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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 giugno 2017 alle ore 1:12
    La collina

    Già la collina si scompiglia
    offrendo fianchi di luce 
    mentre clavicole si tendono 
    a spigare respiri - delle notti 
    immaginate, alle falde del rosso

  • 02 giugno 2017 alle ore 12:52

    Lo so che sono un incontenibile casino. Uno di quei "Casini" non gestibili, non manovrabili e per niente comprensibili. Io sono quello che sento in ogni sua forma. Posso essere vento che spazza via il negativo che gli lasci dentro. Pioggia che può lavare ogni parola e gesto che non sente di meritare. Sono il sole che può illuminarti di allegria e spontaneità. Sono le nuvole per chi non voglio troppo vicino e cielo azzurro per chi amo. sono il silenzio per chi non merita e infinito sentimento per chi si è guadagnato il mio rispetto e la mia stima. Si! Sono un fottuto caos, ma credetemi da me non sentirete e non riceverete mai qualcosa che non sia passato dalla mia mente o dal mio cuore. Da me avrete solo ciò che sono realmente... Se cosa bella o brutta dipende solo da chi ho di fronte... Purtroppo io non regalo niente.

  • 02 giugno 2017 alle ore 12:15

    Non mi piacciono le persone che si lamentano continuamente di ogni cosa, anche la più stupida. Io vivo momenti pieni di luce e altri li vivo nel buio più totale, ma non amo piangermi addosso. Non catturo l'attenzione altrui per le mie fragilità, ma per i miei punti di forza. Con il tempo, magari ho amato condividere anche il peggio, l'intimo e la totalità di me stesso. Sì, con il tempo l'ho fatto... Con pochissimi, ma l'ho fatto. I miei punti deboli li ho mostrati solo a coloro di cui ero certo, coloro che sapevo mi avrebbero aiutato a farli diventare nuovi punti di forza.

  • 01 giugno 2017 alle ore 14:44
    Giugno (acrostico)

    Glucosi frutescenti 
    In imenei s’involano
    Umide bacche assolvono
    Giochi penduli
    Nel ginepraio di frasche
    Oltremisura l'ossatura è polpa

  • 01 giugno 2017 alle ore 1:48

    Probabilmente dell'amore non ho capito niente. Di questa strana cosa che ti trascina via, ti arricchisce e ti porta in alto per poi privarti non solo di ciò che ti ha donato, ma anche in parte di ciò che eri e ti ritrovi seduta/o a terra, in posti sconosciuti dove non riconosci più nemmeno te stessa/o.

  • 01 giugno 2017 alle ore 1:32

    Ti spaccherai la schiena per andare avanti, ma niente ti ucciderà. Ti spaccherai il cuore per amori dannatamene impossibili, ma anche qui non morirai. Sembra facile detto così, ma attraversarlo un pò meno. Morire, rinascere, sentirsi più forti che mai e capire che non è poi così terribile vivere.

  • 31 maggio 2017 alle ore 20:42
    Dentro i tuoi occhi

    Non c'è un angolo di cielo, in cui tu non ci sia, un minimo spazio non riservato a te.
    Sei dentro il  mio caffè la mattina, sui petali di un fiore, sul ramo di un albero, sul muro di una casa.
    Ti tengo per mano anche quando sei lontano, con un tocco così leggero da essere evanescente.
    Ti trovo dentro la mia anima, così intricata e vasta da sembrare un labirinto, ma ti ritrovo sempre lungo la via.
    Ti vedo, con gli occhi del mio cuore, mentre mi sorridi da lontano, e la tua mancanza sembra svanire.
    E se un giorno dovessi smarrirmi, mi ritroverò dentro i tuoi occhi

  • 31 maggio 2017 alle ore 17:11
    Uomo fortunato

    Pentito non mi son mai
    Di questa mia vita 
    Trascorsa con te
    Contento di te
    Della tua conoscenza
    Rallegrato
    Dalla tua presenza 
    Io uomo fortunato
    Aiutato da Eolo
    Dio dei venti
    Nel cielo spedivo
    Alti i miei pensieri
    Pieni dei tuoi occhi 
    Così vivi e neri
    Dei tuoi capelli
    Così scuri e corvini
    Del tuo radioso sorriso
    Che mi porta ancora
    Più su...nel Paradiso

  • 31 maggio 2017 alle ore 12:22
    La Speranza

                                                                       
     
     
    Dai monti lontani vestiti di bianco
    Ai confini del cielo
    Spira un gelido vento
    Che bacia i seni di un prato
    Prossimo a rinverdirsi.
    Nel mezzo un tratturo ed un casolare
    Che imprigiona i muti sentimenti
    Di un errante pastore.
    La pioggia battente si mescola
    All'umido degli occhi intrisi di pianto
    Dell'uomo vagante dalla mille speranze.
    Il mesto compagno del gregge allo sbando
    Rincorre il crepuscolo
    Per precedere la notte che incute paure.
    Fugge da un gelido cuore
    Nel desiderio di un alito di vento
    Spazzino della malinconia
    Confida nella luna padrona
    Confida nelle stelle messaggere
    E nel calore del sole per avere certezze.
    Nel suo sguardo d'attesa
    Non più notte
    Non più miraggi
    Ma una gioia compagna
    Per guida futura.
     
    12/05/2017 –  “ La speranza ci aiuta nel cammino della vita. “
     

     

  • 31 maggio 2017 alle ore 9:39
    La mia donna

    Viso d’angelo,
    mistero di pensieri.
    Capelli d’inchiostro,
    le mie dita son tinte di nero.
    Non possono fermarsi,
    il richiamo della loro casa
    è insaziabile.
    La mia donna riposa,
    i miei occhi indagatori
    la ripercorrono
    e un quadro melodioso
    prende vita.
    Come una bambina
    si adagia sul mio calore.
    La natura ci culla.
    Il nostro amore ci sorride,
    leggero e soave,
    dai fiori incoronato,
    e si sprigiona
    libero di essere
    ciò che il mondo delle anime
    gli implora.

  • 31 maggio 2017 alle ore 7:02
    Pitture endemiche di te

    Del binario che avanza dal respiro
    il fondo non toccato svola fuori dai muri
    mentre sempre più il fianco
    somiglia a un calco dello spirito
    nel primo scavo d’acqua
     
    in mille rivoli, riflesso di un asintoto
    la chimera dei fili si dipana
    in pitture endemiche di te
    forgia indimostrabile di foce
    più di quanto la voce saprà mai raccontarti.

  • 30 maggio 2017 alle ore 23:28

    Ho una strada ricca di sbagli. 
    Come molti ho giudicato senza sapere, ho dato spazio alla rabbia e deluso alcune persone. Non ho lasciato nulla al caso e niente mi sono perso per strada. Ho un bagaglio prezioso e non lo devo dimenticare. Ho guadagnato tanto, ma tanto ho anche perso e a volte anche me stesso. Il mio viaggio continua, la mia strada non mostra un "Capolinea". Sbaglierò ancora, amerò ancora e mi arrabbierò ancora. Ma la mia valigia di "Esperienze" non conosce la parola "FINE"!

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:48

    Ho una strada ricca di sbagli. 
    Come molti ho giudicato senza sapere, ho dato spazio alla rabbia e deluso alcune persone. Non ho lasciato nulla al caso e niente mi sono perso per strada. Ho un bagaglio prezioso e non lo devo dimenticare. Ho guadagnato tanto, ma tanto ho anche perso e a volte anche me stesso. Il mio viaggio continua, la mia strada non mostra un "Capolinea". Sbaglierò ancora, amerò ancora e mi arrabbierò ancora. Ma la mia valigia di "Esperienze" non conosce la parola "FINE"!

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:25

    Perdonatemi; mi hanno concesso il dono dell'intelligenza. Comprendetemi; mi hanno fatto la grazia di rendermi autonomo. Pazientate; mi hanno reso indipendente e non schiavo! E adesso che lo sapete, ricordatelo ogni volta che pretendete e non date. Ogni volta che parlate e non ascoltate. Ogni volta che giudicate e non conoscete! 

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:22

    Avrai capito che puoi nascondere al mondo lacrime, arrabbiature, tormento e anche gioia, ma non puoi nascondere niente a te stesso. Per tanto ragazzo/a sii quel che sei, qualunque cosa tu sia: sole, pioggia, vento o uragano sii sempre ciò che sei.

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:20

    Forse il mio è un viaggio senza fine, ma sicuramente non senza meta. Condannato per il troppo amore che provo verso la mia indipendenza. Giudicato per quel modo distaccato che rivolgo alla maggior parte del mondo. Apprezzato in modo vero e sincero però... Da quei pochi "Prescelti" che porto con me e dentro me ovunque vado.

  • 30 maggio 2017 alle ore 21:17
    L'addio

    Una chimera nei tuoi occhi saturi
    di vuoto appare in lampo e si dissolve
    quasi un riflesso al buio del binario.
    Ma guance senza pianto m’allontana
    lo spazio che si muove e ancora il fischio
    ai timpani implacabile. Saluto
    dentro, ché non ti guardo scomparire
    solo la pioggia sulle mani in basso
    - tenaglie al finestrino e dentro il cuore.

  • 29 maggio 2017 alle ore 18:30
    Scenografie di carta

    Scenografie di carta

    si reggono

    ai miei polsi stanchi,

    in cui fluisce

    un fuoco ancestrale,

    una passione

    che non vuole finire,

    un sogno d'amore

    che ritorna

    a farmi male.

    Scenografie di carta

    per disegnare altre strade

    ed il proprio reame,

    per non vedere

    il pianto del reale,

    per essere guardate

    prima di sapere.

  • 29 maggio 2017 alle ore 15:22
    Come mi piace...

    Come mi piace...

    ...che ogni momento
    Della tua semplice vita
    Sia sempre e solo 
    Dedicato a me

    ...che sempre mi pensi
    Che il tuo tempo
    Lo spenda solo per me

    ...che la tua mente
    Standomi vicina
    In giorni tanto tristi
    Sia stata buona medicina

    ...che i tuoi pensieri
    Sian sempre miei cari
    E assidui compagni

    ...che il mio cuore
    Di te malato
    Si sia aggravato 
    E mai guarito 

    ...che siamo vicini
    Ancora attaccati
    Come "veri" innamorati

  • 29 maggio 2017 alle ore 14:33
    Su nidi di formiche

    Provo a guardare il cielo
    da questo (mio) pianeta
    popoloso e denso 
    provo acqua e roccia, supina 
    con le vertebre sull’erba molle
    sento nidi di formiche nati dalle briciole
    bocche di magma scaldare e minacciare.
    Il cielo preme sopra e sotto, intorno.
    Vibrano radici sotterranee, aeree, avventizie
    nelle venature umane rosse e blu 
    d’ossigeno e rilascio - rilassamento arcobaleno
    in uno spettro che illumina poi oscura
    puntuale, spaziale.
    La (mia) terra, succosa arancia 
    vitamina vita- nostra
    ospite di pulsazioni e cenere
    agghindata di verde, arte e s- meraviglie
    tutt’una con tutti, metastasi di linfe.
    Come vi viene in mente di non ringraziare
    una volta al giorno, il giorno che la libera 
    dal sonno?

  • 29 maggio 2017 alle ore 14:08
    E se volessi l’ombra per amarti

    E se volessi l’ombra per amarti
    quella di un’ancora di guerra, nera
    ch’è fianco a steli di cannoni arresi
    dove c’è pace per i solchi
    esplosi come archivi
    di luce amara.
    Tu morbida t’affacci lì dal chiostro
    quando ti spettina l’aurora e un soffio
    dagli occhi di rugiada a me è un intorno.
    Dell’antro poi io saturo ogni poro
    ché non s’asciughi al buio il tuo fulgore
    e limo con le mani sino al sangue
    queste pareti ruvide, scintille
    rimbalzino
    dalle pupille in fiamme.

  • 27 maggio 2017 alle ore 13:12

    Non ti hanno dato la vita per restare fermo ad aspettare. Se ti hanno insegnato a camminare è perché una qualunque strada dovrai pur percorrerla. Se ti è stata concessa la parola è perché i tuoi pensieri dovranno pur viaggiare nel mondo. Se la vita ti ha insegnato cosa sia la forza è perché quando capisci che la tua strada è sbagliata e che i tuoi pensieri non sono apprezzati tu abbia la possibilità di voltarti, andartene e cambiarla.

  • 27 maggio 2017 alle ore 13:08

    Tutto è cominciato quando ho iniziato a cercare ciò che mi mancava dentro me e non più negli altri. Quando ho capito che forse per stare bene dovevo cambiare io e non far cambiare situazioni e persone. Tutto ha avuto inizio quando mi sono guardato e ho capito che niente mi mancava per stare bene con me stesso e solo quando ci sarei riuscito avrei potuto trovare negli altri quel qualcosa in più per rendermi migliore.

  • 27 maggio 2017 alle ore 12:58
    Disagi di lontane costole

    disagi di lontane costole
    precisi e densi
    spigoli d’aria
    nel tempo esteso, e mancano lenti
    giorni che stentano
    multipli d'ore
    quanti ne conto
    ilari istanti
    sulle scene di palpito
    tante si stagliano
    in deserto di piaghe
    nelle pieghe non passano
    né colmano
    gemono tinte
    scarichi enzimi
    in striduli punti
    e salgono 
    contro linee di plinti
    lo spazio diviso
     

  • 27 maggio 2017 alle ore 12:34
    Un confine oltrepassato

    Vedevo nei tuoi occhi
    l'amore ormai
    contaminato
    da un confine
    oltrepassato,
    inaridendo
    i fiori
    e le promesse
    che avevamo
    tra le mani strette
    all'anima,
    toccata
    dal ghiaccio
    di quello
    che è rimasto
    del nostro giardino
    segreto,
    dove ogni giorno
    nascevano nuove ali
    per candidi voli
    fra le tue braccia.