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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 maggio alle ore 20:34
    Il fuoco sacro della passione

    Luci

    ogni giorno diverse

    improvvise

    illuminano momenti di magia

    esplosioni d'amore
    a renderci indispensabili a noi stessi

    a trasfigurarci l'uno all'altra

    nel divampare

    del fuoco sacro della passione
    col suo costante calore

    Ansie e batticuore
    che aiutano a salvarci l'anima

    sono le certezze
    che ci fan vivere felici

    nei nostri straordinari piaceri
    seducenti e appaganti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 12 maggio alle ore 2:33

    All'improvviso una semplice canzone mi fa tornare alla mente te. Rendermi conto che erano giorni che non mi attraversavi i pensieri... E SORRIDERE!
    Sei fuori... Lontano... IL NIENTE.
    Sono tornata... Mi sento... SONO VIVA!

  • 12 maggio alle ore 1:06
    I giorni del sole nero

    Ho avuto freddo
    nei giorni in cui 
    splendeva il sole nero
    che irradiava il tempo
    con raggi di pece. 
    Non ero io quell'io
    ma il sangue mio
    era caldo 
    quando scioglieva
    avvolgendole
    come boa costrittore
    le lame di ghiaccio
    che mi straziavano 
    la carne.
    Si fecero acqua
    a lenire cicatrici 
    e lavare via 
    calcificazioni d'odio. 
    Ad occhi chiusi
    respirai
    e respirai
    e respirai.

  • 10 maggio alle ore 20:36
    55 giorni

    Nel timore d'aver sbagliato
    l'indirizzo della mia esistenza

    mi rifaccio agli
    insegnamenti del passato

    E prendo spunti

    da celebri opere
    dei miei maestri

    per donare al mondo
    moniti convinti

    E non mi curerei

    della loro lontananza
    nel tempo

    se quegli insegnamenti
    potessero essere ancora in piena voga...

    "navi senza nocchiero in gran tempesta...non donne di provincia...ma bordelli..."
    .
    Cesare Moceo destrierodoc
    Tutti i diritti riservati

  • "...nessuno è tanto lontano
    al punto da non poter essere
    sfiorato dall'amore per la Patria"(Cesare Moceo)

    Esploro
    con gli occhi e con la mente

    le stelle del mio universo

    e m'accorgo felice

    del sorgere e del tramonto
    di alcune di esse

    del perchè s'accende e s'oscura
    la luce del sole

    del come i dolci amori

    allontanano furtivamente
    la luna dal Cielo

    e del perchè
    di volta in volta essa si sposti

    fino ad annullare
    le distanze tra gli uomini

    Là alcuni

    tendendo le braccia

    si promettono in voto al loro Dio
    celando in essi torvi pensieri

    E quanto profondamente l'angoscia
    rode loro il cuore e allontana i sogni dalla realtà!!!
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 maggio alle ore 20:25
    Io, balbuziente consapevole

    Disperazioni

    annientano le menti
    che non reggono più la vita

    pensieri di terrori

    paure di incerto futuro
    senza carezze e senza baci

    martellano le angosce

    ossessioni figlie di un domani
    senza domani

    E io

    come un baccante d'assidui fiaschi

    ancora balbetto consapevole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 maggio alle ore 19:02
    Poetica utopia

    È viva e vegeta la mia sana utopia
    Mentre osservo un paese arrabbiato e arreso
    Mentre il vento soffia forte e cattivo sulle nostre teste.

    È viva la mia poetica utopia
    La mia pulita poesia
    E mai morirà.

    Guardo le foto sbiadite di un tempo andato
    E le curve dolci tra la campagna e il mare mi portano in un lido di città che non esiste più.
    Però è impresso nel bianco e nero di uno scatto importante.

    I miei occhi si gonfiano di lacrime amare, grosse
    Ma è viva e vegeta la mia sana utopia
    E combatte, urla, strattona questo presente stanco.

    È viva la mia poetica utopia
    E mai morirà. Mai.
    Per me, per gli altri

    E mai morirà la mia poetica utopia
    La mia sana poesia.

    È viva
    Mai morirà in me, mentre il vento soffia forte
    La poetica utopia

  • 10 maggio alle ore 19:01
    Mentre scrivo di noi

    Il cielo è azzurro oggi

    mentre accarezza dolce la città

    e i suoi bambini ridono felici

    e la sua gente passeggia serena ai lati dei due mari.

    In questo giorno d'anticipo d'estate

    e il sole protegge fiero un popolo ferito

    mentre provo a scrivere di noi.

    Il cielo è rosso ora

    mentre schiaffeggia severo la città

    e i suoi bambini piangono di dolore

    e la sua gente corre e grida impaurita

    sotto le ciminiere alte di un mostro troppo grande.

    In questo giorno d'anticipo d'estate

    e la luna protegge fiera un popolo ferito

    mentre provo a scrivere di noi.

    Sotto questo sole e questo cielo azzurro

    sotto questa luna e questo cielo rosso

    le case sono rosa veleno

    le croci nero carbone

    l'antico acquedotto romano crolla a pezzi

    e così la storia di una città

    e di lato un mostro troppo grande

    ride cattivo.

    mentre provo a scrivere di noi

  • 10 maggio alle ore 14:20
    D'erba vestiti

    -Di feltro la tua mano
    a ricercare il fiore.
    Setoso scorre un brivido
    nel prato dove sono
    e vorrei essere- 

    -Fino all’anima vibri
    mio calice d’erba. 
    Attendimi sboccio, 
    della vena nativa 
    le tue zolle si allietino-

  • 10 maggio alle ore 11:48
    Haiku

    Si svela così
    l'arte della natura
    Senza parole

  • Abbandonando il sospiro nel nucleo spirale del vento,
    trae profondo respiro dal sì glabro petto.
    Inarcandosi sottostante volta d'orizzonte,
    fortemente eleva ossute braccia come a un padre, 
    onde squarciarne il velo conclamante insofferenza.
    S'avesse l'ali, in sogno, palesate,
    anziché notarsi implume,
    indubbiamente l'avrebbe già raggiunto
    oppur nell'attimo presente si spingerebbe fin a esso,
    rifuggendo l'abominio d'una guerra dissacrante il bene.
    Sconfinato nel predominante male, 
    sebbene ripudiato amante,
    attraverso matrice del pensiero, 
    l'urlo sottinteso schizza all'apice del desiderio,
    dacché la voce gli s'è arroccata appresso,
    oramai fattasi rauca per il drammatico spreco.

    "Mettete dei fiori nei vostri e nei nostri cannoni!"

    Analogamente a imbelle barca indifesa,
    ripugnata l'avvilente arma
    e in procinto di naufragar i propri sensi
    nel tempestoso mare degli accadimenti,
    ove or l'ancora, in strettoia rocciosa, getterebbe,
    ond'approdar a sicuro lido affrancante 
    ed esimersi dal rollar pressoché costante,
    equipollente al tremolio convulso d'una foglia sferzata da libeccio,
    seppur intenzionata a rimaner abbarbicata al pendulo peduncolo,
    ipotetico cordone legante se stessa al proprio ramo amato,
    mitragliato a sua volta da sibilanti raffiche violente,
    nulla gli rimane,
    se non aggrapparsi a speranzosa speme come fosse madre amata.
    Prono su terra rosseggiante, prostrato al fato,
    miraggio, gli appar, di verdi prati sterminati,
    nel sentor satollante d'olezzo floreale, sovrastante odore di ferroso sangue,
    d'assolate rene dorate,
    solcate da creste d'onda spumate di biancore,
    d'acque marine ornamentate di gemme lapislazzuli.
    Effluvio di vital salmastro, viceversa a putrida morte.
    Alfin, di nuvole, cumuli rincorrentisi
    e di frizzante aria, su pelle sì ignuda, sensazioni strabilianti,
    nell'impersonarsi libero parimenti a essa.
    Ineluttabilmente, 
    l'offuscata coscienza è assalita da quesiti silenti
    d'un prode guerriero combattente...

    ... Per qual motivo ignoto, s'è dato sapere?

    O all'opposto, rinnegante il malefico reale
    d'un giovin terrestre,
    sottratto alla propria esistenza ond'elargire dolore.

    Putativo padre, 
    quel sovrastante cielo 
    può unicamente pianger lacrime amare!

  • 09 maggio alle ore 22:50
    Tempio d'oracolo

    Spore di secondi, di minuti e d'ore
    perpetuan il divenir di giorni, di mesi e d'anni, 
    in un preludio di verdi colori,
    frasche di speranza nasciture.
    Campi Elisi verdeggianti,
    eternamente da Zefiro carezzati.
    Oh, Speme d'Albore,
    che tu possa squarciar l'ombra del buio,
    nell'avvento d'ogni nuovo giorno,
    sgravar costei dal giogo infame
    d'obbrobriose colpe d'avvenire,
    vestendoti e riflettendo fanciullesca condizione.
    Vergin Sibilla,
    ch'atteggi, di profetica virtù, parola,
    inversamente all'immutabile propender tuo oscuro,
    palese parvenza,
    indossando sol vesti di savia coscienza,
    sii alla magione la beneamata benvenuta.
    Seppur fosti fonte d'ambigue predizioni 
    pel dedalo d'accadimenti,
    oh, Tempio d'Oracolo,
    nel ricoprir tue chiome di chiaror di luna,
    ometti di svelar l'inenarrabile responso
    e viceversa fa sì d'esser benevola ispirata.
    Nella freschezza di note musicali,
    di risa gaudenti e di schiamazzi infantili,
    altresì di fredde acque cristalline,
    scroscianti da rupi scoscese e da rocciosi anfratti,
    rupestre paesaggio all'Eden riportante,
    nel coltivar l'epilogo, che non sia chimera, lusingo me stessa.

  • 09 maggio alle ore 22:49
    Luna nera

    Evocai il di lui sorprendermi, talmente assiduamente,
    che spicchio di solar bagliore,
    prim'ancor d'esser partorito dal grembo aurorale,
    vestendola d'oro e altresì di purpureo chiarore,
    procrastinando lo smodato calore 
    e all'arco di giornata ritardando d'arrancare,
    venne alla luce, alquanto sbalordito.

    Col segno zodiacale, soppesai il silenzio,
    onde salvaguardar eterna solitudine,
    ombreggiante propri'apocalittica essenza,
    al fin giammai di sacrificarmi all'impudico nulla.
    Ea triste, il suo lagrimoso volto,
    m'arrecava tristezza;
    per indefinito tempo, 
    prospettai me stessa compagna d'essa.

    Di tenebra, tessuto 
    e da rivelazione, gettato,
    muto, il velo suo rimase al suolo
    quand'a me perfetta s'ea palesata.
    Sordo al silente abbandono,
    niuno lo vide né lo fece suo,
    in virtù della speme nutrita
    verso realtà amica.

    Or il vespero attendo,
    empiendo l'attesa d'evidente tinta evanescente
    coniugat'a impietoso tremore del corpo,
    fintanto ch'in periodico apogeo alfin appare, 
    Luna Nera ribelle e selvaggia,
    archetipo d'istinti e pulsioni,
    dilaganti tuttora nel ventre che guarda.

    Per quanto
    solitudine imperi, 
    è sciente ch'essa sia fatiscente.
    Luna Nera t'imploro: Orsù, impetra l'Adamo,
    che soggiaccia quest'Eva ch'è pronta,
    pur non oltre il piacere,
    pur non oltre l'Amor essenziale.

  • 08 maggio alle ore 20:50
    Marchi di malvagità

    E ti ritrovi diverso

    impreparato a spettacoli indecorosi
    nella privazione della tua dignità

    Il tuo intellettualismo

    condannato a nascondersi
    a tutto e a tutti

    per lasciare il ricordo
    d'esser stato un angelo

    pur tra le diavolerie

    Atteggiamenti distaccati

    dipendenze emotive

    miscele di cinismi e tradimenti

    a rivoluzionare il tuo modo di vivere
    nei rapporti di sofferenza

    a far la guerra per interposta persona

    processi disgregativi

    a sbriciolare l'amarsi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservato

  • 08 maggio alle ore 20:47
    Un romanzo a puntate

    Mi pervade di piaceri
    il nuovo giorno che nasce

    ispirazioni d'emozioni

    frammentate in scintille
    che attecchiscono nel cuore

    quasi un incendio che devasta l'anima

    bruciandola senza mai consumarla

    in una fiamma che non si spegne

    che riscalda d'amore e d'inchiostro

    che marchia a fuoco le suggestioni

    senza cercare altra Luce che non sian le stelle
    e trasforma il vivere

    in un favoloso romanzo a puntate
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 maggio alle ore 20:45
    Dio ci ha creato per amarci

    Nella capacità
    di ricreare momenti magici

    viver l'intuizione
    che ogni uomo ha i suoi sogni

    e con essi i suoi legami infiniti

    E giù inquietudini e tormenti
    nel raccontar la propria storia

    in quel voler bene un mondo
    con tutti gli schemi saltati

    nella cosciente incoscienza
    di persone ritrovatesi sole

    e perseguitate da fermenti
    di contestazioni nè vecchie nè giovani

    a violare le armonie

    e indicar loro la strada per perdersi
    e far del male a se stessi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 maggio alle ore 20:43
    Il sacrificio di un padre

    Passavo

    così per caso

    e t'ho visto là
    davanti al pericolo

    incurante
    delle critiche del mondo

    D'altronde

    che ne sanno "gli altri"
    se tua figlia è "instabile"

    se in un attimo

    ha preso quelle chiavi
    e ha messo in moto

    E tu padre

    coraggioso e amorevole

    ti sei messo davanti
    per non farla andare

    pregandola

    e pregando il tuo Dio
    di farla desistere

    finchè un angelo in camice bianco
    ha fatto la Sua volontà

    Mentre io

    che avevo capito tutto
    fibrillavo d'emozioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 maggio alle ore 20:40
    Il mio vivere folle e pauroso

    Ritrovo in me
    il gusto sovrano per i sogni

    scaltrezze della follia
    del mio criterio esistenziale

    Io

    artefice del mio immaginario

    dove vivono i pensieri
    che mi piacciono di più

    abbracciati alla paura che fa ammutolire

    che mette in dubbio anche la loro bontà
    quando vogliono aiutare l'anima a realizzarsi

    e che mi fan capire
    che si può vivere da poeti

    e esaltare continuamente
    la passione per le persone

    per i poveri per gli ultimi

    Là io vigliacco
    trovo il mio luogo di beatitudine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:38
    Perchè io "destrierodoc"

    Consuetudini
    nate con l'uomo
    a obbedire al destino
    e che restano
    in compagnia dell'anonimato
    nella spiacevole volontà
    di non lasciar tracce
    E metto accanto l'originale
    per dire al mondo chi sono io
    senza motivo di nascondermi
    per metter la mia faccia
    in fronte alle malvagità
    a guidare le mie trame
    e far splendere
    alla luce della ribalta
    la mia passione
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:36
    Ogni vento prosegue la sua corsa

    Ogni vento prosegue la sua corsa
    lasciando dietro di sè...il silenzio

    A volte

    mi sento orfano
    dei miei primi pensieri

    compagni d'una giovinezza
    per niente andata

    ancor di più

    quando le nuove
    e più giovani idee

    sprofondano
    in crescenti angosce

    perchè ossessionate
    da quel ricordo

    Oppure quando quel ricordo

    incombe come un fantasma
    su di loro che ne hanno preso il posto

    e combattono ogni attimo
    contro quelle antiche ombre

    a rappresentare la mia esistenza
    passionale volitiva empatica

    E esagitate da quelle agitazioni

    furibonde

    creano scompiglio alla mente
    intimandole la resa
    .
    Cesare Moceo destrierodoc
    Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 16:54
    Aspetto te.

    Aspetto te
    a risvegliare la mia vera essenza
    impassibile sotto veli di emozioni impolverate
    come lenzuola su mobili da proteggere.
    Ogni tanto provo a scuoterle per noia:
    c’è chi lascia il gusto asciutto
    di un attrito anonimo e fastidioso
    dentro il cuore e dentro il corpo.

    Allora apro a caso, uno ad uno,
    i cassetti di un’intimità curiosa
    per ammazzare questo prezioso tempo
    tra un sogno e l’altro, tra la notte e il giorno.

    Un’azione imprevedibile e casuale
    sempre così sterile e meccanica,
    svogliatamente innaturale,
    insopportabilmente statica.

    Le confido ad un foglio bianco
    e forse le leggerai distratto
    queste mie parole taciute, 
    perché non puoi immaginare che
    aspetto te
    a bagnare questo torpore insofferente
    come pioggia fresca sull’asfalto bollente.

  • 08 maggio alle ore 8:30
    Attendo il mio vento

    Questa è tutta per Cristina Mencarelli...grande scrittrice e donna di eccelse qualità Attendo...il mio vento Il mio futuro inizia ogni giorno al risveglio dai sogni nel piacere d'inventare il mio agio con la vita Emozioni primitive d'ispirazione tribale m'assalgono immediate e mi portano di la' nel mio mondo diverso lontano dove colori iridescenti illuminano la mente e rendono incantevoli i pensieri e le loro infinite sfumature E trovo la' quello che non ho e faccio la' quello il desiderio m'impone fermo con le ali spiegate in attesa del volo in attesa del vento . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 07 maggio alle ore 20:09
    Acqua sui sassi (acrostico)

    Acqua lenta sui sassi 
    cola in cristalli
    quantità indecifrabile
    unita al soffio dell’aria
    antica fuga 
    senso del poi e
    ubiquità degli istanti
    inarrestabile
    scia 
    ancestrale la tua
    sonorità 
    sottovoce
    in eterno andare

  • 07 maggio alle ore 9:04
    I Libri per il Maggio dei Libri

    Libro errante

    Di me che cerco un sentiero dritto e sconosciuto
    nella mia radice di niente.
    Toccare da qualche parte la parola prima,
    rannicchiata nel fango purpureo,
    fra voci fosche e luci sfuse,
    tra gli alberi cinerini del tempo che assorda.
    Voce argentata di luna nuova,
    voce di figlio e di padre.
    Labbra traslucide, assetate dell’oscura fonte dritta,
    smarrita nella vasta nebbia immemoriale.
    Scendono verso il sud le colombe timorose d’oscurità.
     
    EL Libro Errante

    Busco la senda derecha, desconocida
    en mi raíz de nada.
    Tocar desde alguna parte la palabra primera,
    agazapada en el lodo purpúreo,
    entre las voces hoscas y las luces derretidas,
    entre los árboles cenicientos del tiempo que ahoga.
    Voz-plata de luna primera.
    Voz de hijo y de padre,
    labios traslúcidos, sedientos hacia la oscura fuente
    erguida,
    extraviada en la vasta niebla inmemorial.
    Descienden hacia el sur las palomas temerosas de
    oscuridad.
     

  • 06 maggio alle ore 0:15
    Il corpo docile al mattino

    Il corpo docile al mattino
    vorrebbe, non sa avversare
    la sua docilità 
    ombra intagliata dai coltelli 
    di una coperta rude, lampada 
    vuota d’anima. La bella nuvola, spezzata.
    S’infila stretto nelle calze, soffoca
    il nudo dentro, adagio 
    temendo il laccio della luce.
    Infila e stringe, voci d’estranei a sé
    da labirinti a bracci violamaro.

    Immagino le vene concave 
    in una cesta a respirare 
    ossigeno nativo: scende
    l’uccello dall’ala azzurra 
    a separare il greve
    -quasi ne muoio di sollievo
    di là dai frangiventi, incontro
    di fuscelli e solchi d’aria.