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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

03 giugno 2013 alle ore 16:28

Come prima dell'estate

Lunga appar la via per il sereno 
dal grigio cielo ironico che avvolge
un tempo che non gli appartiene.

Cosi la voce che in sogno desta
musiche e di speranza rantoli
sembra oltre l’orizzonte invisibile.

Nascosta estate giace nell’attesa
e la mano che disegno nella mia
la rondine sta ad imitar dispersa
oramai poco adatta al ritorno.

Delle stagioni il gioco, come i colori
che veleggiano lunghi e soffiati
sui vestiti che animo indossa
mentre ansioso s’aggroviglia all’attesa.

Che non è vital bisogno ma gioia
pronta ad invadere furiosa
ridendo, la pelle mia di brividi
e di balsami soffici la sua figura.

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