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Autore

Raffaela Ruju

in archivio dal 03 mag 2006

28 febbraio 1960, Tissi (SS) - Italia

24 aprile 2009

Della sabbia, della casa e di Ofelia

Dicono che le bambole
hanno occhi di ceramica
e quando piangono
versano lacrime di vetro

 

Hanno case isolate
e fiori di ciliegio
sul vicolo del cielo
in quel luogo reale da sognare

 

Dicono che gli angeli
siano fatti di stoffa
anche loro aspettano maggio
per decorare il volto della luna

 

con due ciliegie come ornamento
e non importa se è di notte
che verranno a svegliare l’innocenza
di una vita rimasta in pianura

 

una bambola di pezza
che non basta manco a se stessa
in quest’ora in cui tutto sembra tacere
tra le ruspe e le urla che cercano

 

A quest’ora ci si dovrebbe fermare
sulla terra ormai cruda e sconfitta
dalla sabbia dell’uomo
che ha venduto l’ultima casa

 

La dimora di Ofelia la bambola
quella fatta di stracci e di foglie marcite
quella grande in fondo alla strada.
Quando ancora c’era la strada.

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