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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 agosto 2017 alle ore 16:34
    Miles ingloriosus

    Dovrei maledire
    cento volte al dì quel pavido core.
    Gonfio di crassa superbia.
    Il soldato cade in combattimento;
    le forze tradiscono il titano invulnerabile.
    Venne al mondo e appartiene alla terra.
    Pace non sfiora
    l'animo in guerra.
    Armi di legno contro corazze d'acciaio.
    La sorte è segnata da tragico guaio.
    Il miles non combatte per la patria;
    è a lsoldo di chi paga di più.
    Menzogna e disonore
    dormono insieme
    accovacciati sino all'alba.
    E, con sguardo sprezzante
    irridono patetiche virtù.

  • 04 agosto 2017 alle ore 21:25
    Comunque vada la vita sarà un successo

    Sogno
    nella speranza del mio miglior futuro
    che ogni notte per quanto lunga
    possa vedere la sua alba
    E disaccordo tutte le impazienze
    d'anticipare il tempo
    dell'incontro con le anime
    in quell'aldilà che diventa liberazione
    Io invece lotto qui
    per la mia e la vostra libertà
    nonostante gl'intrecci deprimenti
    che la vita stanca delle sue attenvioni
    invita a percorrere tra nuvole di morte
    e imposizione di lamenti
    conducendo verso estremi sacrifici
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 agosto 2017 alle ore 20:53
    Al di là di ogni enfasi

    Obbligato a soffrire

    più che a pensare

    dell'importanza d'aver avuto
    ciò che ho voluto

    sforzi di costrizione

    confinano il mio scrivere
    in lussuose prigionie di sapienza

    e contemplazioni interiori

    imposte dalla passione

    nel fascino irresistibile
    dei messaggi senza tempo

    Stregato da Calliope
    e dalla sua potenza quasi diabolica

    scrivo fino al sanguinar delle dita

    nel corpo a corpo fragoroso con l'anima

    con il furore della penna
    ancora di più tremendo ardore

    nella reazione della mia pacatezza

    alla stupidità di negare la modernità dell'antico
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 agosto 2017 alle ore 20:51
    E lo so io quanto vi faccio ridere

    Nulla potrò contro il destino

    quando lui stesso mi dirà di ritirarmi
    dagli inchiostri e dalla vita

    Mi resta ancor ora il piacere
    di non essere più abbastanza giovane

    e veder con gli occhi della saggezza

    le mie ceneri dentro l'urna
    dei miei versi senza eleganza

    addobbata di critiche e di misteri

    E non contemplate per favore i miei scritti

    con la disinvoltura di un qualcosa
    trovato all'angolo di una strada

    ma fatene almeno antitodo

    contro la tristezza e la malinconia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 agosto 2017 alle ore 10:06
    Hazet 36

    Hazet 36,
    fascista dove sei?
    Un grido di battaglia
    erompe con baldanza
    dal folto commando
    all'avanguardia.
    La caccia al nemico
    riscuote buon profitto:
    il giovane studente
    è steso a terra,
    dalla chiave trafitto.
    Angelo Sergio
    pieno di virtù.
    Un ardore giovanile
    consacrato al Fronte
    della Gioventù.
    I vili aggressori
    hai subito perdonato.
    Langui in una bianca
    cameretta
    con il cranio devastato.
    Quarantasette giorni
    di passione.
    Il sangue del martirio
    non si è ancora prosciugato.

  • 04 agosto 2017 alle ore 8:33
    Linfa di pietra

    Bosco pietroso
    dove alzo gli occhi
    e il viola s’innerva alle viscere.
    Dal raccolto alla sete, nidi
    intrecciano bocche all’attesa
    -sembra un grido connesso
    di vene d’erba
    questo ventre spogliato,
    di crampi.

  • 03 agosto 2017 alle ore 22:49

    SI! Io sono una di quelle persone che si arrabbia. Non posso farci nulla. Quando qualcosa mi tocca dentro e mi ferisce io lo dico. Non penso ai modi e ai toni.. Semplicemente esce! La vera natura di una persona, nel bene e nel male è bene vederla subito. Io amo sapere con chi ho a che fare... Per questo cerco la stessa cosa in chi ho di fronte.! 

  • 03 agosto 2017 alle ore 22:38

    Sono la prima a piangere per una cazzata, ad isolarmi se non capita o ad arrabbiarmi per una sciocchezza. Sono la prima a sentire rabbia per un gesto mancato, per una parola di troppo e sono sempre pronta ad alzare muri e stati d'animo difensivi. Sono la prima ad avere un carattere difficile e spesso incomprensibile. Ma c'è una cosa di me che non cambierei mai... Ed è quella mia capacità di capire i modi "Sbagliati" di altri. A cercare di capire da dove nascono e ad andare loro incontro. Fino a quando il mio "Comprendere" loro non diventa un "Dimenticarmi" di me.

  • 03 agosto 2017 alle ore 21:11
    A Manuela-La tua pace

    Nel silenzio

    dentro il tuo cuore

    c'è la pace che hai cercato
    e anche quella che sogni per i tuoi domani

    E non soggezionarti ai segni del tempo che scorre

    perché la tua pace è un'opera d'arte

    aggiunta alla posterità

    quando avrai esaurito la carica di necessità
    per cui l'hai cercata. Papà
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 03 agosto 2017 alle ore 20:49
    Preziosità

    Preziosità

    "Non c'è che una sola libertà in questo mondo,che dev'essere di tutti,e fino a che ogni uomo non potrà accedervi in compagnia del suo simile,la libertà conquistata individualmente, sarà ingiusta e oppressiva"(Cesmo)

    Nel gusto delle mie delicate evocazioni poetiche

    trovo piacere

    nelle coincidenze del mio pensare
    con la morbida sapienza letteraria

    che affettuosamente avvolge
    in un'aria di mistero

    tutto il mio Essere

    E in questo mescolarsi d'estasi e d'umilta'
    raggiungo l'apice del godimento

    ancora astrattamente vagheggiato

    a compenso d'ogni avvilimento
    e d'ogni inquietudine
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 agosto 2017 alle ore 20:46
    A ognuno la sua lingua e il suo linguaggio

    Perbeniste ipocrisie
    a imporre espressioni e divieti
    e scandalizzarsi
    di coinvolgimenti del sapere
    in sapori vaginali e flatulenze
    Storie di miserie traviate
    a chiedere l'elemosina a dottrine
    e sfilare trionfanti e spietate
    nella quotidianità della vita
    e tra le angosce di certe anime
    cadute nella perdizione
    che si annida negli angoli
    del loro vivere alla luce del sole
    con l'altezzosa speranza
    di raggiungere soddisfazioni e orgasmi
    a dispetto della loro inutile realtà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 agosto 2017 alle ore 19:18
    Il sorriso della morte

    Alla fine di tutto questo,
    di questo viver la vita
    e i suoi molteplici inganni,
    si resterà soli.

    Soli su di un letto di amarezze
    o seduti a tavola, dinanzi a un piatto pieno di dolore
    e a un bicchiere colmo di lacrime.

    E se dopo abbiamo ancora il coraggio di sorridere,
    quel sorriso non è il nostro, ma quello della morte.

  • 03 agosto 2017 alle ore 18:29
    La pittrice

    Cupo,
    come il cielo dopo il saluto del sole

    Mesto,
    come il campo senza i fiori

    Spento,
    come il cielo senza le stelle

    Vano,
    come il canale
    senza l’acqua

    Questo, a volte,
    il ritratto di un istante…

    ma la mente,
    empatica pittrice,
    si affretta a ricomporlo
    con i colori del fuoco.

  • 03 agosto 2017 alle ore 18:27
    Soffitta

    Cose smarrite
    eppur legate al cuore

    Scrigni dischiusi
    e riempiti di sogni

    Gomitoli di storie
    da svolgere e raccogliere

    Tappeti che conducono
    in un caleidoscopio
    di mondi ed epoche perdute…

    dove il tempo si azzera
    e le emozioni sgorgano,
    impetuose e inarrestabili.

  • 03 agosto 2017 alle ore 18:26
    La forza delle parole

    Com’è dolce indugiare su parole
    che effetti mirabili producono
    quando l’anima in ascolto si pone…

    Come un prato che abbonda di profumi
    e con nuvole di margherite avvolge…

    Come un cielo
    striato di bianco,
    di rosa,
    di grigio,
    di arancio,
    di viola…

    Come un pesco superbo
    che tutt’intorno il suo splendore sparge…

    Così, le parole scorrono
    e assumono forme e venature
    che a superare gli argini della vita
    spingono.

  • 03 agosto 2017 alle ore 16:39
    Agosto (due haiku in acrostico)

    auspici d’ombra
    garriti di un crepuscolo    
    ormeggio a vampe

    sparute nubi
    torpore del meriggio
    orlato d’oppio 

  • 02 agosto 2017 alle ore 23:13
    Agosto (acrostico in due haiku)

    ansito immobile-
    gogna al lume di stelle
    orfane d’ombra
     
    sorso di roccia-
    trema sulla risacca
    orma di luna
     

  • 02 agosto 2017 alle ore 21:39
    La coscienza della vittoria

    M'accorgo a volte
    della mia inferiorità culturale
    che toglie ogni velleità
    alle mie aspirazioni
    E mi sembra di ricevere 
    per questo dura condanna
    all'isolamento e alla solitudine
    tirannie imposte
    all'interiorità dell'anima indifesa
    nel suo Essere
    bersagliato dai tormenti
    E continuo a scrivere e lottare
    nella coscienza della vittoria
    per mantenere ben salde
    le posizioni del mio sapere
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

     

  • 02 agosto 2017 alle ore 20:42
    Agogno la virtù di un sogno

    Agogno la virtù di un sogno

    Sono io
    l'interprete più sensibile
    delle mie contraddizioni
    molte volte sommerse
    da improvvisati vuoti morali
    Sogni di grandezza
    e di trionfante gloria
    riepilogano in me
    il fascino dell'eterno splendore
    e mi invitano a respiri
    di spiritualità e prepotenze
    che esaltano le mie passioni
    e mi affrancano dai dolori
    e dalla schiavitù del mondo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 agosto 2017 alle ore 20:40
    Preziosità

    Nel gusto delle mie delicate
    evocazioni poetiche

    trovo piacere
    nelle coincidenze del mio pensare

    con la morbida sapienza letteraria
    che affettuosamente

    avvolge in un'aria di mistero tutto il mio Essere

    E in questo mescolarsi d'estasi e d'umilta'
    raggiungo l'apice del godimento

    ancora astrattamente vagheggiato

    a compenso d'ogni avvilimento
    e d'ogni inquietudine
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 agosto 2017 alle ore 15:08

    - INVECE DI "PREGARE" INIZIA A "PRATICARE" -

    Non serve lamentarsi delle cattiverie che ci vengano fatte se poi siamo i primi a vivere regalando cattiveria. A niente serve accusare li altri delle proprie lacrime se poi siamo responsabili di quelle altrui. Non serve pretendere una lealtà che mai abbiamo messo in pratica. Non ci rende migliori puntare il dito su qualcosa che abbiamo messo in pratica per primi. Non ci aiuta a crescere rendere il resto del mondo responsabile dei nostri fallimenti. Non si diventa grandi con gli insulti, ma con l'umiltà. Non resto più a guardare determinati atteggiamenti, non mi fermo più di fronte a parole di troppo di chi è "poco". Non interrompo il mio cammino per chi non ha avuto la forza di intraprendere a pieno il suo! Io non prego.... Pratico! E se prego non ho bisogno di dirlo, la preghiera è qualcosa che appartiene all'anima, all'intimo... Essa è sostanza e mai apparenza. Io vivo serena e lo faccio nella piena consapevolezza che prima o poi "Ciò che si semina si raccoglie" sempre! Il tempo passa, ma certe cose non le cancella e quando è il momento le restituisce, nel BENE o nel MALE... E questo dipende solo da TE.

  • 02 agosto 2017 alle ore 10:51
    Quartier generale

    Quell'ampio dirupo sull'argine
    di cava è il quartier generale
    - intorno a ogni pietra la terra.
    Fragore: muto alzo lo scettro 
    e resto - raccolto sul palmo -
    connesso allo scranno che frana.
    Al buio lavato di luna 
    s'inerpica un tremulo corso:
    scintille sull’acqua, nel sorso 
    la pace dell'occhio di cruna.

  • 02 agosto 2017 alle ore 9:57
    A Carlo Borsani

    Gli occhi di Carlo
    hanno smesso di vedere.
    per il combattente
    sempre uguali
    giorni e sere.
    La granata devastante
    si conficca sulla fronte.
    Alto il prezzo
    per il milite
    che conquista
    il fatale ponte.
    Il cielo chiama a squarciagola
    un novello martire.
    Il tribunale esige
    una nuova vittima.
    Violento tripudio
    di urla e bestemmie.
    Obbligato a tacere
    nel nido della menzogna.
    L'eroico combattente
    è preso per la gogna.
    Sibila sinistra
    in quel piazzale
    la pallottola assassina.
    Non risparmia neppure
    il prete confessore.
    La medaglia d'oro
    degradata
    a nera masserizia;
    girovaga per giorni
    sul camion dell'immondizia.
    E l'odio
    di alcuni
    dirigenti nostrani
    non ha il vigore
    di spegnere la memoria
    della medaglia Carlo Borsani.

  • 01 agosto 2017 alle ore 21:59
    Voi... siete il mio mondo

    Annaspando tra sentimenti e delusioni
    vive il poeta

    a apprezzare più la mente che non il corpo
    nella passione che si ritrova

    così vivo io
    nel cantare la libertà innata del mio Spirito

    Un non so che di ubriacatura quotidiana di pensieri

    cosparsi di desiderio

    che avvolgono l'anima e la rivestono di vita

    e la cambiano e la rifocillano con immensi piaceri

    E rifletto...

    e mi costruisco un'alcova tutta mia

    in cui apprezzare amare e desiderare

    sempre più il mio Essere
    e la voglia di donarmi al mondo e agli uomini

    in un nutrimento d'amore e di pace

    con la solitudine
    a far quasi da segretaria all'esistenza
    .
    cesaremoceo © ®
    proprietà intellettuale riservata

  • 01 agosto 2017 alle ore 21:57
    I minuti che bastano

    Son qui con l'animo sconvolto
    ad aspettare da te per me

    i minuti che bastano
    a suggellare l'amore

    E continuo ad amare la vita
    e qualsiasi suo sentire

    mischiando i miei versi col mondo

    e assaporando le briciole amare
    che essa mi da

    senza invidiare ricchezze
    che altri posseggono

    E rimango qui umile e mite
    ad aspettare da te per me

    i minuti che bastano
    a suggellare l'amore
    .
    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati