username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 16 marzo alle ore 20:44
    La mia bellezza interiore

    Narcisismo

    tu che per cattiveria
    e per dispetto mi seduci

    senza farmi amare dal mondo

    e mi proponi fughe impensabili

    per abbandonarmi poi
    nel pieno travaglio dei versi

    in un barlume d'amore
    che muore appena nato

    travolto dalla sua melma d'aridità

    Tu che vivi in me

    nella vergogna mortificante
    della mia anima dispiaciuta

    e acconsenti nel tuo cinismo
    alla sua disperazione

    A te dedico queste parole

    mentre brucia
    al calore delle tue fiamme

    la mia intima ricchezza
    ...la mia bellezza interiore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:42
    Il mio equilibrio

    Seduto qui

    al rumore soave
    di queste onde

    cerco il mio equilibrio

    dando libero sfogo

    ai moti incalzanti
    della mia interiorità

    a cui continuo a contrapporre

    il pensiero malinconico
    della mia povertà

    Qui

    resto dentro
    la mia miseria d'uomo

    a disegnare il mio cielo variopinto
    di suggestioni e d'armonie

    e avvolgerle in questa pace

    che a dispetto della mia
    non più giovanissima età

    lascia ancora intravedere
    l'eco delle mie struggenti passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:41
    Trasporti

    Cos’hanno gli occhi tuoi
    collisi con l’acqua?
     
    al parossismo di una mezza luce
    falene da ardere
    che nemmeno l’estate
    freme di tante spezie.
     
    Lume, trasporti nelle crepe
    -dimentico i miei quadri
    di nature morte-
     
    da prima di anticamera
    vedo ortensie lì
    ad attendermi
    le ossa germogliate
    sotto i miei volti
    alterni
    da uno stupore di epiglottide
    a nostalgie mesmeriche
     
    e già divento ciglio alato
    su transiti di assenze
    le mie care ombre
    di quando il sole è calmo
    e un antro, seppia.

  • 16 marzo alle ore 20:32
    Fiore, dolore e amore.

    Il dio del cuore fiorito
    m'ha dato un bel fiore;
    Il dio del cuore ferito,
    nient'altro che dolore;
    Il mio, quel fai-da-me,
    mi ha dato proprio te.

  • 15 marzo alle ore 20:42
    Amare e gioire

    È da un po' che penso di scriverlo,
    a chi come voi sa leggere
    tra le pieghe d'ogni tormento
    I miei versi,
    croce e delizia dell'anima,
    che nascono,crescono e si diffondono
    invadendo cuori inermi,
    anche vuoti
    oppure quasi senza vita;
    in una perversione
    che ne esalta il piacere.
    Le mie parole,
    dentro le quali tutto diventa lecito,
    persino gli oltraggi interiori
    pigri e crudi,
    crudeli e sfrontati,
    vorrei che divenissero
    viatico di perdono tra gli uomini,
    dove chi legge
    ne subisse l'influenza
    e venisse risucchiato
    nel benefico gorgo
    del loro fascino differente.
    E all'interno di quel vortice
    capisse che solo due cose
    restano importanti in questa vita
    ...amare e gioire.
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 marzo alle ore 20:40
    La mia alba

    Da piccolino

    non ho pensato mai all'inchiostro
    come immenso serbatoio di passioni

    anche se ne ero sempre tanto sporco
    che poi non l'ho potuto più cancellare

    S'era messo in affari con la mia anima
    e insieme in accordo

    in un incessante rovello

    hanno acceso in me questo fuoco
    divenuto ormai sacro

    che non si è più spento

    nella sua disperata volontà
    di scaldare altre anime

    e nutrirsi del calore
    di questo suo desiderio

    E più riscalda e più si nutre
    nel suo benefico gorgo

    nel suo cuore vivo
    che batte forte per quel piacere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 marzo alle ore 20:38
    La mia diversità repressa

    Affascinato dai miei ideali
    di piacere e amore

    nel vortice di un'inquietudine repressa

    subisco
    l'incantesimo delle parole

    scavando dentro
    l'infinito equilibrio interiore

    della mia anima

    che aspira ai lussi di una felicità

    volutamente ostentata
    nell'aristocrazia del suo decoro

    nel suo stile finemente lavorato

    fino ad ottenerne
    la formula dei miei sogni

    Là capisco

    come poter infondere ai miei versi
    forza e sincerità

    e inventare così la mia arte
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 marzo alle ore 13:07
    Neve Su Venosa

     
     
     
    Neve ai monti
    E neve alla collina.
     
    Neve sul divino
    E su Don Bosco.
     
    Neve a sera, neve rosa
    Che si posa su Venosa.
     
    Fiocchi candidi e vaporosi
    Dietro un sole che non riposa.
     
    Neve di bufera a primavera
    Che non sia tanto greve.
     
    Neve amica su Venosa!
     

  • 15 marzo alle ore 13:06

     

  • 15 marzo alle ore 11:39
    Nutrirsi

     
     

     
     
     
    Al primo andare del sole
    Si apre la porta del cielo.
     
    Inizia il mio cammino
    Inquieto e confuso.
     
    Con un solo pensiero
    Nella mente.
     
    Andare lontano
    Dove non so.
     
    Magari:
     
    Volare fra le nuvole
    O in un mare di velluto.
     
    Oppure:
     
    Dentro un bicchiere di vino
    Alla ricerca del pane della vita
    Per nutrirsi e inebriarsi dentro.
     
    Libero come gabbiani in volo
    Come aquile padrone delle valli
    O come una farfalla di fiore in fiore.
     
    Che sfugge ai frastuoni
    Per godersi la quiete
    Che non mi basta mai.
     
    Sognare e sognare
    Ed ancora sognare nella notte
    Per evadere dalle giornate buie.
     
    Sorseggiare nell’immenso
    Il silenzio nella mente
    prima che sia notte fonda.

  • 14 marzo alle ore 20:59

    Debole non è colui a cui può scendere una lacrima. Provare dolore, emozioni o anche rabbia è qualcosa che rende spaventosamente forti, del resto, niente rafforza quanto asciugarsi le lacrime e raccogliere i cocci per rialzare la testa e riprendere il cammino. Io vado fiera delle mie lacrime perché per me significano che ho un cuore e un'anima che "sente". Se per molti è debolezza, allora lasciatemi dire che sono fiera di essere una persona "Debole".

  • 14 marzo alle ore 20:37
    Tu, compagna dei miei giorni

    "Se siete fortunati a trovare un amore,ricordatevi che é là,non buttatelo via"
    (Stephen Hawking)

    E tu

    tu scivola sempre dolce sui fogli

    mia penna

    tu che rimani l'unica compagna
    delle mie notti d'insonnia

    e dividi ancora nei dì
    gli attimi dei miei tormenti

    raccontando al mondo
    ogni mia emozione

    nel ricordo dei giorni
    vissuti tra le mie dita

    quando insieme
    finiamo inermi a pensare

    tu consumata d'inchiostro
    io consumato d'angosce

    Noi due sognanti altre rime

    a venirci incontro
    nella paura e nell'afflizione
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 14 marzo alle ore 20:34
    Vi regalerò sempre la mia presenza

    Vi regalerò sempre la mia presenza

    Rivelero' tutto me stesso

    il mio vivere

    le mie radici

    Il mio animo si racconterà

    con tutte le sue gioie e i suoi ricordi

    senza dare ascolto
    a chi s'è adirato con la vita

    nell'alibi delle sue paure
    e delle sue incertezze

    Nascondero' i miei turbamenti
    per i vostri disprezzi

    nelle confidenze del passato

    quando inseparabili
    correvamo incontro al futuro

    E nelle primavere che verranno

    quando la mia assenza
    diverrà cara ai vostri cuori

    anche voi penserete...

    "c'è qualcosa di nuovo
    oggi nel sole
    anzi d'antico...
    tu ora vivi altrove
    mentre intorno a noi
    son nate le viole "
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Mi volgo,ancora oggi,verso l'orizzonte

    Tutto nasce in me

    dalla mia predilezione
    per la natura umana

    e anche dalla mia ingenuita'
    che rivela ogni emozione

    e lascia trasparire

    i miei momenti d'abbandono
    del mondo reale

    per immergermi ambiziosamente
    nella mia famelica fantasia

    E nel mistero dei miei scritti

    di cui spesso
    non si capisce il significato

    offro a Voi la visione del mio idealismo

    per ben cavalcare questo presente
    sempre al galoppo e a testa alta
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 marzo alle ore 20:30
    Storia di abusi e umiliazioni

    Sono solo versi scritti
    dal peggiore tra tutti i poeti

    quelli che leggete in me

    nati in notti d'oscure taverne

    dove voci di terrore continuano a mentire
    senza alcuna profondità d'orgoglio

    e vissute in quell'intima solitudine

    che lascia alle tempeste dell'anima
    ogni pensiero incompiuto

    e lo incatena ai sogni per trasformarlo
    in abitudinari brividi della mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 marzo alle ore 9:44
    Arum Italicuma

    Sciolta l’ultima neve marzolina
    sulle rive del fossato maestosa
    torna al ciel mostrar l’ampie
    verdi foglie la selvatica calla
    e a giugno lì vi sarà di rosso
    color una esplosion vivace
    di rosse lucenti rosse bacche,
    invan lacrime calde attende
    la primula dell’amor, perenne
    è quel gelo qui nel cuor creato
    da parole d’addio qual neve
    nera su bianco foglio lì gettate:
    non un rosso fiore a primavera
    che avvizzito morto sarà il fiore!

     

  • 14 marzo alle ore 7:43

    Quando ti sei lasciato andare
    non ti ho potuto prendere
    Quando mi lascerò andare
    mi prenderai tu?
    Quando hai perduto la presa
    non ho potuto tenerti
    quando lascerò io la presa
    mi terrai tu?
    Quando hai sofferto il dolore
    non ho potuto aiutarti
    quando sentirò io il dolore
    mi darai conforto?
    Tutti i miei pensieri
    tutta la mia forza
    tornano a quel momento
    tornano a quella notte
    se solo Io avessi potuto
    se solo io avessi fatto
    forse tu avresti potuto
    forse tu avresti fatto
    Se strillassi più forte
    mi sentiresti?
    Se piangessi più forte
    vedresti le mie lacrime?
    Quando arriverà quel giorno
    mi aspetterai?
    Quando il tuo cuore si è fermato
    il mio dolore è iniziato
    quando il mio cuore si fermerà
    forse guarirà?
    sotto le tue ali
    non mi sentirò perduto
    attraverso la tua luce
    troverò la strada.
     

  • 14 marzo alle ore 7:42

    Scusate tanto miei signori

    Se ve faccio male ai cori

    De sti tempi so ‘n pó strano 

    Me sento popo er core’n mano

    Si lo tiro lo ripijo

    Quanno è tutto un granne straccio

    E poi moo tengo tutto ‘n braccio

    Tanto dentro nun ce torna

    Sta de fori e se frastorna

    Me ne dice assai de cose

    Ma tutte quante dolorose

    Se stà a destra va de lato 

    Poi se ferma tutto gelato

    Come sai quell’orologi

    Che tremano sempre ai grandi elogi

    Nun lo sentono quer tono

    Tutt’intorno ‘n gran frastuono

    Ve lo dico senza ‘mbarazzo

    Ce sto quasi a uscì de pazzo

    Chi lo dice

    Chi lo sente

    Chi invece quasi mente

    Ce sta sempre tanta gente

    Cerco solo un grande luogo

    Dove posso emette er tono

    Der dolore che oggi sono

    Dentro sotto la mia pelle

    Me fa popo vedè e stelle

    Che ve dico 

    Che ve racconto 

    Oggi m’ha corpito

    Quer gran tramonto

    Come poi fa ‘n po’ la vita

    Anche co ‘na gran fatica

    Vorrei tanto avè i colori

    Pe coloravvè tutti i cori

    Scusate tanto pe sta serata

    Se sente popo tutt’acciaccata

    Come ‘n vecchio de cent’anni

    Se sente tutti li malanni

    solo er tempo

    Quello strano 

    Ce potrebbe da na mano

    Senti ‘n po’

    Se te lo dice

    A me no nun me lo dice.

  • (Perché, facendo ciascuno a gara per salire, sovraccaricarono le scale)

    Non ho salvato

    la mia vita

    ché ne avevo altre

    La mia

    l’avrei guardata

    in futuro

    Ma il futuro

    è andato

    oltre.

  • 12 marzo alle ore 22:01
    (27) L'abbraccio

    Quando che padre chiude l’invettiva,
    con nobil’atto e far servizievole
    s’alza Francesco, viso amorevole,
    e riempie sante Man di brace viva
     
    e più s’accosta, più brace s’avviva
    e con espressione assai benevole:
    venia, Padre, per mio far spregevole,
    ma ora si scaldi a questa fiamma viva
     
    che il troppo freddo par l’abbia  avvilito.
    Ai piè si butta il frate inebetito,
    non più altero, ma dimesso e pentito.
     
    L’alza Francesco, a sé lo stringe forte:
    spesso ‘l buon Dio ai miseri apre le porte,
    e di schietti si serve per Sua Corte.
     
    E d’allora, finché restossi in vita,
    fu padre Antonio fautor d’ Eremita.
     

  • Tutto può accadere in un attimo
    un giorno un anno una vita

    oppure solo alla fine della vita

    Là in quel momento
    si realizza il destino di ognuno

    distinguendo la storia dalla fantasia

    con le sue radici sepolte
    affascinanti e ben curate nel loro silenzio

    che d'un tratto riprendono a vivere

    uscendo dal loro Essere

    a svelare le meraviglie del proprio Paradiso
    e inseguire i sogni e gli amori

    che si cercano

    e si contorcono tra loro
    nell'audacia della semplicità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 12 marzo alle ore 21:45
    Di nascosto

    Nessuno mai saprà
    quante volte
    vengo a piangere
    su queste acque deserte
    Mesto e con il viso stravolto
    siedo a lungo su questi gradini
    a parlarti di me
    mio amico mare
    e alle tue onde
    consapevoli dei miei tormenti
    E mentre il vento si porta via
    le loro creste e le mie lacrime
    tenui raggi di sole mi costringono
    al mio pudore e alla mia vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Non so ancora
    come e quando accadde

    d'esser stato afferrato
    con dolce violenza

    e gettato ai piedi

    di questa felicità
    che non mi lascia dubbi

    M'accorgo dei segni
    di questa mia malattia

    in cui risplende
    la luce del mio futuro

    quando guardo
    l'orizzonte infinito

    che sublime si staglia
    davanti ai miei occhi

    a farmi capire

    quanto il mio cuore
    avvampi d'amore

    E là che io rapito

    lascio nei pensieri
    le impronte della passione

    e vivo le mie notti e i miei giorni
    immerso in quell'immenso piacere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 12 marzo alle ore 21:42
    Il piacere di donarmi

    Mi sento ormai necessariamente
    dentro la mia storia

    senza alcuna possibilità
    di tornare indietro

    e mi sembra d'aver vissuto
    da sempre in questa ansia

    d'essere nato già
    con questa mia spiritualità d'inchiostro

    con questa mia severità d'ignoranza

    divenuta nel tempo memoria della mia vita

    nel piacere di donarmi ai ricordi
    e partecipare alla più bella avventura

    nella mia stagione più importante
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 12 marzo alle ore 12:47
    La Neve Finta

     
     
     
    In una delle tante notti ubriache
    La neve inebria il paesaggio
    Saltano gli equilibri della vita
    Poi ritornano i dissesti di ieri.
     
    È la culla dell’evasione
    Con sogni da voler sognare
    Creando un castello di fumo
    Che in un attimo si dissolve.
     
    È il fascino illusorio
    Che aleggia nell’aria
    Nutre, vive e muore
    Nell’avanzato mattino.
     
    Si è padrone e si è vittima
    Degli eventi che si ripetono
    Migliorano e peggiorano
    Nell’attesa di mamma morte.
     
    Lei pazienta, attende , poi
    Ci avvolge nel buio duraturo
    Per lenire sofferenze sofferte
    Dolori futuri e non solo altrui.