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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

18 giugno 2014 alle ore 13:07

Di Noi

La luna giovane ed oramai propensa
ad avvicinare intenti e scorci di mani
quando il tuo respirare era teso
e solleticava i quesiti delle mie ricerche
 
Cosi nel caldo e nell’improvviso
passeggiammo accanto estati e vuoti urbani
e dove l’angolo di caldo più feroce
all’ombra si aggrappava saldo
 
lì fermammo i nostri battiti
nella certezza di un desio già avanzato
che non muore nell’istinto e nella poesia
ma vero resta sfondo genitore di lacrime
 
Poi la festa di scoperte e rosei tremori
con la mente già errante nei tuoi luoghi
senza appigli ne salvezza era incognita
ma la voce che saliva confortava la pelle
 
Ed immergermi nel tuo cuore fu bacio.
Furono gemme di perla negli occhi.
Furono tutte le parole conservate .
Fu l’intento di fermare il viaggio
e cogliere finalmente tra le mani e sulle labbra
il sapore del risveglio.

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