L'Occhio Magico

Professione di Alessandro Pilato: ginecologo, ambulatorio a Roma  a piazza Ragusa 26. L’appartamento sovrastante che condivideva con la consorte Brenda Perlic era più che dignitoso, ci aveva speso un bel po’ di €uro, si trattava di una casa costruita al tempo del Fascismo per i dipendenti statali. Gli occupanti di origine veneta, finita la guerra erano ritornati al borgo natio. Il dottor Pilato talvolta veniva preso in giro dagli amici con il cambio del nome da Alessandro a Ponzio, ma non avendo il  senso dello humour non ribatteva, faceva solo finta di non sentire la baggianata. Il suo studio era aperto al pubblico femminile con orario continuato nove‐diciotto per ‘catturare’ più clienti possibili, in giro non c’era molta moneta e tante signore facevano a meno della visita del ginecologo. Brenda gli portava il pranzo in un vassoio alle quattordici quando c’era poca gente. Alessandro non apprezzava molto la sua professione, gli capitavano quasi sempre delle signore anziane che più di un ‘fiorellino’ mostravano un carciofo, la situazione cambiò all’arrivo in studio di Silvana Occhipinti il cui viso, ben truccato faceva risaltare il suo charme, anche il corpo le faceva fare una bella figura. Finita la visita Ale prese coraggio e: “Tutto bene signora, che ne dice se mangiamo insieme un boccone nella trattoria in via Taranto ‘Da Geggia’, soprannome della titolare del locale, la tale ci sa fare in cucina.” “Perché no, mia madre è al paese e sono sola.” Al telefonino: ”Cara non mi portare il pranzo, sono da Geggia con una cliente.”La proprietaria del locale all’arrivo dei due: “Dottò hai cambiato mojie, quell’arta non è male certo questa è mejio.” Un apprezzamento apprezzato da Silvana che fece una risata e ringraziò. Alla fine del pranzo: “Caro torniamo indietro, ho posteggiato la mia Mini sotto casa sua, si segni il numero del mio telefonino, qualora lo desideri…”Quei puntini di sospensione erano un chiaro invito. Alessandro aveva un vizietto particolare non quello del famoso film di Tognazzi ma la possibilità di spiare la consorte mentre amoreggiava col suo amante. Il tale Cosimo Diotallevi era un giovane impiegato alle poste di via Taranto, dal cognome risultava che qualche suo avo era un stato un trovatello. Ale sopportava questa situazione, non voleva perdere la moglie con cui non aveva più contatti sessuali, le serviva solo come casalinga,  il loro feeling era finito e ognuno viveva la propria vita. Il dottore per  controllare che la consorte non avesse problemi aveva  fatto installare al centro del lampadario della stanza matrimoniale e del salone una piccola telecamera che si confondeva coi pendagli, le immagini erano riprodotte da un video situato nello studio, Ale si era scoperto cukold per dirla all’inglese, alla moglie non interessava gran che essere spiata anzi si sentiva protetta. L’amante  non mollava molti €uro, era un modesto impiegato statale, Brenda  usava quella somma per rinfoltire il suo vestiario. Il sabato pomeriggio era dedicato dalla padrona di casa a far sollazzare  Cosimo Diotallevi o Coso  come lo chiamava Alessandro, Il cotale piccolo non solo di statura ma anche di pisello, una cosa ridicola che non dispiaceva ad Ale, lui  orgogliosamente mostrava un  apparato genitale di tutt’altre dimensioni. Un avvenimento luttuoso, Alessandro fu colto da ictus cerebrale e malgrado gli sforzi dei suoi colleghi dell’ospedale San Giovanni passò a miglior vita. Dopo il funerale seguito da pochi amici una constatazione molto spiacevole per Brenda, il defunto consorte era ancora troppo giovane per fruire della pensione, lei rimaneva senza alcun sostegno finanziario. Sfogliando le carte del defunto marito trovò un biglietto da visita che oltre a nome, cognome, Eros Leone, e numero di telefonino riportava una scritta a mano di Ale:  ‘Gli piace mia moglie’. Il bisogno finanziario fece pensare a Brenda di approfittare di quella scoperta,  contattò il cotale telefonicamente, lo invitò a casa sua per l’ora di pranzo. A Leone non parve vero, munito di mazzo di rose rosse si presentò nell’abitazione  di Brenda la quale per evidenziare la sua disponibilità sessuale indossò una minigonna ed una camicetta scollata senza reggiseno. Momento di stupore da parte di Eros che rimase con ‘ciccio’ in erezione. Brenda se se accorse e dopo una risata “Prima riempiamo il pancino…” Quella fu la prima di svicolate sessuali di Brenda con Eros, preso gusto della sua generosità finanziaria liquidò il precedente amante. Si impegnò  a trovare sempre più maschietti ad apprezzare le sue raffinate doti sessuali, era un continuo via vai. La sua fama di disponibilità sessuale varcò le soglie del condominio, anche con la complicità del portiere Gigetto invitava a casa sua anche individui con problemi sessuali, i cotali pagavano di più le sue prestazioni. Si era fatta anche la fama di ‘nave scuola’ non nel senso marinaresco ma in quello di addestrare i giovanissimi con problemi di vergogna ad avvicinarsi al sesso. Ovviamente il denaro in entrata era molto sino a quando si innamorò di Eros Leone un giovane prestante e dal sorriso accattivante. Da quel momento smise la sua ‘attività’ sessuale per dedicarsi al suo nuovo amore. Dopo i primi giorni di fuoco Eros le chiese di ospitare un suo amico Luciano con l’amante Noemi.  Le spiegò il desiderio dei due di non comparire col cognome e di indire una festa da ballo nel suo salone. Brenda si domandò perché spendere quel mucchio di quattrini quando c’erano tante sale da ballo, c’era puzza di bruciato ma accettò . Venne il giorno prestabilito, un sabato. Dalle ventidue in poi cominciò l’arrivo degli ospiti nel salone, tutti  maschera in viso. Sorpresa: a Brenda si presentò una donna piacente: “Sono Silvana ero amica di suo marito, solo amica, non sapevo che fosse deceduto, condoglianze anche se in ritardo.”Il buffet ed i liquori di etichette famose. Musica in sottofondo da una apparato di CD niente orchestrina, erano ammessi solo persone che si conoscevano fra loro. Il perché Brenda lo apprese in seguito quando cominciò a circolare la droga, tutti annusavano cocaina con immediati effetti anche eccessivi, alcune signore rimasero in topless, alcune addirittura nude. Il festino finì a schifiu per dirla alla siciliana, un pattuglia di finanzieri al comando di un tenente donna fece irruzione in casa di Brenda, furono prese le generalità di ognuno, la padrona di casa fu denunziata per spaccio di droga. Un avvocato amico della padrona di casa riuscì a farle avere gli arresti domiciliari ed in seguito anche il proscioglimento da ogni accusa, risultò che non era stata lei, inconsapevole di tutto a distribuire la droga, gli interessati non furono accertati, la padrona i casa poté riprendere la sua ‘attività’ lucrosa sino a tarda età sino a quando decise di ‘andare in pensione’ e godersi per il resto della vita i risparmi non ottenuti col sudore della fronte.