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Autore

Raffaele Vertaglia

in archivio dal 14 dic 2007

07 gennaio 1958, Napoli

segni particolari:
Amo la vita, l'Amore, la musica classica, leggere tanto e scrivere le sensazioni che ne traggo.Non ho spazzole che "sparano" 100 colpi a notte per lenire le voglie di ninfomanie adolescenziali; né uso il pettegolezzo per accattivarmi le masse, ho solamente il cuore e la coscienza.

mi descrivo così:
Sono perché penso. Il mio pensiero é vita e dalla vita traggo sempre per descrivere i pensieri che nascon dalle cose. Dalle più orridi alle più odorose.

17 aprile 2009

Il Dio Fanciullo.

Alte Navate, mosaici e odor d'incenso
la pocondria nel cor mi prende
m'inginocchio e prego un dio latente
che nella solitudine rincuora,
l'immagino presente, che m'ascolta
ma non mi parla più come una volta.
Il ragazzino che guardava in su la santità
s'è ritrovato vecchio e senza identità.
E tu o Dio, che vedi e non sovverti nulla
un crocifisso esala alto il tuo nome
nemmeno un sospirato "Amèn" perviene ancora,
e ancora... ancora,
ancora filari di martiri e di croci
aspettan moribondi la tua voce
anelano in tuo nome, ma non rispondi nulla.
Il Dio Fanciullo che mi serbavo era potente,
ora, da vecchio, in cor non sento niente.
Forse davvero Iddio alberga dentro ogni fanciullo!

20/05/2007

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