username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 17 giugno 2017 alle ore 0:41
    Giugno (due haiku in acrostico)

    grata d’organza
    imperla il muricciolo
    un gelsomino

    ghermisce l'indaco
    nutrendo l'acre afflato
    osmosi d’etere

  • 16 giugno 2017 alle ore 21:30
    Vieni, prendimi

    Gravato dalle fatiche
    e dalla disperazione
    prego il mio Cristo d'assistermi
    in questi miei giorni d'inferno
    E sorrido amaro
    pensando alla blasfemia
    del mio pensiero
    unica fede e certezza
    del mio esistere
    e alibi inattaccabile
    delle mie sconfitte
    Nè mi rallegrano più
    i momenti di catarsi
    scaturite da epiche parole
    pronunciate nello strazio
    di un tempo che non tornerà più
    .
    Cesare Moceo @
    tutti i diritti riservati
     

  • 16 giugno 2017 alle ore 21:20
    Fenomeni senza tempo

    Profezie inascoltate

    rimaste intrappolate
    nei gorghi delle intenzioni

    si muovono usate e abusate
    dalla scaltrezza degli uomini

    affossando nella rumorosa realtà
    che unisce e disunisce

    E siamo ognuno
    a presentare la nostra Luce

    nella dissoluzione del suo calore

    in un gioco di riflessi e di ombre
    che solo lui capisce

    tocchi tremuli e vibranti

    guizzanti negli sguardi sfuggevoli
    degli occhi apparentemente distratti

    a esprimere la loro realtà
    mutevole e artefatta
    .
    [email protected]
    tutti i diritti riservati

  • 16 giugno 2017 alle ore 5:38
    Treni (acrostico)

    Tu fiammata di mia vita
    Resti spesso sola, non ti neghi
    E saresti altrove e altrove è dentro
    Non c'è fine a quest'arte che si fuma il tempo
    Il cielo astratto si accomoda nelle vesti, mi consuma

  • 15 giugno 2017 alle ore 22:19
    In piena al barbaglìo d'iride azzurra

    In piena al barbaglìo d'iride azzurra
    trabocca la tua luce oltre la sponda
    disseta i campi con un balzo d'onda
    e un trillo lene ai petali sussurra.
     
    Ma se la nebbia cresce e s’allontana
    il viso tuo che la mia fronte incava
    mi scotta come terra sotto lava
    l’attesa al buio tra la rena in chiana.
     
    Se non è amore che d’aurora estasia
    e mucido s’ammorba nel declino
    solo furore per antonomasia
    s’adorna ritto dallo specchio chino.
     
    Tu sola chiave sei di quel lucchetto
    sì che ritorni l’acqua nel suo letto.

     

  • 15 giugno 2017 alle ore 21:29
    Le mie notti

    Nugoli di scintille passano vorticosi
    in questi notti calde e stellate
    a rischiarare il buio dei pensieri
    I miei passi strascicati
    bagnati dal brontolìo delle onde
    si trascinano stancamente sulla riva
    uno dietro l'altro nell'oscurità
    librati in quello spazio
    a intrappolare
    la monotonia del mio vivere
    Ondate di calore mi travolgono
    nella sofferenza che fiacca l'insonnia
    e disperde gli attimi d'orgoglio
    che gli occhi implorano
    al cielo e alla luna
    i cui raggi traversano le stelle
    a canzonare la mia intimità
    con bagliori lucenti
    sensi incantati
    a alonare risvegli di memorie 
    e invitare a sogni splendenti
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 giugno 2017 alle ore 21:30
    E la vita cola via

    Lampade di luce fioca sibilano
    appese ai bisogni delle coscienze...odori d'ansie

    che attraversano il cuore
    e le sue cicatrici

    ancora sanguinanti
    nei salti da rospi che le consumano

    Trufoli di tormenti

    pizzicanti come fossero
    pungenti aghi

    bizzarrie a intonare nenie di dolori

    nel ritmo dei passi pesanti

    intrecciati al respiro greve
    di uomini stanchi della vita

    delusi d'aver toccato il fondo
    del loro vuoto infinito

    e tesi a reagire con spietati
    sensi d'umorismo

    alla disperazione che li avvolge

  • 14 giugno 2017 alle ore 12:09
    Il Privilegio

     
     
    La notte
    Solo nel buio
    Respiro con Dio
     
    Governo i miei sogni
    E depuro la mia anima
     
    Desumo di tenere
    Il privilegio di un angelo
     
    Devolvo ai meno fortunati
    Quello che il divino mi dà
    In questo mondo crudele.
     
     
     

  • 14 giugno 2017 alle ore 8:15
    La via della cultura

    Ovunque tu vada
    troverai un universo in vista.
    La trama del sapere cattura nuovi semi
    fiorisce in arte e scienza
    supera le attese
    vince l’ignoto.
    Il racconto da vergare non avrà fine
    sarà proclama di libertà
    voglia di agire senza timori:
    siamo albe sotterranee
    pronte ad aprirsi al sole,
    armi pacifiche laddove
    qualche potere subdolo
    penserà di aver già vinto.
    I ragazzi dei villaggi
    li abbiamo visti correre
    verso i lampioni delle città lontane
    per studiare a sera
    e non restare poveri
    di cultura.

  • 13 giugno 2017 alle ore 21:25
    Noi, tutti figli dell'umiltà

    Parlo

    e brucio nell'anima
    le mille necessità che sento di dire

    a Voi che ci avvicinate per aiuto

    e agendo con la morte addosso
    aspirate a divenir angeli

    e distribuire esche all'eresia

    E non v'accorgete

    ingannevoli e carezzevoli come siete

    della sporcizia dei vostri peccati

    rinchiusi nell'anima certa di dover perire in se stessa

    e regalati all'illusione che ingombra i cuori

    dove vive anch'essa affamata
    un'altra umanità

    Né mostrate i guadagni di questa inutile gloria

    sicura della fine a cui dovrà soggiacere
    con il corpo

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 13 giugno 2017 alle ore 13:37
    Diramarsi

    Trama
    che tende trama
    risacca d'aria in cui 
    intrecciare i capelli.
    Sfinge 
    tutta l'oscurità:
    lo sterno
    si adagia lento
    al diaframma.
    Bisbiglia, poco più
    di un cardine eroso
    -poco meno di un'ala
    palpitante.

  • 13 giugno 2017 alle ore 13:07
    Divina sei tu, natura bella

    Divina sei tu, natura bella.
     
    Aureo mare di ondulanti spighe,
    fulgente stella, di cui m’indoro,
    mentre io miro le rose screziate
     di voi sento il profumo dell’estate
    e la melodia del fruscio sonoro
    delle reste che fan le danze gighe.
     
    Musica, spettacolo e natura
    ossigenano la mente e il cuore;
    m’ispirano la poesia più pura
    mentre miro il sito incantatore,
     
    che le affilate falci e rutilanti
    presto deporranno al suolo
    a mannelle e poi a gran covoni,
    che a breve equini ansimanti
    dall’aurora al chiù dell’assiolo,
     scalpitanti ed al villano proni,
     
    priveranno le spighe del grano
    e il contadino col favor del vento
    della pula e della fulva paglia.
    Così vien fuor il pane quotidiano
    a fatica e con qualche tormento
    di chi braccio e mente travaglia
     
    per nutrire anche i malviventi.
    Divina sei tu, bella natura,
    sei la migliore banca della terra:
    noi seminiamo con sudati stenti
    e tu poi restituisci a dismisura
    ciò che l’uomo pone sottoterra.
     
    Dal mio libro "Brio e Malinconia" 

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:29
    Lodi e vergogne dell'interiorità (1981)

    Imbroglione impastato di bugie

    a lanciare sfide spavalde
    su bianchi e nudi fogli

    compagni di pene e tormenti

    e sentimenti e trite parole

    nella convivenza dei giorni
    che invadono l'anima

    stanca di diverse nature

    a recitare le sue lodi
    al di là d'ogni convenienza

    E non mi vergogno
    di dirmi poeta

    o come tu vuoi
    scribacchino dell'anima

    nel godimento d'esprimere
    la miglior coscienza

    a custodirmi nel passato
    e ancor di più nel futuro

    Nell'attesa di vedermi sparire

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:28
    L'invidia

    Alla mia età
    aspersa d'imminente
    e infame vecchiaia
    godo di credito e protezione
    dalle ombre fredde della gelosia
    che avvolte di tristezza s'insinuano
    nei dolci raggi del mio tramonto
    Insidie a aleggiare nell'aria
    e nascondere putridi vezzi
    di uomini e donne
    in guerra con il loro vivere
    Dispetti e maliziose ambizioni
    a gioire in odi e offese
    di volti tirati in maligni sorrisi
    che cercano la pietà
    al crepuscolo delle sere
    e la grazia per concedere
    gli attimi dell'eterno riposo
    a quei loro derelitti simulacri
    .
    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:25
    Penoso successo

    Incline a vincere le mie battaglie

    remo in silenzio
    nei tragitti d'andata e ritorno dall'anima

    Perciato nei sentimenti

    spremo ogni desiderio
    suggendone il nettare

    elisir di lunga vita delle emozioni

    Là ritrovo il gusto
    d'introdurmi ancora in me

    tra passioni frantumate
    e detriti di sensi

    in lacerti di sensazioni

    lontane da ambizioni
    di sacralità e rivelazione

    in un confronto sottinteso
    tra le mie concordanze

    soddisfatto perché le nebbie dell'Oblio
    non mi hanno ancora inghiottito

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:10
    Gocce di un volto... inviso

    Non createvi alcun obbligo per me
    ma per voi stessi

    fate e agite senza soste

    perché il far niente seppur dolce
    indebolisce la mente e il corpo

    accorcia la gioventù e affretta la vecchiaia

    E comunque

    evitate di spendere parole in mio favore

    poiché io voglio
    vorrò essere e sarò per la gente

    solo ciò che avrò meritato di essere

    e quando e se la natura

    nell'avversità a se stessa

    soffiera' sabbia di mare dalle montagne

    allora potrò dire d'esser stato "qualcuno" o "qualcosa"

    perché una cosa è raccontare favole ai bambini

    e altro è scrivere la storia

    E questo mi è vietato dal cuore.

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:07
    Amori sotto la balaustra

    E godevamo avviando l'anima
    verso i sentieri infiniti dei sogni
    a farli divenire realtà
    nei discorsi del poi invernale
    racconti da bar 900 di amori lascivi
    germogliati nella dissolutezza della gioventù
    celata dietro falsa ingenuità
    e nei virtuosismi svelati
    nella perversione appassionata
    sotto i raggi tremuli della luna
    con le onde del mare
    a irradiarne l'immagine riflessa

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:05
    Ogni mattino

    Gioisco a guardare il cielo e le sue nuvolaglie

    e il suo fulgore scintillante e quieto
    che m'attraversa la mente

    E parlo con Dio

    nei gemiti che abbelliscono l'anima
    e rallegrano il cuore

    nella brezza che soffia felice e leggera
    sotto i raggi ancora tiepidi del sole

    e carezza la mente e i pensieri

    dolci nel loro calore

    a avvolgermi in pacifici orgasmi
    e nutrirmi di essi

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:02
    Lo splendore di un'ombra

    L'ombra del mio nome

    esala aspra
    dagli odori del mio dire

    Versi puerili

    sussurrati nel vuoto

    contemplano quanto più
    il loro suggestivo destino

    in soffi leggeri

    che nel fatale racconto

    aleggiano la vita
    in favore della morte

    E labbra pietose d'amari sorrisi
    reciteranno quell'ombra

    mentre orecchie infelici
    accostate ai sussurri

    udranno le inutili speranze

    di sguardi colmi di tristezze
    che offrono lacrime al silenzio

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 22:00
    Il volo della speranza

    Speranza che tutto inviti

    e nel tuo dare
    perturbato e commosso

    dispensi e celi

    i raggi del sole che ogni dì
    nasce uguale e diverso

    e rifulgi in te stessa
    d'amore e volontà

    Non lasciarti oscurare dal Nulla

    resta in Noi

    e fai delle tue ali
    continuo rinfresco

    ai nostri cuori
    essiccati dallo scoramento

    e cosparsi di lacrime inaridite
    per Verità confessate e subito distorte

    E nel materno tuo volo

    si disperdano gli affanni

    e le smaniose inquietudini
    che tormentano questi tuoi poveri figli

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 21:58
    Il trionfo della giustizia

    Nel tempo raffermo
    in subdoli istanti

    lingue d'odio si levano

    oltre le pieghe
    dell'anima in fiamme

    Segreti pensieri

    opachi sentimenti finalmente svelati

    sgomitano dentro parole consunte

    in grida imputridite d'invidia e veleno

    e nel tuo volto rugato delle gelosie

    Verrà a cercarti il destino

    a diradar nebbie e confusioni
    e lasciarti con la testa tra le mani

    E dovrai chieder perdono ai tuoi domani
    falciati dal trionfo della giustizia
    .
    cesaremoceo
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 21:56
    Quo pro merito vestrum Caesar appellatus sum

    Fiero e consapevole
    della mia libertà comparesca e rumorosa

    ho attaccato ai chiodi del passato

    il vuoto dei tamburi
    che hanno stordito la mia gioventù

    Non ho più noia

    né più la sente la mia anima

    degli urli che la vita
    ancor mi vuol dare

    nella verità delle assenze
    nate dalla sincerità dei sentimenti

    Volteggio adesso

    colomba felice tra aquile voraci

    dentro porti sicuri di rime e di pace

    con la natura incaricata
    di raccattare i versi persi per strada

    e far di questi ulteriori emozioni

    affetti nobili e generosi
    a sfidare inquietudini e malinconie

    e l'incedere del tempo

    Cesare Moceo © ®

  • 12 giugno 2017 alle ore 21:54
    L'ombra e la felicità

    Saltellante sul mare,
    il tuo sguardo volge
    su gocce che specchiano l'azzurro,
    su labili candide nubi
    che si rincorrono
    in un ritornello di valzer,
    tessendo
    l'eterno dialogo nel cielo.
    Un'onda di gabbiani
    stridenti d'allegria e di gioia
    vola tra le acque
    che odorano di sale,
    a ricordare infinite illusioni.
    Volgi felice lo sguardo altrove
    con gli occhi
    che cercano all'orizzonte
    carezze sensuali
    nell'ombra distesa sulla spiaggia
    a eccitare la fantasia,
    con le emozioni che si spengono
    tra le labbra dischiuse,
    mentre il cuore impazza
    e il corpo esulta di piacere.
    E il sole splende a irradiare
    e gridare la sua voglia di esserci
    in questo etereo equilibrio,
    mentre lontano scorre la felicità
    con i suoi splendidi colori

  • 12 giugno 2017 alle ore 21:52
    Mareluna village

    Farfalle dai colori sgargianti
    su piume di velluto e cristalli

    svolazzano in giorni di dolce vita

    impazienti d'emozioni e sopraffatte dalla passione

    Dorme nel caldo meriggio il villaggio

    e l'acque calme della vivacita' puerile

    nell'aria assopita

    chiamano i corpi al riposo

    Protagonisti dei giorni

    viviamo i nostri attimi d'oro
    nella felicità che c'assale

    e nel desio d'aulenti e calde sere

    quando gioventù allegra
    allieta e intenerisce i cuori

    intra l'infantile e il malizioso
    chiaror di luna

    nei suoi raggi sempre uguali
    d'audaci follie

    E la vita va

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno 2017 alle ore 18:40
    Squarcio di buio

    Squarcio di buio
    parto di noi stessi
    forma flessa del “distesi accanto”.
    Rampicanti d’amore
    sui muri perversi dei giardini
    rimenando sospiri
    da bottoni gonfi di contrasti
    storie di fermenti
    d’acqua e terra, fuoco e aria.
    Ancora giorni di pioggia
    ore di radici che camminano
    zolle riverse
    semi aperti e nati
    nominati e colti
    divisi in due, moltiplicati
    per ripiantarli
    mai disseminare a vuoto.
    Baci all’ennesimo estremo,
    come il primo
    e tutti da sommare.