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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 giugno 2017 alle ore 12:47
    Al mio ardor...

    Al mio ardor fosti seme di faville Occhi piccoli e profondi a far di me un sognatore vivo il tempo che mi resta immerso nella lettura d'ogni dove a scaldare ancora il mio grande cuore voracemente bizzarro e avido di sapere E ne faccio con Dio sereni pensieri e calme emozioni squarci di luce divina a germogliare i fiori delle mie infinite passioni al sole delle notti insonni Presto il dolore busserà alla mia porta presto il destino confischerà la mia vita a compenso del suo futuro e lascerò d'un fiele amaro il mio dire e i miei versi qua a questa perla e al suo divino golfo e alla felicità degli amori vissuti E Tu Cefalù ne terrai per sempre il ricordo e le mie ossa Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 12:44
    C'è qualcuno...

    C'è ancora qualcuno che non capisce... o non vuol capire... . . . _ _ _ . . . Cripte dalle forme oscure s'aprono profonde in animi di uomini nel cui grembo occulto s'inerpicano sentieri scoscesi e senza luce rese ancor più buie dalla spelonca malvagità del loro dire E nei giorni in cui s'avvolgono al fare non esprimono se in loro vale più il non senso dell'onore oppure la paura del dovere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 12:41
    E brucio ancora d'ardore

    E brucio Andiamo insieme verso il destino correndo nell'amore più ardente a percorrerci attimo dopo attimo in tutto ciò che abbiamo nei sensi e nel cuore per arrivare felici alle nostre anime e là attingere la passione che ci travolge E ci parliamo ci tocchiamo e ci accarezziamo con avidità tendendo l'uno verso l'altra in respiri d'onore e di sensualità ritrovandoci io dentro te e tu fuori di te nei nostri corpi avvinghiati là dove risuonano le musiche che il tempo rapisce dove s'effondono gli effluvi dei nostri madidi umori a esalare i profumi che noi stessi aspiriamo e dove abitare e vivere con le nostre passioni Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 12:07
    Voglia di te

    Con il tuo corpo avvinghiato al mio, voglio ancora tutto quello che c'è stato tra di noi.
    Intensità di sentimenti.
    Così prepotenti da lasciare un segno indelebile sulla pelle.
    Da far bruciare le labbra, ancora di passione prepotente.
    Da far scottare i seni, sotto i tuoi baci roventi.
    Da far muovere i fianchi caldi, sotto le tue mani morbide.
    Da far rabbrividire la schiena nuda e arcuata.
    Un letto pieno di languide carezze, lenzuola stropicciate da movenze sensuali... calore, tepore, voglia...
    I tuoi occhi dentro i miei...
    Il tuo sorriso sul mio...
    Le tue labbra sulle mie...
    Il tuo corpo attorno al mio...
    E ancora la voglia di te...

  • 03 giugno 2017 alle ore 12:06
    Sei entrato dentro me

    Sei ciò che mi è entrato dentro e mi ha lacerato corpo, anima, pensieri e sentimenti.
    Uno squarcio deciso e netto che non sarà più ricucibile.
    Hai stravolto la tranquillità della mia vita con il semplice tocco della tua mano.
    Da allora tutto è diverso...
    Hai saputo darmi un bacio così profondo ed intenso, nonostante le nostre labbra si fossero solo sfiorate, da straziare la mia mente al solo ricordo.

    Sei ciò che mi fa ancora desiderare di essere donna... viva, calda, piena di passione.
    Sei il desiderio che mi prende quando il letto è vuoto e il pensiero dei nostri momenti d'amore affluisce dentro me.
    Sei la voluttà di una carezza, così dolce e delicata che ti sconvolge l'anima.
    Ma sei passione, così forte e tenace, da non poter mai abbandonare il pensiero di te...

  • 03 giugno 2017 alle ore 12:04
    Manchi...

    Perché manchi quando il sole è alto in cielo.
    Perché manchi sotto la pioggia scrosciante.
    Manchi in un sorriso, in un abbraccio, in un respiro.
    Tu che manchi ogni giorno in una carezza senza fine.
    Manchi in un sospiro, in un alito sospeso, in un sogno mai realizzato.
    Tu che manchi perché sei forza, sei la ragione, sei la determinazione.
    Mi manchi...perché sei tu...

  • 03 giugno 2017 alle ore 11:59
    Baci

    Mi manca il fiato se penso ai tuoi baci.
    Così caldi, morbidi, umidi, sensuali...
    Labbra stuzzicanti che si muovono sulle mie con estrema ed infinita maestria, carezzandole languidamente.
    Appassionati baci sul collo candido,  sulle spalle carezzevoli, sui seni soffici, lungo il corpo sinuoso...
    Baci infiniti che bruciano la pelle accaldata.
    Baci generosi che promettono struggenti piaceri.
    Baci d'amore...per dare tutto ciò che manca...

  • 03 giugno 2017 alle ore 10:59
    Voi leggete...

    Voi leggete...che io scrivo... E concepisco la mia storia ornata d'eloquenza e maestosità sentimenti intrisi di verità che lievitano umili nell'interiorità a riempire di religioso afflato l'anima in tumulto e i miei versi degnamente espressi Nudi schietti scritti col cuore e senza punti né virgole a darmi la forza d'arrivare al di la del destino E vivo nel piacere di dar piacere a coloro che vogliono mettere in dubbio il mio dire Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 10:56
    Gocce di volto sul mio viso

    Tanti,troppi mi chiedono di parlare del mio passato,dei miei anni trascorsi nella mia infanzia palermitana,nella mia giovinezza cefalutana e sopratutto del mio essere quasi memoria storica d'un pezzo di strada...quel pezzo di strada che m'ha visto...vivere. A Loro io rispondo così... Gocce di volto in viso Non createvi alcun obbligo per me ma per voi stessi fate e agite senza soste perché il far niente seppur dolce indebolisce la mente e il corpo accorcia la gioventù e affretta la vecchiaia E comunque evitate di spendere parole in mio favore poiché io voglio vorrò essere e sarò per la gente solo ciò che avrò meritato di essere e quando la natura nell'avversità a se stessa soffiera' sabbia di mare dalle montagne allora potrò dire d'esser stato "qualcuno" o "qualcosa" perché una cosa è raccontare favole ai bambini e altro è scrivere la storia E questo mi è vietato dal cuore. Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno 2017 alle ore 1:12
    La collina

    Già la collina si scompiglia
    offrendo fianchi di luce 
    mentre clavicole si tendono 
    a spigare respiri - delle notti 
    immaginate, alle falde del rosso

  • 02 giugno 2017 alle ore 12:52

    Lo so che sono un incontenibile casino. Uno di quei "Casini" non gestibili, non manovrabili e per niente comprensibili. Io sono quello che sento in ogni sua forma. Posso essere vento che spazza via il negativo che gli lasci dentro. Pioggia che può lavare ogni parola e gesto che non sente di meritare. Sono il sole che può illuminarti di allegria e spontaneità. Sono le nuvole per chi non voglio troppo vicino e cielo azzurro per chi amo. sono il silenzio per chi non merita e infinito sentimento per chi si è guadagnato il mio rispetto e la mia stima. Si! Sono un fottuto caos, ma credetemi da me non sentirete e non riceverete mai qualcosa che non sia passato dalla mia mente o dal mio cuore. Da me avrete solo ciò che sono realmente... Se cosa bella o brutta dipende solo da chi ho di fronte... Purtroppo io non regalo niente.

  • 02 giugno 2017 alle ore 12:15

    Non mi piacciono le persone che si lamentano continuamente di ogni cosa, anche la più stupida. Io vivo momenti pieni di luce e altri li vivo nel buio più totale, ma non amo piangermi addosso. Non catturo l'attenzione altrui per le mie fragilità, ma per i miei punti di forza. Con il tempo, magari ho amato condividere anche il peggio, l'intimo e la totalità di me stesso. Sì, con il tempo l'ho fatto... Con pochissimi, ma l'ho fatto. I miei punti deboli li ho mostrati solo a coloro di cui ero certo, coloro che sapevo mi avrebbero aiutato a farli diventare nuovi punti di forza.

  • 01 giugno 2017 alle ore 14:44
    Giugno (acrostico)

    Glucosi frutescenti 
    In imenei s’involano
    Umide bacche assolvono
    Giochi penduli
    Nel ginepraio di frasche
    Oltremisura l'ossatura è polpa

  • 01 giugno 2017 alle ore 1:48

    Probabilmente dell'amore non ho capito niente. Di questa strana cosa che ti trascina via, ti arricchisce e ti porta in alto per poi privarti non solo di ciò che ti ha donato, ma anche in parte di ciò che eri e ti ritrovi seduta/o a terra, in posti sconosciuti dove non riconosci più nemmeno te stessa/o.

  • 01 giugno 2017 alle ore 1:32

    Ti spaccherai la schiena per andare avanti, ma niente ti ucciderà. Ti spaccherai il cuore per amori dannatamene impossibili, ma anche qui non morirai. Sembra facile detto così, ma attraversarlo un pò meno. Morire, rinascere, sentirsi più forti che mai e capire che non è poi così terribile vivere.

  • 31 maggio 2017 alle ore 20:42
    Dentro i tuoi occhi

    Non c'è un angolo di cielo, in cui tu non ci sia, un minimo spazio non riservato a te.
    Sei dentro il  mio caffè la mattina, sui petali di un fiore, sul ramo di un albero, sul muro di una casa.
    Ti tengo per mano anche quando sei lontano, con un tocco così leggero da essere evanescente.
    Ti trovo dentro la mia anima, così intricata e vasta da sembrare un labirinto, ma ti ritrovo sempre lungo la via.
    Ti vedo, con gli occhi del mio cuore, mentre mi sorridi da lontano, e la tua mancanza sembra svanire.
    E se un giorno dovessi smarrirmi, mi ritroverò dentro i tuoi occhi

  • 31 maggio 2017 alle ore 17:11
    Uomo fortunato

    Pentito non mi son mai
    Di questa mia vita 
    Trascorsa con te
    Contento di te
    Della tua conoscenza
    Rallegrato
    Dalla tua presenza 
    Io uomo fortunato
    Aiutato da Eolo
    Dio dei venti
    Nel cielo spedivo
    Alti i miei pensieri
    Pieni dei tuoi occhi 
    Così vivi e neri
    Dei tuoi capelli
    Così scuri e corvini
    Del tuo radioso sorriso
    Che mi porta ancora
    Più su...nel Paradiso

  • 31 maggio 2017 alle ore 12:22
    La Speranza

                                                                       
     
     
    Dai monti lontani vestiti di bianco
    Ai confini del cielo
    Spira un gelido vento
    Che bacia i seni di un prato
    Prossimo a rinverdirsi.
    Nel mezzo un tratturo ed un casolare
    Che imprigiona i muti sentimenti
    Di un errante pastore.
    La pioggia battente si mescola
    All'umido degli occhi intrisi di pianto
    Dell'uomo vagante dalla mille speranze.
    Il mesto compagno del gregge allo sbando
    Rincorre il crepuscolo
    Per precedere la notte che incute paure.
    Fugge da un gelido cuore
    Nel desiderio di un alito di vento
    Spazzino della malinconia
    Confida nella luna padrona
    Confida nelle stelle messaggere
    E nel calore del sole per avere certezze.
    Nel suo sguardo d'attesa
    Non più notte
    Non più miraggi
    Ma una gioia compagna
    Per guida futura.
     
    12/05/2017 –  “ La speranza ci aiuta nel cammino della vita. “
     

     

  • 31 maggio 2017 alle ore 9:39
    La mia donna

    Viso d’angelo,
    mistero di pensieri.
    Capelli d’inchiostro,
    le mie dita son tinte di nero.
    Non possono fermarsi,
    il richiamo della loro casa
    è insaziabile.
    La mia donna riposa,
    i miei occhi indagatori
    la ripercorrono
    e un quadro melodioso
    prende vita.
    Come una bambina
    si adagia sul mio calore.
    La natura ci culla.
    Il nostro amore ci sorride,
    leggero e soave,
    dai fiori incoronato,
    e si sprigiona
    libero di essere
    ciò che il mondo delle anime
    gli implora.

  • 31 maggio 2017 alle ore 7:02
    Pitture endemiche di te

    Del binario che avanza dal respiro
    il fondo non toccato svola fuori dai muri
    mentre sempre più il fianco
    somiglia a un calco dello spirito
    nel primo scavo d’acqua
     
    in mille rivoli, riflesso di un asintoto
    la chimera dei fili si dipana
    in pitture endemiche di te
    forgia indimostrabile di foce
    più di quanto la voce saprà mai raccontarti.

  • 30 maggio 2017 alle ore 23:28

    Ho una strada ricca di sbagli. 
    Come molti ho giudicato senza sapere, ho dato spazio alla rabbia e deluso alcune persone. Non ho lasciato nulla al caso e niente mi sono perso per strada. Ho un bagaglio prezioso e non lo devo dimenticare. Ho guadagnato tanto, ma tanto ho anche perso e a volte anche me stesso. Il mio viaggio continua, la mia strada non mostra un "Capolinea". Sbaglierò ancora, amerò ancora e mi arrabbierò ancora. Ma la mia valigia di "Esperienze" non conosce la parola "FINE"!

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:48

    Ho una strada ricca di sbagli. 
    Come molti ho giudicato senza sapere, ho dato spazio alla rabbia e deluso alcune persone. Non ho lasciato nulla al caso e niente mi sono perso per strada. Ho un bagaglio prezioso e non lo devo dimenticare. Ho guadagnato tanto, ma tanto ho anche perso e a volte anche me stesso. Il mio viaggio continua, la mia strada non mostra un "Capolinea". Sbaglierò ancora, amerò ancora e mi arrabbierò ancora. Ma la mia valigia di "Esperienze" non conosce la parola "FINE"!

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:25

    Perdonatemi; mi hanno concesso il dono dell'intelligenza. Comprendetemi; mi hanno fatto la grazia di rendermi autonomo. Pazientate; mi hanno reso indipendente e non schiavo! E adesso che lo sapete, ricordatelo ogni volta che pretendete e non date. Ogni volta che parlate e non ascoltate. Ogni volta che giudicate e non conoscete! 

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:22

    Avrai capito che puoi nascondere al mondo lacrime, arrabbiature, tormento e anche gioia, ma non puoi nascondere niente a te stesso. Per tanto ragazzo/a sii quel che sei, qualunque cosa tu sia: sole, pioggia, vento o uragano sii sempre ciò che sei.

  • 30 maggio 2017 alle ore 22:20

    Forse il mio è un viaggio senza fine, ma sicuramente non senza meta. Condannato per il troppo amore che provo verso la mia indipendenza. Giudicato per quel modo distaccato che rivolgo alla maggior parte del mondo. Apprezzato in modo vero e sincero però... Da quei pochi "Prescelti" che porto con me e dentro me ovunque vado.