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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 aprile alle ore 12:20
    Bensvegliata

    All'uscio del dì 
    sull'ali dell'anime 
    lascio esamine 
    sospirare l'io, il desìo, 
    quasi fosse in oblìo. 
    Nasce di nuovo 
    il mattino seguente
    un sentimento stil novo
    radente, riempiente
    che cattura il tuo io
    assieme al mio. 
    Bensvegliata emozione
    buongiorno amore
    che di notte resta
    assopito nel cuore
    così come in testa
    quasi a far festa
    del rinato tepore.

  • 20 aprile alle ore 8:29
    Quel sospirar del vecchio

     
    Sospira il vecchio e guarda la luna
    di lui confidente amica dei giovanili
    amori che dir gli pare ricordi un tempo?
    e così all’animo e al cuore suo tornan
    le memorie che questo fecero  sospirar
    e palpitar di gioie e pure di dolori
    ed ecco lassù in alto nel chiaror dolce
    lucente di Selene come lì tornar velati
    quei visi noti or qui come per lui rinati
    e per ognun ecco poi riveder lì sotto
    le frasi d’amor o il risentir pur l’eco
    di parole dolci nel segreto sussurrate,
    ma si vela la luna e lascia quel vecchio
    tutto solo nel silenzio i ricordi ricordare
     

  • 19 aprile alle ore 21:44
    Frammento 30

    Ho letto poche righe
    Le hai scritte tu

    Che meraviglia!

  • 19 aprile alle ore 13:08
    Come una rosa

    Il mio lavoro
    è come una
    dolce rosa rossa
    un angolo di paradiso 
    come colleghi
    tanti amici 
    non vedo così
    le amarezze della mia vita lavorativa.
     

  • 19 aprile alle ore 11:07
    Il fato

    Fato di ghiaccio
    lascia ch'io getti
    la verde pelliccetta
    sui rosai
    figli di un tenero incanto.

    Lascia ch'io disperda
    il mandala di gemme
    su spine
    regine di una corona incrinata.

    Accetta come pegno
    l'inganno del tempo
    su spalle
    avvolte così
    da un manto piumato.

  • 19 aprile alle ore 9:32
    Lo straniero(El extranjero)

    Lo straniero

    E non è male morire.
    Dal silenzio che scivola dolente
    mancano le parole all’enigma del domani,
    topo oscuro nelle caverne dello spazio,
    nelle strade del tempo breve.
    Arriva l’estraneità
    e scivola tenue fra i capelli
    col grumo di una colpa antica.
    Arriva nel tempo della vittima,
    scava con una lingua infuocata
    deponendo uova nere nel silenzio senile.

    Una bara nel cuore e la morte nel sogno
    per abbandonare i labirinti aggrovigliati di ingiustizia.
     
    El extranjero

    Y no es un mal morir
    y desde el silencio que resbala doliente
    faltan las palabras para el enigma del mañana,
    topo oscuro en las cavernas del espacio,
    en las calles del tiempo breve.
    Llega extranjeridad,
    resbala tenue entre los cabellos
    con el grumo de una culpa antigua.
    Llega en el tiempo de la víctima,
    excava como brasa ardiente,
    poniendo huevos negros en el silencio senil.

    Un féretro en el corazón y la muerte en el sueño
    para abandonar los laberintos enredados de injusticia.
     

  • 19 aprile alle ore 9:28
    Fossimo stati alberi

    Tutto ci viene dato
    come dentro un’immagine
    appena appena socchiusa,
    perfino le voci s’impastano ai soffioni
    gravide esposte appese alle albe
    con una lena estrema, di Foucault.
    Fossimo stati alberi, in una legge antica
    ad insegnarci come si sta
    a cielo aperto di ogni tempo
    immarcescibili,
    l’annodarsi alla luce
    e alle sue linee mosse
    nonostante i fumi degli ossidi
    dissolvenze ferite memorie.
    Senza permesso esserci
    frutti accordati al sapore
    di polpa mitologica e non scienza.
    Tutt’un segreto -radice d’aria,
    un fruscio di sentieri
    dove anche il più bel furore
    si scioglie in humus.

  • 19 aprile alle ore 7:59
    La Vecchiaia

     
    Del tiglio e del platano le foglie
    tornano a rinverdire e tra lor si dicon
    svegliamoci che giunta è Primavera
    poi al sole una preghiera che la sua
    carezza propizia sia a questo rinverdire
    lì nascosta  sente la Vecchiaia e triste
    ecco il sospirare suo  oh rinverdire
    a me verbo sconosciuto che Primavera
    o non costretta son  ad invecchiare sempre!
     

  • 18 aprile alle ore 21:25
    La voce del cantante

    La voce
    del cantante
    parla di desideri
    nascosti
    nelle giornate
    di piogge,
    di un addio
    dentro una carezza,
    di cieli
    da cercare
    e terre
    da popolare
    con i sogni
    e le promesse,
    di ombre
    da illuminare
    con il coraggio
    e le alleanze.
    Nella voce
    del cantante
    c'è un risveglio,
    una mano
    che ti accompagna,
    una tristezza
    che rimane,
    l'amore indicibile
    che diviene universale,
    uno sguardo doloroso
    sugli sbagli commessi,
    un candore misterioso
    che sale negli occhi.

  • 18 aprile alle ore 21:07
    Poesie come fiumi

    Una primavera in pienezza,
    profumata e tiepida,
    illuminata di rame e d'oro,
    ricalcando la vita, nel tripudio orgoglioso dei prati.
    Così mi sento dentro quando tu mi ami,
    e trasborda l'orgoglio dal mio petto,
    pende abbondante, come da un balcone fiorito.
    Si gettano dalle mie costole grandi petali carminio e azzurro,
    verdi edere si arrampicano sul mio scheletro,
    gli stormi vitali, si librano in volo, fino ai capelli, 
    ed il calore, come un'acqua, raggiunge ogni propaggine
    della mia carne terrestre.

    E tu, lo sai che le poesie sono come i fiumi?
    Confluiscono le une nelle altre, come le nostre vite, 
    come le nostre vite. 

  • 18 aprile alle ore 20:39
    La falsa leggiadrìa del presente

    Siamo uomini dominati
    dall'imposizione del pensiero

    d'impostori privi di scrupoli
    destinati all'eterno oblìo

    senza più la voglia d'ascoltare
    la voce dell'interiorità

    patrimonio culturale d'ognuno

    celata dentro l'anima
    intrisa di formalina d'odio

    Fascinazioni romantiche aborrite
    dalla felicità di una libertà che non è

    a fantasticare di eroi
    falsamente osannati

    stimolati da gesta

    che distinguono gli attimi
    del recente passato

    e decorare ancora le pareti
    di quelle dignità rimaste nude
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Esiste un esame che nessuno vuole fare
    perché è il più difficile da superare....Quello di coscienza.
    (Cristina Zuppa)

    Se fossi stata perfetta
    avrei amato la perfezione

    se mai avessi pensato di esser perfetta
    mi sarei rifiutata nella perfezione

    se ne avessi capito di perfezione
    probabilmente non sarei stata umana

    Sono e resto un'astrazione dell'estasi
    a goder di ciò che non potrò mai più essere

    Perchè proprio io...
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti

  • 18 aprile alle ore 20:34
    Il mare per amante

    Mi guardo

    circondato dal mare

    nel vento che mi spira contro

    a seguire orme d'artisti

    nella fiducia estrema
    che ho nel mio inchiostro

    con cui converto
    ciò che essi esprimono

    in sacri desideri poetici

    moderni versi
    di trasgressività ribelle

    a simboleggiare

    quella parte di me
    sanguinante e credente

    e far svanire tutto il presente
    nella sua luce spenta

    facendolo divenir
    crepuscolo eterno
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destroerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 18 aprile alle ore 20:24
    Cifre incancellabili

    Le piccole cose le iniziali
    cifre incancellabili
    tatuaggi della carne
    le diciamo sottovoce
    le fissiamo in dormiveglia col sudore
    sulla faccia incorrotta delle soglie.
    Cogliere, cogliere
    cubiti di sguardi andati a sciogliersi
    nella stanza delle albe al fuoco puro  
    dove l’aria ci attraversa
    come una mancanza
    non come un vuoto e il gesto
    migliore per fermarla
    è un muro bianco, la sintonia
    con la tua fronte
    dell’anima del chiodo. Quanto?
    se un’arrendevolezza apre la calce
    vuoi nascondere l’acqua ma la quiete
    prende via le radici, sono sabbia,
    si volge a te come il vicino
    a un’ora che si spezza
    ti chiede un po’ di zucchero
    e in cambio ti offre il piatto
    di un arcano dolore, sussurra
    un grazie -di essermi fedele. 
     

  • 18 aprile alle ore 12:56
    L'onda

    Cieli ameni siedono sulle sabbie deserte:
    v’è un silenzio attonito
    tra le immondizie sulle strade,
    s'appressa strisciando l'odore di fango e sangue.
    Sale il giorno sopra le case,
    dopo che l’onda s’è allungata folle.
    Così all'angoscia l'uomo apre.
    Mentre il sole abbaglia ancora le palme straziate,
    si celano un po' sugli scogli
    gli echi di poche ombre perdute.
    Secca in spiaggia s'arresta la morte.
    Ma le grida d’un vecchio tremano nel vento,
    come coltelli che affondano,
    pesano sui corpi anonimi.
    Ieri in una conchiglia erano chiusi i ricordi
    di due bimbi compiaciuti
    nel ridere d’una vacanza desiderata,
    mentre oggi giacciono i rottami
    tra i miliardi d’una partita mai finita.

  • 18 aprile alle ore 9:07
    L'ottavo vizio

    Si può lasciarsi vivere come
    umani trasparenti,
    invisibili, attraversabili,
    seppur traspaia
    nobile animo e grande cuore,
    poi...
    mossi da innaturale desiderio,
    si decide di morire per donarsi
    finalmente un’esistenza.

    Luciano Capaldo 18 aprile '19
    *** Quanti, oggi nella totale indifferenza, invisibili e trasparenti senza saperlo o peggio forse coscienti, conquistano un esistenza…morendo! ***

  • 17 aprile alle ore 21:31
    A Notre-Dame (tanka)

    sta muto il coro-
    nere spire i gargoyles
    echi di fiamma

    spina di sotterranei
    rifiorirà la flèche 

  • 17 aprile alle ore 18:04
    Di cosa ti lamenti?

    Di cosa ti lamenti?
    Tutto bene
    Le statue hanno comprato
    Una zolletta di zucchero
    Il passo dei gamberi
    Adagiato nel rilievo dei sensi
    Sabbia e pietre
    Più o meno
    Lo stesso silenzio
    Infoltito dalle bocche dure
    Ora posso guardarli
    dal mio appartamento
    Vista autunnale
    Di una vasta pianura

  • Da Morfeo mi sollevo;
    in meno d’un secondo
    un’onda di luce buona
    mi carezza il viso:
    si affaccia in me
    il dolce nuovo giorno,
    e subito mi spinge
    alla finestra
    per scrutare del giardino
    colori e meraviglie,
    tutte le mie fantasie.
    In ogni dove 
    dove lo sguardo volgo
    fioriscono giovani fiori;
    questa la magia di aprile
    che sotto gli occhi miei
    si svolge e mi coglie,
    facendo fiorir la vita mia
    fatta di gentili linfe
    e allegre voci.
    E infine vien la sera
    che su cose e case spande
    ombre quasi un po’ strane;
    e in bisbigli di vento
    volano canti nuovi e antichi
    che il cuore in petto
    mi fan presto volare.

    Ed è già aria frizzante,
    la notte che la pelle mi sfiora
    e che nell’animo mi sussurra
    d’andarmi a coricare
    per sognare il mio amore.
    Per sognare il mio amore.

  • 17 aprile alle ore 13:27
    Ombre

    Ombre lunghe
    sbiadiscono date
    su lembi di sabbie
    erose
    e sospese nel tempo.

    Ombre nere
    sfiorano scogli
    su rocce di conchiglie
    frantumate e corrose dal mare.

    Ombre lacerate
    intonano note
    su violini di cedro
    incrinati 
    e scordati dal vento

  • 16 aprile alle ore 21:15
    Immane dolore

    Lascio
    che esplodano le passioni

    anche nel fitto del dolore

    e in quell'intimo ammalarmi
    far godimento di fantasia

    quale tensione interiore
    d'autentico emozionarmi

    E segnatamente

    rivolgo l'estro
    a ogni lacrimazione poetica

    a preservarne l'intimità
    e la spontaneità

    riconoscendone
    le virtù a basso costo

    senza escluderne la commozione

    e darne giovamenti
    alla sedentarietà futura
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 16 aprile alle ore 21:14
    Frange di vita

    Passo

    già a metà strada
    tra l'anzianità e la vecchiaia

    sotto i rami dei patemi dell'età

    con il loro vago sussurrìo
    a coccolarmi in questa presenza reciproca

    ognuno affascinante nel nostro essere

    a riconoscerci amore e rispetto

    E l'anima gode

    delicata e vivace
    nelle sue sfumature mielate

    a volte sbarazzine

    a dir a se stessa
    che il tempo non passa invano
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrieridoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 16 aprile alle ore 21:10
    Il grande bordello

    Il grande bordello

    Ogni giorno segna l'inzio
    di un corteo di pensieri

    che si disperdono
    al contatto con i gesti

    a legittimare
    la libertà dei perdenti

    Emergere

    con le virtù umili
    e oscure del comando

    donando atti di giustizia
    da cui trarre discutibili morali

    rendendole complici del vivere

    e decretandone purtroppo
    l'egemonia indiscussa
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 16 aprile alle ore 21:07
    L'eterna nobiltà dei pensieri

    Vivere

    della propria commozione
    tormentata e affabile

    nello stesso istante d'averla vissuta

    per esser lei stessa
    confortatrice della speranza

    di convertire l'anima
    alla nobiltà dei pensieri

    E ricordarne l'ardire
    di dar giustizia al presente

    accettandone l'essenza
    e conservandone la memoria

    in modo da prolungarne
    il suo manifestarsi

    e il suo continuo muovere all'uomo
    silenziosi rimproveri
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 16 aprile alle ore 21:03
    E anche oggi scrivo...

    Anche oggi piove
    in questa vita abbandonata all'inerzia

    che non vuol saperne
    di donarmi qualche raggio di sole spontaneo

    a farmene conservare il ricordo

    almeno finchè ne sarebbe durato il calore

    E racconto i miei pensieri
    e con essi chi sono

    a esprimere le mie passioni
    i miei amori nella mia liberta'

    Desideri da regalare
    a chi mi vuol bene

    a rendere indelebili gl'incontri
    le amicizie le emozioni

    ognuna nel piacere
    del suo attimo speciale

    a raccontare la vita
    i tormenti le ambizioni
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati