Alberto Il Ballerino

Era in una posizione come dire da parapaffio (volgarmente paraculo) quella di Alberto Manfredini figlio del direttore di una banca a Roma. Studente, più che altro perditempo all’ultimo anno di Ragioneria all’Istituto ‘Leonardo da Vinci’ , Il pomeriggio non si applicava a ‘fare i compiti’ con la ovvia conseguenza che il giorno seguente non era preparato, soluzione: non andare in classe e, con una collega anch’ella impreparata, frequentare il vicino Colle Oppio  luogo riparato con i suoi cespugli dagli sguardi dei guardoni. Che bello essere liberi dalla paura di essere interrogati con la conseguenza di ‘beccarsi’ al meglio in quattro o addirittura un due: uno per andare dal proprio posto alla cattedra ed uno per fare il percorso inverso (battuta poco felice della professoressa Freddi insegnante di lingue, zitella inacidita.) Venuto a conoscenza del fatto il paterno dottor Corrado prese una decisione drastica: far capire al figlio Alberto quanto fosse impegnativo guadagnarsi da vivere  e non fare il vitellone mostrando ad Ostia il bel fisico che madre natura gli aveva concesso. Pensa e ripensa… Una mattina venne in banca il direttore di una compagnia di avanspettacolo. Il signor Antonino Bonannella si era recato all’Istituto di Credito per un prestito che normalmente il dottor Manfredini non gli avrebbe concesso ma… ”Signor Bonannella, comprendendo le sue esigenze  dato che con la sua compagnia si deve recare a Londra ma quella che lei mi chiede è una somma troppo elevata, riuscirà a restituirla?” “Dottore è un’occasione unica, mi hanno offerto di far esibire la mia compagnia al teatro ‘Za Bum’, se sfondo io ed i miei dipendenti ci sistemeremo per sempre…” “Affare fatto ad una condizione, deve portare con la sua compagnia mio figlio Alberto un emerito perdi tempo, gli faccia anche pulire i cessi ma deve farlo in qualche modo lavorare e guadagnare, anche uno stipendio misero andrà bene.” “Dottore dica a suo figlio di farsi trovare all’aeroporto ‘Leonardo da Vinci’ dopodomani alle nove, bagaglio piccolo, grazie.” La notizia dell’incarico fu data ad Alberto ed alla mamma Violante durante la cena, un fulmine a ciel sereno anche perché il non buon papà ribadì che avrebbe consegnato ad Alberto solamente quaranta sterline per le piccole spese e la mamma non doveva assolutamente foraggiarlo! Trasferimento al ‘Leonardo da Vinci’ in taxi, nessuno dei due genitori accompagnò Alberto il quale si consolò in parte alla vista di sei ballerine niente male. All’aeroporto di Luton un fotografo ingaggiato dal signor Bonannella  scattò molte foto soprattutto alle deliziose ballerine che mostravano di essere munite di slip di colori vivaci. Un pulmino accolse la compagnia composta da undici persone fotografo, comico e cantante compresi, destinazione un’abitazione adibita all’accoglienza di turisti di passaggio. Alfio Todaro un baffuto signore corpulento   accolse gli ospiti,  si presentò, offrì pensione completa a settanta sterline al giorno, era siciliano, di Messina. L’abitazione si dimostrò di non essere in buone condizioni, sicuramente abbandonata da tempo ma a quel prezzo…” Il Bonannella prese in mano la situzione: “Signore e signori io andrò a munirmi di quanto occorrente per la pulizia, voi sistematevi con i suggerimenti del padrone di casa, tu in particolare signor Manfredini ricordati quanto disposto da tuo padre!” Così iniziò la triste historia di Alberto cui toccò di andare a ‘sistemare’ le toilettes. Cena al Pub ‘The Sanil’ (La Chiocciola) come da immagine sul cartellone esterno. Locale  pieno di gente, di fumo e di vecchi ‘gallinacei’ che tentarono inutilmente di ‘sedurre’ le ragazze. “Signorine sbrigatevi domani ci aspetta una giornata faticosa.” Alberto pensò alla sua giornata ed ebbe un lampo di genio: dato che in casa non c’erano nè lavatrice, né frigorifero, né lavastoviglie... “Mammina cara scusa se ti ho svegliato,  a Londra abbiamo un diverso fuso orario, ricordo  che non mi puoi mandare soldi ma potresti aiutarmi in altro modo.” “Come figlio mio?” “Va nel vicino negozio di elettrodomestici del signor Alvise, quello che ti fa la corte, ordinagli una lavatrice, una lavastoviglie e grande frigorifero a due sportelli e mandami il tutto qui a Londra a casa del signor Alfio Todaro in  Owl  Street n.68, dì ad Alvise che lo pagherai a rate… insomma vedi tu, qui faccio i lavori più pesanti, grazie mamma.” Dopo dieci giorni un camion della ditta LKW WALTER TRANSPORT si fermò dinanzi casa del signor Todaro, i due autisti scesero dal camion il materiale ordinato da Alberto, lo portarono dentro casa, dieci sterline di mancia ad ognuno da parte di uno stupito Alfio. Convocato Alberto questi con faccia da ingenuo: “Signor Todaro tutto a mie spese ma mi faccia fare lavori meno pesanti.” “Ti accontento, stasera ti farò debuttare, vediamo quello che saprai fare,  il signor Todaro tradurrà in inglese quello che dici, cerca di far ridere gli spettatori.” Alberto ricordò che a scuola,  alla festa di fine anno aveva imparato a ballare il tango, una sua dote naturale forse trasmessagli dalla madre che da giovane, dicevano, avesse partecipato a qualche avanspettacolo. Il futuro tanghista scovò un negozio di robi vecchi, proprio quello che faceva al suo caso. Rinvenne un cappello nero a larghe falde orizzontali e delle rose rosse di plastica a gambo lungo, il tutto quaranta sterline giuste giuste.  Alle ventuno si aprì il sipario, Alberto era titubante quando un calcione nel culo lo proiettò al centro dello scenario solo che si trovò con le spalle agli spettatori ed andò a sbattere la faccia contro il muro del palcoscenico, si girò con l’espressione del viso da ebete come quello che ‘non ci culpa’, alcuni spettatori risero. Signori inglesi vi chiedo scusa se non parlo la vostra lingua ma spero che in breve tempo  con l’aiuto di qualche brava ragazza…magari come quella signorina rossa in prima fila…miss come si chiama…forse è muta? Ho capto il signore vicino a lei è geloso e poi dicono degli italiani…Preso dal vortice dello spettacolo Alberto scese in platea, fece segno all’orchestra di ‘attaccare’ il tango ‘La Cumparsita’ gia precedentemente concordato, si trovò davanti una signora grassoccia tutta vestita di viola, dal seno sciabordante,  lunghi capelli neri  dietro le spalle, la prese fra le braccia e iniziò a tangare sempre più velocemente. La dama non aveva nulla delle figlie di Albione, sembrava piuttosto una sud america. Alberto si recò presso l’orchestra, chiese di suonare solo tanghi, tornò nel corridoio della sala  tutta illuminata dall’alto, si tolse la camicia mostrando la muscolatura da atleta, applausi a non finire soprattutto da parte delle miss che non più  recalcitranti, volevano ballare tutte con lui. Un successo riportato a grandi titoli il giorno seguente dal  giornale ‘Variety’  ‘A Londra un nuovo Rodolfo Valentino.’ Tutta la compagnia ne beneficiò, si trasferì ad esibirsi  in altri teatri  della capitale inglese, ad alloggiare  all’hotel ‘Vilenza’ed a fruire dei pasti  solo in ristoranti italiani (quelli inglesi offrivano…lasciamo perdere). Finale col botto per Alberto che aveva subodorato qualcosa. “Mamma ti invito a venire a Londra, lascia per un po’ da solo quel pelandrone di tuo marito.” “Avevo già pensato di venirti a trovare, mi porterò appresso una cara amica.” Sulla scaletta del Boeing mammina si presentò sola, giustificazione strana: ‘Papà mi ha accompagnato all’aeroporto, la mia amica verrà domani alla stessa ora.” Il giorno successivo sulla scaletta dell’aereo una sorpresa, l’amica aveva i pantaloni e si chiamava Alvise. “Mi sa che in giro a Roma c’è un cornuto in più!” “Facciamo due: ho fatto seguire tuo padre da un investigatore privato, se la fa con la segretaria, gli è costato una carta di credito platino ed altri  cosucce che stabilità il tribunale, abbraccia il nuovo papino!”