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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
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elementi per pagina
  • Acuta osservatrice del mondo e dotata di una serena consapevolezza, Silvana Stremiz racchiude in questo piccolo libro veri fiori di saggezza, da cogliere e conservare. Ogni poesia, ogni singolo pensiero sparso celebra grandi verità, trasmesse con soave gentilezza.
    Ricordi, idee, emozioni, a volte meditati in solitudine, altrove scaturiti dalla tenera consuetudine dei legami affettivi, fanno di questa raccolta un diario della memoria personale e familiare, e ci regalano il mondo da un punto di vista molto speciale.

    [... continua]

  • Franco Maffiodo rivive con la penna e l’occhio da adulto, il suo tempo di bambino. A lui non serve ripercorrere le strade, i vicoli e gli usci; si orienta col ricordo, e con paesaggi ed emozioni ormai indelebili nel suo spirito.
    La sua poesia è un piatto dolce con l’aggiunta di un pizzico di ironia bonaria. Come quando termina la poesia “V” così:

    Ci si rivede come minimo al prossimo funerale
    meno probabilmente ai matrimoni
    data l’attenta selezione.

    Ricordi sempre più vivi, come quel fiore “fatto col das”. Sono immagini e paesaggi presi nell’assoluto del rimembrare, per poi dargli vita e farli germogliare, con lo sguardo degli anni passati, dell’esperienza accumulata e delle cose comprese e oggi apprezzate ancora di più.
    Un sottile ma notevole anfratto psicologico rende ancora più preziose queste quindici poesie; facili da leggere più difficili da interpretare. Pronti a sfogliare queste pagine e farsi prendere per mano da Franco Maffiodo, per questo viaggio breve ma denso.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • La raccolta di Tullia Bartolini ha come titolo “Limen”. La sensazione, dopo aver sfogliato le cinquantasette poesie, è che si tratta di un limen sincronico. Di un pendolo che oscilla lento in uno spazio ovattato, in un tempo sospeso. Sfera temporale nella quale la Bartolini ha il gran dono di fermare, rendere immobili le emozioni che stanno per salire sino al cervello. Le frena, le prende per mano e le accompagna nel loro cammino con una dolcezza e una sensibilità che balza viva da queste pagine. L’aggettivo “sospeso” ritorna più volte nelle poesie, quasi a rimarcare quanto appena detto. Sensazioni che vengono svelate da lontano, ancora nel momento dell’attesa e in quello dell’elaborazione. Perché, come scrive la stessa autrice nella poesia che apre la raccolta: “perfino il dolore,/ si pensa”. È un pensare, che vuol dire acquisire sensazioni in un modo o nell’altro, secondo la nostra sensibilità, le nostre esperienze. Non è il nostro cervello a riflettere sulla maniera di accusare il colpo, è il nostro corpo che reagisce. “Je sentis avant de pensér” - scriveva Jean Jacque Rousseau.
    Il sentire della Bartolini è frastagliato, fine e dolce. Una poesia che non cade mai a picco, ma accompagna i signori lettori-passeggeri in un atterraggio morbido.

    Venisti da un inverno
    vivo di sole atteso.

    È l’inizio di un’altra poesia. Viene da lí la scrittura di Tullia Bartolini. Dalla pazienza di attendere un inverno, e insieme all’inverno attendere il sole. Essendo forte e debole per vivere anche il buio, la pioggia, la nebbia e il freddo. Perché vanno vissuti a pieno anche loro, altrimenti il sole non servirà a riscaldarci, ma solo a illuminare la terra come una luce artficiale.
    Una raccolta da gustare rilassati, sereni, con un animo predisposto a leggere tra i tempi, anche tra il passato, dove prende il la la rincorsa di quest’autrice raffinata e sensibile.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro