2017 alle ore 20:35
    È notte

    Seduto sul divano

    con la televisione che si ascolta da sola
    e il pc sulle gambe

    provo a entrare nella mia testa

    dentro il fitto labirinto di pensieri
    che si districano tra i meandri della mente

    In quest''ora

    tra la tarda sera in cui è presto per andare a dormire

    e le prime ore della notte

    nelle quali il calduccio delle lenzuola
    sarebbe il posto più salutare

    assaporo l'atmosfera soave

    della pace della mia anima
    e il suo tenerissimo sorriso

    E con gli occhi lucidi
    che riverberano la luce calda dei sentimenti

    ripenso alle migliaia di passi
    che hanno costruito il mio cammino

    e ai tormenti del mondo

    accettando le sfide che il destino
    ha imposto al mio cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 11 dicembre 2017 alle ore 20:32
    Nessuno escluso

    Impreparati ad accettare delusioni
    fingiamo spesso
    di credere alle panzane
    che racconta il nostro alter ego
    e in quell'imbarazzo
    restiamo succubi di orde di pensieri
    che si accavallano infelici
    una dopo l'altra sui nostri sguardi
    disegnandoci negli occhi
    fantastiche figure
    che raccontano il divenire della vita
    Là lievi patine umide d'insuccesso
    imperlano sfacciati refoli di vanità
    a uccidere l'umiltà dei cuori
    e far soffrire le anime d'ansia
    a conferma della rudezza d'ogni carattere
    nel vestito domenicale dell'ostinatezza
    .
    Cesare moceo (c)
    Tutti i diritti riservati
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 dicembre 2017 alle ore 20:30
    Nostalgie della terza età

    Mi rallegro
    del benessere che pervade la mente

    quando m'accorgo nell'interiorità

    dei traguardi raggiunti
    nei lunghi e tortuosi percorsi

    che l'anima inquieta
    intraprende quale ribellione al vivere

    Arrivare ogni dì all'ora del crepuscolo

    quando i pensieri
    cominciano a brillare di luce fioca

    e per di più avvolti in un'alone di timidezza

    attutita solo dai raggi di velluto rosa
    emanati dal tramonto serale

    mi da brividi di piaceri misti a angosce

    che solo nel pensiero di te...si fondono
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 dicembre 2017 alle ore 13:51
    Uniti ora e qui

    Avevi paura che 
    la morte fosse sempre lì 
    allestita alle spalle

    Avevo paura che 
    la vita fosse un luogo solo
    un luogo smodato

    Il sole senza badarci tramontò
    Lasciandoci al buio 
    dei nostri puerili turbamenti

  • 11 dicembre 2017 alle ore 10:14
    Gesù

    Aspettiamo il Natale
    la nascita di un Bimbo
    re dell’universo
    una festa piena
    di regali
    gioia, serenità e felicità
    io e il mio amore Milly
    sposi novelli
    partecipi di questo sacro mistero
    prodigio d’amore
    salvatore dell’umanità
    signore dell’etereo cielo
    giorni felici
    nei cuori
    angelici sentimenti.
     
     

  • 10 dicembre 2017 alle ore 21:04

    C'è un momento nella vita in cui tutto sembra fermarsi. Sorridi, vivi, respiri e tutto avviene in modo naturale. E' quel momento in cui finalmente ti rendi conto che stai bene. Quel momento in cui non senti più nessuna mancanza nel cuore, le ferite smettono di bruciare, i tuoi occhi tornano a brillare, i pensieri negativi si sono dissolti. C' è un momento nella vita in cui non hai tutto, ma è come se non ti mancasse niente. Sai da dove sei passato e quello che hai oggi ti basta. Chi ti vuol bene veramente è rimasto vicino a te, chi non te ne voleva non lo pensi più perché ti sei accorto che senza vivi meglio. C'è un momento nella vita in cui ti senti finalmente leggero, meno fragile e ricaricato... Quello è il momento migliore, in cui capisci che mai più metterai in discussione te stesso e la tua serenità per qualcosa che vale veramente poco. Quello è il momento in cui comprendi che quella pace che senti vale più di tutto il resto. E tutto questo è decisamente... Meraviglioso!

  • 10 dicembre 2017 alle ore 20:42
    La notte dell'Immacolata

    Fragori di tuoni
    accompagnano l'interiorità

    nel ricordo di giorni antichi
    passati in ore di giochi e di felicità

    momenti d'entusiasmo
    caldi e cristallini

    a picchettare l'anima e cullare la mente

    con mirabili attimi d'affetti
    che abbracciano ancor ora il cuore

    Adesso nuvole alte corrono su nel Cielo
    squarciate da fulmini e tormenti

    a donare al mondo tempeste di guai

    tra inganni morali pensieri malati
    e illusioni di ricchezza terrena
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 dicembre 2017 alle ore 20:40
    Ieri, oggi e domani

    Certi giorni
    è bello viverli una volta sola
    nei loro attimi seppur rubati
    anche se dopo
    ogni cosa rimane là
    per come è sempre stata
    nel prima o poi del destino
    che decide ormai da sé
    il momento di dondolare
    sul fiato increspato
    e mettere radici ai soffi del vivere
    E mi apprezzo
    nella speranza di non varcare mai
    le soglie affastellate
    della devastazione interiore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 10 dicembre 2017 alle ore 20:38
    Io, vittima di Hikikomori

    Immerso

    nell'oscura consapevolezza
    della mia natura

    dentro intuizioni d'involontarie fragilità
    a svelare le trame dei giorni

    come fossero androni dell'Essere
    appena illuminati da fioche luci

    in cui mi muovo col cuore in gola

    Io miscredente d'epifanie immediate

    resto eremita sereno

    isolato nel mio regno oscuro

    lontano da ogni fantasia

    e sempre più spesso disconnesso
    da questa vita lontana dal vivere

    E nella sopportazione delle angosce
    e dei timori dell'età

    combatto con strenua difesa il mio disagio

    ...e scrivo...altrimenti non vivo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 dicembre 2017 alle ore 20:37
    Sono un uomo fortunato

    Rimugino sul mio passato

    per distogliere la mente
    da pensieri e angosce

    frutto d'antiche sapienze

    che ancora volteggiano nell'aria
    senza fissa dimora

    e cerco in ogni angolo della ragione

    qualche regola di vita
    o anche una motivazione

    che mi faccia stare
    ancora bene con me stesso

    E mi ritengo fortunato

    di non aver chiuso le porte
    in faccia a quel passato

    al suo far parte di me
    nel mio guardarmi dentro

    e nel mio volermi bene
    con sentimenti che insegnano
    coraggio e verità

    Ed esser così soddisfatto
    sempre e comunque

    fuori e dentro di me
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 dicembre 2017 alle ore 18:52
    E mi cruccio, a sera.

    Ho un grezzo sapore

    su labbra soltanto accennate

    e intese lontane

    da quando

    il tuo sguardo

    s'è arroccato al silenzio

    e

    la sensazione di un attimo

    s'è smarrita

    nell'inspiegabile nulla

    di un sorriso svanito

    come deserto disatteso

    sulla strada di Babbo Natale.

    E mi cruccio

    a sera

    tra le allegorie

    di uno spartito senza note.

  • 10 dicembre 2017 alle ore 14:59
    Strade d'inverno

    Lucidi nastri di vita
    graffi lasciati sul nevischio
    una traccia di neve polverosa
    una parvenza di respiro
    dietro le curve.
     
    Le strade di notte
    giocano a nascondino con le ombre
     
    ritrovano i ricordi
    lasciati
    dagli ultimi passi
     
    sbirciano sugli orridi
    profondi e cupi
    con le lunghe mani di ghiaccio.
     
    Le strade di montagna
    la notte
    mi avvolgono come un manto.
     
    Sono a casa. (Dal libro "Oltre la curva del tramonto", LietoColle 2014)
     
     

  • 10 dicembre 2017 alle ore 9:09
    Mezzo vuoto

    L’armadio mezzo vuoto
    dacché hanno smesso il mugolio
    gli abiti smessi e quella rosa
    di oggetti di te bambina.
    Un asilo svuotato,
    ora che dentro preme
    l’incavo dolce al sorriso
    serbo un profumo noto
    e tutto resta, da dialoghi invisibili
    nei giorni miei qui stesi ad asciugare.
    E penso piano, un gioco
    di fogli bianchi -ti messaggio
    che fuori è tempesta
    questa cosa che agita spazi
    poi l’ombra di neve, non posso
    far altro che sentire.  
     

  • 10 dicembre 2017 alle ore 8:46
    Vaghi rumori

    E’ rotto il tempo di questa sera
    dove nell’aria ferma sospesi
    i miei pensieri già fughe
    rimembranze:
     
    quei vaghi rumori di bambini,
    dentro e fuori questo respiro,
    non ancora scuro tatuaggio
    negli impauri
     
    luoghi dell’ombra ormai già sfalda
    del cielo. Qualcuno passa oltre
    il silenzio di questa isola
    strada e dietro
     
    increspa l’aria ora liquida
    d’oro e amaranto e all’improvviso,
    dentro una ruga, la quiete lenta
    di questa sera
     
    imbrunisce e nereggia la notte
    tra rive lontane e mi disseta
    il mondo che all’orizzonte muto
    già si sperde.
     
    E diventare uno nell’alito
    del buio dove china la luna,
    a me cara vertigine: è asola
    all’anima
    infine lo sfrontato affaccio
    di quei minimi soli sospesi,
    che di meravigliosa irrealtà
    inutili
     
    misteri attraversano e qui a me
    si fermano, come ombre sghembe
    di piccole cose dall’infinito
    illimite.

  • 09 dicembre 2017 alle ore 22:02
    Al tuo compleanno

    Un sorso di vino
    Un brivido percorre la tua schiena
    Ti accarezzo sotto la leggera camicia di seta
    Tu sospiri lentamen­te
    Ed io ti sussurro all'orecchio...
    Brinderemo più tard­i...noi due soli!

  • 09 dicembre 2017 alle ore 20:00
    Con punte al carbonio

    Avanzi di spazi, vorrei
    disegnare dove vanno di sera
    il calore e la pietra
    la cenere e il fumo lungo 
    falcata di pensieri eucarioti.
    Vorrei, con punte al carbonio
    graffiare il vento dolente
    che da una gerla sparpaglia 
    segreti, come stracci qualunque.

  • 09 dicembre 2017 alle ore 10:57
    Segnali di fumo

    Segnali di fumo dall’ultima frontiera
    Ne posso vedere salire il rumore
    Come  il fruscio di parole spezzate
    Dal singhiozzo o da una risata

    Sali su quella barca che ti fa sognare
    Un posto migliore in cui puoi restare
    Sali su quella barca devi partire
    Non ha importanza il prezzo che devi pagare

    Arrivano dal mare, dalla sua tempesta
    Con facce di ebano, specchio del deserto
    Con piedi fragili e l’anima a frammenti
    Che traspare da occhi grandi e profondo

    La pelle si stacca cotta dal calore del sole
    La pelle marcisce bagnata dall’acqua del mare
    Non c’è neanche spazio per respirare
    Non hai più neanche la forza di pensare

    Si muovono sulla terra come sull’acqua
    Con paura, con sospetto, con dolore
    Sembrano non sentire l’aria attorno
    Che ricorda loro quanto sono distanti

    Donne bambini e vecchi buttati a mare
    Come sacchi vuoti senza alcun valore
    Non ci sono lacrime da poter sprecare
    Neanche la forza e il tempo per pregare
     
    Segnali di fumo dall’ultima frontiera
    Si può vedere anche da lontano
    Quanto il suo odore forte e acre
    Sia invece così vicino alla speranza

    Scendi da quella barca forse hai finito di viaggiare
    sopravvissuto a un viaggio infernale
    una sofferenza enorme da non poter raccontare
    speri soltanto in un futuro migliore

  • 08 dicembre 2017 alle ore 21:04
    Presagio

    Lascia che ti scriva,
    una poesia davanti agli occhi, anima mia,
    mia anima fuori da me,
    mio cuore fuori da me,
    amor che mi fa persistere e resistere,
    ad ogni oscuro presagio,
    perchè più scuri ancora,
    e infiniti ancora,
    sono questi occhi che ora
    mi incantano.
    Sono senza dubbio,
    di cio che sei,
    per questo mio corpo disseminato di baci,
    foresta fragrante dove mi incontri,
    luogo nascosto nel cuor della notte,
    nell'anfratto ruvido delle tue mani,
    dove la pace esiste ed è eterna.

  • 08 dicembre 2017 alle ore 20:47
    8.12.2017

    Lettera a Gesù Bambino

    Vedo strade brulicanti
    di gente frenetica;
    negozi che pullulano...
    di persone assetate
    di acquisti e di regali
    da portare in case
    piene di tutto,
    ma senza Te!
    Cuori aridi
    che pulsano
    nella solitudine
    di deserti affettivi,
    soffrenti
    della Tua assenza.
    A Te,
    che dal cielo osservi tutto,
    in questa notte
    della nostra vita,
    fredda e buia,
    io chiedo,per favore,
    torna a mandare
    i tuoi angeli
    nei nostri cieli
    e riaccendi
    la stella cometa
    per guidare i nostri passi
    verso Te.
    Torna a farci stupire,
    come stupiti
    rimasero i pastori
    quando vennero
    alla Tua capanna.
    Caro Gesù,pensaci Tu.
    .
    cesaremoceo @
    Tutti i diritti riservati

    Foto di Cinzia Marsala del presepe allestito dalla stessa,con le barche e gli addobbi realizzati dal suo papà. Grandi padre e figliaAltro...
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    8210 Cristina Mencarelli, Lidia Gabriella Giorgianni e altri 8
    10 condivisioniCommenti[Lidia Gabriella Giorgianni]
    Lidia Gabriella Giorgianni Bellissima Cesare e bellissima anche la foto ��
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    · 11 h · Modificato
    Gestire
    [Caterina Grasso]
    Caterina Grasso Caro Cesare, ho letto la bellissima poesia!
    Ho il.piacere di comunicarle che ho deciso, se lei me lo consente, di farla studiare ai miei alunni di V (sono una maestra).
    Piuttosto che poesie stereotipate, questa esprime con semplicità il vero significato del Natale e quello che ognuno di noi auspica dal profondo del cuore.