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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 agosto 2017 alle ore 8:39
    Nel silenzio

    Hai lasciato la mia mano proprio quando avevo bisogno che mi tenessi più stretta.

    Mi hai lasciata andare, lentamente, volutamente, silenziosamente...
    Ma nel silenzio, ho sentito ancora più forte tutto il dolore della tua assenza.
    La tua lontananza.
    La tua mancanza.
    La tua disattenzione.

    Hai lasciato il vuoto tra di noi,
    cancellando in un soffio, ogni attimo, ogni ricordo, ogni sussurro...
    La mia mano non è più tra le tue,
    ma nel silenzio, io sento tutto il tuo rumore.

  • 30 agosto 2017 alle ore 0:13
    Marosi

    Marosi sul filo di lama
    prendono i polsi
    e il deserto dei tendini.
    È uno spaccato, metà viaggio
    metà stasi. Forse dovrò abbracciare
    intere foreste di posidonie
    prima di averti alla curva del fiato.
    Forse non è innaturale che il mare
    sia la nuca e la gola.

  • 29 agosto 2017 alle ore 21:16
    Rimango grato solo a me stesso

    Nell'avversione a soggiacere
    a certi oscuri intendimenti

    sopporto una vita di pensieri coatti

    prigioniero di fughe rocambolesche
    dalla mia interiorità e dall'anima

    ...e dalla sua volontà di delinquere
    e imporsi alle passioni

    con fulmini di violenza
    di stupefatto ardore

    E scrivo ancora in barba mille critiche

    per tutte le persone che amo
    e...anche per quelle che non mi amano
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 agosto 2017 alle ore 21:13
    I giardini della moralità

    Spontanee parole

    cosparse di silenzio
    e d'intima meditazione

    germogliano nei campi

    seminati di versi
    e arati di venerazione

    dove solo le virtù
    possono esserne il concime

    E mi giovo di quel raccolto

    per dar le abitudini
    alla vita d'ogni dì

    quale premio alle mie fatiche

    senza cullarmi d'illusioni
    nostalgie e struggimenti

    e per ritrovar in me
    gioia e serenità
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 agosto 2017 alle ore 21:11
    Ho imparato a guarire da solo

    Ho imparato a guarire da solo

    Affacciato all'oscurita'

    guardo la luna
    compagna della mia solitudine

    porgermi il suo tenue chiarore

    immerso nella consunzione del desiderio

    in questa notte amara e buia
    invidiosa di frivola vita e di gesti galanti

    passionevoli e licenziosi



    nel ricordo del passato

    nei suoi tormenti e nelle sue allegrie

    pongo riparo ai miei malesseri
    e là restano sepolti i miei pensieri
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti idiritti riservati

  • 29 agosto 2017 alle ore 13:23

    Ho sentito persone dire che la mia schiettezza, il mio essere diretta, vera e senza peli sulla lingua era il motivo per cui li avevo colpiti. Li ho ascoltati dire che sono da ammirare perché sono una persona senza peli sulla lingua e che ha il coraggio di dire sempre ciò che pensa. Li ho ascoltati dire che è bello avere di fronte qualcuno che non ti dirà mai una cosa per un'altra, vantandosi di essere dotati dello stesso pregio. Strano poi notare che quando il mio essere schietta, diretta e sincera è rivolto a loro, divento la "Cattiva" della situazione. Accusandoti di avere modi e toni sbagliati. Perdonatemi se non amo rispondervi per ciò che mi conviene, con ciò che vi aspettate o sperate. Scusate se risposte di comodo non fanno al caso mio! Io chiedo venia se non riesco a far uscire dalla mia bocca ciò che mi conviene, ma solo ciò che penso veramente. Il mio concetto è un po diverso dal vostro: a mio avviso preferisco ferire con una verità che farvi contenti con una bugia. Io ritengo giusto che chi ho di fronte conosca il mio vero pensiero... Perché l'alternativa a casa mia sia chiama: Prendere per il culo!  

  • 29 agosto 2017 alle ore 9:07
    Da un sussurro degno di luce

    Mi hai lasciato, fiore 
    alla deriva del sole.
    Germoglieremo dalle labbra
    al rinnovato sussurro
    di una stagione antica.

  • 28 agosto 2017 alle ore 20:39
    Che senso ha vivere se non si ama la vita ?

    Che lo crediate oppure no

    passo buona parte del mio vivere
    in compagnia della mia retroguardia

    a cercare consonanze da associare
    alla misteriosa intensità dei miei sospiri

    nell'egemonia alterata dei loro affanni

    E racconto con parole mie
    e nel coraggio di scrivere

    la mia anima e i suoi sussulti
    da innamorata della vita

    A Lei e alla sua Luce
    devo tutta la mia grazia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 28 agosto 2017 alle ore 20:37
    Buongiorno...buongiorno...

    Frizzi epigrammatici
    rincorrono il mio scrivere
    nella gloria di sentirmi
    al servizio di me stesso e di voialtri
    in questo piacere di porgere ogni dì
    la mia "salutatio matutina"
    facendola divenire
    il carburante sufficiente
    per l'andare spedito dei miei giorni
    E nel piu' acuto sentir della nostalgia
    vivo scapigliato alla ventura
    giullare del mio tempo
    bisognoso di scroccare
    e chiedere senza pudore
    un vostro riscontro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti idiritti riservati

  • 28 agosto 2017 alle ore 8:08
    La linfa porta sollievo

    Continuo a preparare insalate.
    Non hanno fine i gradienti del verde
    e la fame è un abuso di foglie in miniatura.
     
    Oggi è l’ennesimo aroma di oleandro che mi prende.
     
    Che io mi lasci prendere non è dovuto
    e non è uno scherzo - sacrifico la libertà
    di vomitare il verso delle cose.
     
    Di quali altri bocconi posso nutrirmi?
     
    se questo pasto - dedizione
    è una specie di volo, sopra i sogni. 

  • 27 agosto 2017 alle ore 20:59
    E l'infarto si prese gioco della dignità

    Così a cose fatte

    ognuno può ringraziar
    la sua bomba inesplosa

    nel benessere di questa stagione
    già vissuta

    e già abortita in tutt'altro caldo
    che il destino c'ha imposto

    E in questi giorni di fine agosto

    dove fin qui ogni passo fatto in avanti
    ne ha nascosto tre all'indietro

    i vecchi fedeli raccolgono la cera sciolta
    di certe candele estinte

    nell'attesa d'un segno dal Cielo

    acqua benedetta che possa spegnere
    le fiamme della prossima disperazione

    legittimata da pensieri fuori controllo
    in menti ancor più fuori di testa

    in questo paese scosso sfinito e stordito
    da una falsa ricchezza

    che cela nel suo intimo

    una subdola e reale fame
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 agosto 2017 alle ore 20:57
    All'alba d'ogni giorno

    Entro nel mio Essere

    sacrario imponente
    dei miei pregi e dei miei difetti

    arrestandomi stupefatto

    dinanzi al diminuire dei primi
    e allo smisurato aumento dei secondi

    e al come i difetti
    spiccano felici sui pregi

    dimenticando che la loro felicità
    non brilla di propria luce

    ma per le perdite subite dalle virtù

    durante la guerra che esse combattono
    ogni giorno contro la vita
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 agosto 2017 alle ore 20:56
    Il potere del destino

    E continuo a credere
    nonostante tutto
    nelle mie preghiere
    affinché il Cielo mi conceda
    sanità di mente e di corpo
    animo saldo
    e una volontà di ferro
    che dimentichi le paure
    e non conosca l'ira
    E nel piacere della mia pace
    do tutti i poteri al destino
    nella consapevolezza
    che almeno quello farà giustizia
    sia delle immeritevoli prosperità
    che delle nefandezze
    di uomini senza bontà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 agosto 2017 alle ore 15:53

    Non ho spazio per altre ferite, ormai sono piena di cicatrici. Nel poco spazio rimasto riesco ancora a sentire il suono della serenità che ha saputo suonare in me "Il ritrovarmi". E' troppo chiedermi di metterla nuovamente a rischio, troppo presto credere che ancora possa concedere "Il meglio" che ho dentro. Mi sento come se non avessi più niente da dare agli altri, ma quel poco che mi resta me lo tengo stretto al cuore. Amando ci ho perso le cose più belle che una persona possiede: la capacità di sognare, di credere e di sperare. Ho perso un lato di me infinitamente romantico, la voglia di guardare un orizzonte lontano con gli occhi di qualcun altro. Ho perso la dolcezza di un gesto, le parole rassicuranti e la calma di chi pazienta. Amando me stessa e ritrovandomi, ho guadagnato la mia stima, il sapermi difendere e non dimenticare chi ero! Ed è proprio perché so chi ero, per tornare ad esserlo devo avere di fronte a me qualcuno di decisamente straordinario e meritevole di ciò che gli viene concesso e mostrato. Sono tornata alla luce per me stessa e non perché qualcuno possa trascinarmi ancora nell'oscurità.

  • 27 agosto 2017 alle ore 13:28
    Da ballatoi alieni

    La stanca estate
    vorrebbe tramontare
    nella noia albescente
    di un deja vu ritorto. 
    Le espressioni sguarnite
    da ballatoi alieni
    incartano la luce
    -lanciano guizzi poveri di vento.
     
    Una musica sorda, va girando le schiene
    verso geminidi di polvere
     
    euforie raggrumite in cocci d’anime
    siamo
     
    dentro spigoli spenti
    con insetti nei pugni
    e ragnatele delle feste
    che inerti ci finiscono
    come gli amori
    in fila, nel passato.

  • 26 agosto 2017 alle ore 20:56
    Il cuore, l'anima e la mente

    Continue voci di tentativi
    di sovversione delle emozioni
    da parte dei pensieri

    impregnano la mia intimità

    con l'intento di rilanciare alla vita

    passioni sfrenate
    e senza alcun sentimento

    E li fomentano i drammi incalzanti

    che guardano a questi

    come ultima espressione 
    del quieto vivere

    se li aspetta il cuore
    nei suoi ultimi palpiti d'amore

    pur cosciente
    di non esser più corrisposto

    li attende l'anima
    nella sua consunzione d'ateismo

    che vuol condensare le sue ultime forze

    per inclinare le volontà della mente
    a suo vantaggio

    e li fomenta infine la stessa mente

    lei scaltramente furba

    nei suoi desideri di condurre alla sua mercè 
    sia il cuore che l'anima

    E mestamente
    tutt'e tre infelici

    cantano uni e trini
    inni di guerra

    per attraversare
    la solitudine d'ogni loro notte
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 26 agosto 2017 alle ore 20:32
    La Verità è aperta a tutti

    Nei freddi rigori
    del mio inferno interiore

    contrasto con le caldane
    che m'avvampano la mente

    al recitare la forza dell'amore
    da infonder nei cuori degli uomini

    e al combatter la debolezza
    dei battiti che li palpitano

    e ne trasformano il viver quotidiano
    in messe senza liturgie

    con lo spirito dei tempi moderni

    a scombussolarne le parti d'attore
    in ogni personale tragedia

    con gesti infervorati

    ossessionati da ricordi feriti e temuti

    e invasati dalla paura
    d'esser accecati dal fulgore della Verità

    viva luce che li perturba in tutto ciò che fanno
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 26 agosto 2017 alle ore 20:30
    Avamposti solitari

    Pensieri incompiuti
    vestiti d'abiti eleganti e scarpe lucide
    passeggiano alteri
    tra le strade tortuose del vivere
    a prendere in giro i piaceri
    nell'attesa che siano condivisi
    da menti acerbe
    Viuzze che divengon viali
    con curve rischiose e per giunta in salita
    fanno da contorno senza sapore
    alla vita che scorre
    E là
    se l'anima non è
    a prova di schegge di cemento
    smetti di sognare
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 26 agosto 2017 alle ore 20:29
    Il nome della felicità

    O Cefalù

    nel tuo lucido splendor
    che il calor di questa estate esalta

    e lascia il segno
    tra le ombre lunghe dei ricordi

    avvicinati ai nostri giacigli
    che il nobile lavoro rallegra

    e allontana i fantasmi agitati
    dai funerei venti che soffiano sull'odio

    E nel tuo capo di pietra scolpito

    che il tempo affanna ansima e scalpita

    fai conoscere il tutto di noi
    a noi stessi

    Cosi percossa l'anima sopporta acuti affanni

    e le sue lacrime non scorrono invano

    E le notti

    quando alle ore arse del di già scorso
    la luna il fresco estivo infonde

    mormora d'azzurro il mare
    scintillando tra le grevi onde

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 26 agosto 2017 alle ore 11:20
    Quelle labbra che sanno di terra ferma

    Arranco nel sudore delle mie congetture
    come uno scarto sul tappeto verde
    nell'attesa di un settebello arrogante
    che sparigli queste mie notti insonni.

    Ho lasciato le speranze alla porta
    prima di genuflettermi al pianto
    e quel riecheggiar della parola “amore”
    di cui mi giunge l'eco in lontananza
    è una lama che scava nel cuore
    dopo averne sedotto il battito.

    Anche le lacrime si son diradate
    indispettite dall'inconsistenza degli occhi
    e lo sguardo non sa più che fare
    se attorniato da specchi di morte.

    Ho in me l'arsura del nulla
    e la dislessia delle ipotesi
    mentre la mia bocca invoca l'approdo
    a quelle labbra che sanno di terra ferma.

  • 26 agosto 2017 alle ore 8:03
    Nebulosa

    Che strana
    questa nebulosa
    ad abitare il firmamento
    di giorni e notti.
    Schiere gloriose
    e scie incerte, prese
    a nutrire l’idea dell’esserci
     
    catturate, promiscue
    siderali distanze  
    ravvicinate.
     
    Ognuno s’accende
    lampadina di presenza
     
    un’eccellenza brilla
    forse una stella nuova
    immersa in trama
     
    click d’identità
    l’intermittenza
    d’istanti in ore
    e poi
     
    anche un vuoto si aggiunge
    in tracce
    lasciate lì per sempre
    al database del nulla eterno
    dall’anima virtuale.
     
     

  • 26 agosto 2017 alle ore 7:09
    123

    Il tuo profumo
    non vorrei ma lo penso
    eppure io c'ero
    Ti cercavo nel sogno,quello che ti ho raccontato
    mi guardavi come si guarda un pazzo
    lo stesso sguardo adesso,è lo stesso
    Almeno questo
    Almeno questo e credimi amore mio
    Se questo è tutto quel che del mio ricordo ti è rimasto io mi accontento
    Ti guardo crescere ogni giorno
    Ti lascio al mondo perchè lui sa,lui sì ne sono certo,che ti proteggo
    Ora sai perchè non dormo
    Resto sveglio per guardarti dormire
    Vorrei potessi anche tu vedere come brillano le tue energie.
    Tu
    Tutti i colori
    Tu tutti i rumori
    Tu,non chiedevo altro
    Io
    e tutto l'amore che mi è stato tolto.
     

  • 25 agosto 2017 alle ore 8:14
    Di altri mondi

    Pinnacoli lucenti
    di altri mondi
    Al centro tocchiamoci
    meraviglie esplose
     
    Iridi quiete
    come il silenzio
    Caleidoscopio è il vero
     
    L’anima
    ci domina

  • 25 agosto 2017 alle ore 4:26

    Te lo dirò domani se eri importante oppure no. Te lo dirò domani, quando al mio risveglio, anche la rabbia e la forza che ho indossato oggi mi avrà lasciata sola. Te lo dirò domani se percorrerei strade sconosciute per venirti a cercare e a riprendere. Te lo dirò domani se la tua assenza potrà portarmi alla pazzia. Tu intanto dimmi: Cosa ero per te?! Un momento diverso? Un attimo di pace nella tua tempesta interiore? Oppure un punto interrogativo a cui non hai più voluto rispondere. Magari, me lo dirai domani, ma io domani non ci sarò... Io te lo dirò domani il peso che il nostro distaccarci ha procurato... Domani... Si! Domani avrò nuovi occhi, forse bagnati di lacrime. Avrò un sorriso in meno, ma non sarò priva di coraggio... Domani, domani è un nuovo giorno... Il primo senza te.

  • 24 agosto 2017 alle ore 20:55
    Io, avventuriero dell'anima

    Questa è la storia di un uomo

    che della sua miseria
    ha fatto bandiera

    che pensava sbagliando

    di poter un giorno diventare scrittore
    oppure un poeta

    Pensieri scorbutici e parole rapaci

    erano le delizie
    del suo sapere nei versi

    per lo più stravaganti

    che destavano l'ammirazione
    di deboli e potenti

    Tutto cominciò
    nel giorno della sua venuta al mondo

    quando la levatrice

    s'accorse della sua posizione
    al momento del parto

    E già bui pensieri

    avvolsero la sua mente
    ancor prima di veder la Luce del mondo

    e battiti di buio

    palpitarono il suo cuore
    in quel mesto frangente

    Ma intervenne il suo Dio
    e nella sua immensa misericordia

    volle che lui nascesse
    nel modo più naturale e più bello

    salvandolo esausto
    assieme alla madre sfinita

    Questa è la storia di un uomo felice
    che ha avuto la sorte di nascer benedetto

    e di poter divenire nel tempo
    avventuriero nell'anima sua
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati