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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 marzo alle ore 23:55
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle

    Sai, stanotte ho parlato alle stelle
    e ho scoperto che oltre al sapere
    nel silenzio,
    loro si congiungono e ti rispondono.

    Cosa ti hanno detto?

    Mi hanno rivelato che la loro luce
    non può illuminare tutto ciò che è
    in ombra e in decadenza
    e che le memorie dell'uomo
    possono finire nell'oblio misterioso
    dei buchi neri,
    stelle morenti senza rimedi,
    senza esser più la sede dei desideri.

    Ma le stelle possono parlarci del destino?

    Non proprio, sanno riconoscere
    i nostri sogni sotto il cielo,
    sanno farci amare
    e ricordare chi eravamo,
    sanno toglierci dal cuore
    una dose di veleno,
    un dolore che ritorna
    quando sembra si dissolva
    nel sereno.
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle,
    guardiani di luce
    sulle nostre anime stanche e ferite,
    dalla scintilla divina toccate.

     

  • 23 marzo alle ore 20:41
    Io, te, il mondo

    Come un fiore,
    come un sole,
    come te,
    come l'amore,
    come il vento
    di notte,
    le onde impetuose.
    Vita che ovunque ci collega.
    Io, te, il mondo.
    Una sola creatura

  • 23 marzo alle ore 20:31
    Abbracciami

    Abbracciami.
    Fermiamoci qualche minuto
    e abbracciami.
    Viandanti della vita,
    procediamo verso l'ignoto.
    Ecco il tuo odore,
    e il tuo calore,
    mentre mi stringi a te,
    forte, fortissimo.
    Quanto mi manca la tua aria,
    il tuo disegnare arcobaleni
    nei miei sogni!

  • 23 marzo alle ore 20:22
    Amore

    Nell’angolo morbido
    delle tue spalle
    C’è la cavità dell’amore
    Che mi riempie il viso,
    Un incastro preciso
    E meticoloso
    Tra il sonno e il sogno,
    E l’armonia
    È uno sfoggio di sguardi capiti
    E Nell’avvallamento delle guance
    Il graffio di un morso perdonato,
    Così tu m’insegnasti che ogni arto
    Richiede un amore diverso.

  • 23 marzo alle ore 18:20
    La Grotta Dei Sogni

    I miei pensieri volano
    Sopra una nuvola grigia
    Per giungere dove non so.
     
    Sotto le poche stelle
    Il vento morde il bosco
    E le sue foglie ingiallite.
     
    Senza alcun riferimento
    Il fiume le porta lontano
    Insieme alle mie speranze.

  • 23 marzo alle ore 18:10
    Natura Dolce Amara

     
    Io sono qui
    Noi siamo qui
     
    Cara natura
    Nel silenzio
     
    Si ascolta
    La tua voce.
     
    Ho avuto paura
    Ed ho urlato
     
    Ho strillato all’umanità
    Ma l’uomo non ha udito
     
    Ha perduto la sua strada
    E non trova la giusta via
     
    Vi è luce e non vede l’aurora
    Non vuole uscire dalla notte
     
    Oh luce dell’orizzonte
    Disegnaci l’alba giusta.

  • 23 marzo alle ore 9:43
    Libertà è fantasia

    Libertà mia,
    libertà tanto amata,
    libertà sinceramente osannata,
    libertà profondamente sospirata,
    libertà,
    libertà turpemente calpestata,
    cosa ancora rimane di te nella vita
    perché senza di te va via la dignità?
    Vedo ognora divulgarsi falsità,
    moltiplicarsi continua e penosa incoerenza
    e la logica dell’esistenza sfumare.
    Non scorgo svegli appigli,
    sottili stili non discerno,
    bagliori limpidi non vedo,
    che possano il mio estro soddisfare
    e profondo impulso arrecare
    a diletto e bizzarria
    perché la libertà è fantasia.
    Il genuino vanto vorrei
    di esprimermi senza cupi cipigli
    per evolvere sinceramente la mia valentia
    senza remore di chicchessia.
    Operare chiaramente vorrei
    per dare libero sfogo all’innata passione
    che ora e sempre in me provoca
    profonda e sincera emozione.

  • 23 marzo alle ore 0:28
    Ascende il mistero dell'uomo

    Ascende il mistero dell'uomo
    nella Storia,
    l'enigma irrisolto si nasconde
    nella sua stessa mano.
    L'origine si cerca fra le stelle
    e la terra,
    fra i sogni che gli antichi
    attraversavano.
    La sua passione cresce
    e si scatena,
    non muta in cenere,
    ma rimane viva
    alternando il dolore con l'amore,
    appannando la ragione.
    Il suo tempio
    può essere un bosco
    o un giardino
    o un viale alberato,
    un luogo nascosto
    dove pregare,
    la sua cura può trovarla
    in se stesso
    o negli occhi di un'altra persona,
    nel suo sonno arrivano
    fantasmi e rivelazioni.
    Il suo silenzio può coprire
    memorie e mille parole,
    le sue parole possono parlare,
    ma senza niente d'importante dire
    e alla verità sfuggire.
    Ascende il mistero dell'uomo
    in una poesia,
    ascende agli angeli
    che cantano di notte.

     

  • Ho il cuore malandato,
    qualche volta l'ho perso,
    poi l'ho ritrovato.
    A quest'ora potevo essere
    nei rituali di un'altra vita?
    Forse sarei stata la stessa
    persona complicata.
    Sono andata fuori tempo
    e fuori strada.
    Ho intonato a bassa voce
    il mio canto innamorato,
    ero inerme fuori la tua casa.
    Il mio cuore era in viaggio
    nell'amore e nelle paure.
    Sono come la malinconia
    dietro le finestre
    e aspetto te,
    sui miei crepuscolari orizzonti.

  • 22 marzo alle ore 13:19
    Prato d'attesa

     
    Lievi e colorati, i petali,
    li stacco ad uno ad uno
    nell’ora d’incredibile rugiada.
     
    Il viale alle mie spalle
    sembra lungo un treno
    e, ancora, tu non arrivi.
     
    Tra fili d’erba imbalsamata
    il bruco gioca a nascondino
    e, intanto, prende posto.
     
    Quand’è che ti vedrò
    spuntare fresca dal roseto,
    con i capelli al cielo?
     
     
     
     
     
    *
     
    Anno di stesura 2002
    Antologia Donna Mistero Arte

  • 22 marzo alle ore 9:12
    Forse

    Forse se tu fossi qualcuno diverso da te.
    Come polvere argentea, che galleggia nel vento.
    Forse se tu fossi una farfalla nella mia mano
    Almeno un giorno, almeno una notte.

    Forse se tu fossi la parola nella mia bocca
    Una ninna nanna quando vado a letto
    Potresti persino vedere uno qualsiasi dei miei sogni
    Quanto sei importante per me, quindi mi sto addormentando.

    Ma sei freddo come il ghiaccio, indifferente come un masso
    Preferisci essere solo, tutto solo
    Ma sei freddo come il ghiaccio, indifferente come un masso
    Non ti farò desiderare di condividere il mondo con me

    Forse se tu fossi un fuoco in cui brucio
    E lacrime che cadono nelle mie mani
    Forse allora amerei ogni nuovo giorno
    Forse allora avrei dimenticato che era un sogno

  • 21 marzo alle ore 21:44
    Parole mi piovono dentro

    Parole mi piovono dentro,
    ma non sempre riescono
    ad uscire,
    si fermano in gola,
    hanno nodi che diventano
    sempre più stretti
    davanti alla gente.
    Il tuo cuore conosce
    le mie parole,
    anche se non le ho pronunciate,
    conosce la loro origine,
    il loro fuoco, il loro fango,
    le loro ali.
    Parole, fulmini e vasti orizzonti
    attraversano i miei occhi,
    che come ladri rubano
    i tuoi complessi silenzi.
    Cercami e aiutami
    a portarti parole dense
    di tepore e d'infinito,
    nelle tue stanze
    in ascolto d'amore.

  • 21 marzo alle ore 19:44
    Trionfa

    Trionfa il sole sulle case buie,
    trionfa il vento sugli alberi
    tremanti di ricordi.
    Trionfa la saggezza
    ai margini della Storia,
    trionfa l'elemento divino
    sull'imperfezione dell'uomo.
    Trionfa la voce antica del mare
    che ascolti da solo in lontananza,
    su quella voce che parla
    per darti dolore
    e che alla tua anima
    non dà sostanza.
    Trionfa il pensiero d'amore
    che ovunque ti accompagna,
    trionfa il varco
    che nella luce ti conduce.

  • 21 marzo alle ore 17:21
    Dov'è che siete andati

    Dov’è che siete andati
    miei rami senza forma
    e fiori imbastarditi
    da inverni pingui.
    Non avevo anni non cadenze
    e vi chiamavo bambini nell’utero
    procarioti di lago promiscuo
    sbarrato alla luce, un che di bozza.
    Come fosse domani l’indizio
    frugo gli specchi, i corpi assenti
    ancora succhiano sostanza
    da buchi neri. Li tocco invisibili,
    si rompono in una matrioska
    ch’è meglio lasciare composta
    come un fatto privato
    cupezza in gola. Sparpagliare
    la propria natura, ch’è meglio. 

    poesia pubblicata nell'ebook antologico "Alda nel cuore 2021" Aa.Vv.
     

  • 21 marzo alle ore 16:09
    Lo spazzacamino bianco

    LO SPAZZACAMINO BIANCO Era un bambino, ma già faceva lo spazzacamino. Aveva scelto quel mestiere perché si sentiva utile, ma soprattutto poteva guardare il mondo dall’alto, sentire e conoscere tutti i venti, per lui carezze, come lo adorassero. I suoi attrezzi sembravano magici, pareva si muovessero da soli, animati. Spesso non chiedeva compenso, quando vedeva il paiolo del focolare vuoto ma aveva un'abitudine strana ed indecente: vestiva di bianco. Stranamente però quel bianco non si sporcava e nessuno sapeva perché, neanche lui lo sapeva. Tuttavia un giorno, su un tetto alto assai, molto vicino al cielo, l’Angelo anziano scese sul tetto stesso lo salutò, dicendo “ a presto!”in

  • 21 marzo alle ore 15:17
    21 marzo

    Ardisco quei germogli
    che predano le stagioni
    mi nutro di radici
    che mi augurano cielo.
    Diventi mare, aria
    voce di me.
    E gli orli delle parole
    respirano il conforto.
     Allora canta e fiorisci
    e ancora canta e piovi mia Poesia.
    Sollevami, ti prego aiutami
    ad esistere oltre quello che sono,
    stretto nella mia mano
    che impugna un verso
    per non lasciarmi andare via.

  • 21 marzo alle ore 12:59
    Domande che arrivano di notte

    Da che parte gira il mondo?
    Da che angolo inizia a girare?
    Qual' è la strada che gira più forte?
    Quella dove non si vede la morte?
    E l'amore, invece, quando gira può andar lontano
    e oltrepassare il cielo segreto?
    Può poi tornare e in silenzio camminarti vicino?
    Può avere l'amore ancora occhi da bambino?
    Chissà se un giorno avrai bisogno
    del sentimento che ti mostro,
    ma che poi nascondo e accartoccio nelle tasche.
    Chissà se ci sarà ancora quel vento d'amore
    che mi soffia addosso e che mi porta via
    tutte le maschere di carta dalla faccia.
    Chissà se nel tuono è rimasta la voce
    della mia rabbia, chissà se la pioggia leggera
    che adesso mi accarezza, diventerà tempesta.
    Chissà se il dolore insegna o soltanto devasta,
    chissà se nel frattempo il tempo ha trovato
    la cura per il cuore dolente.
    Da che parte gira il tuo sguardo?
    Se girando incontra il mio, per favore,
    puoi fermarlo?

     

  • 21 marzo alle ore 12:41
    Mamma Primavera

     
    È aprile!
     
    Rimangono pochi giorni
    Prima dell'addio
    Alla nuova luna.
     
    Dopo il tramonto
    Al termine dei giochi
    Della luce e del buio
     
    La pioggia della notte
    Si concederà
    Alla luna fanciulla.
     
    La rosa bianca
    La rosa gialla
    La rosa rossa
     
    E tutti i fiori
    Faranno omaggio
    Alle nuove stelle
     
    Tutto questo
    È avvenuto
    E si ripeterà.

  • 21 marzo alle ore 12:39
    Malinconia Di Marzo

     
    Non può il rumore del mare
    Morire con un soffio di vento
     
    Come un sentimento eclissarsi
    Quando è ancora fanciullo
     
    È oltre ogni logica
    Verso ogni ragione
     
    Perché la mente è la mente
    Ed il cuore è il cuore
     
    È l’anima che respira
    Non può e inanimarsi.

  • 21 marzo alle ore 12:38
    Rondini

    Da quando esiste il mondo
    Puntuale a primavera
    Arrivano le rondini.
     
    Volano su paesi e città
    volano sulle case
    Sparse sulla terra.
     
    Volano sempre
    Volano alto
    Volano basso.
     
    Ci allietano sempre
    Volano sotto il sole
    per dispetto alla luna.
     
    Volano e cinguettano
    Sulle speranze future
    Della vita che galoppa.

  • 21 marzo alle ore 12:22
    È troppo tardi

     
    Il cielo è annerito
    sopra questo penoso ricordo di noi due
    che abbiamo riempito moltissimi giorni
    lungo il viale delle fiacche promesse.
     
    Il tuo amore è solo marmo
    e il bene e il male dentro di me
    urlano ancora per salvare apparenze.
    Mettiamo almeno coraggio in quest’addio!
     
    Le nuvole portano grigie novelle
    e sul tetto della mia testa
    la morte s’aggrappa pesante
    per ritardare l’arrivo.
     
    Nella giusta bufera
    che intorno si abbatte
    è troppo tardi riavere
    l’amore che ha diviso l’amore.
     
    Guardando la pioggia che picchia
    o la melma che accumula melma là presso il ciglio,
    rimane in comune, oltre all’affanno,
    girare di scatto le spalle
     
    magari ammucchiando i nostri ricordi
    ai sassi lavati dal fango,
    alla nebbia che intanto scende,
    alle foglie, ingiallite d’autunno.
     
     
     
    *
    Anno di stesura 1969
    Poesia pubblicata all’interno del romanzo “Viaggio in V classe” - Edizioni Il Filo - Prefazione di Pietro Zullino
     

  • 21 marzo alle ore 7:52
    Primavera

    Quante ne abbiamo viste.
    Vissute.
    Respirate.
    Eppure ancora
    Una storia ricomincia,
    Ora
    Dentro.
    Nel tuo cuore.
    Fuori.
    Tra i piccoli fiori
    Appena sbocciati
    Di ricordi e sogni
    Mai sopiti
    In tutte le prime ed in ogni
    "Una volta c'era"
    La mia, la tua, la nostra
    Primavera

  • 21 marzo alle ore 7:52
    Primavera

    Quante ne abbiamo viste.
    Vissute.
    Respirate.
    Eppure ancora
    Una storia ricomincia,
    Ora
    Dentro.
    Nel tuo cuore.
    Fuori.
    Tra i piccoli fiori
    Appena sbocciati
    Di ricordi e sogni
    Mai sopiti
    In tutte le prime ed in ogni
    "Una volta c'era"
    La mia, la tua, la nostra
    Primavera

  • 20 marzo alle ore 22:42
    E l'amore mi ha parlato

    Ho sentito i tuoi pugni chiusi
    tremare nelle mie mani,
    ho voluto stringerli
    e portarli nei miei domani.
    Ho ascoltato la tua voce appena
    e ho ascoltato all'istante
    una dolcezza profonda e segreta.
    Ho guardato il tuo viso
    come si guarda l'infinito,
    come si guarda
    un tramonto acceso
    o un sogno indomito,
    sotto le stelle di una notte
    dal respiro innocente
    sulla nostra pelle.
    Ho guardato i tuoi occhi
    e l'amore mi ha parlato.

  • 20 marzo alle ore 21:40
    Frammento

    L'incompiuta melodia
    dei nostri corpi
    Essi ondeggiano
    eccitati
    ai confini dell'estasi
    In perfetta sintonia