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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Spiazzante ed esilarante. Due aggettivi per accedere nel mondo narrativo di Gero Mannella. Le avventure di un commissario - che è debole alla vista del sangue – e dei suoi killer da strapazzo.
    Una scrittura vivace e a tratti dissacrante. Uno stile tutto suo, originale nell’accostare azioni narrative ai limiti del non senso e una scrittura colma d’arguzie letterarie e termini ricercati. È questa la forza della scrittura di Mannella, che rende ancor più intelligentemente simpatica la sua opera lodevole. Una scrittura pregna di significati e scandita da parole e verbi di caratura alta, può essere tranquillamente servita a favore di un’invenzione creativa che di solito si classifica come “bassa”.
    La leggerezza e la delizia della lettura, si scorge a prima vista tra le pagine del nostro autore. Pronto a farti capire tutto, per poi deridere il lettore con trovate creative e davvero spiazzanti.
    Lo scrittore si prende gioco di tutti: anche dei suoi personaggi. Tende semplicemente ad innalzare - fino ad esaurimento - i picchi di assurdità presenti nel mondo reale. Uscendo fuori dal grafico, si arriva in questo mondo fatto di fidanzati che danno fuoco alla propria compagna e poi vanno a una cena di lavoro, di appuntati che prestano il proprio berretto al loro commissario per vomitare sulla scena del crimine, di autopsie svolte mentre si organizza un barbecue.
    Insomma, tutta da gustare questa fatica letteraria di Gero Mannella. Nella dedica autografata dall’autore sulla prima di copertina, si legge: “Con l’auspicio che la lettura desti più sorrisi che sbadigli”. Può stare più che tranquillo, il suo libro si può leggere anche mentre si sorseggia una camomilla... si resterebbe comunque svegli, assorti tra sorrisi leggeri e un'atmosfera tra il sacro e il profano.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • E anche Giuseppe Bisegna cominciò a raccontare, per fortuna…
    La prima pubblicazione di questo giovanissimo autore, classe 1983, è un esordio che non passerà inosservato, non deve. Il talento c’è, e c’è anche una buona padronanza del mezzo che usa per trasmettere pensieri ed emozioni: la poesia.
    La usa con equilibrio e gusto, sperimentando e innovando concetti eterni come quelli di “pagina” e “spazio bianco”. Non ci sarà più alcun blocco dello scrittore per chi leggerà “La verità”, oppure “La macchia”, anzi, sarà più facile comprendere come poche parole possano comunicare tanto.
    E poi ci sono costruzioni piene, dense, che meritano di essere citate, come “Sospesi”: Né carne/ né sangue/ né numeri/ né nomi/ Emozioni/ sospesi a mezz’aria nell’eterno, o “Confessione”: Laggiù/ in fondo fa male/ dove/ io vorrei/ ancora e, per finire, “Il fabbro”: Fu un buon fabbro/ quando seppe cosa prova il ferro/ quando prima arde/ e poi è battuto.
    Immagini significanti, decise e ben tratteggiate, che delineano contorni e materializzano le scene mentre nell’anima si fa spazio il messaggio vero, quello che va al di là della rappresentazione figurata.
    Questo libro è piccolo, brevissimo, ma può servire a tanto perché dentro di sé nasconde una forza che trascina e fa risorgere l’uomo e la poesia.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca