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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 novembre 2017 alle ore 6:51
    Le ossa rosa non rispondono

    Va in giro
    con quattro nodi sullo sterno
    sentitamente scarna
    perché nessuno l’avvicini, la ravvivi.
    Non la si muova dalla freschezza scialba
    di anemone da vecchie profusioni.
    Lasciatela mancare, difendere ossa rosa
    dal secondino che l’affianca.
    Altra donna, sorella carnale
    ch’era libella al primo nascere
    poi divenne piombo
    da stravagante dissonanza
    di corpo ancora.
    Tale la respira, ne ha terrore
    e l’ama per la morte che s’accenna
    corimbo schiuso nel sorriso
    da sembrare estasi
    ad ogni morso, l’ombra.
     

  • 27 novembre 2017 alle ore 23:07
    Due lemmi in voce

    mi rendo sconosciuta
    con le pupille basse
    intrisi d'ombra
    due lemmi in voce
    semplici, assoluti
    a pesare
    in silenzio saldo

  • 27 novembre 2017 alle ore 22:17
    'Na grand'artista

    Sto in compagnia di scatti e parole
    in questo mattino di fine novembre

    a goder d'amicizia

    a fiorire e arricchirsi d'armoniose parole
    che accarezzano la mente

    E mentre una sirena d'un tratto risuona
    e l'estro del cuore accompagna il parlare

    m'accorgo lontano di foglie tremanti
    nei rami protesi all'abbraccio furtivo

    a cercare il mio andare

    memori forse del calore
    che le cingeva l'agosto da poco già scorso

    E parlo ai pitosfori e ai pini selvatici

    che pieni di vita adornan il futuro

    e dentro gli arbusti che la loro forza traluce
    raccontano la linfa che il mondo governa

    E Tu

    che vegli tra onde e dirupi
    e altari e gabbiani e orizzonti e passato

    con la gioia nel cuore a ignorare i peccati

    a Te battesimo fu il suon dello scatto

    esigenza del bello che ti porti ora addosso
    qual nenia sorella immensa e infinita

  • 27 novembre 2017 alle ore 22:09
    Sulle tracce delle gioie perdute

    Ho avuto pochi abbracci io
    povero e senza traccia di futuro

    Scalzo e con le toppe nei calzoni

    ho vissuto la mia infanzia
    struggente di legnate

    affondato tra le lame sottili
    di esaltazioni e di tragedie

    consuetudini familiari
    tra rimasugli di pane e chicchi d'uva

    rubati da cassette mendicate

    passando per euforie incoscienti

    e delusioni spirituali
    a spegnere finanche la mia ombra
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 novembre 2017 alle ore 21:24
    Egli è, ad un tempo, ornato e deciso

    Rimango vestito
    del mio profumato sudario

    nel silenzio dell'anima

    a sentire nel cuore il bisogno interiore
    e il suo piacere sublime

    di regalare al mondo le mie idee di vita

    nel pensare diverso

    ch'e' l'unica strada per cambiarmi il destino

    E sprono la mente contro ogni paura
    ricordando a me stesso il mio provenire

    la mia rettitudine d'integrità antica

    che incendia ancor ora l'animo mio plebeo
    e riempie l'orgoglio d'onore e lealtà

    nell'alzare la testa e il coraggio del cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 novembre 2017 alle ore 21:23
    Oggi il mare

    Oggi il mare

    mi sembra ancor più
    infetto dei miei anni

    in questo maestrale
    misto al ponente

    che impetuoso spira e m'ispira
    con raffiche pungenti

    E mi sento già sazio di sale

    ad ogni folata di vento
    che nel suo festoso saluto

    sussurra melodie e giudizi
    a ricordare i miei versi d'inizio

    non banali ma certo ambiziosi

    a risvegliar promesse
    di un futuro migliore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 novembre 2017 alle ore 21:21
    E fu così che imparai a tacere

    Sensazioni di colpa
    irridono gli attimi di silenzi

    che mi fanno sentire
    la via di mezzo

    tra un gioco solitario
    e un sogno impossibile

    quando m'accosto
    alla quotidiana realtà

    del mio sciupare
    senza alcuna civetteria

    lo svanire del tempo

    E piangono i giorni

    immortalati dagli anni

    e mi portan pian piano
    tra le ombre dei sensi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 novembre 2017 alle ore 15:24
    I miss you/Mi manchi

    I miss you in a weird kind of way
    not like some unbearable longing
    keeping me up at night.
    I miss you in the background
    like that first coffee you forget to drink
    or like that book hangover
    you will never really cure
    or like that one special song
    you remember when it comes on the radio.
     
    I hardly ever think about you
    but you are always on my mind.
     
    TRADUZIONE
    Mi manchi in modo strano
    non come un desiderio insopportabile
    che mi tiene sveglia la notte.
    Mi manchi in sottofondo
    come quel primo caffè che dimentichi di bere
    o come quella sbornia da libro
    che non riuscirai mai a curare del tutto
    o come quella canzone speciale
    che ricordi quando passa in radio.
     
    Non penso quasi mai a te,
    ma sei sempre nella mia mente.

  • 27 novembre 2017 alle ore 3:22
    Enigma | micropoesia

    C'è un mistero in me, un enigma;
    l'enigma che anima l'anima mia.

  • 26 novembre 2017 alle ore 20:33

    Quanto siete bravi nel chiamarci "Pazze". Oppure nel dirci che non vi facciamo respirare. Siete bravissimi in questo... Il punto è che dietro a tutta questa vostra bravura nel mostrarvi ingiustamente accusati e quindi feriti, non c'è un minimo di intelligenza che vi spinga a domandarvi se magari siete voi quelli che hanno ecceduto, provando a fare fin troppo i furbi, i finti tonti e magari pure gli infedeli. Non chiamateci pazze quando ci incaz...mo perché spesso quando lo facciamo è perché vi state arrampicando sugli specchi! Aspettate a chiamarci ossessive, guardate prima se non vi siete presi troppe libertà che da "impegnati" non vi spetterebbero! Insomma, noi donne, siamo anche comprensive e spesso se innamorate troppo buone, ma coglione ancora no.

  • 25 novembre 2017 alle ore 20:39
    Camminando... pensando... scrivendo...

    Nell'immenso diletto
    cosparso nell'anima

    immagino un futuro
    in cui si parli di Noi

    e si ricordi nel tempo
    di quanto siamo stati legati

    mia Cefalù

    già nel tuo Essere
    famosa e gloriosa

    Fin da ragazzo
    mi hai dato piaceri

    senza insidiare
    i miei sentimenti

    senza offuscare
    infanzia e passato

    ma divenendo
    il mio mondo da sogno

    in cui permeare
    il sentire interiore

    e i moti del cuore
    in ogni mio amore

    E oggi nient'altro
    mi riempie la vita

    di più del pensare

    ai nostri nomi abbracciati
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2017 alle ore 20:37
    La salsedine nel sangue

    Infervorato dalle zizzanie
    a voler governare il mondo
    negli attimi d'infelice modernità
    in cui cerco d'esser protagonista della mia vita
    ritrovandomi spesso a far da comprimario
    oltrepasso la soglia delle più intime confessioni
    per sfuggire alla mia solitaria quotidianità
    intrisa da continue riflessioni esistenziali

    Ed è per quello
    che pervaso da una inguaribile nostalgia
    rimango qui da solo
    con il mio Noel
    a parlare al mare
    e ad esso e alle sue onde
    a volte malinconiche e altre gioiosamente allegre
    confido i miei pensieri e i miei silenzi
    in questo vivere con la salsedine nel sangue
    che rende i miei giorni meno angusti.

    Cesare Moceo destrierodoc @
    Con la gentile partecipazione di Lidia Gabriella Giorgianni

  • 25 novembre 2017 alle ore 20:17
    Tra le nude rocce

    Un filo d'erba
    La gioia di vivere

  • Lingue di fuoco nel camino,
    la nebbia fitta fitta alla sera,
    la galaverna sù usci e finestre.

    Bruciano  in casa le candele
    Dal fuoco s’alzano spire di fumo,
    disegni guizzanti e bizzarri;
    subito si consuma la legna
    e di sé lascia solamente
    cenere e tizzoni ardenti.

    Nuda di pelle e di anima,
    profumo d’arancio e mandarino.

    Riscaldami la pelle con il tuo corpo,
    portami oltre la nebbia della sera,
    oltre il freddo nemico alle finestre.

    In silenzio rendi eterno l’istante
    che ci vede assieme accoccolati.
     
    Il fuoco piano si spenge
    ma brucia anima e pelle.

  • Sa di me
    e di te
    l’abito nero
    morbido,
    leggero;
    sul pavimento
    scivola piano
    mentre
    le tue mani
    ardite cercano
    del mio amore
    l’intimità
    fra le nude gambe
    l’una all’altra accoste
    come chiese
    conchiuse.Sì sciocco il mio cuore
    vuoto di parole.

    “Sei troppo vicina”,
    così dicesti,
    distratto
    per finta.
    Tra un silenzio
    e un altro poi
    lento piangesti.

    “E’ vero,
    sono già oltre
    l’arcobaleno…”.

  • 25 novembre 2017 alle ore 13:47
    Sogni e baci

    Ultimamente faccio molti sogni. Succede difficilmente, ma oggi ho potuto trovare un po’ di tempo per un riposino pomeridiano. Camminavo per un bosco con una maschera sul viso, e mi sono imbattuta in un cavaliere bellissimo anche lui mascherato. Lo guardavo con ammirazione e si è tolto la maschera.. era il ragazzo della mia migliore amica! E’ sceso da cavallo e mi ha baciata ed accarezzata.. voglio molto bene alla mia amica, ma quel bacio….!  :)

  • 25 novembre 2017 alle ore 11:59
    Verso un raggio d'ombra mossa

    Disperano alla nebbia
    le tracce dei baci del vento
    sulla memoria 
    di foglie vive. Il destino
    feroce naviga l’inverno
    a vele ammainate
    nella notte rovente.
    Su ogni rotta il muto orizzonte 
    e s'ostina solo scheggia di remo
    verso un raggio d’ombra mossa.

  • 25 novembre 2017 alle ore 11:57
    e poi uno schiaffo

    e poi uno schiaffo
    di sangue sulla neve-
    chiede perdono 

  • 25 novembre 2017 alle ore 7:05
    Paure e contrattempi coi sorrisi

    La solitudine reale
    di paure, in uno smanto
    che adagia il nero e logora
    memorie di assonanze:
    chi l’ha chiusa, in dure impalcature?
    (e contrattempi coi sorrisi)
    chi ha tramato al silenzio?
    Dovrò per colpa offrire epifanie
    al primo solo orfano di abbracci
    coscienza di supplizio
    per le sembianze d’anima
    portate in viso, assottigliate
    da stelle senza sèguito
    in cielo da palude
    quando sembra finito
    e sai che dietro, in briciole
    esiste un altro morso:
    pane e parole
    spezzati contro il muro della gioia
    in avaria da un mondo atroce
    che non ha cura
    di aberrazioni
    e cellule indisposte.
     

  • 25 novembre 2017 alle ore 4:07

    Io non dimentico niente. Non ho motivo di farlo. Mi ricordo il bene, gli abbracci, gli aiuti sinceri e le presenze salde e concrete che hanno reso veritiero un "Ci sono "! Mi ricordo il male, la cattiveria, le parole, le bugie e lo squallore di una malattia chiamata invidia che echeggia nell'animo dei piccoli. Mi ricordo il tempo che passa sereno, pieno di risate e gioia. Quello che scivola libero sulla pelle e ti fa sentire vivo, ma non dimentico il tempo sprecato, le lacrime e l'amarezza che si attacca come un abito che non ti piaceva e quindi non hai scelto tu di comprare ed indossare. Mi ricordo la fragilità dei momenti difficili, ma non dimentico l'estrema forza che da essa ho imparato! 

  • 24 novembre 2017 alle ore 20:44
    "Nienti aveva, nienti haiu, comu vinni minni vaiu"

    Nella meschinità dell'orgoglio
    e nell'odio d'ogni cultura

    vivere di turbolenze e sedizioni

    E di queste non darsi pensiero

    con la miseria dell'anima
    sposata alla povertà della tasca

    a lasciar il cuore conservato d'ogni infarto

    Ah...come vorrei
    che Questi mi dessero del "tu"...

    nel rumoroso gorgogliare della vita
    affinché di di candore e di pace

    vivrebbero l'anime nostre
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Seduto su questa pietra
    ancor dopo tant'anni

    ascolto pensoso
    il sussurrìo dell'onde

    che a piccoli moti
    accarezzan la riva

    in una dolce nenia
    che accompagna la vita

    É chiaro il tuo dire
    al mio stare solitario

    e al godere nello sguardo
    che aiuta il respiro

    Tu mare

    con la tua voce dolce e gentile
    inebriata di mille ricordi

    mi parli innocente

    a lenire tormenti e affanni
    e il soffrire dell'anima

    Ed io risorgo ancora
    nelle tue onde

    quali grazie d'amore
    a indicarmi il cammino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 novembre 2017 alle ore 19:41
    Mimesi

    La vita è cerchio senza quadratura
    che sfugge alla riga e al compasso
    e non si chiude ma si riavvolge 
    spirale in vortice continuo.
    A volte si decentra
    ora in ellissi ora in linea retta
    fune dai mille trefoli intrecciati 
    ombrello dorato di polvere di loto.
    Sorpresa metamorfosi
    d'irrealtà visibili
    solo alla percezione dell'istante
    mimesi di un sogno in poesia
    saputo bruco teatrante
    che dispare sulla foglia verde.

  • 24 novembre 2017 alle ore 19:05

    Non mi piacciono le persone furbe, preferisco quelle intelligenti. Non mi ritrovo nella convinzione, mi rispecchio di più nell'umiltà. Non amo le storie fasulle sul mio conto, soprattutto da parte di coloro di cui potrei raccontare scomode verità. Non mi piace circondarmi di ipocrisia, preferisco restare nella mia semplice ignoranza. Non ho scale illusorie da salire, ne' troni fasulli su cui sedermi. Il posto che occupo nel mondo mi piace e mi basta. Semplice, concreto, onesto e senza troppe presenza indegne. Giudicatemi, attaccatemi, odiatemi... Poco importa. C'è un punto nella vita di tutti noi chiamato "Capolinea". E' un punto importante, dove si tira le somme di ciò che si è dato, di ciò che si è tolto, di ciò che abbiamo seminato e soprattutto di ciò che siamo. Ho scelto di arrivare a quel punto con estrema serenità. Ho amore da dare, per chi vale. Il resto del mondo resti pure seduto ad osservare la vita degli altri, la mia compresa, segnando sul suo taccuino personale ogni virgola da giudicare... Mentre loro scrivono... IO VIVO!

  • 23 novembre 2017 alle ore 23:34
    So vivere?

    Immagini ed emozioni
    scorrono sotto la pelle
    come pioggia nei rigagnoli
    lo sguardo segue
    percorsi e onde sull'anima
    ma non sente suoni
    So vivere?
    Crepita il ricordo
    lontano lontano
    s'ode appena l'eco 
    sotto la pelle
    vagare incrinarsi fuggire.