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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 settembre alle ore 21:29
    Sospiro

    I tuoi capelli si adagiano tra le mie dita, come il sospiro che accompagna il tuo sorriso... Le carezze sono attimi in una esplosione di momenti abbandonati a se stessi, come il dondolare di un'altalena spinta dal vento. .

  • 14 settembre alle ore 21:27
    Miranda parlava al mare

    Miranda parlava,
    ma parlava solo col mare,
    parlava di sogni
    che liberi tornano perpetui
    negli occhi,
    come le onde.
    Miranda dormiva
    abbracciata alle stelle,
    tutte quelle che, nella vita,
    ha visto cadere
    e poi, al risveglio guardava
    il suo scorcio d'infinito,
    dove l'anima rifugiava.
    Miranda aspettava
    una nave lontana,
    aspettava che il mare
    avrebbe a lei ridato il suo amore.
    Ad ogni alba e nell'imbrunire
    Miranda svuotava nel mare
    le sue lacrime dal cuore
    e da allora l'acqua di ogni mare
    porta in se di Miranda il dolore
    e l'attesa del ritorno di chi è stato amato.

  • 14 settembre alle ore 18:57
    Due ombre alla finestra

    Ho trovato alla fine di un bosco,
    un palazzo fatiscente
    e ad una finestra
    mi sono accorta
    che c'erano due ombre.
    Erano ombre vestite di bianco,
    si muovevano piano
    come in un ballo lento,
    erano esili e appena più scure
    del cielo all'imbrunire.
    Erano fantasmi o persone vive?
    Forse erano le ombre di burattini
    di un teatro immaginario,
    forse i miei occhi
    si ingannavano da soli,
    forse perché, a volte,cercano
    poesie da ammirare da lontano.
    Quel pomeriggio restai
    ad amare quell'incanto,
    in cui il tutto è sospeso,
    dopo il tramonto fu, poi,
    tutto svanito.

  • 14 settembre alle ore 11:54
    Abito

    Se il tempo si potesse fermare
    vorrei rivederti un’altra volta
    con quel abito blu
    a gonna corta
    fantasia
    la mia attenzione
    si sofferma sulla stessa veste
    così elegante per te
    adatta al tuo portamento
    quanti ricordi affollano la mia mente
    il giorno del nostro matrimonio
    un’isola felice per noi.
     

  • 14 settembre alle ore 9:31
    [Senza Titolo]

    E oggi sono lontana.
    Tu, senza di me
    certo un po' più leggero
    forse un po' stanco
    un po' malinconico.

    Io, senza di te
    Assorta e sonnolente.

    Oggi siamo lontani.
    Noi, senza di noi il fiato corto
    il silenzio e il disordine.

  • 14 settembre alle ore 9:29
    [Senza Titolo]

    È tempo di silenzio
    degli occhi pieni di lacrime
    e della testa alta.

    È tempo di letture
    di dipingere
    di scrivere.
    Per non soffocare.

    È tempo di aspettare che passi
    o che faccia meno male.

    È tempo di pulire la casa
    la rubrica
    gli interstizi tra anima e cuore
    lì dove la scoria del dolore è più ostinata.

    Riposando,
    con calma
    con pazienza
    preparo il tempo nuovo,
    la fioritura del mio ciliegio.

  • 14 settembre alle ore 9:25
    [Senza Titolo]

    Non è tanto diversa un'alba da un tramonto
    Il principio e la fine
    confinanti e legati.

    Le luci e i colori
    che riscaldano e portano pace.

    E oggi che cammino
    tra le pieghe dell'età adulta
    in questa crisi della quarantina,
    passando per luoghi che non mi fermano
    e tempi che sfuggono
    e non combaciano
    non so se sia alba o tramonto
    il vivere dolorante.

    Ma nelle mattine di agosto
    silenziose e sonnolenti
    seduta sui balconi della mia infanzia
    io mi ricordo chi sono.

    Alba e tramonto insieme.

  • 14 settembre alle ore 8:47
    Poesia

    Sul mare crepitano scaglie di tramonto
    disegnano onde di porpora.
    Una nuvola si muove appena
    infilzata dall'ultimo raggio di sole.
    Le vele son pronte,
    sono ali spiegate dalla memoria.
    Si parte.
    La poesia è un viaggio
    verso il mare aperto.

  • 14 settembre alle ore 7:28
    Nuovi incolumi pensieri

    Domani il tempo
    porterà nuove rive
    su cui camminare,
    non ci saranno più parole
    quando arriverà il vento,
    che chiederà di chiudere gli occhi
    e una inconscia libertà
    dal profondo scaturire.
    Guarderai giardini
    in cui abbandonare
    nuovi incolumi pensieri,
    guarderai la vita
    nella sua maturità,
    senza più la nostalgia di ieri.

  • 14 settembre alle ore 1:46
    Oltre il fondo

    Strade vuote senza odori 
    cibo e bevande senza sapori,
    fisso su un muro rotto la mia storia infelice
    immortalata in un quadro senza cornice,
    ormai ho toccato oltre il fondo
    si avvicina la fine del mondo,
    mi sdraio tra le macerie e me ne sto zitto
    ho perso mi rassegno sono stato sconfitto.

    Genny Caiazzo

  • 13 settembre alle ore 20:47
    Una bugia

    Ho ascoltato una bugia
    detta da più di cento voci,
    mi accorgo lentamente
    che la verità veniva mascherata,
    ascoltavo e l'amarezza
    con la rabbia aumentava.
    Ripetevano che il mare
    non era profondo,
    che ci si può tuffare
    anche se non sai nuotare,
    che le onde sono immobili
    e non arrivano tempeste
    che possono la morte,
    il naufragio, invece,
    è ciò che spesso avviene
    ed il dolore nel cuore
    rimane come il sale nel mare.

  • 13 settembre alle ore 19:15
    La notte del falò migliore

    Quando da queste mani aperte
    il mare è lontano, lontanissimo,
    nell’ora della calma solitudine
    io guardo sempre il cielo.

    Non più l’onda dei primi sogni
    dentro i grandi occhi scuri
    né l’imponente nave americana
    da seguire fino a non vederla più.

    Ora, qualche azzurro su di me
    e nuvole ad imitar le spume
    me lo ricordano, quel mare.
    Ma non è la stessa cosa, non è.

    Assente è la notte del falò migliore,
    acceso sottovoce sulla riva amica
    coi rami secchi a sfiorare l’acqua
    e poi vedere quant’eravamo bravi.

    Falchi e puledre disposti a mezzaluna,
    tutti a bruciare i giornali dei grandi,
    tutti a fissare il rosso che cresceva,
    la stanchezza messa un po' in disparte.

    L’amore, allora, si muoveva in fretta,
    al solo accenno d’uno sguardo appena,
    al primo vento di confuse tenerezze,
    al passo lesto dei migliori anni.
     
    *
    Anno di stesura 2007
    (Tratta da “Appena finirà di piovere” – Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli) - (Pubblicata sul Mensile “Il Saggio” 09/2012)
    Testo pubblicato nell’Antologia “Versi diversi” 9 (Centro Culturale Studi Storici Il Saggio) 2008
     

  • 13 settembre alle ore 17:08
    Vero Amore

    Vero Amore Amava accarezzare coi suoi occhi limpidi la mia pelle dolce miele, per poi soffermarsi col suo sguardo languido sulle mie mani mentre vanno in cerca delle sue, così forti e rassicuranti, un ricercare quasi disperato per dissetare la mia anima da quel vuoto che mi riempie il cuore, quando non sono di fronte a lui! Amava sorridermi, poiché era consapevole di essere primavera esplosa nei miei giorni plumbei. Primavera dalla pura essenza d'amore, che solo lui sapeva esercitare solo quando l'eternità dei suoi battiti d'emozione sapevano cingermi le mani, per attirarmi a sé fermando il tempo in quel silenzio che parlava al cielo di un amore etereo quanto tenero, che solo il vero amore poteva provocare, intrecciando i nostri destini sigillandoli con la carezza potente delll'universo intero nello scrigno del tempo, affinché possa vivere per sempre il fiore di questo vero amore.

  • 13 settembre alle ore 17:08
    Vero Amore

    Vero Amore Amava accarezzare coi suoi occhi limpidi la mia pelle dolce miele, per poi soffermarsi col suo sguardo languido sulle mie mani mentre vanno in cerca delle sue, così forti e rassicuranti, un ricercare quasi disperato per dissetare la mia anima da quel vuoto che mi riempie il cuore, quando non sono di fronte a lui! Amava sorridermi, poiché era consapevole di essere primavera esplosa nei miei giorni plumbei. Primavera dalla pura essenza d'amore, che solo lui sapeva esercitare solo quando l'eternità dei suoi battiti d'emozione sapevano cingermi le mani, per attirarmi a sé fermando il tempo in quel silenzio che parlava al cielo di un amore etereo quanto tenero, che solo il vero amore poteva provocare, intrecciando i nostri destini sigillandoli con la carezza potente delll'universo intero nello scrigno del tempo, affinché possa vivere per sempre il fiore di questo vero amore.

  • 12 settembre alle ore 22:54
    Voglio esistere nell'amore

    Sei con me
    in questo distante silenzio,
    sei con me
    in questo immaginario
    spazio indistinto.
    Non posso provare
    a toccarti la pelle,
    non posso provare
    a baciarti la fronte.
    Sono schiava della mia sorte?
    O posso provare a cambiare
    il disegno del Fato?
    Sono io che piango nel vento
    e abbandono i miei passi
    sotto alberi secolari,
    voglio le mie lacrime trasformare
    in gabbiani liberi
    in volo sopra al mare,
    voglio esistere nell'amore,
    voglio poter guardarti dormire.

  • 12 settembre alle ore 18:50
    Le parti di te stesso

    La tua parte ignota
    arriverà dalla caverna,
    la tua parte saggia
    scenderà dalla montagna,
    per un inedito canto
    che ascolterai domani
    e ti troverai davanti allo specchio
    a chiederti chi sei,
    senza avere lo sguardo vuoto
    e avrai mille risposte
    da scrivere sul muro,
    che ti divide dal mondo intero,
    tu sei te stesso
    tutte le volte che rimani solo.
    La tua parte consueta
    ti lascerà fermo ad una stazione,
    la tua parte mansueta
    ti porterà lontano,
    avendo sempre il coraggio
     e la passione da arrivare da chi ami,
    per stringere le sue mani.
     

  • 12 settembre alle ore 16:48
    Cammino tra i versi

    Cammino tra i versi
    con le scarpe rotte,
    cerco un rifugio
    e tante altre risposte,
    che forse non troverò
    perché sono assurde
    le mie domande,
    ma prevedo che il tempo
    mi dirà qualche verità.
    Ho bisogno di poesie
    per sopportare il peso dei sogni,
    gioco, a volte, con i miei spettri,
    ma temo quando mi fanno gli scherzi.
    Cammino tra i versi,
    cercando un tepore d'amore,
    sfioro le rime di canti silenti,
    la voce si fa viva
    quando una ferita
    ricorderò nel petto.

  • 12 settembre alle ore 12:31
    Senso di appartenenza

    Appartengo ad un vento
    che proviene da lontano,
    lo riconosco dal profumo
    che mi riempie il respiro,
    appartengo ad un posto
    che sfugge al destino.
    I tuoi occhi profondi
    mi cadono dentro,
    adesso appartengo
    al loro richiamo,
    l'amore è con te
    una casa con gli alberi
    in un campo di grano.
    Appartendo a quell'ora del meriggio
    dove il sole scende piano
    e il racconto della sera
    si ascolta a partire dalla terra,
    che tranquillamente tutto addormenta.
    Appartengo a qualcosa
    che ho dimenticato,
    appartengo ad una vita segreta,
    che, più volte, nei miei sogni
    ho vissuto.
     

  • 11 settembre alle ore 19:59
    Devi essere viva

    Devi essere la strada dove io camminerò

    Il mio ossigeno quando soffocherò,

    quando grido non c’è la faccio

    devi darmi un abbraccio,

    abiterai nel mio cuore,nella mente,

    devi essere sempre presente,

    quando il buio fuori strada mi conduce

    tu devi indicarmi la via ed essere la mia luce,

    devo sentirti quando è troppo forte il dolore

    vieni a mettermi la mano sul cuore,

    devi essere una carezza quando non so cosa fare,

    la salvezza per non farmi mollare,

    devi essere per le mie domande la risposta decisiva

    devi restare al mio fianco devi essere viva.

     

    Genny Caiazzo

     

     

  • 11 settembre alle ore 19:50
    New York, 11 settembre 2001

    Un vado en el aire de polvo,
    un vado que corre sin huellas.
    Un vado de salvación y vida
    en el aire de piedra,
    en el aire blanco y hostil de delirio.
    Caen las luces en el aire de puntas tormentosas,
    en el delirio del aire seco.
    Es el sendero del abismo en el viento de fuego y polvo,
    en el aire procaz de piedra,
    entre canales de sangre, centellas de muerte y trompetas enloquecidas.
    Fugaz anhelo de vida volverás,
    volverás entre las derechas casas de hierro y vidrio,
    en la blancura de los senderos zigzagueantes de limo, roca y polvo.
    Fue el Diluvio de flechas ígneas
    y Dios se escondió en el velamen de humo.

    Un guado nell'aria di polvere,
    un guado che cammina senza impronte.
    Un guado di salvezza e vita nell'aria di pietra,
    nell'aria bianca e ostile del delirio.
    Ansimavano le luci nell'aria di punte tormentose,
    nel delirio dell'aria secca.
    È il sentiero dell'abisso nel vento di fuoco e polvere,
    nell'aria tenace di pietra,
    fra canali di sangue, scintille di morte e trombe impazzite.
    Fugace anelito di vita tornerai.
    Tornerai fra le dritte case di ferro e vetro,
    nel biancore dei sentieri zigzaganti di limo, roccia e polvere.
    Fu il Diluvio di schegge infuocate
    e Dio si nascose nel velame del fumo.

  • 11 settembre alle ore 11:12
    Domani il cuore

    Domani il cuore
    tornerà nel suo angolo
    a guardarti da lontano,
    ma oggi vuole uscire,
    cercarti, parlarti,
    stringerti e insieme volare.
    Domani forse starò male,
    oggi chiudo gli occhi
    sul tuo petto
    e questo mistero d'amore
    respirare,
    tu sei la Poesia
    che ogni giorno vorrei vivere
    e a me trattenere,
    ma senza darti il peso di catene.
    Domani avrò un ricordo di te
    sempre più dolce
    da portare nelle vene.

  • 11 settembre alle ore 11:07
    Io sono coperta e trasparente

    M'invento una storia
    per uscire dalla mia,
    m'improvviso giullare
    per mettere in scena
    una risata drammatica finale,
    m'invento una luna
    con cui parlare
    e segreti confidare,
    m'invento la libertà
    per rinnegare le mie catene.
    M'invento una macchina del tempo
    per esplorare altre epoche
    che non ho vissuto,
    per guardare le persone
    in ogni abito e costume,
    in ogni ambiente e situazione,
    m'invento da sola per strada
    una musica da ascoltare nel vento,
    m'invento un respiro d'amore
    più eterno del tempo.
    Ho cambiato strada
    per raggiungere la mia meta,
    sono un po' fuori strada
    per chi segue il filo dei giorni,
    sono dietro una maschera di cera
    che si scioglie alla prima bugia,
    sono anche scappata via.
    Sono dentro la mia tenda nel deserto
    a rifugiarmi nella notte
    e guardare il disegno segreto delle stelle
    e così mettere un po' a tacere le mie ombre,
    sono quello che non vede la gente,
    io sono coperta e trasparente.
     

  • 10 settembre alle ore 19:06
    Amanti

    Vivremo e ci perderemo emozioni importanti
    Questo è il destino degli amanti,
    e sotto ad una pioggia di perché
    soffriremo nel non poter stare
    sempre insieme io e te ,
    privi di pudore e senza diritti
    anneghiamo nelle lacrime e dobbiamo stare zitti,
    saremo l’amore limitato
    l’errore ed il peccato,
    semineremo rabbia e dolore
    sanguinerà il nostro cuore,
    a sostenere le nostre follie
    saranno sempre e solo bugie,
    nel difenderci avremo sempre poco fiato
    per urlare a tutti un amore sbagliato,
    ci faremo inutili promesse
    le cose resteranno sempre le stesse,
    avremo sempre voglia di scappare
    ma troppo vigliacchi per poterlo fare,
    il nostro futuro sarà solo un miraggio
    per fare delle scelte ci vuole coraggio,
    e sotto gli occhi di tutti quanti
    saremo sempre due squallidi amanti.

    Genny Caiazzo

  • 10 settembre alle ore 19:06
    Mi piaci

    Non faccio nulla per averti,
    però mi piace piacerti,
    mi diverte stuzzicarti,
    litigare e poi cercarti,
    ti lascio sfiorare un po la follia,
    astute le tattiche che usi per
    non farmi andare via,
    mi affascina il tuo essere audace,
    la tua determinazione mi piace,
    a volte mi spiazzi e mi stanchi,
    ma se non ti vedo mi manchi,
    nell’imperfezione vai bene così,
    finisce il gioco se ti dico di si,
    voglio andarmene ma resto,
    ti adoro e ti detesto,
    quando voglio ferirti uso dure parole,
    vorrei allontanarmi ma il cuore ti vuole,
    sembrano uniti i nostri destini,
    siamo grandi ma anche bambini,
    se ti arrabbi mi eviti e taci,
    è tutto surreale e folle però mi piaci.

    Genny Caiazzo

  • 10 settembre alle ore 19:04
    Depresso

    La lotta per la vita si fa sempre più dura,
    aumenta l’angoscia, cresce la paura.
    Perché chiamate mondo questa gabbia di matti
    dove tutti son strani, dove tutti son fatti.
    Passo il tempo a guardarmi nello specchio,
    mi vedo pallido, mi sento vecchio.
    Spremo la mente, gira e si sforza
    ho il mal di testa, non ho più la forza.
    Intorno a me ci son tanti nemici,
    invidio quelli che sono felici.
    Sento rumori, sembrano campane
    cerco aiuto, non c’è neanche un cane.
    La gente ride, mi sento un pagliaccio,
    il mio cuore tace, sembra di ghiaccio.
    Sono sempre più triste, ho un forte dolore
    mi manca il calore, mi manca l’amore.
    Ormai niente è più come prima,
    mi sento un pupazzo chiuso in vetrina.
    Non c’è soluzione per chi non vede
    non c’è comprensione se il cuore cede.
    Ma io perché vivo? Ditemi almeno questo,
    più lotto contro il mondo e più fallito resto.
    Speranza e più coraggio non è quello che ci vuole
    Non fate più promesse, non dite più parole.
    Tutto finisce, non sono più me stesso,
    ormai sono caduto, ormai sono Depresso.

    Genny caiazzo