Un Sogno Realizzato

Rosina aveva aperto gli scuri in camera da letto con la conseguenza  svegliare Amos in pieno sonno, il signore senza aprire gli occhi si ricordò che era domenica, poi guardò la sveglia, erano le sette, ancora imbambolato santiò alla grande, guardando la moglie colpevole del ‘misfatto’: “Vorrei sapere che c’è di tanto importante, nemmeno di domenica…”  “Se si realizzerà il  sogno che ho fatto cambierà la nostra vita completamente!” “Sarà il solito tuo castello in aria, mó che mi hai svegliato…” “Mi è apparsa Ilena la tua ex moglie sorridendente… “ “Ma è morta tre anni fa, lo sai quali erano i nostri rapporti.” “Mi è apparsa su una nuvola e meraviglia delle meraviglie mi ha dettato  sei numeri dell’Enalotto, saremo ricchi!.”  “Amos mise la testa sotto il cuscino: “Ne riparleremo a tavola.” poi di nuovo in compagnia di Morfeo. Rosina aveva in casa degli stampati dell’Enalotto, ne riempì uno con i numeri secondo lei dettati dalla defunta  e la consegnò al marito come un  sacra reliquia. “Mi raccomando non la perdere, domattina, prima di andare in banca giocalo dal nostro tabacchino, dammi notizie per telefono!” Amos della  storia dell’Enalotto ne aveva piene le scatole, entrò direttamente nel suo ufficio al Capital Credem di Roma e si mise a sfogliare le carte che erano sul suo tavolo. Prendendo in mano il portafoglio  si accorse della giocata non effettuata, era passata l’una e mezza, esercizi chiusi e sicura rottura di scatole della poco gentile consorte. Imboccò la moto in cerca di un tabacchino aperto, girando per la città né trovò uno che stava per chiudere, fu accontentato malvolentieri dal titolare che nemmeno lo guardò in viso…evitata una rottura dei cosiddetti. Giunto a casa in ritardo: “Ero in pensiero, pensavo ti fossi dimenticato, hai sempre la testa fra le nuvole!” La cedola venne conservata da Rosina dentro una cassetta metallica che Amos non aveva mai visto, alla sua faccia meravigliata: “Caro bisogna pensarle tutte, se la casa prendesse fuoco…” “Cara mi tocco le palle e finiamola con stá giocata all’Enalotto, domani controllo il Messaggero e poi la storia finirà!”  Era Amos che ogni giorno acquistava il giornale, in ufficio fu  invitato da un collega prendere il caffè e poi uno sguardo alle vincite. ‘Enalotto €.36.24.82.10.23.68,un solo sei. Amos ricontrollò i numeri, alcuni sembravano quelli da lui giocati ma non ne era sicuro, mise da parte lo scontrino e telefonò a Rosina: “Cara ti dètto i numeri sorteggiati ieri per l’Enalotto sono:‘‐‐‐‐‐‐‘. Un urlo dalla’altra parte del telefono, Rosina sembrava impazzita: ”Sono quelli che abbiamo giocato noi, quanti sei sono usciti?” “Uno solo…” Forse la cornetta telefonica era caduta di mano alla signora, la conversazione fu interrotta. “Direttore mia moglie non si sente bene, col suo permesso torno a casa.” Amos notò la porta del suo appartamento aperta, dentro casa trovò i due amici Morgana e Orazio che abitavano nel suo stesso palazzo, Rosina sdraiata sul letto ad occhi chiusi. “Cara sono  Morgana, apri gli occhi, debbo chiamare un dottore?” Rosina fece segno di no e pian piano riprese i sensi poi rivolta al marito:”Fammi vedere il giornale.” Soddisfatta del riscontro effettuato: “Riporrò la schedina in una cassetta di metallo.” Amos era in quella circostanza l’unico rimasto freddo, non che quel mucchio di soldi non lo interessasse ma non era il tipo da sceneggiata, andò a chiudere la porta d’ingresso e: “Amici miei a questo punto ci vuole tanta calma, innanzi tutto speriamo di non essere assaliti dal solito nugolo di cronisti in cerca di notizie e di foto e secondo potremmo  avere addosso tanti amici e parenti bisognosi di quattrini, la nostra vita diverrebbe un inferno!” “Si fece vivo Orazio: ”Il ricevitore dell’Enalotto potrebbe riconoscerti e in qualche modo ricattarci per non diffondere i tuoi dati somatici.” “Non penso, sono andato da uno mai visto, penso che non mi riconoscerebbe nemmeno vedendomi, ad ogni modo mi metterò in ferie e resterò a casa.” Orazio era titolare di uno studio legale, in verità aveva pochi clienti in quanto,  non era tanto grintoso in tribunale da impressionare i giudici e spesso perdeva le cause e conseguentemente i clienti. Stavolta l’avvocato si mise di buzzo buono e risolse tutti i problemi burocratici. Fece passare i prescritti sessanta giorni dalla pubblicazione delle vincite in ricevitoria poi in compagnia della moglie e dei due amici decise  di recarsi presso l’ufficio convenzionato della Banca Intesa San Paolo ma non in quello di Roma, preferì per motivi di riservatezza quello di Torino sede principale.  Una mattina i quattro presero il treno Freccia Rossa per Torino, Rosina stringeva a se la preziosa cassetta, partenza ore sette, arrivo ore undici alla stazione di Porta Nuova. Mezz’ora di taxi e poi entrata nell’ufficio del direttore che, ascoltata la richiesta di Rosina e visionata la cedola della vincita si mise a disposizione chiedendo alla signora di riempire un mucchio di moduli. Alle quattordici, orario di chiusura dell’ufficio l’ingente vincita era già stata accreditata a Roma sul conto corrente di Rosina e di Amos presso il Capital Credem. Stretta di mano finale e poi entrata presso il vicino albergo ‘Le tre Madame’, dinanzi all’ingresso ‘troneggiava’ il solito portiere in livrea, sembrava un generale. Entrata nel vicino ristorante ‘La Pergola Rosa’, Amos finalmente sfoderò un sorriso sottolineato da Rosina: “Finalmente ti vedo rilassato, forse non ti sei ancora reso conto che siamo ricchi, anche Morgana ed Orazio avranno la loro parte.” Tutti di buon umore pensarono bene ad appagare i richiami dello stomaco con un buon pranzo presso il vicino ristorante ‘La Pergola Rosa.’ Orazio ebbe una reminiscenza dei suoi studi classici: ‘Post prandium stabis, post cenam ambulabis’. Riposa dopo pranzo, passeggia dopo cena, decisero di restare a Torino anche la notte, la mattina dopo avrebbero visitato il Museo Egizio antico desiderio di Orazio sin dai tempi della scuola.  facendo sforzo sulla sua timidezza Amos :“Forse è la vincita all’Enalotto ma… vi comunico un mio vecchio desiderio mai appagato…o forse è meglio evitare…” “Rosina: “Fatti uscire il fiato, in questo momento ci possiamo permettere la qualunque.” “Vorrei passare la notte con Morgana…” Silenzio dei tre, dopo un po’ d’imbarazzo Orazio: “Se le due signore sono d’accordo io non mi oppongo.” L’aforismo: ‘Chi tace…’ Nessuno dei tre aprì bocca, Amos abbracciò moglie e Rosina, prese sottobraccio una stupefatta Morgana per infilarsi in una delle due camere matrimoniali loro assegnate.  Amos prese fra le mani il viso della futura amante e: ”Cara se non ti va dimmelo chiaramente.”  L’interessata pensando alla prossima donazione di denaro pensò bene di accondiscendere al desiderio di Amos, si recò in bagno insieme al futuro amante, dopo lavaggi alle parti intime i  due salirono sul letto matrimoniale.  Era ormai notte, spenta la luce la stanza era stata rischiarata  dal chiarore emesso di un sottostante lampione vicino al quale si erano stabilite delle giovin ed anche meno giovin dame che ‘vociavano’ perché ognuna pretendeva di essere la titolare di quel posto. Morgana aprì la finestra del balcone e: “Signorine buon lavoro ma noi vorremo dormire…” La  risposta non fu molto signorile, un ‘vaffanculo’ in coro delle ‘madamine’ che ripresero la ‘gazzara. Bocca di Orazio sul suo fiorello eccitato sin quando raggiunse un orgasmo.  sollevò la bocca non dal ‘fiero pasto’ ma dalle labbra ‘piangenti’ della amica gnocca  ma l’interessata: “Ti prego entra in fica e restaci a lungo, potremmo dormire in questa posizione!” Dormirono poco in compenso scoparono alla grande sin quasi la mattina quando bussarono alla porta della loro stanza. “Signori dovremmo fare pulizia!” Al bar si accontentarono di cappuccino con brioche, il pranzo era vicino. I quattro  si recarono in un vicino parco con fare indifferente. Orazio confessò  a Rosina  i suoi insuccessi sul lavoro causati dal suo carattere chiuso, Rosina col la praticità proprio delle femminucce si fece un’idea della situazione e: ”Torniamo a Roma, vediamo di sistemare la cosa.” I quattro di buon accordo decisero di dividere in ugual misura la vincita. Rosina: “Da domani ‘incipit nova vita’. Effettivamente la vita  di Orazio fu rivoluzionata: nuovo guardaroba con vestiti a scarpe alla moda, taglio di capelli rasati ai lati, al pian terreno sistemazione dello studio,  fuori una targa che riportava la scritta: Studio Legale dell’avvocato dottor Orazio, patrocinio gratuito per i non abbienti.”  I poveracci romani erano (e sono) tanti, ben presto lo studio si riempì di clienti, Rosina fungeva da segretaria. Orazio aveva acquisito un nuovo stile personale, più aggressivo e grintoso, in Tribunale fece fare una cattiva figura a due giudici. La situazione personale dei quattro cambiò nel senso inglese del ‘wife swapping’ senza nessun accordo verbale da parte loro, la ricchezza fa sorvolare su certe piccolezze. Dopo qualche tempo un rimpianto da parte delle consorti portò  al ritorno alle origini, insomma un husband  swapping intervallato dal wife swapping, in conclusione ….un gran casino.