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Autore

Rita Mascialino

in archivio dal 17 gen 2007

10 febbraio 1946, Genova

03 aprile 2007

Pinocchio. Analisi e interpretazione

di Rita Mascialino

editore: Cleup

pagine: 206

prezzo: 14,00 €

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La lettura delle Avventure di Pinocchio- Storia di un burattino di Collodi è stata, e continua ad essere, una delle tappe più significative nella formazione di intere generazioni. La storia del burattino discolo, che dopo una serie infinita di disavventure e peripezie riesce finalmente a trasformarsi meritoriamente in un bambino, ha da sempre appassionato e per certi versi intimorito i piccoli lettori, ai quali essa non manca di fungere da monito contro la malvagità e le cattive compagnie, cause di allontanamento dalla strada del bene.
Al di là dei meriti letterari e del valore socio-pedagogico dell’opera, che si palesano facilmente anche al vasto pubblico, esiste un livello più profondo di interpretazione, un sottobosco di simbologie e significati che si colgono solo attraverso una lettura critica filologica e semantica, affiancata dall’applicazione delle moderne teorie psicanalitiche.
È proprio dall’analisi di questo subconscio dell’opera letteraria che scaturisce il saggio di Rita Mascialino, paragonabile ad uno scavo archeologico all’interno del lavoro di Collodi, in quanto l’autrice, pienamente consapevole della natura poliedrica che può caratterizzare l’atto dello scrivere, guida il lettore attraverso la stratigrafia del testo, con assoluto rigore analitico e chiarezza espositiva.
Nei ventiquattro brevi capitoli nei quali è suddiviso il saggio, di agile lettura e sintetica consequenzialità, i personaggi sono presentati sotto una nuova luce, o, per meglio dire, con tutte le loro ombre, quali si celano dietro gli stessi nomi, la caratterizzazione, le ambientazioni e le atmosfere. Ecco allora che emergono il disagio, la solitudine di un burattino pensante e di un bambino di legno, il suo essere manipolato da adulti senza scrupoli e puntualmente abbandonato a se stesso; ecco che il lettore si affianca al protagonista, con una certa dose di immedesimazione, nel suo percorso catartico, fatto di progressi e di passi indietro, facili tentazioni e difficili soluzioni, atti di ignavia e di coraggio.
La fiaba diventa così una metafora della vita, al contempo tragedia individuale e corale, giacché nel descrivere la tecnica narrativa di Collodi l’autrice dipana i fili dell’umana esistenza, il più delle volte tutt’altro che una favola a lieto fine. Nelle affermazioni pronunciate dai personaggi ed evidenziate con grande perizia nella loro lapidaria significatività, è possibile cogliere la profonda essenza degli aspetti più oscuri dell’animo umano, che generano nel lettore accorto un senso di estremo turbamento, suscitando reazioni di grande impatto emotivo e morale.

recensione di Maria Teresa Di Sarcina

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