username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 21 settembre alle ore 18:33
    Domani forse

    Domani forse
    andrà meglio
    domani forse
    saremo sereni
    ci sentiremo un pò
    più liberi
    senza la paura
    che un vuoto ci schiaccia
    nel pianeta
    molto complicato per un cuore
    che non vola
    tra vita e morte
    in venti che camminano forte
    Non è facile tenere il timone
    di una nave quando il mare
    è mosso, non è facile
    andare dritti senza sbattere
    sulle scogliere senza sprofondare
    ma che ne sanno quelli
    nati, nell'oro prezioso?

  • 21 settembre alle ore 16:20
    Mondo

    Parlami di te
    parlami piano
    mentre di te
    mi disseto,
    oh nettare di vino
    m’è dolce il tuo guardare
    o sol levante,
    quando su di me
    gli occhi posi
    come le foglie
    sopra i laghi;

    unisci la tua bocca alla mia
    nella coppa di vino bruno,
    carico e lucente,
    fresco di vendemmia;

    moltiplica le tue sillabe
    per dirmi ti amo,
    che importano i sogni?
    che importano le delusioni?

    il mondo, amore,
    son le nostre labbra giunte.

  • 20 settembre alle ore 21:04
    La luce della felicitá

    Una luce incantata
    stamane s'e' accesa

    vestendo di madreperla
    il mio risveglio

    a rendermi astratto lo sguardo

    nella pienezza della fantasia
    che trasforma le favole in realtá

    E assaporo e scandaglio
    piano e senza nessuna prudenza

    gli abissi della mia esistenza

    cercando e trovando in quel fondo

    quei RUMORI DELL' ANIMA
    dell'armonia e dell'amore

    gia' abbracciati alla nostalgia
    e al suo appagamento
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 20 settembre alle ore 21:03
    Vivró fino al mio ultimo verso

    Il tempo che scorre
    dona sempre meno
    occasioni in cui
    ci si ferma a riflettere
    sui propri meriti
    e sul proprio meritare

    A te Vita

    che celi
    l'immaturitá e l'egoismo
    del desiderio e della pretesa
    tra le tribolazioni del mio vivere
    giustiziando a tuo piacere
    i sentimenti e le passioni

    a Te dedico

    questo irregolare battito
    del mio cuor felice
    e le lacrime
    che lo accompagnano
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 21:01
    La fragilitá dell'anima

    Avvinta
    dalla melodia dei pensieri
    nel risonante canto
    del loro divenir pagine scritte
    la mia anima fragile
    lievita tra la magia dei miei libri
    e nello sfogliar di essi
    emana volute di suoni
    come nenie d'infanti
    a invitar la mente
    al miglior torpore
    In quello
    io riconosco la veritá
    sugli errori commessi
    pur senza averli commessi
    E lá io sono...perché noi siamo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Proprietá intellettuale riservata

  • A meta' strada
    tra i sessanta e i settanta

    esprimo ancora
    tutto il mio "mal du siècle"

    l’inquietudine

    l’irrequietezza

    la malinconia
    del mio spirito ribelle

    contro questo finto vivere

    e i suoi momenti
    d'illusioni romantiche

    Animato da un fosco sconforto
    e da una disperata ribellione

    mi macero i giorni in nostalgici ricordi

    con l'anima che sogna
    e va serena verso le sue verita'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:57
    Dentro la solitudine

    Ho imparato

    a inseguire i miei consigli
    senza angosciarmi

    e a coprirmi il cuore

    d'impronte di carezze
    di sintonie inedite

    musiche mai sentite
    sospese tra la terra e il cielo

    che aiutano nella ricerca di se stessi
    e non accontentano mai l'anima

    E mi scopro ancora capace
    d'annusare i miei dilemmi morali

    d'ascoltarmi nel mio silenzio

    in questa passione
    d'esprimere me stesso

    dentro la mia solitudine
    vertiginosamente divina
    .
    Cesare Moceo poeta - destrerodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:55
    Non mi preoccupo del mio rumore

    Tendo molte volte
    come fosse un sorriso

    le labbra a mó d'ironia

    per nascondere al mondo
    l'insolenza del mio essere

    e l'espressione iraconda
    che contrae le viscere

    quando alla mente

    urge il bisogno
    d'un umorismo naturale

    che si occupi dell'anima
    a rischio della sua integritá

    nella profonditá remota
    dei suoi impulsi e dei desideri
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:54
    65 anni, fra un po'

    A questa etá sono affascinato
    dalle vite che non si raccontano

    quelle che

    se non le avessi conosciute
    sarebbero finite nell'oblìo

    Lascio quindi spesso
    la sommità delle mia montagna

    senza sapere mai nella discesa
    cosa potró trovare

    né se il procedere in quel cammino
    mi fará dimenticare i miei dolori latenti

    e nel mio poetare
    vedere l'universo con occhi diversi

    istruire meglio la mia immaginazione

    e stabilire con me stesso
    qualcosa che non sia un'illusione

    per diventare protagonista
    della mia salvezza
    .
    Cesare Moceo poeta - [email protected]
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:52
    Il pane della mia cesta

    Cerco sempre
    un posto oltre gli arcobaleni

    dove un grande festival
    di colori e pensieri

    diano vita al piu' bello
    spettacolo del mondo

    E metto da parte
    lo scetticismo della mente

    cresciuta tra grigiori e illusioni

    per comprendere ancora
    la giusta via da percorrere

    all'ombra del mio bosco sacro

    dove poter distribuire
    il pane della mia cesta
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:45
    Oltre i vetri oscurati

    Te ne stai con i pensieri
    che si alleano all'arte

    per sedurre e immaginarti
    dentro il tuo bosco

    a passeggiare tra intricati
    e intensi aliti di sospiri

    feriti dal pensare

    che i sentimenti intimi
    che stanno lontani dal cuore

    non sono meno intriganti
    di quelli che gli restano accanto

    Nel disprezzo di questi pensieri

    innocenti e amare smorfie

    corrucciate da immensi tormenti
    scesi a compromessi tra loro

    ti disegnano il viso

    nel rigetto di vestirti dei soliti abiti

    E non t'importa se i vetri oscurati
    delle finestre dell'anima

    fan vedere l'al di là di te
    e non il contrario
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:44
    Io non dimentico(supplementi d'anima)

    Ricordo che da piccolo
    mi ripetevo sempre
    di voler lasciare traccia
    del mio vivere
    e nel formarmi al mondo
    m'accorgevo
    che la mia crescita corporea
    era in ritardo
    rispetto alla crescita della mente
    E ricordo d'aver sofferto tanto
    quando ho preso coscienza
    di questa mia diversitá
    per altro non accettata dal mondo
    Adesso riesumo questi ricordi
    per dar ancora lavorìo alla memoria
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 settembre alle ore 20:37
    Lusinghe senza piacere

    Sento nella pelle

    l'abbraccio dell'infanzia
    che non ho mai goduto

    i suoi sguardi fragili

    il suo sorriso ingenuo

    il suo calore vellutato
    che mi ricorda d'un fiato

    il mio talento trascurato
    che nessuno ha mai apprezzato

    solo lusinghe senza piacere
    con cui non ho alcun legame

    vivo tra slanci d'amore

    sospiri d'ansie

    e furiose tempeste d'emozioni
    che bagnano di miele il mio cuore
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 settembre alle ore 17:36
    La bugia (La mentira)

    La bugia
    Tutto è demone,
    bestia ingloriosa e serpe di mal dire.
    Grida e sta in silenzio,
    ride, schiamazza e fugge.
    Va lontano, verso distanze brumose
    e riappare con i fiori dell’empietà e dell’afflizione.
    Allettante, si piega negli altari levigati dalle astuzie.
    Insegue fra i voli dei corvi,
    negli alberi dissecati del meriggio.
    Che non raggiunga la Terra dei Troni,
    la terra pura dei nobili alfabeti.
     
    Un ombra,
    riflesso oscuro di un’eco,
    di niente,
    di morte.
     
     
    La mentira
    Todo es demonio,
    bestia ingloriosa y serpiente del mal decir.
    Grita y está en silencio,
    se ríe, teatraliza y huye.
    Va lejos, hacia distancias brumosas
    y reaparece con las flores de la impiedad y de la aflicción.
    Alentador se inclina a los altares bruñidos de las astucias.
    Te sigue por entre el vuelo de los cuervos,
    en los árboles disecados de la canícula.
    Que no alcance la tierra de los Tronos,
    la pura tierra de los nobles alfabetos.
     
    Una sombra,
    reflejo oscuro de un eco,
    de nada,
    de muerte.

  • 19 settembre alle ore 16:11
    Aspetti parole d'amore

    Aspetti parole d'amore 
    ignori il respiro del cuore.
    L'assoluto è distante dalla mente
    si perdono i giorni freddamente.
    Aspetti parole d'amore
    non le scopri tra lo scorrere delle ore 
    granelli a divenire collina
    che il vento soffia e avvicina.
    Aspetti parole d'amore
    dal talento di un grande attore
    ascolta attenta.
    Fra poco perderò una parte di me
    generatrice di vita 
    non sono infelice
    ho già tutta la mia vita, te...
    Ed ora sei contenta
    di queste parole d'amore ?

  • 19 settembre alle ore 16:06
    Quando ho creato la speranza

    Sono entrato
    ma sono fuori
    aspetto
    un tempo passato
    ascolto
    voci senza rumori
    penso
    il già dimenticato
    nasco
    nel già vissuto.
    Bussa la vita
    non sempre accettata
    dall'attesa comune
    la speranza si è creata.

  • 19 settembre alle ore 8:38
    Solo che non dovevi andartene

    Quanto mi manchi
    Sopraffatto dal dolore
    Niente MAI sparirà
    Di tutto quello che avevamo
    Anche annegando
    Nel dolore
    Preferirei afferrarmi
    Ad ogni momento
    Quello abbracciato con te
    Ad ogni risata sentita
    Ad ogni brandello di felicità
    Vissuto con te
    Preferirei passare
    Ogni momento agonizzante
    Piuttosto che cancellare
    Il bel ricordo di te
    Non c'eri
    Il giorno della laurea di Jessica
    Non ci sarai quando si sposerà
    Se si sposerà
    Quando nasceranno i suoi figli
    Se ne avrà
    Non ci sarai quando
    Lei realizzerà
    I suoi sogni più grandi
    Vorrebbe raccontarteli
    Dovrà guardare il cielo
    Non ci sarai quando
    Farò quei viaggi
    Che avremmo dovuto
    Fare tutti insieme
    Adesso faccio ordine
    Tra i miei pensieri
    Pensare che sarai
    SEMPRE
    Qui vicino a me
    Solo che non dovevi andartene

  • 17 settembre alle ore 21:11
    Frammento 18

    L'alba sa stupire
    Coi suoi colori di luce

    La magia del sole

  • 17 settembre alle ore 18:44
    Vele

    Vele
    non è per niente questo
    a cui pensavo.
    Vele
    non è la sferzata del mare
    l’albatro sull’uomo che costeggia le ombre.
     
    È la topografia di sgomenti
    disegno di un tramonto sul clangore dei nervi
    sull’agguato – abbiamo il coraggio degli aerei?
    Ne passa uno, decolla
    meravigliosamente lontano.
    Le vele e il volo,
    la potenza di una folata
    può lavare la nebbia
    quella obesa che sbarra gli scuri?
     
    Vele, sopra facciate
    e vetri costernati
    poter vedere
    in una fessura almeno una rosa
    selvatica, una spina
    pettinare l’aria che addensa
    e che, in morbide braccia d’autunno,
    non è questo.

    (Ispirata alle Vele di Scampia, enormi palazzi destinati all'edilizia popolare nell’omonimo quartiere di Napoli, alcuni dei quali abbattuti negli scorsi anni. Il nome è derivato dalla particolare forma triangolare, simile a quella di una vela latina).

  • 17 settembre alle ore 15:52
    Ciao voi

    Narro di viaggi, suggestioni, (dis)incanti.
     
    Vi lancerete curiosi, leggeri
    con belle ali
    contemporanee, musicali.
     
    Incontrerete emozioni, graffi,
    burle, riflessioni
    semplicemente vitali.
     
    La mia non è malinconia,
    ma autentica poesia.
    Tocco lo schermo,
    digito sulla tastiera:
    immagini e parole
    sono la mia scienza di frontiera.
     
    La mia non è una scelta,
    ma pura necessità.
    Corro veloce sulla pagina
    e niente indugi:
    versi e rime
    sono i miei rifugi.
     
    Non so dove mi porteranno
    le strade della vita.
    Per ora arrivo qui
    e lasciatemi giocare.
     
    Non so dove mi condurrà
    la sognata libertà.
    Intanto mi fermo qui
    e fatemi sfogare!

  • 17 settembre alle ore 15:50
    Occhi di luce (dove vado)

    Dalle tenebre
    un bagliore
    dove il buio più nero
    non fa vedere.
     
    Stella d’oro, che illumini la via
    nella notte profonda,
    è il tuo amore
    che mi guida.
     
    I tuoi occhi mi guardano
    tracciando di luce
    la strada.
    Sono a casa, amore mio…

  • 15 settembre alle ore 17:10
    Dentro i corpi

    Imparare a vedere dentro i corpi
    non nei corpi sodi e integri
    non nei tanti corpi che sono stati
    sani o malati e sono morti
    appena apparsi come gabbie in divenire
    e in disfacimento
    materia esecutiva della sorte
    delibera sociale
    livello e addestramento al disperare.
     
    Vedere dagli occhi senza patina
    se non si vede e fa paura
    perché apertura e abisso il palpitare
    la mossa d’ali
    vedere senza pelle
    ardere un fremito
    di carne viva
    l’attimo
    di luce.
     

  • 14 settembre alle ore 22:40
    Campo Mauro

    Ridere dei propri difetti,
    condividere i propri sentimenti,
    non sentirsi inferiori a nessuno,
    mandare in fumo le proprie preoccupazioni,
    scordarsi dei pregiudizi degli altri,
    a volte bisogna scendere per poter salire…

    Questo e molto altro ho imparato
    stando insieme a voi.

    Dormivo sepolto in un campo di grano,
    e mi svegliavo quando settembre era finito:
    solo gente che mi infliggeva dolore, senza dispiacersi…
    ormai mi ero scordato di tornare insieme a un altro amico,
    tanto non vivevo mai una notte da leoni…
    sì, lo so, avrei dovuto alzare la voce,
    ma avevo troppa paura di essere diverso…

    Grazie infinite per apprezzare i miei pregi,
    e sopportare i miei difetti.

    Vi voglio bene assai! Ich hab euch ganz doll lieb!

  • 14 settembre alle ore 18:28
    Nel deserto (da Paul Klee)

    Com'è il deserto dentro
    dentro il vedersi al fondo
    dentro l'istinto esposto al vento
    di molecole
    in riva a vene?

    Qual'è il colore d'ogni onda
    di sabbia e della sete
    se il piede inciampa in una duna?

    Dov'è il rumore della frusta
    e del dolore
    che suda col respiro
    e quanto mare schiuma ostinazione
    e assorbe, radice instabile
    oltre la pena?
     

     
    La poesia è stata ispirata dall'opera di Paul Klee, da cui prende il titolo, In der Einöde, 1914, Acquerello e matita su carta, su cartoncino (17,4 × 13,9 cm).

  • 13 settembre alle ore 18:36
    Paternità

    Gli alberi sanno tacere il dolore che tu non vedi, insieme abbiamo riso tanto dei vuoti d'aria al ramo spezzato, carne a coincidere con la calligrafia del rito. Iil tuo passo cambiava colore alla luce distraendo perfino la gioia, la strada indossava soltanto il tuo odore, nessuno poteva sapere quello che tutti immaginavano, facevo l'amore con te, come lo sognano tutti quelli che ti hanno veduta almeno una volta. Il franare dei gesti - poi - non placava l'ardore dei vorrei spalmati all'inchiostro. Non abbiamo pianto, insieme, alla radice estirpata, le mie erano solo lacrime che tu non vedevi, sapevi piangere da far ammalare il cuore, ma le lacrime sono un'altra cosa e non posso spiegarti qui, ora, la differenza. Tu non conosci gli alberi, il tuo destino sono fiori recisi programmati allo scambio, mentre il mio è quello di crescere figli mai nati, non fare mancare loro niente al ramo spezzato e auspicarmi che il primo giorno di scuola possa insegnare loro ciò che non ho imparato in tutta una vita. ( Da Enciclopedia del far niente / 96, rue de-La-Fontaine Edizioni)