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Autore

Raffaela Ruju

in archivio dal 03 mag 2006

28 febbraio 1960, Tissi (SS) - Italia

31 maggio 2006

Con labbra di silenzio

E non so dirti perché

mi siedo in questa sponda.

Naufraga, nell'ignoto

miracolo, consapevole.

 


E non conosco la pronuncia

neppure come ti chiami

Se solo ti chiamassi

con labbra di silenzio.

 


Da questo luogo cieco

in cui giace la sostanza

senza scordare un'ora

senza corpo, senza respiro.

 


Senza dimenticare mai

che sei una cosa vera

come un'ombra, e come

un sogno ancora, trasformato.

 


Nei labirinti delle tue mani

Nella venatura del tuo braccio

Nell'osso nudo di te stesso.

 


Oltre e più oltre ancora

la forza di venti maestrali

scompiglieranno ancora

l'essere intero di te,

che ancora resti.

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