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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 maggio 2017 alle ore 20:59
    Banditismi dell'anima

    Mattini

    che invitano a pagare in anticipo
    il conto della responsabilità dei gesti e delle parole

    Schegge d'umore preziose

    a aiutare i battiti delle passioni
    a vivere di piccole razzie morali

    e di queste farne rendita vitalizia

    Aloni di fantasticherie e autocostrizioni
    coltivate alla luce della serenità

    che dovrebbero conciliare ogni espiazione delle colpe

    e che invece sfociano
    in stanchezze mistiche oltreché artistiche

    a invadere gli estetismi delle emozioni

    con parabole sentimentali ignobili

    pronte a scatenare la guerra
    tra la fede che e' in me e l'amore ho per l'umanità

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio 2017 alle ore 20:54
    Il sommo piacere

    E mi piacerebbe

    nel nostro vivere di parole e d'emozioni
    che ci scambiassimo la nostra passione

    Io scrittore Tu lettore

    nella nostra genuinità divenuta eccellenza

    a impiegare il nostro tempo a conoscerci

    nelle nostre fioriture intellettuali

    senza limiti né miserie

    E vorrei che t'arricchissi d'emozioni e baciassi le tue frustrazioni

    le manchevolezze e le insoddisfazioni

    e godessi di sommo piacere

    col mio inchiostro

    nei tuoi occhi

    nella nostra mente

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • Rabbuiati brusii

    levigati di fioca volontà
    s'ingegnano tetri tra i moti dei sentimenti

    a inscenare scaltramente
    equivoci e doppi sensi

    senza porsi il problema di quanto porci siam diventati

    Noi sensibili per interesse
    ai fremiti minimi della vita

    finiremo per reincontrarci con la nostra gioventù

    in quell'urgenza inseguita raggiunta e consolidata

    dei nostri scialbi pensieri verso i trepidi e dolenti viaggi della mente

    Cesare Moceo

  • 20 maggio 2017 alle ore 20:51
    Aulicità e ornamenti

    Nel piacere di trovare punti d'equilibrio tra il dire e il fare

    e salvare ogni attimo delle mie esperienze

    vivo i miei ideali nell'amorevole costruzione
    di solidi legami tra l'anima e il corpo

    esaltando il mio vivere con la passione per l'essenzialità

    celata negli anfratti della mente intrisa d'umanità

    Là mi lascio guidare nelle mie esigenze più disordinate e convulse

    scapigliate tra i fermenti della mia diversità

    a fondersi ancora oggi nelle ingenue volontà

    saltellanti in quelle ansie rinnovatrici

    E trovo rifugio nell'aulicita' eternamente viva

    che nella bontà di quegli ideali

    mi dona l'intelligenza di misurare i vuoti e le angosce

    e arrivare con la massima serenità alla fine
    di questo mio romanzo

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio 2017 alle ore 20:46
    Cesare Moceo parla di...Cesare Moceo

    Legato a una concezione idealistica e sognatrice della vita,Cesare Moceo da prova di costanti sforzi,nei suoi scritti,di voler usare un linguaggio semplice e sereno sempre alla ricerca di un tono leggero,quasi scontato.Molto sentito,in Lui,è il tema della solitudine,forse a causa di un'infanzia infelice,passata come dice spesso " tra botte cinghiate e fame" tra "pettini strittu e pidocchi" nel desiderio di un silenzio... che gli gratifichi il cuore e l'anima. "Nella mortalità dei miei silenzi,dice,lotto per il mio conoscere,con la stessa passione di un amante della conoscenza" E resta fedele alla sua concezione di vita nella sintesi dei suoi amori,per la moglie,per le figlie e per il mondo in generale,nel costante racconto di tradizioni consacrate rimaste impresse nelle esperienze vissute Questo a volte lo porta a sognare mondi astratti e contemplativi,dove prevale la mitizzazione come scenario esistenziale,a dimostrare di volersi appropriare di pensieri e idealismi di poeti vissuti tra la fine dell'ottocento e gl'inizi del novecento,questi ultimi ad agire d'incoraggiamento pur in allusivi stati d'animo e nei sentimenti in essi evocati.

  • 20 maggio 2017 alle ore 16:29
    Pensieri ai quattro venti

    Mattinata bella
    Tanto profumata
    Parto per il mare
    Con la canna preparata

    Son contento
    Son incantato
    Dal mare ridente
    Di colori ammantato

    Mi guarda 
    L' Etna imponente
    Dal caldo prosciugato
    Nudo...senza niente

    Pesco divertito
    Dall’ aria rinfrescato
    Niente di meglio 
    Pesce allamato

    Mare e brezza
    Buoni confidenti
    Càpita anche a me
    Pensieri ai quattro venti

  • 20 maggio 2017 alle ore 13:00
    Quel ti amo...

    Quel ti amo sussurrato a fior di labbra, è ancora inciso nel mio cuore.
    Ma è svanito tra le ali della notte, portato via e dimenticato.
    Suo malgrado è custodito tra i ricordi più preziosi, in un angolo nascosto ma  presente.
    Un ti amo così ardente e appassionato, da riuscire a sciogliere anche l'animo più truce.
    Un sussurro, un alito di vento, un battito di ciglia...eppure è un ti amo indimenticabile, eterno.
    Come le poche volte che me lo hai detto

  • 20 maggio 2017 alle ore 12:58
    Esasperante

    Nella notte, il desiderio prorompente dei tuoi baci, mi assale.
    Il corpo s'infiamma di una passione dimenticata, ma che avvolge, in spire di fuoco, la pelle calda.
    Ricordi di carezze languide, di mani frenetiche, di respiri affannati...di quel torpore estatico che avvolge la mente quando tutto si è placato.
    Nella notte, tutto è vivido e chiaro, così perfettamente reale, da far male.
    Gli occhi, le labbra, le mani, i corpi...ogni minimo dettaglio di un amore incessante e sconvolgente, riappare alla mente in tempesta.
    Il tocco lieve delle tue dita sul mio viso, riaccende un sottile desiderio che porta all'esasperazione.

  • 20 maggio 2017 alle ore 10:24
    Storie Di Paese

     
     
     
    Oggi all’alba la luna
    Domina da padrona
     
    Presto lascerà il posto
    Al cielo senza affreschi
     
    E nell’azzurro immacolato
    Il sole ristorerà il mio paese
     
    Avido di tantissime speranze
    Della gente dal cuore in mano
     
    Nei nostri luoghi privi di suoni
    Il tempo è un usuale intervallo
     
    Regna semplicemente l’armonia
    Dalle trepidazioni  rassegnate…
     
    La quiete regna per chi è in grado
    Di appagare il sorriso di una donna
     
    Che si ritrova mano nella mano
    Col suo compagno a percorrere
     
    La dolce e sconosciuta strada
    Che conduce all’amore eterno.
     
     

     

  • 20 maggio 2017 alle ore 9:27
    un rotolo di fiato

    persino l’ombra mi s’asciuga
    distesa in campo di bruciato
     
    e tu tenera viola ci hai provato
    a spegnere il dolore
     
    con la carezza rorida
    d’un rotolo di fiato

  • 19 maggio 2017 alle ore 22:07
    Un soffio di vento

    Lascia che sia il vento ad asciugare i nostri corpi sudati.
    Lasciamoci andare a parole che non hanno senso, quando l'unico senso è abbracciarci.
    Lasciamoci attraversare dal profumo dei sensi, dal desiderio, dalla passione che ci accomuna.
    Lasciamo che siano i nostri occhi a tenerci legati all'infinito.
    Lascia che le mie mani sfiorino le tue, per tenersi ancora legate.

  • 19 maggio 2017 alle ore 20:45
    Il paese dei quadrati

    Una sfida 
    alla non appartenenza 
    Il silente diniego
    alla bellezza

    Ho perso la tua storia
    Bevendo dall'oblio 
    Il veleno che mi fa
    altissima
    e lontana

    Una lama
    la stabilità
    Uccide 
    vicinanze altimetriche

    Spirano venti di marmo
    Mentre smetto i violini
    Che crollano
    da mare al cielo

    Quel che risiede
    è feroce delicatezza
    nei denti di uno squalo

    Il miracolo poi
    è l' insorgere 
    Ricacciare il fallimento
    sul canovaccio
    del destino

    Ho perso la tua storia 
    e ritrovato i miei demoni

    Essi danzano 
    negli specchi
    di questi mondi impossibili 
     

  • 19 maggio 2017 alle ore 14:09
    Triste futuro

    L’eccesivo caldo di questa iniziata primavera
    favorisce gli incendi
    che si propagano qua e là
    sospinti dal vento
    solo gli aerei sono capaci di estinguerli,
    un altro motivo scatenante è  l’effetto serra
    dovuto all’inquinamento atmosferico
    delle nostre città,
    purtroppo con il passere del tempo
    la situazione peggiorerà sempre di più
    perché o uomo hai voluto distruggere tutto?
     

  • 19 maggio 2017 alle ore 6:36
    Testimonianza

     
    È improprio credere che possegga la parola
    la più esatta è un nugolo, forse una pietà.
     
    Eppure passa a suo agio
    nei piatti
    a depredare lievito di braci
     
    s’acquatta
    molle condensa d’alito
    che attende involuzione
    creatura venuta al mondo
    per un centesimo, schiacciata
    dal peso della conoscenza.
     
    È l’ombra dell’ombra
    appena un segno arcaico
    smorfia che fa temere il peggio
    il non detto
    da un farfugliare fole
    lingua di un continente
    per altri noi che quando tornano
    danno solo impressione 
    d’aria che si sposta.

  • 18 maggio 2017 alle ore 19:53
    Di seta

    di seta
    la parola
     
    di poesia
    l’anima mia
     
    investe il verso
    e para
    i colpi
     
    verga
    veloce il rigo
    leggero
     
    pieno
     
    (29 luglio 2015)

    Emanuele Marcuccio, in AA.VV., Soglie, Limina Mentis, 2016. 

  • 18 maggio 2017 alle ore 14:57
    La goccia d'inchiostro

    Ogni goccia d'inchiostro
    è preziosa
    Contiene una poesia
    Un romanzo
    Una favola
    Una sola goccia
    contiene le parole
    che non ti ho ancora dette

  • 18 maggio 2017 alle ore 14:48
    In questa posa

    La tua faccia distesa
    è resina
    che aggetta tenerezza
     
    il modo di tenerti in questa posa
    fa l’universo ignoto:
    rotolo in un caveau
    di pietra nuda

    che mai ho provato a frangere
    in differente formula
    di luce.
     

  • 18 maggio 2017 alle ore 8:21

    Oggi dirò che non c'è niente di più appagante che assaporare la gioia della rinascita. Non c'è niente di più bello che svegliarsi al mattino e sentire che dentro di te "Va tutto bene". Sentire che alzarsi dal letto non è più una fatica e aprire gli occhi è una gioia e non un dispiacere. Sentire che malgrado le ferite non hai smesso di amare... Di amare la vita e te stessa. Sentire che l'opinione del mondo scivola via perché in fondo è ciò che pensi tu e sai di essere quello che veramente conta. Sentire che non hai più niente da perdere, ma solo milioni di cose da guadagnare. SENTIRE ... SENTIRMI!

  • 17 maggio 2017 alle ore 22:00

    .Sappi che quando penserai di aver capito chi sono dovrai ricominciare da capo... Il "Chi sono" è un privilegio di chi DECIDO IO.

  • 17 maggio 2017 alle ore 20:17

    Tutti commettiamo errori e tutti abbiamo alle spalle sofferenze e delusioni. Quando la sofferenza che provo è causata da un mio errore non ho la pretesa di giudicare il dolore di chi lo ha subito! Non è proprio paragonabile capite... Chi lo infligge sceglie e piange il suo di male... Chi lo riceve lo ha subito in modo gratuito, ha visto la sua fiducia tradita soffrendo per qualcosa che non ha cercato e non meritava! Io non avrò indossato le vostre scarpe e non avrò percorso il vostro cammino, ma voi non avete indossato le mie e percorso il mio. Per tanto, soprattutto coloro per cui "Sbagliare" è un'abitudine, mi facciano il favore di TACERE!

  • 17 maggio 2017 alle ore 19:41
    Finiamola con questa recita

    (Reazione alla lettura de "La linea di condotta" di Bertolt Brecht)

    Finiamola con questa recita
    rimodelliamo i nostri volti
    e riprendiamo i nostri nomi
    le nostre madri
    strappiamo i fogli bianchi
    che ci hanno dato con impressi
    degli ordini scarabocchiati
    al macero le maschere
    imposte per nascondere chi siamo.
    Finiamola con questa recita
    per sempre.

  • 17 maggio 2017 alle ore 19:39
    A margine di frana

    Riporto al buio
    distesa di bagliori
    come carezza tesa
    a margine di frana.
    Provato dal crinale
    rotolo in aridi
    graffi di memoria.
    Ma il sangue è in mare.

  • 17 maggio 2017 alle ore 19:37
    E le carezze siano ancore di tatto

    Ridiamo identità alle nostre origini.
    Ritorniamo a sentire.
    Rifiutiamo l’irreggimentazione
    dei nostri gesti e dell’agire contro.
    Porgiamo orecchio
    a ciò che abbiamo dentro di più puro
    e di diverso che ci unisce.
    Incontriamoci
    senza nascondere volti di pianto.
    Lasciamo libero il sorriso quando sgorga
    d’oltrepassare vuoti
    eserciti di nulla.
    E le carezze siano ancore di tatto.

  • 17 maggio 2017 alle ore 17:35
    E poi mi scrivo una poesia

    E poi mi scrivo una poesia
    sperando che rimanga mia
    per sempre.

    Per sempre con me,
    con le notti senza sonno
    con la gioia di un ritorno
    a casa.

    A casa mia,
    dove sei tu
    e non vorresti mai andar via.

    Dove tutto ha molto più senso,
    dove l'amore incontra la vita,
    dove ci siete voi:
    i vostri sorrisi, le vostre manine,
    i vostri "papà!", le vostre manie.

    E poi vi scrivo una poesia
    sperando che io sia
    sempre con voi.

    Nei vostri cuori,
    nelle vostre incertezze,
    nelle vostre carezze
    a persone che amate.

    Insegnare ad amare
    non è un mestiere per tutti,
    è amare se stessi
    e donarsi del tutto.

    Insegnare a vivere
    non è un lavoro da nulla,
    insegnare a sbagliare
    è quel che si dovrebbe fare.

    Lo avete capito?
    Amate, sbagliate,
    sentitevi liberi
    di interrogare la vita.

    Io sarò sempre qui,
    dentro e intorno a voi.

  • 17 maggio 2017 alle ore 15:36
    Amore pulito

    Per lei mamma perfetta
    Questo nel cuore
    È amore pulito
    Che mai muore 

    Presto mi lasciò
    Così sconfortato
    Scoprì allora 
    'Sto mondo ingrato 

    Con lei crebbi sano
    Tanto mi spronò
    Spiegando lentamente 
    A studiare m'aiutò

    Con l'umiltà ed il perdono 
    Che anche m'nsegnò
    V'è anche l'onestà 
    Che mai m'abbandonò

    Affetto caldo
    Ancora presente 
    In questo petto
    Come nella mente 

    Forte il dolore
    Quando se n'è andata
    Ancor'adesso
    Sempre l'ho pensata

    C'è oggi 'sta poesia
    Come un bel fiore
    Che con ardor tenta
    A placar questo dolore