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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

01 aprile 2014 alle ore 13:08

Incantesimo

Adesso Marte caduto velenoso
tra pensieri sospesi e retti
nelle fitte trame d’uno sguardo
 
Poi avvolgersi di malinconica brezza
volando indietro sino all’alba
con l’animo ebbro di calicanto
 
Oh moti non scritti del pensare!
lasciate a Passione le vicende
d’amor pregne e di carezze
 
Voi che siete giullari d’un secondo
levate il nocivo ordigno
innescato tra un dubbio ed il sogno
 
che il bacio nel remoto donato
non teme il picco e la caduta
perché solido resta impresso
nella mente sibillina del cuore.

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