PIACERI SENZA CONFINI

“Signora sono spiacente ma suo marito è venuto in ospedale troppo tardi, il suo non era un neo comune ma un melanoma, può chiamare un’impresa di Onoranze Funebri, venga in ufficio le consegnerò il nulla osta alla tumulazione.” Il direttore dell’ospedale ‘Niguarda’ di Milano era stato chiaro, colpa di Fabio. Gioia in quel momento non aveva nulla in comune col suo nome, era affranta, la consolava la presenza dei due figli, i due fratelli Loredana ed Andrea rispettivamente sedicenne e diciassettenne erano in tutto la loro madre siciliana di Catania, bruni, altezza superiore alla media, longilinei, si assomigliavano moltissimo, l’unica differenza erano i lunghi capelli che Lori si era fatta crescere. I funerali avvennero senza la presenza di parenti e di amici come desiderio del defunto. Il giorno successivo una cattiva anzi pessima notizia, papà Fabio appassionato giocatore d’azzardo aveva perso al tavolo verde tutti i beni a lui intestati, i restanti membri della famiglia Crisafulli erano come si dice in gergo in mezzo ad una strada, mamma Gioia era casalinga. Dopo un attimo di riflessione: “Ragazzi non vi preoccupate, sto pensando ad una soluzione, andrò a Roma al Ministero dove conosco un dirigente che da giovane mi faceva una corte serrata, allora l’ho mandato in bianco ma son sicura che non mi ha dimenticata. Treno per Roma alle ore 8,40, arrivo alla stazione Termini dopo quattro ore. Gioia prima rassicurò i figli sul suo arrivo e poi chiamò il Ministero il cui numero si era precedentemente procurato. Al centralinista: “Per favore mi passi il dottor Puglisi.” “Caro Gabri ti ricordi di me, sono a Roma.” Silenzio dall’altra parte poi “Mai avrei immaginato un tua telefonata, mi risulta che abiti a Milano.” “Sono alla stazione Termini, se vuoi vedermi…” “Non ti ho dimenticata, non mi sono sposato e tu.” “Sono vedova.” “Ti vengo a prendere, vai sul piazzale dinanzi alla stazione.”
Una DS color oro si fermò dinanzi Gioia, era Gabriele.” “Come mi trovi?”La signora non volle dire la verità, Gabri era invecchiato. “Sei il solito bell’uomo, in passato volevo sposarti, ho sbagliato a non farlo, dove abiti?” “Ora vedrai.” Dopo mezz’ora giunsero dinanzi ad una palazzina in via Veneto, erano giunti. “Cavolo te la passi proprio bene, complimenti.” L’appartamento era con interni moderni, sicuramente merito di un architetto. “Andiamo ad un ristorante qui vicino, la mia cameriera è in permesso sino a lunedì.” Al ristorante ‘Momo’ il dr. Puglisi era conosciuto, fu trattato con deferenza dal capo sala il quale “Dottore ci penso io al menu.” “Caro perché tanta tristezza, speravo che la mia venuta potesse farti piacere.” “Io ti avrei voluto per tutta la vita, hai figli?” “Due precisi a me.” Gabriele mangiò poco e di mala voglia. “Non voglio vederti con quel muso…” “Hai ragione, andiamo a casa mia.” “Un letto col baldacchino, una sciccheria, hai avuto sempre buon gusto. Vado in bagno, vieni anche tu mi farai compagnia.” Gioia si tolse anche le caleçons, mise in mostra un monte di Venere rigogliosamente peloso poi prese a baciare Gabri che la prese in braccio e la depositò sul lettone, nudo anche lui ed eccitato non perse tempo ed entrò in fica, Gioia fece finta di avere un subito un orgasmo per non far rimanere Gabri dentro di sé a lungo, una strategia vincente, l’innamorato riuscì ad avere due orgsmi e poi di abbandonò sul letto spossato, era quello che voleva Gioia. Passarono il pomeriggio nel salone ad ascoltare musica Jazz, la passione del padrone di casa. Dopo cena: “Cara vorrei chiederti un piacere particolare sempre che a te non dispiaccia, che ne dici se a letto ti giri di spalle?” Pensiero di Gioia: “Stò zozzone mi vuole inchiappettare, non ci pensavo proprio, lo accontenterò ma gli costerà un bel po’ di soldi.” La bugiardona: “Mi farà piacere accontentarti solo che….ne parliamo dopo.” Dal suo necessaire estrasse una pomata che usava per il viso e si lubrificò il buchino a riposo da vario tempo, prese in mano il ‘ciccio’ in erezione di Gabri, se lo introdusse delicatamente in culo e cominciò a dimenarsi per far in modo che la penetrazione fosse il meno lunga possibile ma non fu così, Gabri ci mise molto tempo ad avere un orgasmo. Bidet e rivestimento da parte dei due. “Cara cosa volevi chiedermi, non ho capito bene.” ”Sono combattuta se dirtelo o meno ma se insisti…mio marito quando è morto una settimana fa mi ha lasciato senza il becco di un quattrino, io sono casalinga, vorrei che tu mi trovassi un posto qualsiasi in una scuola milanese e poi se vorrai anche darmi qualche €uro…” “Prima che partirai di darò un assegno ma voglio che resti a Roma per una settimana.” “Affare fatto.” Gioia visitò scavi e musei di cui non le importava nulla, pensava solo di rientrare a Milano per rivedere i suoi figli. I sette giorni non passavano mai, Gabriele era instancabile col sesso, aveva preso gusto anche con i pompini e si faceva baciare tutto il corpo dopo un bagno insieme nella vasca. Partenza alle dieci col ‘Frecciarossa’, Gabri le aveva acquistato il biglietto e consegnato un assegno da 10.000 €uro. “Caro ti chiedo di nuovo scusa ma sono con pochi liquidi. La sua richiesta fu accontentata con 500 €uro contanti, i sacrifici sessuali (poi perché sacrifici?) erano stati ben remunerati. “Cara lasciami il tuo numero del telefonino, voglio risentirti.” Questa richiesta fu mal esaudita da Gioia, per lei l’avventura era finita ma…” Mamma Gioia fu accolta alla stazione di Milano da i due figli trepidanti. “Ragazzi missione compiuta, spero anzi son sicura di ottenere un posto poi c’è un assegno consistente e 500 €uro in contanti.” “Mamma sei formidabile.” “Novità da parte vostra: “Nel condominio è venuto ad abitare un professore di lettere, ha acquistato l’appartamento lasciato libero da quella vecchietta che è morta, Gustavo Ferretti, questo è il suo nome è un giovane piacevole di buon gusto, si vede come si veste ha una Alfa Romeo Stelvio la mia passione, purtroppo a scuola ha un nugolo di gallinelle che gli starnazzano intorno e non riesco ad avvicinarlo ma devo riuscirci:” “Mia cara voglio conoscerlo di persona, lo aggancerò quando rientra a casa. “ Ci vollero dieci giorni a Gioia per mettere in atto il suo piano ma un pomeriggio: “Professore mi permetta di presentarmi, sono Gioia la mamma di Loredana e di Andrea Crisafulli studenti presso l’istituto scolastico dove lei insegna, vorrei sapere qualcosa di lei.” “Andiamo nel mio appartamento.” “Guardandola bene adesso ricordo sua figlia, è precisa a lei, ragazza piacevole.” “Si ma ha solo sedici anni.” “Non faccia la mamma chioccia…io vado a letto solo con femminucce che ci stano.” “Io non sono una dalla una botta e via e poi ho quaranta anni, sicuramente dieci più di lei.” “A me piacciono le tardone, mi scusi il termine, le giovani sono in campo sessuale inesperte ed un maschietto come me potrebbe trovarsi nella posizione di diventare padre mentre per esempio lei…” “Giovanotto non correre troppo ti dico solo vedremo…” Gioia comprese che aveva fatto centro, il giovane insegnante era molto piacevole e disinibito. Il giorno dopo a cena: “Ragazzi ho conosciuto il professor Gustavo Ferretti, potrebbe essere utile a voi due per delle ripetizioni, mi pare che Loredana nelle materie letterarie abbia bisogno…in ogni caso ho invitato il professore a pranzo domenica.” “Mamma dilla tutta te lo vuoi fare?” “Figlia mia non essere impertinente, a sedici anni non puoi comprendere certe cose.” “Ho impressione che tu sia rimasta indietro rispetto alla gioventù di oggi, noi siamo disinibiti in campo sessuale vero Andrea?” “Io ho fame, spero che il professore si faccia vivo quanto prima.” Fu accontentato, Guy Ferretti era dietro la porta con un mazzo di rose rosse omaggio per la padrona di casa. Un classico: “Professore non doveva disturbarsi, Loredana per favore mettilo in quel porta fiori:. A tavola, “complimenti alla signora, i cappelletti in brodo erano deliziosi e poi tutto il resto…”Andrea: “Passiamo tutti nel salone ho dei nuovi CD brasiliani da mattonella…”
Guy preso dall’atmosfera sessuale che si era creata prese a ballare con Gioia, si eccitò e mostrando faccia tosta: Signora facciamo un salto a casa mia, vorrei mostrarle un mio dipinto, sono un pittore dilettante.” Prese sottobraccio Gioia ed insieme si recarono con l’ascensore al piano superiore. Andrea: “Mamma è diventata una gran puttana, a Roma con il funzionario del Ministero si è guadagnata un mucchio di €uro mo col professore…” “Se devi essere sincera un pensierino ce l’ho fatto anch’io ma Guy mi ha detto che non va con le giovanissime.” “Allora ci hai provato!” “Certamente, i ragazzi non ci sanno fare, si sbrigano subito e non provo nulla.” “Va bene sorellina ti darò una mano, vediamo come fare.” Nel frattempo a Gioia era arrivata una lettera dal Ministero con cui le veniva comunicato la sua nomina a bidella nella vicina scuola, uno stipendio fisso è una certezza dal punto di vista finanziario. Il pensiero per il bel professore portò Gioia a telefonargli: “Caro Guy che ne dici di fare un giretto con la mia gondola?” “Amo le gondole…vieni subito a casa mia.” Il professore si era messo in pigiama, appena entrata Gioia prese a baciare il prof. che spuntò con una gran minchia inaspettata da parte della signora che: “Non è il primo cazzo che vedo ed assaggio ma stò coso…vediamo di non farmi male.” Gioia provò del piacere mai provato, Guy ci sapeva fare, prima entrò in fica con la cappella e poi pian piano sino al collo del’utero che irrorò di sperma con magno gusto dell’interessata, finalmente un vero uomo!” “Caro i miei figli stanno rientrando dalla scuola, ti saluto ed a presto.” “Mamma fai odore di sesso non è che…” Andrea:”È, è, brava mammina scopona!” Cosa rispondere a due figli che dicevano la verità, un abbraccio per ambedue. Ma l’aria sensuale e sessuale avevano coinvolto anche i due ragazzi che pensarono di invitare il prof a casa loro, lo fecero con esisto positivo. “Ragazzi non voglio guai sia perché siete minorenni ma anche per vostra madre che regolarmente viene a letto con me, Loredana mi fa pensare a Gioia, siete molto simili e…piacevoli. “Chi inizia per primo, Guy mi baci il fiorellino, nessuno ancora l’ha fatto, deve essere piacevole, Andrea guarda e impara.” Guy li per li non capì il significato di quella affermazione poi preso dall’atmosfera eccitante si mise a baciare il fiore di Loredana che in segno di gradimento chiuse la testa dell’amante fra le sue cosce ma accadde qualcosa di particolare, Andrea posizionatosi sul letto, arrapato, prese lui a baciare il buchino di Guy che non si aspettava quella mossa, stava per protestare quando cominciò ad eiaculare dal pene, confusione totale, il prof si trovò con ‘la gatta nel carbone’ per dirla alla tedesca ma non riuscì a protestare, ci stava prendendo gusto, una rivoluzione totale per lui, non per i due ragazzi che molto probabilmente avevano già provato quelle sensazioni. Stavolta fu Gioia che al ritorno a casa comprese che era successo qualcosa di inusitato ai due figli, preferì evitare di chiedere spiegazioni, non avrebbe potuto cambiare quello che era accaduto. Un altro avvenimento cambiò la situazione sessuale dei quattro, Gabriele Puglisi un sabato pomeriggio telefonò a Gioia: “Cara ho trovato il tuo indirizzo di Milano, sto venendo a trovarti.” Fine della telefonata con l’interessata imbambolata. Gioia andò alla stazione ferroviaria di Milano con la sua Cinquecentina, incontrò il funzionario ministeriale e: “Non immagini il casino che può venir fuori con la tua venuta, io sono diventata l’amante di un professore che insegna nella stessa scuola dei miei figli, nessuno ovviamente si aspettava la tua venuta, prendi la tua valigia e sistemati nella stanza degli ospiti.” Al telefonino: “Cara c’è una visita inaspettata, è venuto a Milano Gabriele, quello del Ministero della Pubblica istruzione che mi ha fatto occupare un posto di bidella, l’ho sistemato nella stanza degli ospiti, da la notizia a tuo fratello.” Commento di Andrea: “Un bel casino, facciamo gli indifferenti vediamo quello che ne viene fuori.” Il giovane accolse l’ospite con una vigorosa stretta di mano, benvenuto spero che l’aria ed il vitto di Milano le si confaccia.” “Più che l’aria mi interessa il comportamento di tua madre, mi ha detto che è…” “Problemi vostri, io e mia sorella siamo minorenni…”A cena incontro dei due amanti di Gioia, un freddo ‘piacere’ fra i due, non poteva essere altrimenti. La padrona di casa ancora una volta sorprese gli astanti, una mini gonna che mostrava le gambe fin sotto il pube e camicetta scollata, niente reggiseno. Messaggio non tanto cripto:”Se mi volete tutti e due niente gelosia. “ Compreso il messaggio Gabri e Guy si rilassarono e coprirono di complimenti Gioia. Il prof.”Spero che non uscirai i casa così vestita, bloccheresti il traffico.” Risposta dell’interessata: “A me interessa bloccare voi due…” Chiarita una volta per tutte il ruolo degli amanti. I ragazzi ritennero opportuno uscire di casa, restarono Gabri e Guy con Gioia che li condusse prima alla toilette e poi sul letto. La padrona di casa sapeva quello che voleva fare, si posizionò sul lettone alla pecorina e ognuno dei due amanti poté scegliere la parte di Gioia a lui più vicina, la signora si trovò un bigolo in fica e l’altro in bocca, era solo l’inizio. I tre passarono la notte sino all’alba senza chiuder occhio ma usufruendo ampiamente delle grazie della dama. Loredana ed Andrea al ritorno guardarono dal buco della serratura all’interno della stanza matrimoniale, la loro madre si stava esibendo in una inchiappettata con Guy, Gabri si occupava del cavo orale di Gioia. “Cara sorellina qui potremmo girare un film porno, faremmo i soldi!”