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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 13 settembre alle ore 11:58
    Prendimi

    Come sabbia tra le tue dita.
    Modellata al tocco delle tue
    carezze,
    fatta carne e aria e vita
    amata come mai, nessuno mai.

    Sguardo trasparente, che del mare ha i riflessi.
    Le tue onde sfumano i pensieri,
    sciolgono i nodi
    disegnano stelle,
    per i miei sorrisi soltanto.

    Lascia che sia per te bianca spiaggia,
    morbide dune i miei fianchi,
    il mio collo fresca riva per le tue labbra.

    Sfiorami, cullami,
    fammi danzare, tienimi sospesa a mezz'aria
    come solo tu sai fare.

    Come marea le tue mani, su di me.
    Alla corrente mi abbandono, in un sospiro.

    Prendimi.         

  • 12 settembre alle ore 19:40
    Cicatrici

    Sapresti carezzare la linea
    delle mie cicatrici?

    E sulla loro via
    intersecata dai nodi

    - sutura gibbosa -

    troveresti la cellula
    che di te è intrisa?

    Dimmi, ti riconosceresti
    tra la linea e i nodi?

  • 11 settembre alle ore 10:26
    Assomigli a un giglio

    Assomigli a un giglio
    piantato da un giardiniere
    in un’aiuola
    o mio dolce fiore
    non mi stancherò mai
    di amarti
    di credere in te
    di accettarti per come sei
    di vivere con te
    questo grande amore
    che provo per te
    ‘piccola mia ti resterò
    sempre accanto.
     

  • 09 settembre alle ore 16:15
    Poesia Haiku

    Il sole tace dietro quel temporale, sui campi d'oro

  • 09 settembre alle ore 15:38
    L'untore

    Il sangue a macchia d'olio
    si espande sulla terra
    e fulmini di paura illuminano
    la gente che resta sbalordita
    dalla crudeltà dell'uomo.
    Un orrore, allora, si diffonde
    come un virus  che denuncia
    il grande untore all'ombra del
    potere.

  • 09 settembre alle ore 14:48
    Grave perdita

    Il tempo insieme passato
    è ormai volato via
    tra affetti e nascosti desideri
    tra abbozzi di sentimenti
    tra frasi mai dette
    mai più ritornerà.
     

  • 08 settembre alle ore 19:39
    Sgranare giornate

    Sgranare giornate:
    chicchi di rosario nel buio di un’arcata
    Fosse ogni chicco
    un giorno di memoria…!
    Sui lampi di fiammella s’incendia l’istante
    Mai si perpetua stesso momento:
    ride e gorgheggia dall’ombre del lume
    - puro e innocente –
    l’ora rammenta.

    da Dissolvenze 2014

  • 07 settembre alle ore 18:32
    Un Valzer Matto

    Era solo un gioco.
    Un gioco di seduzione intrigante e silenzioso.
    Un passo qui, uno sguardo li, labbra che si schiudono, palpebre che si chiudono.
    Un valzer matto di passione e crudeltà; languido, soffocante.

    Una mano, un altro ballo, un tacco, una cravatta,
    un letto in sottofondo ed ombre come sfondo.
    Parole che vengono scritte con le forme;
    una musica rimbalza sulle cosce e sul petto.
    S'illuminano gli occhi verdi, si tingono i baffi spenti. 
    Danzano, quei due, in uno scenario idilliaco;
    presi in una stanza chiusa al quinto piano dove,
    sotto voce,
    si amano;
    sotto voce si giocano. Sotto voce.

    Il primo che si fa scoprire, perde la posta.
    Il primo che si fa luce, perde l'ombra.
    Il primo che si allontana, si smarrisce.

    Era solo un gioco di seduzione.
    In realtà non si sono nemmeno mai amati, quei due.
    Era un prendersi e lasciarsi come in una danza.
    Una presa, una stretta, un tacco che parte, una cravatta che chiude.

    Nessuna voce, nessun lamento, nessun giudice di gioco.
    Solo quei due, uniti e distanti per il resto dei loro giorni. 

  • 07 settembre alle ore 16:09
    Luna d'agosto

    La pelle nuda
    sopra solo le stelle
    la luna mi copriva.

  • 07 settembre alle ore 6:11
    Mutevoli nuvole guardo

    Mutevoli nuvole guardo,
    mutevoli sogni perdo,
    pensieri su carta conservo,
    mentre lascio libera l'anima
    a camminare nel suo etereo
    e segreto giardino,
    dove t'incontro
    con le mani che chiedono
    di essere nel mio destino,
    che scrivono promesse,
    che dolcemente
    si appoggiano sulle mie tempie.
    Mutevoli le nostre impronte
    sulla sabbia,
    cerchiamo di fermare
    questo tempo
    che ci sfugge e che ci affanna,
    portiamo come un vanto
    i segni del vissuto sulla pelle,
    domani arriverà senza dirci
    quel mistero che s'intravede
    dentro i nostri sguardi
    e che richiama in terra
    il cielo abitato dagli angeli.

  • 06 settembre alle ore 20:47
    Non posso offrirti molto

    Non posso offrirti molto,
    anzi quasi niente,
    non so dove finirò
    i miei giorni,
    non so dove sarò
    tra qualche anno.
    Ho poco più di niente
    da darti,
    non ho molta capacità
    di rapportarmi
    agli altri,
    ho ancora del veleno
    nelle mie vene,
    devo ingoiare ancora
    il sale di qualche lacrima
    che vuole uscire
    da questi miei occhi,
    che hanno visto
    dolori e miracoli.
    Non posso offrirti molto,
    non posso essere
    l' armonioso essere
    che vive sempre di sorrisi
    e di giorni perfetti
    di incastri,
    sono un essere che scrive
    visioni ed emozioni,
    che vive di emozioni,
    che sfugge agli occhi altrui
    per non vedere
    il riflesso dei propri errori.
    Porto un cuore
    più volte tormentato,
    consumato dall'amore
    quasi mai ricambiato,
    lasciato a stancarsi
    di solitudine,
    abbandonato e muto
    dentro il silenzio
    di preziosi anni.
    Posso offrirti
    l'amore che si è diffuso
    dentro,
    posso aspettare
    ogni tuo ritorno,
    posso ammirarti
    dalle mie ombre,
    posso essere con te
    sulla strada che percorri,
    posso amarti
    nonostante il dolore
    che potrai darmi.

  • 05 settembre alle ore 20:36
    Faccio crescere i sogni su campi notturni

    Faccio crescere i sogni
    su campi notturni
    e con la mia veglia
    diventano amore,
    che poi porto
    nelle mie tasche
    per sentirne il tepore,
    quando arrivano gli inverni
    con i cieli cupi di domande
    ed io così avrò già
    le mie risposte,
    avrò fra le mani
    scintille di anima
    pronte a illuminare
    le notti in cui
    la tua assenza vivo,
    le notti che conoscono
    nostalgie dolorose sul mio viso.

  • 04 settembre alle ore 23:46
    Tu sei un viaggio

    Un giorno, 
    di ritorno da chissà dove,
    poggerai le tue logore valigie
    e ammetterai 
    che il viaggio più bello fra tutti
    sei tu.
     
     

  • 04 settembre alle ore 12:25
    La carezza del mio giorno che muore

     
    Quasi un segno per chiedermi perdono
    d’avermi dato accumulo d’affanni,
    la carezza del mio giorno che muore
    mi consegna nelle mani del tramonto.
     
    Sembra dirmi, mentre sfiora questa cute,
    che la sera finalmente sta arrivando
    tutta lesta a concedere alla notte
    privilegio di vedermi tutto nudo.
     
    La carezza del mio giorno che muore
    lascia il passo a sua maestà il silenzio,
    a quell’ora in cui mi libero del vento
    e la seta della luna io indosso.
     
     
    (Anno di stesura 2008)

  • 04 settembre alle ore 7:14
    Scelte amare

    Scelte amare
    celate dentro mani
    che faticano a tendersi all'altro,
    mi ricordano quei sogni dolci
    che al mattino si spezzano
    in un risveglio dal rumore
    assordante,
    che non lascia stare,
    che porta a desiderare il silenzio
    prezioso e pallido
    di aurore angeliche.
    Scelte amare
    che fanno lentamente cadere,
    che corrodono i sorrisi,
    che rubano i tranquilli respiri
    di una solitudine vestita
    di canapa e foglie.

  • 03 settembre alle ore 23:12
    Eros, il demone ibrido

    Sono l'istinto di tremare
    per l'amore,
    sono l'immagine
    che si scompone per l'amore.
    Sono la vita che vive
    nel desiderio e nelle emozioni,
    sono anche il ridicolo
    che resta tra l'amore ed il dolore.
    Sono il sangue, i baci
    e le risate,
    sono il demone ibrido
    d'amore ammalato.
    Ho arco e frecce,
    profondi sguardi e poche parole
    per far conoscere
    il mio potere,
    mi chiamano Eros
    e sono anch'io a soffrire.
    Non abbiate paura di me
    e dell'amore,
    amate intensamente
    nella verità e nel sogno,
    anche se solo silenziosamente.
    Vi auguro mille emozioni,
    istanti sublimi
    e di dolce confusione,
    la tranquillità non è affatto garantita
    nell'amore,
    e per l' amore spezzate tutte le catene,
    ribellatevi con gli amanti e gli alleati,
    accettate di amare anche la sua fine,
    se una storia d'amore sia possibile a morire.

     

  • 03 settembre alle ore 18:49
    Ancora dentro un volo

    Tutto si allontana
    e nei miei occhi restano
    fuoco e cenere,
    silenzi e parole ancora
    da tessere.
    Mi cerco dentro un crepuscolo
    che acquieta,
    mi cerco dentro un ancestrale
    sentiero,
    mi conforta di essere ancora
    dentro un volo,
    anche se basso,
    ma sento il vento
    accarezzare il mio volto.
    Questo viaggio mi consegna
    una parte di me
    lasciata ad un'altra memoria,
    sono ancora qui
    per aggiungere altri
    soffi di brezza
    alla mia storia.

  • 03 settembre alle ore 0:16
    Ci sei Tu

    Tra tutto ciò che cerco ci sei Tu:
    motore immobile, gomitolo da cui si srolotola la vita.
    Tu, verità tra le menzogne e le opinioni di ogni uomo.
    Tu, pienezza dopo il vuoto,
    quiete dopo la tempesta,
    barca in mezzo al mare,
    approdo sicuro,
    tesoro nascosto,
    rabbi' senza tempo,
    amico di Lazzaro.

  • 01 settembre alle ore 12:40
    Kimera

    Io non sapevo
    chi fosse lei
    Mi fu amico benigno il tramonto!
    Me ne stavo ad ammirarlo
    dal balcone di casa

    Lei era lì
    Sembrava distratta
    Era immersa nei propri pensieri
    Poi mi guardò...
    Colsi sulle sue labbra
    un sorriso fugace
    dolcissimo

    O forse lo immaginai?
    Non lo so

    So solo che il tramonto
    non volle aspettarmi

  • 01 settembre alle ore 1:43
    Un Cuscino

    Sai, Vivienne? Quando abbraccio quel cuscino, tutta la mia vita non sa di niente.
    Quando, perso in chissà quale pensiero notturno, mi giro e mi agito portandolo a me; lo accarezzo, lo allontano, mi ci affondo e poi me ne separo.
    È come se in quel momento prendesse la forma di un corpo ma non di uno qualunque, il tuo. Allora poi cerco di assopirmici dentro, così, come se volessi soffocare dolcemente in quel ricordo che sa di noi (fantasie).
    Ti cerco e fingo che mi stia abbracciando e che amorevolmente mi sussurri parole, carezze, immagini.
    Sai, Vivienne? No, forse non lo sai quanto sia sfortunato nella mia vita, quanto sia costante la sofferenza, il dolore ed la noia che porto dentro di tutti questi anni.
    Pensavo di poter credere a qualcosa di dolce, di finalmente sereno.
    Pensavo di credere in qualcosa dopo chissà quale tempo passato a cercare di non superare ciò che è stato.
    Pensavo ma poi ho dovuto scontrarmi con la solita cruda realtà. Mea culpa.
    Grazie Vivienne di aver illuso un povero disilluso. Mi sento beffato di nuovo (avrei dovuto saperlo, comunque, e non è del tutto colpa tua) da questa vita che mi stanca giorno per giorno, ogni sconfinata volta.
    Credo che non avremmo mai dovuto conoscerci, non così almeno o, parrebbe, di non esserci conosciuti mai veramente.
    Forse, avrò conosciuto solo il tuo cuore se, può darsi, quello era veramente il tuo cuore. Addio Vivienne, grazie per le poche gioie che mi hai donato; del resto ho vissuto solo momenti magnifici ed io, nel mio volerti, ho rovinato tutto, come sempre.
    Torno ad abbracciare questo mio vecchio cuscino sul quale mi assopisco indeciso, nostalgico, un po sperduto; mentre sogno di noi in chissà quale valle nascosta, col pensiero che un giorno, finalmente, svanisca.

  • 31 agosto alle ore 10:05
    Quiete

    Azzurro profondo
    con radici di smeraldo
    e pietruzze d’oro in superficie,
    è il mare.
    Baciato dalla tramontana
    culla le case color pastello
    arroccate sulla scoscesa scogliera.
    S’infrange con tonfo sordo
    sulle imponenti rocce,
    dipingendo semicerchi
    di soffice e bianca schiuma
    cosí alti che sembrano sfidare il cielo.
    L’acre odore della salsedine
    l’urlo dei gabbiani,
    intervallato dal suono ritmico delle onde,
    porta quiete.

  • 30 agosto alle ore 22:11
    Frammento

    C'è troppo silenzio
    Non riesco a
    sentirti

  • 30 agosto alle ore 9:07
    Con lo sguardo di un clown

    Se ne sta tutto il tempo
    davanti allo specchio
    a indossare sorrisi
    e a provare risate,
    ma le sue lacrime scendono
    sul suo viso dipinto di bianco
    con le guance arrossate.
    Il suo sguardo si sdoppia
    sulla realtà di questo mondo,
    lui sogna di sgretolare
    i cuori di pietra di chi
    lo ha confinato in solitudine
    errando.
    Porta abiti buffi e colorati,
    naviga fra le righe, i pois
    ed i quadri.
    Col cappello,
    calvo o con capelli scarmigliati,
    si affaccia alla vita
    con la sua verità segreta,
    accessibile a chi va oltre
    quel naso a palla,
    una sfera perfetta
    della geometria sacra,
    in cui il tutto è presente,
    in cui anche il vuoto ne fa parte.
    E con lo sguardo di un clown
    io resto in disparte
    a scherzare sul mio dolore,
    a mimare uno spettacolo
    con la sua scena finale.

     

  • 29 agosto alle ore 21:09
    Mi ritiro in questa notte di sospiri

    Mi ritiro in questa notte
    di sospiri,
    le stelle mi ricordano
    quel brillare dei tuoi occhi
    che sempre avrò nel cuore
    e chissà se un'altra vita potrà
    quest'armonia d'amore muto
    cancellare,
    chissà se il mio peregrinare
    altrove
    coprirà con la distanza
    questa passione,
    impressa fra i miei pensieri
    rimasti aggrappati a quel filo
    che mi tiene
    tra le radici della terra
    ed il mistero del cielo.
    Vorrei avere un momento
    per farmi scoprire,
    vorrei averti davanti
    e tutto il dolore dimenticare.

  • 29 agosto alle ore 16:53
    Una tromba marina

    Una tromba marina si sfoga
    un cono lunghissimo ruota
    si frastaglia verso il cielo
    con una forza disumana possente
    s'impressiona chi l'avvista
    e al di fuori del tempo terreno
    crea un'ondata di sgomento
    e scialbo genere umano
    contorce lo sguardo
    che resta allibito per la potenza
    distruttiva minacciando pure
    il vento, se gli passa vicino
    Terrorismo crea, smuove
    le coscienze, informandole
    delle misure che attuerà
    se il pianeta non verrà salvato
    dai troppi sprechi a discapito
    degli sfortunati sprovvisti
    di immense provvigioni
    per un paradiso preferito
    poteri ha, ne ha sempre
    avuti, togliendoli a povere
    popolazioni dimenticate
    dove soffi di sospiri assenti sono
    imboccando, cortissime vie