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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 agosto 2017 alle ore 20:27
    Libertà e pensiero

    Come di tanto in tanto faccio ripropongo qualche scritto...adolescenziale.

    Libertà e pensiero(1968 periodo di rivoluzione studentesca)

    Credo nella libertà della stori
    nel suo libero compito
    d'esaltare le virtù
    d'ogni meritevole uomo
    e non avvolgere
    nel silenzio degli infami
    ogni gesto e ogni azione
    o anche ogni malvagia parola
    che possa incorrere nel giudizio
    del loro stesso futuro
    E chi come me
    ha fatto proposito
    d'incorrotta lealtà
    possa nel tempo
    esprimere i suoi pensieri
    senza timore e senza odio
    .
    Cesare Moceo 1° h (liceo scientifico G.Galilei Pa)@
    Tutti i diritti riservati

  • 21 agosto 2017 alle ore 10:06
    In segni semplici

    Ecco a cosa serve
    il fulcro dell’ordine
    una pace mischiata
    a parole sfitte
    Selve d’anni
    apparecchiate
    in un sorriso di poesia
    Serve? aprire porte
    al raggio che si posa
    sugli antichi volti nostri
    rannicchiati nei segni semplici
    e parlanti

  • È l'alba.
    M'aggiro negli angusti spazi del mio futuro,impaurito dal loro diventar ardente fornace,al soffio caldo del vento che s'infiamma al fuoco nemico che cova sotto le ceneri della mente, nel suo giacere vergognosamente oppresso, dal peso infame della cattiveria umana. E io, agnello di Dio, m'inerpico sui colli della mia fede, brucandone i principi e saziandomi di quelle erbe, imperlate di sempre fresca rugiada....E là vivo,lontano dagli incanti.(1972)E sono ancora qui trafitto dai rimpianti,ad ammirare e avvolgere di simpatia,chi nelle drammatiche occasioni,realizza la concordia delle anime, lungi dell'interesse e dall'egoismo personale.(2017)
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto 2017 alle ore 21:15
    Sotto quale dominio?

    Ignoto è divenuto in me
    il luogo e l'anno in cui son nato

    ma nulla mi è di più caro
    d'abitar con me

    nel mio sapere e nel mio volere

    e da quei terrazzi ammirare il mondo

    e gli uomini che gareggiano la loro rivalità
    per la conquista del Nulla

    con l'ignoranza d'elevarsi a questa ricchezza

    nel piacere di un Dio

    che soffre nelle loro menti
    e nel turbamento del loro animo

    E ancora non vedo alcun raggio di Luce
    attraversare le loro tenebre
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto 2017 alle ore 21:14
    La vita, chi era costei ?

    Dea del non progresso

    del tutto indietro e delle liti
    che scaldano le menti

    crudele cinica e a volte sporca

    ti ricordavo bello adorabile
    fiore profumato

    germogliato nei campi
    seminati con amore

    su cui posavo il mio vivere
    e mietevo la riconoscenza

    Io per te disponibile a ogni rinuncia

    pur di viverti tra risate
    confidenze e sogni

    fra pensieri salpati
    in aperti oceani di vissuto

    in mezzo alla mia povertà

    arenata qua e là
    in occasionali scogli

    E adesso godi il piacere di tradirmi
    con guide impazzite e colpi proibiti

    in un abbandono gelido
    e senza giustificazioni

    a tramare nuovi inganni
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto 2017 alle ore 16:05
    Senryu

    Come nei sogni
    A un vecchietto gen­tile
    Sorrisi di gioia

  • 20 agosto 2017 alle ore 16:02
    Magia dell'eros

    Immergersi nel piacere
    e sentire l'essenza profonda
    dell'assoluto.

  • 20 agosto 2017 alle ore 8:34
    Ci ebbe in trasporto un verso

    Ci ebbe in trasporto un verso e la sua scia
    affine sulle bocche, poi un umore 
    frusciato dentro i sassi da nastìa 
    di voce e ancora goccia quel lucore. 
     
    Di tregua il suono è nome da scolpire  
    e il fiato che si trema non ha estremi
    se non steli di cere - e traccia spire  
    di un’immanenza al raggio che non temi.
     
    Cavi i pensieri specchiano le cime 
    salgono rami nuovi da una gola
    d’attese - il cielo arriva dagli scuri
     
    vene che pulsano sollievo ai muri 
    asfittici, c’è gusto in una fola 
    d’estro e sintassi e t’amo sì, di rime. 

  • 20 agosto 2017 alle ore 2:17

    Comincio a guardare molte cose in modo diverso: Cose, situazioni, atteggiamenti e persone. Comincio a non cadere più molto in basso nemmeno quando ci tengo veramente perché se chi ho di fronte ci tiene a me non mi permetterebbe mai di scendere sotto a quel limite consentito alla mia dignità. Ho cominciato a non perdermi dietro corse impossibili. Ho imparato a non spiegare troppe volte qualcosa che qualcuno aveva deciso fin dall'inizio di non capire. Ho scelto di lasciare ad ognuno le sue conclusioni, perché chi ci tiene e ha capito qualcosa di te a quelle conclusioni non arriva mai da solo. Comincio a vedere finalmente più spazio attorno a me, a respirare aria più pulita e mi sento soffocare meno da presenze negative che rabbuiavano la mia giornata. Sensazioni e stati d'animo che a lungo andare incupivano la mia vita. Ho cominciato a non voltarmi più indietro. Indietro ci sono pezzi di me lasciati appesi a cuori superficiali e menti ottuse. Dietro di me ci sono strade sbagliate e persone indifferenti. Ho imparato ad avere solo una direzione e quella direzione si chiama "Avanti". Non seguo più, tanto meno inseguo ... Nessuna pretesa di essere seguito o inseguito, ma chi mi ama solo non mi lascia, chi cambia direzione con futili motivi non mi ha mai amato. Ho conosciuto il male e l'ho stretto tra i denti per anni... Ho conosciuto la cattiveria e me la sono sentita come un abito per molto tempo, ma non ho mai scelto di indossarla. Poi... Ho conosciuto il bene ed ho imparato ad apprezzarlo. Mi ha insegnato cosa significasse amarsi e scegliersi ogni giorno per poter essere sereni e in pace con se stessi ed ho imparato a non farne più a meno. Ecco perché nessuno mai mi toccherà nel dirmi "Chi sono e come sono" perché solo io so chi sono e come sono veramente. Chi "Crede di sapere" sarà sempre solo una presenza di passaggio nella mia vita. La mia vita non sarà mai più fatta di chi crede di sapere chi sono, ma di chi sa chi sono perché ha voluto conoscermi veramente.

  • 20 agosto 2017 alle ore 0:18
    La vita e la morte in due righe

    Vita materiale, mero passaggio;
    morte carnale, semplice viaggio.

  • 19 agosto 2017 alle ore 21:01
    Finanche le ferite sono perite

    Fiamme e bagliori
    s'accendono nell'anima

    a illuminare l'oscurità più nera
    in certe notti incerte

    e voler raddrizzare storti costumi
    di menti malate

    mentre l'anima

    sente la fatica della ragione
    e il peso d'essere vinta

    E s'illude la mente
    a cercar necessità di vita

    e trovar invece

    pensieri e debolezze
    da stringere forte forte al cuore
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • È finita così

    che moriamo un po' alla volta

    ogni giorno

    e sembriamo d'avanzare
    quando invece la vita recede

    E così

    queste gocce che fan traboccare
    i vasi dell'esistenze

    e che son pregne
    di tutto quel che prima abbiamo fatto

    che abbiamo vissuto

    non hanno la colpa della nostra fine

    ma son solo il finimento
    di quel qualcosa

    che noi stessi abbiamo tramato
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 agosto 2017 alle ore 20:45
    Le stanze dell'anima

    È notte

    licenzio i miei pensieri

    nell'intento di riposare
    le stanche membra

    spossate dal pensare

    oppresso da questo clima
    sfavorevole dell'odio dell'uomo

    germogliato nei giardini della libertà
    come in quelli della tirannide

    E mi ritiro eremita
    nelle stanze pure della mia anima

    dove m'appresto
    a contemplare i miei sogni

    che son la parte
    più splendida del mio firmamento

    e dureranno in me per tutto il mio vivere
    ...e anche oltre...vieni Morfeo...
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 agosto 2017 alle ore 15:14
    Quando scende

    Quando scende
    nella bellezza, giù
    come in terra
    in bordature di odori
     
    è quell'inabissarsi
    che non chiede più
    di un seme d'abbraccio.
     
    Gli do la chiave
    mi abbranca all'interno;
     
    non c'è filo d'Arianna
    a spezzarsi:
    si torna
    viaggio nel viaggio
    cuore al cuore
    e altre somiglianze.

  • Aphorism.it

    Antologie Vox Animae 1/2/3/4...Antologie : Alda nel cuore 2013/4/5/6/7

    Antologie:Goccia a goccia 2015/6/7

    Antologie: Un cielo di poesia 2014/5/6

    Antologie: Infinitamore (tutte)

    Antologie: I poeti d'Italia 1/2 (La lettera scarlatta)

    Antologia:Voci di poesia

    Antologia:Papa Francesco

    Il Parnaso 13 Autori: Cesare Moceo, Daniele Gualandris, Maria Teresa Ielasi Pajusco, Maurizio Tomasetti

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    I poeti contemporanei Autori: Andrea Dessy, Andrea Napoli, Caterina Burattini, Cesare Moceo, Daniela “Jyoti” Leonardi, Domenico Navetta, Edoardo Canale, Kristian Fabbri, Marinella Amico Mencarelli, Monica Manias, Newton Fusco, Stefano Cafro, Vita Minore

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  • 18 agosto 2017 alle ore 20:55
    Addio anime candide

    "...allor
    che tu reggevi
    gli aurei tempi
    del mondo in pace
    lieta d'entrare
    sotto i tetti degli uomini..."

    Addio

    anime candide di questo mondo
    a cui nessuno ha voluto donare amore

    Voi

    che siete nate
    stelle di un firmamento

    dove ognuna è sorta
    secondo la propria luce

    trovando in questa triste vita
    il momento errato per nascere

    e l'attimo giusto per il tramonto

    Possibile che non riusciamo a comprendere

    noi uomini stolti

    che dobbiamo portar rispetto

    alla volontà del Dio di tutti
    e che in tutti abita e vi ricerca se stesso ?

    E anch'io mi chiedo: Chi potrebbe conoscere Il suo Dio
    se non é parte Lui stesso del Dio che venera?

    ...e se ognuno fa parte del suo Dio,
    che lui stesso ritiene colmo di bontà,
    perché non ha quella stessa dote ?

    Il brav'uomo insegna al suo simile
    a far del bene con la grandezza del suo esempio
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 agosto 2017 alle ore 20:53
    Oltre il tempo

    Nel mio pensar che la resa
    non potrà mai essere
    l'epilogo naturale del mio vivere
    sopporto a cuor allegro
    anche se sopraffatto
    da offensivi sentimenti
    a dannarmi l'anima
    scelte molto difficili
    che mettono a dure prove
    la mia coscienza e la dignità
    E ricordo ancora con dolcezza
    la conquista della pace
    nell'enfasi goliardica
    che ho messo sempre nei miei scritti
    mutuati dalle mie esperienze vissute
    e la forza di sperare nella speranza
    quale sommo momento
    del mio star bene con me stesso
    e nel quale raggiungo il sublime piacere
    d'accettarmi nel mio puro egoismo
    cosparso della generosità
    di far del bene a chi mi legge
    donandogli tutto ciò che so
    e tutto ciò che sono
    oltre i miei tormenti
    oltre la mia timidezza
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 agosto 2017 alle ore 20:01
    Vista d'interni

    Degli spigoli vivi
    affilati alla vista
    pure i cardini privi
    della luce che dista
     
    in mollezza di tonfi.
    Dalle camere vuote
    straziano in echi, gonfi
    delle gracili immote
     
    carezze incise ai lati
    del buio. Spinge l’ora
    a stremarsi, brancati
     
    steli al graffio di bora
    dilateremo i fiati
    come essenze d’aurora.
     

  • 18 agosto 2017 alle ore 11:29
    Ticino

    È per questo
    sentirmi amato,
    che resto.
    Resto, per la tenerezza della sera,
    per il bagliore del fiume,
    tra i boschi,
    scoperto con te.
    Da molti amabili giorni,
    la tua storia mi scorre dentro,
    senza tregua,
    resto,
    come sotto la pioggia,
    resto con te,
    tra mille,
    perché ti amo.

  • 17 agosto 2017 alle ore 21:32
    Il mondo è bello perchè è vario

    Come coloro che sono simili
    e al tempo stesso opposti

    per esperienza ed eloquenza
    e uguali per grandezza d'animo e vanità

    vivendo la vita nel piacere di donarsi
    o di conservar per sé le proprie integrità

    esser clementi oppure rigorosi

    scolpendo per aspirazione all'eternità

    nei gesti le loro virtù e i difetti

    cosi vivo io

    nel mio essere anima e corpo
    cuore e ragione

    E do all'anima e al cuore
    il ruolo del comando

    al corpo e alla ragione
    quello dell'obbedienza

    ...e alla passione la disobbedienza
    .
    Cesare Moceo @

  • 17 agosto 2017 alle ore 21:30
    Pellegrino di me stesso

    Accendo volentieri
    nel profondo dell'anima

    bracieri d'incenso

    a profumare l'Essere

    e tener lontano
    il puzzo intenso

    dei pensieri infingardi
    che esalano dalla mente

    quando questa è in carestia

    Uragani d'avances indesiderate
    dalle volontà sconnesse

    si scatenano con inquieta rapidità

    contro le innocenze rimaste
    a difendere il mio Nulla

    e la sua scivolosissima inventiva

    E racconto seduto là attorno
    pellegrino di me stesso

    il desiderio rimasto tale

    di reinventarmi

    nel tradimento della ragione

    e trovare altri respiri anche seducenti

    che non divengano ancora sospiri
    di un tempo già vissuto

    tormenti interiori

    sanguinanti ferite

    che si aprono e chiudono
    a loro piacimento e a mia insaputa
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 agosto 2017 alle ore 14:43
    A lume schietto

    e a lume schietto
    vasto odore di pioggia
    prende la sabbia
     
    attesa in lamine                          
    -fondo di luna-
    la viola scura a riva
    irrora mare

     

  • 17 agosto 2017 alle ore 9:55
    Rimbalzi

    lascerò aperta un'ampia crepa
    ché si bagni di luna
    intinta nel cristallo d'occhi tuoi
    che è mare che riposa.

  • 17 agosto 2017 alle ore 8:33
    Onde

    Onde, s'infrangono
    sul mio cuore,
    sulla pelle e
    sulla solitudine della pioggia.
    Onde, violente...
    le tue labbra.

  • 16 agosto 2017 alle ore 21:09
    Testimone di me stesso

    Corro ogni dì

    con lo sguardo pregno
    dei miei domani

    gongolanti di gioie
    e d'amorfe collere

    d'ore stagnanti
    e attimi d'inverno

    E credo ancora
    nella mia isola felice

    e in questa estate

    dai profumi perpetui
    e di pensieri profondi

    nei sentimenti provati
    in prima persona

    rimordenti rimorsi

    a voler dirmi
    un qualcosa in più

    in quel mio incerto futuro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati