Gallina Ivit Supra Galum

Non potevano essere più differenti  Rosetta Bisori e  Liliana Centofanti, la prima consorte del maggiore Andrea Speziale comandante del gruppo G. di F. di Ancona, la seconda  moglie di Ignazio Terlizzi (Gnazio la sventola) brigadiere del Corpo tutto fare di quel Comando. Rosetta poteva considerarsi un scherzo della natura: piccola di statura, pochi capelli, grosso naso, piccole tette con un unico pregio: ‘dobloni’ a non finire: azioni in banca, proprietà sia immobiliari che agricole.  L’amica Liliana la sovrastava in altezza, capelli biondi e lisci, occhi azzurri nulla in comune con i genitori ambedue ‘puoppedi’ (contadini con cervello fino) che con tanti sacrifici avevano messo su un agriturismo ‘bed and breakfast’, per dirla all’inglese abbandonando alle ortiche aratro, zappa e vanga. All’inizio  i paesani avevano (giustamente) malignato sul fisico di Liliana che non aveva nulla in comune con quello dei genitori ma col tempo e considerando i quattrini che erano entrati nelle tasche dei due ex villici… Primi di agosto: Rosetta era giunta ad Ancona dopo aver espletato le mansioni di babysitter con il nipote Pierino la cui madre Lidia,  causa del suo lavoro di insegnante di lettere veniva sbatacchiata da un paesino all’altro vicino Roma. Grandi abbracci alla stazione. Mano con mano sino a casa Terlizzi dove  ai quattro fu servito un pranzo tipico marchigiano a base di brodetto di pesce ‘innaffiato’ da vino Verdicchio. Alla fine della libagione preparata dalla cuoca Elisa Andrea e Liliana si ritirarono a casa di quest’ultima lasciando Gnazio e Rosetta  prima sotto la doccia e successivamente sul letto matrimoniale a godere delle effusioni erotiche sino all’ora di cena quando si ritrovarono nel salone. La situazione era di gradimento solo di Rosetta, non altrettanto di Liliana cui mancavano le effusioni del consorte, che ti fece la dama? Un pomeriggio ebbe un incontro ravvicinato alla grande col consorte volutamente senza prendere precauzioni. Le conseguenze vennero a gala dopo un mese quando la dama a tavola candidamente affermò di essere incinta. Levata di scudi da parte di Rosetta che si ritirò a casa sua seguita dal marito al quale furono scaricati addosso pesanti improperi: “Imbecille non sai più nemmeno scopare!” La situazione in casa Speziale divenne tanto spiacevole da far pensare al capo famiglia di cambiare aria. Una mattina fatte le valige prese una corriera che portava a Falconara Marittima località dove conosceva il titolare di un esercizio che gli era riconoscente per averlo ‘trattato bene’ durante una verifica fiscale. Settimio, questo il suo nome lo accolse a braccia aperte: “Puoi restare quanto vuoi, questa è casa tua.” Andrea si sentiva spaesato, si alzava tardi, dopo pranzo vedeva la televisione, dopo cena  sul lungomare, osservava con rabbia i giovani festanti rimuginando sulla sua situazione di cui peraltro non era colpevole. Di colpo decise di andare a Roma sua città natale anche se i suoi erano deceduti. Salutò e ringraziò Settimio,  prese il primo treno per la capitale dove giunse alle undici. La fame lo spinse a sedersi al bar della stazione, ordinò un cappuccino con cinque brioches. ‘Spazzolato’ il tutto’ il cameriere in romanesco “Dottò vole artro?” “Grazie, tutto a posto.” In quel momento si ricordò di due compagne di scuola con cui in passato era in confidenza, poteva farsi ospitare da una di loro: “Caro per favore portami un elenco telefonico.” Il nome delle due: Yvonne Rocchegiani e Marta Pennisi. Nessuna Rocchegiani positivo per Pennisi. Andrea riconobbe la voce: “Non potrai immaginare chi sono.” “Sbagliato sei Andrea Speziale, a scuola ero un po’ innamorata di te, che ci fai a Roma?” “Sono in cerca di un alloggio.” “Trovato vieni a casa mia e di Yvonne, abbiamo un esercizio di parrucchiere in via Borgogna, occupiamo in un appartamento sopra, prendi un taxi, ti aspettiamo.” Effusioni a non finire: “Sei un po’ invecchiato, guai?” “Purtroppo si ma vedendo voi…” “Puoi occupare la stanza degli ospiti, noi viviamo sole, ci farà piacere avere compagnia.” Andrea ricordò che la licenza stava per finire, decisioni improvvisa, congedarsi, ormai aveva raggiunto i requisiti per il minimo, inviò via computer la domanda al Comando Generale, si sentì rinfrancato, il futuro gli sembrò più roseo. Andando avanti con i giorni ‘ciccio’ faceva sentire degli stimoli, era tempo che non assaggiava più un ‘fiorellino’, le due amiche erano a portata i mano  ma Andrea si era accorto che avevano una relazione fra di loro, erano lesbiche. Chiese ed ottenne di portare talvolta in casa una professionista ma con poco gusto, era tutto così ‘meccanico’. Sorpresa: una notte era in dormiveglia sentì un corpo di donna entrare nel suo letto, dopo un po’ di tempo comprese che si trattava di una delle sue amiche ma non riuscì a capire chi delle due. La cotale ricevuto una abbondante razione di sperma nel fiorellino si ritirò in buon ordine. Ogni sera la scena si ripeté per una settimana. Il meritato riposo durò dieci giorni al termine del quale si riproposero  altri rapporti intimi che si interruppero dopo una settimana. Andrea comprese che si era ‘fatto’ ambedue le amiche che evidentemente volevano diventare mamme. Il lieto avvenimento dopo nove mesi a trenta giorni a distanza l’uno dall’altro, due femminucce tutte le loro madri. Col tempo Andrea si trovò ad avere due amanti  ed essere padre di due bambine vivaci e divertenti, all’inizio le portava ai giardinetti in un passeggino doppio poi per mano in un vicino parco giochi in compagnia delle due madri, un quintetto singolare che dava la stura a commenti delle solite pettegole. Erano persone ‘speziali’ come dal cognome paterno.