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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 19 novembre 2017 alle ore 21:05
    Tra sole e pioggia

    Assueti al giogo della vita

    andiamo assieme
    docili per la strada

    cercando luoghi coperti
    per necessità e bisogni

    Frementi

    ribelli a questa pioggia

    accettiamo domati
    il nostro giusto destino

    incuranti degli sguardi riprovevoli

    che gli occhi degli uomini
    ci lanciano addosso

    E non pensano Loro

    a quanto amore e fatica
    e ragione hanno i passi

    a trovare la via
    cui non nuoce la brezza

    Ma di allegra bellezza
    siam noi mio Noel

    che il tuo abbaiare
    in me ogni fama disprezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 novembre 2017 alle ore 21:03
    Donarsi alla vita

    Avvezzi alla beneficialita'

    all'arrembaggio vanno i miei pensieri
    a cercare esuli in fuga

    anime convenute d'ogni dove

    mentalità diverse
    madide d'incandescenti rivoli

    da affrontare in compagnia
    con attimi di felicità all'incontro

    schivando giravolte
    di gorghi d'odio e furie di rabbia

    e allietando quei cuori intristiti
    che cercan giovamento

    con qualche sacrosanto perdono
    alla confessione di misfatti senza colpa

    E infondere pace e sopore
    a quelle menti inquiete

    nel suono della dolcezza

    lontane da cacciatori
    che ingannano le prede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 19 novembre 2017 alle ore 20:05

    Amo le persone che dicono le cose in faccia, ma non mi basta. Per amarle veramente devono emettere parole ricche di senso e contenuto. Ammiro quelli che espongono il loro punto di vista, ma la mia ammirazione giunge al culmine quando mi dimostrano che sanno anche ascoltare il punto di vista altrui ed accettarlo. Odio i presuntuosi, quelli pieni di convinzione e perbenismo. Odio i vigliacchi, che recitano la loro tragedia tratta da un copione vittimistico, ma poi in realtà stanno meglio di te. Non sempre essere diretti e schietti significa essere persone valide. Non sempre essere sensibili significa essere persone buone. Esiste la schiettezza che supera i limiti e diventa maleducazione, prepotenza e boriosità ed esiste una sensibilità che esiste solo al fine di se stessi. Conoscere quel limite ci rende persone speciali. Un limite che non devi varcare mai ne' quando si tratta di te stesso... Ne' quando si tratta degli altri. Per tutto il resto ci sono i finti buoni, gli ipocriti, i cafoni, quelli che sono certi di non sbagliare mai e quelli (ancora peggio) che ammettono di aver sbagliato, ma voglia e tempo di rimediare non lo trovano e vanno altrove con l'ennesimo copione.

  • 19 novembre 2017 alle ore 10:29
    Novembre

    Dell'inaridita anima
    tento con la mente,
    tutte le parole insieme,
    come semi di luce,
    di svegliarla dalla nebbia
    e dal silenzio delle foglie
    che cadono a pioggia.
     

  • 18 novembre 2017 alle ore 21:03
    Domani e oltre

    Ormai la notte
    aggioga il mio estro

    e avvolge d'oscure ali
    i miei sogni e il futuro

    E così m'accorgo
    che non potremo

    ancora una volta

    godere dei sentimenti
    che ci avvolgono

    delle gioie che abbracciano gli istinti
    e esaltano la passione

    Ora

    tra alte virtù

    io canterò l'amore
    domani e oltre

    e dell'amore le mie Dee
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 novembre 2017 alle ore 21:00
    Tra uno scroscio (di pioggia) e l'altro

    Me ne vado errando

    per le balze dorate
    di questa sabbia

    baciata dal timido sole
    che s'insinua felice

    nei momenti di pausa
    di piogge copiose

    Dinanzi a te mio mare

    raccolgo e custodisco memorie
    che finora il passato mi aveva sottratto

    concretizzando il mio andare
    in certi sguardi d'amore

    apprezzati dall'anima
    nella stima dei giorni

    e negli abbracci al mio tempo
    che muore ogni giorno

    E continuo il mio vivere
    nutrito dai vortici del gelido vento

    che insidia sontuoso
    i tuoi allegri e palpitanti flutti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 novembre 2017 alle ore 20:59
    Carta penna e calamaio

    Languido e pur a volte furente
    fuggo le strade della gente volgare
    per distender la mente
    all'ombra felice di patite esperienze
    E per questo mio ingegno
    che ai più da fastidio
    non ho antenati a rallegrarmi d'amore
    ma solo veleni e ignoranze
    a produrre tuoni fulmini e malumore
    Che spariscano tutti mi dice il mio cuore
    e specie coloro che al posto d'onore
    han messo le armi invece che il miele
    sapendo che questo non è luogo d'arcieri
    non d'archi o di frecce ma di pace e passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 novembre 2017 alle ore 14:15
    Danza di stille

    Minuscole catene strette all’apice
    di polsi incisi ai palpiti dell’anima
    zampilla la fontana in grani d’acqua
    luce che gonfia l’aria come fiori.
    Scivola rapido un passo di gonna
    croste di ruggine in fughe di porfido
    di ieri ancora a lato sul patibolo
    saturo d’ami asfalto non si lava.
    Vedi il rumore d’ombra farsi vento
    che taglia ghiacce lacrime d’inverno
    sul piede a piaghe e non si volta più
    s’atterra sul pavé danza di stille.
    Dentro che stringe il tartaro la frolla
    muta del tempo e al sangue sferza il pungolo.

  • 18 novembre 2017 alle ore 10:24
    Troppo o troppo poco

    Questo è un paese non paese in cui devi fare
    però quando lo fai, lo fai male. Lo dovevi fare meglio, dovevi fare di più.
    No. Così non lo dovevi fare, è sbagliato.
    E allora non lo fai
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi farlo sì. Dovevi. Non fai.
    Questo è il paese non paese in cui devi parlare
    però quando parli lo fai male. Dovevi parlare meglio, dovevi parlare di più.
    No. Così non dovevi parlare, è sbagliato.
    E allora non parli
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi parlare sì. Dovevi. Non parli.
    Questo è il paese non paese
    il paese del troppo o del troppo poco.
    Questo è il paese non paese in cui devi ascoltare
    però quando ascolti lo fai male. Dovevi ascoltare meglio, dovevi ascoltare di più.
    No. Così non dovevi ascoltare, è sbagliato.
    E allora non ascolti
    e anche questo è sbagliato.
    Dovevi ascoltare sì. Dovevi. Non ascolti.
    Questo è il paese non paese
    il paese del troppo o del troppo poco
    della contraddizione
    il paese del fare, del parlare, dell’ascoltare.
    Il paese del non fare, del non parlare, del non ascoltare.
    Questo è.
    Questo non è

  • 18 novembre 2017 alle ore 8:23
    Occhi di madre

    Tra salvia e margherite
    presta le mani all’armonia
    atomi appena  
    in lenimento all’anca del dolore
    si attenua
    l’ansia velata del giardino
    sembra la sera quando
    le sorridono gli occhi
    gli occhi presi dai rovi
    lignee speranze
    di luci chiare sperse dentro.

    L’ora solare
    fa ghirigori stanchi
    ma lei addolcisce il verde
    viscerale
    ne fa mazzetti
    talee d’acqua
    e aspetta le radici
    incredula
    di spingere una vita
    di là dal buio
    -non c’è modo migliore
    per dire di sé, come
    del primo parto sofferto, ma
    nel favore del vento. 

  • 17 novembre 2017 alle ore 22:14

    Mi domando cosa hanno nel petto quelle persone che giurano amore a qualcuno, si lasciano e dopo una settimana hanno già un altro amore da dichiarare per la vita. A volte li ammiro... Ma poi in fondo poco hanno da essere ammirati. Loro cosa ne sanno di cosa sia disintegrarsi il cuore e giocarselo fino all'ultimo secondo. Cosa ne sanno del tempo necessario per ricostruirsi e rimettersi in piedi. Ritrovare un equilibrio interiore, emotivo e psicologico. Cosa ne sanno loro di cosa sia rimpiangere il tempo sprecato dietro a un amore che non valeva nemmeno un decimo di ciò che si è preso di te per poi portarselo via con se' per sempre. Che ne sanno queste persone. Che ne sanno delle mani spoglie, di quando tanto hai donato e niente ti è rimasto. Di quanto costa amare davvero e soprattutto quanto costa dimenticare e andare avanti. Soprattutto mi chiedo se queste persone sanno la paura che fa, guardarsi indietro, ricordare ciò che si è attraversato per riuscire ad uscirne e ancor di più chissà se conoscono la paura che fa ricominciare qualcosa e donare nuovamente fiducia a qualcuno. No, non credo... Sicuramente soffrono meno, ma in fondo, cosa sia amare veramente qualcuno non lo sapranno mai.

  • 17 novembre 2017 alle ore 20:42
    Chi opera per l'arte, celebra ogni giorno la vita

    Pensieri prima abbozzati

    e subito sbozzati
    da vigorose suppliche

    che scavano gli occhi e le tempie
    e rendono torva la fronte

    nello spirito d'indipendenza e fierezza
    che marchia il mio viso

    E non concedo
    sorrisi a basso prezzo

    a anime attratte dal lusso
    travolte dalla loro stessa ingordigia

    né voglio che il tempo
    che fugge nell'oblìo

    ricopra di buio il mio zelo
    al di là della vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 novembre 2017 alle ore 20:40
    Sublimi meditazioni

    Malvolentieri sopporto
    insulti e tormenti

    nell'arguzia pensosa
    che accompagna i miei giorni

    Io

    schiavo dei soprusi
    che m'impone il mio vivere

    molte volte non dico
    quel che mi frulla nella mente

    E rinchiudo così
    i sentimenti nei versi

    in inezie allusive

    che eludon gl'istinti
    con profonde invenzioni
    e giocosi pensieri

    sublimi meditazioni
    a burlarmi di violenze e malizie

    e rispedire al mittente
    ogni miseria e pietà
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 novembre 2017 alle ore 20:39
    La mia pace

    A che mai potrà giovarmi
    la lettura di mille e mille libri

    e la conoscenza del mondo
    che essa mi darà

    se ho l'anima infetta
    da effimeri propositi ?

    E tengo lontane
    angosce e travagli

    pregando quel Dio
    che fa ricco l'orgoglio

    di donarmi coraggio
    e indomita volontà

    nell'affezione del cuore
    inebriato d'amore

    Sperare mi resta

    di cingere le tempie
    con gigli e allori

    e andare al giudizio
    con i più felici auspici
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 novembre 2017 alle ore 21:14

    Ho amato me stessa quando era fragile. Quando ci metteva tutta se stessa e non si arrendeva mai. Ho amato me stessa quando si è persa per aver dato troppo. Quando a fatica raccoglieva i suoi cocci e con orgoglio si prendeva cura di loro ricollocandoli al loro posto come medaglie d'onore. Quando saper usare il cuore la rendeva fiera e altro le serviva. Ho amato me stessa quando con più forza e sicurezza ha cominciato a pronunciare quei "No" che facevano la differenza. Quando ha iniziato a voltare le spalle dove era necessario per rispettare se stessa. Quando a chi la usava, la illudeva e si approfittava di lei ha iniziato a sbattergli in faccia la verità su ciò che pensava. Ho amato me stessa nei suoi più grandi cambiamenti. In quelli lievi e in quelli importanti. L'ho amata quando si è arrabbiata senza riserve. Quando essere ferita le provocava dolore e non sapeva come uscirne. Oggi, amo me stessa e rendo onore a ciò che è diventata. Amo me stessa e la sua forza. Amo il suo sorriso e quel gesto gentile riservato a pochi eletti. Amo il suo silenzio di fronte alle provocazioni. Amo l'indifferenza che usa verso coloro che non occuperanno mai un posto nella sua vita. Amo il suo aver imparato a "Scartare" la merda che la circonda, senza paura e senza temerne le conseguenze. Dio quanto amo di me stessa il saper dire sempre ciò che pensa e l'aver imparato a tenere ben stretto ciò che prova per dirlo solo a chi merita di saperlo. Amo la nuova me, una persona forte, sicura e ben equilibrata. Una di quelle persone che non conquisterai mai con poco, che non avrai mai vicino se non sei luce al sole, libro aperto e animo onesto. Persone difficili da gestire, non trascinabili, forti, decise e sicure di sé, ma umili, buone e leali con chi sa arrivarle al cuore! 

  • 16 novembre 2017 alle ore 21:09
    Mutuando forma

    Lo immagino un risveglio
    che non somigli a niente,
    solo volare sul fango soffocato
    è partitura che fa musica,
    come c’è danza su una tela
    -è un velo le danceur, che anche
    senza volto sembra esistere.
    Prima di camminare
    si fluttuava in acqua: già liberi
    si sfumava, si riappariva. 

  • 16 novembre 2017 alle ore 20:39
    Tra i morsi della fame

    Banchetto senza di me

    al tavolo apparecchiato
    di tutti i miei pensieri

    tutta la notte

    nell'assidua libidine
    che avvolge ogni pietanza

    emozioni sentimenti passioni

    piaceri e dolori che non riesco
    a staccare dai loro vizi

    e approfittano felici del mio vivere

    E inutile diviene per me

    ubriacarmi di pianto
    tra quei cibi sanguinanti di vita
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 novembre 2017 alle ore 20:38
    Per non dimenticare

    "Cenerai bene da me

    si diceva

    se porti con te
    buono e abbondante cibo"

    E non pensai mai

    al peso della borsa
    che mi portavo dietro

    nella leggerezza dell'affetto
    che nella falsità ricevevo

    Tentativi miseramente falliti
    si riaccendon ancora nella mente

    mentre oggi più che mai sobrio in me

    trasporto sulle spalle cosparse d'ira
    il ricordo dei frammenti d'ulivo

    offerti con le mie mani
    candide d'amore

    agli effluvi di quei giorni

    fin quando
    provocanti interessi imperturbati

    germogliati dentro ingegni avidi e gelosi

    trasformarono i cuori in pietre

    per alcuni divenute

    preziose gemme da barattare
    al mercato degli affetti

    E vivo ogn'ora la felicità di pensare
    che queste parole

    potranno restare marchio indelebile
    nel destino di più generazioni
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 novembre 2017 alle ore 9:58
    Cosa rimane di noi?

    La morte di una persona cara
    procura dolore fisico
    tristezza ed assenza
    di voglia di vivere
    solo un incontro
    con una persona più forte
    può alleviare il dolore
    è simile alla nostra storia d’amore
    solo attraverso di me hai superato
    tante difficoltà che prima
    ti sembravano insormontabili
    ora il peggio è passato
    si tratta solo
    di andare avanti
    senza più pensare al passato.
     

  • 16 novembre 2017 alle ore 9:52
    Con gli occhi di un bimbo

    Con gli occhi di un bimbo
    Con gli occhi di un fanciullo
    che vorremmo che nascesse
    per coronare il nostro sogno d’amore
    lo vorremmo chiamare Marco...
    sarà un Natale per tutti noi
    con persone nuove e festeggiato
    per me di nuovo
    il primo Natale da sposato
    un Natale diverso dagli altri
    Natale
    festa per me
    festa per tutti.

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:32
    Io e la mia ombra

    Ho vergogna di sentirmi un giocattolo
    in mezzo a questo buio

    e alla sua solitudine

    nella modestia di me stesso

    tra le emozioni che volgono le ali altrove

    verso mete sempre diverse

    vicine tra loro ma senza mai potersi toccare

    Di questa libidine e del suo amore furtivo

    Tu notte mi accusi

    quando soffro il disdegno per le tue ore
    mentre diventa musica la tua voce

    che canta per me

    a carpirmi baci senza rumori

    e darmi gli orgasmi più intensi
    nel continuo giocare con le passioni

    che sempre amo e dove trovo amore

    e che sciolgono i nodi
    che esse stesse strinsero

    E mi sento molto fortunato

    ad esserci io qui con te
    e non la mia ombra
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:31
    Notti di passione

    Dentro magiche ore di felicità

    con la luna a inondarmi di vita

    fuochi interiori scaldano
    il mio ardire e gl'inchiostri

    intrattenendo desiderio e amicizia

    con i sentimenti che assaltano
    la mia passione

    e il piacere notturno in cui rifuggo

    scivolandovi in seno con le funi delle emozioni

    E abbracciato in amore

    così mi amo

    mentre l'anima accalorata dai versi
    emana sentenze di conferma
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:28
    La mamma degl'ignoranti è sempre gravida

    M'arrivano

    nel mio passeggiare quotidiano

    complimenti e felicitazioni d'uomini e amici

    per la nuova e comunque già vecchia
    condizione che da un po' io vivo

    e intuisco in certe parole

    sentimenti d'invidia e villaneria
    a accender di stizza la vita e il futuro

    E provocante la gelosia

    fornisce strane parole

    alla bocca di chi non riflette
    che molto più invidiabile

    è colui il quale

    data la propria vita ai figli

    gli è concesso di vivere a lungo
    e incanutire i pensieri di bianco splendore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2017 alle ore 18:43
    Nasceranno ancora uomini

    Nasceranno
    ancora uomini
    che aspetteranno oracoli
    dietro i sigilli
    di un cielo muto,
    uomini presenti
    nell'assenza di luce,
    uomini imperfetti
    che perdono i confini.

    Nasceranno uomini
    per popolare terre
    in dissolvenza,
    per nutrire di sogni
    una realtà non finita.

    Nasceranno ancora
    uomini
    che detteranno leggi
    e uomini per ribellarsi
    a voce alta
    con le mani stanche;
    uomini che costruiranno
    templi
    e altri che faranno guerre.

    Nasceranno destini,
    invocazioni
    e poetiche chimere,
    nascerà l'amore
    che vivrà nella malinconia
    di un autunno
    e nel canto di primavere.

  • Cercandoti fuori per ispirazioni,
    un verso di rosso cangiante,
    e di più spazio, il corpo fremente
    con emozioni sparse in internet.
    Scorticata frontiera di mercato,
    nell'economia del sentimento,
    Non saprei di quale sistema
    sono già parte, oh poesia.it,
    tu lo sai, io sono solo un writer
    e di alcuna mia parola mi pento,
    soffio sulle dita e alzo lo sguardo,
    Ti dirò che prezioso è il tuo dono,
    tu sei venuta per amare questo volto.
    Cosi scrissi a muro in Facebook.