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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 04 gennaio alle ore 23:03
    Senryu

    Pensieri audaci
    È il fuoco dell'anima
    Apri il tuo corpo

  • 04 gennaio alle ore 20:13
    Nel buio di una grotta

    Fai quello che sai fare
    quello che ti piace di più
    perchè il tempo è tiranno
    di te si preoccupa poco
    e se sei malvagio ti getta per terra
    cercando di farti morire
    ucciderti senza pietà
    buttandoti nella forca
    ritrovandoti nel buio di una grotta
    ove sentirai delle urla arrivare
    dall'oltretomba, che rideranno
    provando gusto a vederti marcire
    negli inferi dell'inferno.
    Sprofonderai nessuno ti salverà
    ed il tuo cuore piangerà
    mentre cenere diventi
    con il resto dei giorni
    andati in fumo
    ove la pazzia miete
    nel disordine dei pensieri muti
    risvegliati da ombre grigie
    invadenti, che non capiscono
    quanto possono nuocere
    a chi desidera stare solo
    i soliti discorsi, i troppi timori
    che è insopportabile
    un essere che non sa
    di provare soddisfazione
    se non è assillante
    e se si, accogliere il distacco

     

  • 03 gennaio alle ore 12:52
    Mille imprese

    Mille imprese dentro il cuore
    che continua a battere e a soffrire,
    a urlare il suo sogno che sfugge,
    contrario al destino,
    innocente come un bambino,
    fragile e imperfetto
    da proteggere nel silenzio
    e nella propria voce.
    Mille imprese d'amore
    per scansare l'insensato,
    il vuoto e la morte,
    la partita sbagliata,
    la nebbia sulla strada,
    la malefica risata
    di chi vuole allontanarti
    dalla metà del cielo
    che ti porti dentro,
    nello sguardo ammantato
    di candore e d'incanto,
    di tepore di sole
    e pioggia leggera di aprile,
    stare a vedere dove la tua corsa
    va a finire,
    in quale notte può mostrarsi
    la tua luna,
    in quale poesia può
    liberarsi la tua anima viva.
    Mille imprese da svolgere in volo,
    mille imprese da fare in terra,
    mille imprese da vivere
    e il tuo dolore
    lasciare andare,
    tornare ad essere
    te stesso nel bene e nel male.

     

  • 03 gennaio alle ore 10:05
    Il vento

    liberamente ispirata al film di Ferzan Ozpetek "Rosso Istanbul".

    Per tutta la vita
    ha soffiato sul mio volto
    senza mai spettinarmi
    lacrime
    ho visto scendere
    dai loro occhi
    senza mai asciugarle
    non sapendo se fosse
    dolore o gioia!

    Chi guarda troppo
    al passato non vede
    il presente
    ma il passato
    non è stato bambino,
    giovane forse
    anche lui
    speranzoso del futuro?

    Il vento 
    ha consumato gli anni
    s'é preso il mio tempo
    ha catturato
    miei ricordi lasciandomi
    affanni
    ha rotto gli argini
    dei fiumi e tormentato
    montagne
    ha provocato tempeste
    le onde del mare
    sollevando
    sul mio volto
    ha soffiato per tutta la vita
    senza mai spettinarmi.

    Taranto, 31 dicembre 2020.

     

  • 03 gennaio alle ore 9:50
    A nudo tempo

    domani
    un alito di nebbie
    ancora saturo
    non celerà
    calchi di fronde
    e le tue mani, nervi
    di sempreverdi
    piantati sul pendio del corpo
    senza bisogno
    di prati e primavere

  • 03 gennaio alle ore 1:06
    La storia di una vita

    Un bimbo inginocchiato davanti al fuoco,
    resta un po’ in ascolto
    della madre che legge piano al tavolo:
    C’era una volta, no,
    c’è ancora, la vita che cresce in una storia,
    è la storia di un fuoco d’amore,
    in cui l’amore unisce due vite:
    a loro un dì, una voce diede la sua luce,
    perché iniziasse la Storia scritta dall’uomo.

    Il bimbo ora si è addormentato,
    sul grembo della madre che l’ha cullato
    con la storia della sua vita,
    dove al tempo spesso ha sorriso,
    con gli occhi, anche tra le difficoltà,
    poiché l’amore è come il moto di un fiore,
    nasce, prospera e poi muore
    ma non s’arresta mai nel suo divenire,
    prima di dare un nome a ciò che chiamano Dio.

  • 02 gennaio alle ore 13:06
    Il nuovo di te

    Nuovo è tutto ciò che nasce,
    tutto ciò che prima non era ancora.
    Nuovo è ciò che può ricevere un nome
    mentre entra nella vita.
    Nuovo è quello che non hai mai ascoltato prima 
    eppure ti è familiare.
    Nuovo è il tempo che vivi
    quando provi amore e ne puoi dare.
    Nuovo è ciò che fai con tutto te stesso
    e ti motiva sempre di più.
    Nuovo è il sorriso sul volto
    quando hai finito di piangere o di scoraggiarti.
    Nuovo è lo spirito con cui
    non lasci più le cose come sono.
    Nuovo è leggere come continua la storia.
    Nuovo è ciò che continua a parlarti
    fosse anche avvenuto duemila anni fa.
    Nuovo è aspettare lì dove hai affondato le radici.
    Nuovo è tutto ciò che è vivo,
    arde e non si consuma.
    Nuovo può essere un anno
    come un solo giorno
    quando non hai bisogno di nulla
    se non del dono di te per vivere.
    Sii tu il nuovo di te.

  • 02 gennaio alle ore 12:35
    Malinconie

    La luce consistente della sera
    rinvia la dolce mia malinconia
    che come preda in vista della fiera
    non vede l’ora di guadagnar la tana.
     
    Quando quest’altra lunga notte
    ore sottrarrà all’imperfetta vita
    e l’ultimo respiro del liso giorno
    rimbomberà nei silenzi della terra,
     
    io mi ritroverò di nuovo detenuto
    dentro un tempio resistente al tempo,
    il cui sagrato dei venerabili ricordi
    mi ostenterà quadranti ‘sì pregiati
     
    da non dover mai esser calpestati
    ma sol guardati dal limitar dei bordi,
    ispezionati in ogni singolare punto 
    per essere ammirati ad uno ad uno.
     
    Sarà l’ora di nostalgie inamovibili
    che del sonno non si cureranno,
    che in sacro corteo avanzeranno
    per reclamare un tuffo mio all’indietro.
     
    Allora, poeta dovrò esser io
    al solo scopo di sapermi raccontare
    l’andata all’oggi e il ritorno a ieri.
    Sì, poeta dovrò essere io…

  • 02 gennaio alle ore 12:04
    Tremo

    Come se io bruciassi
    Come luce frontale
    Come ghiaccio traditore
    Come mondo di polvere
    Come sbucciata
    Come goccia di sangue
    sul palmo
    Come spina
    Mi tocchi
    Mi sbirci
    Non stringi
    Non tieni
    Sfiori
    Tremo
    Lascio..

  • 02 gennaio alle ore 11:50
    Sfumature D'Autunno

    Oltre la finestra ed oltre la prima freddezza,
    Vedo il tramonto un po’ adornarsi,
    tra le nuvole un flebile raggio di sole
    a riscaldare sta il cielo all’imbrunire.
    Come in un gioco di più colori
    che con mani esperte il Divino lega,
    le brevi gocce di pioggia danzano nell’aria,
    tintinnano un po’ sull’erba,
    di sporco assai si ingrossano
    e s’ammassano infine scivolando a terra.
    Si empiono i fossi nel silenzio,
    si copre di foglie secche, gravide di nebbia,
    il prato ancora più assetato,
    nell’andare di attimi che fuggono il tempo,
    avvizziscono i cappelli dei funghi,
    perdendo spore che marciscono nell’acqua.
    Muta è l’età che non muta:
    mentre la sera bussa stanca alla mia porta,
    tutto intorno a me si tace,
    l’Autunno depone già le sue sfumature
    e rotolando ancora tra la gente,
    come un pittore, stende la sua mano sopra i giorni.

  • 02 gennaio alle ore 11:49
    Il mio cuore

    Come se in un alito di vento
    potessi respirare
    tutto il mio destino,
    come se potessi
    prenderti per mano
    e con uno sguardo soltanto
    farti capire che il mio cuore
    non desidera nient'altro
    che respirare te.

  • 01 gennaio alle ore 15:34
    Come foglia che cade

    Come foglia che trema
    e poi cade
    senza l’inverno, in silenzio.
    Come lacrima che scende
    sulle labbra chiuse
    e bagna una parola
    che non vuole nascere.

  • 01 gennaio alle ore 13:11
    Lo sfascio dal guitto - Limerich n. 1

    Un guitto vuole proprio sfasciar tutto
    e da Firenze vomita un costrutto.
    Il fronte è già incrinato
    da biglie sul selciato.
    Il guitto si incapriccia come un putto.
     

  • 01 gennaio alle ore 12:30
    Apro una finestrella

    Apro una finestrella
    nel pomeriggio
    esposta all'alito
    al bagno
    ai baci
    e un vento nero
    di abisso
    dolce
    come onda da lontano
    risale il fuoco

  • 01 gennaio alle ore 11:54
    Buondì

     
    La notte è andata via veloce
    passando sopra replicati sogni
    che tutti quanti volevamo veri
    per candidarci ad essere felici.
     
    Intanto l’alba ormai tossisce,
    ha spento già l’ultima stella,
    sbadiglia ora all’orlo di collina
    e al mare, di nuovo suo fratello.
     
    Buongiorno allora vorrei dire
    a quelli che si destano dal buio,
    a gioie minute e subdoli dolori
    che come sveglie sento risuonare.
     
    Buondì ai gabbiani che non vedo
    dal mio balcone di città sedata,
    al pescatore che alla prima luce
    governa barca in sudore ed acqua.
     
    Buondì al pane ancora profumato,
    al vagabondo fuori dalla notte scura,
    allo squadrone dei potenti in Terra,
    ai bimbi insonni d’Africa che aspetta.
     
    Buondì a voi, amori nostri immensi
    avvolti ancora nel vostro dolce sonno,
    nel supplemento di un segreto sogno
    che sia capace di svegliarvi al meglio.
    *
    Sereno 2021!

  • 01 gennaio alle ore 11:31
    Voglio essere dove sei tu

    Voglio essere dove sei tu
    Nei tuoi sogni, sia fisicamente
    Non sono senza di te

    Vicino alla carne come ossa
    Nel tuo cuore, nei sentimenti
    O metà della tua anima

    Come le stelle e la luna
    Come il sole e la terra
    Come l'oceano e le onde

    Come le nuvole e un arcobaleno
    Come il cielo e le montagne
    Come il vento e i fiori

    Come l'inchiostro di un poeta
    Come carta e penna
    Come musica e testi

    Come l'eleganza e l'abbigliamento
    Come corpo e anima
    Proprio come me e te
    ............... Voglio essere dove sei tu .........

  • 01 gennaio alle ore 11:21
    Der dai’ raich*

    Fossi lastra di marmo nero
    le vene d'oro
    scintille della luna
    nella notte che non passa
    la notte fonda
    di latte in cielo.
    Fiati di mòchena
    appiccano il sudore delle stelle:
    venga il tuo regno
    Regina – all'alba.
    Venga il tuo regno.
    Qui ancora tremano
    le capre senza stalla
    e queste labbra
    chiedono perdono.

    *venga il tuo regno, in lingua mòchena (minoranza linguistica nella zona del Trentino dove la meravigliosa etiope Agitu Idea Gudeta, barbaramente assassinata, risiedeva)

  • 01 gennaio alle ore 10:48
    La chimera di Enkidu (Laquimera de Enkidu)

    La chimera di Enkidu

    Enkidu sogna la rosa del tempo,
    una barca che scende nell’oasi vespertina
    fra gli spasimi della lontananza.
    Enkidu sogna l’astuta regina
    fra nuvole rosse e pianure di fumo.
    Enkidu annusa l’oppressione dei fratelli
    mentre le pietre si ammantano di rostri
    e le api dissecano nei rovi del deserto.
    Discende Enkidu melanconico
    e le stelle eclissano i suoi passi mortali.
    A Enkidu chiama una voce,
    chimera nella lontananza bruna.
    Enkidu cerca il cedro del bosco,
    compra l’immortalità dei giochi
    pagando l’obolo per la porta della vita,
    vita che è madre nel giardino della lotta.
    Sarai uomo con una scala addosso
    e una chiave nella cintura.

    Nessuno si ricorda di te, Mago del Paradiso.
    Il veggente sboccia in enigmi e ambiguità,
    in sortilegi di allucinazione.

    La quimera de Enkidu

    Enkidu sueña la rosa del tiempo,
    una barca que desciende en el oasis vespertino
    entre los espasmos de la lejanía.
    Enkidu sueña la astuta reina
    entre nubes rojas y llanuras de humo.
    Enkidu percibe la opresión de los hermanos
    mientras las piedras simulan rostros
    y las abejas se disecan en las breñas del desierto.
    Desciende Enkidu melancólico
    y las estrellas eclipsan sus pasos mortales.
    A Enkidu una voz lo llama,
    quimera en la lejanía bruna.
    Enkidu busca el cedro del bosque,
    compra la inmortalidad de los juegos
    pagando el óbolo para la puerta de la vida,
    vida que es madre en el jardín de la lucha.
    Serás hombre con una escalera a cuestas
    y una llave en la cintura.

    Nadie se acuerda de ti, Mago del Paraíso,
    del vidente brotan enigmas y ambiguedad,
    en sortilegios de alucinación

  • 31 dicembre 2020 alle ore 19:21
    Si può chiudere il cielo

    Si può chiudere il cielo,
    si può partire
    e rimanere col vestito
    dell'amore
    stretto addosso,
    cucito da mille emozioni,
    lacerato in qualche punto,
    dove il tempo cercherà
    di rimediare,
    dove l'anima sarà pronta
    a perdonare.
    Si può chiudere il cielo
    lasciando pagine bianche
    senza più parole,
    fuggite in un silenzio
    poggiato sulla bocca
    affamata di baci e poemi cantati,
    abbandonata ai suoi segreti,
    ai suoi respiri,
    ai suoi sussurri nel vento,
    invocando il suo nome,
    del cuore adorato frammento.

  • 31 dicembre 2020 alle ore 18:30
    Profeta

    Tu sei profeta d'amore, ma la tua bocca non dice né il falso né il vero, e pronunci dardi infuocati che arrivano dritti alla radice della testa e mi tolgono il respiro. Ho visto il tuo arrivo, nei sogni fatti da bambino e da ragazzo ho sperato. Poi sei arrivato in questa forma mortale, fatta di uomo, di carne e carezze, ed occhi scuri come un veleno, di voce amabile e calda, di tocco fermo e sudore, e tra le mie braccia ardi di notte come la brace,  sei l'amabile volto dove i miei baci corrono al riparo ed io non so, con soli due occhi, raccogliere tutta intera la meraviglia che sei.

  • 31 dicembre 2020 alle ore 10:46
    Al tocco della mezzanotte

     
    Non chiederò al nuovo anno
    nulla di più e nulla di diverso
    di quanto giorno dopo giorno
    io già non chieda a quel futuro
    che da canguro vuole travestirsi
    per fare un salto troppo lungo
    mentre all’indietro scalcia
    per diluirsi in questo mio presente.
     
    Se al tocco della mezzanotte
    lassù nel cielo ci sarà la luna,
    io la vedrò uguale a sempre,
    amata complice e discreta spia
    di un notturno, culla ed abbandono.
    Eventuali stelle in bella mostra
    saranno ancora assai distanti,
    teste di spilli in controluce.
     
    Se scenderà fittissima la pioggia,
    di certo pioggia d’oro non sarà.
    Solo la neve qui potrebbe dare
    la bianca quiete alla baldoria.
    Il mare sempre e comunque c’è
    e pur lontano è a me vicino
    come l’amor che sento dentro
    appena lei mi pensa un po’.
     
    Di là, sul freddo marciapiede,
    un randagio troverà randagi,
    bastardi a fargli compagnia
    tra vecchie luci e nuove ombre
    dove non trova un padrone amico.
     
    Al tocco della mezzanotte
    berrò un quarto d’abituale rosso
    che sottobraccio poi mi prenderà
    fino ad aprire il sipario sonno
    nell’attesa d’un nuovo dì clemente.
     
     
     
     
     

  • 30 dicembre 2020 alle ore 11:38
    Stand-by

    Finalmente colano,
    scintillano le belle lacrime
    che non volevo conoscere.
    E cadono, pesanti e calde.

    Le avevo trattenute a lungo,
    purosangue imbizzarrite,
    solo per ritardare un po’
    lo show dell’anima mia.

    Nasceranno ancora, lo so,
    le sofferenze per gli affetti persi.
    Mi stringeranno nella morsa
    del recinto che sarà blindato.

    Sarò solo e avrò tempo
    per pensare una volta ancora
    ai bisogni di amori imperfetti,
    ai fronzoli di false primavere.
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2007
    (Tratta da “Appena finirà di piovere” – Global Press Italia - 06/2010)
    (III Premio al Concorso 'Emozioni d'inchiostro” - 2007)
    (Pubblicata nell'Antologia “Emozioni d’inchiostro” - Laruffa Editore - 2007)
    (Pubblicata dal Mensile Il Saggio 01/2008)  

  • 30 dicembre 2020 alle ore 10:37
    Vivere nel sogno

    Ci sono alcuni momenti
    anche senza un perchè
    dove la tristezza ci invade
    e ci logora l'animo.
    E sono in questi i momenti
    che immagini e ricordi del passato
    affiorano prepotentemente
    e ci si rifugia in essi
    perchè anche solo per un istante
    possiamo dimenticare la realtà
    ... e vivere nel sogno...

  • 29 dicembre 2020 alle ore 19:34
    Si dice...

    Si dice “Infinito”
    quella grandezza indefinibile
    che senti nel cuore,
    si dice “Amore”
    quando i pensieri
    vagano da soli,
    per poi diventare sogni
    e la poesia la senti
    sotto la pelle,
    nell'anima
    e in tutto ciò che vivi
    nei giorni.
    Si dice “Pianto”
    quando il tuo canto
    si fa muto,
    sciogliendosi col sale
    di lacrime amare
    e diventa malinconia
    e pioggia
    nel cielo che toccavi
    insieme alle sue mani.

     

  • 28 dicembre 2020 alle ore 17:34
    Guardami dentro

    Guardami dentro,
    troverai la tua immagine
    dalla luna illuminata
    nelle notti d'infinità e di sogni,
    guarda nel mio cielo
    e troverai il tuo riflesso immenso,
    immerso tra le stelle
    ed il silenzio di emozioni vive,
    guardami dentro,
    ci sarà anche il dolore
    che con la tua anima
    mi farai dimenticare.