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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 giugno 2017 alle ore 22:30
    Grido nel buio

    Vestito di chiarore 
    precipita la notte come in gola 
    a un'onda che si torce.

    Fragile buio il grido 
    dall'eco acuta insorto lì dal borgo 
    infrange il tuo cristallo.

  • 05 giugno 2017 alle ore 22:28
    È musica il tuo corpo

    E’ musica il tuo corpo
    disegna spazio fluido, sorriso
    armonico continua senza sosta
    e quasi senza fine
    s’accende l’occhio ai passi sulle note.
     
    E’ musica il tuo corpo
    che danza con la fune
    volteggia, salta e atterra nella corsa
    s’avvita e poi s’afferra, poi l’abbraccio
    ti pare senza sforzo.

  • 05 giugno 2017 alle ore 21:23
    Senryu

    L'amore eterno
    E' questa la dedica
    Io t'amo qui e ora

  • 05 giugno 2017 alle ore 21:04
    Senryu

    E' triste l'addio
    Si cerca tra i ricordi
    l'attimo eterno

  • 05 giugno 2017 alle ore 18:50

    - LE DONNE FORTI -
    Hanno un'anima impregnata di coraggio le donne forti. Nessuna di loro è nata così, ma la vita le ha addestrate assieme ad altre migliaia di arruolate. Non tutte hanno vinto la battaglia, molte si sono perse per strada, alcune si sono arrese e tante ancora stanno lottando. Le donne forti non hanno paura di sbagliare, sanno perfettamente che arricchisce di più uno sbaglio che lascia esperienza e insegnamento, di quanto possa renderle migliori un rimpianto codardo. Le donne forti non hanno paura di mostrare le lacrime, nemmeno di fronte a chi le ha scaturite. Sanno conservare umiltà e fragilità, perché sono consapevoli che queste due qualità non le farà mai nutrire il loro animo con invidia e cattiveria. Le donne forti hanno pianto più delle altre, nessuno le ha regalato niente credetemi... Si sono conquistate un titolo da "Guerriere" con il loro stesso sudore e il loro stesso sangue. Le donne forti spesso vengono evitate, troppo difficili da comprendere, da gestire e in pochi sono capaci di tener loro testa. Non raccontano di sé... Loro semplicemente sono. Non parlano molto... Loro dignitosamente dimostrano. Le donne forti sono orgogliose al punto giusto, senza superbia, senza malizia e hanno un andamento che viaggia a passo deciso. Le donne forti non si accontentano, sono a conoscenza del loro valore. Non si fermeranno mai dove non è apprezzato, dove vengono sminuite, usate o schiacciate dall'ignoranza. Le donne forti profumano di dignità più di chiunque altro al mondo!

  • 05 giugno 2017 alle ore 15:35
    Lasciarsi al sé

    Eppure oggi
    voglio distendermi sulla roccia.
    Giuro di aver sublimato me stessa
    oltre il delirio delle misurazioni.
    Di ogni logica ho salvato 
    la diffidenza per gli specchi.

    Sembrava una sciocchezza
    annullare screpolature
    veemenza e distruzioni.

  • 05 giugno 2017 alle ore 13:08
    Rottami

    Seduto
    sopra un ceppo di rottami,
    osservo l'onda
    che si rompe sugli indugi,
    deflagrazione di sorrisi
    ad annientare odio 
    e antiche rabbie. 
    E sperpero 
    gli ultimi spiccioli di bile
    in inutili cazzate,
    sgoccioli scampati
    al reato contro un patrimonio
    non più mio.

  • 05 giugno 2017 alle ore 2:45
    Visione

    Sibila il vento
    nell'aria
    mentre si scatena
    la bufera,
    che si contorce 
    in un gorgo infernale.
    I Dragoni di Smeraldo
    si scagliano
    nel cielo
    con il portamento dei Re
    e la fierezza dei
    Serpenti.

    La seguente poesia è ispirata a un aneddoto legato a una pittura che ha descritto perfettamente le angosce e i profondi cambiamenti che stavano per accedere nella Cina Imperiale.
    "Dragoni che combattono i vortici nel cielo": Nata dalla visione che ha avuto il pittore, il quale sognò di vedere dei dragoni (in Cina sono simbolo del potere e della forza) intenti ad affrontare dei terribili gorghi nel cielo, questo dipinto rifletteva i timori per l'invasione della Cina da parte dei Mongoli campeggiati da Kublai Khan, nipote del celebre Gengis Khan, che divenne fondatore del primo Impero Cinese della Dinasta Yuan nel 1271.

  • 04 giugno 2017 alle ore 17:22
    C'è un treno...

    C'è un treno che va lontano dal cuore.
    Si sposta e raggiunge posti inesplorati e meravigliosi, in cui, a volte, la ragione non può arrivare.
    Fa dei giri strani, imperfetti, superficiali,
    ma arriva imperterrito ovunque l'anima voglia andare.
    Percorre strade sconosciute, impervie, quasi irraggiungibili,
    finché sa che troverà un luogo sicuro, in cui poter riporre il suo cuore affaticato

  • 04 giugno 2017 alle ore 17:20
    La tua assenza

    La tua assenza mi soffoca.
    Non respiro.
    Manca l'aria.
    Non è possibile vivere senza te.
    Ho bene in mente le tue labbra.
    Rivedo i tuoi occhi.
    Ricordo il tuo tocco.

    La tua assenza fa male.
    È un colpo al cuore.
    È dolore.
    È smarrimento.
    È il pensiero assordante e irremovibile.

    La tua assenza sono io, che non riuscirò mai a fare a meno di te

  • 04 giugno 2017 alle ore 17:19
    Un gioco...

    Un gioco di memoria, i tuoi occhi nei miei.
    Un gioco pericoloso, che riporta alla mente, pensieri maliziosi e indimenticabili.
    Un gioco che ci trasportava in un mondo in cui i nostri respiri si confondevano per diventare uno solo.
    Un gioco di passione pura, che ci guidava attraverso sensazioni dal gusto indescrivibile.
    Sapori.
    Odori.
    Sensazioni.
    Unico gioco di sentimenti che rubano all'anima un sospiro d'amore.

  • 04 giugno 2017 alle ore 17:14
    Notturno

    Notturno
    il mio verso
    traduce l'insonnia
    in una tela con trame colorate
    È la storia di un amore
    Di una danza tra la gente
    Del nostro canto all'universo
    Hai bussato alla mia anima
    nel mentre io sognavo
    Ora sei qui con me
    Sei il mio verso notturno

  • 04 giugno 2017 alle ore 11:11
    E l'indistinto vive

    Per noi che non viviamo laghi
    cresciuti all'esercizio della ruggine
    dietro metalli a chiusa
    d’intonaci crepati senza luce.
     
    Per noi che non scaliamo vette
    frustati sulla rotta di declivi
    un palmo sopra il mare
    riarsi come sale sulle piaghe.
     
    Per noi che non miriamo podi
    lasciati a ruminare in slarghi d’ombra
    trai fiori calpestati
    alla contesa di sbandite scaglie.
     
    Per noi riparo è il buio, letto
    la notte che si scioglie in mille rive
    e poi l’alba che tarda
    a evidenziare – e l’indistinto vive.

  • 04 giugno 2017 alle ore 10:29
    Vaghe Emozioni

     
     
    Ho letto un libro
    Di un grande autore
    E sono rimasto deluso
     
    Ho letto un libro
    Di un piccolo autore
    E mi è tanto piaciuto
     
    L'idea fuori dal tempo
    La speranza nella luce
    Il mistero dell'ignoto
     
    Turbamento
    Inquietudine
    Fantasia
     
    Sono frutti del cuore
    Più che del cervello
    Di un titano della penna
     
    I fatti della vita
    Si cantano per magia
    Senza tanta vanità.
     
     

     

  • 04 giugno 2017 alle ore 8:07
    Ieri non ti ho visto

    Ieri non ti ho visto, ma
    permanevi a campire
    luminose distese.
    Sola e viva, ho vissuto di te
    immagini mentali di cancelli.
    Il sole mi ha irrorata di odori. Di piuma.
    Eri soffio alla nuca, eri nelle gambe morbide.
    Altalena di parole, lampo di silenzio.
    Un’ora sull'altra delle ciglia.
    Sul tardi ho chiuso il grembo,
    vi ho rannicchiato intorno
    le tue braccia possenti.

  • 03 giugno 2017 alle ore 22:48
    Haiku

    Calice rosso
    Una sera di giugno
    Desidero te

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:50
    Sognavo

    Sognavo un finale diverso Vado incontro al deserto tra dune scoscese e silenzi freudiani polisindeti pensieri d'amori sfiniti e di gloria dispersa s'affacciano al cuore ormai senza respiro mentre panismi di lacrime m'accarezzano la mente e le sue assurde follie sotto nuvole strane nere d'acida pioggia e prive di stile E mancano già le parole e i versi perduti anch'essi nel far della vita al pensiero che tutto è passato che tutto è finito sommerso nell'anima tempestata d'affaccendati tormenti E scuoto dolente le ombre ammalianti di un mondo che e' stato nel tempo che fu

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:47
    Io sono l'amore

    Io sono l'Amore Ancor non so tutto di me ma conosco molto di Voi Siete come temporali aggrovigliati nell'anima con l'angoscia d'esistere tra fulmini e saette e rendere al mondo finti severi vittimismi E là tra pensieri che vengono e vanno dalla mente al cuore o al dipanare dove intricate mannelle divengono merci di scambio e gli uomini ultimi chiodi della vostra carrozza umilmente io vivo E scrivo nella dolcezza che proviene dal nulla e n ogni gioia partorita dal cuore "con i pensieri a farsi più puri dove più turpe è la via" Del vostro odio non ho che farne io sono l'Amore Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:43
    Non so più come dirlo

    Non so più come dirlo...e fatelo vostro questo messaggio... Oppongo le memorie del passato ai tormenti del mio adesso a protegger la dignità minacciata dall'incombenza E resisto a incerte sublimità disincarnate addobbandomi con merlature d'onore e di alti valori a far fronte all'irrazionalità devastante delle guerre interiori e al loro inesorabile appropinquarsi nascosto nel privilegio delle bontà d'animo e delle purezze del cuore E così con la dignità protetta chiudo ogni varco d'accesso alla corruzione di questo infame vivere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:41
    Io scrivo

    Io scrivo(dedicata al mio amico Aran Lukas) Esposti agli sberleffi e agli scherni del mondo che giudica deride e offende non han più coscienza turbamenti e scompensi che s'insinuano nella mia identità e nel mio dire sociale Io non chiudero' i miei versi dentro scatole d'arte contraffatte in confezioni regalo pronte alla vendita occasionale Né m'interessa che qualcuno possa vestirsi d'ipocrito conformismo per compiacersi dello spettacolo che offro e condannarmi alle spalle in questo mio innocente peccato Io scrivo . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:35
    La luce fievole della luna

    La luce fievole della luna Me ne sto disteso sull'erba del mio giardino con gli occhi a peregrinare su e giu lungo il mio corpo logoro di passioni a chiedermi se avessi potuto meritare qualcosa in più da questa vita E mi sento come un remo caduto nel mare a galleggiare rivoltato in balia di onde impetuose a nascondere le privazioni senza reagire alla severità di quei flutti e lasciarmi scivolare buono e affettuoso nelle pulsazioni più intime che pervadono l'anima col piacere d'ammansire le frustrazioni della vita Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:32
    Sabato sera

    Vi propongo un'altra poesiucola della mia adolescenza dalla quale si evince il mio voler essere...anacoreta... È sabato sera (1969) Violente e peccaminose vitalità vedo convivere con innocenti purezze compagne di consapevoli elegie slegate dal Cielo E me ne distacco a godere dello splendore della Luna della sua luce dolce e mistica che infonde luminosità interiori e sentimenti di pace e di pensieri penetrati d'amati silenzi Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:28
    E vivrò ancora

    E vivrò ancora Ripiego nella mia dimensione d'uomo vissuto rifugiandomi nei dolori patiti E amarli riamato in desideri di stranezze sofferenze e piaceri inviti sereni del sangue ipocrite inesorabilita' volute a risarcirmi di calore E vivrò ancora... per vedere il mio lavoro ben fatto Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:25
    Grandi donne

    Grandi donne del mio paese Compagno d'usuali sensi sono stato nei contrasti d'amore e d'odio d'attrazioni e di paure con i quali ho sublimato i miei attimi di vita interiore nel riscatto alla miseria e allo squallore della mia infanzia di tristezze E continuo ora il mio romanzo intriso di nevrotiche tenerezze e dolci aggressività insieme con Te Paese mio con le tue albe e i tuoi tramonti che gli occhi dolci delle tue figlie più sensibili nei fuggevoli istanti orditi dalla storia rendono immortali E in Te e con Loro io vivo Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 13:13

    Se la mia vita fosse un libro, porterebbe un titolo "Fantasma". Perché sono stato molto spesso il "Fantasma" nella vita di qualcuno. Ero qualcuno che teneva ad esserci, qualcuno che amava e voleva bene incondizionatamente, ma che restava come invisibile e invisibile era il suo amore, il suo dolore, le sue lacrime e la sua presenza. Se la mia vita fosse un libro avrebbe pagine piene di buoni propositi intrisi di sogni e speranza. Parole sbiadite perché scritte su pagine bagnate di lacrime. Se la mia vita fosse un libro probabilmente sarebbe uno di quei libri dove mancherebbe il finale, perché non può esserci una fine dove niente ha mai avuto inizio. Troppe volte sono stato osservato e giudicato per la mia "Copertina", ma poi sono rimasto su uno scaffale, su un banale comodino, in un comune cassetto o su una mensola di una qualunque vita immersa di superficialità. Non sono stato scelto per essere letto nella mia totale completezza, ma scartato per la difficoltà che i miei pensieri dimostrano, per la durezza della mia "Trama" e per quel mio essere forte, talmente duro da non far trapelare alcun tipo di fragilità. Se la mia vita fosse un libro saprebbero leggerlo soltanto coloro che hanno dato e non ricevuto, che si sono incattiviti con se stessi più di quanto lo abbiano fatto con gli altri, perché imparare ad essere "Duri" era l'unico modo per non morire più. Saprebbero leggerlo soltanto coloro che sanno cosa porta credere fino in fondo in qualcosa, che sanno come cambia una persona quando crede fino in fondo in qualcuno o in qualcosa e poi non solo perde ciò in cui credeva, ma sul sentiero percorso lascia anche pezzi di se stesso. Se la mia vita fosse un libro avrebbe le pagine bianche per tutti coloro che non sanno leggere oltre. Avrebbe pagine sfuocate per chi nella vita vede solo ciò che "Luccica"... Non capendo che spesso sotto la polvere regna la vera ricchezza! Se la mia vita fosse un libro, forse non vorrei leggerlo nemmeno IO!