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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 07 giugno alle ore 19:07
    Germinare

    Solo perché germini il germinare
    da pietre in fumo ingrasso un gelsomino
    di quell’odore in ciocche 
    di quelle stringhe in luce da disperdere 
    ogni mia ombra dappertutto
    e forma esterna e paratie dei fuochi.
     

     

  • 06 giugno alle ore 22:39
    Le voci della coscienza

    Voi

    rimanete pure rinchiusi ...
    nella vostra scatola del tempo

    a mangiare dolcetti macabri

    le ossa dei morti

    appartenuti ai bambini
    che giocavano a moscacieca

    E inventatevi pure

    giorni di festa e di riposo
    dai vostri mestieri duri

    mentre risuonano nel mondo
    rumori di ferri che stridono

    voci della coscienza
    che un giorno forse

    vi porteranno a scavare
    dentro la vostra anima

    e trovare cosi' la pace
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 giugno alle ore 22:36
    Nella mia disperazione...resisto

    Vedo dalle finestre
    della mia intuizione

    una sorta di universalita'

    ante aperte con vista
    sulla semplicita' dei miei dettagli

    Quasi un tutto compreso
    che scandisce i palpiti del mio vivere

    e ne percorre d'amore e d'accordo
    i momenti particolari

    E rifugio la mente in questo belvedere

    nel mio fantasticare

    che cerca allegorismi senza pregiudizi
    ne' tessere di mosaici

    a godere del mio scrivere

    anche con le ante richiuse
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 giugno alle ore 22:31
    Rottami della mente

    Sono segreti che tengo per me

    le mie paure

    irrevocabili sentenze dell'anima

    impoverita dalla pesantezza
    degli anni e dei malanni

    E mi sento
    come un uomo che piange la sua sorte

    nella tacita essenza del suo vivere

    e dentro cui ha perduto ogni privilegio
    di divertire e divertirsi

    detriti abbandonati e raccattati

    mercificando i suoi giorni nell'incoscienza

    e barattandoli con esigui e inutili versi
    a lenire i tormenti

    a dir al mondo cio' che non e'
    e che non vuole essere

    e magari trovar cosi'
    nuovi motivi per sorridere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 giugno alle ore 22:30
    Luci nelle notti

    Solista
    nella coralità del vivere quotidiano

    abito nell'oscurità delle notti

    rifugio e salvezza dalle mie condanne

    a percepire l'armonia d'insieme

    che nella nostra unione
    ci riempie e ci completa

    Scorre il tempo
    e con lui i miei battiti

    a dissolvere immagini di vacue speranze

    visioni di cose perdute
    sostituite da nuove emozioni

    morbide nuvole

    giaciglio soave
    su cui riporre i miei stanchi gangli

    Raccolto in me stesso
    m'immergo in quel buio

    a svolazzare tra la realtà e i sogni

    un fremito

    un sospiro

    una carezza

    un bacio

    e finalmente libero

    la vereconda luce dello Spirito

    ...s'illumina.
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 giugno alle ore 22:28
    La consapevolezza dei tormenti

    Qui giace il mio passato
    e i miei ricordi

    quegli inutili miei ricordi

    struggenti e impavidi

    a riempirmi di Nulla
    e incupire i giorni

    Sorpasso in velocita' la mente

    chiudendo i miei versi
    nei recinti delle Verita'

    in un intricato racconto
    del mio essere stato

    teso e contorto

    a donare quel Nulla
    e la sua miseria fatale

    nella tranquillita'
    dei miei tormenti

    e della loro consapevolezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 giugno alle ore 22:25
    Fervide fantasie

    Vivo disteso sui miei miraggi
    che altro non sono

    se non impulsi di fantasie

    che scaldano i miei freddi pensieri
    al calore dell'anima

    So gia' da me

    che il mondo non gira
    attorno ai miei scritti

    e tutti mi dicon

    che essi non mi faranno
    diventare per niente i capelli bianchi

    ma mi consolo
    guardando al colore delle mie emozioni

    e prego il Cielo

    che almeno esse
    rimangano accese per la vita

    E sghignazzo allegro
    alla durezza dei miei toni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 giugno alle ore 19:22
    SE DIVERRAI LUCE INFINITA

    SE DIVERRAI LUCE INFINITA
     
     
    Se questo silenzio avesse
    parole, non ci sarebbe inciso
    ai muri della metropoli
    il dubbio del nostro amore,
    al risveglio non troverei
    pavimenti vacillanti,
    i passi andrebbero leggeri
    come di giugno il vento.
    In te amore
    si dissolverebbe la cupezza
    se insieme muovessimo il mare
    se scalassimo la montagna
    del sorriso, se non mi negassi
    i caldi abbracci
    che percorrevano le nostre vene
    in fuoco d’artificio.
    Se diverrai luce infinita
    abbaglierai tutta l’anima mia
    impetuose le nostre finestre
    si spalancheranno
    al cristallino riverbero
    del mattino.
    *
     (Grazia Finocchiaro)
     
     

  • 06 giugno alle ore 19:19
    NELLA VALIGIA LA MIA ISOLA

    NELLA VALIGIA LA MIA ISOLA
    (Souvenir d’amore)
     
     Colmai valigia d'acqua
    di mare, fragrante di zagare
    e limoni, mi trepidò l'animo
    come bambina
    quando sciolsi l'intreccio
    dalle mani di madre,
    la pelle saturai di solleone
    i passi amalgamai di salsedine,
    perché non fosse solo nudo ricordo.
     
    Ingoiai bocconi di vento
    - ossigeno di ristoro -
    alle mie spalle si poggiò il sole
    fedele guida perenne per tutti
    i miei giorni, raccolsi
    una manciata di respiri mattutini
    - lievito per il mio vivere -
    nelle tasche sole e grano
    per irraggiare il mio cammino.
     
    D'acqua mi rinfrescai la gola
    alla sorgente che sgorga ancora
    come nelle notti
    che mi custodiva il sonno
    nella casa atavica lì vicino.
     
    Uno sguardo dall'oblò
    della memoria, dello zampillare
    scintille d'argento
    sono limpide parole
     
     (Grazia Finocchiaro)
     
     
     

  • 06 giugno alle ore 7:37
    in Viaggio

    Sii sempre la meta del tuo viaggio
    e del viaggio
    assaporane l'essenza
    le assenze lungo il sentiero.
    Governa i passi ma
    lascia sempre correre
    libero lo sguardo.
    Alimenta i giorni del cammino
    con il grano della curiosità
    e dissetati con le piogge della solitudine.
    Sentirai parlare di te 
    dal vento del mattino,
    ti guiderà la saggezza del crepuscolo.
    Sii sempre la ragione del tuo viaggio
    e nessuna strada mai
    sarà stata inutile.

  • 05 giugno alle ore 15:39
    Matite

    Matite
    che parlano di libe­rtà...
    Lasciano il segno

  • 05 giugno alle ore 15:03
    Lei

    Porta sempre con sé
    come l’ombra sul pavimento
    segni d’adolescenza,
    il gusto di mandorle crude
    di un primo bacio che sembrò nel vuoto,
    postumi di cosa non sognò
    e un principio di lacrima nel caffè
    evaporata a gioia

    Non è possibile e lo è:
    quella finestra poggiata al nulla 
    non si può chiudere
    siccome muri intorno non ne ha
    né cardini né scuri 
    e sbatte ugualmente 
    vento o non vento

    tante volte pensa ad una soglia
    tra il finito e l’ancóra,
    e che il coagulo anima- corpo 
    aria nell’aria
    sia lì per sciogliersi
    finalmente

  • 05 giugno alle ore 13:47
    Atlas

    Sulle spalle
    Il peso del cielo
    Mentre di notte
    Splende esercito di luci
    Dissipando Morfeo
    L'ira del primo
    Tra tutti gli dei
    Mi avvicina al gene
    Di Crono Saturnino
    Scolpisco i muscoli
    Per visione universale
    di dolore
    Ripiegandomi sul fusto
    Sono albero d'equilibrio
    Alla donna di vetro
    Dirigo la freccia
    E ogni spina
    Al suo fianco
    Sia allora 
    messaggio d'ascesa
    Che il corpo trafitto
    da aghi sottili
    Sia piuma
    e poi danza
    Al timone
    Del vascello
    della tua vita
    Sia solido
    Compimento del fato
    Ai tuoi piedi il grano
    Di madre terra
    Sul tuo capo Il soffio di Dio

  • 05 giugno alle ore 13:47
    Atlas

    Sulle spalle Il peso del cielo Mentre di notte Splende esercito di luci Dissipando Morfeo L'ira del primo Tra tutti gli dei Mi avvicina al gene Di Crono Saturnino Scolpisco i muscoli Per visione universale di dolore Ripegandomi sul fusto Sono albero d'equilibrio Alla donna di vetro Dirigo la freccia E ogni spina Al suo fianco Sia messaggio d'ascesa Che il corpo trafitto da aghi sottili Sia piuma e poi danza Al timone Del vascello della tua vita Sia solido Compimento del fato Ai tuoi piedi il grano Di madre terra Sul tuo capo Il soffio di Dio

  • 05 giugno alle ore 13:46
    Atlas

    Sulle spalle Il peso del cielo Mentre di notte Splende esercito di luci Dissipando Morfeo L'ira del primo Tra tutti gli dei Mi avvicina al gene Di Crono Saturnino Scolpisco i muscoli Per visione universale di dolore Ripegandomi sul fusto Sono albero d'equilibrio Alla donna di vetro Dirigo la freccia E ogni spina Al suo fianco Sia messaggio d'ascesa Che il corpo trafitto da aghi sottili Sia piuma e poi danza Al timone Del vascello della tua vita Sia solido Compimento del fato Ai tuoi piedi il grano Di madre terra Sul tuo capo Il soffio di Dio

  • 05 giugno alle ore 10:19
    Diniego di Pietro Coloso - barcaiolo -

    Stanco di lungo e faticoso andare,
    mancante del nutrir di qualsivoglia,
    maggiore sempre più è in Lui la voglia
    l’altra sponda di mar tosto toccare.
     
    Pronta su l’onde è già per veleggiare,
    barca, che ‘n sé assai legna convoglia,
    ch’attendon di Messina, a  l’altra soglia,
    l’operai già pronti  per trasbordare.
     
    S’accosta, allor, Francesco al capitano:
    dacci fratello posto sul tuo legno,
    alfine che di Dio solviam disegno.
     
    Se di denaro mi farete pegno,
    posto  avrete pure su questo legno,
    e san vi poserò su l’altro piano.
     
    Manco teniamo un becco di quattrino,
    e non possiamo dar manco un carlino,
    mostra  fratello, mostra  carità
    che, certo, ‘l buon Dio di te avrà pietà.
     
    Solamente i soldi io conosco invero,
    e all’infuori di essi mai accendo cero.
    Il Frate, non turbato, indi, si scosta
    e poco dopo dà muta risposta.
     
     
     

  • 04 giugno alle ore 21:16
    Il miglior offerente

    E mi giudico
    senza alcuna indulgenza
    o momenti di privilegio
    nel ritmo del mio vivere
    a cui non mi sottraggo
    E mi diventan inutili
    gli attimi d'intimita'
    vissuti con i miei pensieri
    quelle emotivita' perdute
    nello squallore dei vecchi inganni
    ricevuti in eredita'
    e che vorrei vendere
    al miglior offerente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Tanto...quando sara'

    avremo tutti
    la stessa sentenza

    che siam stati d'anima
    o di disanima

    che siam stati di cuore
    o di perfidia

    che siam stati in coscienza
    o d'incoscienza

    che siam stati poetici
    o antipoetici

    sarem tutti la'

    abbracciati a Lei

    giudice supremo senza giudizio
    e d'egual giudizio

    a esser per Lei divenuti
    perdita di tempo

    E non aspettiamoci
    alcun dopo

    tanto non lo sapremo
    ne' ci saremo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • (per la serie...siam tutti professori)

    Nulla e' fuori di me

    dentro ho il mio mondo
    nel mio appartenermi ad altro verbo

    E mi conduco
    a estreme necessita'

    ridurmi al mio minimo

    nella caparbieta'
    di voler scoprire a tutti i costi

    il vero nòcciolo del cose
    e del loro significato

    E mi salvo

    imponendomi
    l'astrattezza delle mie scelte

    che nasconde quelle verita'
    che non han bisogno d'essere rivelate

    né d'essere esibite al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 giugno alle ore 21:12
    Saluti...di buongiorno

    Pensieri vestiti di rosso

    dall'aria costosa

    scuoton la mente
    e accendono i desideri

    E mi sento intrappolato
    nel mio angolo di vita

    imbarazzato

    seduto goffamente
    davanti agli occhi del mondo

    accoccolato con le ginocchia
    che mi arrivano al mento

    a sognare d'esservi accanto

    e abbracciarvi

    e stringervi

    e baciarvi avidamente

    nella lussuria smaliziata e sincera
    che ci unisce
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 giugno alle ore 21:09
    La mia migliore compagnia

    Faccio fatica
    a trovare il mio posto

    in questo mondo ostile

    nella faticosita' di questo vivere

    che subisce tormenti e difficolta'
    nel contribuire al mio se'

    nell'immenso mio desiderio
    di essere presente a me stesso

    alla mia contemporaneita'

    alla speranza mai svanita

    che l'arte potesse divenire
    quel qualcosa attraverso cui

    poter esprimere il mio essere

    E resto rintanato
    nel mio silenzio interiore

    senza averne timore

    anzi facendolo assurgere
    a mia migliore compagnia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 giugno alle ore 12:22
    Nascondersi

    Voglio diventare dura,
    coprire con una coltre nera tutti i miei sentimenti.
    Nascondere ogni dettaglio,
    ogni sfaccettatura del mio cuore.
    Celare ciò che provo,
    ogni mia emozione,
    ogni parola d'amore.
    Perché chi riesce a mentire su ciò che sente,
    ha la consapevolezza di non poter essere giudicato, deriso o frainteso sui propri sentimenti.
    Anche se, chi ama davvero, non potrà mai fingere di essere ciò che non è.

  • 04 giugno alle ore 12:21
    Guarirò

    Un giorno guariró da questo amore così difficile.
    Riuscirò di nuovo a liberare le mie ali, adesso così strettamente legate a qualcosa di impossibile.
    Guariró dal dolore, dal rimpianto, dalla profonda delusione di questo amore senza speranza.
    Libereró il mio cuore dal tormento e dall'angoscia.
    Guarderò di nuovo, con occhi diversi, il tepore del vento, la magia di un tramonto, la profondità del mare.
    Tutte cose semplici e naturali, ma che, il mio cuore prigioniero, non ricorda più.

  • 03 giugno alle ore 20:42
    Lo scrigno della vita

    Accetto di buon grado
    gli attimi ripetitivi dei miei giorni
    e il convincermi senza speranza
    dell'inutilita' dei miei dubbi
    che capestrano la mia solitudine
    e la sua inesperienza
    E vorrei restarne distante
    e nascondere al mondo
    i contrasti mutevoli del mio vivere
    nel bisogno interiore
    che a intermittenza mi pervade
    di sfuggire la realtà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 20:39
    Il vuoto intorno(1975)

    Resisto
    a alienazioni della mente
    relegando i pensieri
    in atteggiamenti disillusi
    non rassegnati alla visione
    del vuoto di valori
    ormai dominati
    da disperazione e sconforto
    E resto rinchiuso
    nel mio fortino di puntigli
    nella difesa di quel nulla
    e del mio solitarismo
    che son rimasti gli unici
    compagni del mio vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati