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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 01 luglio alle ore 21:01
    A mia madre

    Se il tempo la smettesse
    di ricordarmi la tua assenza,
    avrei più tempo di vederti qui,
    in carne ed ossa,
    fianco a fianco.
     
    Infilerei le curve del tuo viso,
    riempirei i solchi della tua vecchiaia
    e toccherei i cieli di quegli anni
    come accadeva sempre
    quando tu mi sorridevi.
     
    Da questa età che avanza
    ti guardo e ti riguardo ancora.
    Mi frusta a sangue, oggi,
    la smania d’afferrarti tutta
    ma... neanche un lembo del vestito a fiori!
     
    Se il tempo iniziasse
    a fare rotta in quel passato,
    avrei più tempo di rivederti lì,
    in carne ed ossa,
    fianco a fianco.
     
    Se mi desse finalmente retta,
    raschierei i miei errori
    come quando, alla lavagna,
    cancellavo i nomi dei cattivi
    quando entrava la maestra.
     
    ***
    Nel maggio del 2007, non so per quale particolare motivo, il pensiero a mia madre è stato più forte del solito da quando il 22 Settembre 1989 l'ho persa. Così è nata questa poesia che in luglio 2008 ho deciso di rendere pubblica. Quando guardiamo alle nostre esistenze e a quelle che nel tempo diventano sempre più saldate al nostro io, si ha quasi l'idea che il personale bagaglio di affetti e sensazioni non possa essere "esportato". Credo che tutto ciò avvenga per un’errata interpretazione del delicato pudore o della delicata gelosia per tutto quanto attiene alle nostre esperienze più intime. Mia madre é mia e mia resterà per il resto dei tempi, naturalmente, ma ho voluto pensare a quanti, nel ricordo della propria, non trovano la forza e il coraggio di esprimere dolore, tenerezza ed affetto. Spero quindi che qualcuno/a possa identificarsi in questi versi e a quel qualcuno/a ritengo quasi giusto regalarli. Faccio tutto ciò nell’assoluta felicità del dare e nel ricordo, indistruttibile, di mia madre.
     
    *
    Anno di stesura 2007
    Poesia tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia - 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)
    Testo premiato alla XXXVI Edizione del Premio Firenze 2008 - Pubblicata nell’Antologia “Quando la poesia diventa vita”

  • 01 luglio alle ore 18:44
    Ho chiuso un canto

    Ho chiuso un canto
    in una bottiglia
    lasciata al mare,
    ho abbandonato a fatica
    il mio richiamo all'amore
    per farlo tacere.
    Ho sperato che un'anima
    trovasse il canto
    che mi rendeva fragile,
    volevo che un sognatore
    lo ascoltasse
    per trovare il mio stesso sogno,
    volevo che arrivasse
    a quell'amante solo,
    che porta addosso come me
    un dolce dolore clandestino.

  • 30 giugno alle ore 23:50
    Haiku

    Le labbra rosee
    Profumi come orchidea
    Tu sei preziosa

  • 30 giugno alle ore 9:58
    Notte

    Di luci e ombre
    un fascio
    tra le tue dita.

    Sempre più spoglia
    di stoffa,
    di te vestita.

    Come cera
    al tuo miele
    ardo le forme.

    Scomposto il petto
    respiro
    desiderio.

  • 29 giugno alle ore 22:00
    Ho dedicato cieli d'avorio

    Ho dedicato cieli d'avorio
    alle tue notti di catene,
    ho nascosto parole
    strette a lacrime
    per le tue vene.
    Ho strappato dal mio cuore
    la morte
    per la tua meraviglia
    e le preghiere,
    e avvicinarmi a te
    con un pensiero fitto
    d'inspiegabile amore,
    nella sera che scorre fuori
    lungo la strada,
    fra le umide siepi,
    per muovere l'anima
    e farla tremare,
    come la prima neve,
    come un bacio su un altare.

  • 29 giugno alle ore 19:40
    Senza titolo

    È incontenibile la sensazione
    generata dalle sottili lame
    della tua bellezza

    Così, d'improvviso...
    Inaspettatamente

  • 29 giugno alle ore 16:43
    Se verrai a prendermi

    Quando verrai a prendermi
    non scambiarmi con la notte
    né con il giorno
    non credermi un paesaggio in fuga
    traccia affogata, nostalgia ferita.
    Se verrai a prendermi
    non cercare la strada
    non dare il viso a segnaletiche
    dimentica i ponti gli aerei
    le ore di fiori non colti
    i passi non portati ai parchi.
    Porta tu il tempo, gli universi reclusi
    la sponda e il precipizio.
    Porta la musica
    quella che ci ha trafitti
    senza veli, senza altro che noi.
    Avrò il tulle dell’ultima volta 
    scintilla al buio
    e il buio assorto nitido a te solo.
    Non cercarmi più in là,
    sto danzando da sempre
    sulla tua vena
    che fa rintocchi e brucia.
    Sto nell’angolo della tua palpebra
    nel piccolo neo sull’orecchio
    sulla lingua dove chiami.
    Ho mosso le note
    sapendo che tu le toccavi.

    (per l’opera pittorica di G.H. "Ballerina", rivista Quaderni di UniDiversità n. 2/2020)

  • 29 giugno alle ore 16:09
    Poesia Haiku

    L'estate avanza nel cuor privo di nubi l'anima canta

  • 28 giugno alle ore 11:08
    Pronunciando parole

    Dispiace che tutto finisca
    sapevo che avresti incrociato
    un viaggio e ti fossi ritrovata
    a perderti in un mondo sconosciuto
    Non avevo idea
    di quando il destino ci avrebbe separati
    finendo di parlarci, come facevamo
    saper che desideravi moltissimo
    momenti essenziali per il tuo divenire
    mentre cercavi serenità
    Mi parlavi vicina, pronunciando parole
    grandi, profonde, le uniche
    in grado di farti sentire rinata
    essere felice di esserci senza stupirti
    Anche tu facevi parte di questa terra
    imbrogliata, dagli scherzi del vento
    Avevi necessità, di veder un pò di chiaro
    che ti circondasse, facendoti brillare
    come una dea, creature, tutte
    contente di sé.

  • 27 giugno alle ore 11:47
    Fluisce

    Mancava forse una parola buona
    alle tante condivise fra di noi
    sembrava credo tu l'avessi detta
    nello zufolio del vento caldo
    di quella sera illune con le stelle
    sei sogno gioventù e tanto ribelle
    eri un fiato di carne e non sei più.

  • 26 giugno alle ore 19:56
    Una vita anteriore

    Una vita anteriore
    forse nella mia memoria
    e tu presente nel mio segreto,
    come un aquilone
    continui ad attraversare
    il mio vento,
    il mio respiro,
    il mio ultimo sguardo della sera.
    Appoggiati al mio tempo,
    rimani nella penombra
    a credere con me
    a questa magia
    lanciata dagli dei.
    Una vita anteriore
    raccolgo in una visione,
    mi perdo a ricordare
    un ricordo mai esistito
    e in un calice di vino rosso
    sciolgo le mie lacrime,
    per dipingere per te
    tramonti d'amore all'orizzonte.

  • 26 giugno alle ore 11:13
    Vorrei

    Non vorrei mai perderti
    tra le onde del mare
    tra le dune del mio deserto
    tra le mie braccia aperte
    vorrei rivestirmi della luce
    dei tuoi bei occhi
    vorrei abbracciarti e baciarti
    ogni momento della mia vita con te
    abbandonarmi nelle tue piccole mani
    non liberarmi mai dal tuo abbraccio
    dal tuo dolce bacio
    dalle tue morbide carezze.
     

  • 25 giugno alle ore 23:43
    Vagabonda

    Dove vado senza risposte?
    Dove vado con la mia resa?
    Mi fermo all'ombra di un pensiero,
    vorrei raggiungerti
    e stare al tuo fianco,
    per rinascere ad ogni passo,
    con l'eternità celata nei tuoi occhi
    in ogni attimo.
    Il tuo profilo vedere anche
    dormire,
    lettere d'amore scriverti
    di nascosto ogni giorno,
    per poi fartele leggere
    quando avrò dimenticato
    il mio pudore
    e tutta la mia imperfezione.
    Vagabonda tra il mio amore
    silenzioso
    e il desiderio di parole,
    me ne vado senza risposte,
    nella notte che ha per stelle
    le luci calde di un'illusione.

  • 25 giugno alle ore 18:54
    Sera

    Sera, tu che arrivi a lenire
    le rime di un giorno di dolore,
    portami la quiete
    e toglimi dalle mani
    quei pugni chiusi,
    chiusi fin dentro l'anima,
    rendi questo mio amore
    meno solo
    tra le parole che scrivo
    ed un angolo di cielo,
    ritagliato per vegliare
    sulla sua casa.

  • 25 giugno alle ore 13:54
    La bellla stagione

    Sta iniziando l’estate
    ecco il caldo sole estivo
    apparire nel cielo
    con la sua ombra
    estate diversa dalle altre
    per questa epidemia
    che ci ha trattenuto
    nelle case proprie
    per alcuni mesi
    finalmente questo mese
    abbiamo iniziato ad uscire
    per lavoro e superato tante difficoltà
    che prima sembravano insormontabili.
     

  • 24 giugno alle ore 17:20
    Negli abissi

    Un corpo marcito nell'umida terra;
    scevro del conforto
    di cristiana sepoltura.
    Anima ferma
    sul primo gradino della scala;
    immersa in un bagno di lacrime.
    Fissa e inamovibile,
    geme in stridor di denti.
    La luce misericordiosa
    illumina chi è fermo
    all'ultimo scalino.
    Solare e divina presenza.
    Umilii il mio silenzio
    e rendi vane le parole.
    Non ammetti giustificazioni;
    privi me,dannato
    di un difensore.
    Espropri quel corpo marcito
    di un tempo che scade.

  • 23 giugno alle ore 21:53
    Avevo muscoli

    Avevo muscoli
    fatti di rami
    e radici

    E avevo parole
    per quel che
    taci

    Danzavo
    amministrando
    stili

    Con la grazia del cigno
    in un vorticoso andare

    Col grande pregio
    castello e
    poi regno
    del più grande spregio

    Nel dileguo costante
    dell'allegro andante

    Ho recato doni
    a statue
    in perenne
    afasia

    Equivocando
    la materia
    Confondendo
    la magia

    Avevo muscoli
    fatti di fibre
    e atlantiche stanchezze

    Tenendo i fili
    dell'azzardo del destino
    che sposta il cielo

    Dipingendolo più vicino

  • 23 giugno alle ore 18:59
    Notte (acrostico)

    Nulla è più sconosciuto all'epilogo del giorno
    Oblìo di sofferenza profonda
    Trasmuta il colore della realtà
    Tutto avvolge in insondabile torpore

  • 23 giugno alle ore 18:37
    Prima di parlarti

    Prima di parlarti
    sono stata nelle mie notti
    a cercarmi.
    Cercavo un oracolo
    che mi svelasse
    tutto quel cieco amore
    da dove provenisse,
    cercavo una poesia
    dopo quel grido di memorie
    prolungato fin dentro le vene.
    Prima di essere qui,
    sono stata lontano
    a guardare la nostra luna
    eclissare nei tuoi occhi
    e prima di parlarti
    vorrei farla tornare.

  • 23 giugno alle ore 18:36
    Il tempo è sordo

    Non ho più vent'anni,
    non né ho più nemmeno trenta,
    il tempo è indifferente
    al mio spirito di quindicenne.
    E' arrivato a testa alta,
    direi presto nel fare il suo monologo,
    mentre io in un silenzio metafisico
    me ne stavo a fantasticare.
    Cosa vuoi che sia?
    Il tempo è sordo alle richieste
    di fermarsi, di rallentare,
    cercherò di assecondarlo,
    anche se, ormai, con il passo
    degli eventi,
    il mio sguardo è cambiato.

  • 23 giugno alle ore 18:34
    Mentre provo ad aprire le ali

    Una remota gravità mi sostiene,
    pur avendo le ali,
    ma rese pesanti da catene.,
    Il volo desiderato è, ormai,
    solo un delirio,
    un miraggio nel deserto,
    ho perso le tracce
    che m'indicavano
    il vecchio orizzonte.
    Rimango a sussurrare nel vento
    il mio prossimo giuramento
    alla vita,
    dopo aver smarrito la mappa
    per i primi cieli
    e sentire il richiamo di Dio,
    mentre provo ad aprire
    di nuovo le ali.

  • 23 giugno alle ore 12:59
    Leggero passo

    La mia amata
    cammina leggera
    come farfalla
    che si posa su una foglia
    d’ albero ormai vecchio
    come bruco
    strisciante sul suolo
    come formica
    che sfiora la terra
    così la donna mia
    passa davanti
    alle case della città di Milano.
     

  • 23 giugno alle ore 11:25
    Un istante di libero delirio

    E il cammino gli sembrò infinito,
    le soste, i letti, camere spoglie
    d’anticaglie: pensò all’istante
    di libero delirio, al martirio
    di prevalenza, a gocce di collirio
    alla luce della luna calante.
    Chi fugge dall’ombra e dalle maglie
    del buio all’alba di ogni vagito,
     
    conosce i riflessi dell’acqua, puri
    prima del sorgere delle connessioni
    alla locanda dei cipressi del borgomastro.
    E il ministro che scrisse all’amante
    nelle pause elettorali, da brigante
    a brigante, attese il corso dell’astro
    declinante prima di leggere le traduzioni
    dall’alfabeto venusiano di tutti i futuri
     
    degli amori del pianeta. E di quel codice
    cifrato, del segnale spiegato a baci
    -ciò che muore, vivrà sempre- la matrice
    è conservata ad anni luce dal primo cuore
    di titanio, con conio filmato nello store
    della dea dell’amore. L’oscar all’attrice
    migliore fu consegnato dal regista delle voci
    scure, la barba grigia rasata a forbice.
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 23 giugno alle ore 11:23
    Senza avviso alla cittadinanza

    E delle vuote coscienze inchiodate
    ad assi a variabile eleganza? Fedi truccate,
    un parapendio da sbirciare, quell’amare
    da fachiri in mimetica: ho da inchiostrare
    i tasti dell’ispirazione tre volte
    al giorno nell’antico forno dalle molte
    risposte. Le ho riposte nell’angolo
    più luminoso della stanza, il calcolo
    delle probabilità dice che nessuno
    le noterà prima di un decennio. Al raduno
    dei meteoriti, la prima stella ha parlato
    di distorsioni dello spazio profondo, fiato
    ne servirà parecchio dinanzi allo specchio
    muto del vecchio poeta. Ad orecchio
    sembrerebbe una nenia quella in arrivo
    dal mare, l’occhio dice altro: il direttivo
    delle acque ha deciso a maggioranza
    per l’invasione, senza avviso alla cittadinanza.
     

  • 22 giugno alle ore 17:04
    Senryu

    È un sasso inerte
    apparentemente
    Ma va schivato