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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 04 maggio 2017 alle ore 20:30
    Furor di gioventù

    A te che sei stata e sarai ancora il mio...

    Furor di gioventù

    Passi leggiadri ti portarono a me

    dritta in mezzo ai miei tormenti

    e Tu

    turbine rapace tra quei fermenti

    nell'orgoglio delle tue virtù

    m'hai raccolto
    fiore solitario ignoto al mondo

    guarendo intrinsechi smarrimenti e oscurità dell'anima

    e regalando alle mie labbra
    il suo naturale sorriso

    E t'ho subito amata nella tua aurea bellezza

    da cui trassero ristoro
    il mio cuore e la mia mente

    Cesare Moceo

  • 04 maggio 2017 alle ore 20:28
    I giardini di Alessandro

    Non mi cruccia

    in quest'eremo soave

    l'allegra compagnia che mi date

    belle rose agli occhi miei splendenti

    né il goder del vostro amor lascivo
    sotto i raggi di questa luna spiona

    a ricrearmi il cuore nell'aria che respiro
    e m'avviano ai sentieri dei sogni

    in morbide sensualità

    ravvivate dall'allegra bellezza
    dei vostri petali impregnati d'amore

    che m'induce ad amare

    e m'insegna a guarire
    da lacrime che rigano il volto

    e da urli soffocati in silenzio

    E vorrei qua fermare il tempo

    in questi giardini festosi
    ornamento e sostegno di vita

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

    (Ho voluto dedicare queste parole a Alessandro Flamia,ringraziandolo ancora una volta per la sua disponibilità a farci realizzare questo bel sogno chiamato Mareluna)

  • 04 maggio 2017 alle ore 20:26
    Elegie... a cantar le mie passioni nascoste

    Nel passeggiare della mente
    tra i viali alberati del mio pensare
    momenti di silente raccoglimento
    avvolgono le nemesi tinte di rosso
    del mio spirito ancor ribelle
    ad atterrire l'anima e il cuore
    E prego Te madre mia
    d'alimentare la pudicita' del mio fare
    e rimanere a me vicina
    a custodire il mio pudore
    affinché le candide aurore del mio futuro
    uccidano questa sete di vendetta
    qual fatale riparatrice dei torti patiti
    c'ogn'or mi piglia
    "Guai a voi,anime prave"

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 04 maggio 2017 alle ore 11:43
    Ti ho scritto

    Ti ho scritto tutte le parole d'amore che conoscevo.
    Qualcuna l'ho inventata, altre le ho copiate, altre ancora me le ha suggerite il cuore.
    Ti ho scritto tutti i miei sentimenti, tutti i miei ricordi, ogni mia emozione.
    Ho avuto molto da dirti, parlandoti di me con ogni parola.
    Ma le parole non bastano a riempire certi vuoti.
    Scivolano, spariscono, cadono, ritornano, riappaiono.
    E ad un certo punto scompaiono per sempre, perché a volte non c'è più nulla da dire e da scrivere...

  • 04 maggio 2017 alle ore 11:37
    Un solo dolore

    Non c'è più niente che ci lega,
    tranne un filo invisibile che solo tu ed io conosciamo.
    Tutto sembra essere stato dimenticato.
    Parole che non ci sono più.
    Gesti spariti in un mare di sogni.
    Un sorriso sulle labbra, una frase nella mente, un cuore infranto...
    E nelle orecchie ancora le tue parole, i tuoi sussurri, i tuoi gemiti...
    Un dolore...
    Un solo dolore che sarà impossibile dimenticare

  • 04 maggio 2017 alle ore 8:47
    Sogni di speranza, ricordi di infanzia

    Morbide piume,
    la guancia di bambina,
    cullano.
    Occhi lucidi,
    all’ingannevole ignoto,
    si donano.
    Le ali della vita,
    dal male,
    la proteggono.
    Un mantello di fiori,
    il corpo rugoso,
    avvolge.
    Sogni di speranza,
    il suo cuore,
    emana.
    Ricordi di infanzia,
    nel dolce letto,
    la confortano.
     

  • 04 maggio 2017 alle ore 0:27
    Intanto la vita passa

    Siamo nati
    per essere felici
    ché questa era ed è
    la nostra condizione
    Ci offuschiamo
    per il gusto della lotta
    Ma la felicità non è
    noia che vuole lotta
    La Felicità
    è la vita
    che stiamo vivendo
    Come siamo stolti!
    Cerchiamo
    ciò che abbiamo
    mentre lo sotterriamo
    per doverlo cercare
    Com'è sciocco
    l'Umano:
    butta via quel che ha
    per poterne sentire la mancanza.
    (Intanto la vita passa)

  • 03 maggio 2017 alle ore 15:27
    C'è miglior sorte?

    Mentre nella strada
    Sento una musica
    Dolce e delicata 
    Ti stringo la mano
    Accarezzandotela
    Abbondante di stelle 
    Il cielo m'incanta
    Così stellato 
    Nessuna di esse
    Luminosa come te
    Indifferente e pensierosa
    Spesso con silenzi
    Però anche con sorrisi
    Sempre rallegranti
    Allora ti capii
    Fresca e delicata 
    Come una mia zia
    Che in un niente
    Alfine si fidanzò
    Però anche caparbia
    Ma subito dopo dolce
    Come zucchero filato
    Mai ho sentito
    Quel che sento
    Sempre così forte
    C'è miglior sorte
    Della tua compagnia?

  • 03 maggio 2017 alle ore 0:57
    Maestro, mio Maestro L.eonard Cohen

    All’improvviso
    un silenzio di silenzio
    sul sogno della perfezione calato
    Non era in programma,
    non era proprio in programma
    dimenticare l’impermeabile blu
    in questa casa piena di poesie

    Ma nel tuo tè una rosa d’amore
    ha lasciato cadere Marianne,
    ti sei così addormentato
    cullato dal canto dell’Angelo,
    dal magico suono della sua voce

    Milioni di baci dimenticati,
    naufragati e ripescati
    dal Mare della Discordia
    Ma sull’alba vigila la Colomba
    costringendo lo sguardo di Dio
    a un esame di coscienza
    per una più profonda ispirazione

    Non era in programma,
    non lo era davvero,
    così sul piatto della bilancia aggiusta
    la tua domanda, e fallo adesso, adesso
    perché è una questione al di là
    delle possibilità della realtà,
    lo sappiamo bene entrambi
    Accorda il violino dell’Ebreo
    che, al padre dimenticato
    fra le lune delle calende greche,
    non chiedeva mai pane né pesci,
    e lascialo poi scivolare lontano
    Lo sappiamo bene entrambi
    che il discorso fra me e te
    riposa in sospeso, sappiamo
    che nulla mai si perde per sempre
    sul pelo dell’acqua

    Forse non ti ho mai raccontata
    per filo e per segno tutta la verità;
    e forse ho sbagliato ad amare
    più di quanto fosse giusto
    E queste poesie, queste donne
    ripetono la mia cifra, ti ripetono
    che soltanto per un pelo
    non sono riuscito a chiarire il Nome,
    Signore

    Per questo, per tutto questo
    con mani penitenti
    fra il poco e il tanto
    che al tempo rauco ho donato,
    dal cavo della notte la mia voce scava;
    e il famoso impermeabile blu
    insieme al rasoio lascialo riposare
    là dove giusto ieri l’ho dimenticato,
    là dove con lo sguardo giusto ieri
    l’ho incrociato

  • 03 maggio 2017 alle ore 0:30
    Rumori e silenzi

    Quanto rumore facciamo
    con le parole:
    per ottenebrare la mente
    per stordire il cuore
    per allontanare
    ogni parvenza di luce
    Com'è stolto l'uomo:
    fugge la gioia
    per paura della gioia
    E si lamenta del dolore
    Quanto rumore facciamo
    con le parole:
    per non avere il coraggio
    di gioire
    per non avere il coraggio
    di abbandonare il dolore
    Quanto rumore facciamo:
    per essere ascoltati
    per non avere il coraggio
    di ascoltare
    di amarci e mostrarci
    creditori di amore
    -d'arcaico diritto-
    Quanto rumore facciamo
    convinti che il rumore
    scuota lacrime di Universo
    Quanto rumore
    per nascondere la vita
    per non saperla vivere
    E l'Universo
    in amorevole silenzio attende
    il silenzio delle parole
    La silenziosa felicità di note in libertà.

  • 02 maggio 2017 alle ore 22:41
    Notti insonni

    I pensieri che mormorano, lì nascosti in un angolo.
    Che fanno così rumore da non riuscire a riposare.
    Frastuono di sentimenti.
    Strepitio di emozioni.
    Trambusto di passioni.
    Il silenzio della notte sembra avvolgere gli animi,
    ma riesce solo a celare il desiderio che pervade il tuo corpo.
    E il tuo sorriso riapparire come d'incanto, a turbare ancora le mie notti insonni.

  • 02 maggio 2017 alle ore 22:32
    Violette

    Iniziò a stemperare voci
    dai deserti, Violette. Così 
    avrebbe voluto essere chiamata
    e carpire profondità 
    sepolte in poca luce.
    Far sbocciare parole nuove
    che tornano alla lingua 
    levitando, sul gran peso del nulla.

    Iniziò a credere, Violette,
    ai suoni puri
    tra la sua anima e il mondo.
    Tese una soglia, 
    dove l’orma ha annullato l’ombra 
    dell’apparire. E lì sparse 
    al sole di altri occhi
    le sue bozze.

  • 02 maggio 2017 alle ore 16:20
    Le tre fate

    Istanti grigi di sole
    consumano l’anima
    impreparata al terremoto.
    Dolore di pietra
    nell’organo d’amore,
    lo raccolgo e cado
    in un vortice di pensieri.
    Un lampo di luce,
    ricordo di un mondo perduto.
    C’è armonia
    negli occhi delle tre fate
    ormai svanite.
    Amaro sogno,
    dormendo sogno,
    di un sogno d’amicizia,
    sognato e perduto.
     

  • 02 maggio 2017 alle ore 13:03
    Ti sto aspettando

    Ti sto aspettando, in un angolo di mondo perso nel nulla.
    Tra sentieri scoscesi, tortuosi ed intricati.
    Ti aspetto affacciata alla finestra,
    In un angolo di cielo azzurro, limpido e sereno.
    Aspetto i tuoi passi lenti e silenziosi,
    Che giungono da lontano.
    Ti sto aspettando in riva al mare, tra le onde fragorose ed impetuose.
    Aspetto le tue parole, così soavi  ma decise, che mi daranno sicurezza in un momento di abbandono.
    Aspetto le tue braccia sicure e forti, da cui un giorno, non andrò più via

  • 01 maggio 2017 alle ore 21:46

    Ci sono sentimenti che non saprai spiegare mai a chi ti pone delle domande e non sai farlo perché alcuni non sai spiegarli nemmeno a te stesso. Restano lì, inermi e costanti. Dentro al petto come se nessun altro posto fosse adatto a loro. Le persone non capiscono e ti giudicano come se tu fossi una "Masochista" del cuore. Una persona pronta a far del male a se stessa, ma non è così e tu lo sai, ma non sai spiegarlo. In verità, alcuni sentimenti fanno parte di te, sono pezzi della tua vita incastrati nelle pieghe dell'anima. Cancellarli è cancellare parte di te e tu non vuoi farlo. Questo non è non guardare avanti, non accettare e non voler "Guarire". Anzi... Questo è proprio saper accettare l'importanza che alcune persone hanno avuto per te, anche se sono state solo di passaggio nella tua vita. E' accettare i cambiamenti che essi hanno portato e guarire da un sonno profondo... Perché certe emozioni, anche solo ricordarle fa sentire vivi come non mai.

  • 01 maggio 2017 alle ore 19:58
    7 Novembre

    Posso, posso
    non credere
    in quell’altezza lassù
    che dicono
    abitata da un Dio
    da sempre
    un po’ così e così,
    distratto,
    forse annoiato,
    dimentico di sé

    Posso, posso
    non amare
    un’idea sbagliata,
    l’umanità
    secolo dopo secolo
    in un uguale ripetersi
    crocifissa

    E posso… potrei
    annoiare uno
    e nessuno,
    e una moltitudine
    di geniali solitudini

    E invece,
    come un ebreo,
    solo ripeto a te
    il miracolo che
    da sempre sai:
    “Ti voglio bene,
    a ogni sette
    di novembre
    ti voglio bene
    un po’ di più,
    mia Grazia”

  • 01 maggio 2017 alle ore 19:57
    Futurismo

    Saluto veloce,
    veloce veloce
    con la mano

    La sera alla sera
    E no, lei non c’è
    come la vorresti te
    E non è che
    si possa far da soli
    Spiccioli
    in tasca non ho
    D’accordo,
    sì va per andare
    D’accordo,
    tentiamo l’accordo
    con un goccio,
    con uno solo di vino

    Poi d’improvviso
    la finestra si snuda
    E la spada rinfoderata
    dentro,
    sempre più dentro
    al pigiama sonnambulo
    Poi come sempre
    la donna è vestita vestita
    persa persa in sé,
    sempre più dentro
    a uno spavento
    preso per i capelli

    E vuoi che sia
    diversamente
    la mente che annega
    E invece sol è un
    “Che vuoi che sia!”

  • 01 maggio 2017 alle ore 19:55
    Buttano giù la notte

    La pipa fumi,
    e non sai,
    forse non sai
    che gli angeli
    han buttato giù
    la notte
    a forza di lacrime
    e di botte

    Notturno il cammino
    che a ogni passo
    un po’ ci sfianca
    bruciandoci
    nel cerchio mai chiuso
    d’un imperscrutabile
    sogno… divino

  • 01 maggio 2017 alle ore 19:53
    Ci siamo svegliati qui dove noi stiamo

    E ci siamo svegliati
    Anche questa mattina
    ci ha baciato in fronte
    il sole;
    e poco importa
    se siamo
    quel che siamo,
    forse modesti,
    forse agli arresti

    Ci siamo svegliati
    con occhi cisposi
    rispondendo
    al richiamo della vita
    che, ancora una volta,
    ci chiede d’affrontare
    l’umano cammino
    fra inferno e paradiso
    qui dove noi stiamo:
    persi
    su un piccolo pianeta,
    forse dimenticato da Dio,
    forse no

  • 01 maggio 2017 alle ore 15:40
    E cerco ancora l'uomo

    I was born…
    Tentazione d’esordire così.
    Se chiunque aspira a lingua d’universo
    io non m’arrendo a seduzione o a voce
    di massa mondo.
    Riserverò una confessione
    ma senza pentimento
    a voi disimparanti l’italiano.
    Volevo principiare
    col dire intorno alla mia vita e dilungare
    la provincialità
    della città natale
    e l’apatia dell’aria tossica
    che ammorba dal vagito.
    Ma non intendo far regali
    di specchi a chi mi legge
    né silurare
    repetita, che più non iuvat.
    “Suicidiamo chi sa il prezzo dello sfogo
    chi più non riesce a sopportare sé
    e più non si lamenta”.
    Ecco lo slogan
    per l’agenzia ideale e per la rete
    per muri e quotidiani
    locali. Ah! Se potessi uscire dall'anonimato!
    Costretta sono a cautelare
    l’offerta, andare in giro come Diogene
    col lanternino
    tenere orecchie tese la domenica
    dentro ai confessionali
    e frequentare
    comunità di madri vittime
    che morte dà coraggio.
    Che spuntano dopo ogni pioggia queste
    in complemento a quelle
    in penuria
    per disgraziati vivi.
    Per me
    è un continuo cercare:
    e cerco ancora l’uomo.

  • 01 maggio 2017 alle ore 11:08
    Ribelle | poesia breve

    Io sono appunto un ribelle
    ma, ben sotto la mia pelle,
    anche dolce come il miele.

     

  • 01 maggio 2017 alle ore 0:10
    Maggio (acrostico)

    Mirti in gerle selvatiche, prolisse
    All’albeggiar di fogge volte al mare
    Già che s’innalzano da inerti stecchi
    Gettando miele d’aria ai bottinanti
    Impattano scoscesi fianchi, anfibie
    Orografie di terre e sporte dune.

  • 30 aprile 2017 alle ore 12:00
    La Fiumara

     
    La mia fiumara
    Nasce dall’alto
    Serpeggia
    Fra salici piangenti
    E campi di grano.
     
    Stanca si perde
    Dentro un lago muto
    E poi si disperde
    Fra verdi campi
    Acerbi pescheti
    Ed uve scialbe
    Come gli amori inutili.

  • 30 aprile 2017 alle ore 10:25
    Asfodelo

    M’attrae e rapisce
    in "luoghi oltre" mi porta
    Ondeggia la mente
    su dei fiori sacri i profumi
    ora qui e altrove mi conduce
    -è cullio di Tempo che si fa eterno-
    sfogliando passi nelle memorie intarsiate
    pure carezzate sollevate soffiate
    da lembi di mente nel mentre
    vibranti suonano
    arcane melodie.

     

  • 30 aprile 2017 alle ore 10:00
    È questo?

    Umori nuovi sul filo delle dita
    da calze trasparenti e l’ambra desta
    si divide tra amache e fiori dinoccolanti
     
    ho visto perfino il giardino della luna
    nel getto del sole: è giallo ginestra,
    i baccelli mimano la tua bocca
    quando mi chiami con nomignoli di cerva
     
    l’acerba traccia di desio si espande in fughe
    -correre a procreare alberi d’oro? - vieni a me
    con mastice di polline.
    Mi sento una scatola di api
    sotto ciondoli azzurri, lacci di favo intorno
    dilatano il venir meno
     
    lascio che primavera abbondi,
    planino le ciglia nel verde integrale
    del tuo sterno d’attesa. È questo?